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	<title>riscaldamento globale Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Calore estremo. La Terra cuoce l&#8217;umanità con sei settimane di caldo pericoloso all&#8217;anno</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/12/27/calore-estremo-la-terra-cuoce-lumanita-con-sei-settimane-di-caldo-pericoloso-allanno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2024 17:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2024 ha segnato un aumento preoccupante di temperature estreme a livello globale, con un impatto drammatico sulla vita quotidiana. Secondo l&#8217;analisi di World Weather Attribution (WWA) e Climate Central, ogni persona ha vissuto, in media, sei settimane in più all&#8217;anno di giornate a rischio elevato a causa del riscaldamento globale rispetto a scenari senza [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 2024 ha segnato un aumento preoccupante di temperature estreme a livello globale, con un impatto drammatico sulla vita quotidiana. Secondo l&#8217;analisi di World Weather Attribution (WWA) e Climate Central, ogni persona ha vissuto, in media, sei settimane in più all&#8217;anno di giornate a rischio elevato a causa del riscaldamento globale rispetto a scenari senza cambiamento climatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente colpite sono state le regioni insulari, come i Caraibi e il Pacifico, dove gli abitanti hanno affrontato fino a 150 giorni aggiuntivi di temperature pericolose per la salute. Quasi la metà dell&#8217;anno, quindi, è stata caratterizzata da un caldo insopportabile che ha messo a dura prova gli ecosistemi e la popolazione locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in nazioni tradizionalmente meno vulnerabili al caldo estremo, come il Regno Unito, gli Stati Uniti e l&#8217;Australia, l&#8217;incremento delle temperature è stato tangibile, con tre settimane in più di calore intenso rispetto al normale. Questo dato riflette una tendenza globale che non risparmia nessuna area del pianeta, sottolineando l&#8217;universalità della crisi climatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Indonesia, uno dei paesi più popolosi del mondo con 280 milioni di abitanti, il numero di giorni con temperature estreme è aumentato di 122, una situazione che ha messo a rischio la salute pubblica su vasta scala. Nel Medio Oriente, in paesi come l&#8217;Arabia Saudita, il calore ha avuto conseguenze letali, contribuendo alla morte di almeno 1.300 pellegrini durante l&#8217;hajj.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ondate di calore rappresentano una delle minacce più letali legate ai cambiamenti climatici, ma spesso il numero delle vittime viene sottostimato. Esperti affermano che milioni potrebbero essere già morti a causa del caldo estremo negli ultimi decenni, una stima difficile da confermare a causa della mancanza di monitoraggi adeguati. La comprensione e l&#8217;azione tempestiva diventano cruciali per mitigare gli effetti di questa emergenza, salvaguardando così la vita di milioni di persone in tutto il mondo.</p>
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		<title>Mar Mediterraneo a rischio tsunami</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2024 19:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[pericolosità]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[tsunami nel Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il riscaldamento globale potrebbe aumentare significativamente la pericolosità degli tsunami nel Mediterraneo nei prossimi decenni. Questo è quanto emerge da due studi appena pubblicati sulla rivista internazionale Scientific Reports dal titolo Including sea-level rise and vertical land movements in probabilistic tsunami hazard assessment for the Mediterranean Sea e nel volume edito dalla Elsevier intitolato Probabilistic [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il riscaldamento globale potrebbe aumentare significativamente la pericolosità degli tsunami nel Mediterraneo nei prossimi decenni. Questo è quanto emerge da due studi appena pubblicati sulla rivista internazionale Scientific Reports dal titolo Including sea-level rise and vertical land movements in probabilistic tsunami hazard assessment for the Mediterranean Sea e nel volume edito dalla Elsevier intitolato Probabilistic Tsunami Hazard and Risk Analysis, a cui hanno collaborato i ricercatori dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). I risultati, frutto dei progetti europei Savemedcoasts2 e Tsumaps-Neam coordinati dall&#8217;Ingv, evidenziano che il previsto aumento del livello del mare causato dal riscaldamento globale, combinato con i movimenti geologici costieri, potrebbe potenzialmente accrescere il rischio per oltre 150 milioni di persone che vivono in quest&#8217;area. Gli studi analizzano l&#8217;impatto dell&#8217;innalzamento del livello marino, attualmente di circa 4 mm all&#8217;anno ma che è in accelerazione, basandosi sulle proiezioni fino al 2150 fornite dall&#8217;Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc). </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Alla fine di questo secolo, il livello medio globale del mare potrebbe salire fino a circa 1,1 metri rispetto a oggi- spiega Marco Anzidei, ricercatore dell&#8217;Ingv, coautore dello studio e coordinatore del progetto Savemedcoasts2- Questo rappresenta potenzialmente un rischio crescente per le popolazioni costiere del Mediterraneo che non possiamo sottovalutare&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle novità della ricerca è stata l&#8217;integrazione delle analisi sui movimenti verticali delle coste, come la subsidenza, che amplificano gli effetti locali dell&#8217;innalzamento del livello del mare. &#8220;Nello studio abbiamo considerato come i movimenti geologici possano sommarsi all&#8217;innalzamento marino, aggravando il rischio nelle zone dove il suolo tende ad abbassarsi&#8221;, commenta Anita Grezio, ricercatrice dell&#8217;Ingv e primo autore dello studio. Le mappe prodotte dai ricercatori mostrano che, entro i prossimi 50 anni, la probabilità di avere nel Mediterraneo onde di tsunami che causano inondazioni di 1-2 metri potrebbe aumentare dal 10% al 30%. &#8220;Questo significa un significativo incremento del rischio, in particolare per le coste più basse del Mediterraneo, una delle aree più popolate al mondo&#8221;, sottolinea Marco Anzidei. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;importanza di queste analisi è cruciale per la pianificazione e la gestione dei rischi nelle aree costiere. &#8220;La nostra ricerca fornisce nuovi strumenti per valutare il pericolo tsunami, integrando scenari futuri che tengono conto sia dei cambiamenti climatici che dei fenomeni geologici&#8221;, conclude Anita Grezio. I progetti Savemedcoasts2 e Tsumaps-Neam sono stati finanziati dall&#8217;Unione Europea e coordinati dall&#8217;Ingv, contribuendo con risultati chiave alla comprensione dei rischi legati ai maremoti in un&#8217;area altamente vulnerabile come il Mediterraneo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/12/16/mar-mediterraneo-a-rischio-tsunami/">Mar Mediterraneo a rischio tsunami</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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