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	<title>rischio sismico Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Ambiente. Da comuni Abruzzo no metanodotto: &#8220;Dannoso e a rischio sismico&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/12/10/ambiente-da-comuni-abruzzo-no-metanodotto-dannoso-e-a-rischio-sismico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2018 20:34:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un documento congiunto per fermare la creazione del metanodotto Snam Sulmona-Foligno. È stato sottoscritto questa mattina nella sede di viale Bovio della Regione Abruzzo, a Pescara, nel corso di una conferenza stampa convocata dal segretario alla presidenza Mario Mazzocca. Un documento indirizzato alla presidenza del consiglio dei Ministri, al ministro all&#8217;Ambiente Sergio Costa e al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/12/10/ambiente-da-comuni-abruzzo-no-metanodotto-dannoso-e-a-rischio-sismico/">Ambiente. Da comuni Abruzzo no metanodotto: &#8220;Dannoso e a rischio sismico&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un documento congiunto per fermare la creazione del metanodotto Snam Sulmona-Foligno. È stato sottoscritto questa mattina nella sede di viale Bovio della Regione Abruzzo, a Pescara, nel corso di una conferenza stampa convocata dal segretario alla presidenza Mario Mazzocca. Un documento indirizzato alla presidenza del consiglio dei Ministri, al ministro all&#8217;Ambiente Sergio Costa e al ministro allo Sviluppo Economico Luigi Di Maio dalla Regione, il Comune di Sulmona e quello dell&#8217;Aquila a fare da capofila e altri 25 Comuni abruzzesi oltre quattro organizzazioni ambientaliste e cioe&#8217; Wwf, Legambiente Abruzzo, Pro Natura Abruzzo e i comitati cittadini nati a Sulmona. &#8220;Quando abbiamo saputo della Tap- ha detto Mazzocca- ci siamo preoccupati. Anche perche&#8217; il gas che dovrebbe essere trasportato e che dovrebbe passare in Abruzzo, Lazio e Umbria sara&#8217; destinato alla vendita nei Paesi del nord Europa. Le ragioni per cui questo metanodotto cosi&#8217; come la costruzione della centrale e&#8217; sbagliata &#8211; ha aggiunto &#8211; sono molteplici e tutte documentate nel documento congiunto che sottoscriviamo oggi&#8221;. Rischi, sottolineano gli aderenti, che vanno dall&#8217;impatto ambientale, ai rischi sismici, passando per i rischi di danni alla salute, all&#8217;economia e le questioni legate alla vincolistica, cioe&#8217; ai luoghi dove il metanodotto dovrebbe passare. &#8220;Fino ad ora &#8211; ha aggiunto Mazzocca &#8211; abbiamo tenuto 8 tavoli sulla questione. Ora vorremmo si riaprisse un dialogo con il nuovo Governo. Negli anni &#8211; ha sottolineato &#8211; abbiamo anche avanzato proposte alternative, ma non abbiamo mai ottenuto risposta. Piu&#8217; che il metanodotto della Rete Adriatica, visto che dovrebbe smembrare zone di particolare interesse naturalistico, questa sta diventando la Rete appenninca&#8221;. Al Governo si chiede dunque di &#8220;voler ripesare la scelta operata da Snam, di voler sottoporre nuovamente il progetto Rete Adriatica della lunghezza complessiva di 687 km, a Valutazione Ambientale Strategica (Vas); a voler riconsiderare &#8211; si legge nel documento congiunto &#8211; la pesatura dei criteri tipicamente utilizzati per dichiarare la &#8220;pubblica utilita&#8217;&#8221; di opere di siffatta portata e di voler ristabilire con le regione e le automonie locali rapporti di leale collaborazione istituzionale&#8221;. E&#8217; nel 2011, e&#8217; stato spiegato, che la strada della Centrale di compressione e quella del metanodotto si dividono con la prima ormai a un passo dalla sua realizzazione.</p>
<p>&#8220;E&#8217; stato il Governo Gentiloni &#8211; ha sottolineato Giovanna Margadonna dei Comitati cittadini della citta&#8217; di Sulmona &#8211; a dare l&#8217;autorizzazione alla realizzazione dell&#8217;opera della Snam. In Italia, pero&#8217; &#8211; ha aggiunto &#8211; abbiamo gas a sufficienza sia in termini di rete che di consumi. L&#8217;alta sismicita&#8217; delle zone in cui dovrebbe passare definisce un tracciato assurdo. Se questo Governo e&#8217; quello del cambiamento, allora chiediamo un cambiamento responsabile che tenga conto della volonta&#8217; di chi sui territori vive. Chiediamo quindi di non autorizzare la costruzione del metanodotto &#8211; ha aggiunto &#8211; e anche di rivedere il Via con cui si e&#8217; dato l&#8217;ok alla centrale di compressione per capire quali danno possa aver apportato il terremoto del 2016. Questo territorio &#8211; ha concluso &#8211; e&#8217; uno scrigno di opportunita&#8217; e questa non e&#8217; tra quelle di cui abbiamo bisogno&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;Aquila, liceo Cotugno ‘a rischio’: protesta e paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 08:43:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Rabbia e tanta tanta paura: “a scuola, se le cose restano così noi non torniamo”. E gli studenti del Liceo Cotugno di L’Aquila non scherzano: da un paio di giorni hanno dato il via ad una protesta che andrà avanti ad oltranza, su circa 1.200 alunni ne entrano 20-25, gli altri restano fuori in una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Rabbia e tanta tanta paura: “a scuola, se le cose restano così noi non torniamo”. E gli studenti del <strong>Liceo Cotugno di L’Aquila</strong> non scherzano: da un paio di giorni hanno dato il via ad una protesta che andrà avanti ad oltranza, su circa 1.200 alunni ne entrano 20-25, gli altri restano fuori in una contestazione che ha anche l’appoggio di insegnanti e genitori.</p>
<p>“Siamo compatti su questo- raccontano all’agenzia DIRE Andrea Amarii, uno studente, e Annalucia Bonanni, insegnante- Nella nostra scuola solo un paio di locali rispondo a criteri di sicurezza“.</p>
<p>Una situazione, stando a quanto spiega la professoressa Bonanni, decisamente complicata: “Dopo il sisma dell’aprile del 2009 siamo rientrati a scuola- ricorda- Era a posto, era classificata ‘B’, quindi considerata agibile con pochi lavori“.</p>
<p>Gli Enti pubblici, spiega ancora l’insegnante, hanno l’obbligo di fare delle prove di<strong> vulnerabilità sismica degli edifici</strong> e l’indice deve essere pari a 1, ovvero il 100%. Recentemente un gruppo di genitori di quella scuola, dopo le ultime scosse, è riuscito ad avere le prove di vulnerabilità fatte dalla Provincia per il Cotugno nel 2013. È emerso che “nella nostra scuola- continua l’insegnante- solo 2 locali, palestra e aula magna, rispondono a criteri di sicurezza, mentre la maggior parte dei locali hanno un indice dello 0,26%, inferiore quindi all’uno richiesto”.</p>
<p>Inoltre “la parte della scuola che corrisponde alle rampe e a due accessi ha un indice praticamente uguale a zero. Infatti la prova non è soddisfatta neanche per carichi statici. Proprio non ci siamo“.</p>
<p><strong>Il liceo ha avuto una verifica fatta con i vigili del fuoco “ma sono solo verifiche visive.</strong> C’è un gap con il concetto di agibilità“.</p>
<p>Lo scorso 16 gennaio il sindaco e un consigliere regionale del Pd ha incontrato un gruppo di genitori, quello che ha ottenuto i documenti con gli indici di vulnerabilità, e i rappresentanti degli studenti. Dall’incontro sarebbe emersa l’intenzione di trovare una soluzione alternativa all’edificio del Cotugno, intenzione che però sarebbe rimasta ferma a quella data. Dopo di allora ci sono state altre iniziative, diffide dei genitori a Prefettura, Provincia e Ufficio scolastico della Regione, stessa cosa da parte delle insegnanti: “Vogliamo che ci dicano che la scuola è sicura, oggi ci garantiscono che in caso di scossa non ci crolla tutto in testa? Non abbiamo garanzie”, continua l’insegnante.</p>
<p>La protesta, intanto, andrà avanti: “Ci sono stati degli incontri istituzionali, la protesta continua, qualcuno dovrà dire qualcosa, non si può andare avanti così. Servirà mettere un punto e ripartire. La guerra non la prepari in tempo di pace, non dobbiamo aspettare.Bisogna ripartire”.</p>
<p style="text-align: right;">Adriano Gasperetti-Dire</p>
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		<title>Prevenzione rischio sismico: richieste Anci Abruzzo a governo</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 09:23:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il recente sisma che ha colpito il Centro Italia ha riportato in evidenza il tema della prevenzione del rischio simico a partire dai luoghi pubblici piu&#8217; vulnerabili, le scuole. &#8220;Praticamente &#8211; afferma Giovanni Di Pangrazio, vice presidente di Anci Abruzzo &#8211; tutti i comuni abruzzesi sono interessati da questa necessita&#8217; di adeguare le strutture con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il recente<strong> sisma che ha colpito il Centro Italia</strong> ha riportato in evidenza il tema della<strong> prevenzione del rischio simico</strong> a partire dai luoghi pubblici piu&#8217; vulnerabili, le scuole.</p>
<p>&#8220;Praticamente &#8211; afferma <strong>Giovanni Di Pangrazio, vice presidente di Anci Abruzzo</strong> &#8211; tutti<strong> i comuni abruzzesi sono interessati da questa necessita&#8217; di adeguare le strutture con la messa in sicurezza</strong> attraverso un piano di interventi che ha bisogno di essere rapidamente attuato per consentire la serenita&#8217; della fruizione dei servizi della pubblica istruzione agli alunni, ai genitori e al personale scolastico. Si e&#8217; determinato dopo il terremoto apprensione e allarme legittimo nell&#8217;opinione pubblica che attende risposte. Molto si e&#8217; fatto, molto resta da fare. Come Anci Abruzzo &#8211; spiega Giovanni Di Pangrazio che e&#8217; anche sindaco di Avezzano &#8211; torniamo a chiedere<strong> finanziamenti certi nel nuovo &#8216;Piano Casa Italia</strong>&#8216; annunciato dal Governo. <strong>Riguardo agli indici di vulnerabilita&#8217; degli edifici pubblici i sindaci non vanno lasciati soli</strong>. La Protezione civile deve svolgere il compito istituzionale di prevenzione che gli e&#8217; assegnato assumendo anche quello terzo di Ente certificatore delle vulnerabilita&#8217; sismiche&#8221;.</p>
<p>Secondo Di Pangrazio &#8220;La normativa attuale deve essere semplificata per favorire la rapida esecuzione degli interventi di adeguamento sismico del patrimonio immobiliare strategico pubblico.<strong> I sindaci chiedono un segnale forte dal governo</strong>, abbiamo bisogno di una semplificazione delle procedure amministrative per la messa in sicurezza degli edifici che sono burocraticamente lunghe e farraginose. Accade che pur avendo i fondi disponibili ci possano volere anche 3 anni per realizzare l&#8217;opera prevista, e&#8217;<strong> necessaria una procedura d&#8217;urgenz</strong>a che sia rivolta ai territori che hanno una caratterizzazione sismica rilevante, al fine di agevolare il lavoro dei sindaci e dei tecnici. Chiediamo che le risorse destinate a questi compiti possano essere scomputati dai saldi di bilancio, in maniera da liberare fondi aggiuntivi nei lavori da realizzare e le deroghe ai blocchi delle assunzioni per poter assumere il personale tecnico necessario. In questo senso &#8211; conclude il vice presidente di<strong> Anci Abruzzo</strong> &#8211; ci facciamo promotori di queste esigenze presso i livelli nazionali della nostra Associazione, il governo centrale e quello regionale al fine di sensibilizzare tutti i soggetti ad un tema da affrontare in tempi rapidi ed ormai non piu&#8217; rinviabili&#8221;</p>
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		<title>Terremoto:  scuole abruzzesi non a norma, interrogazione M5S</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2016 16:28:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Lunedi&#8217; scorso abbiamo presentato i dati sullo stato antisismico delle scuole abruzzesi del sito ministeriale &#8216;Scuole in chiaro&#8216;, evidenziando come circa il 75% delle scuole della nostra regione non sia a norma! Un dato drammatico, soprattutto in considerazione del fatto che il territorio abruzzese e&#8217; in prevalenza a rischio sismico medio-alto (zone 1 e 2). [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Lunedi&#8217; scorso abbiamo presentato i dati sullo stato antisismico delle<strong> scuole abruzzesi</strong> del sito ministeriale &#8216;<strong>Scuole in chiaro</strong>&#8216;, evidenziando come circa il 75% delle scuole della nostra regione non sia a norma! Un dato drammatico, soprattutto in considerazione del fatto che il<strong> territorio abruzzese e&#8217; in prevalenza a rischio sismico medio-alto</strong> (zone 1 e 2). Questo vuol dire che nella malaugurata ipotesi di un evento sismico importante in orari diurni, la grande maggioranza dei nostri alunni sarebbe esposta a un rischio elevatissimo. Per questo abbiamo presentato l&#8217;interrogazione non soltanto al <strong>ministero dell&#8217;Istruzione</strong>, ma anche a quello dell&#8217; Interno per chiedere quali iniziative intenda intraprendere, anche attraverso i prefetti, per accertare e assicurare che gli alunni frequentino scuole adeguate alla normativa antisismica&#8221;. Lo afferma il <strong>deputato del M5S Gianluca Vacca,</strong> firmatario insieme ai colleghi Colletti e Del Grosso dell&#8217;interrogazione.</p>
<p><strong>&#8220;Ci saremmo aspettati una presa di posizione forte da parte di tutti gli amministratori in seguito a questo dato, ma purtroppo non si e&#8217; levata nessuna voce.</strong> Eppure &#8211; proseguono i tre parlamentari &#8211; <strong>stiamo parlando della sicurezza dei nostri ragazzi</strong>, in un <strong>territorio che ancora piange i morti di L&#8217;Aquila</strong>.</p>
<p><strong>Le verifiche degli eventuali danni subiti in seguito all&#8217;attivita&#8217; sismica di Amatrice non risolvono il problema di base: la maggioranza delle scuole, stando ai dati ministeriali, non e&#8217; sicura e non potrebbe essere agibile&#8221;</strong>.</p>
<p>&#8220;Un problema ormai annoso che va affrontato con serieta&#8217; e attenzione costanti, non solo in occasione di eventi tragici e sull&#8217;onda dell&#8217;emotivita&#8217;&#8221; aggiunge il consigliere regionale<strong> Gianluca Ranieri</strong>, &#8220;motivo per il quale interrogheremo il presidente D&#8217;Alfonso su quanto intenda fare, a fronte della mancata adozione di opportune misure di adeguamento e messa in sicurezza degli edifici scolastici da parte degli enti locali, nonche&#8217; sui provvedimenti che saranno messi in campo dalla Regione per affrontare un problema che si trasforma ogni giorno di piu&#8217; in emergenza&#8221;, conclude il consigliere</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/09/14/96191/">Terremoto:  scuole abruzzesi non a norma, interrogazione M5S</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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