<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>rischio Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
	<atom:link href="https://www.improntalaquila.com/tag/rischio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 19 May 2021 16:17:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">243925370</site>	<item>
		<title>Salute. Colesterolo &#8220;cattivo&#8221; e infarto: test DNA calcola rischio</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/05/19/salute-colesterolo-cattivo-e-infarto-test-dna-calcola-rischio/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2021/05/19/salute-colesterolo-cattivo-e-infarto-test-dna-calcola-rischio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 May 2021 16:17:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[aterosclerotiche]]></category>
		<category><![CDATA[colesterolo]]></category>
		<category><![CDATA[DNA]]></category>
		<category><![CDATA[esami]]></category>
		<category><![CDATA[Ldl]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[Tac]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=106256</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;effetto del colesterolo Ldl (il cosiddetto colesterolo &#8216;cattivo&#8217;) sul rischio di sviluppare un infarto miocardico dipende anche dai geni: questi i risultati di uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Circulation (American heart association) e realizzato da Allelica, società di software di genomica specializzata nello sviluppo di Punteggio di rischio poligenico (Polygenic risk score &#8211; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/05/19/salute-colesterolo-cattivo-e-infarto-test-dna-calcola-rischio/">Salute. Colesterolo &#8220;cattivo&#8221; e infarto: test DNA calcola rischio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;effetto del colesterolo Ldl (il cosiddetto colesterolo &#8216;cattivo&#8217;) sul rischio di sviluppare un infarto miocardico dipende anche dai geni: questi i risultati di uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Circulation (American heart association) e realizzato da Allelica, società di software di genomica specializzata nello sviluppo di Punteggio di rischio poligenico (Polygenic risk score &#8211; Prs) per la medicina personalizzata. Grazie al software di analisi Prs sviluppato dalla start up Allelica, i dati hanno mostrato che la combinazione delle informazioni sul rischio genetico del paziente con il suo livello di colesterolo Ldl permette di identificare persone a maggior rischio cardiovascolare che sarebbero altrimenti invisibili ai modelli di rischio tradizionali. Queste persone con alto rischio hanno potenzialmente bisogno di un trattamento farmacologico adeguato. Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte in Europa, determinando quasi 4 milioni di decessi (43% di tutti i decessi) nel 2016. Anche in Italia rappresentano ancora la principale causa di morte (dati Istat 2018), essendo responsabili del 34,8% di tutti i decessi (31,7% nei maschi e 37,7% nelle femmine). Dato significativo: il 40% degli adulti presenta almeno 3 dei fattori modificabili di rischio cardiovascolare, quali ipertensione, ipercolesterolemia, sedentarietà, fumo, eccesso ponderale, scarso consumo di frutta e verdura (dati Progetto Cuore). Lo studio pubblicato su Circulation mostra, in particolare, che le persone con livelli medi di colesterolo Ldl (130-160 mg/dl) ma con uno score poligenico elevato hanno un rischio equivalente di soffrire di malattie cardiovascolari e infarto rispetto alle persone con ipercolesterolemia (&gt; 190 mg/dl) ma con un Prs di valore medio. La ricerca ha inoltre dimostrato che le persone con punteggi poligenici elevati rispetto alle malattie coronariche possono ridurre il rischio di malattia portandolo nella media della popolazione se mantengono livelli ottimali di Ldl (&lt;100 mg/dl). Individui invece con score poligenico basso non presentano un aumento del rischio all&#8217;aumentare dei livelli di Ldl. &#8216;Il rischio di un individuo di avere un infarto o un ictus è determinato dall&#8217;interazione di molti elementi, essendo esso multifattoriale e poligenico. Oggi i risultati di questo nuovo score di rischio poligenico (Prs) cardiovascolare apre interessanti prospettive cliniche per i nostri pazienti, dimostrando che il rischio cardiovascolare di un individuo dipende da una correlazione tra colesterolo Ldl e rischio genetico&#8217; -spiega il professor Ciro Indolfi, presidente Sic (Società italiana di cardiologia). &#8216;Lo studio, pubblicato su Circulation, effettuato su più di 400.000 individui, ha dimostrato che il rischio di infarto e ictus conferito dal colesterolo &#8216;cattivo&#8217; (Ldl-C) è modificato dal background genetico di un individuo. Questo studio suggerisce che i maggiori benefici dei farmaci che abbassano il C-Ldl si otterrebbero negli individui con alti score di rischio poligenico (Prs)&#8217;. &#8216;Lo studio -conclude Indolfi -ha dimostrato che nei pazienti con alto Prs l&#8217;aumento del rischio cardiovascolare, a parità di colesterolo Ldl, è stato il doppio rispetto al gruppo Prs intermedio&#8217;. Il Prs è in grado, inoltre, di identificare con precisione quegli individui che nonostante siano indicati come bisognosi di un intervento terapeutico, secondo le linee guida correnti, non sono in realtà ad alto rischio cardiovascolare in base ai loro geni e ai livelli di Ldl, e che quindi potrebbero potenzialmente evitare il trattamento. &#8216;La definizione del rischio cardiovascolare individuale è oggi uno step fondamentale per le strategie di prevenzione cardiovascolare&#8217; -fa notare il Professor Massimo Volpe, presidente Siprec (Società italiana per la prevenzione cardiovascolare). &#8216;Non è sufficiente diagnosticare e trattare i singoli fattori di rischio, come ipertensione arteriosa, dislipidemie, diabete, ma occorre definire il profilo di rischio cardiovascolare totale (Rct) in ogni singolo individuo e mettere al centro di tutte le strategie e interventi di prevenzione la riduzione di questo valore complessivo, non di singoli elementi come il livello di colesterolo Ldl&#8217;. &#8216;Assistiamo in questo momento all&#8217;emergere di un concetto nuovo, ossia la prevenzione di precisione, che analogamente alla medicina di precisione, intende rendere gli interventi più efficaci e personalizzati. Basti pensare al progetto di legge Cardio50 (Ddl 869 in discussione in questo momento al Senato, ndr.), che, come società scientifiche, stiamo portando avanti insieme alle istituzioni e prevede uno screening nazionale su tutte le fasce di età per identificare i soggetti su cui agire con maggiore incisività ed efficienza&#8217; -evidenzia il professor Alessandro Boccanelli, presidente Sicge (Società italiana di cardiologia geriatrica). &#8216;In questo contesto, può essere molto utile avere a disposizione un semplice test genetico che affina la valutazione del rischio cardiovascolare così da interpretare il vero significato dei diversi livelli di colesterolo e identificare meglio gli individui su cui concentrare l&#8217;azione preventiva&#8217;. &#8216;Nella pratica clinica risultava un gap informativo: si possono osservare per esempio formazioni di placche aterosclerotiche in pazienti nonostante livelli di colesterolo Ldl non elevato e l&#8217;assenza dei fattori di rischio notoriamente associati a questa condizione; ad oggi non era ancora stato effettuato uno studio sistematico su come la predisposizione genetica collegata al livello colesterolo Ldl influenzi il rischio di infarto miocardico&#8217; -sottolinea Giordano Bottà, PhD, Ceo di Allelica. &#8216;Il nostro strumento di analisi del Prs rispetto alle malattie coronariche, basandosi su un nuovo calcolo del punteggio con un potere predittivo migliore rispetto a tutti quelli precedentemente pubblicati, ci ha consentito di comprendere come il colesterolo Ldl non influisca sul rischio cardiovascolare per tutte le persone allo stesso modo&#8217;. Il Prs è una misura del rischio di malattie di una persona basata sui suoi geni e si calcola combinando gli effetti di un gran numero di varianti genetiche nel genoma. Allelica ha sviluppato avanzati strumenti digitali per la stima del Prs di una persona rispetto a patologie cardiovascolari, basandosi sulla più recente tecnologia bioinformatica applicata allo studio dei dati genetici di circa 408.000 individui della biobanca del Regno Unito. Basandosi su questo algoritmo, Allelica ha preparato un semplice test genetico salivare, chiamato CardioriskSCORE®, che consente di valutare il Prs di ogni individuo. L&#8217;utilizzo di Prs può inserirsi in ulteriori filoni di ricerca nell&#8217;ambito delle malattie cardiovascolari, come il progetto sul rischio di infarto cardiaco Intestrat-Cad finanziato da Frrb (Fondazione regionale per la ricerca biomedica, regione Lombardia), presentato dal dottor Gualtiero Colombo, responsabile dell&#8217;Unità di ricerca di immunologia e genomica funzionale presso il Centro cardiologico Monzino Irccs di Milano. Lo studio combina dati di imaging cardiovascolare (Tac coronarica ad alta definizione) e una serie di parametri che provengono dalle scienze cosiddette &#8216;omiche&#8217; (genomica, epigenomica, trascrittomica) per predire quale sarà la prima manifestazione clinica in un soggetto con aterosclerosi coronarica, cioè se presenterà un evento acuto, un infarto o una forma stabile dal decorso più favorevole. Il rischio genetico calcolato come Prs sarà valutato insieme agli altri parametri per fornire indicazioni e strumenti personalizzati utili alla prevenzione della malattia coronarica a livello individuale. Per la fase successiva del progetto, Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, supporterà Allelica nel portare i benefici del Prs dalla ricerca alla pratica clinica, promuovendo il dispositivo medico CardioriskSCORE®, sviluppato appositamente per la verifica del rischio poligenico, presso i professionisti della salute attivamente coinvolti nella gestione delle patologie cardiache (cardiologi, internisti). &#8216;Crediamo sia molto importante investire in metodi innovativi di prevenzione e rafforzare l&#8217;impegno in questo momento in cui la pandemia ha spesso portato a forti ritardi negli screening -dichiara Andrea Paolillo, Medical affairs director Merck Italia. &#8216;Il Prs di Allelica offre una soluzione semplice ed efficace, in linea con un nuovo approccio nella cura, che deve essere sempre più personalizzata, predittiva, preventiva e partecipativa &#8211; la cosiddetta medicina delle 4P -e siamo convinti possa avere ulteriori, utili applicazioni in futuro&#8217;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/05/19/salute-colesterolo-cattivo-e-infarto-test-dna-calcola-rischio/">Salute. Colesterolo &#8220;cattivo&#8221; e infarto: test DNA calcola rischio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2021/05/19/salute-colesterolo-cattivo-e-infarto-test-dna-calcola-rischio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">106256</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Autostrade, De Micheli: &#8220;No rischi, ma azione adeguamento&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/01/10/autostrade-de-micheli-no-rischi-ma-azione-adeguamento/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2020/01/10/autostrade-de-micheli-no-rischi-ma-azione-adeguamento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 10:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[adeguamento]]></category>
		<category><![CDATA[autostrade]]></category>
		<category><![CDATA[de micheli]]></category>
		<category><![CDATA[gallerie]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[viadotti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=104185</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non c&#8217;e&#8217; un rischio ma una attivita&#8217; di adeguamento ad alcune norme obbligatorie, e&#8217; una attivita&#8217; che garantisce la sicurezza dentro le gallerie&#8221;. Alla domanda su come pensa il Governo di intervenire sulla messa in sicurezza di gallerie e viadotti, risponde cosi&#8217; la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, oggi in visita [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/01/10/autostrade-de-micheli-no-rischi-ma-azione-adeguamento/">Autostrade, De Micheli: &#8220;No rischi, ma azione adeguamento&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> &#8220;Non c&#8217;e&#8217; un rischio ma una attivita&#8217; di adeguamento ad alcune norme obbligatorie, e&#8217; una attivita&#8217; che garantisce la sicurezza dentro le gallerie&#8221;. Alla domanda su come pensa il Governo di intervenire sulla messa in sicurezza di gallerie e viadotti, risponde cosi&#8217; la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, oggi in visita al cantiere della stazione Linate della M4, la nuova metropolitana cittadina. &#8220;In alcuni casi- continua la ministra- non essendo possibili interventi strutturali insieme alla Ue l&#8217;Italia ha concordato negli anni passato le cosiddette opere compensative, Aspi ha chiesto al Consiglio superiore dei lavori pubblici degli standard oggettivi per poter concludere gli interventi su queste gallerie e per la loro messa in sicurezza. Anche rispetto all&#8217;infrazione europea che l&#8217;Italia ha avuto di recente&#8221;. </p>
<p>&#8220;Sui viadotti- spiega De Micheli-abbiamo stanziato tutte le risorse dello scorso anno che sono arrivate tutte ai soggetti che possono spenderli. Abbiamo chiuso il decreto che finanzia i viadotti per le province per 250 milioni, abbiamo chiuso il piano di manutenzione dei viadotti di Anas alla fine dell&#8217;anno scorso che piu&#8217; che raddoppia gli interventi sui viadotti. Il consiglio superiore dei lavori pubblici nei prossimi giorni emanera&#8217; le linee guida ufficiali per la sicurezza sui viadotti&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/01/10/autostrade-de-micheli-no-rischi-ma-azione-adeguamento/">Autostrade, De Micheli: &#8220;No rischi, ma azione adeguamento&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2020/01/10/autostrade-de-micheli-no-rischi-ma-azione-adeguamento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">104185</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Imprese. Tutela privacy, Anorc: &#8220;Formare evita violazione diritti&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/11/14/imprese-tutela-privacy-anorc-formare-evita-violazione-diritti/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2019/11/14/imprese-tutela-privacy-anorc-formare-evita-violazione-diritti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2019 20:16:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Fischetti]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[GDPR]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=104007</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sicurezza e protezione dei dati personali, accountability e misure di tutela della privacy. Cosa e&#8217; cambiato per le imprese dopo l&#8217;introduzione del regolamento generale europeo, cosiddetto &#8216;Gdpr&#8217;? A spiegarlo alla Dire, Alessandra Fischetti, professionista della privacy di &#8216;Anorc&#8217;, l&#8217;associazione che rappresenta i professionisti e il mercato della custodia dei dati, delle informazioni e dei documenti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/14/imprese-tutela-privacy-anorc-formare-evita-violazione-diritti/">Imprese. Tutela privacy, Anorc: &#8220;Formare evita violazione diritti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sicurezza e protezione dei dati personali, accountability e misure di tutela della privacy. Cosa e&#8217; cambiato per le imprese dopo l&#8217;introduzione del regolamento generale europeo, cosiddetto &#8216;Gdpr&#8217;? A spiegarlo alla Dire, Alessandra Fischetti, professionista della privacy di &#8216;Anorc&#8217;, l&#8217;associazione che rappresenta i professionisti e il mercato della custodia dei dati, delle informazioni e dei documenti digitali e che in questi giorni sta partecipando a &#8216;Sicurezza 2019&#8242;, fiera internazionale su security e antincendio in corso a Rho-Fieramilano. &#8220;Il principio di accountability e&#8217; uno dei pilastri del regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali- esordisce Fischetti- Significa responsabilizzare il titolare del trattamento dei dati personali in modo tale che quest&#8217;ultimo non sia un mero esecutore della norma, ma sia quello che sceglie che tipo di trattamento effettuare con quali strumenti e soprattutto con quali misure di sicurezza. Questo significa quindi essere responsabile per le proprie scelte ma soprattutto, questa la vera novita&#8217; del regolamento, di poterne dare prova. Il titolare deve cioe&#8217; essere in grado di dare atto, laddove ci fossero violazioni dei dati personali, del perche&#8217; ha deciso di agire in quel modo o, in altre parole, quali valutazioni sono state alle base delle misure di sicurezza che ha ritenuto idonee a tutelare i dati e quindi gli interessi della persona fisica oggetto del trattamento&#8221;. Ci sono altri due principi cardine del regolamento europeo, entrambi strettamente connessi al principio di accountability. &#8220;Privacy-by-design, prosegue Fischetti, significa che la protezione del dato personale deve esistere sin dall&#8217;origine, cioe&#8217; dalla progettazione. Se il titolare vuole utilizzare un determinato strumento per effettuare un trattamento fin dalla progettazione &#8220;deve valutare quali potrebbero essere i rischi e dunque essere in grado di prevedere delle misure adeguate a mitigarli il piu&#8217; possibile&#8221;. Con riferimento al &#8216;Gdpr&#8217; &#8220;il rischio e&#8217; proprio la lesione dei diritti fondamentali della persona fisica. Privacy-by-default significa, invece, che la protezione del dato personale deve essere garantita per impostazione predefinita. Il titolare cioe&#8217;, in modo automatico, deve trattare solamente i dati essenziali al raggiungimento delle finalita&#8217; prefissate e solamente per il periodo strettamente necessario all&#8217;utilizzo&#8221;. Fischetti affronta poi il punto relativo alle misure indispensabili per garantire la protezione dei dati personali dei lavoratori e delle lavoratrici: &#8220;Quando si parla di sicurezza e di protezione dei dati personali- spiega- sicuramente rileva ancora il concetto di accountability. Rispetto al passato e al nostro codice privacy, il &#8216;Gdpr&#8217; ha dato liberta&#8217; di decisione al datore di lavoro anche in punto di misure di sicurezza e tutela della privacy. L&#8217;articolo 32 elenca una serie di misure che pero&#8217; non sono tassative e non sono esaustive. Si parla di pseudonimi, di cifrature, di capacita&#8217; di poter recuperare il dato in caso di violazione. Queste misure, se adottate, sono utili ma non e&#8217; detto che vengano applicate in tutti i contesti e da tutti i titolari del trattamento&#8221;. &#8220;Infatti- aggiunge- lo stesso articolo del regolamento dice che la scelta del titolare puo&#8217; essere fondata sulla valutazione di una serie di parametri, tra cui lo stato dell&#8217;arte, le possibilita&#8217; offerte dal progresso tecnologico, i costi di attuazione, la quantita&#8217; di dati. Evidentemente le misure adottate da Google, per esempio, saranno diverse da quelle adottate da un piccolo imprenditore. Le misure possono quindi essere molte- conclude Fischetti- fondamentale sicuramente la formazione dei lavoratori cosiddetti autorizzati al trattamento. La loro formazione evita nella maggior parte dei casi la violazione di dati proprio perche&#8217; anche loro sapranno consapevolmente come tutelarli adeguatamente&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/14/imprese-tutela-privacy-anorc-formare-evita-violazione-diritti/">Imprese. Tutela privacy, Anorc: &#8220;Formare evita violazione diritti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2019/11/14/imprese-tutela-privacy-anorc-formare-evita-violazione-diritti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">104007</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Rischio droni sugli aeroporti Ue</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/04/03/rischio-droni-sugli-aeroporti-ue/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2019/04/03/rischio-droni-sugli-aeroporti-ue/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 14:05:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[aeroporti UE]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[voli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=103237</guid>

					<description><![CDATA[<p>Piloti certificati, droni registrati e corsi di formazione accurati. Questa la formula che Italdron Academy, protagonista di un’intesa con CEPAS (Istituto di certificazione delle competenze e della formazione), lancia con forza per far fronte a quella che minaccia di diventare una vera e propria emergenza sicurezza nei cieli e negli aeroporti di tutta Europa. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/03/rischio-droni-sugli-aeroporti-ue/">Rischio droni sugli aeroporti Ue</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Piloti certificati, droni registrati e corsi di formazione accurati. Questa la formula che Italdron Academy, protagonista di un’intesa con CEPAS (Istituto di certificazione delle competenze e della formazione), lancia con forza per far fronte a quella che minaccia di diventare una vera e propria emergenza sicurezza nei cieli e negli aeroporti di tutta Europa.<br />
Il recente blocco di Malpensa, fermato per venti minuti con quattro voli dirottati per la segnalata presenza di un drone, fa eco alla chiusura per diversi giorni, costata più di 17 milioni di sterline di danni, dell’aeroporto londinese di Gatwick, costretto dalla presenza di droni nello spazio aereo a tenere a terra mille aerei.</p>
<p>Secondo Italdron Academy, organizzazione riconosciuta da ENAC, il problema dei droni dovrà essere affrontato con serietà a partire dalle organizzazioni mondiali e dall’Unione Europea che sino a oggi lo hanno sottovalutato all’insegna di una presunta liberalizzazione.</p>
<p>Italdron Academy ha messo a punto un corso, certificato da CEPAS, che prevede il conseguimento di un attestato professionale, post conseguimento del patentino di volo, per funzioni specifiche di utilizzo dei droni in aree professionali come le grandi strutture industriali e i siti di sviluppo immobiliare.</p>
<p>Ma nel futuro, specie se sarà recepito, come tutti gli addetti ai lavori auspicano, il regolamento che dovrebbe prevedere dal 2020 la registrazione obbligatoria di tutti i droni, si prospetta, a livello di vera e propria emergenza per l’aviazione civile, la messa in opera di una piattaforma di controllo di tutti i droni e specialmente l’obbligo di una formazione professionale certificata per chi li utilizza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/03/rischio-droni-sugli-aeroporti-ue/">Rischio droni sugli aeroporti Ue</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2019/04/03/rischio-droni-sugli-aeroporti-ue/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">103237</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Malaria da aeroporto e malattie in valigia: il rischio dei viaggi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/06/15/malaria-daeroporto-e-malattie-in-valigia-il-rischio-dei-viaggi/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2018/06/15/malaria-daeroporto-e-malattie-in-valigia-il-rischio-dei-viaggi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2018 19:16:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[malaria]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Zika]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=101765</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tropici e Paesi lontani. Arriva l&#8217;estate e le mete esotiche conquistano vacanzieri di ogni specie. Per fare un lungo viaggio &#8216;avventura&#8217; basta un last minute in agenzia, o meglio ancora un bell&#8217;itinerario acquistato su web. &#8220;I movimenti di popolazione, oggi molto piu&#8217; frequenti e rapidi di un tempo, possono mutare rapidamente la diffusione delle malattie [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/06/15/malaria-daeroporto-e-malattie-in-valigia-il-rischio-dei-viaggi/">Malaria da aeroporto e malattie in valigia: il rischio dei viaggi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tropici e Paesi lontani. Arriva l&#8217;estate e le mete esotiche conquistano vacanzieri di ogni specie. Per fare un lungo viaggio &#8216;avventura&#8217; basta un last minute in agenzia, o meglio ancora un bell&#8217;itinerario acquistato su web. &#8220;I movimenti di popolazione, oggi molto piu&#8217; frequenti e rapidi di un tempo, possono mutare rapidamente la diffusione delle malattie infettive attraverso l&#8217;importazione di casi da un territorio endemico a uno in cui i casi normalmente non si verificano&#8221;. Con queste parole il capo reparto Malattie infettive del Policlinico Militare &#8216;Celio&#8217;, colonnello Piero Salvatori, intervistato dalla Dire, spiega il legame tra turismo e rischio di importazione di alcune malattie. Tutti si preoccupano dei migranti e dei barconi e nessuno pensa alle valigie del turista, agli aeroporti, ai container e alla popolazione che si muove &#8216;legalmente&#8217;, macchina fotografica e bimbi al seguito, tra le frontiere. E cosi&#8217; la temibile malaria puo&#8217; arrivare a bussare alla porta di casa. Come? &#8220;La migrazione della zanzara infetta- spiega l&#8217;infettivilogo ricordando il caso della piccola Sofia, morta all&#8217;ospedale di Trento, nel novembre 2017- non poteva essere scartata a priori e ha comunque richiesto un&#8217;approfondita indagine interdisciplinare nella ricerca degli elementi di esclusione o meno. Sono ormai diversi i casi che vengono riportati nella letteratura ufficiale della cosiddetta &#8216;malaria d&#8217;aeroporto&#8217;, legata all&#8217;arrivo nelle aree limitrofe ai grandi scali, di zanzare infette che sbarcano direttamente dagli aerei, ovvero contenute nelle valigie e nei container. E&#8217; un&#8217;eventualita&#8217; abbastanza rara, ma conosciuta. L&#8217;importazione delle zanzare in generale e&#8217; un fenomeno ben consolidato. A titolo di esempio basti pensare a quanto e&#8217; accaduto con la zanzara tigre asiatica, un tempo relegata nel Sud Est asiatico e ora diffusa in tutto il mondo&#8221;. Con buona complicita&#8217; dei cambiamenti climatici e delle alterazione dell&#8217;eco-sistema.</p>
<p>Il caso della piccola Sofia, che ora le indagini sembrano spiegare con un errore sanitario che vede indagata da febbraio 2018 un&#8217;infermiera della struttura, poteva anche essere il frutto di una zanzara anofele &#8216;viaggiatrice&#8217;. Un&#8217;ipotesi diagnostica che ha tenuto tutti con il fiato sospeso e non una fake news. Sono solo di un&#8217;estate fa i titoli sulla Chikungunya e le amministrazioni comunali alle prese con le disinfestazioni intensive, o i veti per il Brasile per le donne che intendessero avere gravidanze a causa del rischio di Zika, e poi il &#8216;grande classico&#8217; del Dengue. &#8220;Tutte e tre sono considerate malattie a trasmissione vettoriale e trasmesse dalla zanzara del genere Aedes (presente anche sul territorio nazionale). L&#8217;uomo- spiega l&#8217;esperto- rappresenta esclusivamente il serbatoio di infezione, cioe&#8217; la riserva di infezione. Solo per l&#8217;infezione da virus Zika e&#8217; dimostrata l&#8217;eventualita&#8217; di una trasmissione per via sessuale anche se con un&#8217;efficacia molto limitata&#8221;. Sui nostri militari, impegnati nei teatri operativi internazionali o in operazioni d&#8217;intelligence, l&#8217;infettivologo spiega le procedure di preparazione cui sono sottoposti. &#8220;Vaccinazioni, profilassi antimalarica, dotazioni di kit individuali, formazione del personale su norme igienico sanitarie da adottare. In fase operativa invece intelligence sanitaria, bonifica dei territori, monitoraggio sanitario del personale e al rientro dalla missione controlli sanitari accurati&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nel corso degli anni- spiega Salvatori- abbiamo avuto casi di Dengue e casi sporadici di malaria in personale impiegato in teatro operativo estero. La nostra Unita&#8217; operativa di Malattie Infettive dispone di personale qualificato, addestrato e sistematicamente aggiornato, con mezzi e strumentario in dotazione: sistemi di protezione individuale, barelle di isolamento, capacita&#8217; di un posto letto a pressione negativa montabile all&#8217;occorrenza, e predisposto a rispondere ad esigenze di isolamento diagnosi e cura di patologie infettive che necessitano di un alto livello di biocontenimento, in linea con quanto previsto dai piani emergenziali emanati dal ministero della Salute&#8221;. Da qualche giorno invece si torna a parlare di Ebola in Congo e vengono in mente le lunghe file dei passeggeri che negli aeroporti, nel 2014, quando scoppio&#8217; un&#8217;epidemia di febbre emorragica, dovevano sottoporsi per poter partire alla misurazione delle temperatura. &#8220;Gli operatori sanitari delle frontiere svolgono un silenzioso ed efficace controllo, applicando le normative sanitarie nazionali e internazionali periodicamente aggiornate sulla base degli eventi endemici ed pandemici che emergono. L&#8217;esempio di Ebola- che il colonnello ricorda alla Dire tornando ai giorni di quell&#8217;emergenza- e&#8217; paradigmatico: i piani di gestione di eventi correlati alle febbri emorragiche esistevano gia&#8217; da molti anni, prima del focolaio epidemico del 2014. Dopo l&#8217;allert internazionale e nazionale, e&#8217; bastato applicare quanto gia&#8217; previsto. Cosi&#8217; e&#8217; stato anche per la Sars e altri eventi epidemici accaduti. Alcuni organismi internazionali quali il Cdc di Atlanta e l&#8217;Ecdc europeo, integrato con i sistemi sanitari nazionali, svolgono un pregevole lavoro di monitoraggio continuo delle situazioni epidemiologiche mondiali al fine di attivare in tempi rapidissimi le misure piu&#8217; idonee da adottare&#8221;.</p>
<p>Nell&#8217;augurare un buon viaggio a tutti, ecco il vademecum del viaggiatore responsabile. &#8211;</p>
<p><strong>PRIMA DEL VIAGGIO</strong>. Con la guida di uno specialista e presso centri dedicati acquisire notizie sui rischi epidemici e pandemici della sede del viaggio per conoscere la raccomandazione di vaccini, le misure di prevenzione o chemioprofilassi (esempio chemioprofilassi antimalarica). &#8211;</p>
<p><strong>INSETTI</strong>. E&#8217; importante seguire comportamenti corretti verso gli insetti: utilizzare indumenti chiari e lunghi, insettorepellenti per la cute esposta e sistemi di protezione meccanica (zanzariere).&nbsp;</p>
<p><strong>A TAVOLA</strong>, Si consiglia di evitare cibi crudi, consumo di acqua che non sia esclusivamente imbottigliata e sigillata, ghiaccio, mangiare solo frutta con buccia. Il tutto integrato con una costante e accurata igiene delle mani. Su consiglio medico assumere fermenti lattici per la flora batterica intestinale.</p>
<p><strong>MEDICINE.</strong> Si raccomanda di effettuare scrupolosamente l&#8217;eventuale chemioprofilassi prescritta e di viaggiare con paracetamolo, un antibiotico generico e un termometro.</p>
<p><strong>RIENTRO</strong>. Quando si torna a casa e&#8217; importante segnalare al Medico di Medicina Generale o eventualmente allo specialista qualsiasi sintomo insorto nei trenta giorni successivi al rientro, anche di apparente scarso significato (dolori osteoarticolari febbricola/febbre, eruzioni esantematiche etc).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/06/15/malaria-daeroporto-e-malattie-in-valigia-il-rischio-dei-viaggi/">Malaria da aeroporto e malattie in valigia: il rischio dei viaggi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2018/06/15/malaria-daeroporto-e-malattie-in-valigia-il-rischio-dei-viaggi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">101765</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sanità, Chikungunya: zanzara tigre attiva fino a ottobre</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/09/22/sanita-chikungunya-zanzara-tigre-attiva-fino-a-ottobre/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2017/09/22/sanita-chikungunya-zanzara-tigre-attiva-fino-a-ottobre/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2017 20:37:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[casi]]></category>
		<category><![CDATA[Chikungunya]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[zanzara tigre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.com/?p=99932</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ad oggi il Seresmi (Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive) ha registrato in totale 92 notifiche di casi di Chikungunya. Dunque 6 casi in piu&#8217; rispetto all&#8217;ultima rilevazione effettuata nella giornata di 48 ore fa a mercoledi&#8217;. Nonostante i casi stiano aumentando, la diffusione della malattia non ha assunto l&#8217;andamento esplosivo osservato in alcune aree [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/09/22/sanita-chikungunya-zanzara-tigre-attiva-fino-a-ottobre/">Sanità, Chikungunya: zanzara tigre attiva fino a ottobre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ad oggi il Seresmi (Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive) ha registrato in totale 92 notifiche di casi di Chikungunya. Dunque 6 casi in piu&#8217; rispetto all&#8217;ultima rilevazione effettuata nella giornata di 48 ore fa a mercoledi&#8217;. Nonostante i casi stiano aumentando, la diffusione della malattia non ha assunto l&#8217;andamento esplosivo osservato in alcune aree tropicali in cui e&#8217; penetrata di recente. &#8220;In Italia la zanzara tigre e&#8217; in genere attiva da marzo ad ottobre. In opportune condizioni di temperatura e umidita&#8217;- spiega Massimo Galli, professore ordinario di Malattie Infettive all&#8217;Universita&#8217; di Milano e vicepresidente Simit- la femmina adulta vive 30-40 giorni. La &#8216;conquista&#8217; di areali di distribuzione al di fuori delle fasce tropicali le ha comportato per la necessita&#8217; di adattarsi per poter passare l&#8217;inverno&#8221;. La possibilita&#8217; di contenimento in contesto urbano della attuale epidemia di Chikungunya, secondo gli esperti della Simit, dipende quindi molto &#8220;dalle condizioni climatiche delle prossime settimane, dalla capacita&#8217; di ridurre i contesti favorevoli alla deposizione delle uova e alla sopravvivenza delle stesse all&#8217;inverno dipendono le sorti sia della diffusione prossima della malattia, sia della consistenza delle popolazioni di zanzare il prossimo anno. Per il momento, i repellenti per insetti (quelli a base di Deet offrono una protezione individuale di circa dodici ore, con possibili variazioni) possono offrire un opzione di difesa individuale, specie nelle aree in cui la zanzara tigre risulta piu&#8217; abbondante&#8221;.</p>
<p>Il mantenimento della specie nelle aree con inverni freddi e&#8217; garantita quindi dalla sopravvivenza di uova &#8220;che entrano in diapausa- prosegue Galli- bloccando cioe&#8217; la loro maturazione nei mesi invernali per riattivarsi poi in primavera. La distribuzione locale e la dimensione delle popolazioni di albopictus e&#8217; determinata da variabili ambientali quali la temperatura media del mese di gennaio, la temperatura media annua e le precipitazioni annuali. Se la temperatura media in gennaio e&#8217; localmente inferiore allo zero vengono in gran parte compromesse le uova deposte l&#8217;anno prima, che sono indispensabili per la ricomparsa di una popolazione attiva di zanzare adulte in primavera. Una temperatura media annua superiore agli 11 gradi e&#8217; invece fattore che favorisce la sopravvivenza delle uova ed il mantenimento nell&#8217;area interessata di popolazioni attive di zanzare. Per prosperare, infine, la zanzara tigre necessita di una precipitazione annua maggiore ai 500 mm&#8221;. La zanzara tigre (Aedes albopictus), spiegano ancora gli esperti Simit- si e&#8217; meritata un posizione di rilievo tra le cento specie invasive piu&#8217; pericolose al mondo, diffondendosi a partire dall&#8217;Asia in tutti i continenti, tranne l&#8217;Antartide, in poco piu&#8217; di mezzo secolo. L&#8217;Europa e&#8217; stata interessata per ultima. In Italia albopictus compare nel 1990 a Genova, dove sbarca probabilmente con un carico di copertoni usati provenienti dagli Usa. Ma e&#8217; verosimile che le vie e le occasioni di &#8216;importazione&#8217; siano state piu&#8217; di una, e che piante e fiori trasportati dall&#8217;Asia in vaso abbiano contribuito a facilitarne molteplici ingressi nel paese.</p>
<p>&#8220;Oltre a Chikungunya, la zanzara tigre puo&#8217; trasmettere il virus Zika, quello della Dengue dell&#8217;Encefalite di St Louis- fa sapere il vicepresidente Galli- con moderata efficienza quello della febbre gialla e ha un ruolo potenziale nella trasmissione di varie altre malattie virali umane ed animali trasmesse da insetti in area tropicale. È prevalentemente antropofilica, le femmine della specie preferiscono cioe&#8217; pungere gli umani. Puo&#8217; pero&#8217; avere un ruolo nella trasmissione tra cane e uomo della dirofilariosi&#8221;. La zanzara punge inoltre piu&#8217; frequentemente all&#8217;aperto, ma puo&#8217; adattarsi anche al chiuso e a differenza di molte altre specie, tra cui la comune Culex pipiens, e&#8217; piu&#8217; attiva nelle ore di luce del mattino e del pomeriggio, meno nelle ore centrali della giornata e di notte. Ad ogni pasto ematico assume meno sangue di quanto le necessita per deporre le uova, e pertanto tende a pungere piu&#8217; volte e persone diverse, aumentando la probabilita&#8217; di trasmissione delle infezioni di cui puo&#8217; essere vettore. &#8220;Per deporre le uova- spiega il vicepresidente della Simit Galli- le femmine cercano di trovare un surrogato delle cavita&#8217; naturali degli alberi dove la specie le deponeva nelle sue aree d&#8217;origine, possibilmente al buio o in penombra. Questo vuol dire che in ambiente urbano le zanzare sceglieranno per deporre le uova barattoli vuoti, sottovasi, grondaie ed in generale qualsiasi oggetto in cui possa formarsi una raccolta d&#8217;acqua. Le uova possono infatti resistere in ambiente secco per oltre sei mesi, ma hanno bisogno di acqua per schiudersi. La zanzara tigre e&#8217; molto stanziale e se non viene trasportata da vento forte, trascorre l&#8217;intera sua vita nel raggio di meno di 200 metri dal punto dove e&#8217; stato deposto l&#8217;uovo da cui e&#8217; nata&#8221;.</p>
<p>Il contenimento di questa specie di zanzara e&#8217; considerato molto difficile. Il controllo e&#8217; principalmente basato sull&#8217;uso di larvicidi o sulla dispersione ambientale di insetticidi (piretroidi o organofosforici) per l&#8217;eliminazione degli adulti. Questi interventi presentano limiti non solo per il costo elevato, ma anche perche&#8217; la zanzara potrebbe essere resistente o sviluppare successivamente resistenza ad alcuni degli insetticidi utilizzati. Negli Stati Uniti, ad esempio, popolazioni di albopictus raccolte in aree diverse hanno evidenziato resistenza a insetticidi diversi. La resistenza al Ddt, trovata localmente in alcune popolazioni di zanzare, probabilmente era gia&#8217; presente nelle zanzare state importate per prime dall&#8217;estero e poi geneticamente trasmessa alle loro discendenti. &#8220;Importanza strategica- aggiunge infine Galli- hanno inoltre la scelta dei tempi di disinfestazione e la sincronia degli interventi nella stessa area. L&#8217;efficacia e il rapporto costo-efficacia degli interventi tardivi sugli adulti, specie in aree metropolitane, e&#8217; oggetto di discussione. Strategie alternative, come l&#8217;infezione con un batterio, Wolbachia pipientis, che induce sterilita&#8217; nella zanzara e l&#8217;immissione nell&#8217;ambiente di grandi quantita&#8217; di maschi resi sterili per irradiazione, che vadano a competere con i maschi fertili riducendo la percentuale delle uova fertilizzate, sono ancora, anche se promettenti- conclude il vicepresidente della Simit- da considerarsi sperimentali e non applicabili a breve termine&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/09/22/sanita-chikungunya-zanzara-tigre-attiva-fino-a-ottobre/">Sanità, Chikungunya: zanzara tigre attiva fino a ottobre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2017/09/22/sanita-chikungunya-zanzara-tigre-attiva-fino-a-ottobre/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">99932</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Terrorismo, Pinotti: “Nessun paese è a rischio zero”</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/07/15/95173/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2016/07/15/95173/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 09:56:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[paese]]></category>
		<category><![CDATA[Pinotti]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=95173</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Nessun paese può ritenersi a rischio zero. Questo è un modo di colpire è subdolo”. Lo ricorda il ministro della Difesa Roberta Pinotti, intervenendo a Uno mattina, a proposito del rischio attentati anche in Italia. “L’appello terminale fatto dai responsabili del califfato a colpire quelli che chiamano gli infedeli in tutti i modi, anche lanciando [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/07/15/95173/">Terrorismo, Pinotti: “Nessun paese è a rischio zero”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Nessun paese può ritenersi a rischio zero. Questo è un modo di colpire è subdolo”. Lo ricorda il ministro della Difesa <strong>Roberta Pinotti</strong>, intervenendo a Uno mattina, a proposito del rischio attentati anche in Italia. “L’appello terminale fatto dai responsabili del califfato a colpire quelli che chiamano gli infedeli in tutti i modi, anche lanciando un’auto contro la folla, purtroppo lo abbiamo letto. Ci si difende con un controllo attento di tutti coloro che possono essere persone sospettate“, aggiunge Pinotti.</p>
<p>Il terrorismo, ricorda il ministro, “è subdolo. Una difesa sempre preventiva può essere difficile. Il lavoro che facciamo è serissimo, il fatto che oggi ci siano più di 7.000 militari che sorvegliano luoghi sensibili, fa parte di una strategia di controllo. Il lavoro è serio, la preoccupazione è anche alta. Non abbiamo altre strade che continuare a fare quello che stiamo facendo: fermarli laddove hanno formato uno stato, in Iraq e in Siria, e fortunatamente ci sono successi militari, ma in questo momento sappiamo che la prevenzione deve essere ancora più forte, perchè il rischio è che laddove perdono terreno nel campo militare possono riversarsi maggiormente con attacchi terribili come quelli che sono accaduti questa notte”. (Dire)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/07/15/95173/">Terrorismo, Pinotti: “Nessun paese è a rischio zero”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2016/07/15/95173/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">95173</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Zika virus: &#8220;Europa a rischio basso-moderato&#8221;. I consigli per chi viaggia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/06/13/zika-virus-europa-a-rischio-basso-moderato-i-consigli-per-chi-viaggia/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2016/06/13/zika-virus-europa-a-rischio-basso-moderato-i-consigli-per-chi-viaggia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 20:49:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Galli]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[SIMIT]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<category><![CDATA[Zika]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=94065</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ammesso che la probabilità di infezione da virus Zika sia associata a un&#8217;elevatissima percentuale di casi con malformazioni a carico del feto come la microcefalia &#8211; spiega il Prof. Massimo Galli, vicepresidente SIMIT &#8211; poiché i riscontri dicono che le malformazioni sono particolarmente frequenti in Brasile, ma potrebbero riguardare anche altri co-fattori riguardanti la popolazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/06/13/zika-virus-europa-a-rischio-basso-moderato-i-consigli-per-chi-viaggia/">Zika virus: &#8220;Europa a rischio basso-moderato&#8221;. I consigli per chi viaggia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ammesso che la probabilità di infezione da virus Zika sia associata a un&#8217;elevatissima percentuale di casi con malformazioni a carico del feto come la microcefalia &#8211; spiega il <strong>Prof. Massimo Galli, vicepresidente SIMIT</strong> &#8211; poiché i riscontri dicono che le malformazioni sono particolarmente frequenti in Brasile, ma potrebbero riguardare anche altri co-fattori riguardanti la popolazione o l&#8217;ambiente brasiliano. I Paesi coinvolti da queste epidemie sono dunque quelli dell&#8217;America centro-meridionale nella fascia tropicale. Prima ancora c&#8217;erano stati casi nella Polinesia francese e in varie isole e in vari arcipelaghi del Pacifico, quindi sempre nella fascia tropicale del globo, e prima ancora erano state segnalate epidemie in Africa, dove ha avuto origine il virus. Attualmente sia la Polinesia sia l&#8217;area dell&#8217;America centro-meridionale sono le più interessate con un numero di casi particolarmente elevato, soprattutto il Brasile e i Paesi confinanti nella fascia equatoriale.&#8221;</p>
<p><strong>Si è parlato anche di Zika ad ICAR</strong>, Italian Conference on AIDS and Antiviral Research, a Milano presso l’Università Milano-Bicocca, nella lettura magistrale di <strong>Giuseppe Ippolito</strong>, <strong>direttore scientifico dell’Istituto di Malattie Infettive L. Spallanzani di Roma</strong> e rappresentante italiano della Task Force internazionale creata per combattere l’infezione.</p>
<p>“Zika<em> è solo <strong>l’ultimo dei virus &#8211; </strong></em><strong>spiega il Prof. Ippolito &#8211;</strong><em> che dal continente africano sono passati dapprima in Sudamerica e quindi nel nostro continente: ma diversamente dagli altri, la sua rapida diffusione ed alcune caratteristiche inusuali ci hanno costretti a confrontarci e a gestire informazioni del tutto nuove. Questa epidemia è sostenuta, infatti, da una “congiuntura” mai capitata prima di diversi fattori: l’infezione viene <strong>trasmessa non solo da un vettore assai diffuso</strong> (oltre alla comune zanzara Aedes egypti anche da molte altre specie di zanzare) ma utilizza <strong>sia la trasmissione verticale che sessuale che la contaminazione</strong> attraverso prodotti ematici infetti (trasfusioni).</em></p>
<p>A fine maggio 2016, secondo i dati di sorveglianza sulle infezioni dell’European Center for Disease Control (ECDC), erano <strong>51</strong> i paesi a segnalare <strong>casi autoctoni</strong> di infezione da virus Zika nei 9 mesi precedenti: il numero casi di<strong>microcefalia</strong> o di altre malformazioni associate a questa infezione vede il primato del Brasile (1.326) seguito dagli altri paesi con numeri molto più contenuti: Colombia (7), Panama (5), Martinica (3), Capo Verde e USA (2), Isole Marshall e Spagna (1).  Tredici paesi o territori in tutto il mondo hanno segnalato un numero di casi <strong>della sindrome di Guillain-Barré</strong>, correlata a Zika, superiore all’atteso.<br />
A fine maggio non erano stati segnalati casi autoctoni di infezione nell’Europa continentale, ed i <strong>casi importati sono 607</strong>, in <strong>18</strong> paesi: di questi, 34 in donne in gravidanza.  Si tratta però di dati che, in mancanza di una rete di sorveglianza, non possono essere considerati definitivi.</p>
<p>Alcuni giorni fa il <strong>nuovo report dell’</strong><strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> (OMS) ha calcolato il rischio nella regione europea, che riguarda 900 milioni di persone: il livello del rischio varia da Paese a Paese ed è più alto in quelli dove sono già presenti le zanzare <em>Aedes aegypti</em>, principali vettori dell’infezione.  Secondo l’OMS,  per la presenza della zanzara<em>Aedes albopictus</em>, o zanzara tigre, il rischio di diffusione locale dell’epidemia, è moderato in 18 Paesi: tra questi c’è il nostro, con un punteggio di <strong>8.12 su 10</strong>, dopo Francia e prima di Malta. Solo nell’isola di Madeira e sulla costa nord-orientale del Mar Nero, dove la zanzara <em>Aedes aegypti</em> è già presente, il rischio è considerato alto. Nei restanti 36 Paesi il rischio di epidemia è basso, bassissimo o nullo, grazie all’assenza di zanzare del genere <em>Aedes </em>e alle condizioni climatiche.</p>
<p>Purtroppo nonostante gli sforzi fatti per la messa a punto di test diagnostici<strong>manca ancora uno standard di riferimento ed i risultati sono di difficile interpretazione. Per questo è necessario ricorrere a centri specializzati che possano</strong><em><strong> utilizzare più test virologici ed immunologici per cercare di arrivare ad una diagnosi precisa. Questo assume un’importanza ancora maggiore nel caso delle donne gravide, a cui è necessario fornire il maggior numero di informazioni possibili per consentire una scelta consapevole.</strong></em></p>
<p>In<em> ogni caso l’epidemia da virus Zika sta determinando lo sviluppo di tecniche e metodiche che potranno rivelarsi utili per l’inquadramento clinico e la ricerca di altre infezioni virali del Sistema nervoso, come anche per lo studio di malattie neurologiche degenerative. Inoltre i modelli animali consentiranno di studiare meglio altre infezioni in gravidanza.</em></p>
<p>Il <strong>rischio di un epidemia in Europa</strong>, basato sulla probabilità che Zika si diffonda in una determinata area e sulla capacità del singolo Paese di prevenire o fermare rapidamente la trasmissione locale del virus, è stato <strong>definito basso-moderato</strong>dall’OMS: si parla, infatti, di “<strong>possibilità</strong>”. Così, se le Raccomandazioni per i paesi a maggior rischio prevedono attività di prevenzione dell’introduzione e diffusione delle zanzare, interventi sanitari strutturati entro le prime 24 ore dalla diagnosi, supporto alle categorie a maggior rischio (come le donne incinte), in tutti gli altri paesi, come l’Italia, è<strong>sufficiente adottare strategie di controllo e contrasto del vettore</strong> sulla base della trasmissione locale del virus,<strong>diagnosticare precocemente i casi importati</strong> e <strong>fornire informazioni adeguate ai viaggiatori</strong> diretti a (o provenienti da) zone dove l’epidemia è in atto, inclusa la possibilità di trasmissione sessuale. Nella seconda metà di giugno, è prevista una <strong>prossima riunione europea</strong> degli esperti WHO per aggiornare gli interventi in relazione alla diffusione del virus.</p>
<p><strong>I consigli per chi viaggia:</strong></p>
<p><strong>Viene sconsigliato alle donne incinte di recarsi nelle zone</strong> <strong>dove il virus Zika è attivo</strong>: un <strong>elenco aggiornato delle zone colpite</strong> è pubblicato sul sito dell’European Center for Disease Control (ECDC)<a href="http://ecdc.europa.eu/en/Pages/home.aspx">http://ecdc.europa.eu/en/Pages/home.aspx</a>.</p>
<p>Secondo l’OMS, i viaggiatori che visitano questi Paesi dovrebbero utilizzare <strong>misure di prevenzione individuale contro le punture di zanzara</strong> <strong>al chiuso</strong> e all’<strong>aperto</strong>, <strong>soprattutto dall’alba al tramonto</strong>. E’ bene utilizzare <strong>repellenti</strong> per zanzare, secondo le istruzioni indicate sull’etichetta del prodotto; repellenti a base DEET non sono raccomandati nei bambini sotto i tre mesi di età, mentre possono essere utilizzati senza controindicazioni specifiche da donne in gravidanza. Si possono indossare camicie a maniche lunghe e pantaloni lunghi, soprattutto durante le ore in cui il tipo di zanzara che trasporta il virus Zika (Aedes) è più attivo. Si consiglia di dormire o riposarsi in camere con <strong>zanzariere</strong> alle finestre  o<strong>climatizzate</strong> e di utilizzare zanzariere da letto, anche durante il giorno.</p>
<p>I viaggiatori che presentano disturbi del sistema immunitario oppure malattie croniche gravi, le donne in stato di gravidanza o accompagnate da bambini piccoli, devono <strong>consultare il proprio medico prima della partenz</strong>a, per ottenere raccomandazioni sull’uso di repellenti e delle altre misure di prevenzione. Si consiglia di avere <strong>rapporti sessuali sicuri</strong> (ad es. utilizzando correttamente i preservativi) o praticare l’astinenza sessuale <strong>durante la permanenza</strong> in zone infette <strong>e fino a 6 mesi dopo il ritorno a casa</strong>, in particolare se hanno avuto, o hanno attualmente, sintomi di infezione da virus Zika.</p>
<p><strong>I</strong> <strong>sintomi che fanno sospettare</strong> la malattia da virus Zika sono: <strong>febbricola e rash cutaneo, ma anche congiuntiviti, dolori muscolari e articolari, mal di testa </strong>e<strong> astenia. </strong>Il virus generalmente determina una forma lieve di malattia; i sintomi compaiono un paio di giorni dopo la puntura e di solito <strong>scompaiono in 2-7 giorni</strong>. L’80% dei soggetti infettati è asintomatico. Chi presenta questi sintomi <strong>entro 3 settimane dal ritorno da aree in cui è stata riportata trasmissione locale del virus</strong>, sono invitati a <strong>contattare il proprio medico</strong>, avendo cura di riferire del loro recente viaggio. Le donne in gravidanza, che hanno viaggiato in aree a rischio, devono informare del loro viaggio <strong>durante le visite prenatali</strong>, al fine di essere valutate e monitorate in modo appropriato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/06/13/zika-virus-europa-a-rischio-basso-moderato-i-consigli-per-chi-viaggia/">Zika virus: &#8220;Europa a rischio basso-moderato&#8221;. I consigli per chi viaggia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2016/06/13/zika-virus-europa-a-rischio-basso-moderato-i-consigli-per-chi-viaggia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">94065</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Pensionati a rischio povertà: il 20% in Europa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/05/11/pensionati-a-rischio-poverta-il-20-in-europa/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2012/05/11/pensionati-a-rischio-poverta-il-20-in-europa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 07:51:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<category><![CDATA[poverta]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[TOP2]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.improntalaquila.org/?p=38525</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Europa il 20% degli anziani è a rischio povertà e di esclusione sociale. Lo stesso dato si è registrato in Italia per colpa dello scarso potere d’acquisto delle pensioni, per la bassa qualità e accessibilità dei servizi di welfare e per il costante aumento del costo della vita, dei prezzi e delle tariffe. E’ [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/11/pensionati-a-rischio-poverta-il-20-in-europa/">Pensionati a rischio povertà: il 20% in Europa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Europa il 20% degli anziani è a rischio povertà e di esclusione sociale. Lo stesso dato si è registrato in Italia per colpa dello scarso potere d’acquisto delle pensioni, per la bassa qualità e accessibilità dei servizi di welfare e per il costante aumento del costo della vita, dei prezzi e delle tariffe. E’ quanto emerge dai dati diffusi dallo Spi-Cgil in occasione del convegno in corso a Roma dal titolo “L’Unione europea tra paure e speranza. I pensionati di fronte alle incognite della crisi”. Fanno peggio, oltre ai paesi balcanici, il Belgio (21%) e la Spagna (oltre il 26%). Meglio, invece, altri paesi come l’Olanda (6%), Francia (12%), Germania (14%), la Slovacchia (16%) e la Danimarca (18%) dove le pensioni hanno un valore più alto e lo stato-sociale è di maggiore qualità.<br />
<em> </em><br />
<strong>Le pensioni.</strong> Nell’Europa a 27 il 68% del reddito da pensione è assorbito dal costo della vita. Una percentuale alta ma di gran lunga superata da quella dell’Italia, che si attesta intorno all’84%. Il nostro paese ha, quindi, allo stesso tempo i redditi da pensione più bassi in Europa e il costo della vita più alto, peraltro sempre di più in crescita. Sotto la media, invece, la Germania dove solo il 43% del reddito viene destinato al costo della vita, la Spagna con il 58%, la Francia con il 60% e la Svezia con il 66%. E’ un sistema flessibile quello che regola la previdenza degli altri paesi europei, contraddistinto nella maggior parte dei casi dalla possibilità di andare in pensione prima o dopo l’età stabilita attraverso un meccanismo di incentivi e disincentivi. Il pre-pensionamento con conseguenti disincentivi è possibile in Belgio, Danimarca, Germania e Spagna. In Francia, invece, è previsto a 56 anni in caso di lavoratori precari e a 55 anni in caso di grave disabilità. Il pre-pensionamento non è previsto nel Regno Unito e in Svezia. Molto più complesso è il quadro che riguarda i pensionamenti posticipati. Sono ammessi, infatti, in tutti i paesi Ue ma con diverse articolazioni. In Germania, Finlandia, Regno Unito e Spagna ad esempio non hanno alcun limite d’età. In Belgio è possibile, fatta eccezione per i dipendenti pubblici mentre in Danimarca è possibile per la pensione pubblica di vecchiaia fino ad un massimo di 10 anni dopo l’età pensionabile e fino a 75 anni per la pensione integrativa. Anche la Francia fa storia a sé. In questo caso il pensionamento posticipato è possibile dopo i 60 anni per aumentare l’importo della pensione o dopo i 65 anni se non si hanno sufficienti requisiti assicurativi. In Svezia, infine, è possibile continuare a lavorare anche dopo i 67 anni purché vi sia una contribuzione con il datore di lavoro.</p>
<p><strong>Popolazione anziana in crescita. </strong>In Europa si contano circa 87 milioni di persone over 65 anni, il 60% delle quali sono donne e il restante 40% uomini. Il dato, però, è destinato ad aumentare nei prossimi 30 anni segnando il progressivo invecchiamento della popolazione europea. In Italia, ad esempio, nel 2010 gli over 65 anni erano 15 milioni. Nel 2020 invece saranno 16 milioni, nel 2030 19 milioni e nel 2040 arriveranno a toccare quota 21milioni. Il dato subirà un calo nel 2060 quando il numero di anziani arriverà a quota 20 milioni. Le stesse dinamiche si registreranno negli altri paesi Ue. In Germania, infatti, si passerà dai 20 milioni registrati nel 2010 ai 25 milioni del 2040.  Anche in questo caso il dato è previsto in calo nel 2060 quando gli anziani tedeschi saranno circa 23 milioni. In Francia, invece, gli over 65 ad oggi sono 15 milioni e diventeranno 21 milioni nel 2040 e 22 milioni nel 2060. In Spagna, infine, gli anziani registrati nel 2010 hanno toccato quota 8 milioni e arriveranno a 15 milioni nel 2040 e a 16 milioni nel 2060.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/11/pensionati-a-rischio-poverta-il-20-in-europa/">Pensionati a rischio povertà: il 20% in Europa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2012/05/11/pensionati-a-rischio-poverta-il-20-in-europa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">38525</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
