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	<title>ristorante Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>In Veneto arriva consenso informato per piatti di pesce al ristorante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 18:38:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[consenso informato per pesce ristorante]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>D&#8217;ora in poi chi si siede al ristorante potrà sapere da dove proviene il pesce che viene servito nel piatto, come pure per i molluschi e gli altri prodotti ittici. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi a maggioranza (minoranze astenute) il progetto di legge di Marco Dolfin (Lega-Liga veneta) per informare i consumatori [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">D&#8217;ora in poi chi si siede al ristorante potrà sapere da dove proviene il pesce che viene servito nel piatto, come pure per i molluschi e gli altri prodotti ittici. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi a maggioranza (minoranze astenute) il progetto di legge di Marco Dolfin (Lega-Liga veneta) per informare i consumatori sui prodotti ittici cucinati e serviti nei ristoranti. Per favorire cioè il &#8220;consumo informato&#8221; sui piatti di pesce e così &#8220;assicurare un determinato livello di protezione della salute e il rispetto di considerazioni economiche, ambientali, sociali ed etiche&#8221;, in particolare in tema di &#8220;sostenibilità, tracciabilità e etichettatura degli alimenti, igiene, sicurezza alimentare, lotta alle frodi&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I ristoranti che adotteranno questo standard daranno prova di &#8220;un impegno per la qualità e la responsabilità, contribuendo al benessere dei consumatori e dell&#8217;ambiente&#8221;, spiega la norma. Che prevede la costituzione e la disciplina del Registro e del Logo per i locali che informeranno sui prodotti ittici serviti. La legge, inoltre, stabilisce quali informazioni (in base a norme europee e nazionali) vanno garantite in forma scritta per entrare nel Registro ed usufruire del Logo. Previsto, ovviamente, un sistema di controlli e di sanzioni. In aula sono stati portati i dati della 36esima edizione del Comitato per la pesca (Cofi) della Fao sul consumo medio annuo di pesce dei cittadini europei (24 chili) e italiani (31) con stime in crescita. E siccome il Mediterraneo non può più di fornire pescato da luglio, questo comporta un aumento della quota di pesce destinato ai consumatori extra Mediterraneo. Il che per Renzo Masolo (Verdi) richiede anche un&#8217;attenzione al processo di produzione e a tutto il ciclo di tracciabilità del prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dem Jonatan Montanariello ha ricordato le difficoltà delle imprese di pescatori (metà delle imbarcazioni e oltre mille aziende hanno chiesto di chiudere) e il suo collega Andrea Zanoni ha rilevato come la dotazione finanziaria della legge appaia &#8220;insufficiente&#8221;. Per Pan (Liga Veneta) occorre impegnarsi per un &#8220;sempre maggiore sostegno a un comparto strategico per la nostra regione&#8221;, aspetto toccato anche dalla capogruppo M5s Erika Baldin che ha ulteriormente sottolineato le difficoltà del comparto pesca. Soddisfatto Dolfin che parla di &#8220;un passo importante nella trasparenza alimentare e nella tutela della salute dei consumatori&#8221;, dice Dolfin, Capo Dipartimento Pesca per il partito in Veneto. &#8220;La tracciabilità degli alimenti è un principio imprescindibile per la tutela della salute pubblica. Questo progetto di legge mira a promuovere una cultura della trasparenza nei ristoranti, dove ogni piatto di pesce sarà accompagnato da informazioni sull&#8217;origine del prodotto, garantendo che sia sicuro, autentico e proveniente da fonti sostenibili&#8221;. Inoltre, l&#8217;approvazione di questo progetto di legge, conclude Dolfin, &#8220;rappresenta un impegno concreto per garantire che i ristoranti veneti diventino protagonisti di una rivoluzione culturale nell&#8217;offerta gastronomica. La tracciabilità, oltre a essere un valore aggiunto per i consumatori, diventa uno strumento di marketing per i locali di ristorazione che desiderano distinguersi per qualità e responsabilità. È un passo importante verso un Veneto più sicuro, trasparente e responsabile in ambito gastronomico. L&#8217;informazione sui prodotti ittici serviti nei ristoranti non solo aiuterà i consumatori a fare scelte più consapevoli, ma sosterrà anche l&#8217;economia regionale e la sostenibilità del settore ittico&#8221;.</p>
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		<title>Estate: 2 italiani su 3 a tavola fuori in vacanza</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/08/16/estate-2-italiani-su-3-a-tavola-fuori-in-vacanza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2017 10:28:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A tavola fuori casa 2 italiani su 3 durante le vacanze estive con il 39% che ha scelto di privilegiare per mangiare principalmente il ristorante, l&#8217;11% la pizzeria, l&#8217;8% negli agriturismi con la stessa percentuale di pub, fast food e ambulanti. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine Coldiretti/Ixe&#8217; dalla quale si evidenzia la tendenza degli italiani a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A tavola fuori casa 2 italiani su 3 durante le vacanze estive con il 39% che ha scelto di privilegiare per mangiare principalmente il ristorante, l&#8217;11% la pizzeria, l&#8217;8% negli agriturismi con la stessa percentuale di pub, fast food e ambulanti. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine Coldiretti/Ixe&#8217; dalla quale si evidenzia la tendenza degli italiani a tornare a mangiare fuori in vacanza. Un andamento &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; confermato dal bilancio del weekend di Ferragosto che quasi la meta&#8217; degli italiani (47%) ha scelto di trascorrere fuori casa, da parenti/amici, in vacanza, al mare, in campagna o in montagna. Se 5,1 milioni di italiani ha optato per il tradizionale picnic in molti hanno deciso di stare comodamente seduti in ristoranti, trattorie e agriturismi. Circa un terzo della spesa di italiani e stranieri in vacanza in Italia &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; e&#8217; destinato alla tavola, con una decisa svolta verso prodotti ad alto valore salutistico nell&#8217;estate 2017. Orientamento importante per l&#8217;Italia che- sottolinea la Coldiretti- e&#8217; leader mondiale nel turismo enogastronomico, ma anche il Paese che ha conquistato nel 2017 il primo posto come Paese piu&#8217; sano al mondo secondo la classifica Bloomberg Global Health Index che analizza le condizioni di salute di 163 Nazioni. La novita&#8217; dell&#8217;estate 2017 in Italia e&#8217; il forte aumento dell&#8217;offerta del benessere a tavola per far fronte alle richieste di turisti italiani e stranieri che si spostano dal supermercato alle vacanze. Si va dall&#8217;incremento dell&#8217;11% della richiesta di cibi integrali a quello del 26% degli alimenti senza glutine, dal +20% del biologico al +7% delle bevande vegetali registrato da Nielsen nel 2017. Una domanda alla quale la ristorazione italiana risponde con la diffusione ormai capillare di ristoranti, trattorie, pizzerie bar, gelaterie che incontrano i nuovi orientamenti.</p>
<p>Molto gettonati gli agriturismo con oltre 7 milioni di presenze previste nell&#8217;estate 2017 con un aumento stimato pari al 8 per cento rispetto allo scorso anno per effetto soprattutto degli stranieri che &#8211; secondo la Coldiretti &#8211; hanno sorpassato gli italiani. In Italia &#8211; continua la Coldiretti &#8211; ci sono oltre 22mila aziende agricole autorizzate all&#8217;esercizio dell&#8217;agriturismo che aiutano a conservare un patrimonio di 4965 prodotti alimentari tradizionali censiti dalle regioni e 291 specialita&#8217; Dop/Igp registrate a livello comunitario ai quali sono riconosciute straordinarieta&#8217; proprieta&#8217; salutistiche e nutrizionali, dei veri e propri superfood della nonna, che vengono riscoperti nei menu dell&#8217;estate 2017. Ma il Belpaese puo&#8217; contare anche sull&#8217;agricoltura piu&#8217; green d&#8217;Europa essendo infatti leader in Europa con quasi 60mila aziende agricole biologiche. E non e&#8217; meno rilevante la scelta di vietare le coltivazioni Ogm e la carne agli ormoni a tutela della biodiversita&#8217; e della sicurezza alimentare. Un tesoro che ora puo&#8217; essere scoperto grazie alla nuova App &#8220;Farmersforyou&#8221; il nuovo servizio di Coldiretti che sullo smartphone o sul tablet permette di accedere a tutta la rete di Campagna Amica, il piu&#8217; grande circuito europeo di vendita diretta degli agricoltori.</p>
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		<title>Al ristorante sempre più clienti vogliono la &#8220;doggy bag&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2015 11:04:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/18/al-ristorante-sempre-piu-clienti-vogliono-la-doggy-bag/">Al ristorante sempre più clienti vogliono la &#8220;doggy bag&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Un italiano su cinque (il 20%)</strong> quando esce dal ristorante si porta<em> &#8220;sempre, spesso o talvolta&#8221;</em> a casa gli avanzi con la cosiddetta <em><strong>&#8220;doggy bag&#8221;</strong></em>, ma una percentuale superiore (il 25%) ritiene che sia <em>&#8220;da maleducati, da poveracci e volgare&#8221;</em> o si vergogna comunque a chiederla. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine <strong>Coldiretti/Ixe&#8217;</strong> sui comportamenti alimentari degli italiani nell&#8217;estate 2015, indagine dalla quale emerge che la maggioranza (il 28%) dei clienti) non lascia mai cibi nel piatto quando va a mangiare fuori.</p>
<p>Chiedere di portare a casa il cibo avanzato quando si va a mangiare fuori e&#8217; un comportamento molto diffuso in altri Paesi a partire dagli Usa dove &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; la &#8220;doggy bag&#8221; e&#8217; una prassi consolidata per gli stessi vip. Nell&#8217;anno dell&#8217;insediamento alla Casa Bianca, nella prima visita ufficiale a Roma, <strong>Michelle Obama</strong> scelse in un ristorante un menu a base di assaggi di pasta alla carbonara, lasagne e amatriciana accompagnati di vino rosso e prosecco per poi puntualmente chiedere a fine pasto la &#8220;doggy bag&#8221; con gli avanzi come segnale contro lo scandalo degli sprechi alimentari. E recentemente la cantante <strong>Rihanna</strong> e&#8217; uscita da un prestigioso ristorante di Santa Monica esibendo una bottiglia di vino non ancora svuotata del tutto ed e&#8217; stata intercettata dai paparazzi che pedinano i divi a Los Angeles e dintorni.</p>
<p>Un&#8217;abitudine che non ha ancora contagiato capillarmente l&#8217;Italia dove permangono molte resistenze anche se di fronte a questa nuova esigenza &#8211; riferisce la Coldiretti &#8211; la ristorazione si attrezza e in un numero crescente di esercizi, per evitare imbarazzi, si chiede riservatamente al cliente se desidera portare a casa il cibo o anche il vino non finito e si mettono a disposizione confezioni o vaschette ad hoc. Si tratta di un&#8217;opportunita&#8217; per ottimizzare la spesa ma anche per ridurre gli sprechi alimentari secondo un obiettivo fissato dalla Carta di Milano che, dopo essere stata firmata da cittadini e leader mondiali all&#8217;Expo, sara&#8217; presentata il 26 settembre alle Nazioni Unite. In media &#8211; rileva la Coldiretti &#8211; ogni italiano ha buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari durante l&#8217;anno. Una situazione che sta migliorando tra le mura domestiche dove sei cittadini su 10 (60%) hanno diminuito o annullato gli sprechi, facendo la spesa in modo piu&#8217; oculato, utilizzando gli avanzi nel pasto successivo o guardando con piu&#8217; attenzione la data di scadenza, sempre secondo l&#8217;indagine Coldiretti/Ixe&#8217;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/18/al-ristorante-sempre-piu-clienti-vogliono-la-doggy-bag/">Al ristorante sempre più clienti vogliono la &#8220;doggy bag&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Alimentazione: ma quale junk food, il ristorante è più dannoso</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/07/03/alimentazione-ma-quale-junk-food-il-ristorante-e-piu-dannoso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2015 09:13:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[colesterolo]]></category>
		<category><![CDATA[mangiarsano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non sempre la qualità di ciò che mangiamo è direttamente proporzionale alla quantità di denaro che sborsiamo per gustarlo. E quello che comunemente chiamiamo junk food (cibo spazzatura) può rivelarsi addirittura meno dannoso della cucina più raffinata. Uno studio condotto dall’Università dell’Illinois ha scoperto infatti che mangiare in un ristorante può essere, per la nostra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non sempre la qualità di ciò che mangiamo è direttamente proporzionale alla quantità di denaro che sborsiamo per gustarlo. E quello che comunemente chiamiamo <em>junk food</em> (cibo spazzatura) può rivelarsi addirittura meno dannoso della cucina più raffinata. Uno studio condotto dall’<strong>Università dell’Illinois </strong>ha scoperto infatti che mangiare in un ristorante può essere, per la nostra salute, dannoso tanto quanto, se non di più, di un pranzo o una cena in un take away o in un fast food. <strong>La cucina dei ristoranti, soprattutto quella più raffinata, sarebbe infatti molto più ricca di grassi e sale. </strong></p>
<p>Lo studio, pubblicato sull’<strong>European Journal of Clinical Nutrition</strong>, è stato effettuato su più di <strong>18 mila adulti statunitensi </strong>ed ha evidenziato come i pasti al ristorante siano più sani di quelli nei cosiddetti fast food per il maggiore contenuto di vitamine, potassio e omega 3, ma allo stesso tempo gli stessi siano più pericolosi per l’<strong>elevata concentrazione di colesterolo e sale</strong><em>.  </em><em>&#8220;Le persone che hanno mangiato nei ristoranti hanno assunto significativamente più colesterolo al giorno rispetto alle persone che hanno mangiato a casa”,</em> si legge nell’articolo<em>.” Questo apporto extra di colesterolo, pari a circa 58 mg al giorno, rappresenta il 20 per cento in più dei livelli massimi raccomandati&#8221;.</em></p>
<p><strong>Minore invece la quantità di colesterolo consumato dagli avventori dei fast food</strong>, con un extra di soli 10 mg, rispetto ad un normale pasto preparato in casa, che rimane comunque la soluzione alimentare più salutare sotto tutti i punti di vista, se pensiamo che nei fast food e nei ristoranti si consumano 10 grammi di grassi in più e, rispettivamente 3,49 grammi e 2,46 grammi di grassi saturi in più rispetto a chi mangia a casa. Al ristorante utilizzano maggiormente anche il <strong>sodio</strong> rispetto ai fast food / take away, con 412 mg, rispetto a 300 mg. Il sodio è la parte del sale che provoca l’aumento della pressione sanguigna.</p>
<p style="text-align: right">Luca Marrelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/03/alimentazione-ma-quale-junk-food-il-ristorante-e-piu-dannoso/">Alimentazione: ma quale junk food, il ristorante è più dannoso</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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