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	<title>rivoluzione Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Per Sandro Castro la maggioranza dei cubani ambisce al capitalismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 05:36:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sandro Castro, influencer cubano di 33 anni e nipote dell’ex leader Fidel Castro, ha suscitato sorpresa con un’intervista rilasciata alla Cnn in cui sostiene che «la maggior parte dei cubani voglia essere capitalista, non comunista». Con oltre 150mila follower sui social, Castro invita a ripensare il modello economico dell’isola, oggi gravata dall’embargo statunitense e dalla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sandro Castro, influencer cubano di 33 anni e nipote dell’ex leader Fidel Castro, ha suscitato sorpresa con un’intervista rilasciata alla Cnn in cui sostiene che «la maggior parte dei cubani voglia essere capitalista, non comunista». Con oltre 150mila follower sui social, Castro invita a ripensare il modello economico dell’isola, oggi gravata dall’embargo statunitense e dalla carenza di forniture energetiche dopo il taglio del petrolio venezuelano.</p>
<p>Il giovane ha espresso l’esigenza di «aprire il modello economico, eliminare la burocrazia», affermando che «a Cuba ci sono molte persone che pensano in chiave capitalista» pur rivendicando la difesa della sovranità nazionale. Le sue parole hanno incontrato critiche tra i sostenitori degli ideali rivoluzionari ereditati dal nonno, ma per Castro le opposizioni restano marginali.</p>
<p>Sui social l’influencer condivide video ironici e skit che mescolano satira e riflessione sulla situazione interna. «Faccio video su una situazione tesa e triste. Almeno cerco di rendere felici le persone, di far spuntare un sorriso sui loro volti. Non mi permetterei mai di deridere una situazione che vivo anch’io», ha spiegato, sottolineando il desiderio di alleggerire le tensioni sociali.</p>
<p>In una recente gag, Sandro ha simulato una trattativa con un attore travestito da Donald Trump, che nel gioco chiede di comprare l’isola. Al finto tycoon, che afferma «Possiamo fare affari perché sei un intrattenitore e un uomo d’affari come me», Castro chiede: «Cosa vuoi comprare?». La risposta è secca: «Cuba!», seguita da una serie di progetti miliardari per rilanciare l’economia nazionale.</p>
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		<title>Regeni. Minnena, libro su Egitto tra rivoluzione e repressione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2020 17:17:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica 17 maggio alle 18.30 sulla pagina Facebook di Libreria Griot, sara&#8217; presentato il libro &#8216;Minnena. L&#8217;Egitto, l&#8217;Europa e la ricerca dopo l&#8217;assassinio di Giulio Regeni&#8217;, curato da Lorenzo Casini, Daniela Melfa e Paul Starkey, pubblicato da Mesogea. Partecipano il curatore Lorenzo Casini, gli autori Maria Elena Paniconi e Gianni del Panta, e il docente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 17 maggio alle 18.30 sulla pagina Facebook di Libreria Griot, sara&#8217; presentato il libro &#8216;Minnena. L&#8217;Egitto, l&#8217;Europa e la ricerca dopo l&#8217;assassinio di Giulio Regeni&#8217;, curato da Lorenzo Casini, Daniela Melfa e Paul Starkey, pubblicato da Mesogea. Partecipano il curatore Lorenzo Casini, gli autori Maria Elena Paniconi e Gianni del Panta, e il docente di Storia e istituzioni dei Paesi islamici all&#8217;Universita&#8217; Roma Tre Gennaro Gervasio. Modera la giornalista Laura Cappon. Come spiegano gli organizzatori, in dialetto egiziano &#8220;minnena&#8221; significa &#8220;parte di noi&#8221; ma anche &#8220;da parte nostra&#8221;. E da&#8217; il titolo al volume che raccoglie gli scritti di una comunita&#8217; di studiosi che negli anni hanno scelto di indirizzare la loro analisi alla societa&#8217;, alla politica e alla letteratura egiziana. Contributi che raccontano l&#8217;effervescenza rivoluzionaria del Paese e la sua immediata repressione, ma anche i suoi rapporti con l&#8217;Europa, e in particolare con l&#8217;Italia, all&#8217;indomani dell&#8217;uccisione di Giulio Regeni. &#8216;Minnena&#8217; propone un&#8217;analisi approfondita e di ampio respiro, in un momento storico in cui la politica estera italiana non offre spunti di chiarezza e comprensione. Gli autori degli scritti &#8211; Gilbert Achcar, Elisabetta Brighi, Mariavita Cambria, Lorenzo Casini, Francesco De Lellis, Gianni Del Panta, Daniela Melfa, Maria Elena Paniconi, Teresa Pepe, Paul Starkey &#8211; non mettono in campo il loro esclusivo punto di vista scientifico, ma anche quello piu&#8217; umanamente emotivo, dato dal forte senso di empatia con le sofferenze e le speranze di chi oggi vive in Egitto. Tali speranze adesso si concentrano sulla storia del ricercatore egiziano Patrick Zaki, arrestato il 7 febbraio all&#8217;arrivo da Bologna nel suo paese natale e la cui sorte rischia di essere quella di molti attivisti, artisti, giornalisti morti per mano del regime di Al-Sisi. La Libreria Griot e&#8217; sita a Roma, in Via di Santa Cecilia 1/A.</p>
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		<title>Guevara. La Bolivia lancia un sito commemorativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 10:13:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 50esimo anniversario dell&#8217;assassinio di Ernesto &#8216;Che&#8217; Guevara in Bolivia, nel Paese sudamericano e&#8217; online un sito (www.50aniversarioche.bo) che segnala e rilancia eventi commemorativi, foto, mappe e video storici. Dopo la vittoria delal rivoluzione cubana, Guevara si era unito alla guerriglia boliviana per rovesciare il regime militare di Rene Barrientos e instaurare un governo socialista. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 50esimo anniversario dell&#8217;assassinio di Ernesto &#8216;Che&#8217; Guevara in Bolivia, nel Paese sudamericano e&#8217; online un sito (<a href="http://www.50aniversarioche.bo">www.50aniversarioche.bo</a>) che segnala e rilancia eventi commemorativi, foto, mappe e video storici.<br />
Dopo la vittoria delal rivoluzione cubana, Guevara si era unito alla guerriglia boliviana per rovesciare il regime militare di Rene Barrientos e instaurare un governo socialista.<br />
Il leader rivoluzionario costitui&#8217; l&#8217;Esercito di liberazione nazionale. Il 9 ottobre 1967 fu catturato e ucciso, con la regia o comunque il coinvolgimento della Cia, dopo essersi rifiutato di fornire nel corso dell&#8217;interrogatorio informazioni sui suoi piani e i suoi compagni di lotta. Guevara fu sepolto nella cittadina di Vallegrande. Sono molte le citta&#8217; della Bolivia con monumenti e targe di ricordo lungo la &#8220;Ruta del Che&#8221;, il &#8220;sentiero&#8221; per la rivoluzione.</p>
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		<title>Bernie Sanders: la rivoluzione politica continua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2016 10:24:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giovedì scorso Bernie Sanders si è rivolto direttamente ai suoi sostenitori con un video-messaggio trasmesso da Burlington, nel Vermont. Ne riportiamo alcune parti, rimandando al suo sito per la versione completa. “Le elezioni vanno e vengono, ma le rivoluzioni sociali e politiche che cercano di trasformare la nostra società non finiscono mai” ha esordito. “La [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì scorso <strong>Bernie Sanders</strong> si è rivolto direttamente ai suoi sostenitori con un video-messaggio trasmesso da Burlington, nel Vermont. Ne riportiamo alcune parti, rimandando al suo <a href="https://berniesanders.com/press-release/sanders-live-online-address/">sito</a> per la versione completa.</p>
<p>“Le elezioni vanno e vengono, ma le rivoluzioni sociali e politiche che cercano di trasformare la nostra società non finiscono mai” ha esordito. “La nostra campagna dell’ultimo anno è stata proprio questo ed è per questo che la rivoluzione politica deve continuare nel futuro.”</p>
<p>E’ poi tornato su un tema spesso al centro dei suoi discorsi: “Il vero cambiamento non avviene mai dall’alto verso il basso, o nei salotti dei ricchi finanziatori delle campagne, ma dal basso verso l’alto. Avviene quando milioni di persone dicono: ‘Ora basta’ e si impegnano nella lotta per la giustizia. La rivoluzione politica che abbiamo contribuito a lanciare riguarda proprio questo ed è per questo che deve continuare.”</p>
<p>“Quando abbiamo cominciato questa campagna, un po’ più di un anno fa, non avevamo un’organizzazione politica, non avevamo soldi e quasi nessuno ci conosceva.  I media ci consideravano marginali e tutti pensavano che non saremmo arrivati da nessuna parte” ha ricordato. “Be’, in un anno molte cose sono cambiate” ha aggiunto, elencando una serie di dati straordinari e inattesi.</p>
<p>“Durante questa campagna abbiamo ottenuto più di 12 milioni di voti e vinto le primarie o i caucus in 22 stati. In altri cinque stati siamo arrivati vicinissimi alla vittoria.</p>
<p>1,5 milioni di persone hanno partecipato ai nostri raduni. Si sono tenuti 74.000 incontri in ogni stato e territorio del paese.</p>
<p>Centinaia di migliaia di volontari hanno fatto 75 milioni di telefonate per spingere i loro concittadini all’azione.</p>
<p>I nostri attivisti hanno bussato a più di 5 milioni di porte.</p>
<p>2,7 milioni di persone hanno partecipato alla nostra campagna con oltre 8 milioni di contributi individuali, ossia più di qualsiasi altra campagna nella storia americana. Il grosso di questi contributi è arrivato da persone a basso reddito e lavoratori, con una media di 27 dollari a testa. In questo modo abbiamo dimostrato al mondo che si può condurre una forte campagna nazionale senza dipendere dagli interessi delle grandi compagnie, la cui avidità ha arrecato già tanti danni al nostro paese.”</p>
<p>Sanders ha poi affrontato il compito immediato più importante dei prossimi mesi: “Dobbiamo assicurarci che Donald Trump venga sonoramente battuto. Personalmente comincerò molto presto a impegnarmi in questa impresa. Sconfiggere Donald Trump però non può essere il nostro unico obiettivo” ha aggiunto. “Dobbiamo continuare i nostri sforzi a livello di base per creare l’America che sappiamo di poter diventare. E dobbiamo portare questa energia alla Convenzione Nazionale Democratica del 25 luglio a Filadelfia, dove avremo oltre 1.900 delegati.”</p>
<p>Abbiamo cominciato il lungo e arduo processo per trasformare l’America, una lotta che continuerà domani, la settimana prossima, l’anno prossimo e nel futuro.</p>
<p>Spero che quando i futuri storici guarderanno indietro e descriveranno come il nostro paese è riuscito a invertire la deriva verso l’oligarchia e a creare un governo capace di rappresentare tutti e non solo pochi, faranno notare che questo sforzo è cominciato in larga misura con la rivoluzione politica del 2016” ha concluso.</p>
<p>La risposta non si è fatta attendere: meno di 24 ore dopo aver lanciato nel corso del video messaggio un appello ai sostenitori perché si presentassero candidati a livello locale o statale, quasi 6.700 persone si sono iscritte al suo sito per saperne di più e quasi 11.000 hanno dichiarato l’interesse a candidarsi o a sostenere altri candidati.</p>
<p>Sanders ha definito “straordinaria” questa reazione. “Non ho dubbi che con l’energia e l’entusiasmo che la nostra campagna ha mostrato, se la gente si impegna riusciremo a vincere molte elezioni locali e statali” ha commentato. “Questo farà parte della trasformazione del paese dal basso verso l’alto.”</p>
<p style="text-align: right">Redazione Italia</p>
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		<title>Egitto: anniversario della rivoluzione, almeno 8 morti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2013/01/26/egitto-anniversario-della-rivoluzione-almeno-8-morti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 08:27:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Almeno otto morti e centinaia di feriti ieri in Egitto, nell&#8217;anniversario della rivoluzione. Lacrimogeni davanti al palazzo presidenziale. In tarda serata l&#8217;esercito ha schierato truppe e blindati leggeri a Suez. Al Cairo, gli agenti hanno sparato lacrimogeni davanti al palazzo presidenziale e dimostranti anti-governativi hanno assaltato una sede dei Fratelli musulmani. Il presidente egiziano Mohamed Morsi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Almeno otto morti e centinaia di feriti ieri in Egitto, nell&#8217;anniversario della rivoluzione. Lacrimogeni davanti al palazzo presidenziale. In tarda serata l&#8217;esercito ha schierato truppe e blindati leggeri a Suez. Al Cairo, gli agenti hanno sparato lacrimogeni davanti al palazzo presidenziale e dimostranti anti-governativi hanno assaltato una sede dei Fratelli musulmani.</p>
<div>Il presidente egiziano Mohamed Morsi ha chiesto ai manifestanti scesi in piazza di &#8220;porre fine alle violenze&#8221; dopo gli scontri che hanno causato almeno 8 morti e centinaia di feriti. &#8220;Rivolgo questo appello a tutti i cittadini &#8211; ha scritto Morsi su Facebook e Twitter &#8211; affinché aderiscano ai nobili valori della rivoluzione per esprimere liberamente e pacificamente le loro opinioni, rifiutando la violenza nelle parole e nei fatti&#8221;.</div>
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		<title>Europa estrema che vuole crescita</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/05/07/europa-estrema-che-vuole-crescita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 12:35:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In un mondo globalizzato e in costante mutamento, l&#8217;Europa è chiamata ad affrontare sempre nuove e più gravose sfide. La globalizzazione dell&#8217;economia, l&#8217;evoluzione demografica, i cambiamenti climatici, l&#8217;approvvigionamento energetico, per non parlare delle nuove minacce che gravano sulla sicurezza. Ma mentre prima si riteneva, con il trattato di Lisbona del 2007, che gli Stati membri [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/07/europa-estrema-che-vuole-crescita/">Europa estrema che vuole crescita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un mondo globalizzato e in costante mutamento, l&#8217;Europa è chiamata ad affrontare sempre nuove e più gravose sfide. La globalizzazione dell&#8217;economia, l&#8217;evoluzione demografica, i cambiamenti climatici, l&#8217;approvvigionamento energetico, per non parlare delle nuove minacce che gravano sulla sicurezza.</p>
<p>Ma mentre prima si riteneva, con il trattato di Lisbona del 2007, che gli Stati membri non erano in grado di affrontare da soli tutte queste nuove problematiche che non conoscono frontiere; oggi sono in molti i cittadini che ritornano all’idea di una sovranità nazionale per rilanciarsi e rispondere a queste sfide.</p>
<p>Fa bene Mario Sechi, sul Tempo di oggi, a parlare di “Fascio-Comunismo” per descrivere la crescita, nelle prove elettorali europee del 6 maggio (in Francia, Grecia, Inghilterra e Bosnia), dei partiti estremi, con crollo di consensi per quelli più moderati e, soprattutto, per le compagini che credono più all’Ue che alle sovranità nazionali.</p>
<p>In Grecia vincono i partiti anti-euro e sono puniti i grandi partiti tradizionali, pro-austerità, con un boom della sinistra radicale e dell&#8217;estrema destra xenofoba e filo-nazista.</p>
<p>In Francia, dove il settimo presidente della Quinta repubblica è il socialista Hollande, già chiamato da Angela Merkel, che lo ha invitato a Berlino, da Mario Monti che propone una stretta collaborazione e poi dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama; Marine Le Pen continua ad essere il terzo incomodo e si candidata a rappresentare i conservatori in una Paese in cui i neogollisti sono al minimo storico.</p>
<p>E mentre Angiolino Alfano, piuttosto nuovo alla politica, augura ad Hollande “buon lavoro a beneficio della Francia e dell&#8217;Europa&#8221; ed è caustico Francesco Storace, secondo cui &#8220;Sarkozy ci ha rimesso&#8230; Le Pen&#8221;; un vecchio volpone smaliziato come Cicchitto vede il pericolo e dichiara: “Merkel e Sarkozy hanno disintegrato il Ppe&#8221;, auspicando &#8220;una riflessione di fondo nello stesso”, che finora è stato “dominato come l&#8217;Unione Europea dalle posizioni tedesche. E&#8217; tempo che il Pdl in quella sede si faccia sentire non soltanto in una chiave diplomatica ma per confronti di merito sugli aspetti programmatici”.</p>
<p>In controtendenza sembra, invece, la Bosnia Erzegovina dove, per ora è in testa un musulmano moderato che avvicina il suo Paese all’Europa, mentre, sempre nell’election day di ieri, nello Schleswig-Holstein, in Germania, il partito della Merkel ha tenuto la maggioranza solo per poco, contendo alquanto i danni.</p>
<p>In generale, vince l’antieuropeismo un po’ dovunque, come era accaduto in Fillandia, il 17 aprile scorso, con l´estrema destra che ha trionfato alle urne presentandosi su una piattaforma xenofoba e anti-europea e i “Veri Finlandesi”, partito dell’euroscettico, antieuropeista e nazional-populista che sono stati i veri trionfatori delle elezioni, appaiandosi allo stesso livello di risultato elettorale (sul 20%) agli altri due partiti tradizionali della scena politica finlandese (i socialdemocratici e i conservatori).</p>
<p>Contemporaneamente il parlamento dell’Ungheria aveva approvato una costituzione che riconosce diritti e cittadinanza su base etnica (la cosiddetta “nazione etnica” tanto tristemente pericolosa e truce come si è sviluppata nella ex Iugoslavia negli anni ’90, a partire dalla Croazia), privilegiando l’etnia magiara su altri cittadini di altra provenienza.</p>
<p>Xenofobia ed antieuropeiasmo si infiltrano e crescono un po’ dovunque: in Belgio, in Svezia, in Olanda, in Danimarca ed Austria ed ora, dopo le elezioni di ieri, anche nel resto d’Europa.</p>
<p>Appare anche evidente, il trionfo dell’antipolitica, ad esempio quello dei “Pirati” in Germania, sono sempre più diffuse e preoccupanti le spinte populiste e quelle nazionalistiche e reazionarie, come risposta spaventata alla paura e di non essere in grado di gestire il fenomeno di una “grande Europa”, autorevole, solidale, rivolta alla pace e allo sviluppo mondiale.</p>
<p>Anche perché, i fatti recenti, hanno mostrato il fallimento di questo disegno.</p>
<p>A questo antieuropeismo nazionalistico le borse rispondono mostrando malanimo ed incertezza, con un avvio decisamente negativo in tutto il continente e, in casa nostra, uno spread che torna a sfiorare i 400 punti.</p>
<p>Anche il risultato del voto inglese ci mostra la rabbia dei cittadini contro i tecnici che si sostituiscono alla politica e contro l’economia che domina su tutto.</p>
<p>Il voto di ieri ha tinteggiato di rosso la mappa politica della Gran Bretagna e solo Londra è andata ai Tory, mentre i Labour hanno vinto tutto il resto, conquistando oltre 800 poltrone, ben più delle stime della vigilia, con i conservatori che ne hanno perso più di 400, segnando: una performance peggiore del previsto e che ha trascinato nel gorgo i LibDem, praticamente spazzati via dal risultato elettorale più catastrofico dalla costituzione del partito, nel 1988.</p>
<p>Apparentemente Cameron, potrebbe rallegrarsi di una Londra che ha confermato il sindaco in carica, il conservatore Boris Johnson, suo compagno di studi, alla guida della city durante e dopo l&#8217;esperienza delle Olimpiadi.</p>
<p>Un voto così deciso a favore di Jonhson, un 51,5% che gli ha evitato il ballottaggio con il laburista Livingstone, potrebbe significare però, in un futuro prossimo, la possibile candidatura di questo alla leadership dei Tories, che in un momento di crisi come questo potrebbero aver bisogno di una figura carismatica e popolare che li rappresenti.</p>
<p>Tornando ad aspetti più generali, in Europa vince l’umore antieuropeista, cioè il numero delle persone che è stanca di sacrifici dettati da motivi meramente economici e vuole nuovi investimenti sul lavoro e sul futuro.</p>
<p>Un voto, a destra e a sinistra, contro il rigore e le politiche di &#8216;Merkozy&#8217;, che intende cambiare la strada futura dell&#8217;Europa con una nuova forte attenzione alle politiche per la crescita, ma che crea anche nuove forti paure per il caos greco e per le conseguenze che potrebbe avere su tutta l&#8217;Europa.</p>
<p>Un voto che potrebbe anche dare un ruolo più forte di mediazione all&#8217;Italia di Mario Monti, ma che comunque vuole che ritorni in auge il primato della politica sulla tecnocrazia economica.</p>
<p>La posizione di Hollande non dispiace all&#8217;Italia, con il presidente del Consiglio Mario Monti che è uno dei fautori e dei firmatari della lettera dei Dodici a Bruxelles, per una maggiore attenzione alla crescita. Sicchè, In questo clima, speriamo che Roma possa avere un ruolo di mediazione importante fra Parigi e Berlino e l’Italia, finalmente, crescita e speranza dopo tanti sacrifici.</p>
<p>Insomma gli europei, oggi, come il nuovo inquilino dell’Eliseo, pur non volendo rompere con Angela Merkel, né, rinunciare al Fiscal compact, vogliono che l&#8217;Europa lavori in maniera più efficace e convinta sul versante della crescita.</p>
<p>Ed è significativo che già poche ore dopo il voto, il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle, abbia detto che è intenzione tedesca mettersi subito al lavoro per aggiungere al fiscal compact un patto per la crescita e per aumentare la competitività.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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