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	<title>schiena Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Smart working e mal di schiena: come risolvere il problema con l&#8217;aiuto della chiropratica lavorando da casa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/04/06/smart-working-e-mal-di-schiena-come-risolvere-il-problema-con-laiuto-della-chiropratica-lavorando-da-casa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 15:52:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiama “lavoro agile”, smart working dall’inglese, ma per la colonna vertebrale è tutt’altro che agile il lavoro da casa. Adoperare sedute improvvisate per l’utilizzo dei dispositivi che consentono di lavorare fuori dall’ufficio, pc, tablet, smartphone, può essere dannoso per la salute e scatenare quel fastidioso mal di schiena, che è considerato il male del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama “lavoro agile”, smart working dall’inglese, ma per la colonna vertebrale è tutt’altro che agile il lavoro da casa. Adoperare sedute improvvisate per l’utilizzo dei dispositivi che consentono di lavorare fuori dall’ufficio, pc, tablet, smartphone, può essere dannoso per la salute e scatenare quel fastidioso mal di schiena, che è considerato il male del secolo. In questi giorni più che mai, a lavorare su tavoli e sedie, addirittura dal divano, quindi non utilizzando sedie ergonomiche alla giusta altezza di una scrivania che consenta il corretto funzionamento del nostro sistema scheletrico, si rischia d acuire patologie pregresse o agevolare il diffondersi del dolore lombare, dorsale, cervicale, che nella maggior parte dei casi dipende da una stimolazione dei nervi, spesso associata a una contrattura diffusa della muscolatura paravertebrale.</p>
<p>È possibile trovare nella Chiropratica un alleato che consente di porre rimedio al dolore senza ricorrere all’utilizzo dei farmaci. Ciò perché si tratta di una cura del tutto naturale, che fa soprattutto uso delle tecniche manuali, frutto dell&#8217;esperienza e dell&#8217;accurata conoscenza delle discipline scientifiche da parte del Dottore Chiropratico. «Identificare il tipo specifico di mal di schiena, che sia da stress, di tipo muscolo tensivo, da sforzo o di altra natura, permetterà di fornire al paziente specifici consigli e miglioramenti sullo stile di vita, sulle soluzioni ergonomiche e le attività fisiche più idonee &#8211; spiega John Williams, presidente dell&#8217;Associazione Italiana Chiropratici &#8211;  Molto spesso, i piccoli o grandi stress della vita quotidiana portano a trascurare la nostra salute, favorendo la sedentarietà e una maggiore tensione anche a livello muscolare; di conseguenza, il dolore si intensifica con l’aumentare della tensione fino a diventare insopportabile».</p>
<p>Le &#8220;sublussazioni&#8221; alla base del mal di schiena. Come si formano e come affrontarle.</p>
<p>Il mal di schiena e le disabilità che ne possono conseguire sono tra le disfunzioni più comuni riscontrabili nella popolazione italiana. Traumi, abitudini lavorative scorrette, vita sedentaria, abitudini alimentari sbagliate e stress, possono essere individuati tra le cause più comuni. In seguito a uno o più fattori sopra elencati, può capitare che una o più vertebre presentino delle disfunzioni meccaniche che possono creare un’interferenza che può essere definita &#8220;sublussazione vertebrale&#8221;. Si può creare, cioè, un&#8217;interferenza nella normale comunicazione tra la radice del nervo spinale e il midollo spinale, e, di conseguenza, tra sistema nervoso centrale e periferico. Questo processo di trasmissione alterata viene troppo spesso sottovalutata. Una diminuzione o un aumento dello stimolo neurale può portare ,infatti, a una serie di compensazioni e infiammazioni che possono sfociare in sintomatologie spiacevoli, tra cui, solo per citarne alcuni: mal di schiena, dolori muscolari diffusi e cervicalgie.</p>
<p>Chi è il Dottore in Chiropratica? Come lavora? E perché non prescrive farmaci.</p>
<p>Il Dottore in Chiropratica, grazie a un percorso di studi con una laurea magistrale a tempo pieno e frequenza obbligatoria a ciclo unico di almeno cinque anni, è in grado di individuare le cause di questi problemi tramite un anamnesi accurata, che include vari aspetti dello stile di vita, e utilizzando dei test funzionali particolare alla Chiropratica e, qualora rientrasse nel suo campo di azione, è in grado di aiutare il paziente con un approccio di tipo &#8220;olistico conservativo&#8221;, in totale sicurezza, e spesso permettendo il paziente di non ricorrere ai farmaci.</p>
<p>Come riconoscere un Chiropratico affidabile (e laureato)?</p>
<p>Per completezza, bisogna sottolineare come sia fondamentale la comunicazione inter-disciplinare tra medici e Dottori Chiropratici. Questi ultimi, infatti, devono essere membri dell’Associazione Italiana Chiropratici &#8211; AIC, l&#8217;unica associazione operante in Italia e riconosciuta dalla comunità scientifica a livello internazionale. L&#8217;AIC, infatti, raggruppa i professionisti che esercitano questa disciplina riconosciuta dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. L&#8217;appartenenza all&#8217;Associazione, ad oggi, risulta per il paziente l&#8217;unica garanzia di trovarsi di fronte a professionisti sanitari con una preparazione scientifico-universitaria e con la capacità di capire quale sia il problema e al contempo di decidere velocemente se il paziente necessita di cure mediche. In conclusione, per garantire che il paziente sia tutelato al meglio, è necessaria una comunicazione chiara ed efficiente con altri professionisti della salute, per esempio, medici e fisioterapisti.</p>
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		<title>Sindrome &#8220;collo da tablet”, ecco come contrastarlo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/10/13/sindrome-collo-da-tablet-ecco-come-contrastarlo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Oct 2019 12:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cervicale]]></category>
		<category><![CDATA[collo]]></category>
		<category><![CDATA[collo da tablet]]></category>
		<category><![CDATA[dolori]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[schiena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo chiamano “collo da tablet”, ed è uno degli effetti collaterali dell’utilizzo sempre più massiccio di tablet, smartphone e altri dispositivi tecnologici. E proprio gli smartphone sono secondo l’Istat[1] sono i dispositivi più utilizzati per accedere ad internet (89,2% della popolazione italiana, dai 14 anni in su), seguiti dal PC (45,4%) e dai tablet (26,1%). [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/13/sindrome-collo-da-tablet-ecco-come-contrastarlo/">Sindrome &#8220;collo da tablet”, ecco come contrastarlo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo chiamano “collo da tablet”, ed è uno degli effetti collaterali dell’utilizzo sempre più massiccio di tablet, smartphone e altri dispositivi tecnologici.</p>
<p>E proprio gli smartphone sono secondo l’Istat[1] sono i dispositivi più utilizzati per accedere ad internet (89,2% della popolazione italiana, dai 14 anni in su), seguiti dal PC (45,4%) e dai tablet (26,1%). Le tante ore passate con il collo e le spalle incurvate per leggere gli schermi dei device, fanno assumere una posizione innaturale al tratto cervicale della colonna vertebrale, opposta a quella corretta che prevede spalle dritte e mento alto, provocando quindi dolore.</p>
<p>Un quadro dettagliato è stato fornito da uno studio dell’Università del Nevada[2] condotto su oltre 400 persone, tra studenti, insegnanti ed ex studenti. Dalla ricerca emerge che il 67% degli intervistati dichiara di percepire dolore alle spalle e al collo durante l’utilizzo dei device. I soggetti più colpiti sono i giovani tra i 16 e i 25 (60%), ed in particolare le donne (75% rispetto al 24% degli uomini), che sembrerebbero più portate ad assumere posture scorrette. Il dato più allarmante risulta però che il 54% degli intervistati non rinuncia all&#8217;uso dei dispositivi neanche in presenza di dolore.</p>
<p>Per contrastare questi fastidi si possono mettere in atto una serie di comportamenti virtuosi per prevenire il dolore, primo tra tutti il corretto posizionamento dei dispositivi, con l&#8217;utilizzo di un supporto per il tablet che consenta di sistemarlo all&#8217;altezza degli occhi in modo da evitare di incurvare la schiena durante l’utilizzo. È inoltre molto importante mantenere una postura corretta e fare intervalli frequenti per alzarsi e camminare, approfittando di questi intermezzi anche per bere un bicchier d’acqua. Infatti, una corretta idratazione è una delle fondamentali condizioni per mantenere flessibili i dischi della colonna vertebrale. Tenere sempre a portata di mano, sulla scrivania dell’ufficio così come a casa, una bottiglia di acqua è quindi un’ottima e salutare abitudine.</p>
<p>“Le nostre articolazioni hanno un elevato contenuto di acqua che contribuisce al loro corretto movimento &#8211; commenta il Dottor Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro della International Stockholm Water Foundation – Per questo motivo è necessario assumere molta acqua per mantenere un equilibrato livello di liquido sinoviale, responsabile della lubrificazione delle articolazioni. Non bisogna sottovalutare che il fatto di passare molte ore davanti a uno schermo, senza interruzioni e quindi senza bere, può avere effetti negativi anche sulle capacità cognitive”. Basta infatti una condizione di moderata disidratazione, con una perdita di circa il 2% del peso corporeo, per andare incontro a segnali come mal di testa e stanchezza, a cui si possono associare riduzione della concentrazione, dell’attenzione e di esecuzione anche di compiti semplici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/13/sindrome-collo-da-tablet-ecco-come-contrastarlo/">Sindrome &#8220;collo da tablet”, ecco come contrastarlo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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