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	<title>scienziati Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Donna partorisce dopo rapporti con due gemelli identici: impossibile individuare il padre, spiegano gli scienziati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 20:16:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel Regno Unito, un caso senza precedenti ha portato la Corte d’Appello di Londra a riconoscere legalmente un neonato come figlio di due padri, oltre che della madre. La donna aveva avuto rapporti sessuali con due gemelli identici a distanza di quattro giorni l’uno dall’altro. Al momento della nascita, nove mesi dopo, non è stato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Regno Unito, un caso senza precedenti ha portato la Corte d’Appello di Londra a riconoscere legalmente un neonato come figlio di due padri, oltre che della madre. La donna aveva avuto rapporti sessuali con due gemelli identici a distanza di quattro giorni l’uno dall’altro. Al momento della nascita, nove mesi dopo, non è stato possibile accertare quale dei due uomini fosse il padre biologico.</p>
<p>La vicenda è approdata in tribunale quando sul certificato di nascita del bambino era stato indicato uno soltanto dei fratelli. L’altro gemello e la madre hanno chiesto l’esclusione dal documento, ma il giudice di primo grado ha rifiutato di modificare il certificato. In appello, i giudici hanno confermato che “è impossibile stabilire con certezza” chi dei due sia il genitore.</p>
<p>Finora la potestà genitoriale è stata riconosciuta esclusivamente alla madre, poiché il tribunale ha ritenuto prematuro e ingiustificabile designare uno dei fratelli come unico padre. “Non sono convinto di poter definire nessuno dei due uomini come padre”, ha osservato uno dei togati.</p>
<p>Anche il test del Dna, disposto per risolvere la questione, non ha fornito risultati conclusivi. Come spiegato nella sentenza, “attualmente, la verità sulla paternità del bimbo è che il padre è uno dei due gemelli identici, ma non è possibile stabilire quale dei due”. Secondo gli esperti, solo con tecnologie future e dopo diversi anni si potrà forse identificare il genitore biologico: “È possibile, anzi probabile, che quando P raggiungerà la maturità, la scienza possa identificare un padre ed escludere l’altro gemello, ma, per il momento, ciò non può essere fatto senza costi molto elevati. La verità è binaria, non un unico uomo”.</p>
<p>In un passaggio della pronuncia i giudici hanno sottolineato che “è altrettanto probabile che il genitore sia uno come l’altro”, sancendo così, per la prima volta, l’esistenza di due padri legali per lo stesso bambino.</p>
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		<title>Oscurare il sole: 50 miliardi di sterline per fermare il clima che cambia o pericolosa illusione globale?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2025 17:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[carlo di stanislao]]></category>
		<category><![CDATA[crisi climatica: emissioni]]></category>
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		<category><![CDATA[luce solare nello spazio]]></category>
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		<category><![CDATA[raffreddare la Terra]]></category>
		<category><![CDATA[scienziati]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La scienza senza coscienza è solo rovina dell&#8217;anima.&#8221;— François Rabelais Un piano da 50 miliardi di sterline per &#8220;oscurare&#8221; il Sole e raffreddare la Terra. Non è un racconto di fantascienza, ma un progetto reale che si sta facendo strada tra fondazioni private, centri di ricerca e governi sotto pressione. L&#8217;idea è tanto ambiziosa quanto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/04/25/oscurare-il-sole-50-miliardi-di-sterline-per-fermare-il-clima-che-cambia-o-pericolosa-illusione-globale/">Oscurare il sole: 50 miliardi di sterline per fermare il clima che cambia o pericolosa illusione globale?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p><em>&#8220;La scienza senza coscienza è solo rovina dell&#8217;anima.&#8221;</em><br>— François Rabelais</p>
</blockquote>



<p>Un piano da 50 miliardi di sterline per &#8220;oscurare&#8221; il Sole e raffreddare la Terra. Non è un racconto di fantascienza, ma un progetto reale che si sta facendo strada tra fondazioni private, centri di ricerca e governi sotto pressione. L&#8217;idea è tanto ambiziosa quanto inquietante: usare la geoingegneria solare per riflettere parte della luce solare nello spazio, riducendo così l&#8217;effetto serra. Ma cosa significa realmente modificare artificialmente il bilancio energetico del pianeta? E a quale prezzo?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il piano: modificare il cielo per salvare la Terra</h3>



<p>La tecnica in discussione si chiama <em>Solar Radiation Management</em> (SRM) e prevede l&#8217;immissione di aerosol riflettenti nella stratosfera. L&#8217;ispirazione viene dalle grandi eruzioni vulcaniche: quando il Monte Pinatubo esplose nel 1991, abbassò temporaneamente la temperatura terrestre di circa 0,5 °C. Ripetere questo effetto artificialmente è l&#8217;obiettivo del controverso progetto <strong>SCoPEx</strong>, sponsorizzato anche dalla Bill &amp; Melinda Gates Foundation. Il piano prevede il rilascio di particelle di carbonato di calcio per studiare come potrebbero raffreddare selettivamente l&#8217;atmosfera.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gli avvertimenti degli scienziati</h3>



<p>&#8220;Stiamo parlando di manipolare il termostato del pianeta, ma non abbiamo letto il manuale d&#8217;uso,&#8221; ha avvertito il climatologo Alan Robock della Rutgers University. Il rischio, secondo molti, è di generare conseguenze imprevedibili: alterazioni dei monsoni, cambiamenti nei regimi delle precipitazioni, riduzione della produttività agricola, danni alla salute umana e perfino impatti negativi sull&#8217;energia solare.</p>



<p>Inoltre, la geoingegneria non affronta le cause profonde della crisi climatica: emissioni, deforestazione, sovraconsumo. È una toppa, non una cura. Un modo per evitare i cambiamenti necessari a livello sistemico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Etica e geopolitica: chi decide il futuro del clima?</h3>



<p>Nel 2021, un primo test del progetto SCoPEx in Svezia è stato cancellato dopo l&#8217;opposizione di scienziati, attivisti e popolazioni indigene Sámi. La protesta è stata chiara: nessuno dovrebbe poter sperimentare sul clima globale senza consenso collettivo.</p>



<p>Il professor Frank Biermann, dell&#8217;Università di Utrecht, ha parlato di &#8220;un pericoloso scivolamento verso la tecnocrazia climatica&#8221;, dove pochi attori influenti potrebbero decidere unilateralmente il destino atmosferico dell&#8217;intero pianeta. Il rischio è una nuova corsa geopolitica, in cui le grandi potenze usano il clima come strumento di potere.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Uno scenario distopico sempre più vicino</h3>



<ol class="wp-block-list">
<li>Dopo una decade di fallimenti nella riduzione delle emissioni, un consorzio internazionale dà il via all&#8217;iniezione massiccia di aerosol. Il cielo cambia colore. Le stagioni impazziscono. Alcune nazioni accusano altre di aver &#8220;rubato la pioggia&#8221;. Inizia una nuova era: quella della guerra climatica. Lo scenario è immaginario, ma i segnali ci sono già oggi. La tentazione di intervenire sul clima come se fosse un software da aggiornare è reale, concreta, e pericolosa.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusione: una scelta irreversibile?</h3>



<p>Oscurare il Sole per evitare l&#8217;irreversibile, rischiando però di generare un altro tipo di catastrofe: è questa la posta in gioco. La scienza deve esplorare ogni strada, certo. Ma serve un&#8217;etica globale, un dibattito pubblico, una regolamentazione internazionale. Perché cambiare il cielo non è solo un gesto scientifico: è un atto culturale e politico che segnerà la nostra epoca.</p>



<p>Forse la vera luce da proteggere non è quella del Sole&#8230; ma quella della coscienza collettiva.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-right">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>Clima. Alluvioni si possono prevedere, team di scienziati scopre come</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/11/06/clima-alluvioni-si-possono-prevedere-team-di-scienziati-scopre-come/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 18:04:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[alluvione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prevedere le mega-alluvioni si può. A sostenerlo è un gruppo di scienziati coordinati dall&#8217;Università tecnica di Vienna, di cui fanno parte anche i ricercatori dell&#8217;Alma Mater di Bologna. Il team ha pubblicato un nuovo studio sulla rivista &#8216;Nature Geoscience&#8217;, secondo cui &#8220;nel 95,5% dei casi sarebbe stato possibile prevedere la portata degli eventi di piena [&#8230;]</p>
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<p>Prevedere le mega-alluvioni si può. A sostenerlo è un gruppo di scienziati coordinati dall&#8217;Università tecnica di Vienna, di cui fanno parte anche i ricercatori dell&#8217;Alma Mater di Bologna. Il team ha pubblicato un nuovo studio sulla rivista &#8216;Nature Geoscience&#8217;, secondo cui &#8220;nel 95,5% dei casi sarebbe stato possibile prevedere la portata degli eventi di piena eccezionali avvenuti in Europa negli scorsi decenni, sulla base di eventi precedenti avvenuti in luoghi idrologicamente simili&#8221;. In sostanza, spiega Alberto Montanari, docente del Dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell&#8217;Università di Bologna, tra gli autori dello studio, per anticipare le alluvioni basta &#8220;osservare quello che succede in altri Paesi e altre regioni del continente europeo. In questo modo possiamo aumentare la consapevolezza del rischio ed essere più preparati ad affrontare questi eventi estremi&#8221;. Occorre cioè &#8220;guardare oltre la semplice valutazione nazionale del rischio alluvione e condividere le informazioni relative a questi fenomeni a livello continentale e globale&#8221;. Le mega-alluvioni sono inondazioni di grandi intensità, che provocano danni enormi e molte vittime. Allo stesso tempo, però, sono anche fenomeni rari e proprio questo li rende difficili da prevedere. Per trovare una soluzione, il gruppo internazionale di ricerca ha allargato lo sguardo al contesto europeo, analizzando le portate di piena osservate su scala continentale dal 1810 al 2021 in 8.000 stazioni di rilevamento. Dai dati è emerso proprio come regioni anche distanti tra loro, ma con caratteristiche idrologiche affini, tendono a produrre eventi di piena eccezionali molto simili.</p>



<p>&#8220;Questo è il primo studio che analizza il fenomeno delle mega-alluvioni in modo sistematico su tutto il continente europeo, con l&#8217;obiettivo di prevedere possibili eventi di piena eccezionali a partire da casi passati&#8221;, rimarca Attilio Castellarin, anche lui tra gli autori della ricerca e docente al Dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell&#8217;Alma Mater di Bologna. &#8220;In questo modo- spiega- abbiamo mostrato che bacini idrografici che condividono processi simili nella generazione delle alluvioni, inclusi i livelli delle precipitazioni e i percorsi idrologici e di infiltrazione, producono conseguenze simili quando si passa da eventi più ridotti a fenomeni di dimensioni maggiori&#8221;. Gli esiti dello studio mostrano infatti che, sulla base di eventi precedenti in luoghi idrologicamente simili, sarebbe stato possibile prevedere la portata del 95,5% delle mega-alluvioni registrate in Europa. E di conseguenza, questo stesso metodo può essere oggi utilizzato per stimare la magnitudo di inondazioni che potrebbero verificarsi in futuro.</p>
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		<title>Ricerca: scienziati spostano orologio carbonio indietro 5.000 anni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/08/12/ricerca-scienziati-spostano-orologio-carbonio-indietro-5-000-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2020 17:18:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[orologio carbonio]]></category>
		<category><![CDATA[preistoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono voluti sette anni e oltre 15.000 reperti archeologici. Ma alla fine un team internazionale di ricercatori, tra cui la studiosa Sahra Talamo dell&#8217;Alma Mater di Bologna, e&#8217; riuscito a &#8216;ricalibrare&#8217; l&#8217;orologio al radiocarbonio in modo da datare anche oggetti antichi risalenti fino a 55.000 anni fa, con un alto livello di precisione mai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p> Ci sono voluti sette anni e oltre 15.000 reperti archeologici. Ma alla fine un team internazionale di ricercatori, tra cui la studiosa Sahra Talamo dell&#8217;Alma Mater di Bologna, e&#8217; riuscito a &#8216;ricalibrare&#8217; l&#8217;orologio al radiocarbonio in modo da datare anche oggetti antichi risalenti fino a 55.000 anni fa, con un alto livello di precisione mai ottenuto. Fino ad oggi, infatti, col radiocarbonio era possibile andare indietro nel tempo fino a 50.000 anni fa. Grazie a questo lavoro, le lancette dell&#8217;orologio sono state spostate piu&#8217; indietro di 5.000 anni. La tecnica di datazione dei reperti col radiocarbonio e&#8217; stata sviluppata nel 1949 da Willard Frank Libby, che per questo ha vinto anche il premio Nobel per la chimica nel 1960. Alla base del funzionamento di questo orologio ci sono due isotopi di carbonio: uno stabile, il carbonio-12; e uno radioattivo, il carbonio-14. Tutti gli esseri viventi assorbono carbonio, sotto forma di Co2. Quindi entrambi gli isotopi sono presenti negli organismi nella stessa proporzione con cui erano diffusi nell&#8217;atmosfera nel periodo in cui sono vissuti. Quando un essere muore, pero&#8217;, l&#8217;acquisizione di carbonio si interrompe e, a quel punto, gli isotopi stabili di carbonio restano invariati mentre quelli radioattivi iniziano un processo di decadimento, di cui pero&#8217; si conoscono i tempi con precisione. Misurando la quantita&#8217; restante di carbonio-14, si puo&#8217; quindi determinare l&#8217;eta&#8217; della morte dell&#8217;organismo. La quantita&#8217; di carbonio-14 in atmosfera non e&#8217; pero&#8217; rimasta costante nel corso della storia, il che significa che la data indicata da questo orologio non corrisponde a quella sul calendario. Per questo si utilizza una procedura di calibrazione, per associare l&#8217;eta&#8217; al carbonio-14 a una scala temporale definita.</p>
<p>La ricerca portata avanti anche a Bologna, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista &#8216;Radiocarbon&#8217;, prevede dunque tre nuove curve di calibrazione del radiocarbonio: una per i reperti rinvenuti nell&#8217;emisfero nord del pianeta, una per l&#8217;emisfero sud e una per i reperti sottomarini. In questo modo, spiega Talamo, si potra&#8217; &#8220;osservare il passato con un livello di dettaglio mai raggiunto prima e questo ci permettera&#8217;, ad esempio, di ottenere nuove informazioni su un periodo cruciale della storia dell&#8217;Homo Sapiens: la dinamica del suo arrivo in Europa, le interazioni avute con l&#8217;Uomo di Neandertal e quando le popolazioni di queste due specie si sono sovrapposte in differenti regioni europee&#8221;. Grazie all&#8217;alto livello di risoluzione, continua la scienziata dell&#8217;Alma Mater, &#8220;le nuove curve di calibrazione ci permettono di ottenere datazioni su scala decennale andando indietro nel tempo fino a 55.000 anni fa: un miglioramento significativo rispetto a quanto era possibile fare fino ad oggi&#8221;. Questo risultato pero&#8217; &#8220;e&#8217; solo il primo passo per arrivare a un calendario preciso degli eventi che caratterizzano l&#8217;evoluzione umana&#8221;, aggiunge Talamo, che in parallelo sta portando avanti un progetto di ricerca finanziato dall&#8217;Europa chiamato &#8216;Resolution&#8217;. &#8220;Sara&#8217; di fondamentale importanza- spiega la studiosa- usando gli alberi fossili e sfruttando la sincronicita&#8217; del berillio-10 e del carbonio-14, si potra&#8217; arrivare a una curva ancora piu&#8217; precisa e ottenere per la prima volta una risoluzione eccezionale della preistoria europea&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/08/12/ricerca-scienziati-spostano-orologio-carbonio-indietro-5-000-anni/">Ricerca: scienziati spostano orologio carbonio indietro 5.000 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus. Speranza: &#8220;Grande attenzione su riaperture&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/05/08/coronavirus-speranza-grande-attenzione-su-riaperture/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2020 18:51:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dobbiamo gestire con grande attenzione e gradualita&#8217; la fase delle riaperture. Nessuna fuga in avanti, ci vuole ancora tanta responsabilita&#8217; altrimenti finiremo col vanificare i sacrifici fatti finora. Dobbiamo ascoltare i nostri scienziati e il monitoraggio costante che si sta facendo. Solo tra qualche giorno misureremo esattamente gli effetti delle aperture fatte finora&#8221;. Cosi&#8217; il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dobbiamo gestire con grande attenzione e gradualita&#8217; la fase delle riaperture. Nessuna fuga in avanti, ci vuole ancora tanta responsabilita&#8217; altrimenti finiremo col vanificare i sacrifici fatti finora. Dobbiamo ascoltare i nostri scienziati e il monitoraggio costante che si sta facendo. Solo tra qualche giorno misureremo esattamente gli effetti delle aperture fatte finora&#8221;. Cosi&#8217; il ministro della Salute, Roberto Speranza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/08/coronavirus-speranza-grande-attenzione-su-riaperture/">Coronavirus. Speranza: &#8220;Grande attenzione su riaperture&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Cancro alla prostata: gli scienziati sviluppano un test delle urine a casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Dec 2019 17:00:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I ricercatori inglesi hanno sviluppato un test delle urine per rilevare il cancro alla prostata a casa. Con questo dispositivo, gli scienziati sperano di facilitare questo delicato momento per gli uomini ed evitare che vengano sottoposti a test di screening intrusivi, come un esame rettale digitale. A conclusione dell&#8217;evento annuale che si svolge nel corso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I ricercatori inglesi hanno sviluppato un test delle urine per rilevare il cancro alla prostata a casa. Con questo dispositivo, gli scienziati sperano di facilitare questo delicato momento per gli uomini ed evitare che vengano sottoposti a test di screening intrusivi, come un esame rettale digitale. A conclusione dell&#8217;evento annuale che si svolge nel corso del mese di novembre organizzato dal movimento Movember, (da &#8220;Moustache&#8221;, parola inglese per baffi, e &#8220;November&#8221;) per raccogliere fondi e diffondere consapevolezza sul carcinoma della prostata ed altre patologie, i ricercatori della East Anglia University (UEA) e del Norfolk e Norwich University Hospital in Inghilterra hanno presentando un nuovo test per testare il cancro alla prostata. Chiamato &#8220;PUR&#8221; (rischio di urina prostatica), il test si presenta sotto forma di un kit di raccolta. In questo studio pubblicato sulla rivista BioTechniques , i medici spiegano che sarà sufficiente per il paziente raccogliere le urine da casa per valutare il rischio di sviluppare il cancro alla prostata, che è la forma più comune di cancro negli uomini. &#8220;Questo test esamina l&#8217;espressione genica nei campioni di urina e fornisce informazioni vitali sulla natura aggressiva o&#8221; a basso rischio &#8220;del cancro. Poiché la prostata viene costantemente secreta, la raccolta di urina dalle urine la prima minzione del giorno da parte degli uomini significa che i livelli di biomarcatori della prostata sono molto più alti e più coerenti, il che rappresenta un grande miglioramento &#8220;, afferma il dott. Jeremy Clark, ricercatore presso la facoltà di medicina della UEA e co -autore dello studio. Per valutare l&#8217;efficacia del test PUR, i ricercatori hanno reclutato 14 uomini sottoposti a esami rettali digitali, uno dei metodi principali per rilevare il carcinoma prostatico (con sangue, risonanza magnetica e biopsia). I partecipanti sono quindi tornati a casa, dove hanno dovuto sostenere il test PUR per una seconda valutazione del rischio di sviluppare il cancro alla prostata. Gli scienziati hanno confrontato i risultati ottenuti da questi due test. &#8220;Abbiamo scoperto che i campioni di urina prelevati a casa hanno mostrato i biomarcatori del cancro alla prostata molto più chiaramente rispetto a dopo un esame rettale, e i commenti dei partecipanti hanno mostrato che i pazienti preferiscono eseguire il test a casa&#8221;, afferma. Dr. Clark. Valuta l&#8217;aggressività del cancro. Questo nuovo dispositivo, evidenzia Giovanni D&#8217;Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, potrebbe anche essere utilizzato per valutare il livello di aggressività del cancro e quindi aiutare a determinare fino a cinque anni prima rispetto ai metodi clinici standard se i pazienti avranno bisogno di cure o meno. &#8220;Ciò significa che un test negativo potrebbe consentire agli uomini di sottoporsi a un nuovo test ogni due o tre anni, il che ridurrebbe lo stress per il paziente e il carico di lavoro in ospedale&#8221;, afferma il dott. Clark. &#8220;Questa è una soluzione molto efficace per la salute, perché questo test ci dà l&#8217;opportunità di evitare esami non necessari per molti uomini&#8221;, afferma l&#8217;autore dello studio Robert Mills, un chirurgo consulente di urologia presso il Norfolk e il Norwich University Hospital. Se la data di disponibilità del test PUR non è ancora nota, gli autori dello studio sperano comunque di commercializzare il kit &#8220;presto&#8221;.</p>
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		<title>Bere una tazza di tè ogni giorno fa bene al cervello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 14:39:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per tantissime persone in tutto il mondo bere una tazza di tè ogni giorno è rituale irruniciabile. Tuttavia se ancora non rientra nelle nostre abitudini, possiamo impegnarci perché lo diventi molto facilmente. Tra i benefici del tè oltre una ricchissima fonte di antiossidanti, benefici per l’organismo e l’aspetto della pelle, ci sarebbe anche un miglior [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per tantissime persone in tutto il mondo bere una tazza di tè ogni giorno è rituale irruniciabile. Tuttavia se ancora non rientra nelle nostre abitudini, possiamo impegnarci perché lo diventi molto facilmente. Tra i benefici del tè oltre una ricchissima fonte di antiossidanti, benefici per l’organismo e l’aspetto della pelle, ci sarebbe anche un miglior stato di salute del cervello. Gli scienziati hanno preso in considerazione un campione di 36 adulti 60enni, raccogliendo per lo studio una varietà di dati e informazioni tra cui stato di salute, stile di vita e benessere psicologico degli individui, tra il 2015 e il 2018. Nel corso dello studio i partecipanti hanno effettuato anche dei test neuropsicologici e delle risonanze magnetiche. Il tè consumato era di diverse qualità: il tè verde, l’oolong (tè blu) e il tè nero. Secondo i risultati, i partecipanti che avevano bevuto una tazza della bevanda almeno quattro volte alla settimana, per circa 25 anni, presentavano delle migliori interconnessioni tra le varie aree del cervello. «I nostri risultati offrono la prima prova del contributo positivo del consumo di tè verso la struttura del cervello, e suggeriscono che bere tè regolarmente abbia un effetto protettivo contro il declino cerebrale associato all’età avanzata», ha dichiarato professor Feg Lei della National University of Singapore (NUS), leader dello studio e collaboratore dei team di ricerca delle università di Essex e Cambridge, in Gran Bretagna.«Prendiamo l’analogia del traffico stradale, per esempio», continua professor Lei. «Pensiamo alle regioni del cervello come strade: quando un sistema stradale è organizzato bene, il movimento del veicolo e dei passeggeri a bordo è più efficiente, nel senso che utilizza meno risorse. Dunque, quando le connessioni tra le aree del cervello sono meglio strutturate, l’elaborazione di informazioni viene effettuata con maggiore efficienza». La ricerca,evidenzia Giovanni D&#8217;Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” è stata pubblicata nella rivista scientifica Aging.</p>
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		<title>Xylella. 1.100 ricercatori &#8216;SeTA&#8217; in difesa della scienza</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/05/16/xylella-1-100-ricercatori-seta-in-difesa-della-scienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2019 14:48:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il contrasto del batterio Xylella fastidiosa, recentemente tornato agli onori delle cronache in seguito all&#8217;archiviazione da parte del Tribunale di Lecce dell&#8217;indagine a carico di dieci scienziati italiani che se ne erano occupati in passato e che erano stati accusati di aver causato la diffusione della malattia in seguito ai loro studi, deve essere perseguito [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il contrasto del batterio Xylella fastidiosa, recentemente tornato agli onori delle cronache in seguito all&#8217;archiviazione da parte del Tribunale di Lecce dell&#8217;indagine a carico di dieci scienziati italiani che se ne erano occupati in passato e che erano stati accusati di aver causato la diffusione della malattia in seguito ai loro studi, deve essere perseguito attraverso una serie di misure di contenimento che devono prevedere, in alcuni casi, la distruzione delle piante infette. È questo il messaggio chiave, sostenuto da tempo dalla Comunita&#8217; scientifica e troppe volte ridimensionato da una costante e dilagante azione di disinformazione, che ha coinvolto in alcuni casi anche le istituzioni, emerso nell&#8217;incontro tra l&#8217;Associazione Luca Coscioni per la Liberta&#8217; di Ricerca Scientifica e il Gruppo informale SeTA (Scienze e Tecnologie per l&#8217;Agricoltura). La Comunita&#8217; scientifica, quotidianamente bersagliata sul tema Xylella da teorie complottiste e dagli attacchi provenienti da una minoranza delle istituzioni, ha visto schierarsi al suo fianco numerosi esponenti del mondo scientifico ed istituzionale, oltre che agronomi, giuristi e comuni cittadini, che hanno deciso di far sentire la propria voce rinnovando la fiducia ai ricercatori impegnati a contrastare il batterio della Xylella e aderendo ad una petizione, promossa dal gruppo SeTA, che ha raccolto oltre 1100 adesioni. &#8220;Il caso Xylella e&#8217; un esempio da manuale di come l&#8217;ambiguita&#8217; da parte di alcuni mezzi d&#8217;informazione e dei rappresentanti istituzionali abbia alimentato credenze fasulle che hanno gia&#8217; arrecato danni immensi all&#8217;agricoltura e all&#8217;economia della Puglia&#8221;, dichiara Marco Cappato, leader e tesoriere dell&#8217;Associazione Luca Coscioni. &#8220;Siamo dunque a fianco degli scienziati che si mobilitano per impedire che tale danno si aggravi ulteriormente mettendo il metodo scientifico al servizio della democrazia e del benessere di tutti i cittadini. La loro voce va ascoltata e le loro indicazioni seguite, senza cedere alle sirene del complottismo&#8221;</p>
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		<title>Clima, Papa: &#8220;Leader non neghino i cambiamenti&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/09/11/clima-papa-leader-non-neghino-i-cambiamenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2017 19:50:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il riscaldamento dell&#8217;atmosfera ha un effetto sui cambiamenti climatici? &#8220;Chi nega questo deve andare dagli scienziati e domandare loro. Loro parlano chiarissimo. Gli scienziati sono precisi&#8221;. È una delle risposte date dal Papa nella conferenza stampa svoltasi oggi sul volo di ritorno da Cartagena, in Colombia, a Roma. &#8220;L&#8217;altro giorno &#8211; le parole di Francesco [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/09/11/clima-papa-leader-non-neghino-i-cambiamenti/">Clima, Papa: &#8220;Leader non neghino i cambiamenti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il riscaldamento dell&#8217;atmosfera ha un effetto sui cambiamenti climatici? &#8220;Chi nega questo deve andare dagli scienziati e domandare loro. Loro parlano chiarissimo. Gli scienziati sono precisi&#8221;. È una delle risposte date dal Papa nella conferenza stampa svoltasi oggi sul volo di ritorno da Cartagena, in Colombia, a Roma. &#8220;L&#8217;altro giorno &#8211; le parole di Francesco a braccio, conversando con i giornalisti &#8211; uscita la notizia di quella nave russa che e&#8217; passata dalla Norvegia al Giappone o a Taipei passando per il Polo Nord, senza il rompighiaccio. Le fotografie mostrano pezzi di ghiaccio ma&#8230; per il Polo Nord adesso si puo&#8217; passare. È molto chiaro. È molto chiaro. Quando e&#8217; uscita quella notizia, da una universita&#8217; &#8211; non ricordo dove &#8211; ne e&#8217; uscita un&#8217;altra che diceva: &#8216;Abbiamo soltanto tre anni per tornare indietro, altrimenti le conseguenze saranno terribili'&#8221;. Quindi il Pontefice ha aggiunto: &#8220;Io non so se e&#8217; vero &#8216;tre anni&#8217; o no; ma so invece che se non torniamo indietro, andiamo giu&#8217;, quello e&#8217; vero&#8221;. D&#8217;altronde &#8220;dei cambiamento climatici&#8221; si vedono gli effetti, e gli scienziati dicono chiaramente la strada da seguire. Tutti noi abbiamo una responsabilita&#8217;: tutti. Ognuno una piccolina, piu&#8217; grande, una responsabilita&#8217; morale: nell&#8217;accettare, dare l&#8217;opinione o prendere decisioni&#8230; E dobbiamo prenderlo sul serio. Credo che sia una cosa su cui non scherzare: e&#8217; molto seria. E lei mi chiede: ma qual e&#8217; la responsabilita&#8217; morale? Ognuno ha la sua. Anche i politici hanno la loro. Ognuno ha la propria. Secondo la risposta che da&#8217;&#8221;, la sua conclusione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/09/11/clima-papa-leader-non-neghino-i-cambiamenti/">Clima, Papa: &#8220;Leader non neghino i cambiamenti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Aquila: inaugurata la cattedrale nel deserto, la sede dell&#8217;INGV/video</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2013/06/21/laquila-inaugurata-la-cattedrale-nel-deserto-la-sede-dellingv/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2013 11:19:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre la città è ancora in macerie, all’Aquila in piena zona rossa è stata inaugurata questa mattina la nuova sede dell’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Presenti numerose istituzioni come il Sindaco Massimo Cialente, il Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, il Prefetto dell’Aquila Francesco Alecci e il Presidente dell’INGV Stefano Gresti. L’imponente palazzo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/21/laquila-inaugurata-la-cattedrale-nel-deserto-la-sede-dellingv/">L&#8217;Aquila: inaugurata la cattedrale nel deserto, la sede dell&#8217;INGV/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre la città è ancora in macerie, all’Aquila in piena zona rossa è stata inaugurata questa mattina la nuova sede dell’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Presenti numerose istituzioni come il Sindaco Massimo Cialente, il Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, il Prefetto dell’Aquila Francesco Alecci e il Presidente dell’INGV Stefano Gresti.</p>
<p>L’imponente palazzo, che ospiterà circa 25 ricercatori e che si trova a via dell’Arcivescovado al numero civico 8, vicino al cuore della città, Piazza Duomo, è costato 8 milioni di euro provenienti da fondi ministeriali.</p>
<p>Le attività che secondo il presidente dell’istituto si svolgeranno nella nuova sede sono quelle di prevenzione e divulgazione del fenomeno sismico.</p>
<p>Tuttavia oggi l’INGV si insedia in una città, che quattro anno fa subì un devastante terremoto e in cui il primo grado della sentenza Grandi Rischi ha riconosciuto la corresponsabilità dei membri della Commissione, nonché figure di spicco dell’INGV, nell’aver rassicurato la popolazione sull’improbabilità che un terremoto accadesse. Sei anni per tutti e sette gli imputati: questo il risvolto della sentenza.</p>
<p>Secondo il giudice i famosi scienziati non si comportarono come tali, ma oggi sembra che tra le macerie del centro e la cattedrale nel deserto appena inaugurata, l’Istituto abbia o voglia dimenticare quella sentenza e quel terremoto.<br />
Guarda anche il video dell&#8217;inaugurazione della sede dell&#8217;INGV <a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/LAquila_inaugurata_sede_INGV_in_pieno_centro_storico/1542">qui</a></p>
<p style="text-align: right;">Lisa D&#8217;Ignazio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/21/laquila-inaugurata-la-cattedrale-nel-deserto-la-sede-dellingv/">L&#8217;Aquila: inaugurata la cattedrale nel deserto, la sede dell&#8217;INGV/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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