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	<title>secolo Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>La tragedia del Togo non frena il calcio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 14:19:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il calcio è pieno di eventi luttuosi e quello occorso l’8 gennaio alla nazionale di calcio del Togo, crivellata di proiettili con una Coppa d’Africa che decide di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2010/01/19/la-tragedia-del-togo-non-frena-il-calcio/">La tragedia del Togo non frena il calcio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/01/image00117.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1866" title="image001" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2010/01/image00117.jpg" alt="" width="136" height="100" /></a>Il calcio è pieno di eventi luttuosi e quello occorso l’8 gennaio alla nazionale di calcio del Togo, crivellata di proiettili con una Coppa d’Africa che decide di andare avanti nonostante il lutto, è solo l’ultimo episodio di una lunga scia di sangue, con eroi per antonomasia quei calciatori  che giocarono la &#8220;partita della morte&#8221;, il 9 agosto 1942, allo stadio Zenith di Kiev, atleti professionisti di  Dinamo e Lokomotiv,  contro ufficiali nazisti, con fucili puntati e una sola via di scampo: la sconfitta e loro a decidere per la vittoria e a perdere la vita in nove. <span id="more-1865"></span>L’attentato alla nazionale del Togo è qualcosa di molto diverso e che di eroico non ha proprio nulla. Costato la vita a due giocatori, ha scioccato, per alcune ore l’Africa ed il mondo, per poi passare in secondo piano e lasciare il posto a Mourinho costretto a fare a  meno di Eto&#8217;o, a Ancelotti privato di Drogba, e al Napoli, sulle tracce del nuovo Maradona delle Piramidi, al secolo Mahmoud Shikabala. Nonostante la strage ed i caduti, infatti,  la Coppa d&#8217;Africa è stata al centro delle cronache calcistiche, che in Italia, con buona pace dei benpensanti, formano larga parte del tessuto connettivo della nostra (debole) identità nazionale. Perché, anche se la cosa può indignarci, oggi il calcio è un elemento geopolitico di primaria importanza, soprattutto per descrivere le traiettorie storiche di due continenti come Europa ed Africa, che, assieme al Sudamerica, rappresentano i maggiori centri di diffusione di questo sport. E allora noi italiani (assieme a tutti i tifosi europei), sublimiamo ogni evento tragico o luttuoso, poiché nel calcio – la cui potenza d&#8217;attrazione economica e mediatica supera quella di ogni altra dimensione sportiva su scala globale &#8211; le ambizioni continuamente negate di poter contare e “pesare” nella definizione degli scenari del XXI secolo è prioritaria e cancella ogni altra cosa.  Un esempio su tutti è illuminante. L&#8217;annosa domanda sui confini del nostro continente &#8211; che a livello politico continua ad essere un elemento di frammentazione e di debolezza strategica in seno alla UE &#8211; a livello calcistico è diventato al contrario il trionfo strategico-economico-mediatico della Champions League, in cui gli opposti si armonizzano e assieme all&#8217;Europa &#8220;bruxellese&#8221; dei 27 stati membri convivono felicemente le principali squadre di club di Turchia, Russia, Israele e chissà, tra qualche anno, le squadre dei paesi della sponda sud del Mediterraneo, senza che nulla, attentati o violenza, possa farci fermare a riflettere su cosa sia oggi, davvero, il calcio che, certamente, non è più uno sport. Dell&#8217;attacco rivendicato dai guerriglieri del Fronte Liberazione della Cabina, che lottano per l&#8217;indipendenza dell’enclave nord angolana, fra poco si perderà ogni traccia, tranne attribuire ogni responsabilità al paese ospitante, anello ancora debole di una catena di interessi milionari. Già il 10, due giorni dopo l’attentato, Danny Jordaan, organizzatore dei Mondiali di calcio 2010 in Sudafrica, ha dichiarato che è “di responsabilità del Paese ospitante gestire queste questioni” e, comunque, lo spettacolo deve continuare.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;">Riproduzione Riservata</span></p>
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		<title>RICOGNIZIONE SUL CONTESTO STORICO-ARCHEOLOGICO DEL SUBURBIO ROMANO</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2009/12/30/ricognizione-sul-contesto-storico-archeologico-del-suburbio-romano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 07:29:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[rito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> “nomine mortuum in Urbe ne sepelito neve urito” “non si seppellisca né si cremi all’interno della città alcun morto”. È questa una legge fondamentale delle Dodici Tavole, la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2009/12/30/ricognizione-sul-contesto-storico-archeologico-del-suburbio-romano/">RICOGNIZIONE SUL CONTESTO STORICO-ARCHEOLOGICO DEL SUBURBIO ROMANO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2009/12/Ricostruzione-della-Via-Appia-con-i-monumenti-funerari.jpg"></a><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2009/12/Ricostruzione-della-Via-Appia-con-i-monumenti-funerari.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1135" title="Ricostruzione della Via Appia con i monumenti funerari" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2009/12/Ricostruzione-della-Via-Appia-con-i-monumenti-funerari-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2009/12/Ricostruzione-della-Via-Appia-con-i-monumenti-funerari-300x190.jpg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2009/12/Ricostruzione-della-Via-Appia-con-i-monumenti-funerari.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> </strong>“nomine mortuum in Urbe ne sepelito neve urito”<br />
“non si seppellisca né si cremi all’interno della città alcun morto”.</p>
<p style="text-align: left;">È questa una legge fondamentale delle Dodici Tavole, la prima legislazione scritta dell’antica Roma risalente al 450 a.C. che, per motivi di carattere igenico e sanitario, proibiva le sepolture all’interno del sacro confine del Pomerio (il solco che secondo la tradizione fu tracciato da Romolo al momento della fondazione della città). Le tombe si addensavano perciò lungo le principali vie extraurbane in prossimità delle mura.<span id="more-1134"></span></p>
<p style="text-align: left;">Le strade romane sono di straordinaria importanza per la storia dell’umanità. Roma assurse a fulcro di conoscenza e a dominio del mondo proprio attraverso le sue arterie così ottenendo il controllo sistematico di una corposa fetta della superficie terrestre.</p>
<p style="text-align: left;">Nell’Urbe ci fu il ricorso a due differenti tipologie di sepoltura: a incinerazione che richiedeva la cremazione del corpo del defunto le cui ceneri erano poi deposte in un’urna di pietra, di vetro o di terracotta; a inumazione in cui la salma, una volta vestita e cosparsa di oli profumati, veniva deposta in un sarcofago di terracotta o di pietra. Entrambi i riti furono utilizzati per tutta l’età repubblicana fino alla prima metà del II secolo d.C. poiché, a seguito dell’introduzione della religione cristiana la quale considera la combustione del corpo un atto sacrilego, fu adottato il rito dell’inumazione.</p>
<p style="text-align: left;">Chi deteneva il potere faceva spesso innalzare le tombe della gens di appartenza nei propri possedimenti fuori dalla città, in prossimità delle strade: l’imponenza e la magniloquenza dei monumenti funerari destavano in questo modo l’attenzione del viaggiatore che arrivava a Roma dal Suburbio.</p>
<p style="text-align: left;">Le classi meno agiate si riunivano invece in “collegi funerari”, sorta di confraternite aventi come obiettivo la degna sepoltura dei propri affiliati: tassandosi acquistavano un terreno per realizzare una costruzione per sepolture collettive in cui ogni membro della comunità poteva usufruire di uno o più loculi.</p>
<p style="text-align: left;">Nei secoli lungo le grandi e più importanti strade pubbliche di Roma furono costruiti numerosi e diversi tipi di monumenti funerari, non a caso il Lanciani ipotizza che l’Urbe fosse stata circondata da 300.000 tombe.</p>
<p style="text-align: left;">Per l’Italia e soprattutto per il Lazio vi è un generalizzato ricorso al monumento funerario “a dado”, di cui è possibile riscontrare diverse citazioni lungo le principali arterie che rappresentano il trait d’union fra l’Urbe e il suo Suburbio.</p>
<p style="text-align: left;">La Via Appia rappresenta una tappa fondamentale per l’indagine qui condotta in quanto, grazie alla serie serrata di monumenti funerari di fattura e cronologia diverse che si susseguono su ambedue i lati della strada dal tratto compreso tra il Belvedere di Cecilia Metella e Casal Rotondo, di cui ancora si conservano i resti assurge a strada cimiteriale per eccellenza e valido corredo per lo studio dell’architettura funeraria romana</p>
<p style="text-align: left;">Due delle tipologie di monumenti funerari più attestate sulla Via Appia risultano essere quella a torre, di cui gli edifici funerari sono per lo più ridotti al solo nucleo di calcestruzzo privato del rivestimento funerario e le tombe a edicola su base quadrangolare.</p>
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.improntalaquila.org/2010/01/05/ricognizione-sul-contesto-storico-archeologico-del-suburbio-romano-2/">Continua…..</a></strong></p>
<p style="text-align: right;">Francesca Ranieri</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;"> © Riproduzione Riservata</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2009/12/30/ricognizione-sul-contesto-storico-archeologico-del-suburbio-romano/">RICOGNIZIONE SUL CONTESTO STORICO-ARCHEOLOGICO DEL SUBURBIO ROMANO</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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