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	<title>Senato della Repubblica Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Tumori del sangue negli anziani, il caregiver diventa centrale nelle cure: presentato al Senato il nuovo policy paper</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 15:17:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[aderenza terapeutica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le nuove terapie stanno rivoluzionando il trattamento dei tumori del sangue, offrendo ai pazienti anziani prospettive impensabili fino a pochi anni fa. Ma l&#8217;innovazione farmacologica, da sola, non basta. Per garantire l&#8217;efficacia delle cure e migliorare l&#8217;aderenza terapeutica diventa sempre più determinante il ruolo del caregiver, figura spesso invisibile ma fondamentale nella gestione quotidiana della [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le nuove terapie stanno rivoluzionando il trattamento dei tumori del sangue, offrendo ai pazienti anziani prospettive impensabili fino a pochi anni fa. Ma l&#8217;innovazione farmacologica, da sola, non basta. Per garantire l&#8217;efficacia delle cure e migliorare l&#8217;aderenza terapeutica diventa sempre più determinante il ruolo del caregiver, figura spesso invisibile ma fondamentale nella gestione quotidiana della malattia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questo il messaggio emerso dal convegno <strong>“Tumori del sangue nel paziente anziano: percorsi di cura e ruolo del caregiver”</strong>, ospitato nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica su iniziativa del senatore <strong>Guido Quintino Liris</strong>, durante il quale è stato presentato l&#8217;omonimo policy paper dedicato alle sfide assistenziali dell&#8217;oncoematologia nell&#8217;era delle terapie innovative.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove cure cambiano la gestione di leucemie e linfomi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;invecchiamento della popolazione italiana rende sempre più rilevante il tema delle neoplasie ematologiche. Oggi gli over 65 in Italia sfiorano i 15 milioni e molte patologie del sangue, come leucemie e linfomi, registrano la maggiore incidenza proprio nelle fasce di età più avanzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, la ricerca scientifica ha aperto scenari nuovi grazie all&#8217;arrivo di terapie sempre più mirate e personalizzate. Anticorpi bispecifici, farmaci target orali e terapie cellulari CAR-T stanno modificando profondamente il percorso clinico dei pazienti, consentendo cure più efficaci e meglio tollerate rispetto alla chemioterapia tradizionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una trasformazione che permette a molti malati di essere trattati in day hospital, day service o direttamente a domicilio, riducendo il ricorso ai ricoveri ospedalieri e migliorando la qualità della vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caregiver diventa protagonista dei percorsi di cura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se da un lato le nuove terapie rappresentano una grande opportunità, dall&#8217;altro richiedono una gestione più complessa della quotidianità. Assunzione corretta dei farmaci, monitoraggio degli effetti collaterali, rispetto degli appuntamenti clinici e comunicazione costante con i professionisti sanitari sono aspetti che rendono indispensabile il supporto di un caregiver.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli esperti intervenuti al convegno, questa figura non può più essere considerata un semplice accompagnatore del paziente, ma una componente attiva del percorso assistenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Innovazione terapeutica significa anche responsabilità organizzativa&#8221;, ha sottolineato il senatore Guido Quintino Liris. &#8220;Occorre costruire modelli capaci di accompagnare il paziente nella vita quotidiana, rafforzando il collegamento tra ospedale, territorio e domicilio. Il caregiver deve essere riconosciuto e sostenuto perché spesso rappresenta il fattore decisivo per l&#8217;accesso alle cure più innovative&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre 7 milioni di caregiver familiari in Italia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri confermano la rilevanza del fenomeno. Nel nostro Paese oltre sette milioni di persone assistono regolarmente un familiare non autosufficiente senza alcuna forma di compenso economico, dedicando mediamente più di venti ore settimanali alle attività di cura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il peso assistenziale è particolarmente elevato nei percorsi oncoematologici: circa l&#8217;80% dei caregiver riferisce un forte carico psicologico, mentre la metà manifesta sintomi depressivi significativi. Nonostante ciò, solo una minoranza accede a un supporto professionale dedicato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una situazione che rischia di compromettere anche l&#8217;efficacia delle terapie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Le cure innovative producono benefici concreti solo se il paziente riesce a seguirle correttamente&#8221;, ha spiegato il professor <strong>Massimo Breccia</strong>, docente di Ematologia dell&#8217;Università Sapienza di Roma. &#8220;Senza un adeguato supporto familiare, anche i trattamenti più avanzati possono diventare difficili da gestire&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le proposte del policy paper: formazione, supporto psicologico e assistenza territoriale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento presentato al Senato individua alcune priorità strategiche per migliorare la presa in carico dei pazienti anziani con tumori del sangue.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le principali proposte figurano la formazione strutturata dei caregiver, il potenziamento dei servizi di supporto psicologico per pazienti e familiari e l&#8217;inserimento formale del caregiver nei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) ematologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione viene inoltre dedicata al rafforzamento dell&#8217;assistenza territoriale e domiciliare, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), favorendo una maggiore integrazione tra ospedali, medici di medicina generale, infermieri di comunità e servizi territoriali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Linfomi e leucemie: una sfida crescente per il Servizio sanitario nazionale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le patologie più diffuse figurano i linfomi non Hodgkin, che interessano oltre 160 mila persone in Italia e rappresentano una delle principali forme tumorali del sangue. Anche la leucemia linfatica cronica e la leucemia mieloide acuta colpiscono prevalentemente pazienti anziani, richiedendo percorsi terapeutici sempre più complessi e personalizzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il professor <strong>Roberto Marasca</strong>, dell&#8217;Università di Modena e Reggio Emilia, l&#8217;assenza di un adeguato sostegno assistenziale può avere conseguenze rilevanti non solo sul piano clinico ma anche economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Una gestione non ottimale può aumentare il rischio di complicanze, ricoveri non programmati e accessi impropri alle strutture sanitarie, con un conseguente aggravio di costi per il Servizio sanitario nazionale&#8221;, ha evidenziato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro dell&#8217;oncoematologia passa dalla presa in carico integrata</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le figure chiave individuate dagli esperti emerge anche quella del <strong>case manager infermieristico</strong>, professionista chiamato a coordinare il percorso assistenziale tra ospedale, territorio e domicilio, garantendo continuità delle cure e supporto costante a pazienti e caregiver.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo condiviso è costruire un modello assistenziale sempre più vicino alle persone, capace di valorizzare l&#8217;innovazione terapeutica senza lasciare sole le famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché nella nuova frontiera della cura dei tumori del sangue, accanto alle terapie più avanzate, il vero valore aggiunto può essere rappresentato da una rete di assistenza integrata in cui il caregiver diventa parte essenziale del percorso di guarigione e qualità della vita.</p>
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