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	<title>sequestro Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>GdF Pescara: sequestrate quote societarie per oltre mezzo milione di euro</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/07/18/gdf-pescara-sequestrate-quote-societarie-per-oltre-mezzo-milione-di-euro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 08:52:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pescara, stanno sottoponendo a sequestro le quote del capitale, per un valore di oltre mezzo milione di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/07/18/gdf-pescara-sequestrate-quote-societarie-per-oltre-mezzo-milione-di-euro/">GdF Pescara: sequestrate quote societarie per oltre mezzo milione di euro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pescara, stanno sottoponendo a sequestro le quote del capitale, per un valore di oltre mezzo milione di euro, di una società operante nel settore della raccolta e del trasporto di materiali di recupero, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Tribunale di Pescara.</p>
<p>L’importante sequestro odierno scaturisce da una ampia attività di indagine che, nello scorso mese di maggio, aveva portato all’arresto di un imprenditore accusato di essere a capo di un gruppo criminale che aveva condotto al fallimento due società dopo aver accumulato ingenti debiti nei confronti dell’Erario per oltre 2,5 milioni di Euro, omettendo sistematicamente il versamento delle imposte dirette e/o indirette.</p>
<p>L’imprenditore in questione si inquadra nella figura dei cd. &#8220;fallitori seriali&#8221;, ovvero di quei soggetti che, scientemente, accumulano fortissimi debiti, in genere verso l’Erario, depauperano le società della loro parte produttiva ed avviandole al fallimento, non prima di averle intestate a prestanome.</p>
<p>Il provvedimento di sequestro odierno riguarda le quote di una società a responsabilità a limitata, allo stesso riconducibile, con sede operativa a Rosciano (PE), dapprima detenuta da una società successivamente fallita e poi ceduta alla moglie per un valore sottostimato.</p>
<p>L’operazione illecita ha di fatto impoverito il patrimonio della società fallita, causando un danno ai creditori, ed ha costituito il prodotto di una bancarotta fallimentare.</p>
<p>La partecipazione societaria sequestrata, pari al 66% del capitale sociale, è stata affidata in custodia ad un amministratore giudiziale nominato dal Tribunale di Pescara, su richiesta della locale Procura della Repubblica.</p>
<p>L’attività portata a termine nella mattinata odierna dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Pescara, dimostra ancora una volta il concreto impegno del Corpo e della locale Autorità Giudiziaria a tutela dei mercati e della libera concorrenza, oltreché nel perseguire l’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati, al fine di assicurare l’effettivo recupero delle somme provento di condotte fraudolente, fatte di appropriazioni e distrazioni di beni societari a discapito, il più delle volte, dei propri dipendenti e delle casse dell’Erario.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/07/18/gdf-pescara-sequestrate-quote-societarie-per-oltre-mezzo-milione-di-euro/">GdF Pescara: sequestrate quote societarie per oltre mezzo milione di euro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Fisco, mancato versamento Iva L&#8217;Aquila Calcio: indagati vertici del 2014</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/09/13/96177/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 12:56:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[autorita' giudiziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Finiscono nei guai, per omessi versamenti Iva, i vertici societari che nel 2014 gestivano L&#8217;Aquila Calcio. Stamani, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Finiscono nei guai, per omessi<strong> versamenti Iva,</strong> i <strong>vertici societari che nel 2014</strong> gestivano<strong> L&#8217;Aquila Calcio.</strong> Stamani, <strong>i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza</strong> hanno eseguito un sequestro di disponibilita&#8217; finanziarie, beni mobili e immobili per un valore di oltre 300.000 emesso dalla locale autorita&#8217; giudiziaria nei confronti dei responsabili de<strong>l sodalizio rossoblu&#8217;</strong> due anni fa.</p>
<p><strong> La misura cautelare giunge al termine di articolate indagini di polizia giudiziaria</strong> svolte dai finanzieri del capoluogo abruzzese delegati dalla <strong>Procura della Repubblica di L&#8217;Aquila</strong> a seguito di una segnalazione ricevuta dalla locale <strong>Agenzia delle Entrate</strong> <strong>per l&#8217;accertato omesso versamento dell&#8217;imposta sul valore aggiunto da parte della societa&#8217;</strong>.</p>
<p>Quattro le persone indagate. Gli investigatori delle fiamme gialle, diretti dal comandante del<strong> Nucleo di Polizia Tributaria, il tenente colonnello Sergio Aloia,</strong> hanno eseguito mirati approfondimenti di natura fiscale nei confronti del sodalizio, accertando che quest&#8217;ultimo, dopo aver convenuto con i locali Uffici finanziari una rateizzazione dell&#8217;imposta dovuta, aveva versato solo le prime due rate del debito tributario, omettendone il pagamento della terza entro i previsti termini, cosi&#8217; decadendo dal beneficio della dilazione.</p>
<p>I finanziari hanno individuato inoltre tutti gli autori della violazione risultati essere gli esponenti di spicco degli organi decisionali della societa&#8217; all&#8217;epoca della commissione del reato. I militari del Nucleo di Polizia Tributaria delegati dalla locale autorita&#8217; giudiziaria hanno operavano pertanto uno dei primi sequestri disposti per effetto delle modifiche introdotte con la recente riforma dei<strong> reati tributari</strong> dell&#8217;ottobre 2015, assicurando all&#8217;Erario gli importi corrispondenti al mancato versamento dell&#8217;Iva pari ad oltre 300 mila euro.</p>
<p>La<strong> lotta all&#8217;evasione fiscale da sempre rappresenta una delle priorita&#8217; per la Guardia di Finanza</strong> che, anche attraverso forme sempre piu&#8217; virtuose di collaborazione con uffici giudiziari e l&#8217;Agenzia delle Entrate, e&#8217; costantemente protesa a contrastare gli effetti negativi causati all&#8217;economia dall&#8217;evasione fiscale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/09/13/96177/">Fisco, mancato versamento Iva L&#8217;Aquila Calcio: indagati vertici del 2014</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sisma: truffa, Gdf sequestra 600 mila euro</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/03/11/sisma-fondi-percepiti-con-truffa-gdf-sequestra-600-mila-euro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 13:17:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[News Terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza dell&#8217;Aquila hanno appena eseguito un decreto di sequestro di beni immobili e disponibilita&#8217; finanziarie per un valore&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/11/sisma-fondi-percepiti-con-truffa-gdf-sequestra-600-mila-euro/">Sisma: truffa, Gdf sequestra 600 mila euro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza dell&#8217;Aquila</strong> hanno appena eseguito un decreto di sequestro di beni immobili e disponibilita&#8217; finanziarie per un valore di circa 600.000 euro emesso dalla locale A.G. nei confronti dei responsabili di t<strong>re societa&#8217; aquilane percettrici di ingenti finanziamenti nazionali e comunitari stanziati a favore delle imprese danneggiate dagli eventi sismici del 2009</strong>. Le misure cautelari appena eseguite giungono al termine di complesse indagini che la <strong>Procura della Repubblica aquilana</strong> ha delegato al locale Nucleo di Polizia Tributaria volte a far luce sull&#8217;esatta destinazione dei contributi riconosciuti alle dette imprese dalla Regione Abruzzo (a valere sul bando POS-FESR Abruzzo 2007-2013 destinato agli interventi di riattivazione dell&#8217;attivita&#8217; produttiva delle imprese) e dai Comuni di L&#8217;Aquila e Fossa (a valere sull&#8217;OPCM 3789 del 2009) a titolo di <strong>indennizzo/contributo per: le conseguenze economiche sfavorevoli all&#8217;attivita&#8217; produttiva</strong> causate dagli <strong>eventi sismici</strong>; la ricostruzione, la riparazione ed il ripristino dei beni mobili registrati, delle materie prime e dei prodotti finiti distrutti o danneggiati a seguito del terremoto. Tre le persone denunciate per truffa ai danni dello Stato: 2 imprenditori e un ingegnere, tutti aquilani.</p>
<p>I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria hanno proceduto pertanto ad accertare la congruita&#8217; ed effettivita&#8217; dei danni subiti a seguito degli eventi tellurici che hanno colpito il capoluogo abruzzese cosi&#8217; come denunciati dai responsabili delle societa&#8217; percettrici, tutte operanti nel settore della tecnologia informatica e dell&#8217;elettronica in generale. Tali accertamenti hanno fatto emergere numerosi e<strong> gravi illeciti consistenti in artifici e raggiri commessi dai due imprenditori</strong> che, avvalendosi di perizie &#8220;confezionate&#8221; ad hoc da un perito incaricato all&#8217;occorrenza (consorte di uno degli indagati e indagata anch&#8217;ella), istruivano le domande di indennizzo/contributo dichiarando fatti non rispondenti al vero, allegando perizie giurate e materiale fotografico non attestanti la reale consistenza dei redditi e dei beni aziendali all&#8217;epoca del sisma ne&#8217; il reale stato dei locali e dei beni a seguito del terremoto. Cio&#8217; ha consentito agli indagati di percepire indebitamente contributi ed indennizzi per un importo complessivo pari ad 600.000 euro circa. Piu&#8217; in particolare i complessi accertamenti sviluppati dai finanzieri hanno permettesso di appurare che uno degli immobili destinati all&#8217;attivita&#8217; d&#8217;impresa, asseritamente gravemente sinistrato a seguito del terremoto, non aveva, in realta&#8217;, subito alcun danno con la conseguenza che nessun bene aziendale in esso presente poteva essere stato danneggiato; cio&#8217; contrariamente a quanto falsamente asserito nella perizia allegata alle richieste di contributo/indennizzo. I finanzieri, a seguito di ulteriori approfondimenti investigativi, consistiti in, sopralluoghi, ricerche documentali e assunzione a S.I.T. di persone informate sui fatti, hanno appurato, inoltre, che la maggior parte dei cespiti aziendali, asseritamente danneggiati, non avevano mai fatto parte degli asset delle imprese in quanto mero frutto di false rappresentazioni e certificazioni peritali. Altro immobile, invece, non costituiva affatto la sede operativa di una della societa&#8217; oggetto di contribuzione essendo unicamente destinato ad abitazione di uno degli indagati. L&#8217;operazione di servizio svolta testimonia che il controllo della spesa pubblica attuato dalla Guardia di Finanza, contrastando le truffe e gli sprechi, favorisce migliori e sempre maggiori servizi alla collettivita&#8217;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/11/sisma-fondi-percepiti-con-truffa-gdf-sequestra-600-mila-euro/">Sisma: truffa, Gdf sequestra 600 mila euro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Torna a casa il marittimo abruzzese sequestrato in Gambia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/08/04/torna-a-casa-il-marittimo-abruzzese-sequestrato-in-gambia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2015 08:46:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il marittimo di San Benedetto del Tronto Massimo Liberati, motorista del peschereccio oceanico &#8220;Idra Q&#8221; sequestrato il 12 febbraio scorso in Gambia, potrà tornare in Italia dopo quasi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/04/torna-a-casa-il-marittimo-abruzzese-sequestrato-in-gambia/">Torna a casa il marittimo abruzzese sequestrato in Gambia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il marittimo di San Benedetto del Tronto <strong>Massimo Liberati</strong>, motorista del peschereccio oceanico &#8220;Idra Q&#8221; sequestrato il 12 febbraio scorso in <strong>Gambia</strong>, potrà tornare in Italia dopo quasi 6 mesi passati tra prigione (alcuni giorni) e libertà vigilata nel paese africano. Il giudice di Banjul lo ha condannato a sei mesi di reclusione o al pagamento di un multa, che la società armatrice con sede a Martinsicuro (Teramo) pagherà subito.</p>
<p>Il peschereccio fu sequestrato dalle autorità del Gambia perché a bordo del natante furono trovate reti da pesca con maglie inferiori a quelle stabilite dalle normative locali. Mentre tutto l&#8217;equipaggio fu liberato il 19 maggio, il motorista Liberati, dovette subire un altro processo. La sua odissea dovrebbe ora essere alla fine.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/08/04/torna-a-casa-il-marittimo-abruzzese-sequestrato-in-gambia/">Torna a casa il marittimo abruzzese sequestrato in Gambia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ilva: sequestrati impianti, otto arresti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/07/27/ilva-sequestrati-impianti-otto-arresti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jul 2012 07:54:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[dirigenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intera area a caldo dell&#8217;Ilva di Taranto e&#8217; stata messa sotto sequestro preventivo. Otto persone, tra dirigenti ed ex dirigenti del Gruppo Riva e dello stabilimento tarantino, agli&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intera area a caldo dell&#8217;Ilva di Taranto e&#8217; stata messa sotto sequestro preventivo. Otto persone, tra dirigenti ed ex dirigenti del Gruppo Riva e dello stabilimento tarantino, agli arresti domiciliari. Sono le misure disposte dal gip del Tribunale di Taranto Patrizia Todisco nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sull&#8217;inquinamento ambientale prodotto dall&#8217;azienda siderurgica piu&#8217; grande d&#8217;Europa. Immediata la protesta dei lavoratori metalmeccanici che hanno invaso a migliaia la citta&#8217;. I sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero ad oltranza. Per questa mattina e&#8217; stata indetta una assemblea dei lavoratori all&#8217;interno dello stabilimento.</p>
<p><strong>VENDOLA, NON LASCIAMO I LAVORATORI DA SOLI &#8211;</strong> &#8220;La partita non è finita. Adesso dovranno esprimersi i giudici del riesame. Ma per il gup che ha disposto il sequestro dell&#8217;Ilva, bisogna nutrire rispetto&#8221;. Lo ha detto il presidente della Puglia Nichi Vendola in un&#8217;intervista a La Repubblica.<br />
&#8220;Finisce un&#8217;epoca: quella in cui la salute della gente e la tutela ambientale avevano un peso marginale rispetto al dio profitto &#8211; ha aggiunto -. Non è più così. E&#8217; necessario trovare un equilibrio avanzato tra gli uni e l&#8217;altro. Perchè la guerra dell&#8217;ambiente contro il lavoro, sconfigge tutti&#8221;.<br />
&#8220;Il pericolo &#8211; conclude Vendola &#8211; è che Taranto si ritrovi a combattere con il cancro e, daieri, anche con una prospettiva di povertà. Ma non siamo alla fuoriuscita dell&#8217;industria. Entriamo, piuttosto, in un&#8217;epoca nuova, dove convivono benessere e occupazione&#8221;.</p>
<p><strong>CLINI, CHIUDERE ORA NON HA SENSO &#8211;</strong> &#8220;Sul futuro dell&#8217;Ilva, il ministro dell&#8217;Ambiente, Corrado Clini, non ha dubbi &#8220;non ha senso chiuderala &#8211; ha detto in un&#8217;intervista a Il Manifesto -, perchè negli ultimi tre anni l&#8217;azienda ha cominciato ad adeguarsi alle normative nazionali e regionali, e alle direttive europee seguendo le procedure per l&#8217;Autorizzazione integrata ambientale, e avviando un processo di risanamento del ciclo produttivo anche se ci sono ancora parti critiche che però sono oggetto di ulteriori prescrizioni già impartite&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ho avuto un lungo incontro con il presidente dei Verdi Angelo Bonelli &#8211; aggiunge -, e capisco le ragioni dei cittadini esposti ai rischi dell&#8217;inquinamento. Oggi però l&#8217;Ilva ha adeguato la maggior parte della produzione ai limiti di legge, cosa che ovviamente va assolutamente verificata nel tempo&#8221;.<br />
&#8220;L&#8217;unica strada per uscire da questa situazione è pressare l&#8217;azienda per continuare l&#8217;opera di risanamento&#8221;, ha spiegato Clini.<br />
&#8220;La prima cosa da fare subito &#8211; dice ancora &#8211; è garantire che il sito industriale non sia più sorgente di inquinamento. Anche se non si riuscirà a bonificare il suolo, utilizzato per decenni, che ormai difficilmente potrebbe diventare un campo di grano, si può però mettere in sicurezza il sito per evitare la contaminazione delle falde acquifere e la dipsersione di inquinanti. C&#8217;è poi il problema delle polveri disperse dall&#8217;immenso parco geominerario di 78 ettari dove sono stoccati i materiali &#8211; aggiunge -. Ancora: bisogna continuare con l&#8217;abbattimento delle emissioni, in partioclare quelle solforose, e occorrono interventi tecnoologici sugli impianti più inquinanti. E&#8217; un investimento economico per l&#8217;Ilva ma ciò le permetterebbero di acquistare competitività e ridurre il contenzioso ambientale&#8221;.</p>
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		<title>Liberazioni e uccisioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jul 2012 10:35:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ciampino]]></category>
		<category><![CDATA[militare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rossella Urru, liberata ieri, atterrerà all&#8217;aeroporto militare romano di Ciampino con un volo proveniente dal Burkina Faso. La cooperante sarda, sequestrata il 23 ottobre scorso da un gruppo vicino&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/19/liberazioni-e-uccisioni/">Liberazioni e uccisioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Rossella Urru, liberata ieri, atterrerà all&#8217;aeroporto militare romano di Ciampino con un volo proveniente dal Burkina Faso. La cooperante sarda, sequestrata il 23 ottobre scorso da un gruppo vicino ad Al Qaeda nel sud dell&#8217;Algeria, è stata liberata ieri in Mali, con due colleghi spagnoli.</p>
<p align="JUSTIFY">In festa Samugheo, il suo paese., ma “grande gioia” è stata espressa, tra gli altri, anche dal Presidente Napolitano e dal premier Monti, che ha sottolineato il successo dell&#8217;Italia contro il terrorismo.</p>
<p align="JUSTIFY">Una giovane determinata Rossella, che ha deciso di spendere parte della sua vita per sostenere progetti umanitari a favore dei profughi in una zona particolarmente problematica del Nord Africa, attraversata da povertà, conflitti, terrorismo: una zona che rischia di diventare una polveriera, sulla quale la comunità internazionale dovrebbe presto avviare una approfondita riflessione.</p>
<p align="JUSTIFY">Il Sahel, la zona in cui prestava la sua opera ed è stata rapita nove mesi fa, è una sorta di piccolo Afganistan dimenticato, dove solo gruppi sparuti di volontari armati solo della volontà di far del bene, di aiutare persone in grande difficoltà, di promuovere il dialogo, la pace e la comprensione tra i popoli, lavoro fra mille pericoli.</p>
<p align="JUSTIFY">Quanto sta accadendo da&#8217; la netta impressione che, nell&#8217;alleanza islamica del nord del Mali, i gruppi che ne fanno parte abbiano ormai compiti ben precisi: Aqmi incarna l&#8217;ala militare; Ansar Dine impone la sharia nelle regioni &#8216;liberate&#8217;; il Mujao gestisce i sequestri. E lo fa anche bene, perché limita al massimo i comunicati, centellina le notizie (come ha fatto nel caso di Rossella Urru) e usa alcuni media &#8220;non ostili&#8221; quando c&#8217;e&#8217; da fare pressione, magari facendo filtrare informazioni errate, come quella della liberazione degli ostaggi, con il solo scopo di fare montare la tensione nei Paesi d&#8217;origine dei rapiti.</p>
<p>Con senno di poi si può dire che la notizia del rilascio di tre diplomatici algerini, sui sette rapiti in aprile a Gao, sempre dal Mujao, poteva forse fare intuire una svolta positiva nel sequestro di Rossella Urru e dei due cooperanti spagnoli. Ma, davanti alle contorte logiche dei gruppi jihadisti, niente si deve mai dare per scontato o possibile.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;incubo di Rossella &#8211; una vicenda che ha registrato una grande partecipazione dell&#8217;opinione pubblica con una vasta mobilitazione &#8211; e&#8217; finito in una non precisata località del nord del Mali (da mesi saldamente in mano jihadista).</p>
<p align="JUSTIFY">La Urru ed i suoi due colleghi, rapiti il nel campo Rabouni, a Tindouf, dove c&#8217;e&#8217; la più grossa comunità di saharawi, gli abitanti dell&#8217;ex Sahara spagnolo che non accettano la sovranità marocchina, furono sequestrati da un gruppo armato che, a bordo di pick-up, fece irruzione nel campo e li prelevò, sparendo letteralmente nella notte e lasciando aperti molti interrogativi, perché, colpendo i cooperanti, si colpiva il popolo saharawi, manifestamente sostenuto dai movimenti islamici.</p>
<p align="JUSTIFY">E&#8217; ancora presto per capire cosa sia accaduto in questi lunghi mesi e, soprattutto, cosa realmente si nasconda dietro questo sequestro che ha reso &#8220;famoso&#8221; il Movimento per l&#8217;unicità&#8217; e la jihad nell&#8217;Africa occidentale, gruppuscolo dalle origini oscure, praticamente sconosciuto sino a pochi mesi fa e che ora dialoga con i Paesi (anche se i dinieghi ufficiali su presunte trattative sono unanimi) e si impone come protagonista nella magmatica situazione del nord del Mali, con una disponibilità economica sospetta, anche se si pensa che per rilasciare i suoi ostaggi si faccia pagare e bene.</p>
<p align="JUSTIFY">Nei mesi scorsi il Mujao aveva chiesto, per la liberazione di Rossella Urru e Ainhoa Fernandez de Rincon, trenta milioni di euro. Nella trattativa non era stato fatto entrare il nome di Gonyalons, perché il Mujao voleva usare la sua minacciata eliminazione come leva nei confronti del governo di Madrid per ammorbidirne l&#8217;intransigenza.</p>
<p align="JUSTIFY">E nelle stesse ore in cui Rossella veniva liberata, a migliaia di chilometri di distanza, in Bulgaria, un attentato, compiuto con tutta probabilità da un attentatore suicida contro un autobus di turisti israeliani a Burgas, città sul Mar Nero, ha provocato otto morti e decine di feriti.</p>
<p align="JUSTIFY">Secondo il sito israeliano di Yediot Ahronot, l’esplosione si è verificata all’esterno del terminal dell’aeroporto “Sarafovo” di Burgas.</p>
<p align="JUSTIFY">Le autorità bulgare hanno chiuso lo scalo, dirottando i voli su Varga. Il ministero degli Esteri israeliano ha formato un team di esperti che volerà a Burgas per assistere le autorità locali che, secondo quanto denunciato da un testimone, avrebbero reagito con “lentezza” all’attentato. Intanto, è pronto a partire da Tel Aviv alla volta della Bulgaria un aereo con equipe mediche, per soccorrere i feriti e per riportare in Israele quanti siano in grado di affrontare il volo.</p>
<p align="JUSTIFY">La televisione commerciale israeliana <em>Canale 10</em>, attraverso le prime testimonianze, riferisce che l’esplosione, alle 17,30 locali, ha investito tre autobus dove viaggiavano i turisti israeliani.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;esplosione sarebbe avvenuta sul primo autobus, mentre gli altri due sarebbero poi andati a fuoco nel parcheggio.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Secondo il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, dietro l&#8217;attentato ci sarebbe la mano del gruppo libanese Hezbollah, appoggiato dall&#8217;Iran; mentre il ministro dell&#8217;Interno bulgaro Tsvetan Tsvetanov ha dichiarato: &#8220;Abbiamo identificato un attentatore suicida. Questa persona aveva con sé una patente statunitense falsa”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">E dagli Stati Uniti giunge la condanna della Casa Bianca, &#8220;nei termini più duri possibili&#8221;, come ha dichiarato il portavoce Jay Carney: &#8220;Obama e l&#8217;amministrazione stanno raccogliendo tutte le informazioni sul caso, ma resta incrollabile l&#8217;impegno americano per la sicurezza di Israele&#8221;. Il Presidente ha anche chiamato Netanyahu per porgergli le proprie condoglianze.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;alto rappresentante della politica estera della Ue, Catherine Ashton, si è detta sconvolta e scioccata dalle immagini trasmesse dall&#8217;aeroporto di Burgas.</p>
<p align="JUSTIFY">Condannando l&#8217;attentato nel modo più fermo, la Ashton chiede sia fatto tutto il necessario per individuare gli autori della strage e portarli davanti alla giustizia. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi, sconvolto per l&#8217;attentato, ha confermato che &#8220;l&#8217;Italia  è e continuerà ad essere in prima linea a difesa del diritto fondamentale alla sicurezza di Israele e dei suoi cittadini&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">Le autorità di Tel Aviv avevano avvertito la Bulgaria, destinazione molto popolare presso il turismo israeliano, sulla sua vulnerabilità agli attacchi di militanti islamici infiltrati attraverso la Turchia.</p>
<p align="JUSTIFY">In passato, turisti israeliani sono stati oggetto di attacchi in India, Thailandia e Azerbaijan.</p>
<p align="JUSTIFY">Azioni dietro cui Tel Aviv ritiene vi sia l&#8217;Iran, che a sua volta ha accusato Israele di essere il mandante degli attentati costati la vita agli scienziati iraniani coinvolti nel programma nucleare di Teheran.</p>
<p align="JUSTIFY">Sconvolta anche la comunità ebraica italiana: a Roma una cerimonia straordinaria per le vittime dell&#8217;attentato di Burgas si terrà questa sera alle 21 nella Grande Sinagoga, come rendono noto Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica romana, e il rabbino capo di Roma Riccardo di Segni. Da Tel Aviv, dove domani, sabato e domenica dirigerà la Israel Philharmonic Orchestra, il maestro Riccardo Muti annuncia: &#8220;Il <em>Requiem </em>di Verdi sarà dedicato alle vittime dell&#8217;attentato in Bulgaria&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">L’attentato di Burgas è avvenuto nel giorno del 18mo anniversario dell’azione terroristica che a Buenos Aires, nel 1994, costò la vita a 85 persone, 300 i feriti.</p>
<p align="JUSTIFY">Una cellula terrorista colpì con un’autobomba l’edificio dell’Associazione di mutuo soccorso ebraico.</p>
<p align="JUSTIFY">Per quell’attentato vennero chiamati in causa dalla giustizia argentina elementi di provenienza iraniana ed esponenti di Hezbollah.</p>
<p>Esistono diverse ipotesi sull&#8217;etimologia del nome di Burgas. La più diffusa lo fa risalire alla parola greca Πύργος (<em>Pyrgos</em>), forse attraverso il basso latino <em>burgus</em>, con il significato di torre d&#8217;avvistamento e non vorremmo che l’attenta di ieri sia l’avvisaglia di un ritorno ad un terrosissimo diffuso ed una nuova stagione stragista, anche nel Vecchio Continente.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>Roma: in 24 ore ritirate 23 patenti e 66 veicoli sequestrati</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 09:16:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Servizi di prevenzione e controllo alla circolazione stradale sono stati svolti nelle ultime ore dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma sulle principali arterie stradali della Capitale. I&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Servizi di prevenzione e controllo alla circolazione stradale sono stati svolti nelle ultime ore dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma sulle principali arterie stradali della Capitale. I militari, avvalendosi degli etilometri e dei “drug-test” in dotazione, hanno effettuato numerosi accertamenti per verificare lo stato psico-fisico degli automobilisti in transito. Il bilancio dei controlli è di 34 persone denunciate a piede libero che dovranno rispondere, a vario titolo, di guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di sostanze stupefacenti, guida senza patente perchè mai conseguita o addirittura già revocata e porto di oggetti atti ad offendere. Sono state inoltre ritirate 23 patenti, 40 carte di circolazione mentre sono state elevate complessivamente 393 contravvenzioni al Codice della Strada, che hanno comportato la decurtazione di 630 punti patente. Sessantasei i veicoli sottoposti a fermo o sequestro amministrativo.</p>
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