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	<title>SIF Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Coronavirus: uomini più colpiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2020 14:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il Presidente della Societa&#8217; Italiana di Farmacologia (SIF), prof. Giorgio Racagni, ha istituito l&#8217;Unita&#8217; di crisi SIF su SARS-CoV-2 (COVID-19), coordinatore il prof. Gianni Sava, attivando due sezioni dedicate al virus: la prima rivolta ai professionisti del settore (www.sifweb.org/documenti#Covid-19) e la seconda, di piu&#8217; facile accesso, rivolta al cittadino (www.sifweb.org/sif-magazine)&#8221;. Lo scrive in una nota [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il Presidente della Societa&#8217; Italiana di Farmacologia (SIF), prof. Giorgio Racagni, ha istituito l&#8217;Unita&#8217; di crisi SIF su SARS-CoV-2 (COVID-19), coordinatore il prof. Gianni Sava, attivando due sezioni dedicate al virus: la prima rivolta ai professionisti del settore (www.sifweb.org/documenti#Covid-19) e la seconda, di piu&#8217; facile accesso, rivolta al cittadino (www.sifweb.org/sif-magazine)&#8221;. Lo scrive in una nota la Sif, Societa&#8217; Farmacologica Italiana. &#8220;Quest&#8217;ultima si chiama SIF Magazine e ospita documenti, redatti dai professionisti della SIF- continua la nota- sulle varie problematiche relative ai farmaci e alle terapie per la pandemia in corso. Le professoressa Marina Ziche e Amelia Filippelli dell&#8217;Unita&#8217; di crisi SIF su SARS-CoV-2 (COVID-19) mettono in evidenza le ragioni scientifiche alla base delle differenze del rischio di infezione e della gravita&#8217; della patologia tra maschi e femmine: i primi sono i piu&#8217; colpiti. Se l&#8217;epidemiologia suggeriva questa tendenza, adesso abbiamo dati per confermarlo: l&#8217;enzima che il virus sfrutta per entrare nelle cellule e&#8217; piu&#8217; espresso nell&#8217;uomo. Inoltre, le donne, forse per ragioni evolutive, sono naturalmente piu&#8217; forti nei confronti delle infezioni. E non dimentichiamo che la donna ha due cromosomi X, uno in piu&#8217; rispetto all&#8217;uomo, e molti dei geni legati all&#8217;immunita&#8217;, si trovano proprio sui cromosomi X, fornendole il doppio di queste risorse. Infine, gli ormoni sessuali: il testosterone, ormone sessuale maschile, e&#8217; generalmente un immunosoppressore, mentre gli estrogeni, importanti ormoni regolatori sessuali femminili, tendono a essere immunostimolanti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Da uno studio clinico- fa sapere la Sif-che tra gennaio e febbraio 2020 ha analizzato 4880 soggetti asintomatici o sintomatici per la patologia respiratoria nell&#8217;ospedale di Wuhan, in Cina, e&#8217; emerso che la positivita&#8217; al SARS-CoV-2 (Covid-19) nella popolazione maschile e anziana (>70 anni) presentava tassi significativamente piu&#8217; alti, sebbene solo l&#8217;eta&#8217; fosse stata riconosciuta come fattore di rischio. Il report dall&#8217;ISS che raccoglie i dati italiani fino allo scorso 24 marzo su COVID-19, evidenzia come i maschi rappresentino il 57,8% degli infetti e le femmine il 42,2%. La differenza tra i generi diventa piu&#8217; rilevante se si esaminano i numeri dei decessi e le fasce di eta&#8217;: il 70,9% sono maschi mentre le femmine sono il 29,1% e con una mediana per l&#8217;eta&#8217; di 78 anni negli uomini rispetto agli 82 delle donne&#8221;. &#8220;Quindi non c&#8217;e&#8217; dubbio che ci sia una questione di genere in COVID-19 che non deve essere disattesa nell&#8217;affrontare questa pandemia. Come interpretare questi dati e cosa ci suggeriscono rispetto alle strategie terapeutiche e di prevenzione? Gli anziani sono piu&#8217; vulnerabili e, nei piani sanitari nazionali, questa fragilita&#8217; e&#8217; alla base delle campagne vaccinali che ogni anno cercano di prevenire le evoluzioni infauste delle sindromi influenzali. I dati sul Bollettino Epidemiologico Nazionale dell&#8217;ISS documentano che anche per la &#8220;normale&#8221; influenza del 2018-2019, i casi gravi, con quadri clinici analoghi a COVID-19 e ricoveri in rianimazione, nel 63% dei casi colpiscono gli uomini sopra i 65 anni. L&#8217;analisi ha mostrato che gli uomini avevano un tasso di mortalita&#8217; significativamente piu&#8217; alto, e manifestavano una sintomatologia peggiore, indipendentemente da eta&#8217;, sintomi e comorbilita&#8217;, rispetto alle donne. Quindi gli uomini, soprattutto se anziani, sono piu&#8217; vulnerabili delle donne alle infezioni virali e alle loro evoluzioni negative. Il SARS-CoV-2 (Covid-19) entra nelle cellule bersaglio utilizzando l&#8217;enzima di conversione dell&#8217;angiotensina II (ACE2), localizzato sull&#8217;endotelio dei capillari polmonari da dove svolge un ruolo fondamentale nella regolazione della pressione arteriosa. ACE2 e&#8217; piu&#8217; espresso negli uomini rispetto alle donne. Non si esclude che questa significativa differenza, mantenuta tra popolazioni di diversi Paesi, possa essere legata anche a diverse abitudini e stili comportamentali come il fumo. In Cina, per esempio, la prevalenza di maschi fumatori supera il 50% mentre quella delle donne e&#8217; inferiore al 3% della popolazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non va sottovalutato che femmine e maschi differiscono nella risposta immunitaria- spiega la nota- Anche se i maschi e le femmine hanno gli stessi elementi cellulari del sistema immunitario, le femmine sviluppano maggiori risposte immunitarie verso patogeni, compresi i virus, quindi sono meno suscettibili a contrarre infezioni da microrganismi. Il sistema endocrino, ed in particolare gli ormoni sessuali, possono modificare sia il numero che la qualita&#8217; delle cellule immunitarie, modificandone la risposta ai patogeni. Gli ormoni sessuali agiscono come importanti modulatori delle risposte immunitarie. Si tenga conto per esempio che il testosterone, l&#8217;ormone sessuale maschile, e&#8217; generalmente un immunosoppressore, mentre gli estrogeni, importanti ormoni regolatori sessuali femminili, tendono a essere immunostimolanti. Studi pubblicati nel 2016 hanno documentato che gli estrogeni forniscono effetti protettivi in modelli animali infettati da ceppi di SARS-CoV, lo stesso ceppo di virus da cui e&#8217; emerso il coronavirus responsabile di COVID-19. L&#8217;analisi della risposta immunitaria ci indica che gli individui di sesso femminile sviluppano risposte immunitarie, verso gli antigeni virali, piu&#8217; intense e piu&#8217; elevate rispetto al sesso maschile e questa caratteristica puo&#8217; determinare anche una risposta vaccinale diversa tra i generi. Maschi e femmine hanno chiare differenze nei cromosomi sessuali. Sul cromosoma X sono stati mappati circa 1000 geni, verso i soli 100 del cromosoma Y. Molti dei geni del cromosoma X sono correlati all&#8217;immunita&#8217; e codificano per proteine coinvolte nella risposta immunitaria fornendo alle femmine, che hanno 2 cromosomi X, il doppio di queste risorse. La finalita&#8217; biologica di questo maggiore armamentario di difesa immunitaria delle donne e&#8217; da imputare alla necessita&#8217; di garantire una protezione della specie, ma comporta, come effetto negativo, che le donne sviluppano un maggior numero di malattie autoimmuni&#8221;. &#8220;Per quanto riguarda la gravidanza i dati dalla pandemia- viene precisato da Sif- cinese indicano che madri positive hanno dato alla luce neonati negativi al tampone per il virus, cosi come negativi per SARS-CoV-2 sono risultati il liquido amniotico, il sangue cordonale e il latte materno. In generale, appare necessario che ci sia una integrazione delle attuali misure intraprese per il controllo e il trattamento delle infezioni da Covid-19 con un&#8217;analisi di genere. Questo permettera&#8217; di migliorare l&#8217;efficacia degli interventi sanitari e promuovere obiettivi di equita&#8217; di genere e di salute. Maschi e femmine differiscono anche nella risposta ai farmaci e le donne hanno un rischio maggiore di 1,5-1,7 volte di manifestare reazioni avverse. Nel campo delle terapie antivirali un esempio e&#8217; quello di alcuni farmaci anti-HIV come la nevirapina (reazioni cutanee nelle donne) e gli inibitori delle proteasi (disturbi metabolici nelle donne). Nonostante le differenze culturali, sociali ed epidemiologiche tra la Cina e l&#8217;Italia, e sebbene in presenza di diverse strategie di contenimento dell&#8217;infezione, i dati ci confermano che questo ceppo di coronavirus predilige i maschi e specifiche fasce di eta&#8217;, manifestando una chiara indicazione di genere che merita grande attenzione mentre si stanno sperimentando farmaci e vaccini&#8221;.</p>
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