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	<title>SIRN Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Sanità: Italia sempre più anziana, aumentano ictus e lesioni midollo</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2018 19:24:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La popolazione italiana ha una elevata longevita&#8217;: la speranza di vita alla nascita e&#8217; di 80,3 anni per gli uomini e 84,9 per le donne, superiore alla media europea, che e&#8217; di 77,9 e 83,3. Inoltre in Italia si registra la percentuale piu&#8217; alta di popolazione anziana, ovvero gli over 65: il 21,7% della popolazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La popolazione italiana ha una elevata longevita&#8217;: la speranza di vita alla nascita e&#8217; di 80,3 anni per gli uomini e 84,9 per le donne, superiore alla media europea, che e&#8217; di 77,9 e 83,3. Inoltre in Italia si registra la percentuale piu&#8217; alta di popolazione anziana, ovvero gli over 65: il 21,7% della popolazione contro una media europea del 18,9%. &#8220;L&#8217;invecchiamento della popolazione e&#8217; tipicamente accompagnato da un aumento del carico delle malattie non trasmissibili- spiega il Dr. Stefano Paolucci, Direttore U.O. complessa Riabilitazione Solventi Fondazione S. Lucia &#8211; IRCCS di Roma- come quelle cardiovascolari, il diabete, la malattia di Alzheimer e altre patologie neurodegenerative, tumori, malattie polmonari croniche ostruttive e problemi muscoloscheletrici. Per esempio, il World Alzheimer Report riporta che il numero attuale di 47 milioni di persone affetti da demenza e&#8217; destinato a salire, a causa dell&#8217;invecchiamento della popolazione, a 131 milioni entro il 2050&#8221;.</p>
<p><strong> IL CONGRESSO SIRN 2018</strong> &#8211; Se n&#8217;e&#8217; parlato a Trieste, presso il Palazzo dei Congressi della Stazione Marittima, durante il 18° Congresso Nazionale della Societa&#8217; Italiana di Riabilitazione Neurologica &#8211; SIRN, presieduto dal Prof Carlo Cisari, Presidente SIRN. Al centro dell&#8217;attenzione, ictus, robotica, disabilita&#8217;: questi i principali filoni seguiti. Cinquecento gli specialisti presenti. La riabilitazione e&#8217; un lavoro di gruppo che riguarda piu&#8217; professionalita&#8217;: il medico, il fisioterapista, il terapista occupazionale, lo psicologo, l&#8217;infermiere, il bioingegnere. Nella SIRN, infatti, non sono iscritti solo medici, ma tutti gli operatori del team riabilitativo. &#8220;Il soggetto invecchia normalmente e perde giornalmente le sue competenze, da un punto di vista cognitivo e fisico- spiega il Prof Carlo Cisari, Presidente della SIRN &#8211; Societa&#8217; Italiana di Riabilitazione Neurologica- E&#8217; ovvio che noi dobbiamo stimolare, nell&#8217;ambito della popolazione normale, una serie di attivita&#8217; per ridurre questo invecchiamento, con esercizi ad hoc che stimolino corpo e mente, promuovendo uno stile di vita atto a vivere in maniera sana, senza eccessi, come fumo, stress, malnutrizione e alcol. Purtroppo si e&#8217; visto che anche molti pazienti neurologici, invecchiando, perdono piu&#8217; rapidamente le loro abilita&#8217; motorie, quindi anche quelli in fase cronica devono essere riabilitati costantemente per mantenerle attive. Lasciati a se&#8217;, infatti, perdono drasticamente le loro capacita&#8217;&#8221;.</p>
<p><strong>LE MALATTIE LEGATE ALL&#8217;INVECCHIAMENTO</strong> &#8211; E&#8217; soprattutto l&#8217;ictus, la lesione celebrale focale, la malattia piu&#8217; frequente legata all&#8217;invecchiamento. I numeri sottolineano, pero&#8217;, una lieve diminuzione di incidenza rispetto agli anni scorsi, ma sono anche migliorate le capacita&#8217; di cura in fase acuta, soprattutto con la trombolisi. A preoccupare, pero&#8217;, sono anche le demenze: queste, nel 2050, supereranno i 130 milioni di casi al mondo. In Italia ne e&#8217; affetto un over80enne su 4, per un totale di circa 1 milione e 200mila casi, ma nell&#8217;arco di 25 anni i casi diventeranno 2 milioni e mezzo e riguarderanno un over80enne su 2. &#8220;Molto frequenti, tra le patologie legate all&#8217;eta&#8217;, anche la sclerosi multipla- aggiunge il Prof. Cisari- nonche&#8217; le lesioni del midollo spinale, l&#8217;Alzheimer e il Parkinson: tutte queste malattie sono in aumento, costante e preoccupante. Soprattutto il Parkinson, essendo strettamente legato all&#8217;aumentare dell&#8217;eta&#8217;. Malattie che non si possono prevenire, ma per cui occorre instaurare precocemente una terapia farmacologica corretta e una terapia riabilitativa intensa e continuativa&#8221;. Anche il rapporto con il coma e&#8217; cambiato con il cambiare della popolazione e della sua eta&#8217;. Meno traumi cranici, ma molti piu&#8217; anziani con emorragia cerebrale. &#8220;Fino a 10 anni piu&#8217; del 50% dei pazienti che arrivavano nei reparti di riabilitazione intensiva con alterazione della coscienza o in coma protratto erano giovani con trauma cranico, in seguito a incidente stradali- spiega il Dott. Antonio De Tanti, Direttore Clinico Centro Cardinal Ferrari Coordinatore Direzione Scientifica Gruppo Santo Stefano Riabilitazione &#8211; Fontanellato (PR)- Invece, sempre in quegli anni, il 30% era legato a patologie di carattere vascolare, mentre il restante 20% era colpito da arresto cardiaco. Non c&#8217;erano tumori ne&#8217; patologie di altra natura. Ma i tempi sono cambiati, e come la prevenzione ha ridotto la percentuale di incidenti stradali, e&#8217; aumentato invece il numero di persone con eta&#8217; avanzata che vanno incontro ad arresto cardiaco e a problematiche vascolari. Oggi piu&#8217; del 50% dei pazienti nei reparti di riabilitazione intensiva sono legati a patologie di ordine vascolare o anossica. Aumenta anche la complessita&#8217; della presa in carico, in quanto l&#8217;eta&#8217; influisce anche sulle complicanze anagrafiche di ordine medico, come la presenza di diabete e ipertensione&#8221;.</p>
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		<title>Scoperto legame tra Sclerosi Multipla e osteoporosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 12:03:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Cisari]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[osteoporosi]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[sclerosi multipla]]></category>
		<category><![CDATA[SIRN]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina D]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scoperto un importante legame, finora ipotizzato, tra la sclerosi multipla e la debolezza ossea. Negli ultimi studi, infatti, si è confermata una maggior incidenza di fratture, specie agli arti inferiori, rispetto a soggetti di pari età. Questo fatto non è legato solo al maggior rischio di caduta, secondario alle problematiche neurologiche, ma anche a una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/07/scoperto-legame-tra-sclerosi-multipla-e-osteoporosi/">Scoperto legame tra Sclerosi Multipla e osteoporosi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Scoperto un importante<strong> legame, finora ipotizzato, tra la sclerosi multipla e la debolezza ossea.</strong> Negli ultimi studi, infatti, si è confermata una maggior incidenza di fratture, specie agli arti inferiori, rispetto a soggetti di pari età. Questo fatto non è legato solo al maggior rischio di caduta, secondario alle problematiche neurologiche, ma anche a una netta riduzione della massa ossea, una osteoporosi vera e propria.</p>
<p>&#8220;Ciò pare dipendere dalla riduzione sostanziale &#8211; dichiara il <strong>Dott. Carlo Cisar</strong>i, Incoming President di SIRN e Direttore S.C. Medicina Fisica e Riabilitativa dell’AOU “Maggiore della Carità” di Novara &#8211; dell&#8217;attività fisica, dalla ridotta concentrazione nel sangue di vitamina D e, molto probabilmente, anche da fattori neuro-infiammatori che inducono un aumento della degradazione dell’osso. Ne consegue la necessità di prendere in considerazione il rischio osteoporosi in tutti i pazienti con sclerosi multipla, anche se giovani e in discrete condizioni neurologiche e di impostare idoneo trattamento se del caso&#8221;.</p>
<p><strong>LA SCLEROSI MULTIPLA</strong> &#8211; Sono circa 2,5 milioni di persone in tutto il mondo a soffrire di Sclerosi Multipla, delle quali circa 600 mila in Europa. In Italia, in particolare, si contano 180 casi ogni 100 mila abitanti, per un totale di 108mila casi. La malattia esordisce prevalentemente nei giovani adulti (20-40 anni) nei quali rappresenta, dopo i traumi cranio-spinali da incidenti stradali, la malattia neurologica invalidante più frequente.</p>
<p><strong>IL CONGRESSO SIRN 2017</strong> &#8211; Se ne parla a Pisa, presso il Palazzo dei Congressi, in occasione del 17° Congresso Nazionale della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica – SIRN, che si chiude domani 8 aprile, presieduto dalla Prof.ssa Caterina Pistarini Direttore Istituti Clinici Scientifici Maugeri Genova Nervi. Al centro dell’attenzione, ictus, robotica, disabilità. “Si va dalle neuroscienze alle abilità cliniche &#8211; dichiara la Prof.ssa Pistarini &#8211; Sono tematiche strettamente legate anche all’esperienza dell’Università di Pisa, che ha sempre dato un grande impulso alle attività di neuroriabilitazione della Società”.</p>
<p><strong>DIAGNOSI PIU&#8217; PRECOCE E CASI IN AUMENTO</strong> &#8211; &#8220;Negli ultimi anni &#8211; aggiunge la Dottoressa Maria Grazia Grasso, Direttore Neuroriabilitazione 5 presso la Fondazione Santa Lucia di Roma &#8211; è possibile anticipare notevolmente la diagnosi e aumentare così l’aspettativa di vita dei pazienti, ma diversi studi hanno anche evidenziato un aumento della prevalenza della malattia negli ultimi 20 anni. Difficile dire cosa avverrà in futuro perché al momento non è possibile intervenire sulla causa della malattia stessa, non ancora chiaramente identificata&#8221;.</p>
<p><strong>LE CONDIZIONI ESTERNE</strong> &#8211; Da quanto detto prima i rischi di contrarre la malattia possono essere legati a particolari aspetti ambientali e genetici, per esempio il Nord Europa ha una prevalenza di malattia più alta rispetto al Sud Europa e le persone di colore hanno una minor frequenza di malattia rispetto ai Caucasici.</p>
<p>&#8220;L&#8217;equilibrio &#8211; conclude la Dottoressa Maria Grazia Grasso è una funzione, molto spesso colpita dalla malattia, che può comportare difficoltà nella deambulazione e nella stazione eretta. Tende ad essere un sintomo che progredisce con il progredire della malattia e viene considerato tra i più disabilitanti, perché purtroppo i trattamenti farmacologici e riabilitativi a nostra disposizione non hanno evidenza di efficacia&#8221;.</p>
<p><strong>VITAMINA D</strong> &#8211; C&#8217;è un altro importante dato da sottolineare, recentemente balzato agli occhi degli studiosi. &#8220;Per quanto riguarda la vitamina D &#8211; spiega il Dott. Carlo Cisari &#8211; si è constatato una sua carenza nei pazienti con Sclerosi Multipla, per cui è sempre necessario dosarla e correggere farmacologicamente la sua carenza. La vitamina D, agli studi attuali, non deve essere somministrata come vera e propria cura della SM&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/07/scoperto-legame-tra-sclerosi-multipla-e-osteoporosi/">Scoperto legame tra Sclerosi Multipla e osteoporosi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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