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	<title>sismologi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Terremoto, Geologi: &#8220;Incrementare sicurezza abitazioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2018 19:43:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel maggio 2012 una serie di eventi sismici ha colpito la Pianura Padana centrale includendo, oltre alla bassa pianura emiliana e l&#8217;Alto Polesine, anche il territorio mantovano causando la morte di 27 persone. &#8220;Il terremoto ha generato, come sempre purtroppo accade, vittime e danni di carattere economico ad attivita&#8217; e strutture, ma in quest&#8217;occasione, oltre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel maggio 2012 una serie di<strong> eventi sismici</strong> ha colpito la<strong> Pianura Padana centrale</strong> includendo, oltre alla bassa pianura emiliana e l&#8217;Alto Polesine, anche il territorio mantovano causando la morte di 27 persone. &#8220;Il <strong>terremoto ha generato, come sempre purtroppo accade, vittime e danni di carattere economico ad attivita&#8217; e strutture,</strong> ma in quest&#8217;occasione, oltre alla tragica e consueta sequenza di effetti, il terremoto ha evidenziato nuovi scenari&#8221;. Lo dichiara <strong>Vincenzo Giovine, Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi</strong>.</p>
<p>&#8220;Innanzitutto- spiega il geologo lombardo- il sisma ha colpito un territorio ritenuto a bassa sismicita&#8217;, preparato piu&#8217; ad affrontare problemi legati a fenomeni alluvionali anziche&#8217; sismici. Inoltre, a livello di effetti provocati, si e&#8217; assistito non soltanto a una diversa distribuzione degli stessi con differente entita&#8217; di danno dei fabbricati posti in zone adiacenti tra loro, ma anche al verificarsi di<strong> fenomeni di liquefazione delle sabbie</strong>. Il problema ha quindi evidenziato- continua il Vice Presidente Cng- non solo una diversa vulnerabilita&#8217; degli edifici ma, soprattutto, una forte componente di carattere geologico legata alla natura dei terreni, all&#8217;idrogeologia e al loro comportamento in termini di amplificazione sismica. La Lombardia, attualmente, si e&#8217; dotata di studi <strong>microzonazione sismica</strong> di primo livello che coprono il territorio regionale, tuttavia, anche sulla base dell&#8217;esperienza vissuta in particolare nel mantovano, appare necessario insistere per incrementare la conoscenza geologica dei territori mettendo a frutto le competenze specifiche dei geologi professionisti nell&#8217;ambito di verifiche di sismiche, per poi procedere, consequenzialmente, ad intervenire anche sul grado di sicurezza dell&#8217;edificato verificando l&#8217;interazione tra terreno e strutture&#8221;.</p>
<p>Il consigliere emiliano Cng, Gabriele Ponzoni, ribadisce ancora una volta il concetto della prevenzione: &#8220;A sei anni di distanza dal terremoto in Emilia Romagna, vogliamo dire che e&#8217; necessario adottare misure e strumenti volti alla mitigazione del rischio sismico nel nostro Paese per due ragioni: <strong>la prima e&#8217; quella di tutelare le generazioni future grazie a corretti comportamenti da adottare in caso di eventi sismici e la seconda e&#8217; quella di mettere in sicurezza il patrimonio edilizio italiano, pubblico e privato</strong>&#8220;. &#8220;A tal proposito- prosegue Ponzoni- la figura del geologo professionista e&#8217; fondamentale per la conoscenza delle abitazioni in cui viviamo, proprio per sapere se le nostre case sono state costruite con adeguati criteri antisismici o se viviamo in abitazioni poco sicure in caso di terremoti&#8221;.</p>
<p><strong>Il sisma non e&#8217; stato avvertito soltanto nelle province di Modena, Ferrara, Bologna, Mantova e Rovigo, ma anche in Svizzera, Slovenia, Croazia e Austria. Sei anni dopo, a che punto e&#8217; la situazione nel Veneto, una delle tre regioni colpite dal sisma del 2012?</strong> &#8220;Nel sesto anniversario del terremoto dell&#8217;Emilia-Romagna, originato dalle sorgenti sismogenetiche generatrici delle dorsali di Ferrara e Mirandola, ancora una volta ci si chiede se e&#8217; stato fatto tutto quello che e&#8217; stato promesso&#8221;, afferma il geologo veneto <strong>Paolo Spagna</strong>. &#8220;Mentre l&#8217;azione governativa si e&#8217; concentrata soprattutto laddove il sisma ha fatto vittime e danni al patrimonio edilizio, per una piu&#8217; immediata ripresa, sul fronte veneto- continua il consigliere Cng- cio&#8217; che e&#8217; stato registrato nei 21 comuni ricadenti lungo la sponda sinistra del Po, avrebbe dovuto far riflettere sulla necessita&#8217; di rivedere le condizioni di rischio e conseguentemente riproporre nuove linee d&#8217;indirizzo. Infatti, nella parte meridionale del Veneto, che si sviluppa sul cosiddetto &#8216;materasso alluvionale&#8217; del Po, i fenomeni sismoindotti che si generarono con le famose liquefazioni delle sabbie, fino ad allora in gran parte sconosciuti per quei territori, destarono un vero allarme in tutti gli amministratori locali, sia per quanto riguarda l&#8217;edificato sia per i relativi piani urbanistici di espansione. Ad oggi, pero&#8217;, al netto dei pochi contributi concessi dalla Regione Veneto per la ricostruzione e l&#8217;adeguamento sismico nei comuni interessati dalle scosse, nulla e&#8217; stato fatto per garantire, anche in zona sismica 4 (la meno pericolosa), almeno l&#8217;approfondimento previsto dal primo livello della cosiddetta microzonazione sismica, permettendo di fatto ai sindaci di programmare il loro territorio in modo da ridurre il rischio sia dai fenomeni diretti sia da quelli indiretti&#8221;, conclude Spagna.</p>
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		<title>Sismicità, ricerca e sicurezza dei cittadini. Sismologo Ortolani: &#8220;Qualcosa non va!&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2016 19:38:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;esempio del terremoto del 30 ottobre 2016. Stiamo assistendo agli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 nella zona di Amatrice e propagatisi il 30 ottobre 2016 fino alla zona di Norcia con un terremoto di 6,5 di magnitudo che ha ampliato l’area devastata e danneggiata. I rilievi satellitari evidenziano che con quest’ultimo terremoto si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esempio del terremoto del 30 ottobre 2016.<br />
Stiamo assistendo agli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 nella zona di Amatrice e propagatisi il 30 ottobre 2016 fino alla zona di Norcia con un terremoto di 6,5 di magnitudo che ha ampliato l’area devastata e danneggiata.<br />
I rilievi satellitari evidenziano che con quest’ultimo terremoto si è determinato un abbassamento della superficie del suolo fino al massimo di circa 70 cm.<br />
Un aspetto molto importante riguarda le accelerazioni di gravità misurate che sono circa il doppio dei valori che vanno adottati nei calcoli delle strutture antisismiche.<br />
Questi terremoti sono una &#8220;sorpresa geologica&#8221;, o meglio la magnitudo dell&#8217;evento del 30 ottobre 2016 rappresenta una &#8220;sorpresa geologica&#8221;?<br />
NO!</p>
<p>Nel 2003 due colleghi,<strong> Fabrizio Galadini</strong> dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria, CNR, Roma, e <strong>Paolo Galli</strong> del Servizio Sismico Nazionale, DPC (Dipartimento della Protezione Civile), Roma, hanno pubblicato sulla rivista scientifica ANNALS OF GEOPHYSICS, VOL. 46, N. 5, October 2003, la nota scientifica dal titolo “Paleoseismology of silent faults in the Central Apennines (Italy): the Mt. Vettore and Laga Mts. Faults.”<br />
In questa nota gli autori evidenziano che le faglie del Monte Vettore da diversi secoli non hanno causato terremoti e che, per la lunghezza della faglia, ben individuata con rilievi geomorfologici, strutturali e con trincee, si possono originare terremoti fino alla magnitudo di 6,5.<br />
Gli autori evidenziano pure che conseguentemente alla loro ricerca dovevano essere elaborati scenari con la previsione dei danni attesi in relazione ad un futuro terremoto di magnitudo 6,5 essendo l’area caratterizzata da vari centri abitati con numero di abitanti variabile da qualche migliaio a circa 10.000.</p>
<p><strong>I colleghi citati, autori di questa pregevole ricerca, lavorano in istituzioni pubbliche e la ricerca è stata finanziata con il denaro pubblico; i prodotti delle loro ricerche sono fondamentali per avere un quadro dettagliato del pericolo rappresentato dalle faglie attive e dai terremoti che esse possono innescare.</strong><br />
<strong> I risultati delle loro ricerche, pertanto, costituiscono conoscenze a disposizione dei responsabili istituzionali nazionali e locali che devono tenerne conto per agire in modo da attenuare i rischi per i cittadini, il patrimonio abitativo, artistico e culturale.</strong><br />
<strong> Si presume che i dati della ricerca citata siano stati trasmessi ai responsabili istituzionali citati.</strong><br />
<strong> A giudicare dai risultati conseguenti ai terremoti succedutisi da agosto ad ottobre sembra che non sia stato fatto tesoro dei risultati della pregevole ricerca geologica pubblicata da Galadini e Galli ben 13 anni fa.</strong><br />
<strong> Come mai?</strong><br />
<strong> E&#8217; evidente che qualcosa non va!</strong><br />
<strong> Si ravvisa una omissione di atti d&#8217;ufficio?</strong></p>
<p>Se non si utilizzano in tempo reale i validi ed innovativi risultati, conseguiti dai geologi, per mitigare gli effetti di futuri terremoti, perchè si finanziano le loro ricerche?<br />
Non credo che si faccia per &#8220;tenerli buoni&#8221; e dare loro un contentino.<br />
Si tratta di ricerche i cui risultati devono avere una immediata applicazione.<br />
Ora fa rabbia leggere che i due autori citati ricevono solo i complimenti per la validità delle loro ricerche e constatare che a niente sono serviti i risultati acquisiti 13 anni fa.<br />
Si, perchè il terremoto del 30 ottobre 2016 è stato di magnitudo 6,5 proprio come previsto da Galadini e Galli nel 2003.</p>
<p><strong>Da cittadino mi domando: chi doveva utilizzare questi dati dal 2003 e non lo ha fatto, perchè non lo ha fatto?</strong></p>
<p style="text-align: right;">Franco Ortolani</p>
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		<title>Sisma Italia centrale: 11.500 repliche dalla prima scossa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/09/23/sisma-italia-centrale-11-500-repliche-dalla-prima-scossa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 17:57:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano gli studi dei sismologi e geologi dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) dopo un mese dall&#8217;inizio della sequenza dell&#8217;Italia centrale, iniziata nella notte tra il 23 e il 24 agosto con il terremoto di magnitudo 6.0. La sequenza e&#8217; ancora in pieno svolgimento, pur con un numero minore di repliche (aftershocks) rispetto alle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/09/23/sisma-italia-centrale-11-500-repliche-dalla-prima-scossa/">Sisma Italia centrale: 11.500 repliche dalla prima scossa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano gli <strong>studi dei sismologi e geologi dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) dopo un mese dall&#8217;inizio della sequenza dell&#8217;Italia centrale, </strong>iniziata nella notte tra il 23 e il 24 agosto con il terremoto di magnitudo 6.0.</p>
<p>La sequenza e&#8217; ancora in pieno svolgimento, pur con un numero minore di repliche (aftershocks) rispetto alle prime due settimane. A oggi <strong>la Rete Sismica Nazionale dell&#8217;INGV ha localizzato circa 11500 repliche</strong>, in un&#8217;area che si estende per circa 40 chilometri in direzione NNO-SSE, lungo la catena appenninica.<strong> 200 i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0</strong>; 14 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 e uno di magnitudo maggiore di 5.0 oltre quello principale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/09/23/sisma-italia-centrale-11-500-repliche-dalla-prima-scossa/">Sisma Italia centrale: 11.500 repliche dalla prima scossa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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