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	<title>smog Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Smog. Abruzzo, su qualità dell&#8217;aria livello ozono in linea con altre Regioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2023 17:44:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono positivi i dati sulla qualità dell&#8217;aria che emergono dalla relazione preliminare diffusa dall&#8217;Agenzia regionale abruzzese per la tutela dell&#8217;ambiente (Arta). I valori mostrano concentrazioni medie al di sotto dei limiti di legge per quasi tutti gli inquinanti. Più alti, invece, in alcune zone della provincia di Pescara e Chieti, i valori di ozono, componente [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sono positivi i dati sulla qualità dell&#8217;aria che emergono dalla relazione preliminare diffusa dall&#8217;Agenzia regionale abruzzese per la tutela dell&#8217;ambiente (Arta). I valori mostrano concentrazioni medie al di sotto dei limiti di legge per quasi tutti gli inquinanti. Più alti, invece, in alcune zone della provincia di Pescara e Chieti, i valori di ozono, componente gassoso che si forma in atmosfera a seguito di reazioni chimiche in presenza di forte irraggiamento solare. Per questo inquinante non si sono avuti superamenti del valore di 180 µg/m3 (microgrammi per metro cubo) individuato come valore soglia di informazione, ovvero livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana. Nel contempo, però, sono stati frequenti i superamenti nel periodo estivo del valore di 120 µg/m3, (indicato come &#8216;valore obiettivo&#8217; e calcolato sulla media dei tre anni), analogamente a quanto accaduto in buona parte del territorio nazionale. &#8220;Lo stato della qualità dell&#8217;aria nella nostra regione- commenta il vice presidente della Regione Abruzzo con delega all&#8217;Ambiente Emanuele Imprudente- non desta preoccupazione tanto nelle zone a maggiore pressione antropica, quanto nell&#8217;agglomerato Chieti-Pescara che conta oltre 280mila abitanti. Tramite l&#8217;Agenzia per la tutela dell&#8217;ambiente, la Regione si impegnerà a disporre monitoraggi sempre più accurati su questa specifica matrice ambientale rendendo sempre più capillare il controllo della qualità dell&#8217;aria che respiriamo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I livelli delle polveri sottili (Pm10) &#8211; emerge dalla relazione preliminare diffusa dall&#8217;Agenzia regionale per la tutela dell&#8217;ambiente (Arta) -, per tutto l&#8217;arco dell&#8217;anno passato, non hanno mai raggiunto il valore di 40 µg/m3, limite imposto dalla norma. Stesso trend positivo per quanto concerne il numero massimo di superamenti annui previsti dalla legge: in nessuna delle 16 stazioni di misurazione gestite da Arta Abruzzo, infatti, è stato superato il valore limite giornaliero di PM10 (50 µg/m3) per oltre 35 giorni. Dato, dunque, in linea con i valori dell&#8217;anno precedente e in lieve miglioramento in alcune province abruzzesi. Dalla lettura del dato emerge che i valori più elevati, comunque al di sotto dei limiti consentiti, sono stati raggiunti nelle centraline dell&#8217;agglomerato urbano che include i sei Comuni di Chieti, Pescara, Montesilvano, Spoltore, San Giovanni Teatino e Francavilla al mare. Valori più bassi sono stati invece registrati nella province di Teramo e L&#8217;Aquila. &#8220;Le politiche ambientali adottate sin qui dalla Regione Abruzzo, d&#8217;intesa con tutti gli enti competenti in materia- spiega Nicola Campitelli, assessore regionale che detiene l&#8217;altra parte della delega all&#8217;Ambiente- si stanno rivelando estremamente efficaci. Puntiamo a ridurre ulteriormente le emissioni nell&#8217;agglomerato Pescara &#8211; Chieti e a mantenere sotto controllo la qualità dell&#8217;aria dell&#8217;intera regione, proseguendo sulla via dello sviluppo sostenibile attraverso una concreta pianificazione integrata energetico-ambientale&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla relazione Arta emerge, inoltre, che i livelli annuali di Pm 2,5, ovvero del cosiddetto particolato fine, sono risultati inferiori al valore obiettivo di 25 µg/m3 su tutto il territorio regionale; anche per questo inquinante, le centraline ubicate nell&#8217;agglomerato Chieti-Pescara evidenziano valori più alti rispetto alla zona caratterizzata &#8220;a maggiore pressione antropica&#8221; che ricomprende anche i comuni dell&#8217;Aquila e di Teramo. Entro i limiti anche le concentrazioni medie di Biossido di Azoto (40 µg/m3), inquinante legato al traffico veicolare, i cui valori sono risultati ovviamente più elevati nei centri abitati delle principali città ed in particolare a Teramo. Non destano alcuna preoccupazione, infine, i valori di benzene, monossido di carbonio e anidride solforosa, che sono estremamente bassi su tutto il territorio nazionale.</p>
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		<title>Salute. Non solo papillomavirus, anche lo smog può causare tumori testa-collo</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2022 15:29:45 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Spesso taciuti e sottovalutati, nonostante colpiscano ogni anno 10mila italiani, i tumori testa-collo che comprendono &#8220;lingua, laringe organo della voce, ghiandole salivari e cavità nasali&#8221; sono i meno conosciuti, pur essendo i più visibili perché segnano e a volte stravolgono il volto. Ma se è facile immaginare che fumo, dieta e alcol siano fattori di rischio importanti oltre al papillomavirus, è da poco tempo che si sta facendo strada l&#8217;ipotesi del ruolo significativo che lo smog può giocare nell&#8217;insorgenza dei tumori testa-collo. Così una nota stampa su questi tumori ancora poco conosciuti. &#8220;Vivere in aree con elevati livelli di inquinamento atmosferico può essere un fattore di rischio per alcuni tipi di tumore testa-collo, in particolare per il cancro del cavo orale, della laringe e della faringe. Ad aggiungere nuove evidenze all&#8217;ipotesi dell&#8217;esistenza di un legame tra smog e tumori testa-collo è uno studio del Rush University Medical Center di Chicago, presentato pochi giorni fa al meeting annuale dell&#8217;American Head and Neck Society. &#8220;Non si tratta del primo studio sull&#8217;argomento- spiega Stefano Bondi, direttore dell&#8217;unità operativa di otorinolaringoiatria dell&#8217;Istituto Candiolo- L&#8217;inquinamento atmosferico e le polveri sottili sono state già inserite tra le sostanze di classe I, ossia cancerogene, mentre uno studio tedesco del 2018 condotto in Sassonia su 2 milioni di persone esposte a livelli crescenti di inquinamento ha ipotizzato un incremento del rischio relativo del 53% per lo sviluppo di tumori di bocca e gola&#8221;. Nel nuovo studio i ricercatori hanno incrociato i dati del registro tumori dell&#8217;Illinois, relativi al periodo che va dal 2014 al 2018, con i codici postali di residenza dei pazienti con tumori testa-collo. Per determinare il livello d&#8217;inquinamento delle singole aree i ricercatori hanno utilizzato le mappe dell&#8217;Agenzia per la protezione ambientale americana. I risultati hanno mostrato un rischio 2,5 volte maggiore di tumori testa-collo, in particolare del cavo orale e faringeo, nelle persone con un&#8217;età superiore ai 65 anni, residenti nelle aree con alti livelli di particolato diesel sprigionato in gran parte dal traffico. &#8220;Questo studio rafforza l&#8217;ipotesi dell&#8217;esistenza di una correlazione diretta tra incremento dei valori di inquinamento e tumore testa-collo, e questa associazione va considerata con estrema attenzione&#8221;, sottolinea Bondi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi tumori comprendono cavo orale, lingua, laringe e organo della voce, ghiandole salivari, cavità nasali e seni paranasali. Ogni anno si registrano in Italia 10mila nuovi casi. &#8220;La malattia è più frequente al Nord &#8211; dice Bondi- e tende a colpire maggiormente gli uomini, con un&#8217;incidenza da due a tre volte superiore rispetto alle donne e aumenta con il passare dell&#8217;età anche se le diagnosi fra le donne e gli under 40 sono in crescita&#8221;. In Italia sono 57.900 le persone che convivono con una diagnosi di tumore testa-collo (36.100 uomini e 21.800 donne). Tali tumori si confermano più frequenti negli uomini con oltre 65 anni d&#8217;età, con un tasso di mortalità in riduzione ma ancora elevato. La sopravvivenza media a 5 anni non supera complessivamente il 60%. &#8220;Il 75% di questi tumori è legato alla dieta, al consumo di tabacco e bevande alcoliche- spiega Bondi- In particolare l&#8217;effetto sinergico di queste sostanze, se utilizzate dallo stesso soggetto, moltiplica il rischio. Ad esempio chi assume più di 4 drink al giorno e fuma circa due pacchetti di sigarette ha un rischio aumentato di 35 volte&#8221;. Negli ultimi 20 anni, inoltre, è stata scoperta una correlazione anche con agenti virali, in particolare il papillomavirus (HPV). &#8220;E&#8217; stata riscontrata un&#8217;infezione da HPV nel 30% dei pazienti con tumori dell&#8217;orofaringe- conferma Bondi- e meno frequentemente in soggetti con tumori del cavo orale e della laringe. Esistono infine altri fattori di rischio legati alla scarsa igiene orale (ad esempio denti acuminati o protesi mal posizionate), o alla esposizione professionali a polveri di amianto o polveri del legno&#8221;. &#8220;I tumori testa-collo sono fortemente invalidanti, ma anche ad alto impatto emotivo perché possono compromettere, non solo funzionalità importanti come masticazione, deglutizione e voce, ma anche- continua l&#8217;esperto- l&#8217;immagine di sé con conseguenze negative nella qualità di vita delle persone. Per questo è importante dare a questi pazienti prospettive terapeutiche innovative per combattere efficacemente queste patologie senza compromettere la funzionalità. Grazie alle nuove tecniche chirurgiche e alle innovative tecnologie di cui l&#8217;Istituto Candiolo rappresenta un esempio d&#8217;eccellenza in Italia e all&#8217;estero, è possibile intervenire chirurgicamente con grande precisione senza compromettere le strutture nervose prossime, preservando in questo modo le funzioni potenzialmente coinvolte. Resta tuttavia vero che oltre la metà dei casi vengono diagnosticati in fase localmente avanzata o già metastatica, per la scarsa conoscenza dei sintomi, come ad esempio raucedine protratta per più di 3 settimane, ulcere nella bocca che non si rimarginano, dolore a gola e tumefazioni al collo. Ma i trattamenti, specialmente quello chirurgico, hanno maggiori probabilità di successo quando il tumore si trova allo stadio iniziale&#8221;, conclude Bondi.</p>
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		<title>Smog: in Italia 60mila morti premature l&#8217;anno, Area Padana a rischio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 13:55:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inquinamento atmosferico è un problema grave che in Italia causa la morte prematura di circa 60mila persone l&#8217;anno, 165 in media ogni giorno, secondo i dati dell&#8217;Agenzia europea dell&#8217;Ambiente. Tra le zone più colpite ci sono la Valle del Sacco nel Lazio, l&#8217;agglomerato di Napoli e Caserta e soprattutto il bacino padano, una delle aree [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/05/12/smog-in-italia-60mila-morti-premature-lanno-area-padana-a-rischio/">Smog: in Italia 60mila morti premature l&#8217;anno, Area Padana a rischio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;inquinamento atmosferico è un problema grave che in Italia causa la morte prematura di circa 60mila persone l&#8217;anno, 165 in media ogni giorno, secondo i dati dell&#8217;Agenzia europea dell&#8217;Ambiente. Tra le zone più colpite ci sono la Valle del Sacco nel Lazio, l&#8217;agglomerato di Napoli e Caserta e soprattutto il bacino padano, una delle aree a maggior rischio sanitario d&#8217;Europa insieme ad alcune regioni di Polonia e Repubblica Ceca. Sono alcuni dei dati chiave del Position paper &#8220;La qualità dell&#8217;aria&#8221;, pubblicato oggi da parte del Gruppo di lavoro dell&#8217;ASviS sul Goal 11 (Città e comunità sostenibili), contenente un&#8217;analisi aggiornata e una serie di proposte sul fenomeno dell&#8217;inquinamento atmosferico in Italia. Pur registrando un generale miglioramento rispetto al passato, il documento rivela che in buona parte delle città italiane i livelli di inquinanti atmosferici sono oltre ai limiti consentiti dalla legge. In evidenza, inoltre, il fatto che al momento sono aperte contro il nostro Paese tre procedure di infrazione per il superamento dei parametri previsti dalle normative europee. Solo quattro delle 17 azioni &#8220;a carattere operativo e di urgenza&#8221; per affrontare la questione previste dal Protocollo di Torino, sottoscritto tra Ministeri e Regioni nel 2019, risultano a oggi implementate. Le maggiori carenze riguardano in particolare l&#8217;abbattimento delle emissioni di ammoniaca e i disincentivi ai veicoli più inquinanti e all&#8217;uso di biomasse e gasolio per il riscaldamento. Tra le proposte di ASviS, spiega Giovanni Fini, curatore del documento e moderatore del sottogruppo sulla Mobilità all&#8217;interno del gruppo di lavoro sul Goal 11, c&#8217;è quella di &#8220;intervenire sui comportamenti dei cittadini e sulla governance, promuovendo nuove soluzioni tramite nuove modalità di cooperazione, considerando il miglioramento della qualità dell&#8217;aria nella sua complessità: non c&#8217;è solo un problema legato ai trasporti, dobbiamo intervenire sul riscaldamento domestico&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il tema della mobilità è il primo che viene in mente quando si parla di qualità dell&#8217;aria ma bisogna lavorare anche su altri settori che concorrono alla formazione dell&#8217;inquinamento atmosferico, come per esempio l&#8217;agricoltura- aggiunge Miriam Cominelli, curatrice del documento e moderatrice del sottogruppo sulla Mobilità all&#8217;interno del gruppo di lavoro sul Goal 11- servono incentivi in grado di ridurre le attività agricole più impattanti&#8221;. Caldaie domestiche a legna e gasolio, allevamenti intensivi, attività industriali e solo in parte la mobilità sono le cause che, combinate con le caratteristiche geografiche e meteoclimatiche, fanno del bacino padano l&#8217;area a maggiore rischio sanitario d&#8217;Europa, insieme ad alcune regioni della Polonia e della Repubblica Ceca, secondo lo studio pubblicato nel gennaio 2021 su &#8220;The Lancet planetary Health&#8221; citato dal Position paper. Uno dei punti chiave su cui intervenire, secondo ASviS, è quello della cultura ovvero della conoscenza e della consapevolezza dei cittadini rispetto all&#8217;ampiezza e alla gravità del problema. Le conseguenze dell&#8217;inquinamento atmosferico sono infatti sottovalutate rispetto alle altre emergenze ambientali, come per esempio quelle derivanti dai cambiamenti climatici. L&#8217;inquinamento atmosferico è ancora una delle principali cause di morte prematura e di malattia e il principale fattore di rischio ambientale per la salute in Europa. Altra questione fondamentale riguarda l&#8217;adozione di provvedimenti che possono essere anche impopolari, sul piano politico, come limitare la circolazione dei veicoli più inquinanti in particolare i diesel incentivare la copertura e lo stoccaggio dei liquami degli allevamenti zootecnici, disincentivare i sistemi di riscaldamento domestico più inquinanti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/05/12/smog-in-italia-60mila-morti-premature-lanno-area-padana-a-rischio/">Smog: in Italia 60mila morti premature l&#8217;anno, Area Padana a rischio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Smog, studio Onu: &#8220;Un quarto delle morti sono collegate all&#8217;inquinamento&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 19:28:47 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/13/smog-studio-onu-un-quarto-delle-morti-sono-collegate-allinquinamento/">Smog, studio Onu: &#8220;Un quarto delle morti sono collegate all&#8217;inquinamento&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un quarto delle morti premature e delle malattie nel mondo sono collegate all&#8217;inquinamento provocato dall&#8217;uomo: la stima e&#8217; contenuta nel Global Environment Outlook (Geo), un rapporto sullo stato del pianeta pubblicato oggi dall&#8217;Onu. Secondo lo studio, le emissioni collegate all&#8217;inquinamento atmosferico e ai prodotti chimici che hanno contaminato l&#8217;acqua potabile mettono a rischio l&#8217;ecosistema che garantisce la sopravvivenza di miliardi di persone. Al Global Environment Outlook hanno contributo, con sei anni di ricerche, 250 scienziati in 70 Paesi. In evidenza nello studio il divario tra Nord e Sud del mondo: l&#8217;eccesso di consumi, i prodotti inquinanti e lo spreco nei Paesi ricchi aggravano fame, poverta&#8217; e malattie in quelli poveri. Con emissioni di gas serra in aumento, denunciano gli scienziati, il cambiamento climatico rischia di peggiorare ulteriormente le condizioni di vita di miliardi di persone.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/03/13/smog-studio-onu-un-quarto-delle-morti-sono-collegate-allinquinamento/">Smog, studio Onu: &#8220;Un quarto delle morti sono collegate all&#8217;inquinamento&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Smog: in Italia 84.000 vittime anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2019 18:06:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Accogliamo con un plauso l&#8217;endorsement del ministro Costa all&#8217;istituzione della Giornata Nazionale Vittime dell&#8217;Inquinamento Ambientale, proposta da Sima &#8211; Societa&#8217; italiana di medicina ambientale e dall&#8217;associazione Genitori Tarantini Ets, in occasione della fiaccolata dello scorso 25 Febbraio a Taranto, in ricordo della scomparsa di Giorgio Di Ponzio&#8221;. Commenta cosi&#8217; il Prof. Alessandro Miani, presidente di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Accogliamo con un plauso l&#8217;endorsement del ministro Costa all&#8217;istituzione della Giornata Nazionale Vittime dell&#8217;Inquinamento Ambientale, proposta da Sima &#8211; Societa&#8217; italiana di medicina ambientale e dall&#8217;associazione Genitori Tarantini Ets, in occasione della fiaccolata dello scorso 25 Febbraio a Taranto, in ricordo della scomparsa di Giorgio Di Ponzio&#8221;. Commenta cosi&#8217; il Prof. Alessandro Miani, presidente di Sima, la disponibilita&#8217; del ministero dell&#8217;Ambiente a farsi portavoce in Parlamento dell&#8217;istituzione di una giornata nazionale dedicata a coloro che hanno perso la battaglia della vita contro l&#8217;inquinamento che ha infestato i luoghi in cui vivevano. &#8220;Un atto di civilta&#8217; per ricordare chi non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; e per dare voce a tutte le realta&#8217; territoriali che soffrono un impatto ambientale che ha negative ricadute sulla salute pubblica&#8221; aggiunge Cinzia Zaninelli, presidente dell&#8217;associazione Genitori tarantini Ets. Per supportare il lavoro del ministro Costa e per infondere fiducia alle migliaia di persone che vivono nei siti piu&#8217; inquinati d&#8217;Italia, per non dimenticare e per lavorare sull&#8217;educazione, sulla prevenzione e sull&#8217;informazione, Sima &#8211; Societa&#8217; Italiana di Medicina Ambientale e l&#8217;associazione Genitori tarantini Ets lanciano oggi, tramite la testata Italiaambiente (www.italiaambiente.it/vittimeinquinamento), una consultazione pubblica di raccolta firme.</p>
<p>Ogni anno sono 84.300 le vittime in Italia del solo inquinamento atmosferico (dati OMS) a cui si devono aggiungere i morti per amianto (5.300 &#8211; dati ONA) e 3.200 decessi attribuibili a tumore al polmone causato dalla presenza di gas radon in ambienti indoor (dati ISS). L&#8217;inquinamento dell&#8217;acqua causa 14 decessi al giorno in Europa (dati OMS &#8211; non e&#8217; presente un dato Italia), mentre per quello del suolo gli studi epidemiologici danno indicazioni sul rischio (per il Testo Unico Ambientale, Legge 152/06, e&#8217; accettabile 1 caso su 1milione &#8211; in letteratura vi sono molti casi di contaminazione in cui il rischio per la popolazione esposta e&#8217; pari o superiore a 1 su mille). Nei 45 Siti di interesse Nazionale presi in considerazione dall&#8217;ultimo Rapporto Sentieri (ISS), di cui sono stati anticipati i risultati complessivi (sono interessati 319 comuni italiani ed una popolazione di circa 5.900.000 abitanti al censimento 2011), si evidenziano 12mila morti in piu&#8217; del previsto in 8 anni (dal 2006 al 2013). In particolare per tumori ma anche per malattie cardiocircolatorie. Tali eccessi risultano essere percentualmente negli uomini pari al 4% (tutte le cause) e 3% (tutti i tumori maligni), e nelle donne del 5% (tutte le cause) e del 2% (tutti i tumori maligni). I valori assoluti risultano essere 5.267 decessi (tutte le cause) e 3.375 decessi (tutti i tumori maligni) negli uomini, e 6.725 e 1.910, rispettivamente, nelle donne. I casi di tumori maligni tra i piu&#8217; giovani (da neonati a ragazzi di 24 anni) nelle zone piu&#8217; inquinate sono cresciuti del 9%. Nei siti contaminati, dove e&#8217; attivo il registro tumori (28 su 45), &#8220;l&#8217;eccesso di incidenza&#8221; rispetto a coetanei che vivono in zone considerate &#8216;non a rischio&#8217; e&#8217; del 62% per i sarcomi dei tessuti molli, del 66% per le leucemie mieloidi acute, del 50% per i linfomi Non-Hodgkin e del 36% per i tumori al testicolo. Per quanto riguarda il primo anno di vita vi e&#8217; un eccesso di ricoverati del 3% per patologie di origine perinatale rispetto al resto dei coetanei. E un eccesso compreso tra l&#8217;8 e il 16% per le malattie respiratorie acute ed asma tra i bambini ed i giovani.</p>
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		<title>Smog: PM10  fuori controllo, 11 le città fuorilegge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 19:04:23 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 11 le citta&#8217; gia&#8217; fuorilegge per aver superato il limite di 35 giorni all&#8217;anno con concentrazioni medie di PM10 superiori a 50 microgrammi/metro cubo, a partire da Lodi (centralina di viale Vignati) con 57 giorni, seguita da Torino (Rebaudengo) con 56, Milano (Senato) con 47 e poi Padova (Arcella) con 44, Alessandria (D&#8217;Annunzio) e Venezia (Via Tagliamento) con 41, Frosinone (Scalo) con 40, Asti (Baussano) e Pavia (Piazza Minerva) con 39, Cremona (Fatebenefratelli) con 37 e Reggio Emilia (Timavo) con 36. Nonostante le piogge e quindi le condizioni favorevoli alla dispersione dell&#8217;inquinamento, lo smog nelle citta&#8217; italiane non sembra dare tregua, anzi verosimilmente da qui alla fine dell&#8217;anno molte altre citta&#8217; supereranno la soglia dei 35 giorni. E nemmeno i mesi estivi, meno colpiti dalle concentrazioni delle polveri, hanno mostrato segnali positivi: l&#8217;ozono troposferico &#8211; un inquinante secondario che si forma per reazioni fotochimiche a partire da inquinanti precursori quali gli Ossidi di azoto (NOx) e i composti organici volatili (VOC), spesso sottovalutato perche&#8217; si forma nelle zone rurali &#8211; ha infatti superato in Emilia Romagna il limite di 25 giorni con una media mobile sulle otto ore superiore al valore di 120 microgrammi/mc nell&#8217;85% delle stazioni di monitoraggio regionali (29 su 34): Piacenza (Monte Cucco) con 80 giorni, Parma (Cittadella) con 67, Modena (Parco Ferrari) con 66, Reggio Emilia (San Lazzaro) con 55 e Bologna (Giardini Margherita) con 39 i capoluoghi di provincia oltre i limiti di legge . Grave anche la situazione della Lombardia, dove tutti i capoluoghi di provincia hanno superato almeno in una stazione i 25 giorni di tolleranza per questo inquinante. Brescia, la citta&#8217; con la situazione peggiore della regione, secondo le elaborazioni di Legambiente Lombardia realizzate a partire dai dati delle stazioni ufficiali di monitoraggio, con ben 101 giorni di superamento, seguita da Monza (92), Lecco (88), Bergamo (85) e Varese (77). E purtroppo nulla riusciamo a sapere per il Veneto e il Piemonte, vista la mancanza di dati riassuntivi sui siti delle relative Agenzie regionali. Cosi&#8217; in un comunicato di Legambiente.</p>
<p>Di inquinamento atmosferico e delle sue conseguenze sociosanitarie ed economiche si e&#8217; parlato oggi a Milano nell&#8217;ambito della prima delle due giornate di lavoro per la conclusione del progetto CAPTOR, Inquinamento atmosferico e citizen science, dedicato appunto alle potenzialita&#8217; legate al coinvolgimento dei cittadini, organizzati in rete, nelle azioni di controllo e contrasto dell&#8217;inquinamento atmosferico. All&#8217;incontro organizzato da Legambiente, che proseguira&#8217; anche domani con un focus sulle criticita&#8217; legate all&#8217;ambiente urbano, hanno partecipato molti ospiti provenienti dalle tre aree interessate dal progetto e cioe&#8217; Catalogna, zona suburbana di Vienna e Pianura Padana, tra cui l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, il presidente di AssoArpa Luca Marchesi e le Arpa del Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. &#8216;I dati rivelano ancora una volta e in maniera evidente che il problema dell&#8217;inquinamento atmosferico non riguarda esclusivamente le aree urbane e i mesi invernali &#8211; dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente &#8211; Se infatti le polveri sottili continuano ad essere uno degli inquinanti piu&#8217; critici, c&#8217;e&#8217; un altro tipo di inquinamento, che caratterizza maggiormente i mesi estivi, spesso sottovalutato, come quello da ozono. Un inquinante secondario estremamente diffuso che Legambiente con gli altri partner hanno messo al centro del progetto CAPTOR, con l&#8217;obiettivo di informare e stimolare direttamente i cittadini nelle misure di contrasto, con attivita&#8217; di citizen science. Ma l&#8217;attivita&#8217; di informazione e sensibilizzazione e&#8217; solo una parte della soluzione. Servono infatti interventi integrati e strutturali da parte delle amministrazioni. Dopo il deferimento dell&#8217;Italia alla Corte di Giustizia europea per la procedura di infrazione sulla qualita&#8217; dell&#8217;aria a carico del nostro Paese, ci saremmo aspettati un grande piano per tutta l&#8217;area padana, ma non solo. Provvedimenti efficaci pero&#8217; non se ne vedono, nonostante l&#8217;esistenza dell&#8217;Accordo di Programma per il miglioramento della qualita&#8217; dell&#8217;aria del bacino padano. Si continua a procedere a macchia di leopardo con misure anche in contrasto tra loro. Su tutto questo ci aspettiamo una netta inversione di tendenza, senza ricorrere a ulteriori proroghe nel raggiungimento degli obiettivi, per non trovarci a stretto giro a combattere l&#8217;ennesima emergenza smog&#8221;.</p>
<p>Secondo i dati pubblicati nel report &#8216;Air quality in Europe 2018&#8243;, dell&#8217;agenzia europea per l&#8217;ambiente (EEA), circa il 74% della popolazione urbana dell&#8217;Unione Europea e&#8217; stata esposta a concentrazioni di molto superiori a quelle previste dalle linee guida dell&#8217;OMS (piu&#8217; rigide rispetto a quelle adottate dai Paesi membri) per quanto riguarda le polveri sottili (PM2,5), responsabili di circa 422.000 morti premature in 41 Paesi europei nel 2015. Di queste morti premature, circa 79.000 sono riconducibili anche alle elevate concentrazioni di biossido di Azoto (NO2). Per quanto riguarda l&#8217;Ozono troposferico, circa il 98% della popolazione europea e&#8217; stato esposto a livelli molto superiori ancora a quelli considerati dalle linee guida dell&#8217;OMS, con la morte prematura di circa 17.700 persone in 41 paesi europei nel 2015. A livello italiano, le morti premature per polveri sottili (PM2,5) sono state 60.600, di cui 20.500 riconducibili al Biossido di Azoto, mentre 3.200 sono legate ad alte concentrazioni di Ozono (O3). Per questo motivo il progetto CAPTOR, finanziato dal programma Horizon2020 dell&#8217;Unione Europea, ha messo insieme partner tecnici, scientifici e reti della societa&#8217; civile per testare dei sensori low per il monitoraggio dell&#8217;Ozono troposferico. Il partenariato, guidato dall&#8217;Universita&#8217; Politecnica di Catalogna (UPC) e composto dal Consejo Superior de Investigaciones Cientificias (CSIC), l&#8217;Universita&#8217; di Clermont-Ferrand, il centro per l&#8217;Innovazione Sociale austriaco (ZSI), il network GUIFI.net e le tre associazioni Ecologistas en Accion, Global 2000 e Legambiente, ha promosso nelle aree testbed di Spagna, Austria ed Italia la collaborazione tra comunita&#8217; locali, cittadini, Ong, scienziati e istituzioni con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare e trovare soluzioni condivise al problema dell&#8217;inquinamento atmosferico. Nei tre anni di progetto sono state realizzate 3 campagne di monitoraggio della qualita&#8217; dell&#8217;aria, con un focus sull&#8217;ozono troposferico, a cui i cittadini hanno partecipato concretamente ospitando gli strumenti di rilevazione nelle loro case. L&#8217;approccio della citizen science rappresenta infatti un efficace strumento sia per creare maggior consapevolezza sulle problematiche ambientali sia per mobilitare i volontari in azioni concrete.</p>
<p>Il monitoraggio e&#8217; avvenuto durante le stagioni estive in alcune aree rurali di Spagna (Catalogna, l&#8217;area a nord-ovest di Barcellona), Austria (la zona suburbana di Vienna) e in Pianura Padana, considerata l&#8217;area in Europa con le maggiori concentrazioni di ozono, con rilevamenti nelle zone suburbane e nelle provincie di Cuneo, Bergamo, Piacenza e Vicenza. Una delle principali fonti d&#8217;inquinamento atmosferico e&#8217; il trasporto su strada, soprattutto per quanto riguarda l&#8217;emissione di biossido di azoto (NO2) e le polveri fini (PM). Non vanno pero&#8217; sottovalutate anche altre fonti quali la produzione di energia, l&#8217;industria, l&#8217;agricoltura e il riscaldamento domestico, che contribuiscono in maniera comunque determinante all&#8217;inquinamento atmosferico. Il particolato (PM), il biossido di azoto (NO2) e l&#8217;ozono troposferico (O3) rappresentano una delle cause antropiche maggiormente responsabili dei danni alla salute delle persone. Alte concentrazioni di inquinanti atmosferici continuano ad avere un impatto negativo sui cittadini europei e, in particolare, su quelli che vivono nelle aree urbane. L&#8217;inquinamento atmosferico ha anche notevoli ripercussioni sociali ed economiche, causando perdita di vite umane, aumentando i costi dei sistemi sanitari e riducendo la produttivita&#8217; per problemi di salute. Infine, l&#8217;inquinamento atmosferico ha un impatto negativo anche sugli ecosistemi, danneggiando suoli, foreste, laghi e fiumi e influendo negativamente sulla produzione agricola.</p>
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		<title>Smog: 85.000 morti premature l&#8217;anno, non c&#8217;è tempo da perdere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2018 20:45:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Quella causata dall&#8217;inquinamento e&#8217; una strage, non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; tempo da perdere. Ottantacinquemila morti premature ogni anno in Italia in prevalenza nel Nord Italia, e&#8217; uno stadio pieno come San Siro a Milano di persone che ci lascia per colpa dell&#8217;inquinamento. E&#8217; ora che tutti prendano consapevolezza del problema e si agisca senza esitazione&#8221;. Lo dichiarano in un appello un gruppo di parlamentari del Movimento 5 Stelle di Camera e Senato che prima di essere eletti svolgevano la professione di medici. L&#8217;appello e&#8217; firmato da Giorgio Trizzino, Alberto Zolezzi, Rosa Menga, Fabiola Bologna, Mario Misiti, Nicola Provenza, Silvana Nappi, Leda Volpi per la Camera, Francesco Mollane, Pino Pisani, Pierpaolo Sileri, Rino Mariello del gruppo del Senato. &#8220;I dati dell&#8217;OMS non lasciano dubbi. I primi a rischio sono gli abitanti delle regioni del Nord Italia e delle metropoli e tra loro i piu&#8217; esposti sono i bambini&#8221;, spiegano Trizzino e gli altri firmatari, aggiungendo: &#8220;Vanno messe in campo tutte le misure necessarie previste nel &#8216;Contratto di Governo&#8217; per una riconversione industriale innovativa basata sulla sostenibilita&#8217; ambientale e per incentivare il cambio necessario degli stili di vita. Tutelare la salute significa anche tutelare una crescita culturale ed economica sostenibile del Paese&#8221;. &#8220;La Commissione Europea che giustamente ha richiamato piu&#8217; volte l&#8217;Italia su questo tema, dovrebbe comunque concedere la flessibilita&#8217; economica necessaria per investimenti espansivi che servono per cambiare il modello e combattere l&#8217;inquinamento e tutelare la salute&#8221;, concludono i deputati e senatori pentastellati.</p>
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		<title>Smog soffoca le città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jan 2018 20:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A favorire lo smog nelle citta&#8217; e&#8217; l&#8217;effetto combinato dei cambiamenti climatici e della ridotta disponibilita&#8217; di spazi verdi che concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi ma in Italia ogni abitante dispone in citta&#8217; di appena 31 metri quadrati di verde urbano, ma la situazione peggiora per le metropoli con valori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A favorire lo smog nelle citta&#8217; e&#8217; l&#8217;effetto combinato dei cambiamenti climatici e della ridotta disponibilita&#8217; di spazi verdi che concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi ma in Italia ogni abitante dispone in citta&#8217; di appena 31 metri quadrati di verde urbano, ma la situazione peggiora per le metropoli con valori che vanno dai 22 di Torino ai 17,9 di Milano fino ai 13,6 di Napoli. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base degli ultimi dati Istat relativi al verde urbano nelle citta&#8217; capoluogo. &#8220;Il verde urbano in Italia &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; copre appena il 2,7% del territorio comunale dei capoluoghi per oltre 564 milioni di metri quadrati. La presenza del verde e&#8217; importante considerato che una pianta adulta &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; e&#8217; capace di catturare dall&#8217;aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili, un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno. In questo contesto e&#8217; positivo nel 2018 l&#8217;introduzione con l&#8217;ultima manovra del &#8216;bonus verde&#8217; con detrazioni del 36% per la cura del verde privato quali terrazzi e giardini, anche condominiali. Si tratta &#8211; sostiene la Coldiretti- di una misura importante per favorire la diffusione di parchi e giardini in citta&#8217; capaci di catturare le polveri e di ridurre il livello di inquinamento&#8221;.</p>
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		<title>Smog, Coldiretti: &#8220;Potenziare il verde&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 15:03:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I cambiamenti climatici e la ridotta disponibilità di spazi verdi contribuiscono a creare lo smog, in Italia ogni abitante dispone in città di appena 31,1 metri quadrati di verde urbano. E&#8217; la denuncia di Coldiretti in riferimento al superamento dei limiti di smog in molte città, anche per l&#8217;effetto di un inverno particolarmente siccitoso al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/02/01/smog-coldiretti-potenziare-il-verde/">Smog, Coldiretti: &#8220;Potenziare il verde&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I cambiamenti climatici e la ridotta disponibilità di spazi verdi contribuiscono a creare lo smog, in Italia ogni abitante dispone in città di appena 31,1 metri quadrati di verde urbano. E&#8217; la denuncia di Coldiretti in riferimento al superamento dei limiti di smog in molte città, anche per l&#8217;effetto di un inverno particolarmente siccitoso al Nord dove, sulla base dei dati territoriali Ucea relativi alla seconda decade di gennaio, è caduto il 43% di pioggia in meno rispetto alla media, con punte che vanno dal Piemonte (-98%) alla Val d&#8217;Aosta (-98%) fino alla Lombardia (-89%) e all?Emilia Romagna (-62%). &#8220;Senza sperare nella pioggia e nel vento occorre intervenire in modo strutturale potenziando il verde &#8211; sottolinea la Coldiretti -, considerato che una pianta adulta è capace di catturare dall&#8217;aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili, un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno. Un&#8217;opportunità importante da sfruttare anche per evitare il rischio della maximulta da un miliardo in arrivo dall&#8217;Ue per lo sforamento dei limiti di polveri sottili&#8221;.</p>
<p>Il verde urbano in Italia, denuncia Coldiretti, rappresenta appena il 2,7% del territorio dei capoluoghi di provincia (oltre 567 milioni di metri quadrati) per una media di 31,1 metri quadrati a testa sulla base dell&#8217;ultimo rilevamento Istat. Tuttavia la situazione &#8211; continua la Coldiretti &#8211; è profondamente diversa lungo la Penisola, con il 17,2% delle città la cui dotazione pro capite è pari o superiore ai 50 metri quadrati per abitante, mentre nel 16,4% non si raggiunge la soglia dei 9 metri quadrati.</p>
<p>Matera, Trento, Potenza, Sondrio, Iglesias, Terni, Pordenone, Gorizia, Reggio Calabria e Verbania salgono nella top ten dei capoluoghi con maggiore densità di verde pubblico per abitante, mentre in fondo alla classifica si trova Caltanissetta e a seguire Crotone, Trani e Taranto, Trapani, Isernia Olbia Genova Chieti Barletta e L&#8217;Aquila. Per quanto riguarda le grandi metropoli, a Milano sono disponibili 17,2 metri quadrati per abitante, mentre a Roma 15,9. In questo contesto &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; è necessario intervenire per qualificare il verde pubblico, ma sono importanti anche interventi a favore di quello privato, a partire da misure di defiscalizzazione degli interventi su giardini e aree verdi da realizzare con un meccanismo simile a quello previsto per il risparmio energetico, le abitazioni, i mobili o gli elettrodomestici.</p>
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		<title>Smog: esposizione aggrava asma e allergie</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2013/01/18/smog-esposizione-aggrava-asma-e-allergie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2013 08:51:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[allergie]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[smog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che lo smog e l&#8217;inquinamento dell&#8217;aria possano essere la causa di malattie respiratorie o di altro tipo &#8221;non e&#8217;, ad oggi, dimostrato scientificamente. E&#8217; pero&#8217; dimostrato che l&#8217;esposizione a smog e polveri sottili peggiori notevolmente la condizione di soggetti gia&#8217; affetti da disturbi respiratori o allergie, soprattutto se si tratta di bambini ed anziani&#8221;. A [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/01/18/smog-esposizione-aggrava-asma-e-allergie/">Smog: esposizione aggrava asma e allergie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che lo smog e l&#8217;inquinamento dell&#8217;aria possano essere la causa di malattie respiratorie o di altro tipo &#8221;non e&#8217;, ad oggi, dimostrato scientificamente. E&#8217; pero&#8217; dimostrato che l&#8217;esposizione a smog e polveri sottili peggiori notevolmente la condizione di soggetti gia&#8217; affetti da disturbi respiratori o allergie, soprattutto se si tratta di bambini ed anziani&#8221;. A sottolinearlo, commentando il Rapporto &#8216;Mal&#8217;aria&#8217; di Legambiente, e&#8217; il direttore dell&#8217;Unita&#8217; di broncopneumologia dell&#8217;Ospedale pediatrico Bambino Gesu&#8217; di Roma, Renato Cutrera.</p>
<p>&#8221;I dati scientifici ad oggi disponibili &#8211; spiega l&#8217;esperto &#8211; non dimostrano un rapporto di causa-effetto tra esposizione a smog e particolati e insorgenza di malattie respiratorie, ma e&#8217; invece dimostrato che l&#8217;esposizione ad inquinanti dell&#8217;aria peggiora in modo significativo la condizione di soggetti asmatici o allergici&#8221;. L&#8217;attenzione, avverte lo pneumologo, deve dunque essere &#8221;massima&#8221;, soprattutto nel caso dei bambini: &#8221;Abbiamo verificato &#8211; sottolinea &#8211; che nei periodi in cui nelle citta&#8217; vengono sfiorati i limiti di polveri sottili, si verifica un picco degli accessi ai Pronto soccorso e della richiesta di cure mediche, in particolare proprio per i bambini e gli anziani&#8221;. L&#8217;esposizione a smog, dunque, &#8221;peggiore e acuisce patologie come asma, bronchite asmatica, bronchiti acute ed allergie. Un dato &#8211; rileva Cutrera &#8211; da non sottovalutare, se si considera l&#8217;alta percentuale di bambini affetti da esempio da asma, pari a circa uno su dieci&#8221;. Il consiglio, quindi, nei periodi di picco per le polveri sottoli, e&#8217; di non portare i piu&#8217; piccoli in zone di traffico e non utilizzare i passeggini: essendo questi &#8216;ad altezza automobili&#8217;, infatti, espongono in misura maggiore i bambini al particolato e alle emissioni di diesel. Non solo: &#8221;Alcuni studi &#8211; afferma Cutrera &#8211; dimostrano che il particolato inquinante arriva nelle vie aree periferiche dove si deposita, rimanendovi per anni. Le conseguenze di cio&#8217; non sono ancora chiare&#8221;. Ed anche per quanto riguarda una possibile correlazione tra esposizione ad inquinanti dell&#8217;aria e cancro, conclude lo specialista, &#8221;alcuni studi rilevano un piu&#8217; alto numero di casi di tumore nelle zone piu&#8217; inquinate, ma si tratta di dati da considerare con cautela, poiche&#8217; parliamo di studi osservazionali per i quali e&#8217; prevista una durata di decenni per poter arrivare ad una conclusione certa&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/01/18/smog-esposizione-aggrava-asma-e-allergie/">Smog: esposizione aggrava asma e allergie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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