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	<title>Specialisti Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Le malattie del fegato cambiano volto: oltre 800 specialisti a Roma per ridefinire priorità cliniche e organizzative</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/03/16/le-malattie-del-fegato-cambiano-volto-oltre-800-specialisti-a-roma-per-ridefinire-priorita-cliniche-e-organizzative/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 17:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[malattie del fegato]]></category>
		<category><![CDATA[priorità cliniche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le malattie del fegato stanno cambiando volto e, con loro, stanno cambiando anche le priorità della ricerca, i percorsi di cura e il ruolo dello specialista epatologo.&#160; Negli&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/16/le-malattie-del-fegato-cambiano-volto-oltre-800-specialisti-a-roma-per-ridefinire-priorita-cliniche-e-organizzative/">Le malattie del fegato cambiano volto: oltre 800 specialisti a Roma per ridefinire priorità cliniche e organizzative</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le malattie del fegato stanno cambiando volto e, con loro, stanno cambiando anche le priorità della ricerca, i percorsi di cura e il ruolo dello specialista epatologo.&nbsp; Negli ultimi anni le innovazioni terapeutiche hanno cambiato radicalmente lo scenario epidemiologico delle malattie epatiche, oggi la disciplina si confronta con il peso crescente delle condizioni dismetaboliche e con la persistenza della malattia alcol-correlata: secondo l&#8217;Istituto Superiore di Sanità, nel 2022 circa 8 milioni di italiani hanno consumato alcol in quantità a rischio, mentre la MASLD interessa ormai circa il 25% degli adulti. Vi è poi l&#8217;attenzione per l&#8217;area oncologica, le epatopatie virali, le malattie rare e colestatiche e la necessità di integrare il lavoro dell&#8217;epatologo con quello di altri specialisti. È questo il quadro che sarà al centro del 27° AISF Pre-Meeting Course e del 58° AISF Annual Meeting, in programma a Roma dal 18 al 20 marzo 2026, promossi dall&#8217;Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF). Previsti oltre 800 specialisti di diverse branche.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ONCOLOGIA, MALATTIE RARE, CIRROSI, TRAPIANTO E INNOVAZIONE</strong> &#8211; Il 58° Congresso AISF offrirà un&#8217;ampia fotografia dell&#8217;epatologia contemporanea. Il programma scientifico affronterà i progressi più significativi nelle epatopatie croniche, nelle neoplasie del fegato e delle vie biliari, nelle epatopatie virali, nelle nuove prospettive del trapianto, nella gestione multidimensionale della cirrosi, fino alle innovazioni farmacologiche, alle nuove metodologie diagnostiche e agli strumenti digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IL RUOLO DELL&#8217;EPATOLOGO DIVENTA SEMPRE PIÙ STRATEGICO</strong> &#8211; In questo scenario, la figura dell&#8217;epatologo evolve profondamente: non è più soltanto lo specialista che gestisce una singola patologia d&#8217;organo, ma un professionista chiamato a operare in stretta integrazione con internisti, diabetologi, oncologi, intensivisti, infettivologi, radiologi, chirurghi e medicina del territorio. Le malattie del fegato richiedono infatti percorsi sempre più articolati, capaci di unire diagnosi precoce, stratificazione del rischio, gestione delle comorbidità, appropriatezza terapeutica e continuità assistenziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>Le malattie del fegato stanno cambiando e con esse devono cambiare anche i modelli di presa in carico</em> – sottolinea il Prof. <strong>Giacomo Germani</strong>, Segretario AISF – <em>Oggi l&#8217;epatologo è chiamato a svolgere un ruolo sempre più centrale ma integrato con altri specialisti e con la medicina del territorio. Il congresso AISF rappresenta un momento fondamentale per mettere a fuoco le priorità scientifiche e organizzative della disciplina, ma anche per rafforzare il dialogo con le istituzioni, affinché le conoscenze cliniche possano tradursi in strategie concrete di prevenzione, diagnosi e trattamento</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>UN CONFRONTO CON LE ISTITUZIONI SULLE STRATEGIE DI POLITICA SANITARIA</strong> – Accanto all&#8217;aggiornamento scientifico, il congresso AISF ospiterà anche una sessione dedicata alla politica sanitaria, con il coinvolgimento di parlamentari, rappresentanti del Ministero della Salute, dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità, dell&#8217;associazione dei pazienti EpaC ETS e della comunità epatologica. Un momento di confronto che riflette la volontà di AISF di rafforzare il dialogo tra società scientifica e istituzioni, con l&#8217;obiettivo di contribuire alla definizione di strategie più efficaci in tema di prevenzione, diagnosi, presa in carico e uso appropriato delle risorse nel Servizio Sanitario Nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>UN CONGRESSO PER LE PRIORITÀ DI OGGI E PER LA FORMAZIONE DI DOMANI</strong> &#8211; Accanto all&#8217;aggiornamento scientifico, il congresso AISF conferma anche la propria vocazione formativa e il proprio ruolo di riferimento per la crescita delle nuove generazioni di epatologi. Sessioni di aggiornamento, studi originali, workshop, laboratori e discussioni multidisciplinari offriranno una riflessione condivisa sulle esigenze della pratica clinica e sulle direzioni future della ricerca, con l&#8217;obiettivo di consolidare il ruolo di AISF come punto di riferimento per la comunità scientifica e come interlocutore qualificato per il sistema sanitario e i decisori pubblici.</p>
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		<title>Epatite C. Specialisti: &#8220;Occorrono screening a tappeto della popolazione&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 13:24:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Epatite C]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[HCV]]></category>
		<category><![CDATA[pazienti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 193.815, secondo gli ultimi dati dell&#8217;AIFA &#8211; Agenzia Italiana del Farmaco, (aggiornati al 7 ottobre), i trattamenti finora avviati, solo pazienti eleggibili, con almeno una scheda di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/14/epatite-c-specialisti-occorrono-screening-a-tappeto-della-popolazione/">Epatite C. Specialisti: &#8220;Occorrono screening a tappeto della popolazione&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 193.815, secondo gli ultimi dati dell&#8217;AIFA &#8211; Agenzia Italiana del Farmaco, (aggiornati al 7 ottobre), i trattamenti finora avviati, solo pazienti eleggibili, con almeno una scheda di Dispensazione farmaco. Numeri importanti, ma non ancora sufficienti: risultano infatti ancora da trattare, tra quelli con virus conclamato, fra 60mila e i 120mila pazienti stimati. Si stima, inoltre, che siano ancora oltre 200mila le persone stimate con virus ignare della propria condizione.</p>
<p>&#8220;Potremmo essere arrivati a metà del lavoro &#8211; spiega Alessia Ciancio, Gastroenterologo Professore Associato Università di Torino e Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza &#8211; ma si stima ci siano almeno altri 200mila infetti ignari della propria condizione. Tra questi, però, ci potrebbero essere anche persone che sono risultate positive agli anticorpi, quindi già guarite o trattate. Inoltre, probabilmente, a questi pazienti vanno aggiunti quelli che non presentano fattori di rischio o per cui l&#8217;HCV non è mai stata diagnosticata. I principali indagati restano i cosiddetti pazienti &#8220;difficili&#8221; le cosiddette Key population : si tratta di soggetti tossicodipendenti, o detenuti, o che si sono sottoposti in passato a procedure particolari. Il vero problema è la popolazione generale&#8221;.</p>
<p><strong>IL &#8220;PROBLEMA SOMMERSO&#8221;</strong> &#8211; Si è concluso a Torino il progetto &#8220;HCV: Be Fast, Be Different&#8221;, promosso da Abbvie. L&#8217;iniziativa segue i meeting tenutisi in precedenza in primavera a Matera e Roma e in Settembre a Milano. Quattro iniziative di alto valore scientifico rivolte agli specialisti infettivologi, epatologi e internisti, per coordinare l&#8217;attività e individuare i pazienti che non sanno o non si sono ancora sottoposti alla terapia gratuita per eliminare il virus HCV, una terapia della durata di poche settimane, per bocca, non tossica senza effetti collaterali per eliminare definitivamente la minaccia del virus dell&#8217;Epatite C e tornare a vivere.</p>
<p>&#8220;Il personale scientifico è pronto &#8211; aggiunge la Prof.ssa Ciancio &#8211; ma mancano le istituzioni, sia a livello regionale che nazionale. Ciò che i medici possono fare purtroppo è soltanto una microeradicazione, perché possono intervenire e inserirsi soltanto in ambienti che ben conoscono. Ma per un programma di eradicazione nazionale occorre il supporto istituzionale, regolamentativo ed economico, per poter eseguire uno screening su tutta la popolazione generale. L&#8217;esperienza fatta in altri Paesi, infatti, confermerebbe che questa, e solo questa, è la via giusta per la tanto attesa eradicazione&#8221;.</p>
<p><strong>I FARMACI DISPONIBILI RISOLUTORI IN POCHE SETTIMANE</strong> &#8211; Delle due associazioni pangenotipiche a disposizione, quella basata su glecaprevir e pibrentasvir ha un vantaggio innegabile costituito dall&#8217;essere il trattamento più breve a disposizione. &#8220;Questo vantaggio &#8211; spiega il Prof. Stefano Bonora, Professore associato presso Dipartimento di Scienze Mediche dell&#8217;Università degli Studi di Torino &#8211; si traduce in un gestione clinica semplificata sia per il medico che per il paziente, con ricadute ovvie non solo nella gestione di pazienti &#8220;difficili&#8221;, quali tossicodipendenti, carcerati, homeless e pazienti psichiatrici, ma anche per il &#8220;paziente tipo&#8221;, rappresentato per lo più da una persona anziana, che assume già diversi farmaci per varie comorbidità&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/14/epatite-c-specialisti-occorrono-screening-a-tappeto-della-popolazione/">Epatite C. Specialisti: &#8220;Occorrono screening a tappeto della popolazione&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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