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	<title>spesa militare Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Nato adotta il documento finale: difesa collettiva inviolabile e spesa militare al 5% del Pil</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 17:37:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Nato adotta il documento finale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’Aja i capi di Stato e di governo della Nato hanno confermato l’impegno alla difesa collettiva sancito dall’articolo 5 del Trattato di Washington: “un attacco a uno, è un attacco a tutti”. Nel documento conclusivo del vertice, gli Alleati hanno convenuto di portare entro il 2035 la spesa militare al 5% del Pil, includendo anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>All’Aja i capi di Stato e di governo della Nato hanno confermato l’impegno alla difesa collettiva sancito dall’articolo 5 del Trattato di Washington: “un attacco a uno, è un attacco a tutti”. Nel documento conclusivo del vertice, gli Alleati hanno convenuto di portare entro il 2035 la spesa militare al 5% del Pil, includendo anche i contributi diretti alla difesa dell’Ucraina.</p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha salutato come “un grande successo” l’accordo sul bilancio: “La Nato sarà molto forte con noi, quando c&#8217;era Biden era tutto morto”. In un messaggio pubblicato su Truth, Trump ha inoltre minacciato sanzioni aggiuntive contro la Spagna, colpevole, a suo dire, di non onorare la propria quota: “E&#8217; terribile quello che ha fatto Madrid, si rifiuta di pagare la sua quota, faremo pagare alla Spagna il doppio dell&#8217;accordo sui dazi”.</p>
<p>Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha sottolineato l’importanza del nuovo piano di investimenti: “E&#8217; stato concordato un piano di investimenti che alimenterà un salto di qualità nella difesa collettiva. Gli alleati potenzieranno le nostre industrie della difesa, il che non solo aumenterà la nostra sicurezza, ma creerà anche posti di lavoro”. Rutte ha riconosciuto le difficoltà politiche nel reperire le risorse aggiuntive: “aggiungeremo migliaia di miliardi alle spese per la difesa ma ovviamente i Paesi devono trovare i fondi. Non è facile, sono decisioni politiche. […] data la minaccia russa e la situazione della sicurezza internazionale, non ci sia alternativa”.</p>
<p>In rappresentanza dell’Italia, il premier Giorgia Meloni ha definito le nuove spese “necessarie per rafforzare la nostra difesa e la nostra sicurezza” e ha assicurato: “Non toglieremo nemmeno un euro dalle priorità del governo e dei cittadini italiani”. Riguardo all’Ucraina, ha ribadito la volontà di proseguire “gli sforzi per garantire una pace duratura a Kiev” e ha confermato che l’Italia intende evitare l’uso della clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità per il 2026.</p>
<p>Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ha rivendicato il rigore di Madrid, che destina al 2,1% del Pil le spese militari: “Vincono la Nato e la Spagna”, ha detto, e “le Forze Armate” avrebbero garantito che il paese può “rispettare gli impegni con la Nato” pur mantenendo la spesa sotto il target del 5%.</p>
<p>Dal Regno Unito, il premier Keir Starmer ha elogiato la determinazione collettiva a intensificare la pressione su Mosca per un “cessate il fuoco senza condizioni” e ha ribadito la continuità del sostegno a Kiev, nonostante nel documento finale non figurasse una condanna esplicita dell’invasione russa.</p>
<p>Tra gli altri interventi, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito il summit “storico” per la decisione di aumentare la quota di bilancio alla difesa, mentre il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha evidenziato la flessibilità sulle scadenze: “C&#8217;è l&#8217;obbligo di rispettare l&#8217;obiettivo, non le tappe temporali”. Il premier ungherese Viktor Orbán ha invece messo in dubbio il metodo di calcolo dei bilanci Ue e ha minimizzato la minaccia russa, sostenendo che “la Russia non è forte abbastanza per rappresentare una minaccia alla Nato”.</p>
<p>Il vertice dell’Aja consolida così il cosiddetto “patto implicito” tra gli alleati, basato sulla convinta adesione degli Stati Uniti all’articolo 5 e sulla crescita dei bilanci nazionali di difesa, a fronte delle sfide poste da Mosca e dal terrorismo.</p>
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		<title>Pinotti e il sogno di un Pentagono italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2017 16:55:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[forze armate]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[missioni militari]]></category>
		<category><![CDATA[pentagono]]></category>
		<category><![CDATA[Pinotti]]></category>
		<category><![CDATA[spesa militare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ministra Pinotti ha un sogno: un Pentagono italiano, ossia un’unica struttura per i vertici di tutte le forze armate, una copia in miniatura di quello statunitense. Il sogno sta per diventare realtà. La nuova struttura, annuncia la ministra in un’intervista a Repubblica, è già in fase progettuale ed è previsto un primo stanziamento nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La ministra Pinotti ha un sogno: un Pentagono italiano, ossia un’unica struttura per i vertici di tutte le forze armate, una copia in miniatura di quello statunitense. Il sogno sta per diventare realtà. La nuova struttura, annuncia la ministra in un’intervista a Repubblica, è già in fase progettuale ed è previsto un primo stanziamento nel budget della Legge di stabilità.</p>
<p>Sorgerà nella zona aeroportuale di Centocelle a Roma, dove c’è spazio per costruire altri edifici e infrastrutture. A Centocelle, dove è stata trasferita anche la Direzione generale degli armamenti con il suo staff di 1500 persone, c’è già il Comando operativo di vertice interforze, attraverso cui il Capo di stato maggiore della Difesa comanda tutte le operazioni delle forze armate.</p>
<p>Anzitutto quelle all’estero: l’Italia è impegnata in 30 missioni militari in 20 paesi, dal Kosovo all’Iraq e all’Afghanistan, dalla Libia alla Somalia e al Malì. Dato che in ciascuna partecipano componenti di tutte le forze armate, spiega la ministra, occorre un comando unico interforze con sede a Centocelle.</p>
<p>Viene così attuato, ancor prima che venga discusso in parlamento, il disegno di legge sulla implementazione del «Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa», presentato il 10 febbraio dal Consiglio dei ministri.</p>
<p>È quindi già in atto il golpe bianco che, nel silenzio generale, sovverte le basi costituzionali della Repubblica italiana, riconfigurandola quale potenza che interviene militarmente nelle aree prospicienti il Mediterraneo – Nordafrica, Medioriente, Balcani – a sostegno dei propri «interessi vitali» economici e strategici, e ovunque nel mondo siano in gioco gli interessi dell’Occidente rappresentati dalla Nato sotto comando Usa.</p>
<p>Occorrono a tal fine nuovi armamenti. Ad esempio i primi due aerei Gulfstream 550 modificati, che l’Italia ha appena ricevuto da Israele al prezzo di circa un miliardo di dollari: veri e propri comandi volanti, dotati dell’elettronica più avanzata, per missioni di attacco a lungo raggio.</p>
<p>Occorrono allo stesso tempo professionisti della guerra, capaci di usare le nuove tecnologie e di combattere in lontani paesi nelle più diverse condizioni ambientali. «Abbiamo bisogno di soldati giovani, – spiega la ministra Pinotti – la chiave sta nell’arruolare persone a 19-20 anni, offrirgli un pacchetto formativo importante per sette anni della loro vita, insegnando lingue e professionalità. Se si ritroveranno sul mercato a 26-27 anni non sarà difficile trovare un’altra occupazione anche perché ci impegniamo a costruire nuove opportunità di lavoro con percorsi legislativi». In una situazione di disoccupazione e precariato, si offre cosi ai giovani il modo per guadagnare e avere un posto sicuro: la guerra.</p>
<p>E ai professionisti della guerra, agli ordini del Pentagono italiano, viene affidata nel disegno di legge anche la «salvaguardia delle libere istituzioni» con «compiti specifici in casi di straordinaria necessità ed urgenza», formula vaga che si presta a misure autoritarie e a strategie eversive.</p>
<p>Tutto questo costa. L’Italia, annuncia la Pinotti, anche se non è ancora in grado di portare la spesa per la «difesa» al 2% del Pil come richiede la Nato, la sta incrementando: «Quest’anno siamo all’1,18% del Pil pari a circa 23 miliardi». La ministra ci informa quindi che l’Italia spende per la «difesa» in media 63 milioni di euro al giorno, cui si aggiungono le spese per le missioni militari e i principali armamenti, iscritte nei budget di altri ministeri.</p>
<p>A Roma, mentre divampa il dibattito politico sull’impatto ambientale del nuovo stadio, nessuno si preoccupa dell’impatto sociale del nuovo Pentagono tricolore.</p>
<p style="text-align: right;">Manlio Dinucci-Pressenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/03/08/pinotti-e-il-sogno-di-un-pentagono-italiano/">Pinotti e il sogno di un Pentagono italiano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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