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	<title>SRG/eROSITA Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Spazio. INAF: risveglio di due buchi neri supermassicci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 17:51:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grazie ai dati raccolti dalla missione spaziale SRG/eROSITA, un team guidato da ricercatori dell&#8217;Istituto Max Planck per la Fisica Extraterrestre in Germania e a cui ha partecipato anche Gabriele Ponti, dell&#8217;Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), ha individuato due galassie finora considerate quiescenti che invece mostrano eruzioni quasi-periodiche. I nuclei di queste galassie emettono potenti bagliori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/28/spazio-inaf-risveglio-di-due-buchi-neri-supermassicci/">Spazio. INAF: risveglio di due buchi neri supermassicci</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie ai dati raccolti dalla missione spaziale SRG/eROSITA, un team guidato da ricercatori dell&#8217;Istituto Max Planck per la Fisica Extraterrestre in Germania e a cui ha partecipato anche Gabriele Ponti, dell&#8217;Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), ha individuato due galassie finora considerate quiescenti che invece mostrano eruzioni quasi-periodiche. I nuclei di queste galassie emettono potenti bagliori nei raggi X ogni poche ore, raggiungendo picchi di luminosita&#8217; paragonabili a quelli prodotti da un&#8217;intera galassia. Questo comportamento pulsante potrebbe essere dovuto a una stella o un oggetto celeste di massa simile che orbita attorno al buco nero supermassiccio situato nelle regioni centrali della galassia. La scoperta, pubblicata oggi sulla rivista Nature, aiutera&#8217; gli scienziati a capire meglio l&#8217;attivita&#8217; dei buchi neri nelle galassie di piccola massa. I quasar o nuclei galattici attivi (in breve, AGN) sono considerati i fari dell&#8217;universo lontano. La luminosita&#8217; della loro regione centrale, alimentata dal buco nero supermassiccio che accresce enormi quantita&#8217; di materia, puo&#8217; essere migliaia di volte superiore a quella di una galassia come la nostra Via Lattea.</p>
<p>&#8220;Nella survey a tutto cielo di eROSITA, abbiamo trovato due galassie precedentemente quiescenti che ora mostrano netti e potenti impulsi quasi periodici nei raggi X&#8221;, dice Riccardo Arcodia, dottorando dell&#8217;Istituto Max Planck per la Fisica Extraterrestre (MPE), primo autore dello studio pubblicato su Nature. Questi oggetti sono decisamente rari: finora, infatti, erano note solo due sorgenti con proprieta&#8217; analoghe. &#8220;Poiche&#8217; questo nuovo tipo di sorgenti sembra essere peculiare solamente nei raggi X, abbiamo deciso di utilizzare i dati della missione eROSITA e ne abbiamo trovate immediatamente altre due&#8221;, aggiunge Arcodia. Il telescopio eROSITA attualmente scansiona l&#8217;intero cielo nei raggi X e i dati che vengono raccolti con continuita&#8217; sono ideali per cercare eventi transitori, proprio come queste eruzioni di energia. Entrambe le nuove sorgenti scoperte da eROSITA hanno mostrato una notevole variabilita&#8217; nei raggi X nell&#8217;arco di poche ore, caratteristica che e&#8217; stata confermata da osservazioni di follow-up con i telescopi spaziali XMM-Newton e NICER. A differenza dei due oggetti simili finora noti, le galassie di queste nuove sorgenti scoperte da eROSITA erano finora ritenute ospitare buchi neri quiescenti. &#8220;Queste due galassie appaiono del tutto normali, con una massa piuttosto contenuta e senza indizio di alcuna attivita&#8217; peculiare precedente&#8221;, spiega Andrea Merloni del MPE, principal investigator di eROSITA. &#8220;Senza queste improvvise e ripetute eruzioni di raggi X le avremmo ignorate&#8221;.</p>
<p>Emissione quasi-periodica come quella scoperta da eROSITA e&#8217; tipicamente associata a sistemi binari. I dati indicano che, se queste eruzioni fossero innescate dalla presenza di un oggetto orbitante attorno al buco nero, la sua massa dovrebbe essere molto piu&#8217; piccola di esso, ad esempio come quella di una stella o anche a una nana bianca. Questi oggetti celesti potrebbero interagire con il buco nero e la materia circostante durante ogni orbita. &#8220;Non sappiamo ancora cosa possa innescare queste eruzioni di raggi X &#8211; sottolinea Arcodia &#8211; ma sappiamo che le regioni circostanti al buco nero erano tranquille fino a poco tempo fa, quindi non e&#8217; necessario ipotizzare che fosse gia&#8217; presente un disco di accrescimento come quello attorno ai buchi neri nelle galassie attive per innescare questi fenomeni&#8221;. Ulteriori campagne di osservazione nei raggi X di questi oggetti aiuteranno a confermare o escludere questo scenario. &#8220;Se l&#8217;origine di queste eruzioni fosse un sistema binario, sarebbe una soluzione molto intrigante perche&#8217; ci permetterebbe in futuro di combinare sia osservazioni nelle onde elettromagnetiche che in quelle gravitazionali, aprendo cosi&#8217; nuove frontiere dell&#8217;astrofisica multimessaggera&#8221; conclude Gabriele Ponti, ricercatore INAF a Milano.</p>
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