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	<title>stalle Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Terremoto: 25mila aziende e stalle sfidano burocrazia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 10:48:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 25mila le aziende agricole e le stalle censite che sfidano la burocrazia nei 131 Comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo dove c&#8217;e&#8217; una significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali, e un rilevante indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialita&#8217; di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 25mila le aziende agricole e le stalle censite che sfidano la burocrazia nei 131 Comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo dove c&#8217;e&#8217; una significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali, e un rilevante indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialita&#8217; di pregio famose in tutto il mondo. Cosi&#8217; la Coldiretti nel triste anniversario delle drammatiche scosse del 30 ottobre 2016 che hanno devastato il centro Italia. Tra i settori piu&#8217; colpiti c&#8217;e&#8217; sicuramente quello dell&#8217;allevamento con un calo ad esempio del 20% del latte per la chiusura delle stalle e gli animali ancora sfollati nelle strutture provvisorie, ma in difficolta&#8217; e&#8217; tutta l&#8217;economia locale con il crollo del 70% delle vendite nei paesi svuotati. Una situazione che non ha pero&#8217; scoraggiato la maggioranza di agricoltori e allevatori che, a prezzo di mille difficolta&#8217; e sacrifici, non hanno abbandonato il territorio ferito e sono riusciti a garantire la produzione della maggior parte delle tipicita&#8217;. In maggiori difficolta&#8217; si trovano anche i 444 agriturismi che secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat operano nell&#8217;area dei quali 42 in Abruzzo, 40 nel Lazio, 247 nelle Marche e 115 in Umbria. Se nel recente decreto sisma approvato dal Consiglio dei Ministri ci sono alcuni provvedimenti importanti, occorre ora sostenere la ripresa economica in ambito agricolo e alimentare per la diversificazione delle attivita&#8217; economiche e sviluppo di progetti di filiera con interventi su abitazioni, investimenti aziendali per la ristrutturazione, rendendo effettivo e celere il coordinamento tra i diversi enti coinvolti.</p>
<p>Una soluzione per le stalle potrebbe essere quella di incentivare la possibilita&#8217; agli allevatori di riconvertire la struttura temporanea rendendola una stalla vera e propria attraverso contributi finalizzati al suo adeguamento che ricomprendano anche i costi di demolizione della struttura originaria. Per sostenere la ripresa produttiva occorre poi puntare sulla decontribuzione per i giovani che aprono un&#8217;impresa agricola mentre un altro canale va attivato per interventi urgenti di manutenzione straordinaria, di messa in sicurezza di strade e infrastrutture, di campagne di marketing (agricoltura, ristorazione, turismo e artigianato) da parte degli enti locali. Coldiretti chiede anche la creazione di un tavolo- da tenersi a cadenza semestrale- che riunisca i principali soggetti istituzionali (a livello nazionale e regionale) e Coldiretti stessa, con il compito di registrare, monitorare e verificare lo stato di avanzamento della ricostruzione e dell&#8217;efficacia delle misure messe in campo a sostegno delle aree e delle imprese agricole. &#8220;Serve &#8216;ricostruire&#8217; le comunita&#8217; locali e frenare lo spopolamento garantendo le condizioni necessarie affinche&#8217; le persone tornino o restino a vivere e lavorare nelle aree terremotate- ha sottolineato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel ricordare che- se la macchina della ricostruzione stenta a mettersi in moto non altrettanto puo&#8217; dirsi di quella della solidarieta&#8217;, che dalle prime ore del sisma ad oggi ha visto una serie di iniziative promosse dalla Coldiretti che hanno coinvolto tanto gli agricoltori delle altre regioni quanto i cittadini, oltre a consorzi e associazioni&#8221;.</p>
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		<title>Terremoto: -70% vendite paesi svuotati</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/10/07/terremoto-70-vendite-paesi-svuotati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2018 01:36:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nei paesi svuotati e con il turismo in lenta ripresa si registra ancora un crollo del 70% delle vendite che sta soffocando l&#8217;economia locale, a partire dagli agricoltori e gli allevatori che sono rimasti nonostante le difficolta&#8217;. E&#8217; quanto afferma un&#8217;analisi della Coldiretti in occasione dell&#8217;apertura del piu&#8217; grande mercato degli agricoltori, dei pastori e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei paesi svuotati e con il turismo in lenta ripresa si registra ancora un crollo del 70% delle vendite che sta soffocando l&#8217;economia locale, a partire dagli agricoltori e gli allevatori che sono rimasti nonostante le difficolta&#8217;. E&#8217; quanto afferma un&#8217;analisi della Coldiretti in occasione dell&#8217;apertura del piu&#8217; grande mercato degli agricoltori, dei pastori e degli allevatori terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo al Villaggio della Coldiretti al Circo Massimo a Roma per fare un bilancio a due anni dalle scosse. &#8220;Nelle zone terremotate e&#8217; ancora lontano- sottolinea la Coldiretti- il ritorno alla normalita&#8217;, dalle difficolta&#8217; abitative delle popolazioni locali ai problemi a far tornare i turisti, mentre si scontano i ritardi della ricostruzione. Il risultato e&#8217; un crollo delle vendite dei prodotti locali che gli agricoltori, a prezzo di mille difficolta&#8217;, sono comunque riusciti a salvare dalla macerie garantendo la continuita&#8217; produttiva e, con essa, una speranza di ripresa in un territorio a prevalente economia agricola. In difficolta&#8217; ci sono 25mila aziende agricole e stalle censite nei 131 Comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo dove &#8211; continua la Coldiretti &#8211; c&#8217;e&#8217; una significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali, e un fiorente indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialita&#8217; di pregio famose in tutto il mondo. Lenta ripresa anche per i 444 agriturismi che secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat operano nell&#8217;area dei quali 42 in Abruzzo, 40 nel Lazio, 247 nelle Marche e 115 in Umbria&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per aiutare le aziende a risollevarsi e&#8217; scattata in questi ultimi due anni una grande azione di solidarieta&#8217; e aiuto con la consegna gratuita di 565.260 litri di gasolio alle aziende agricole grazie all&#8217;impegno di Coldiretti, Consorzi Agrari d&#8217;Italia, Eurocap Petroli e del Consorzio Cooperativo Finanziario per lo Sviluppo, senza alcun contributo pubblico e sempre la Coldiretti assieme all&#8217;Associazione Italiana Allevatori e ai Consorzi Agrari ha consegnato mangiatoie, mangimi, fieno, carrelli per la mungitura, refrigeratori e generatori di corrente oltre a roulotte, camper e moduli abitativi&#8221; ricorda il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. &#8220;Ma hanno avuto rilevanza- continua Moncalvo- anche le operazioni &#8216;adotta una mucca&#8217;, per dare ospitalita&#8217; ad almeno 2000 pecore e mucche sfollate a causa dei crolli delle stalle, e &#8216;dona un ballone&#8217; di fieno per garantire l&#8217;alimentazione del bestiame o la riscoperta dell&#8217;antica tradizione agropastorale della &#8216;paradura&#8217; con la quale i pastori sardi della Coldiretti hanno donato mille pecore ai loro colleghi umbri colpiti dalle scosse per risollevarne le sorti. In segno di riconoscenza le agnelle nate da queste pecore sono state appena restituite ad alcuni pastori sardi che hanno perso il proprio gregge&#8221;. Senza dimenticare &#8211; conclude Moncalvo &#8211; i mercati degli agricoltori di Campagna Amica, nella Capitale e in tutta la Penisola, che continuano ad ospitare gli agricoltori terremotati e i loro prodotti rimasti senza sbocchi di mercato con oltre 60mila italiani che hanno assaggiato la &#8220;caciotta della solidarieta&#8217;&#8221;, ottenuta con il latte raccolto dalle stalle terremotate di Norcia, Amatrice e Leonessa e il &#8220;cacio amico&#8221; fatto con il latte degli allevamenti marchigiani.</p>
<p>Un vero e proprio fiume di solidarieta&#8217; che ha permesso a molti di ripartire dopo aver perso tutto. E&#8217; il caso di Gabriele Piciacchia, allevatore laziale di Grisciano (Accumoli), che prima del sisma produceva 12 quintali di latte al giorno grazie alla sue 80 vacche su un terreno acquistato dal nonno nel 1907. Poi il terremoto. Un operaio morto, la casa inagibile e la stalla distrutta l&#8217;hanno indotto a (s)vendere la mandria. &#8220;Fu una scelta obbligata, dopo il secondo crollo ho avuto paura per la vita dei miei figli e per quella degli animali&#8221; &#8211; spiega Piciacchia. Ora la rinascita, grazie anche &#8220;al grande supporto della Coldiretti&#8221;. Gabriele e&#8217; ripartito, ha acquistato 40 vacche da carne, installato una tensostruttura e riconvertito l&#8217;azienda. Vive sempre a Grisciano con la moglie Sara e i 2 figli, in una casetta di legno di 42 mq, donata da due sorelle di Artegna (piccolo comune in provincia di Udine), che l&#8217;avevano acquistata dopo il terremoto del Friuli del 1976. &#8220;Sono venuti 5 alpini di Giussano per montarla: non smettero&#8217; mai di ringraziarli&#8221;, sottolinea Piciacchia. Barbara Bonifazi, 29enne di Camerino (Macerata), ha visto l&#8217;azienda di famiglia praticamente distrutta dal sisma, con gravi danni alle stalle, al laboratorio dove si producevano formaggi e salumi e al punto vendita. Nonostante una laurea in Geologia in tasca, la ragazza marchigiana ha scelto di non abbandonare il suo territorio. La 29enne ha presentato domanda di insediamento giovani con il Piano di sviluppo rurale e dalle macerie ha fatto risorgere una nuova azienda chiamata significativamente &#8220;La Rinascita&#8221;. Ridata una casa agli animali, ora Barbara sta lottando con la burocrazia per poter riaprire laboratorio e punto vendita.</p>
<p>La Cooperativa della Lenticchia di Castelluccio di Norcia, composta da circa una trentina di aziende del territorio, e&#8217;, invece, riuscita a salvare una delle eccellenze simbolo del sisma, un classico prodotto dell&#8217;agricoltura di montagna (IGP) coltivato in maniera del tutto naturale a quota 1.400 metri. Prima la strada interrotta per raggiungere il Pian Grande dove avviene la semina e la raccolta del prezioso legume, poi la siccita&#8217; hanno creato disagi e difficolta&#8217; notevoli, con una produzione calata del 30% e tornata solo in questa stagione a livelli normali (intorno ai 3.500/4.000 quintali). Ma la tenacia degli imprenditori agricoli di Castelluccio ha permesso di salvare anche lo straordinario spettacolo di colori dell&#8217;annuale &#8220;fioritura&#8221; che richiama in Umbria migliaia di turisti da tutt&#8217;Italia e non solo. Dovra&#8217; comunque passare ancora del tempo per un ritorno completo alla piena normalita&#8217; di imprese e famiglie.</p>
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		<title>Terremoto, appello allevatore di Amatrice: &#8220;Gli animali stanno morendo di fame e freddo, nessuno è venuto a darci una mano&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2017 11:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; disperato l&#8217;appello lanciato da <strong>Costantino Poggi</strong>, allevatore di Amatrice, ai microfoni di ECG, format condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, su <strong>Radio Cusano Campus,</strong> l&#8217;emittente dell&#8217;Università degli Studi Niccolò Cusano.</p>
<p><strong>Costantino è disperato. L&#8217;allevatore di Amatrice si sfoga: </strong>&#8220;La situazione è tragica. Siamo in una piccola frazione di Amatrice, bloccati da cinque giorni sotto una coltre di quasi 2,5 metri di neve. Abbiamo mura di neve attorno e non riusciamo ad uscire. Lanciamo appelli da cinque giorni, ma le nostre grida d&#8217;aiuto restano inascoltate. Col terremoto abbiamo riportato danni al capanno dove abbiamo gli animali, siamo dovuti salire sul tetto, dove c&#8217;era un metro e mezzo di neve, per non farlo sprofondare con gli animali sotto. Attendiamo soccorso da cinque giorni, abbiamo fatto ovunque centinaia di telefonate, ancora non abbiamo ricevuto l&#8217;aiuto di nessuno. Ci rispondono sempre che stanno provvedendo, che mandano la turbina, a ogni telefonata dobbiamo ricominciare daccapo. Noi abbiamo contattato tutti. MIo padre è cardiopatico, deve uscire assolutamente per recuperare i farmaci che gli servono. Gli animali stanno morendo di freddo e di fame, non mangiano da cinque giorni, i cavalli sono dispersi, non li troviamo da quattro giorni, il fieno è sepolto dalla neve. Stiamo urlando da cinque giorni per avere qualcuno che ci aiuti ma ancora non abbiamo visto nessuno. C&#8217;è il rischio che noi usciremo da qui con le bare. Qualcuno venga a liberarci dalla neve. Siamo stremati&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/20/terremoto-appello-allevatore-di-amatrice-gli-animali-stanno-morendo-di-fame-e-freddo-nessuno-e-venuto-a-darci-una-mano/">Terremoto, appello allevatore di Amatrice: &#8220;Gli animali stanno morendo di fame e freddo, nessuno è venuto a darci una mano&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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