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	<title>stati Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Eu, T. Nannicini (ex sottosegretario) &#8220;Europa deve decidere se difendersi o meno da aggressioni imperialiste&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/03/26/eu-t-nannicini-ex-sottosegretario-europa-deve-decidere-se-difendersi-o-meno-da-aggressioni-imperialiste/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 15:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Europa deve decidere da che parte vuole stare. Il riarmo e lo stato sociale sono due concetti collegati, piaccia o meno il modello sociale europeo oggi va difeso dalle aggressioni imperialiste di altri Stati, dittature o meno che siano. Alcuni credono che sia meglio farsi colonizzare da paesi del genere, siano essi Cina o Stati [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;Europa deve decidere da che parte vuole stare. Il riarmo e lo stato sociale sono due concetti collegati, piaccia o meno il modello sociale europeo oggi va difeso dalle aggressioni imperialiste di altri Stati, dittature o meno che siano. Alcuni credono che sia meglio farsi colonizzare da paesi del genere, siano essi Cina o Stati Uniti. Per chi invece crede che valga la pena difendere la nostra cultura, è ovvio che una delle iniziative dev&#8217;essere quella di intraprendere un modello di difesa autonoma. Magari per evitare ulteriori sacrifici da parte del sociale sarebbe meglio non sprecare altre risorse, però l&#8217;Europa deve decidere se difendersi o meno&#8221;. Si è espresso così ai microfoni di Radio Cusano l&#8217;economista Tommaso Nannicini, ex sottosegretario del governo intervenuto a &#8216;Battitori Liberi&#8217;, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano, a proposito del &#8216;Rearm Eu&#8217;. Nannicini si è poi soffermato sulla perdita del potere d&#8217;acquisto nel nostro paese &#8220;non c&#8217;è dubbio che l&#8217;Italia ha perso molti treni per quanto concerne il tema crescita economica. La questione salariale è in auge oramai da decenni, il problema-spiega- è che abbiamo sempre operato in settori con poco margine di crescita.  In questo periodo è anche aumentata l&#8217;occupazione, con una conseguente diminuzione dei salari. Questo perché i nuovi assunti- precisa Nannicini- operano in settori di bassa produttività, perciò in media le paghe ne risentono. Oltretutto il capitale umano tende ad andare all&#8217;estero, in cerca di salari migliori. È un cane che si morde la coda, dobbiamo spezzare questo circolo vizioso. Il PNRR doveva servire a questo ma ha dato pochi risultati, si è cercato di iniettare risorse nel sistema per fare il salto di qualità: le risorse sono state messe, ma il salto non è stato fatto&#8221;. Nannicini termina l&#8217;intervento analizzando la riforma del Jobs Act a cui ha collaborato &#8220;credo che il Jobs Act abbia fallito, ma non per le ragioni che vengono fornite.  Una parte importante della riforma è stata portata a casa, parlo degli ammortizzatori sociali e della riforma per la cassa integrazione. Però in gran parte è rimasta una riforma incompiuta-sottolinea- perché non ci si è investito abbastanza. A questa riforma sono mancate continuità politica e investimenti: purtroppo le riforme a costo zero esistono solo nella mente di noi economisti&#8221; ha concluso Tommaso Nannicini. </p>
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		<title>Venezuela. 21 Stati su 25 al buio, leader Guaido&#8217; convoca protesta</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/07/23/venezuela-21-stati-su-25-al-buio-leader-guaido-convoca-protesta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jul 2019 09:53:38 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dalle 16.45 di ieri ora locale si e&#8217; registrato in Venezuela un diffuso e prolungato blackout, che ha riguardato 21 dei 25 Stati in cui e&#8217; organizzato il Paese, tra cui il distretto della capitale Caracas e le citta&#8217; piu&#8217; popolose. È il quarto blackout nazionale dell&#8217;ultimo anno e la situazione ha creato grossi disagi all&#8217;aeroporto internazionale di Maiquetia e alle linee della metropolitana di Caracas. Secondo le fonti locali, nella capitale fermi i mezzi pubblici, costringendo le persone all&#8217;uscita dal lavoro a tornare a casa a piedi. Secondo l&#8217;organizzazione Netblocks, solo il 6 per cento del Paese e&#8217; collegato ad internet. Il presidente dell&#8217;Assemblea nazionale Juan Guaido&#8217; ha reagito all&#8217;incidente attaccando il Governo del presidente Nicolas Maduro. Secondo Guaido&#8217;, non e&#8217; piu&#8217; possibile tenere nascoste le condizioni di deterioramento in cui verserebbe il sistema elettrico nazionale e l&#8217;impossibilita&#8217; delle istituzioni a farvi fronte. Il leader dell&#8217;opposizione ha cos&#8217; rinnovato l&#8217;appello rivolto ai cittadini a scendere in piazza oggi per protestare contro l&#8217;attuale esecutivo di Caracas.</p>
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		<title>Sisma L&#8217;Aquila 2009: Bertolaso assolto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2016 14:43:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[6 aprile 2009]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il  giudice monocratico del Tribunale dell&#8217;Aquila Giuseppe Grieco ha assolto  l&#8217;ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso per non aver commesso il fatto,  in relazione al terremoto che devasto&#8217; L&#8217;Aquila e il suo circondario il 6 aprile 2009.  Le vittime furono 309, i feriti piu&#8217; di 1700. L&#8217;accusa aveva chiesto 3 anni di reclusione mentre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il  giudice monocratico del<strong> Tribunale dell&#8217;Aquila Giuseppe Grieco ha assolto  </strong>l&#8217;ex capo della <strong>Protezione civile Guido Bertolaso per non aver commesso il fatto,</strong>  in relazione al terremoto che devasto&#8217; L&#8217;Aquila e il suo circondario il 6 aprile 2009.  Le vittime furono 309, i feriti piu&#8217; di 1700. L&#8217;accusa aveva chiesto 3 anni di reclusione mentre l&#8217;avvocato Filippo Dinacci l&#8217;assoluzione con formula piena.</p>
<p>Secondo il giudice Grieco, Bertolaso pur essendo stato l&#8217;ispiratore della riunione della <strong>Commissione Grandi Rischi</strong> del 31 marzo 2009 non avrebbe commesso alcun reato, cosi&#8217; come non sono stati ravvisati elementi penalmente rilevanti nella famosa telefonata che Bertolaso ebbe con l&#8217;allora assessore alla Protezione civile regionale<strong> Daniela Stat</strong>i nella quale l&#8217;ex capo della Protezione civile mise in piedi un&#8217;operazione mediatica dicendo che il messaggio che doveva passare era quello di &#8220;rassicurare la gente&#8221; intimorita dal susseguirsi dello sciame sismico che si protraeva ormai dal dicembre del 2008.  Dei sette esperti la Commissione &#8211; tutti condannati in primo grado a 6 anni &#8211; sei sono stati assolti sia in appello che in Cassazione mentre l&#8217;unico condannato e&#8217; stato <strong>Bernardo De Bernardinis,</strong> ex numero due di Bertolaso, al quale erano stati inflitti 2 anni con i benefici di legge.</p>
<p><strong>Bertolaso non ha rinunciato alla prescrizione dei reati</strong>. Il processo, dunque, si&#8217; concluso prima del 6 ottobre, giorno in cui le accuse all&#8217;ex capo della Protezione civile andranno prescritte dopo 7 anni e sei mesi dal terremoto aquilano.</p>
<p><strong>Nessun risarcimento danni ai familiari delle vittime</strong> che si sono costituti parte civile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/09/30/96376/">Sisma L&#8217;Aquila 2009: Bertolaso assolto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Giorni cruciali per Italia ed Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2012 08:24:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una cosa è ormai certa: occorre trovare un accordo fra le posizioni di Berlino e di Bruxelles, fra la Germania della Merkel e la BCE di Mario Mondi, sulle regole del Fondo Salva Stati. Nonostante il richiamo ad espressioni più caute e prudenti ripetute dalla Merkel all’indirizzo del “falchi” tedeschi, anche ieri due parlamentari, Klaus-Peter [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/08/31/giorni-cruciali-per-italia-ed-europa/">Giorni cruciali per Italia ed Europa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una cosa è ormai certa: occorre trovare un accordo fra le posizioni di Berlino e di Bruxelles, fra la Germania della Merkel e la BCE di Mario Mondi, sulle regole del Fondo Salva Stati.<br />
Nonostante il richiamo ad espressioni più caute e prudenti ripetute dalla Merkel all’indirizzo del “falchi” tedeschi, anche ieri due parlamentari, Klaus-Peter Willsch (Cdu) e Frank Schaeffler (Fdp), hanno sostenuto sul sito dell’Handelsblatt, quotidiano finanziario tedesco, che il presidente della Bce ha trasformato l’istituto in “un finanziatore di Stati e una bad bank” e affermato che l’unica ricetta possibile è introdurre una “nuova regolamentazione del peso dei voti nelle sedi decisionali Bce in proporzione alle responsabilità”.<br />
Nel frattempo la Commissione europea, per bocca del portavoce Olivier Bailly, ha fatto sapere di non aver ricevuto alcuna richiesta da parte del governo greco per l’allungamento dei tempi del programma di austerità, per cui, per Bruxelles “resta valido” il memorandum d’intesa concordato in primavera e che “prima di discutere di altri aspetti che potrebbero esserci” dovrà essere la troika, che tornerà ad Atene “ai primi di settembre”, per valutare come sono state messe in atto le misure concordate nella missione di luglio.<br />
L’altro ieri Mario Monti, con Francois Hollande, hanno incontrato di nuovo la Merkel, cercando di convincerla a sostenere le disperate richieste elleniche, a cui Berlino continua a rispondere con sovietici no.<br />
La situazione è molto difficile e non solo per lo sfondo di recessione incombente, ma anche per il divario ogni giorno crescente, tra performance e rating del blocco tedesco e del resto dell’eurozona.<br />
Inoltre, anche se la Commissione Europea continua ad elogiare il nostro governo, con plausi per la riforma delle pensioni, per il risanamento fiscale, per la riforma del mercato del lavoro, per la spending review; permangono in lei vive preoccupazioni perché il nostro Paese continua a non crescere e a perdere competitività, a fronte di un debito pubblico davvero gigantesco.<br />
Mentre il presidente del Consiglio riprende il suo giro per l&#8217;Europa, per parlare di spread e incassare complimenti, il lavoro che resta da fare è davvero tanto e la Commissione è non poco inquieta per le prospettive delle elezioni del 2013.</p>
<p>Bruxelles, che ha già in Italia un &#8220;action team&#8221; per aiutare le autorità nostrane a rilanciare il mercato del lavoro e a meglio utilizzare gli ingenti fondi comunitari (il cui tasso di assorbimento è tra i più bassi dell&#8217;Ue), quest&#8217;autunno intensificherà ulteriormente la stretta osservazione del Paese.<br />
Perché, spiegano dalla Commissione, “un conto è approvare le leggi, un conto è metterle in pratica”.<br />
Infatti il primo punto all&#8217;ordine del giorno del monitoring Ue, è vedere se e come saranno applicate le normative varate, visto che molte leggi necessitano di decreti attuativi che in vari casi mancano. Altrimenti, tutto resta, come pare per ora, solo sulla carta.<br />
E noi ci sentiamo di nuovi sui carboni e aspettiamo di vedere se l’abilità diplomatica e il senso di lungimiranza strategica (presente o meno, vedremo) dei protagonisti, potrà migliorare la nostra e la situazione del Continente.</p>
<p>Vedremo se Angela Merkel, che nelle ultime settimane aveva dato luce verde a Draghi, insisterà nella frenata contro le misure antispread o no.<br />
Se cioè avrà più paura dei suoi elettori o del futuro dell’Europa intera, al cui centro è proprio la Germania. Vedremo se Hollande e Monti avranno “l’immaginazione al potere” necessaria nel difficile, duplice compito non solo di convincere la Cancelliera dei rischi aperti dalla linea dura ma di offrirle la via d’uscita d’una soluzione accettabile per l’opinione pubblica tedesca.<br />
E vedremo se il governo farà il molto ancora necessario per rimettere in moto la macchina-Italia drammaticamente impantanata, con la Commissione che insiste dichiarando, a più riprese, che siamo in coda alle classifiche quanto a business friendliness: l&#8217;ambiente favorevole a imprese e investimenti.<br />
E le perplessità europee, sono acuite, in questi giorni, dalle polemiche e le incomprensioni sulla legge anti-corruzione, già annacquata alla Camera dal Pdl e minacciata dallo stesso partito al Senato.<br />
Come sintetizza Giovanni Del Re su “Linkiesta”, il governo ha attuato parte delle richieste dell&#8217;Ue, ad esempio il ridisegno dei distretti giudiziari e Bruxelles plaude all&#8217;idea del ministro Severino di una task-force per abbattere gli arretrati.<br />
Ma, al contempo, vuole vedere in una netta velocizzazione dei processi civili e una maggiore specializzazione dei tribunali, per aumentarne l&#8217;efficienza e dare così maggiore certezza del diritto agli investitori.<br />
E anche circa il mercato del lavoro, Bruxelles vuole vedere come sarà attuata, poiché, troppi lacci e laccioli, ancora continuano a vincolare le imprese, il costo del lavoro resta troppo elevato e la competitività troppo bassa.<br />
E, ancora, non piace alla Commissione l’idea di Monti di porre fine alla concertazione che terrà continuamente in stato di allarme i sindacati ed insiste che si debba porre fine al collegamento automatico salari-inflazione, vincolando invece l&#8217;andamento degli stipendi alla produttività.<br />
Circa la pressione fiscale, l’Ue e chiede un “ulteriore spostamento” dal lavoro ai consumi, giudicando anche qui solo come “un primo passo” quanto già fatto da Monti. Servono secondo Bruxelles, più incentivi per le startup mentre, si legge nel rapporto Ue, al momento “l&#8217;Italia ha (i più alti costi per avviare un&#8217;impresa, sette volte la media europea”.<br />
Le startup per Bruxelles sono cruciali per l&#8217;occupazione in generale e per quella giovanile, più in particolare, questione su cui l’Ue chiede interventi molto più massicci, anche modificando i programmi delle scuole secondarie professionali, per renderle più rispondenti alle esigenze del mercato.<br />
Ancora, Bruxelles vorrebbe vedere più convinzione da parte de l’Italia sulle liberalizzazioni, con molte più apertura alla concorrenza, anzitutto sul fronte dell&#8217;energia e dei trasporti (principalmente ferrovie e porti), ma soprattutto si augura che il lavoro di Monti possa procedere in modo sempre più accelerato, per ridurre le incognite del dopo voto e mettendo i futuri governanti di fronte a un fatto compiuto o comunque a impegni già presi.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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