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	<title>stato Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Migranti. Nordio: &#8220;No diktat sui Paesi sicuri&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2024 09:35:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non ci saranno diktat sui Paesi sicuri. La materia è oggetto di approfondimento. Ma è certo che non spetta alla magistratura conferire questa patente, e la sentenza della Corte dice proprio che è compito dello Stato&#8221;. Lo dice il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervistato da &#8216;Repubblica&#8217;, all&#8217;indomani della polemica per le sue parole sulla [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non ci saranno diktat sui Paesi sicuri. La materia è oggetto di approfondimento. Ma è certo che non spetta alla magistratura conferire questa patente, e la sentenza della Corte dice proprio che è compito dello Stato&#8221;. Lo dice il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervistato da &#8216;Repubblica&#8217;, all&#8217;indomani della polemica per le sue parole sulla sentenza definita &#8220;abnorme&#8221; del Tribunale di Roma sui migranti che erano stati trasferiti in Albania e sui giudici che &#8220;esondano&#8221; dalle loro funzioni. &#8220;Il governo non vuole imporre un bel niente, se non la regola della separazione dei poteri&#8221; sottolinea il ministro spiegando che &#8220;il giudice dev&#8217;esser solo la bocca della legge, altrimenti interferisce con il potere legislativo, espressione della volontà popolare, alla quale deve rispondere. Nel mio mondo ideale i magistrati non dovrebbero criticare le leggi e i politici non dovrebbero criticare i processi. Ma la diatriba l&#8217;hanno iniziata loro, basta ricordare le apparizioni dei pm di Milano ai tempi di Biondi e di Conso. Talvolta hanno persino minacciato scioperi contro le decisioni del Parlamento. E la politica dovrebbe tacere?&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro Carlo Nordio osserva che &#8220;la sentenza della Corte Ue non è stata disapplicata da noi, ma male interpretata dai nostri giudici. La definizione di Paese sicuro non può spettare alla magistratura, ma è una valutazione politica pur nei parametri del diritto internazionale&#8221;. Quanto alle opposizioni, che ieri hanno chiesto le sue dimissioni, Nordio commenta: &#8220;Hanno tutto il diritto di chiedere quello che credono. Loro facciano del loro peggio, che noi faremo del nostro meglio&#8221;. Infine assicura: &#8220;I giudici, e nemmeno i pm, non saranno mai succubi del governo. Per me, ex magistrato, sarebbe un sacrilegio. Ma devono applicare la legge. Quello è il loro unico compito&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Migranti, Di Maio: &#8220;Fake Onlus, lo Stato reagirà&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jul 2019 17:38:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nell&#8217;operazione &#8220;Fake Onlus&#8221; sapete che reati hanno contestato ad alcune onlus che si occupano di accoglienza di migranti? Associazione a delinquere, truffa allo Stato e autoriciclaggio. Un giro di soldi di oltre 7 milioni di euro. Soldi degli italiani!&#8221;, dice Luigi Di Maio in un post su facebook. &#8220;Adesso capite &#8211; aggiunge rivolto ai suoi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/07/02/migranti-di-maio-fake-onlus-lo-stato-reagira/">Migranti, Di Maio: &#8220;Fake Onlus, lo Stato reagirà&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nell&#8217;operazione &#8220;Fake Onlus&#8221; sapete che reati hanno contestato ad alcune onlus che si occupano di accoglienza di migranti? Associazione a delinquere, truffa allo Stato e autoriciclaggio. Un giro di soldi di oltre 7 milioni di euro. Soldi degli italiani!&#8221;, dice Luigi Di Maio in un post su facebook. &#8220;Adesso capite &#8211; aggiunge rivolto ai suoi follower- perche&#8217; in questi anni facevano a gara per accogliere i migranti nel nostro Paese? Ringrazio il lavoro della magistratura e delle varie articolazioni dello Stato che con questa inchiesta hanno scoperto un altro business illegale, dietro cui pare si nascondessero anche pluripregiudicati appartenenti alla &#8216;ndrangheta! Purtroppo non ci stupiamo piu&#8217;, ma una cosa e&#8217; certa: lo Stato deve reagire con forza e reagira&#8217;. Se in passato c&#8217;era chi chiudeva gli occhi o faceva finta di non vedere, oggi non e&#8217; piu&#8217; cosi'&#8221;. Il vicepremier aggiunge: &#8220;Grazie infatti a un emendamento del M5S che approvammo lo scorso anno con il decreto Sicurezza, oggi chiunque gestisce centri di accoglienza per migranti e&#8217; obbligato a rendicontare ogni singolo centesimo. Noi andiamo avanti, lavoriamo e non ci fermiamo. Presto presenteremo la nostra proposta per la confisca immediata delle imbarcazioni che violano le leggi dello Stato Italiano. Se entri in Italia violando la legge, l&#8217;imbarcazione viene confiscata e data in dotazione ai nostri militari e alle nostre forze dell&#8217;ordine&#8221;.</p>
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		<title>Mafie. Imprenditore: &#8220;Da testimone verità chiedo aiuto a Stato che funziona&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/09/27/mafie-imprenditore-da-testimone-verita-chiedo-aiuto-a-stato-che-funziona/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2018 14:11:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;A me non piace fare cose eclatanti, farmi crescere la barba, incatenarmi. Mi vergognerei. Chiedo solo aiuto perche&#8217; credo che ancora esiste un pezzo di Stato che funziona. Vorrei che venga rivisitata tutta la mia posizione giuridica, perche&#8217; per ogni attentato subito, e sono sette, piu&#8217; un tentato omicidio, ho avuto sempre davanti un procuratore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/09/27/mafie-imprenditore-da-testimone-verita-chiedo-aiuto-a-stato-che-funziona/">Mafie. Imprenditore: &#8220;Da testimone verità chiedo aiuto a Stato che funziona&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A me non piace fare cose eclatanti, farmi crescere la barba, incatenarmi. Mi vergognerei.<br />
Chiedo solo aiuto perche&#8217; credo che ancora esiste un pezzo di Stato che funziona. Vorrei che venga rivisitata tutta la mia posizione giuridica, perche&#8217; per ogni attentato subito, e sono sette, piu&#8217; un tentato omicidio, ho avuto sempre davanti un procuratore nuovo, al quale ho dovuto raccontare le cose, il fascicolo non e&#8217; mai stato raccolto in maniera appropriato. Ho bisogno che qualche procuratore si metta di buona lena a ragionare su tutta la mia storia&#8221;. Cosi&#8217; Tiberio Bentivoglio, imprenditore di Reggio Calabria, titolare di una sanitaria, da 26 anni esposto a continue intimidazioni da parte della &#8216;ndrangheta, incontrando i giornalisti per denunciare le enormi difficolta&#8217; burocratiche alle quali deve fare fronte. Con lui diversi esponenti dell&#8217;associazione Libera ed altri imprenditori della rete &#8216;contro il pizzo&#8217;. Per i numerosi attentati subiti il negozio di Bentivoglio e&#8217; presidiato costantemente dall&#8217;Esercito. &#8220;I ritardi della magistratura, che svolge una grande attivita&#8217; sono dovuti all&#8217;enorme lavoro che hanno &#8211; ha aggiunto Bentivoglio &#8211; le scrivanie dei procuratori sono stracolme di fascicoli. La politica, invece non si e&#8217; mai interessata seriamente a queste vicende, ne&#8217; a quelle di tutte le vittime di mafia. Mi sono sempre dichiarato parte lesa in tutti i procedimenti e le denunce che ho avviato dal 1992 ad oggi &#8211; ha affermato &#8211; pero&#8217; se la giustizia arriva tardi non e&#8217; giustizia. Mi sento un testimone di verita&#8217; in attesa di giustizia, sfortunato nell&#8217;aver incontrato un pezzo di Stato che non ha funzionato. Ad ogni evento doloso abbiamo scelto la strada della denuncia. Sui tavoli della procura abbiamo portato decine e decine di indizi per facilitare il lavoro degli inquirenti e consentire di costruire le prove necessarie per dare vita ai processi. Non denunce generiche e superficiali: abbiamo sempre raccontato ogni cosa nei minimi particolari e fatto i nomi di chi ci ha martoriato pretendendo i frutti dei nostri sacrifici. Inoltre nei procedimenti penali dove siamo stati riconosciuti parte offesa ci siamo sempre costituiti parte civile&#8221;. Nel tempo pero&#8217; i debiti, ha ricordato l&#8217;imprenditore &#8220;aumentano e i risarcimenti non sempre sono sufficienti e tempestivi per far fronte a quanto chiesto dalle banche abbiamo perso molti clienti. Anche poco prima di riaprire l&#8217;attivita&#8217; nel marzo del 2016, in un locale commerciale confiscato alla &#8216;ndrangheta, e sul quale ho un contratto di affitto, ho subito l&#8217;incendio di un magazzino con tutta la merce che doveva essere trasferita nel negozio. Devo ringraziare gli amici e i partenti se siamo riusciti ad aprire. Io non mi arrendero&#8217; mai &#8211; ha concluso Bentivoglio &#8211; se dovro&#8217; chiudere non lo faro&#8217; perche&#8217; vinto dalla &#8216;ndrangheta ma perche&#8217; non riusciro&#8217; a pagare di debiti che purtroppo si stanno accumulando. La mia casa e&#8217; stata ipotecata ed e&#8217; stato posta all&#8217;asta. Se la perdero&#8217; dormiro&#8217; dentro il negozio e mettero&#8217; un cartello con scritto: chiuso per assenza dello Stato&#8221;.</p>
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		<title>L’Italia, più che di un Governo, ha bisogno di Governance</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 16:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se da un lato il “governo” è la costituzione formale e gerarchica del potere dello Stato, d’altro lato la Governance, termine mutuato dall’inglese, ne definisce secondo l’accezione attuale l’esercizio pratico, oculato e soprattutto efficace, teso al bene collettivo nel lungo termine. Purtroppo accade spesso che ci si fermi alla forma. È un male italico antico [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/02/litalia-piu-che-di-un-governo-ha-bisogno-di-governance/">L’Italia, più che di un Governo, ha bisogno di Governance</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se da un lato il “governo” è la costituzione formale e gerarchica del potere dello Stato, d’altro lato la Governance, termine mutuato dall’inglese, ne definisce secondo l’accezione attuale l’esercizio pratico, oculato e soprattutto efficace, teso al bene collettivo nel lungo termine. Purtroppo accade spesso che ci si fermi alla forma. È un male italico antico che vede l’intero paese infervorarsi per l’una o per l’altra parte politica, con gli stessi campioni popolari che manovrano e formano alleanze battagliando come leoni sulla costituzione formale di un governo, salvo poi dimenticarsi, una volta costituita la “forma”, degli aspetti più pratici e terreni del governare. Lo stesso vale per tutte le forme di potere, istituzionale o civile, nelle aziende o nelle organizzazioni di ogni ordine e grado.</p>
<p><strong>Poco conta il valore dei contendenti, se è il sistema-paese ad essere disorganizzato</strong><br />
Se noi guardiamo a tutti i momenti di conflitto, di tensione e di difficoltà nella gestione delle discussioni e dei confronti tra le persone, ci rendiamo conto che sono la conseguenza di una mancanza di processi di governance efficaci. In questi casi non è chiaro chi decida cosa, chi debba gestire la discussione e quali siano le competenze di ciascuno all’interno del proprio ruolo specifico. Questa poca chiarezza non solo porta al conflitto, ma anche, quelle poche volte che si riescono ad avere dei risultati, ad ulteriori risse per accaparrarsi i meriti di questi ultimi.<br />
Ciò si verifica anche in presenza di personaggi di elevata statura, di contenuti di grande valore, e di ingenti risorse &#8211; ne abbiamo a iosa e non le stiamo utilizzando appieno &#8211; poiché non si riesce a portare a termine un’azione in maniera efficace.<br />
In assenza di governance, vi è uno spazio di ambiguità tale per cui i più furbi, sul brevissimo termine, si fanno i fatti loro nella logica dell’individualismo. Così non si riesce mai a ingranare la marcia sul lungo termine e sul collettivo.</p>
<p><strong>Un male italico, ma non solo</strong><br />
Questo è un problema abbastanza diffuso, seppure in Italia in modo più esacerbato, che dipende anche dal fatto che negli ultimi anni c’è stata una fortissima accelerazione della condivisione delle informazioni che ha fatto sì che ognuno sovrastimasse un po’ la propria capacità di impatto e la propria importanza. È come se si fossero persi i confini del proprio ruolo, e la nozione del tempo necessario per maturare. Oramai un tredicenne e un settantenne hanno la stessa mole di informazioni, e ciò falsa di molto il peso specifico dell’esperienza e della capacità di usarla per prendere decisioni di valore.<br />
In Italia, per la situazione storica, per il fatto di essere un Paese che è stato sempre saccheggiato, diviso, terra di conquista, le persone che volevano sopravvivere dovevano imparare a difendere il proprio orticello, la propria famiglia, la propria ristretta cerchia sociale. Questo clan-centrismo, oltre a far sì che il “parco manager” da cui pescare per popolare CdA e piani alti aziendali sia sempre ridotto agli stessi profili in una sorta di incesto manageriale, determina ancora oggi alcuni fenomeni, come il proliferare di università in tutte le città italiane con un abbassamento della qualità del valore accademico e un costo eccessivo dell’istruzione, perché ognuno deve avere l’università sotto casa.<br />
La stessa cosa vale per altre realtà: l’eccessiva capillarità, e quindi la ridondanza, di tutta una serie di centri di servizi e di competenze ne determinano una qualità inferiore rispetto a quella che si potrebbe avere se avessimo solo alcuni punti di eccellenza ben distribuiti nel paese. Qualità che purtroppo è destinata a rimanere in secondo piano se non si ha la volontà di operare delle scelte realmente basate su meritocrazia e competenza.</p>
<p><strong>Da dove passa la cura</strong><br />
La riscossa passa da un salto generazionale a piè pari e da un investimento fortissimo su cultura e formazione. In Italia il rischio è che tutto ciò non si faccia con l’ottica dell’eccellenza ma con quella dell’accontentare tutti. Così purtroppo la cura non funzionerà, né nelle scuole, né nelle università né in altri ambiti. È il fenomeno del “risotto degli sposi”, sempre ed invariabilmente in bianco, con al massimo una spruzzata di champagne, per non scontentare nessuno. Se si vuole davvero cambiare, bisogna avere il coraggio di rompere questa logica. Ci sono però dei segnali positivi. Sempre più persone stanno esprimendo questo concetto in vari modi, ma c’è ancora un problema di massa critica: l’impatto di poche azioni solitarie ancora non si vede sul sistema-paese. Si dovrà attendere fiduciosi, e continuare a predicare la governance, o buon governo che si voglia.</p>
<p style="text-align: right;">Anna Zanardi</p>
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		<title>I genitori di Giulio Regeni: lo Stato ci ha abbandonato</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 21:37:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[egitto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ un grido di dolore e forse una sfida al nuovo governo quello lanciato il 20 marzo dai genitori di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto e trovato morto al Cairo il 3 febbraio 2016. “Ho fiducia nella legge, negli avvocati bravi e nella stampa buona e abbiamo tanta solidarietà dai [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/03/22/i-genitori-di-giulio-regeni-lo-stato-ci-ha-abbandonato/">I genitori di Giulio Regeni: lo Stato ci ha abbandonato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ un grido di dolore e forse una sfida al nuovo governo quello lanciato il 20 marzo dai genitori di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato e ucciso in Egitto e trovato morto al Cairo il 3 febbraio 2016.</p>
<p>“Ho fiducia nella legge, negli avvocati bravi e nella stampa buona e abbiamo tanta solidarietà dai social. Ci aspettavamo di più da chi ci governa: dal 14 agosto quando il premier Gentiloni ci ha annunciato che l’ambasciatore tornava in Egitto, siamo stati abbandonati”, dice la madre Paola durante un dibattito sulla difesa dei diritti internazionali all’Ordine degli avvocati di Genova.</p>
<p>Ma non è tutto. A scuotere la sala anche la pesante accusa del pm Enrico Zucca, ora sostituto procuratore della Corte d’Appello e tra i magistrati del processo Diaz, che con un parallelo accosta i fatti del G8 di Genova alla vicenda Regeni. “I nostri torturatori sono ai vertici della polizia; come possiamo chiedere all’Egitto di consegnarci i loro torturatori?”, si chiede il pm.</p>
<p>“L’11 settembre 2001 e il G8 – ha aggiunto – hanno segnato una rottura nella tutela dei diritti internazionali. Lo sforzo che chiediamo a un paese dittatoriale è uno sforzo che abbiamo dimostrato di non essere in grado di fare per vicende meno drammatiche”.</p>
<p>Già in passato, e più volte, il pm Zucca aveva duramente criticato l’operato della Polizia con riferimento ai fatti di Genova: in particolare, in un dibattito pubblico aveva parlato di una “totale rimozione” delle vicende del G8 e del rifiuto per anni da parte della polizia italiana, diversamente da quella straniere, di “leggere se stessa” per “evitare il ripetersi” di errori. Immediata era stata la reazione dell’allora capo della polizia Alessandro Pansa che, d’intesa col Ministro dell’Interno dell’epoca Alfano, aveva lamentato la lesione dell’onorabilità della polizia, chiedendo al Guardasigilli Orlando l’avvio di un’azione disciplinare nei confronti di Zucca.</p>
<p>Per i genitori di Regeni la sensazione di “abbandono” da parte del governo è dovuta soprattutto alla decisione di inviare nuovamente al Cairo l’ambasciatore italiano dopo quasi un anno e mezzo di sede vacante e di forti tensioni diplomatiche scatenate da quella che è stata vissuta dall’Italia come scarsa collaborazione giudiziaria da parte delle autorità egiziane.</p>
<p>La volontà di ricercare la verità è stata ribadita lo stesso giorno dell’insediamento del nuovo ambasciatore Giampaolo Cantini, il 14 settembre 2017, dal ministro degli Esteri Angelino Alfano in un incontro a Londra col suo omologo egiziano Sameh Shoukry.</p>
<p>Ma così non è andata, secondo i genitori di Giulio, che si dicono “decisi ad andare avanti anche a piccoli passi”, come ha spiegato il padre Claudio.</p>
<p>“Combattiamo per Giulio ma anche per tutti quelli che possono trovarsi in situazioni simili a quelle che lui ha vissuto”, ha sottolineato. L’avvocato difensore della famiglia Alessandra Ballerini ha ricostruito i depistaggi e la vicenda: “il corpo di Giulio parla da solo e si difende da solo. Siamo arrivati a nove nomi delle forze di polizia implicati”.</p>
<p>Per Giulio, per i suoi genitori, per tutti gli italiani che hanno colorato di giallo i loro cuori, Articolo 22, insieme a Amnesty Italia e a Giulio Siamo Noi, mai smetterà di chiedere verità per Giulio Regeni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/03/22/i-genitori-di-giulio-regeni-lo-stato-ci-ha-abbandonato/">I genitori di Giulio Regeni: lo Stato ci ha abbandonato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto, Pezzopane (Pd): &#8220;Aiutare Abruzzo e Centro Italia&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2017 12:26:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La senatrice abruzzese Stefania Pezzopane (Pd), intervenendo in Aula dopo l&#8217;informativa del premier Paolo Gentiloni sulla situazione di emergenza nel centro Italia,  ha detto:&#8221;In Centro Italia lo Stato c&#8217;è stato e c&#8217;è.  Ringrazio il Premier Gentiloni per la concretezza dimostrata, per quello che ha fatto e che farà. I paragoni tra quello che sta accadendo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/25/terremoto-pezzopane-pd-aiutare-abruzzo-e-centro-italia/">Terremoto, Pezzopane (Pd): &#8220;Aiutare Abruzzo e Centro Italia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La senatrice abruzzese Stefania Pezzopane (Pd</strong>), intervenendo in Aula dopo l&#8217;informativa del premier Paolo Gentiloni sulla situazione di emergenza nel centro Italia,  ha detto:&#8221;In Centro Italia lo Stato c&#8217;è stato e c&#8217;è.  Ringrazio il Premier Gentiloni per la concretezza dimostrata, per quello che ha fatto e che farà. I paragoni tra quello che sta accadendo da agosto con esperienze passate sono impropri e comunque si farà una commissione di inchiesta in Senato sul terremoto del 2009. Ora serve coesione sociale e politica, è privo di senso, assurdo e inammissibile, attaccare e delegittimare in questo momento la Protezione civile. No ai processi da Santa inquisizione, semmai diamogli più strumenti. C&#8217;è l&#8217;emergenza delle scuole&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Quello che si è abbattuto sulla mia regione e sul Centro Italia nei giorni scorsi &#8211;</strong> ha detto Pezzopane<strong> &#8211; è un evento atmosferico storico</strong>, nel corso del quale si è verificato un terremoto con 4 scosse di magnitudo sopra il 5. Poi la slavina che ha travolto l&#8217;hotel Rigopiano, quindi il disastro dell&#8217;elicottero con i soccorritori e uno sciatore a bordo. Non stiamo parlando di ordinaria amministrazione. Grazie al premier per la concretezza dimostrata in questi giorni e al viceministro Bubbico per la sua presenza discreta, pacata ed efficace sul territorio. Ora non è il momento di processi mediatici da Santa inquisizione. Certo dovremo sapere come è possibile un black out di più di una settimana per centinaia di migliaia di persone e perché la viabilità sia stata così compromessa. E anche se fosse giusto un pronunciamento così brutale del presidente della Commissione Grandi Rischi, che ha annunciato la possibilità di un terremoto di magnitudo superiore al 6 e di un esito da Vajont per la diga di Campotosto. Ma adesso bisogna aiutare tutte le autorità in campo, dalle prefetture ai sindaci, ai soccorritori, a ripristinare la normalità. E poi bisogna pensare a recuperare i danni, a rilanciare le attività produttive, gli allevatori e gli agricoltori, ad evitare un impatto tragico sul turismo. C&#8217;è un decreto in arrivo dal governo, al quale il gruppo del Pd al Senato darà il suo contributo forte e valido&#8221;.</p>
<p>&#8220;Bisogna dare risposte rapide sulle scuole anche alla luce del l&#8217;allarme Commissione Grandi Rischi. C&#8217;è il programma Casa Italia per la messa in sicurezza del territorio, al quale dare seguito da subito nelle aree dell&#8217;Abruzzo e dell&#8217;altro rischio sismico. Dobbiamo continuare a credere che siamo un grande Paese. L&#8217;immagine della rinascita possono essere quei quattro bambini estratti vivi dalle forze dello Stato da sotto le macerie dell&#8217;Hotel Rigopiano. Dai volti di Gianfilippo, Ludovica, Edoardo e Samuele- ha concluso la senatrice &#8211; <strong>traiamo la forza per ricostruire l&#8217;Abruzzo, per ricostruire l&#8217;Italia&#8221;</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/25/terremoto-pezzopane-pd-aiutare-abruzzo-e-centro-italia/">Terremoto, Pezzopane (Pd): &#8220;Aiutare Abruzzo e Centro Italia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto, protesta in piazza a Roma: “Lo Stato dov’è?”/Foto</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2017 10:59:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Maggiore presenza e attenzione delle istituzioni. Lo Stato dov’è?“. È quanto chiedono gli abitanti del centro Italia, provenienti dalle zone colpite dal sisma e ora alle prese con il problema neve, che stanno manifestando a Roma in piazza Santi Apostoli, gremita, a due passi da piazza Venezia. “Verba volant sisma manent’, ‘Montanari sì fessi no. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/25/terremoto-protesta-in-piazza-a-roma-lo-stato-dovefoto/">Terremoto, protesta in piazza a Roma: “Lo Stato dov’è?”/Foto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Maggiore presenza e attenzione delle istituzioni. Lo Stato dov’è?“. È quanto chiedono gli abitanti del centro Italia, provenienti dalle zone colpite dal sisma e ora alle prese con il problema neve, che stanno manifestando a Roma in piazza Santi Apostoli, gremita, a due passi da piazza Venezia. “Verba volant sisma manent’, ‘Montanari sì fessi no. Nessuno faccia il furbo‘, ‘La burocrazia uccide più del terremoto’: sono alcuni dei cartelli esposti dai manifestanti, in arrivo da località come Norcia, Amatrice, Capodacqua di Arquata del Tronto, Roccafluvione, in gran parte con la fascia tricolore “perché oggi siamo tutti primi cittadini”, in una manifestazione “totalmente apartitica e apolitica”.</p>
<p>La manifestazione, nata su iniziativa di un gruppo di donne, di amiche di Amatrice, rappresenta “4 regioni e 131 comuni“</p>
<p style="text-align: right;">Adriano Gasperetti-Dire</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">.<a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2017/01/terremoto-protesta.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-97550" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2017/01/terremoto-protesta-300x225.jpg" alt="" width="332" height="249" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/terremoto-protesta-300x225.jpg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/terremoto-protesta-117x88.jpg 117w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/terremoto-protesta-768x576.jpg 768w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/terremoto-protesta-468x351.jpg 468w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/terremoto-protesta-400x300.jpg 400w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/terremoto-protesta-150x113.jpg 150w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/terremoto-protesta.jpg 960w" sizes="(max-width: 332px) 100vw, 332px" /></a><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2017/01/1-terremoto-protesta.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-97551" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2017/01/1-terremoto-protesta-300x222.png" alt="" width="335" height="248" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/1-terremoto-protesta-300x222.png 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/1-terremoto-protesta-119x88.png 119w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/1-terremoto-protesta-468x347.png 468w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/1-terremoto-protesta-400x296.png 400w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/1-terremoto-protesta-150x111.png 150w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/1-terremoto-protesta.png 694w" sizes="(max-width: 335px) 100vw, 335px" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-97554" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-300x200.jpg" alt="" width="336" height="224" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-300x200.jpg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-132x88.jpg 132w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-768x513.jpg 768w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-400x267.jpg 400w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-468x312.jpg 468w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-150x100.jpg 150w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA.jpg 960w" sizes="(max-width: 336px) 100vw, 336px" /></a><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-MACERIE.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-97555" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-MACERIE-300x200.jpg" alt="" width="339" height="226" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-MACERIE-300x200.jpg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-MACERIE-132x88.jpg 132w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-MACERIE-768x513.jpg 768w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-MACERIE-400x267.jpg 400w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-MACERIE-468x312.jpg 468w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-MACERIE-150x100.jpg 150w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTA-MACERIE.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 339px) 100vw, 339px" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-97556" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE-300x200.jpg" alt="" width="371" height="247" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE-300x200.jpg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE-132x88.jpg 132w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE-768x513.jpg 768w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE-400x267.jpg 400w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE-468x312.jpg 468w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE-150x100.jpg 150w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 371px) 100vw, 371px" /></a><a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE-1.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-97557" src="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE-1-300x242.png" alt="" width="310" height="250" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE-1-300x242.png 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE-1-109x88.png 109w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE-1-468x378.png 468w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE-1-400x323.png 400w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE-1-150x121.png 150w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2017/01/PROTESTE-1.png 711w" sizes="auto, (max-width: 310px) 100vw, 310px" /></a></p>
<p style="text-align: right;">
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/25/terremoto-protesta-in-piazza-a-roma-lo-stato-dovefoto/">Terremoto, protesta in piazza a Roma: “Lo Stato dov’è?”/Foto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto, cittadini di Accumoli: &#8220;Lo Stato ci ha dimenticati&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2017 17:33:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti i comitati delle Frazioni del Comune di Accumoli, distrutte dal terremoto del 24 agosto 2016, domenica 15 gennaio dalle ore 11 manifesteranno nella piazza di Grisciano. L&#8217;iniziativa intende denunciare lo stato di abbandono del territorio da parte del governo e delle istituzioni. A distanza di più di 4 mesi dal tragico sisma, la situazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/14/terremoto-cittadini-di-accumoli-lo-stato-ci-ha-dimenticati/">Terremoto, cittadini di Accumoli: &#8220;Lo Stato ci ha dimenticati&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i comitati delle Frazioni del Comune di Accumoli, distrutte dal terremoto del 24 agosto 2016, domenica 15 gennaio dalle ore 11 manifesteranno nella piazza di Grisciano. L&#8217;iniziativa intende denunciare lo stato di abbandono del territorio da parte del governo e delle istituzioni. A distanza di più di 4 mesi dal tragico sisma, la situazione è la stessa del 24 agosto. Il freddo, la neve e il gelo, eventi più che prevedibili visto l&#8217;arrivo della stagione invernale che in queste zone e&#8217; particolarmente rigida, hanno del tutto fermato le poche iniziative che lentamente erano state prese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/14/terremoto-cittadini-di-accumoli-lo-stato-ci-ha-dimenticati/">Terremoto, cittadini di Accumoli: &#8220;Lo Stato ci ha dimenticati&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Brexit: conseguenze, avvertimenti, bis e applicazioni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/06/25/94505/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jun 2016 21:40:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 23 giugno scorso la Gran Bretagna ha votato in maggioranza per l&#8217;uscita dall&#8217;Unione Europea ed è la prima volta che uno Stato abbandona il progetto di integrazione continentale. Il fatto non sorprende più di tanto poiché, come scrivono il Wall Street ed altri giornali, non fa altro che sancire una chiusura definitiva dell&#8217;Isola di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/06/25/94505/">Brexit: conseguenze, avvertimenti, bis e applicazioni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 23 giugno scorso la Gran Bretagna ha votato in maggioranza per l&#8217;uscita dall&#8217;Unione Europea</strong> ed è la prima volta che uno Stato abbandona il progetto di integrazione continentale.<br />
Il fatto non sorprende più di tanto poiché, come scrivono il Wall Street ed altri giornali, non fa altro che sancire una chiusura definitiva dell&#8217;Isola di Sua Maestà verso un&#8217;istituzione mai troppo amata, con uno scarso feeling sempre sottolineato dalla <strong>mancata adesione all&#8217;Euro da parte della Gran Bretagna</strong> stessa.<br />
Ma, nonostante il poco amore verso l&#8217;UE, <strong>non è però così facile per il Governo Cameron pilotare questa uscita</strong>, tanto è vero che il premier ha tenuto prima del referendum un atteggiamento che gli antieuropeisti hanno definito non netto e preciso ed anzi, al contrario, di essere proprio lui il primo a nutrire forti dubbi sul<strong> Brexit</strong>. D’altra parte, <strong>Euro o non Euro, far parte dell&#8217;UE ha permesso alla Gran Bretagna di non rimanere isolata rispetto decisioni importanti in materia di economia e geopolitica</strong>.</p>
<p><strong>La notizia della vittoria di “Brexit” ha causato un crollo della sterlina sul dollaro</strong>, con perdite oltre il 10 per cento, le più alte degli ultimi 30 anni e, nel giorno della vittoria degli antieuropeisti inglesi, le principali borse europee hanno avuto perdite consistenti a causa delle incertezze sui mercati: Milano ha chiuso a -12,48 per cento, il suo peggior risultato degli ultimi decenni.<br />
La seduta della borsa di Londra si è chiusa a -3,15 e il direttore della Banca centrale britannica, Mark Carney, ha tenuto una conferenza stampa per rassicurare i mercati e promettere fino a 250 miliardi di sterline in interventi per stabilizzare l’economia britannica nelle prossime settimane.</p>
<p>Inoltre, un recentissimo documento (pubblicato appena prima del referendum), a firma di <strong>Michael Grubb</strong> (professore di politiche energetiche internazionali presso <strong>UCL Institute of Sustainable Resources</strong>) e<strong> Stephen Tindale, direttore dell’Alvin Weinberg Foundation</strong>, avverte di conseguenze invece negative ci dice che<strong> l’uscita causerà in Gran Bretagna un rallentamento degli investimenti per nuove infrastrutture e anche una frenata nello sviluppo delle fonti rinnovabili</strong> (l’UE, infatti, con ogni probabilità non avrebbe più alcun interesse a “premere” su Londra per il raggiungimento degli obiettivi in tal senso al 2020).</p>
<p>Inoltre, <strong>sul versante elettrico</strong>,<strong> il quadro rischia di essere molto complicato</strong>, poiché la Gran Bretagna importa una piccola frazione di elettricità, pari al 6,5% circa dei suoi consumi nazionali, l’ostacolo più rilevante è di tipo fisico, perché la capacità d’interconnessione tra il Regno Unito e l’Europa continentale è tuttora sottodimensionata.<br />
Non a caso, <strong>National Grid</strong> (l’equivalente inglese della nostra Terna) vorrebbe raddoppiare questa capacità, stimando benefici nell’ordine di 500 milioni di sterline l’anno grazie a un incremento delle importazioni elettriche.<br />
Altrimenti l’Inghilterra rischia di diventare<strong> un’energy-island</strong>, cioè <strong>un’isola energetica dove gli scambi con l’esterno sono limitati</strong>.<br />
Se per il gas Londra potrebbe rimediare facendo arrivare più combustibile liquefatto via nave, nel campo della generazione elettrica è impensabile affidarsi a importazioni che non siano provenienti dai Paesi più vicini.<br />
<strong>La costruzione di nuovi impianti di generazione in Gran Bretagna</strong> (parchi eolici offshore, centrali a gas e anche reattori nucleari), in buona sostanza, <strong>dovrà andare di pari passo con un potenziamento delle reti elettriche transnazionali.</strong><br />
Ma per realizzare i nuovi interconnettori, come evidenzia il documento redatto da Grubb e Tindale, servono accordi bilaterali e un notevole livello di cooperazione tra i paesi coinvolti e la Brexit potrebbe rallentare parecchio gli investimenti o anche bloccarli del tutto.<br />
Nella peggiore delle ipotesi, cioè <strong>la fuoriuscita inglese dall’area economica europea</strong> (i cui paesi membri, è bene ricordare, devono comunque seguire le regole UE in tema di energia), i progetti inglesi come la prevista rete del Mare del Nord, perderanno i fondi europei.</p>
<p>Altre conseguenze si potrebbero avere nel settore farmaceutico, poiché, come scrive a freddo in una nota del 24 giugno <strong>Massimo Scaccabarozzi presidente di Farmindustria</strong>, Londra dovrà anche dare continuità all&#8217;impegno e agli investimenti delle imprese del farmaco ed anche se le Istituzioni britanniche e quelle europee sapranno individuare in tempi brevi le giuste soluzioni, certamente<strong> la Gran Bretagna si troverà per un certo lasso di tempo a mal partito e, per una volta, minacciata da altre nazioni</strong> fino a ieri considerati “minori”.<br />
A tal proposito (e questo ci fa molto piacere),<strong> Scaccabarozzi ribadisce che in questa difficile pagina di storia, l&#8217;Italia ha le carte in regola per ospitare in futuro la sede dell&#8217;European Medicines Agency</strong>, &#8220;A nostro favore &#8211; conferma Scaccabarozzi &#8211; giocano importanti fattori. L&#8217;industria farmaceutica made in Italy è ormai una realtà 4.0 di primo piano in Europa. Siamo secondi per produzione a un&#8217;incollatura dalla Germania, ma primi per valore pro-capite e con un export da record che supera il 70% della produzione, con investimenti in crescita (+15% negli ultimi due anni) e ad un passo dal diventare un hub europeo per la ricerca, anche clinica, con investimenti di 1,4 miliardi.<br />
<strong>L&#8217;Italia può poi contare su un&#8217;Agenzia del farmaco (Aifa) riconosciuta a livello internazionale come modello di best practice per l&#8217;innovatività delle modalità di accesso ai farmaci.</strong></p>
<p><strong>Un effetto negativo italiano, invece, secondo il filosofo Cacciari, il Brexit l’avrà sul Governo Renzi.</strong><br />
In una intervista sull’Unità il filosofo dice: “Questo voto inglese è il sintomo di una crisi che viene da lontano, non mi sorprende più di tanto” e il <strong>“caos europeo avrà delle ripercussioni anche su di noi,</strong> certamente. A partire dal referendum di ottobre. Parliamoci chiaro: il voto inglese è un favore ai sostenitori del No perché per molti aspetti va nel senso della contestazione, della disgregazione”; e di fatto “gli inglesi hanno indebolito anche la leadership italiana nel momento in cui hanno dato un colpo all’Europa”.<br />
Rispondendo alla domanda del giornalista, Cacciari afferma che, in caso di sconfitta al referendum, Renzi “volente o nolente dovrebbe andar via, certo”.<br />
Il motivo è che “sarebbe troppo debole per continuare. E sarebbe il caos italiano. Anzi, una situazione molto più incasinata di quella della Gran Bretagna. <strong>Un caos italiano dentro un caos europeo</strong>. Dio ci salvi”.<br />
E’ sempre Cacciari che, su “Le interviste della Civetta” afferma che il vero punto è che o l’Europa, senza fughe in avanti, ridiscuta tutte le sue politiche, rimettendo mano ai suo diversi Trattati e <strong>cominci un’Europa sociale, opposta a quella della Grecia, in modo che i cittadini europei avvertono il cambiamento e comincino a pensare, come pensavano venti anni, fa fino all’euro, o scapperanno tutti</strong>.</p>
<p>In effetti uno dei principali effetti del Brexit riguarda il fatto che un certo tipo di &#8220;racconto&#8221; dell&#8217;<strong>Unione Europea non funzioni più</strong> e che questo voto, cavalcato, strumentalizzato e non capito, ha partorito scenari deteriori; perché, evidentemente, ha fatto capire che è l&#8217;<strong>Unione Europea da riformare profondamente, da ripensare, da trasformare in un&#8217;istituzione trasparente e davvero orientata alla giustizia sociale, anziché alla schiavitù nei confronti dei mercati.</strong> E questo è un effetto certamente propositivo.</p>
<p>Tornando all’<strong>Inghilterra</strong>, va detto che il Paese<strong> è nel totale sbalordimento</strong>, c’è chi chiede una secessione scozzese, chi propone un’annessione dell’Irlanda del Nord all’Irlanda, &nbsp;anche molti londinesi stanno esprimendo la loro insofferenza e chiedono che la capitale se ne vada per la sua strada, diventando una “città Stato”. Non va dimenticato a questo proposito che &nbsp;non è stata Londra&nbsp;a far vincere la Brexit, bensì l’Inghilterra più profonda, rurale e conservatrice:&nbsp;il “Remain”, a Londra ha stravinto (2,2 milioni rispetto a 1,5 milioniI i “Leave”, coloro che volevano restare.</p>
<p>Un altro effetto internazionale negativo e che<strong> Brexit potrebbe spingere altri paesi a muoversi sulla stessa direzione</strong>; soprattutto quei paesi che alcuni europeisti chiamano “sanguisughe” perché necessitano dei fondi Ue per andare avanti, come, ad esempio, Polonia ed Ungheria. In questo modo si rafforzerebbe l’idea di UE solo economica della Germania, ma si assisterebbe ad una capitolazioni degli assunti innovativi e sociali sostenuti da Cacciari ed altri.<br />
Di questo Camerun è ben conscio ed è ben felice che la raccolta di firme per un referendum bis sia giunta in poche ore a 2 milioni.</p>
<p>Ora, secondo l’ANSA ed altre agenzie di stampa, appare molto improbabile l&#8217;organizzazione di un nuovo referendum sulla Brexit come chiesto dai firmatari della petizione, ma esiste un doppio precedente nell&#8217;Unione europea.<br />
In Irlanda la ratifica dei trattati Ue di Nizza e di Lisbona è stata realizzata in due tempi, organizzando un secondo referendum, con risultati positivi, dopo la bocciatura di una prima consultazione popolare.<br />
Il 7 giugno 2001 i no al Trattato di Nizza furono il 53,87% contro il 46,13%. L&#8217;anno successivo, il 19 ottobre 2002 il 53,65% degli irlandesi dette invece via libera al Trattato (contrari il 46,13%), dopo qualche leggera modifica, in un secondo referendum.<br />
Il 12 giugno 2008, ancora una volta gli irlandesi, 53,4% contro 46,6%, dicono di no ad nuovo Trattato europeo, quello di Lisbona.<br />
Eppure il nuovo Trattato prospettava una cessione di sovranità inferiore a quella prevista dal Trattato di Nizza, bocciato definitivamente nel 2005 dal &#8216;no&#8217; ai referendum di ratifica di Francia e Paesi Bassi, mettendo la parola fine al progetto di dotare l&#8217;Unione di una Costituzione europea.<br />
Si rivotò l&#8217;anno successivo, anche questa volta dopo alcune leggere modifiche, il 2 ottobre 2009: 61,5% di sì, 28,5% di no.<br />
Una curiosità infine: persi i referendum sul Trattato di Nizza, Francia e Olanda decisero di non prendere rischi per la fase successiva e il trattato di Lisbona venne ratificato per via parlamentare in ambedue in paesi nel 2008.</p>
<p>Staremo a vedere come si muoverà il governo Cameron. I tempi previsti sono comunque lunghi e si parla di un paio di anni, prima che sia completata l’operazione. Le autorità europee si sono inoltre impegnate a fare tutto il possibile per mantenere tutti gli altri&nbsp;27 paesi dentro l’Unione.<br />
Come ha scritto su <strong>Il Sole 24 Ore Joschka Ficher, dopo il Brexit, al pari dei britannici, molti altri abitanti dell’Europa continentale si chiedono se l’unione politica e le regolamentazioni transnazionali varate dalle istituzioni con sede a Bruxelles siano davvero necessarie</strong>.<br />
Non sarebbe sufficiente una confederazione meno rigida di stati nazione sovrani, disposta ad avere in comune il cuore economico di un mercato comune continentale – il modello britannico? Perché prendersi la briga di una complicatissima integrazione che include il<strong> trattato di Schengen</strong>, l’unione monetaria, le regolamentazioni dell’Ue, che in definitiva non funzionano nemmeno bene e indeboliscono soltanto la competitività globale degli stati membri?</p>
<p>Dopo Brexit gli interessi economici sono stati predominanti nel sostenere il progredire dell’Ue, ma l’idea di unire l’Europa chiaramente deve trascendere la mera unificazione economica. Essa era ed è tuttora legata al fatto di superare la frammentazione europea tramite un processo di integrazione che inizia con l’economia e si conclude nell&#8217;integrazione politica. <strong>Winston Churchill</strong> lo sapeva bene, come si deduce chiaramente dal discorso che tenne a Zurigo nel 1946 – e che varrebbe proprio la pena di rileggere oggi – nel quale auspicava <strong>la creazione degli “Stati Uniti d’Europa”.</strong></p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
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		<title>Un italiano: &#8220;Ho perso il lavoro, lavo i vetri ai semafori. Lo Stato mi ha lasciato solo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2016 10:35:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sono italiano, ho perso il lavoro, per non perdere anche la dignità lavo i vetri ai semafori nelle strade di Roma&#8220;. Pietro ha 43 anni e ha raccontato la propria storia a Radio Cusano Campus, l&#8217;emittente dell&#8217;Università degli Studi Niccolò Cusano (www.unicusano.it) , contattato da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, conduttori del format ECG [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/01/18/89146/">Un italiano: &#8220;Ho perso il lavoro, lavo i vetri ai semafori. Lo Stato mi ha lasciato solo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>Sono italiano, ho perso il lavoro, per non perdere anche la dignità lavo i vetri ai semafori nelle strade di Roma</strong>&#8220;. Pietro ha 43 anni e ha raccontato la propria storia a Radio Cusano Campus, l&#8217;emittente dell&#8217;Università degli Studi Niccolò Cusano (<a href="http://www.unicusano.it/">www.unicusano.it</a>) , contattato da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, conduttori del format ECG Regione.</p>
<p><strong style="line-height: 1.5;">Pietro ha 43 anni, un divorzio alle spalle e una malattia superata da poco</strong><span style="line-height: 1.5;">: &#8220;Io non posso stare senza lavorare. Non voglio gravare sugli altri, non voglio fare il parassita.  Ho avuto tanti problemi, una malattia, ho un divorzio alle spalle. Preferisco lavare i vetri per strada piuttosto che andare a mangiare alla Caritas. Almeno posso comprarmi da mangiare e pagare l&#8217;affitto di una stanza. Ho rinunciato a tutto, non voglio rinunciare anche alla dignità. Anche se è dura. E&#8217; dura. Sono stato lasciato solo da tutti, sono stato ucciso in maniera sociale&#8221;.</span></p>
<p><strong>La vita in strada è dura, Pietro lo sa</strong>: &#8220;Per sopravvivere lavo i vetri da una settimana. E nessuno deve permettersi di venirmi a dire che quello è il suo semaforo, che non ci devo lavorare e altre cose simili. Io sono a casa mia e non mi piacciono i prepotenti. Gli stranieri mi guardano negli occhi e capiscono che non devono darmi fastidio. Se un italiano arriva a questo punto è perché non ce la fa più.  Io ho avuto una brutta malattia, sono riuscito a guarire e oggi vivo con me stesso in pace, ma dopo aver superato tanti problemi non è giusto che io non possa vivere una vita normale. Non voglio mollare, lo devo anche ai medici che mi hanno guarito. E quando sento i nostri politici dire che va tutto bene, mi chiedo in quale mondo vivano. Ci sono tanti cittadini come me, invisibili. Meritiamo anche noi di vivere. Questi politici non possono pensare solo agli immigrati. Io sono italiano, perché nessuno mi tutela? Non sono razzista ma mi ci stanno facendo diventare. Posso fare il manovale, il portiere, l&#8217;imbianchino, l&#8217;autista, qualunque cosa. Il lavoro nobilita l&#8217;uomo. Fatemi lavorare. Lo Stato pensa ad integrare i rifugiati, ma non pensa a reintegrare chi come me ha attraversato un momento difficile e ora vive ai margini. Si stanno impegnando solamente con gli immigrati. Quanto guadagno lavando i vetri? Circa 20 euro al giorno, qualche volta 40, qualche volta 10. Con me le persone sono gentili&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/01/18/89146/">Un italiano: &#8220;Ho perso il lavoro, lavo i vetri ai semafori. Lo Stato mi ha lasciato solo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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