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	<title>stipendi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Stipendi docenti italiani più bassi rispetto alla media UE?</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/02/02/stipendi-docenti-italiani-piu-bassi-rispetto-alla-media-ue/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2019 21:52:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Anief]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[stipendi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anief chiede al Governo di intervenire già in questa stagione contrattuale. Negli ultimi mesi, il rinnovo del contratto e la parziale indennità di vacanza contrattuale hanno permesso un recupero che non va oltre il 5%, ben lontano dal +14% del costo della vita registrato nell’ultimo decennio. Il gap rispetto alla media europea è stato evidenziato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anief chiede al Governo di intervenire già in questa stagione contrattuale. Negli ultimi mesi, il rinnovo del contratto e la parziale indennità di vacanza contrattuale hanno permesso un recupero che non va oltre il 5%, ben lontano dal +14% del costo della vita registrato nell’ultimo decennio. Il gap rispetto alla media europea è stato evidenziato dalla rivista&nbsp;<a href="https://www.orizzontescuola.it/stipendio-differenza-docenti-italiani-ed-europei-sino-a-9mila-euro/"><strong>Orizzonte Scuola ,</strong></a> a seguito della pubblicazione dei dati&nbsp;<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/notizie//istat-pil-02percento-quarto-trimestre-e-recessione-tecnica-.shtml?uuid=AFeHvdD"><strong>Istat sulla contrazione dell’economia, che ha prodotto un arretramento dello 0,2% nel quarto trimestre 2018</strong></a><strong>:</strong> a fine carriera il divario stipendiale diventa “notevole” con “i docenti della scuola primaria che percepiscono 9.539,98 euro in meno rispetto ai colleghi europei”.</p>
<p>Eppure non sono troppo lontane nel tempo le promesse del vicepremier Luigi Di Maio, che a nome del Governo ha detto di volere&nbsp;<strong>&nbsp;</strong><a href="https://www.facebook.com/LuigiDiMaio/videos//"><strong>aumentare gli stipendi degli insegnanti, per equipararli a quelli dei colleghi europei</strong></a><strong>.&nbsp;</strong>Marcello Pacifico (Anief): dalle parole bisogna passare ai fatti, visto che l’incremento dei compensi dei nostri docenti rimane sotto l’inflazione di troppi punti,&nbsp;<strong>&nbsp;</strong><a href="https://www.anief.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=19249:stipendi-divorati-dall-inflazione-lo-certifica-l-aran-in-otto-anni-persi-8-1-punti-percentuali&amp;catid=252:news&amp;Itemid=1110"><strong>8 dei quali accumulati tra il 2007 e il 2015</strong></a> e rispetto a Germania, Austria e Olanda rimangono sostanzialmente dimezzati.</p>
<p>L’insediamento del nuovo governo non ha cambiato il destino dei compensi degli insegnanti italiani: gli incrementi dello 0,42 per cento dal 1° aprile 2019 al 30 giugno prossimo e dello 0,7 per cento a decorrere dal 1° luglio successivo, relativi all’indennità di vacanza contrattuale, porteranno in media tra 8 e 14 euro. Né hanno mutato la situazione gli 85 euro lordi arrivati ad aprile, dopo un decennio di blocco, peraltro finanziati in toto solo fino al 31 dicembre scorso, e con il governo Conte costretto ad intervenire, coprendo la perequazione, con i fondi stanziati attraverso la Legge di Bilancio.</p>
<p>Stando così le cose, la forbice tra gli stipendi dei docenti italiani ed europei è rimasta pressoché immutata: il gap risulta già notevole ad inizio carriera e la differenza maggiore riguarda i docenti della scuola primaria, la cui retribuzione è inferiore di 2.770,95 euro all’anno rispetto al valore medio dei compensi percepiti dai colleghi europei. Una differenza che con il passare degli anni lievita, arrivando, al termine della carriera professionale, a sfiorare i 10 mila euro. A ricordarlo, a commento della pubblicazione di queste ore dei dati nazionali&nbsp;<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/notizie//istat-pil-02percento-quarto-trimestre-e-recessione-tecnica-.shtml?uuid=AFeHvdD">Istat sulla contrazione dell’economia italiana, che ha prodotto un arretramento dello 0,2% nel quarto trimestre 2018</a>, è la rivista&nbsp;<a href="https://www.orizzontescuola.it/stipendio-differenza-docenti-italiani-ed-europei-sino-a-9mila-euro/">Orizzonte Scuola</a>.</p>
<p><strong>L’ENORME GAP STIPENDIALE</strong></p>
<p>Nel riprendere le stime sindacali e gli ultimi dati Ocse, la testata specializzata si sofferma sul fatto per gli insegnanti italiani a fine carriera, quindi dopo 35 anni di servizio professionale riconosciuto, “il divario è notevole e il primato è sempre detenuto dai docenti della scuola primaria che percepiscono 9.539,98 euro in meno rispetto ai colleghi europei. Seguono i docenti della scuola secondaria di II grado con un meno 9.235,05 euro all’anno; i docenti della secondaria di primo grado con un meno 8.679,12 euro e quelli dell’infanzia con un meno 5.179,11”.</p>
<p>Il gap sui compensi percepiti da chi insegna in Italia e chi sale in cattedra negli altri Paesi avanzati d’Europa, peraltro per un periodo di ore di lezione analogo, è stato confermato lo scorso autunno dal rapporto annuale Eurodyce “<a href="http://eurydice.indire.it/wp-content/uploads/2018/10/Teachers_Salaries_-Final_report.pdf">Teachers’ and school heads’ salaries and allowances in Europe 2016/17</a>”.&nbsp;A seguire, il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha espresso la volontà, a nome del governo, di volere ““<a href="https://www.facebook.com/LuigiDiMaio/videos//">aumentare gli stipendi degli insegnanti, al fine di equipararli a quelli dei colleghi europei</a>”. Ma anche quella dalle deputata di Forza Italia Simona Vietina che, nei giorni scorsi, ha depositato la&nbsp;<a href="https://www.orizzontescuola.it/stipendi-docenti-vietina-fi-si-calendarizzi-al-piu-presto-la-nostra-proposta-di-legge/">proposta di legge</a>&nbsp;sottoscritta anche dagli onorevoli D’Attis, Bignami, Ruffino, Russo, Pettarin, Battilocchio, Bagnasco, Mulè, Fiorini e Spena, per la stessa finalità.</p>
<p><strong>IL COMMENTO DEL PRESIDENTE MARCELLO PACIFICO</strong></p>
<p>“Sono passati tre mesi e mezzo, più di cento giorni, dagli impegni presi in quell’occasione – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ma di quei buoni intenti non c’è traccia a livello di fatti. Intanto, l’incremento degli stipendi dei nostri insegnanti e del personale Ata rimane sotto l’inflazione di diversi punti,&nbsp;<a href="https://www.anief.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=19249:stipendi-divorati-dall-inflazione-lo-certifica-l-aran-in-otto-anni-persi-8-1-punti-percentuali&amp;catid=252:news&amp;Itemid=1110">8 dei quali accumulati tra il 2007 e il 2015</a>, e rispetto a Germania, Austria e Olanda rimangono sostanzialmente dimezzati”.</p>
<p>“Nel frattempo, continua la nostra battaglia legale per&nbsp;<a href="https://www.anief.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=17066&amp;Itemid=1199">il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo&nbsp;</a>, così da recuperare almeno il 50% del tasso IPCA non aggiornato dal settembre 2015. Oltre che – conclude il presidente Anief Marcello Pacifico – rivendicare migliaia di euro per i mancati arretrati, vista&nbsp;<a href="https://www.anief.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=19433:stipendi-lunedi-arrivano-gli-spiccioli-per-il--arretrati-a-1-milione-e-200mila-docenti-e-ata&amp;catid=252:news&amp;Itemid=1110">l’irrisorietà di quelli corrisposti ad aprile con una quota forfetaria indecente</a>”.</p>
<p>I docenti, al pari degli Ata e di tutti i lavoratori pubblici, interessati al ricorso Anief per integrare gli aumenti stipendiali possono chiedere il modello di diffida al seguente indirizzo di posta elettronica:&nbsp;<br />
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E’ necessario abilitare JavaScript per vederlo.</p>
<p><strong>L’IMPIETOSO CONFRONTO CON L’UE</strong></p>
<p>Per comprendere di cosa stiamo parlando, i docenti italiani percepiscono quasi la metà, a inizio e a fine carriera, di quelli che operano in Austria, Olanda, Norvegia. Per non parlare del Lussemburgo, sede della Corte di Giustizia Europea, dove lo stipendio è quasi cinque volte di più, praticamente pari a quello di un giudice italiano.</p>
<p>Se poi si guarda alla Germania, c’è da mettersi le mani nei capelli: un maestro della primaria tedesco appena assunto percepisce molto più di un qualsiasi insegnante italiano: 46.984 euro di media, fino a superare i 62 mila euro prima di andare in pensione, mentre in Italia nessuno supererà mai i 34 mila scarsi; alle scuole medie, il collega tedesco sfiora i 53 mila euro all’inizio e i 70 mila euro a fine carriera; alle superiori, infine, si vede assegnare 53 mila euro come primo stipendio da neo-assunto (20 mila più dei nostri) e 76.770 euro come stipendio massimo: quasi il doppio rispetto ad un docente delle superiori che non va oltre ai 39 mila euro annui.</p>
<p><strong>STIPENDI EUROPEI A CONFRONTO</strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-102952" src="http://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2019/02/stipendi-300x185.jpg" alt="" width="712" height="439" srcset="https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2019/02/stipendi-300x185.jpg 300w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2019/02/stipendi-143x88.jpg 143w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2019/02/stipendi-768x473.jpg 768w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2019/02/stipendi-468x288.jpg 468w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2019/02/stipendi-400x246.jpg 400w, https://www.improntalaquila.com/wp-content/uploads/2019/02/stipendi.jpg 956w" sizes="(max-width: 712px) 100vw, 712px" /></p>
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		<title>Stipendi folli nella pubblica amministrazione ed in particolare nei comuni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2012 07:59:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi economica sembra esserci per molti ma non per tutti. Nella pubblica amministrazione ci sono dirigenti, i quali vengono definiti come privilegiati, con stipendi elevati di centinaia di migliaia di euro l’anno e qualcuno addirittura più di mezzo milione. Gli alti papaveri dello Stato italiano che secondo l’indagine dell’Ocse “Government at a glance 2011″ [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/08/25/stipendi-folli-nella-pubblica-amministrazione-ed-in-particolare-nei-comuni/">Stipendi folli nella pubblica amministrazione ed in particolare nei comuni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi economica sembra esserci per molti ma non per tutti. Nella pubblica amministrazione ci sono dirigenti, i quali vengono definiti come privilegiati, con stipendi elevati di centinaia di migliaia di euro l’anno e qualcuno addirittura più di mezzo milione.</p>
<p>Gli alti papaveri dello Stato italiano che secondo l’indagine dell’Ocse “Government at a glance 2011″ sono i meglio pagati al mondo, con una media di 308 mila euro per i top manager, riescono addirittura a doppiare il tetto imposto dal governo alle retribuzioni pubbliche. I dirigenti pubblici italiani, insomma, non si possono davvero lamentare dei loro stipendi. Ma se la passano molto bene e senza troppe verifiche i manager pubblici, ci sono i dirigenti comunali che sono completamente fuori dalla grazia di dio. A prescindere dalle dimensioni del Comune e dal numero dei suoi abitanti, gli stipendi dei dirigenti sono tutti pressochè uguali e tutti al massimo della retribuibilit. Qui si parla anche e soprattutto di dirigenti, presidenti e commissari di autorità indipendenti, di municipalizzate, di signorotti e burocrati con stipendi maturati in anni di privilegi e vacche grasse che adesso guai a chi glieli tocca. Come nel caso del segretario generale del Comune di Lecce (95.520 abitanti) che si accaparra un reddito annuo di 205.108 euro e, al top, il direttore generale del Comune di Milano che sbanca con i suoi 289.000 euro tondi tondi. Emolumenti da centinaia di migliaia di euro l’anno che sono schiaffi in faccia a chi tocca ogni giorno con mano il livello qualitativo medio dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione. Quando si tratta di onorare i debiti con i fornitori e pagare il dovuto per i beni e servizi ricevuti, la PA si prende tutto il tempo che vuole, quando invece deve pagare lo stipendio ai suoi alti papaveri non ci sono problemi.</p>
<p>Come faranno i sindaci e gli amministratori comunali a giustificarli davanti ai cittadini ai quali continuamente ripetono che non c’è una lira in cassa per questo o quel servizio o ai loro dipendenti, che guadagnano la quarta, quinta parte dei loro stipendi, spesso per accollarsi la maggioranza del lavoro ?</p>
<p>Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, occorre dare una sforbiciata alle retribuzioni dei dirigenti con più anzianità congelando in attesa immediatamente gli stipendi e i premi dei per i prossimi 5 anni. Oltre ad un effettivo risparmio per le casse comunali sarebbe un bel segnale nei confronti dei tanti cittadini che non arrivano a fine mese ed un occasione per ridurre le tasse inique. Insomma tagli che non servono solo a salvare i Comuni ma che dovrebbero servire a salvare la faccia di chi ci governa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/08/25/stipendi-folli-nella-pubblica-amministrazione-ed-in-particolare-nei-comuni/">Stipendi folli nella pubblica amministrazione ed in particolare nei comuni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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