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	<title>suicidio bambini ed adolescenti Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>British Medical Journal: il “Blockbuster” degli antidepressivi per minori, è inefficace e pericoloso, può stimolare suicidi tra minori ed adolescenti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/10/29/british-medical-journal-il-blockbuster-degli-antidepressivi-per-minori-e-inefficace-e-pericoloso-puo-stimolare-suicidi-tra-minori-ed-adolescenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 10:54:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La recente revisione sistematica[1] promossa da una delle più autorevole riviste mediche del mondo non lascia spazio a dubbi: i dati che finora hanno giustificato la prescrizione a bambini e adolescenti del potente antidepressivo paroxetina – usato anche in Italia – erano stati falsati dal produttore, la multinazionale farmaceutica GSK – GlaxoSmithKline, e quella molecola [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/10/29/british-medical-journal-il-blockbuster-degli-antidepressivi-per-minori-e-inefficace-e-pericoloso-puo-stimolare-suicidi-tra-minori-ed-adolescenti/">British Medical Journal: il “Blockbuster” degli antidepressivi per minori, è inefficace e pericoloso, può stimolare suicidi tra minori ed adolescenti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La recente revisione sistematica<a title="" href="file:///C:/Users/yuri/Desktop/CS%20BMJ%20Paroxetina%20e%20suicidi%20di%20minori%2028%2010%2015.doc#_ftn1">[1]</a> promossa da una delle più autorevole riviste mediche del mondo non lascia spazio a dubbi: i dati che finora hanno giustificato la prescrizione a bambini e adolescenti del potente antidepressivo paroxetina – usato anche in Italia – <b>erano stati falsati dal produttore</b>, la multinazionale farmaceutica <b>GSK – GlaxoSmithKline</b>, e quella molecola è <b><i>“inefficace e pericolosa”.</i></b>  Lo studio cosiddetto “329”<a title="" href="file:///C:/Users/yuri/Desktop/CS%20BMJ%20Paroxetina%20e%20suicidi%20di%20minori%2028%2010%2015.doc#_ftn2">[2]</a> era stato pubblicato nel 2001, a firma di 22 ricercatori, e originariamente pareva confermare l’appropriatezza d’uso di questa molecola nei casi di depressione. <b>In realtà la ricerca fu redatta da Sally K. Laden, una <i>ghostwriter</i> pagata dalla casa farmaceutica</b> che aveva finanziato la ricerca allo scopo di dimostrare l’efficacia della molecola. Ci sono voluti poi 14 anni – e la tenacia di validi ricercatori – per ribaltare i risultati dello studio, e dimostrare che la paroxetina <b>aumenta il rischio di suicidio per i minori che la assumono.</b></p>
<p>“<i>Dopo lo Studio 329 del 2001, le vendite della paroxetina e di altri SSRI subirono una fortissima impennata, grazie anche a prescrizioni di medici generici e pediatri, <b>con il risultato che molti adolescenti subirono effetti negativi e alcuni morirono. La paroxetina divenne l’antidepressivo più venduto, con guadagni per centinaia di milioni di dollari e più di due milioni di ricette emesse ogni anno per i soli bambini e adolescenti</b>”</i>, ha commentato<a title="" href="file:///C:/Users/yuri/Desktop/CS%20BMJ%20Paroxetina%20e%20suicidi%20di%20minori%2028%2010%2015.doc#_ftn3">[3]</a> <b>Paolo Migone, </b>Medico specializzato in Psichiatria in Italia e in USA<a title="" href="file:///C:/Users/yuri/Desktop/CS%20BMJ%20Paroxetina%20e%20suicidi%20di%20minori%2028%2010%2015.doc#_ftn4">[4]</a>. “<i>Mentre la GlaxoSmithKline continuava a utilizzare lo Studio 329 come dimostrazione dell’efficacia e sicurezza della paroxetina</i> – prosegue Migone – <i>già nel 2004 la Procura Generale di New York denunciò la multinazionale per frode contro i consumatori per aver contraffatto i dati e diffuso informazioni false. La causa si concluse con un accordo: la GSK doveva pagava 2,5 milioni di dollari di sanzione e si impegnava a pubblicizzare sul suo sito internet i dati effettivi dello Studio 329. Successivamente, anche il <b>Dipartimento di Giustizia americano denunciò la GSK per truffa </b>nei confronti di Medicare e Medicaid – le principali agenzie assicuratrici pubbliche che finanziano la Sanità in America – in quanto aveva diffuso affermazioni false o fraudolente. La GSK si dichiarò colpevole e accettò di pagare 3 miliardi di dollari</i> – conclude Migone &#8211;  <i>ovvero <b>la multa più alta comminata a una azienda farmaceutica nella storia americana”.</b></i></p>
<p>La GlaxoSmithKline fu allora definitivamente obbligata a rendere noti i dati relativi alla paroxetina, <b><i>“Ma lo fece a modo suo</i>”</b> – commenta<b>Luca Poma</b>, giornalista membro dell’Unione Nazionale Medico-Scientifica d’Informazione e portavoce nazionale di <b>“Giù le Mani dai Bambini”</b>®, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica<a title="" href="file:///C:/Users/yuri/Desktop/CS%20BMJ%20Paroxetina%20e%20suicidi%20di%20minori%2028%2010%2015.doc#_ftn5">[5]</a>: <i>“La multinazionale pubblicò infatti oltre <b>77.000 pagine di resoconti clinici</b> visibili solo in remoto a video, senza che i file potessero essere scaricati o stampati. Una scelta ridicola e aggiungo anche dannosa sia dal punto di vista reputazionale che sostanziale: <b>di fatto questi manager intralciarono deliberatamente le verifiche scientifiche, danneggiando la salute di bambini e adolescenti pur di continuare a fare soldi”.</b></i></p>
<p>Il team guidato dal professor <b>Jon Jureidini</b> presso l’Università di Adelaide ha successivamente identificato lo studio finanziato da GlaxoSmithKline come un esempio di un processo autorizzativo da rivedere, e utilizzando documenti in precedenza riservati ha rianalizzato i dati originali e <b>ha scoperto che i dati all’epoca forniti dalla casa farmaceutica erano fortemente fuorvianti, e che il pericolo per i minori che utilizzano questo psicofarmaco è <i>“clinicamente significativo”.<a title="" href="file:///C:/Users/yuri/Desktop/CS%20BMJ%20Paroxetina%20e%20suicidi%20di%20minori%2028%2010%2015.doc#_ftn6"><b>[6]</b></a></i></b></p>
<p>L’articolo pubblicato ora sul BMJ – reso accessibile a tutti senza restrizioni, in virtù dell’assoluta importanza del tema trattato – è accompagnato da un editoriale di Fiona Godlee, editor-in-chief del BMJ, da un duro intervento di Peter Doshi, editor del giornale, e da altri contributi tra i quali un editoriale di David Henry e Tiffany Fitzpatrick e una ricerca di Ingrid Torjesen <b>sull’aumento di crimini violenti nei giovani che assumono farmaci antidepressivi SSRI,</b> cioè gli “inibitori selettivi del <i>re-uptake</i> della serotonina”, categoria farmacologica cui appartiene sia la paroxetina – commercializzata come “Daparox”, “Dropaxin”, “Eutimil”, “Sereupin” e “Seroxat” &#8211; che l’altrettanto tristemente famoso “Prozac”, cioè la fluoxetina.<b><i></i></b></p>
<p><i>“Ciò che sconcerta di più </i>– prosegue Poma – <b><i>è l’assordante silenzio di una parte significativa della neuropsichiatria infantile, anche italiana:</i></b><i> risultati così sconcertanti – e per certi versi sconvolgenti – non hanno meritato neanche una dichiarazione da parte del<b>SINPIA</b>, la società scientifica che raggruppa gli specialisti in disturbi mentali dei minori; anche l’<b>Istituto Mario Negri </b>tace, sul loro sito neanche un comunicato; stesso dicasi dello <b>Stella Maris</b>, come della maggior parte dei centri più attivi nella somministrazione di psicofarmaci ai bambini nel nostro paese. D’altra parte non stupisce: all’associazione gemella del SIMPIA in USA, l’<b>American Academy of Child and Adolescent Psychiatry,</b> è stato chiesto per anni di ritrattare lo Studio 329, ma inutilmente. <b>Tutte queste realtà dovrebbero vigilare sulla salute mentale dei più piccoli. Dovrebbero, appunto</b></i> – conclude Poma – <b><i>mai condizionale fu più appropriato.”</i></b></p>
<p>“Giù le Mani dai Bambini”® ha lanciato un appello al <b>Ministro della Salute Beatrice Lorenzin,</b> da sempre molto sensibile al tema del diritto alla salute dell’infanzia, affinché valuti l’istituzione di <b>un registro per il controllo e monitoraggio delle somministrazioni di antidepressivi ai minori,</b> molto diffusi anche in Italia, come già in vigore per gli psicofarmaci per i bimbi iperattivi.</p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/yuri/Desktop/CS%20BMJ%20Paroxetina%20e%20suicidi%20di%20minori%2028%2010%2015.doc#_ftnref1">[1]</a> <i>Joanna Le Noury, John M Nardo, David Healy, Jon Jureidini, Melissa Raven, Catalin Tufanaru &amp; Elia Abi-Jaoude, «Restoring Study 329: Efficacy and harms of paroxetine and imipramine in treatment of major depression in adolescence». BMJ, 351: h4320. DOI: 10.1136/bmj.h4320.</i><i></i></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/yuri/Desktop/CS%20BMJ%20Paroxetina%20e%20suicidi%20di%20minori%2028%2010%2015.doc#_ftnref2"><i><b>[2]</b></i></a><i> Lo studio contestato è Efficacy of paroxetine in the treatment of adolescent major depression: A randomized, controller trial. </i><i>JAACAP, 2001, 40, 7: 762-772, di Martin B. Keller e altri. (DOI: 10.1097/00004583-200107000-00010), scaricabile dal sito Internet www.justice.gov/sites/default/files/opa/legacy/2012/07/02/complaint-ex2.pdf.</i></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/yuri/Desktop/CS%20BMJ%20Paroxetina%20e%20suicidi%20di%20minori%2028%2010%2015.doc#_ftnref3"><i><b>[3]</b></i></a><i> in un articolo sulla rivista Psicoterapia e Scienze Umane, 2015, volume 49, n. 4; www.psicoterapiaescienzeumane.it</i></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/yuri/Desktop/CS%20BMJ%20Paroxetina%20e%20suicidi%20di%20minori%2028%2010%2015.doc#_ftnref4"><i><b>[4]</b></i></a><i> Medico e ricercatore, autore di oltre 300 pubblicazioni, tra le altre cose è fondatore della sezione italiana della <i>Society for Psychotherapy Research</i> (SPR) e condirettore della rivista <i>Psicoterapia e Scienze Umane</i>. Ha insegnato alle Università di Bologna, Parma, San Raffaele di Milano, Torino e Aosta.</i></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/yuri/Desktop/CS%20BMJ%20Paroxetina%20e%20suicidi%20di%20minori%2028%2010%2015.doc#_ftnref5">[5]</a><i> www.giulemanidaibambini.org</i></p>
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<p><a title="" href="file:///C:/Users/yuri/Desktop/CS%20BMJ%20Paroxetina%20e%20suicidi%20di%20minori%2028%2010%2015.doc#_ftnref6">[6]</a> <i>link diretto: www.bmj.com/content/bmj/351/bmj.h4320.full.pdf</i></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/10/29/british-medical-journal-il-blockbuster-degli-antidepressivi-per-minori-e-inefficace-e-pericoloso-puo-stimolare-suicidi-tra-minori-ed-adolescenti/">British Medical Journal: il “Blockbuster” degli antidepressivi per minori, è inefficace e pericoloso, può stimolare suicidi tra minori ed adolescenti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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