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	<title>tavola Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Natale: avanzi a tavola per 8 italiani su 10</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Dec 2019 20:10:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piu&#8217; di otto italiani si dieci (83%) trovano a tavola gli avanzi di cenoni e pranzi di Natale che vengono riutilizzati in cucina anche per una crescente sensibilita&#8217;&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Piu&#8217; di otto italiani si dieci (83%) trovano a tavola gli avanzi di cenoni e pranzi di Natale che vengono riutilizzati in cucina anche per una crescente sensibilita&#8217; verso la riduzione degli sprechi per motivi economici, etici e ambientali. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine Coldiretti/Ixe&#8217; divulgata nel giorno di Santo Stefano dalla quale si evidenzia che solo il 15% delle famiglie non avanza niente mentre il 2% dona in beneficenza e nessuno dichiara di buttare gli avanzi nel bidone. Secondo la Coldiretti ammonta ad almeno mezzo miliardo il valore di cibi e bevande preparati e non consumati sulle tavole degli Italiani a Natale. Per conservare il cibo del giorno prima ed evitare di gettarlo nella spazzatura Coldiretti ha elaborato alcuni consigli, a partire dall&#8217;utilizzo corretto del frigorifero. Le pietanze non devono essere inserite quando sono ancora calde ma vanno adeguatamente coperte e non ammassate l&#8217;una sull&#8217;altra, per permettere al freddo di circolare. Quelle piu&#8217; facilmente deperibili &#8211; continua Coldiretti &#8211; devono inoltre essere collocate nella parte bassa del frigo. Quando ad avanzare sono interi vassoi di cibo il congelatore puo&#8217; essere un&#8217;ottima soluzione, ma e&#8217; sempre meglio dividerli in piccole porzioni cosi&#8217; da consumare di volta in volte solo le quantita&#8217; che servono. Per scongelarle si puo&#8217; utilizzare il forno a microonde o il vapore di una pentola piena di acqua calda, ma la soluzione migliore, seppure piu&#8217; lenta, e&#8217; quella di utilizzare il frigo, dove il passaggio di temperatura e&#8217; piu&#8217; costante. Una volta scongelate, le pietanza vanno consumate entro 24 ore e non possono essere congelate nuovamente. </p>
<p>Allo stesso modo &#8211; prosegue Coldiretti &#8211; il cibo avanzato non va riscaldato piu&#8217; di una volta. Quando vanno messi sui fornelli, minestre, sughi e salse del giorno prima vanno fatte bollire mentre per gli altri piatti si consiglia comunque di portare la temperatura sopra i 70 gradi. In questo modo saremo sicuri &#8211; spiega Coldiretti &#8211; di evitare il rischio di proliferazione di batteri. Al momento di scegliere il tipo di contenitore da utilizzare, una buona soluzione puo&#8217; essere il vetro, a partire dai barattoli con tappo a chiusura ermetica che consentono di conservare meglio le caratteristiche organolettiche del cibo. L&#8217;altra soluzione, piu&#8217; &#8220;tecnica&#8221;, e&#8217; l&#8217;uso del sottovuoto che permette di allungare ulteriormente la &#8220;seconda vita&#8221; delle pietanze. Un&#8217;alternativa molto diffusa alla conservazione in frigo &#8211; aggiunge Coldiretti &#8211; e&#8217; la &#8220;trasformazione&#8221; degli avanzi in nuovi piatti, con la cosiddetta cucina del giorno dopo. Polpette o polpettoni a base di carne o tartare di pesce sono ottime soluzioni per recuperare il cibo del giorno prima, ma anche le frittate possono dare &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; un gusto nuovo ai piatti di verdura o di pasta, senza dimenticare la ratatouille. La frutta secca in piu&#8217; puo&#8217; essere facilmente caramellata per diventare un eccellente &#8220;torrone&#8221;, mentre con quella fresca si ottengono pasticciate, marmellate o macedonie. E per dare un nuovo sapore ai dolci piu&#8217; tradizionali, come il pandoro o il panettone, si ricorre spesso alla farcitura con creme. Recuperare il cibo e&#8217; una scelta che fa bene all&#8217;economia e all&#8217;ambiente anche con una minore produzione di rifiuti. Per il tradizionale appuntamento del Natale con la tavola sono stati spesi 2,6 miliardi di euro, il 9% in piu&#8217; rispetto allo scorso anno. Se nel menu della vigilia &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; e&#8217; stato servito il pesce in otto tavole su dieci (81%), a Natale prevale la carne e vincono bolliti, arrosti e fritti, dall&#8217;agnello ai tacchini, ma anche minestre, zuppe, paste ripiene, cappelletti in brodo e pizze rustiche e i dolci fatti in casa, con il record di una media di 3,8 ore trascorse in cucina per la preparazione dei piatti. </p>
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		<title>Pasqua: in tavola vincono le ricette della tradizione e le verdure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2018 17:55:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Altro che ‘Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi’: parafrasando il noto modo di dire, gli italiani hanno le idee chiare quando si tratta della festività e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/03/29/pasqua-in-tavola-vincono-le-ricette-della-tradizione-e-le-verdure/">Pasqua: in tavola vincono le ricette della tradizione e le verdure</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Altro che ‘Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi’: parafrasando il noto modo di dire, gli italiani hanno le idee chiare quando si tratta della festività e di quello che verrà portato sulla loro tavola. Per celebrare la ricorrenza, secondo 7 esperti su 10 non ci sono dubbi: a vincere è sempre la tradizione, seppur rivisitata in chiave moderna. Sulle tavole trionferà la cosiddetta “cucina della nonna”: le classiche ricette della tradizione regionale, rivisitate mantenendo la stessa genuinità e bontà. Secondo i masterchef italiani i prodotti made in Italy, rivisitati per la Pasqua, sono rassicuranti (39%), trasmettono convivialità (31%), sono emblema di genuinità (29%) e hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo (26%). Cosa sale e cosa scende in dispensa? Salgono i legumi (49%) e verdure dell’orto (45%), come la cicoria (39%), i carciofi (41%), i peperoni (36%), le zucchine (34%) e gli asparagi (32%); in posizione stabile la carne rappresentata da agnello (36%), abbacchi (32%), tacchino (31%); e le immancabili uova (44%); scendono gli alimenti considerati ‘alternativi’ come il tofu (23%), setan (16%) e il pesce crudo (14%) che per questa occasione vengono temporaneamente ‘abbandonati’. Secondo i nutrizionisti è bene privilegiare verdure come agretti e rughetta per il carico di vitamina A e C e polifenoli, oltre ad asparagi e carciofi, che hanno potere protettivo e depurativo e aiutano a tenere sotto controllo la glicemia, vista l’abbondanza di cibo e alcool durante i brindisi.</p>
<p>E’ quanto emerge da uno studio promosso da Polli Cooking Lab, l’Osservatorio sulle tendenze alimentari dell’omonima azienda toscana, condotto attraverso interviste a 50 esperti tra chef, foodblogger e nutrizionisti per approfondire quale sarà la tendenza del 2018 sulle tavole pasquali.</p>
<p>“La Pasqua rappresenta uno dei momenti che gli italiani amano celebrare a tavola – afferma Manuela Polli, Pr&amp;Communication Manager di Polli &#8211; e per questo viene prestata molta attenzione alla preparazione del menù che, per riunire l’intera famiglia in un momento speciale, rimane all’insegna della tradizione. In queste occasioni la nostra cultura gastronomica si esprime con orgoglio e passione”.</p>
<p>Cosa rappresenta il pranzo pasquale per gli italiani? Per gli esperti è un momento di grande importanza scolpito nella tradizione del Bel Paese perché rappresenta una delle poche occasione dell’anno per riunire l’intera famiglia (65%), per tornare a gustare i sapori delle proprie regioni d’origine (56%), e quindi per riscoprire le specialità regionali (54%) e cimentarsi in cucina per il piacere di trascorrere in famiglie serene (52%). Come interpreteranno la Pasqua quest’anno gli chef? La maggioranza (69%) suggerisce di preparare per l’occasione pietanze legate alla tradizione e al made in Italy, alcuni chef in particolare (58%) proporranno piatti regionali (63%) strettamente legati al territorio d’appartenenza e soprattutto al tanto amato ricettario della nonna (65%).</p>
<p>“La Pasqua, come tutte le festività, chiama a tavola la tradizione– afferma Simone Scipioni, vincitore dell’ultima edizione di Masterchef -. Per questo propongo una ricetta tipica della mia terra, le Marche. Il classico agnello pasquale rivisitato in chiave moderna e congiunto ai sapori di mare. I profumi della marinatura dell’agnello risvegliano i miei ricordi d’infanzia, creando un’atmosfera unica di convivialità e nostalgia positiva.”</p>
<p>Sulle tavole pasquali, quindi, vince la tradizione locale. A spiegarci il perché sono gli stessi chef, affermando che i sapori classici, soprattutto nelle occasioni legate alle ricorrenze, hanno un effetto ‘madeleine’, capace di far tornare indietro nel tempo le persone (45%), perché ricreano quella rassicurazione (39%) ed affetto (32%) legato alla famiglia e infanzia (26%). Cosa sale e cosa scende in dispensa? Salgono i legumi (49%) e verdure dell’orto (45%), come la cicoria (39%), i carciofi (41%), i peperoni (36%), le zucchine (34%) e gli asparagi (32%); in posizione stabile la carne rappresentata da agnello (36%), abbacchi (32%), tacchino (31%); e le immancabili uova (44%), da cucinare da sole bollite (41%), o come ingrediente principale di ricette tradizionali (36%); scendono gli alimenti considerati ‘alternativi’ come il tofu (23%), setan (16%) e il pesce crudo (14%) che per questa occasione vengono temporaneamente ‘abbandonati’.</p>
<p>E dal punto di vista nutrizionale? “Nel periodo di Pasqua bisogna avere alcuni accorgimenti– afferma Luca Piretta, Specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva all’Università Campus Biomedico di Roma.- Fermo restando che le trasgressioni delle festività devono essere considerate eccezioni, e come tali non devono suscitare senso di colpa, bisogna agire con il buon senso. Dal momento che abbonderanno cioccolato e colomba, è necessario non mangiare zuccheri semplici ulteriori. Quindi puntare sulla colazione salata: evitare zucchero, miele, marmellata. Gli ingredienti da privilegiare sono verdure, cereali, legumi, olio d&#8217;oliva e frutta secca. Attenzione però che sia l&#8217;olio che la frutta secca sono alimenti molto calorici e quindi vanno consumati con moderazione. Per le verdure, è importante rispettare la stagionalità per avere il maggior carico di antiossidanti. Privilegiare quindi agretti e rughetta per il carico di vitamina A e C e polifenoli. Asparagi e carciofi, che hanno potere protettivo e depurativo e aiutano a tenere sotto controllo la glicemia grazie all&#8217;abbondanza della fibra solubile, utile visto il probabile aumento di assunzione di dolci.”</p>
<p>Come si compone il menù del pranzo di Pasqua? Chef (42%) e nutrizionisti (39%) concordano che il segreto per un pranzo di successo sia di non appesantire ma di ingolosire: a partire da un antipasto (47%) che, nella migliore tradizione, è all’insegna dei sapori regionali con un ricco antipasto all’italiana con verdure di stagione crude o sottolio, accompagnate da formaggi nostrani e salumi del territorio. Ad accompagnarlo anche una torta salata (42%), magari farcita con formaggio e verdure. A seguire un primo a base di pasta fatta in casa (55%) condita con del sugo oppure delle minestre con verdure e legumi; concludono piatti di carne al forno o alla brace con verdure o legumi. Immancabili la classica colomba (68%), nelle diverse varianti con canditi, frutta e cioccolato.</p>
<p>“Per Pasqua propongo un piatto della tradizione rivisitata, il Carrè d’agnello sous vide – dichiara lo chef Simone Scipioni. – In questa ricetta l’agnello viene cotto sottovuoto a bassa temperatura e ciò che lo rende unico è l’incontro dei sapori della terra con quelli del mare. Le cozze vengono cotte insieme ai pomodori tagliati a pezzetti, peperoncino tritato, zenzero grattugiato e dell’acqua. I fagiolini sbollentati in acqua salata vengono poi tagliati a pezzetti regolari. Successivamente, l’agnello viene rosolato in padella ed infine impiattato in una fondina con il guazzetto di cozze, con le cozze e i fagiolini croccanti”.</p>
<p>Ma quali sono i piatti tradizionali più amati? In pole position spicca il casatiello (72%): torta rustica napoletana con formaggi e salumi e decorata con uova in modo da raffigurare la corona di spine di Gesù crocifisso, seguito dall’abbacchio alla scottadito (66%), ricetta tradizionale del Lazio. Terzo posto per la colomba, celeberrimo dolce nato in Lombardia negli anni Trenta del secolo scorso (63%); quarta e quinta posizione per la torta pasqualina con bietole della Liguria (59%), a pari merito con il classico antipasto all’italiana, e lasagne al ragù dell’Emilia Romagna (53%).</p>
<p>Ma la tavola non si compone solo di cibo: secondo gli esperti, la tradizione si manifesta anche nella scelta dei suppellettili e delle decorazioni. A partire dal centrotavola (48%), fino alle stoviglie (42%) e i regali da lasciare agli ospiti come ricordo della giornata (31%). I colori scelti? Il classico bianco (63%), seguito dal rosa antico (54%) e verde pisello (48%).</p>
<p>“La Pasqua sta alla primavera come i colori tenui stanno alla tavola – afferma Federica Visconti, autrice del blog Taste of Style. &#8211; Allora via libera alla fantasia, raccogliendo fiori di campo e erbe spontanee, che tanto vanno di moda in questo momento. State sui toni del verde felce e del giallo tarassaco, usate vasetti delle conserve come centrotavola per un effetto ancora più cozy. Se volete invece puntare sull&#8217;eleganza scegliete gli intramontabili tulipani o i narcisi, perfetti anche come decorazione per il tovagliolo, piegato quadrato e riposto sopra il piatto. Se la situazione è informale potete usare anche le tovagliette all&#8217;americana, anche se io consiglio sempre una bella tovaglia in lino bianca con sottopiatti naturali”.</p>
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		<title>Ultimo cenone senza insetti: dal 2018 a tavola anche grilli, vermi e tarantole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Dec 2017 17:17:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Cenone]]></category>
		<category><![CDATA[grillini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà l’ultimo cenone senza insetti sulle tavole degli italiani con l’entrata in vigore dal primo gennaio del nuovo regolamento europeo sui “novel food”, ma arriverà anche l’etichetta trasparente&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà l’ultimo cenone senza insetti sulle tavole degli italiani con l’entrata in vigore dal primo gennaio del nuovo regolamento europeo sui “novel food”, ma arriverà anche l’etichetta trasparente per il piatto simbolo del Made in Italy con la possibilità di conoscere l’origine del grano impiegato nella pasta e del pomodoro utilizzato in conserve e sughi. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che con il 2018 scatta una vera rivoluzione nel piatto con l’istituzione di un elenco di insetti autorizzati per la commercializzazione nell’Ue, nel quale saranno inizialmente inseriti gli alimenti a norma del vecchio regolamento che poi verrà aggiornato con le nuove autorizzazioni.</p>
<p>Si potranno vendere e comprare – sottolinea la Coldiretti – grilli e millepiedi cinesi, tarantole arrostite del Laos, vermi giganti della farina dalla Thailandia, bachi da seta all’americana, farfalle delle palme dalla Guyana francese fritte e condite, le cimici d’acqua della Thailandia, fino agli “aperinsetti” come vermi della farina aromatizzati alla paprica, al curry e al sale marino da mangiare con un sorso di vodka ai bachi da seta.</p>
<p>E per chi vuole infrangere ogni barriera del gusto ci sono gli scorpioni dorati dalla Cina e neri dalla Thailandia, gli spiedini di scarabei e una vasta la scelta di grilli tutti made in Asia. Una novità – sottolinea Coldiretti – che non piace al 54% degli italiani che li considerano estranei alla cultura alimentare nazionale mentre sono indifferenti il 24%, favorevoli, il 16% e non risponde il 6%, secondo una indagine Coldiretti/Ixe’.</p>
<p>Pochissimi, in particolare, i favorevoli alla possibilità di mangiare insetti interi, secondo quanto emerso da una ricerca dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo) che ha effettuato dei test di degustazione coinvolgendo dei volontari. Maggiore disponibilità si è, invece, riscontrata – continua la Coldiretti – al consumo di prodotti che contengono insetti nel preparato (come ad esempio farina di grilli o pasta con farina di larve).</p>
<p>L’altra grande novità per la tavola del Made in Italy per il 2018 sarà l’entrata in vigore dell’etichettatura d’origine per la pasta che scatterà da febbraio. Si tratta di un provvedimento fortemente sostenuto dalla Coldiretti per fermare le speculazioni e per garantire maggiore trasparenza negli acquisti ai consumatori in una situazione in cui un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero all’insaputa dei consumatori.</p>
<p>Da febbraio 2018 – aggiunge la Coldiretti – scatterà l’etichettatura d’origine anche per il riso, con l’Italia che è il principale paese produttore in Europa ma è invasa da produzioni asiatiche con minori garanzie di sicurezza alimentare. E nel 2018 si attende, infine, l’etichettatura d’origine di tutti i derivati del pomodoro, dalle passate alle polpe, dalle salse a tutti i derivati, dopo che nel 2017 decine di milioni di chili di concentrato di pomodoro cinese sono arrivati in Italia senza indicazione in etichetta.</p>
<p>“Finalmente sarà possibile sapere se nella pasta che si sta acquistando è presente o meno grano canadese trattato in preraccolta con il glifosate, proibito sul grano italiano, o se il riso viene dai campi della Birmania sequestrati alla minoranza Rohingya, contro la quale è in atto una pulizia etnica, o ancora se il concentrato di pomodoro proviene dalla Cina, ai vertici mondiali per l’insicurezza alimentare” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che si tratta di una novità attesa dal 96% dei consumatori che chiedono venga scritta sull’etichetta in modo chiaro e leggibile l’origine degli alimenti, secondo la consultazione pubblica del Ministero delle Politiche Agricole.</p>
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		<title>Estate: 2 italiani su 3 a tavola fuori in vacanza</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/08/16/estate-2-italiani-su-3-a-tavola-fuori-in-vacanza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2017 10:28:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
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		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A tavola fuori casa 2 italiani su 3 durante le vacanze estive con il 39% che ha scelto di privilegiare per mangiare principalmente il ristorante, l&#8217;11% la pizzeria,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/08/16/estate-2-italiani-su-3-a-tavola-fuori-in-vacanza/">Estate: 2 italiani su 3 a tavola fuori in vacanza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A tavola fuori casa 2 italiani su 3 durante le vacanze estive con il 39% che ha scelto di privilegiare per mangiare principalmente il ristorante, l&#8217;11% la pizzeria, l&#8217;8% negli agriturismi con la stessa percentuale di pub, fast food e ambulanti. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine Coldiretti/Ixe&#8217; dalla quale si evidenzia la tendenza degli italiani a tornare a mangiare fuori in vacanza. Un andamento &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; confermato dal bilancio del weekend di Ferragosto che quasi la meta&#8217; degli italiani (47%) ha scelto di trascorrere fuori casa, da parenti/amici, in vacanza, al mare, in campagna o in montagna. Se 5,1 milioni di italiani ha optato per il tradizionale picnic in molti hanno deciso di stare comodamente seduti in ristoranti, trattorie e agriturismi. Circa un terzo della spesa di italiani e stranieri in vacanza in Italia &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; e&#8217; destinato alla tavola, con una decisa svolta verso prodotti ad alto valore salutistico nell&#8217;estate 2017. Orientamento importante per l&#8217;Italia che- sottolinea la Coldiretti- e&#8217; leader mondiale nel turismo enogastronomico, ma anche il Paese che ha conquistato nel 2017 il primo posto come Paese piu&#8217; sano al mondo secondo la classifica Bloomberg Global Health Index che analizza le condizioni di salute di 163 Nazioni. La novita&#8217; dell&#8217;estate 2017 in Italia e&#8217; il forte aumento dell&#8217;offerta del benessere a tavola per far fronte alle richieste di turisti italiani e stranieri che si spostano dal supermercato alle vacanze. Si va dall&#8217;incremento dell&#8217;11% della richiesta di cibi integrali a quello del 26% degli alimenti senza glutine, dal +20% del biologico al +7% delle bevande vegetali registrato da Nielsen nel 2017. Una domanda alla quale la ristorazione italiana risponde con la diffusione ormai capillare di ristoranti, trattorie, pizzerie bar, gelaterie che incontrano i nuovi orientamenti.</p>
<p>Molto gettonati gli agriturismo con oltre 7 milioni di presenze previste nell&#8217;estate 2017 con un aumento stimato pari al 8 per cento rispetto allo scorso anno per effetto soprattutto degli stranieri che &#8211; secondo la Coldiretti &#8211; hanno sorpassato gli italiani. In Italia &#8211; continua la Coldiretti &#8211; ci sono oltre 22mila aziende agricole autorizzate all&#8217;esercizio dell&#8217;agriturismo che aiutano a conservare un patrimonio di 4965 prodotti alimentari tradizionali censiti dalle regioni e 291 specialita&#8217; Dop/Igp registrate a livello comunitario ai quali sono riconosciute straordinarieta&#8217; proprieta&#8217; salutistiche e nutrizionali, dei veri e propri superfood della nonna, che vengono riscoperti nei menu dell&#8217;estate 2017. Ma il Belpaese puo&#8217; contare anche sull&#8217;agricoltura piu&#8217; green d&#8217;Europa essendo infatti leader in Europa con quasi 60mila aziende agricole biologiche. E non e&#8217; meno rilevante la scelta di vietare le coltivazioni Ogm e la carne agli ormoni a tutela della biodiversita&#8217; e della sicurezza alimentare. Un tesoro che ora puo&#8217; essere scoperto grazie alla nuova App &#8220;Farmersforyou&#8221; il nuovo servizio di Coldiretti che sullo smartphone o sul tablet permette di accedere a tutta la rete di Campagna Amica, il piu&#8217; grande circuito europeo di vendita diretta degli agricoltori.</p>
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		<title>1 Maggio: per un milione relax a tavola in agriturismo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/04/30/1-maggio-per-un-milione-relax-a-tavola-in-agriturismo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Apr 2017 14:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[1 maggio]]></category>
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		<category><![CDATA[relax]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche in Abruzzo una grande voglia di agriturismo e cibo genuino nonostante il terremoto degli ultimi mesi. Sono migliaia le persone che hanno scelto di sedersi a tavola&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche in Abruzzo una grande voglia di agriturismo e cibo genuino nonostante il terremoto degli ultimi mesi. Sono migliaia le persone che hanno scelto di sedersi a tavola in campagna durante il ponte del primo maggio per cogliere l’opportunità di trascorrere una giornata lontano dalle città senza rinunciare alla comodità garantita dall&#8217;ospitalità delle aziende agricole e agrituristiche. Ma c’è anche chi non intende rinunciare al tradizionale pic-nic nel verde, ovviamente all’insegna dei prodotti freschi e genuini con l’immancabile grigliata e fave fresche, consumate tradizionalmente in Abruzzo a fine pasto o in abbinamento al pecorino. E torna anche quest’anno un must intramontabile: l’arrosticino. Saranno infatti i tradizionali spiedini di carne di pecora (oltre nel teramano alle prelibate Virtù) i prodotti più gettonati per il ponte del primo maggio, non mancheranno con molta probabilità in nessuna delle tavole imbandite tra i boschi, i prati e le campagne più belle d’Abruzzo.</p>
<p>“La capacità di mantenere inalterate le tradizioni alimentari è &#8211; continua Coldiretti &#8211; la qualità più apprezzata dagli ospiti negli oltre 22mila agriturismi presenti in Italia, ma sta crescendo la domanda di servizi aggiuntivi. Nelle aziende agricole sono sempre più spesso offerti programmi ricreativi come l&#8217;equitazione, il tiro con l&#8217;arco, il trekking ma non mancano &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici, ma anche corsi di cucina o di orticoltura. Peraltro molte aziende agrituristiche &#8211; continua la Coldiretti &#8211; si sono attrezzate con l&#8217;offerta di alloggio e di pasti completi ma anche di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione di spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia ricorrendo eventualmente solo all&#8217;acquisto dei prodotti aziendali di Campagna Amica.</p>
<p>La tendenza è verso la prenotazione last minute, ma per scegliere l&#8217;agriturismo giusto il consiglio &#8211; sottolinea la Coldiretti – è quello di preferire aziende accreditate da associazioni e di rivolgersi su internet a siti come www.campagnamica.it. Ed è anche arrivata l’unica App farmersforyou, in versione italiana e inglese, che permette di scegliere gli agriturismi dove poter soggiornare nei più bei paesaggi della campagna italiana, i mercati di Campagna Amica, le fattorie e le botteghe dove poter comprare il vero made in Italy agroalimentare, ma anche i ristoranti che offrono menù con prodotti acquistati direttamente dagli agricoltori.</p>
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		<title>Natale:  i piatti italiani per Regioni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/12/25/natale-i-piatti-italiani-per-regioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2016 20:57:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
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		<category><![CDATA[tipicità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Natale si riscoprono le tradizioni, anche a tavola, dove ogni Regione conserva le proprie tipicità. Ecco i piatti italiani raccolti in un vademecum da Coldiretti: Abruzzo: Minestra&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Natale si riscoprono le tradizioni, anche a tavola, dove ogni Regione conserva le proprie tipicità. Ecco i piatti italiani raccolti in un vademecum da Coldiretti:</p>
<p><strong>Abruzzo</strong>: Minestra di cardi, zuppa di castagne e ceci, lasagna con macinato, mozzarella e parmigiano. Tra i secondi agnello arrosto e bollito di manzo. I dolci tradizionali, diversi per ogni provincia, sono: calcionetti fritti (panzerottini dolci con marmellata d&#8217;uva nera detta scrucchiata, ceci, noci tritate, mandorle triturate, mosto e cacao), ferratelle, ostie con ripieno di mandorle, noci e miele, neole, noci atterrati (mandorle con acqua e zucchero) e scrippelle.</p>
<p><strong>Basilicata</strong>: Minestra di scarole, verze e cardi cotta in brodo di tacchino e salami con aggiunta di formaggio grattugiato e a pezzettini, Baccalà lesso con peperoni cruschi (seccati al sole e calati per pochi secondi nell&#8217;olio d&#8217;oliva bollente), Strascinati al ragù di carne mista (pasta casereccia chiamata così perché strisciati a forza con le dita), piccilatiedd, pane con le mandorle, pettole (pasta lievitata fritta con alici) e come dolci i calzoncelli (panzerotti fritti ripieni di salsa di ceci o castagne lesse. Il tutto accompagnato da un buon vino: l&#8217;Aglianico del Vulture.</p>
<p><strong>Calabria</strong>: Come antipasti, crespelle ripiene alle alici e salumi Dop come salsiccia, capicollo, pancetta e soppressata con aggiunta &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; di pecorino crotonese e caciocavallo silano. Tra i primi, le scillatelle (o fileya) con ragù di maiale, minestra maritata con verdure di campo e fagioli, mentre tra i secondi capretto al forno alle erbe selvatiche con patate, pesce stocco di Cittanova (spugnato con l&#8217;acqua dello Zomaro) con la &#8216;ghiotta (sughetto di olio, cipolla, pomodori, olive, capperi e uvetta). Come contorno, il broccolo calabrese saltato in padella e condito con peperoncino. Tra i dolci, fichi a crocetta ricoperti al cioccolato, torroncini, dolci al cedro e al bergamotto. Vini e liquori: Cirò, liquirizia e grappa al peperoncino.</p>
<p><strong>Campania</strong>: Minestra maritata di cicoria scarola e &#8216;borraccia&#8217; (erba amara e pelosa) in brodo di cappone con &#8211; consiglia la Coldiretti &#8211; aggiunta facoltativa di uova sbattute con peperoncino e carne di vitello, spaghetti alle vongole, cappone imbottito e &#8211; continua la Coldiretti &#8211; insalata di rinforzo (cavolfiore, sottaceti misti, peperoni detti papacelle, olive di Gaeta e acciughe salate) accompagnate dalle immancabili friselle (crostini di pane circolari) e dai broccoli con aglio e peperoncino. Come dolci Struffoli, Roccocò e frutta secca.</p>
<p><strong>Emilia Romagna</strong>: Come antipasto il tradizionale culatello di Zibello, mentre tra i primi tagliatelle al ragù, lasagne, tortellini in brodo (con ripieno di carne) e passatelli in brodo. Tra i secondi, cotechino di Modena, zampone con lenticchie, puré e mostarda, formaggio di fossa con la Saba (mosto cotto e aromi naturali). Tra i dolci, il Panone di Natale di Bologna (a base di farina, mostarda di mele cotogne, miele, cacao, cioccolata fondente e fichi secchi). Come vini il Pignoletto dei Colli bolognesi e il Sangiovese.</p>
<p><strong>Friuli Venezia Giulia</strong>: Brovada e muset (zuppa di rape e cotechino) con polenta, trippa, sugo, formaggio, cappone e il dolce la gubana (noci, mandorle, uvetta, miele, vino e rhum, avvolto in sfoglia).</p>
<p><strong>Lazio</strong>: Per la vigilia la tradizione privilegia fritto misto di verdure (broccoli e carciofi), baccalà fritto e il capitone. Per il giorno di Natale, abbacchio al forno con patate e cappelletti in brodo, bollito misto e tacchino ripieno. Dolce: pampepato e pangiallo (frutta secca e canditi con farina, miele e cioccolato).</p>
<p><strong>Liguria</strong>: Maccheroni in brodo, ravioli alla genovese (ripieno di vitello, animelle, uova, erbe, pangrattato e parmigiano), stecchi fritti (spiedini di rigaglie di pollo con funghi freschi, besciamella e parmigiano), cappone lesso e &#8211; sostiene la Coldiretti &#8211; cappon magro (piatto fatto esclusivamente di verdure o di pesce), salcicce e spinaci, Faraona al forno con carciofi e come dolce il pandolce (impasto di farina, uvetta, zucca candita a pezzetti essenza di fiori d&#8217;arancio i pinoli pistacchi semi di finocchio latte e marsala), canditi, torrone, uva, fichi secchi e noci innaffiati da un buon Rossese di Dolceaqua.</p>
<p><strong>Lombardia:</strong> Consommè di cappone in gelatina, tortellini o casoncelli in brodo, cappone ripieno con tritato, uova grana e mortadella, accompagnato da mostarda di Cremona, stecchini (spiedini di pollo e vitello) con insalata e come dolce il &#8216;Pan di Toni&#8217; e il panettone.</p>
<p><strong>Marche</strong>: Maccheroncini di Campofilone in sugo, cappelletti in brodo di carne, vincisgrassi (timballo di manzo macinato, salsiccia, pollo tritato, prosciutto crudo, a volte con aggiunta di funghi) e cappone arrosto. Come dolci &#8211; rileva la Coldiretti &#8211; la pizza de Nata&#8217; (pasta di pane con frutta secca, uvetta, cioccolato in polvere, limone e arancio grattugiati, fichi e zucchero) e il fristingo (impasto di fichi, cioccolato, canditi e frutta secca). Tra i vini, la Vernaccia di Serrapetrona, vino cotto e vino di visciole (ricavato dalle tipiche amarene).</p>
<p><strong>Molise</strong>: Zuppa di cardi, pizza di Franz in brodo caldo (pezzettini di pizza a base di uova parmigiano grattugiato e prezzemolo al forno), baccalà arracanato (mollica di pane aglio prezzemolo origano uva passa pinoli e noci) o baccalà al forno con verza, prezzemolo, mollica di pane, uvetta e gherigli di noci. Per dolce i calciuni a base di farina, vino, castagne lessate, rhum, cioccolato, miele, mandorle, cedro candito, cannella, uova e vaniglia. Come vini il Montepulciano o il Trebbiano.</p>
<p><strong>Piemonte</strong>: Cappone di Morozzo al forno, bue bollito di Carrù e Moncalvo, insalata di carne cruda all&#8217;albese, peperoni in bagna cauda (salsa a base di olio, aglio e acciughe), acciughe al verde, flan del cardo, tayarin con pancetta petto d&#8217;oca affumicato, agnolotti al plin con sugo d&#8217;arrosto e risotto con radicchio, cappone arrosto, misto di bollito con salse, carote e patate al forno. Dolci: mousse di mele rosse Igp, torta di nocciole e zabaione, torrone d&#8217;Alba.</p>
<p><strong>Puglia</strong>: Cime di rape stufate, panzerotti fritti con ripieno di mozzarella, pomodoro e formaggio o con ricotta scuanta, anguilla arrostita con alloro, baccalà in umido (con cipolla e olive), baccalà fritto, agnello al forno con lampascioni, cutturidd. Come dolce le pettole (frittelle tonde che si possono anche intingere nello zucchero), le cartellate (dolci fritti a forma di rosa e guarniti con miele o mosto), il torrone e i porcedduzzi (frittelline piccolissime con miele o zucchero), fichi secchi e pasticceria di mandorle.</p>
<p><strong>Sardegna</strong>: Tra gli antipasti, salsiccia, pecorino e olive &#8216;a schibeci&#8217;. Culurgiones de casu (ravioli ripieni di pecorino fresco, bietola, noce moscata e zafferano) conditi con sugo di pomodoro e pecorino grattugiato, gnocchetti sardi al sugo di salsiccia, agnello con patate al forno, porcetto al mirto. Tra i contorni verdura di stagione come sedano, finocchio e ravanelli. Tra i dolci, ricotta con miele, le seadas al miele. Tra i vini, Cannonau e Moscato.</p>
<p><strong>Sicilia</strong>: Sfincione (pizza base di cipolla), scacce ragusane, cardi in pastella e gallina in brodo, insalate di arance con aringa e cipolla, agnello al forno, sformato di anellini al forno con ricotta, pasta con le sarde e sarde a beccafico (ripiene di mollica, pinoli, bucce di arance, foglie di alloro e uva passa), carne con pancetta coppata con contorno di sparaceddi e caponata. Per dolci, buccellati di Enna (dolci tipici ripieni di fichi secchi), cassate e cannoli, mustazzoli a base di mandorle, cannella e chiodi di garofano e cubbàita (torrone di miele con nocciole e mandorle o pistacchi). Vini: di Alcamo e dell&#8217;Etna e Zibibbo di Pantelleria.</p>
<p><strong>Toscana</strong>: Crostini di fegatini, brodo di cappone in tazza o cappelletti in brodo, arrosto di faraona, anatra, fegatelli e tordi con insalata oppure cappone ripieno e sformato di gobbi. Dolci: i cavallucci e i ricciarelli.</p>
<p><strong>Trentino</strong>: Canederli (polpettine di pane raffermo, speck, pancetta e salame, farina, uova, latte e brodo condite con spinaci, funghi o fegato di vitello): possono essere conditi, una volta lessati, anche con burro fuso e formaggio oppure ragù di carne. Strangolapreti conditi con burro, salvia e parmigiano, capriolo o capretto al forno con patate. Come dolci strüdel o zelten.</p>
<p><strong>Umbria</strong>: Cappelletti ripieni di cappone e piccione, contorno di cardi umbri, cappone bollito e come dolce il panpepato (farina, noci, cioccolato fondente, mandorle, scorza di arancia candita, uva passa, miele, pinoli, nocciole, pepe macinato e vino rosso), le pinoccate fatte di zucchero e pinoli e il torciglione serpentello di pasta dolce con mandorle.</p>
<p><strong>Valle d&#8217;Aosta</strong>: Mocetta in crostini al miele (salume di muscolo di vacca, pecora o capra essiccata e aromatizzato con erbe di montagna, ginepro e aglio), lardo con castagne cotte e caramellate con miele, crostini con fonduta e tartufo, zuppa alla Valpellinentze (cavolo, verza, fette di pane raffermo, fontina, brodo, cannella e noce moscata, salsiccia con patate e carbonata valdostana con Polenta (sottili strisce di carne macerate nel vino rosso con aromi). Come dolce &#8211; suggerisce la Coldiretti &#8211; pere a sciroppo servite con crema di cioccolato e panna montata (pere cotte con zucchero, vaniglia, chiodi di garofano, acqua e vino rosso, ridotte a sciroppo), tegole (pasticcini secchi) e caffè mandolà molto robusto alle mandorle tritate.</p>
<p><strong>Veneto:</strong> come antipasto salumi vari (soppressa e salsiccia luganega), tra i primi brodo di cappone, risotto al radicchio, gnocchi al sugo d&#8217;anatra. Come secondi, polenta e baccalà, lesso di manzo &#8216;al cren&#8217; (salsa di rafano) con contorno di purè di patate. Tra i dolci il pandoro di Verona, la mostarda con il mascarpone, il mandorlato di Cologna Veneta. Per innaffiare il tutto &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; un ottimo Amarone della Valpolicella o un buon Raboso delle terre del Piave e alla fine un brindisi augurale con le bollicine del Prosecco di Conegliano o di Valdobbiadene.</p>
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		<title>Torna la dieta mediterranea</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/01/10/torna-la-dieta-mediterranea/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2016 15:04:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[acquisti]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Svolta a tavola dove torna la dieta mediterranea “con un aumento che va dal 4% negli acquisti di frutta al 17% per quelli di olio di oliva ma&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/01/10/torna-la-dieta-mediterranea/">Torna la dieta mediterranea</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Svolta a tavola dove torna la dieta mediterranea “con un aumento che va dal 4% negli acquisti di frutta al 17% per quelli di olio di oliva ma cresce anche la spesa anche per il pesce (+5%), per gli ortaggi freschi e per la pasta secca (+1%), in netta controtendenza rispetto agli anni della crisi dove si era registrato un drastico crollo”. <strong>E’ quanto emerge dal primo bilancio della Coldiretti sui consumi alimentari degli italiani</strong> che “nel 2015 che dopo sette anni di calo tornano a salire debolmente dello 0,3% ma con un deciso orientamento a privilegiare cibi salutari per una maggiore consapevolezza dello stretto rapporto tra alimentazione e benessere, secondo elaborazioni su base dei dati Ismea relativi ai primi nove mesi del 2015”.</p>
<p>Si tratta, sottolinea la Coldiretti, “di una storica inversione di tendenza dopo anni di tagli progressivi che avevano portato il consumi dei prodotti base della dieta mediterranea su valori da minimo storico”. E’ il caso della frutta “con i consumi per persona che- rileva la Coldiretti – erano scesi a piu’ di 130 chili all’anno che equivalgono a non più di 360 grammi al giorno rispetto ai <strong>400 grammi consigliati dall’organizzazione mondiale della Sanità</strong> per una buona salute”. Nel 2015 invece la spesa degli italiani per gli acquisti di frutta e verdura “è tornata a risalire e rappresenta ora il 23% del totale del budget destinato dalle famiglie all’alimentazione per un importo di 99,5 euro per famiglia al mese, la prima voce della spesa degli italiani”.</p>
<p>“Un dato importante poiché pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani- precisa la Coldiretti- di conquistare fino ad ora record nella longevità: <strong>nell’Unione Europea l’Italia si colloca al primo posto con 80,3 anni per gli uomini e al terzo per le donne con 85,2</strong>“. In Italia il ritorno della dieta mediterranea “è accompagnato da una vera svolta green nel carrello, dal biologico al chilometro zero fino alle denominazioni di origine. Se gli acquisti di prodotti biologici confezionati fanno registrare un incremento record del 20% degli acquisti, sono state quindici milioni le persone che – sottolinea la Coldiretti – hanno scelto prodotti locali a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanza con mezzi di trasporto inquinanti, mentre ad acquistare regolarmente prodotti tipici legati sono ben 2 italiani su tre secondo l’indagine Doxa per Coop”. La dieta mediterranea Made in Italy, continua la Coldiretti, “si è però affermata anche all’estero con aumenti che vanno dall’11% per l’ortofrutta al 10 % per l’olio di oliva dal +9% per la pasta al +6% per il vino che ha realizzato il record storico con un preconsuntivo di 5,4 miliardi di fatturato realizzati oltre i confini nazionali, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi ai primi 10 mesi del 2015”.</p>
<p>Un andamento, prosegue la Coldiretti, “certamente favorito dalle <strong>condizioni economiche positive</strong>dovute alla ripresa internazionale e ai tassi di cambio favorevoli su mercati importanti come quello statunitense ma che è la conferma che il mondo ha fame di Made in Italy, anche grazie al successo di Expo”. Il risultato, conclude la Coldiretti, “è che non si è mai cosi tanto per il Made in Italy alimentare nel mondo dove nel corso del 2015 è stato raggiunto il record storico delle esportazioni pari a circa 36 miliardi di euro (+7%)”.</p>
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