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	<title>terra Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Oscurare il sole: 50 miliardi di sterline per fermare il clima che cambia o pericolosa illusione globale?</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/04/25/oscurare-il-sole-50-miliardi-di-sterline-per-fermare-il-clima-che-cambia-o-pericolosa-illusione-globale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2025 17:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La scienza senza coscienza è solo rovina dell&#8217;anima.&#8221;— François Rabelais Un piano da 50 miliardi di sterline per &#8220;oscurare&#8221; il Sole e raffreddare la Terra. Non è un racconto di fantascienza, ma un progetto reale che si sta facendo strada tra fondazioni private, centri di ricerca e governi sotto pressione. L&#8217;idea è tanto ambiziosa quanto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/04/25/oscurare-il-sole-50-miliardi-di-sterline-per-fermare-il-clima-che-cambia-o-pericolosa-illusione-globale/">Oscurare il sole: 50 miliardi di sterline per fermare il clima che cambia o pericolosa illusione globale?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;La scienza senza coscienza è solo rovina dell&#8217;anima.&#8221;</em><br>— François Rabelais</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Un piano da 50 miliardi di sterline per &#8220;oscurare&#8221; il Sole e raffreddare la Terra. Non è un racconto di fantascienza, ma un progetto reale che si sta facendo strada tra fondazioni private, centri di ricerca e governi sotto pressione. L&#8217;idea è tanto ambiziosa quanto inquietante: usare la geoingegneria solare per riflettere parte della luce solare nello spazio, riducendo così l&#8217;effetto serra. Ma cosa significa realmente modificare artificialmente il bilancio energetico del pianeta? E a quale prezzo?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il piano: modificare il cielo per salvare la Terra</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnica in discussione si chiama <em>Solar Radiation Management</em> (SRM) e prevede l&#8217;immissione di aerosol riflettenti nella stratosfera. L&#8217;ispirazione viene dalle grandi eruzioni vulcaniche: quando il Monte Pinatubo esplose nel 1991, abbassò temporaneamente la temperatura terrestre di circa 0,5 °C. Ripetere questo effetto artificialmente è l&#8217;obiettivo del controverso progetto <strong>SCoPEx</strong>, sponsorizzato anche dalla Bill &amp; Melinda Gates Foundation. Il piano prevede il rilascio di particelle di carbonato di calcio per studiare come potrebbero raffreddare selettivamente l&#8217;atmosfera.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gli avvertimenti degli scienziati</h3>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Stiamo parlando di manipolare il termostato del pianeta, ma non abbiamo letto il manuale d&#8217;uso,&#8221; ha avvertito il climatologo Alan Robock della Rutgers University. Il rischio, secondo molti, è di generare conseguenze imprevedibili: alterazioni dei monsoni, cambiamenti nei regimi delle precipitazioni, riduzione della produttività agricola, danni alla salute umana e perfino impatti negativi sull&#8217;energia solare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, la geoingegneria non affronta le cause profonde della crisi climatica: emissioni, deforestazione, sovraconsumo. È una toppa, non una cura. Un modo per evitare i cambiamenti necessari a livello sistemico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Etica e geopolitica: chi decide il futuro del clima?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2021, un primo test del progetto SCoPEx in Svezia è stato cancellato dopo l&#8217;opposizione di scienziati, attivisti e popolazioni indigene Sámi. La protesta è stata chiara: nessuno dovrebbe poter sperimentare sul clima globale senza consenso collettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il professor Frank Biermann, dell&#8217;Università di Utrecht, ha parlato di &#8220;un pericoloso scivolamento verso la tecnocrazia climatica&#8221;, dove pochi attori influenti potrebbero decidere unilateralmente il destino atmosferico dell&#8217;intero pianeta. Il rischio è una nuova corsa geopolitica, in cui le grandi potenze usano il clima come strumento di potere.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Uno scenario distopico sempre più vicino</h3>



<ol class="wp-block-list">
<li>Dopo una decade di fallimenti nella riduzione delle emissioni, un consorzio internazionale dà il via all&#8217;iniezione massiccia di aerosol. Il cielo cambia colore. Le stagioni impazziscono. Alcune nazioni accusano altre di aver &#8220;rubato la pioggia&#8221;. Inizia una nuova era: quella della guerra climatica. Lo scenario è immaginario, ma i segnali ci sono già oggi. La tentazione di intervenire sul clima come se fosse un software da aggiornare è reale, concreta, e pericolosa.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusione: una scelta irreversibile?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Oscurare il Sole per evitare l&#8217;irreversibile, rischiando però di generare un altro tipo di catastrofe: è questa la posta in gioco. La scienza deve esplorare ogni strada, certo. Ma serve un&#8217;etica globale, un dibattito pubblico, una regolamentazione internazionale. Perché cambiare il cielo non è solo un gesto scientifico: è un atto culturale e politico che segnerà la nostra epoca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse la vera luce da proteggere non è quella del Sole&#8230; ma quella della coscienza collettiva.&nbsp;</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/04/25/oscurare-il-sole-50-miliardi-di-sterline-per-fermare-il-clima-che-cambia-o-pericolosa-illusione-globale/">Oscurare il sole: 50 miliardi di sterline per fermare il clima che cambia o pericolosa illusione globale?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Papa Francesco: &#8220;La Terra è come un malato con la febbre&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/08/30/papa-francesco-la-terra-e-come-un-malato-con-la-febbre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 18:45:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Papa Francesco, con un messaggio video rivolto alla sua Rete Mondiale di Preghiera, ha rilanciato un appello urgente per la crisi climatica, sottolineando le severe ripercussioni che ha sul pianeta e sui suoi abitanti più vulnerabili. Il Pontefice ha descritto la Terra come un &#8220;malato con la febbre&#8221; a causa degli effetti devastanti dei cambiamenti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/08/30/papa-francesco-la-terra-e-come-un-malato-con-la-febbre/">Papa Francesco: &#8220;La Terra è come un malato con la febbre&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Papa Francesco, con un messaggio video rivolto alla sua Rete Mondiale di Preghiera, ha rilanciato un appello urgente per la crisi climatica, sottolineando le severe ripercussioni che ha sul pianeta e sui suoi abitanti più vulnerabili. Il Pontefice ha descritto la Terra come un &#8220;malato con la febbre&#8221; a causa degli effetti devastanti dei cambiamenti climatici e dell&#8217;inquinamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento, ha esortato tutti a rispondere alla sofferenza causata dai disastri ambientali, che colpiscono soprattutto le popolazioni più povere, spesso costrette ad abbandonare le loro case a causa di fenomeni estremi come inondazioni, ondate di calore e siccità. Il Papa ha chiesto di pregare per la consapevolezza e l&#8217;azione collettiva contro la crisi climatica, enfatizzando la necessità di un impegno che vada oltre le soluzioni ecologiche e comprenda anche risposte sociali, economiche e politiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha infine esortato tutti a impegnarsi nella lotta contro la povertà e a proteggere la natura, cambiando le abitudini personali e comunitarie. Il messaggio del Papa vuole stimolare un&#8217;azione concreta e un cambiamento significativo per affrontare queste crisi ambientali e mitigarne gli impatti sui più vulnerabili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/08/30/papa-francesco-la-terra-e-come-un-malato-con-la-febbre/">Papa Francesco: &#8220;La Terra è come un malato con la febbre&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Suolo. Persi 77 km2 di terra all&#8217;anno, 2/3 agricola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 18:47:22 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/12/04/suolo-persi-77-km2-di-terra-allanno-2-3-agricola/">Suolo. Persi 77 km2 di terra all&#8217;anno, 2/3 agricola</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il consumo di suolo in Italia accelera alla velocità di 2,4 metri quadrati al secondo pari nel 2022 a ben 77 km2, quasi 2/3 dei quali sono stati sottratti all&#8217;agricoltura nazionale (63%). E&#8217; quanto afferma la Coldiretti in occasione della Giornata mondiale del suolo indetta dalle Nazioni Unite che si celebra il 5 dicembre, sulla base dell&#8217;ultimo rapporto Ispra. Si tratta di un processo che prosegue ininterrottamente da decenni con il risultato che a causa della cementificazione e dell&#8217;abbandono, secondo l&#8217;analisi della Coldiretti, l&#8217;Italia ha perso quasi 1 terreno agricolo su 3 nell&#8217;ultimo mezzo secolo con la superficie agricola utilizzabile che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari ed effetti sulla tenuta idrogeologica del territorio e sul deficit produttivo del Paese e la dipendenza agroalimentare dall&#8217;estero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per effetto delle coperture artificiali il suolo &#8211; continua la Coldiretti &#8211; non riesce a garantire l&#8217;infiltrazione di acqua piovana che scorre in superficie aumentando la pericolosità idraulica del territorio nazionale. L&#8217;effetto &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; è che oltre 9 comuni su 10 in Italia (il 93,9% del totale) hanno parte del territorio in aree a rischio idrogeologico per frane ed alluvioni anche a causa del cambiamento climatico in atto con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, il rapido passaggio dal sole al maltempo e precipitazioni brevi ed intense. Nel 2023 si sono verificati lungo la Penisola una media di oltre 9 eventi estremi al giorno lungo la Penisola, tra grandinate, trombe d&#8217;aria, bombe d&#8217;acqua, ondate di calore e tempeste di vento che hanno provocato vittime e danni secondo l&#8217;analisi della Coldiretti sulla base dei dati dell&#8217;European Severe Weather Database (Eswd). Per questo &#8211; continua la Coldiretti &#8211; l&#8217;Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell&#8217;attività nelle campagne. La perdita delle campagne pesa anche sull&#8217;approvvigionamento alimentare del Paese in un momento in cui peraltro l&#8217;incertezza e la guerra sta provocando difficoltà negli scambi commerciali favorendo le speculazioni. &#8220;Occorre però accelerare sull&#8217;approvazione della legge sul consumo di suolo che giace da anni in Parlamento e che potrebbe dotare l&#8217;Italia di uno strumento all&#8217;avanguardia per la protezione del suo territorio&#8221; afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/12/04/suolo-persi-77-km2-di-terra-allanno-2-3-agricola/">Suolo. Persi 77 km2 di terra all&#8217;anno, 2/3 agricola</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Suolo: con terra spariti 400 mln Kg cibo in 10 anni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/12/04/suolo-con-terra-spariti-400-mln-kg-cibo-in-10-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2022 19:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/12/04/suolo-con-terra-spariti-400-mln-kg-cibo-in-10-anni/">Suolo: con terra spariti 400 mln Kg cibo in 10 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi dieci anni l&#8217;Italia ha perso 400 milioni di chili di prodotti agricoli per l&#8217;alimentazione dell&#8217;uomo e degli animali a causa dell&#8217;abbandono e della cementificazione di terreni fertili, aumentando il deficit produttivo del Paese e la dipendenza dall&#8217;estero. E&#8217; quanto emerge da una analisi Coldiretti su dati Ispra diffusa in occasione della Giornata mondiale del suolo che si celebra il 5 dicembre. In Italia la superficie agricola utilizzabile si è ridotta ad appena 12,5 milioni di ettari aumentando la necessità di importare prodotto straniero &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; in un momento storico segnato dai pesanti effetti della guerra in Ucraina sulle forniture alimentari con l&#8217;impennata dei prezzi. Il risultato è che oggi il nostro Paese è costretto ad acquistare all&#8217;estero i 3/4 (73%) della soia, il 64% della carne di pecora, il 62% del grano tenero, il 53% della carne bovina, il 46% del mais, il 38% della carne di maiale e i salumi, il 36% dell&#8217;orzo, il 35% del grano duro per la pasta e il 34% dei semi di girasole, mentre per latte e formaggi ci si ferma al 16%, secondo l&#8217;analisi del Centro Studi Divulga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sparizione di terra fertile non pesa peraltro solo sugli approvvigionamenti alimentari &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; poiché dal 2012 ad oggi il suolo sepolto sotto asfalto e cemento non ha potuto garantire l&#8217;assorbimento di oltre 360 milioni di metri cubi di acqua piovana che ora scorrono in superficie aumentando la pericolosità idraulica dei territori con danni e vittime. Una situazione aggravata dai cambiamenti climatici con più di tremila eventi estremi nel 2022 tra precipitazioni violente e lunghi periodi di caldo e siccità nella Penisola dove oggi il 94% dei comuni è a rischio idrogeologico, secondo l&#8217;analisi Coldiretti su dati Ispra. &#8220;Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l&#8217;Italia deve difendere il patrimonio agricolo e la disponibilità di terra fertile puntando a una forma di sovranità alimentare con i progetti del Pnrr&#8221; afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che &#8220;occorre anche accelerare sull&#8217;approvazione della legge sul consumo di suolo che potrebbe dotare l&#8217;Italia di uno strumento all&#8217;avanguardia per la protezione del suo territorio&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/12/04/suolo-con-terra-spariti-400-mln-kg-cibo-in-10-anni/">Suolo: con terra spariti 400 mln Kg cibo in 10 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Spazio. Osservato buco nero supermassiccio che si comporta in modo insolito</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/06/13/spazio-osservato-buco-nero-supermassiccio-che-si-comporta-in-modo-insolito/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2022 20:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A otto miliardi di anni luce dalla Terra c&#8217;è un buco nero supermassiccio che si sta allontanando dal centro della sua galassia. Un comportamento del tutto insolito che ha attirato l&#8217;attenzione degli studiosi, e che ha trovato ora una spiegazione grazie al lavoro di un gruppo internazionale di ricerca guidato da Gianluca Castignani (Dipartimento di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/06/13/spazio-osservato-buco-nero-supermassiccio-che-si-comporta-in-modo-insolito/">Spazio. Osservato buco nero supermassiccio che si comporta in modo insolito</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">A otto miliardi di anni luce dalla Terra c&#8217;è un buco nero supermassiccio che si sta allontanando dal centro della sua galassia. Un comportamento del tutto insolito che ha attirato l&#8217;attenzione degli studiosi, e che ha trovato ora una spiegazione grazie al lavoro di un gruppo internazionale di ricerca guidato da Gianluca Castignani (Dipartimento di Fisica e Astronomia &#8220;Augusto Righi&#8221;, Università di Bologna e Inaf, Istituto nazionale di astrofisica) e Takahiro Morishita (California Institute of Technology e Space Telescope Science Institute). In due articoli pubblicati su Astronomy and Astrophysics Letters e su The Astrophysical Journal, gli studiosi indicano le &#8216;prove&#8217;, delle &#8220;forti evidenze&#8221;, spiega una nota dell&#8217;Università di Bologna, che da un lato che il buco nero supermassiccio è nato dalla fusione di due galassie e dei loro rispettivi buchi neri, e dall&#8217;altro che le onde gravitazionali generate da questo evento hanno &#8220;calciato&#8221; il nuovo buco nero spingendolo, con una sorta di &#8220;effetto rinculo&#8221;, fuori dal centro della galassia. Questo buco nero supermassiccio, &#8220;calciato&#8221; fuori dal centro della galassia, si trova all&#8217;interno di una potente sorgente radio extra-galattica, il quasar 3C 186. &#8220;È la prima conferma con osservazioni ad alta risoluzione di questo tipo di effetto generato dalle onde gravitazionali&#8221;, spiega Castignani. &#8220;I risultati che abbiamo ottenuto sono straordinariamente in linea con le previsioni teoriche e offrono nuovi importanti elementi per la nostra comprensione dell&#8217;evoluzione dei buchi neri supermassicci e della formazione delle strutture a grande scala nell&#8217;universo, oltre ad aprire nuove prospettive per l&#8217;utilizzo delle prossime generazioni di radiotelescopi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli eventi di fusione delle galassie sono uno dei meccanismi fondamentali che regolano la crescita delle galassie e l&#8217;evoluzione dei buchi neri supermassicci. Quando avvengono, i buchi neri al centro delle galassie si fondono, creando uno dei fenomeni più energetici possibili nell&#8217;universo: una quantità enorme di energia viene rilasciata sotto forma di onde gravitazionali, le quali sono capaci di generare delle increspature nel &#8220;tessuto&#8221; dello spaziotempo. Le previsioni teoriche mostrano che in alcuni casi particolari, a seconda dell&#8217;orientamento reciproco degli assi di rotazione dei buchi neri e del rapporto delle loro masse, la fusione di due buchi neri può produrre onde gravitazionali non isotropiche, generando un effetto di rinculo. Grazie a questo effetto il nuovo buco nero formatosi dalla fusione dei due buchi neri di partenza può essere &#8220;calciato&#8221; fuori dal centro della galassia stessa. Fino ad oggi però non esistevano osservazioni dettagliate che potessero confermare o confutare queste previsioni. &#8220;Effettuare osservazioni ad alta risoluzione sia in ottico che in radio era fondamentale per capire se effettivamente il buco nero super massiccio di 3C186 fosse stato calciato fuori dalla galassia stessa: i nuovi studi confermano questo scenario, permettendoci di capire meglio come evolvono i buchi neri supermassicci e le loro galassie ospiti&#8221;, dice Castignani. &#8220;È infatti ancora dibattuta la possibilità che due buchi neri supermassicci possano avvicinarsi ad una distanza tale da produrre onde gravitazionali tanto intense: l&#8217;alternativa è che raggiungano invece un&#8217;orbita stabile senza mai fondersi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il buco nero supermassiccio del quasar 3C 186 era un ottimo candidato per tentare di rispondere a questi interrogativi, dato che la sua posizione appare spostata rispetto al centro della galassia in cui si trova: un fenomeno che potrebbe essere spiegato dalla spinta delle onde gravitazionali. Per indagarlo, gli studiosi hanno utilizzato nuove osservazioni, sia ottiche che nelle onde radio, con livelli di risoluzione e sensibilità senza precedenti. Grazie alle immagini ottenute dal telescopio Hubble, è stato infatti possibile non solo confermare con grande accuratezza la posizione spostata del buco nero rispetto al centro della sua galassia, ma anche stabilire che la galassia ospite di 3C 186 è il prodotto di una fusione di galassie avvenuta in passato, circa un miliardo di anni prima. I risultati sono presentati nel primo dei due paper prodotti, pubblicato su The Astrophysical Journal. Nel secondo studio, invece, pubblicato su Astronomy &amp; Astrophysics Letters, i ricercatori hanno analizzato 3C 186 con le osservazioni del radiotelescopio Northern Extended Millimeter Array (NOEMA), che si trova sul Plateau de Bure, nelle Alpi francesi. I risultati ottenuti hanno permesso di confermare per la prima volta tramite osservazioni radio ad alta risoluzione che la posizione spostata del buco nero è con alta probabilità dovuta alla spinta delle onde gravitazionali generate dall&#8217;evento di fusione di due buchi neri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Queste osservazioni interferometriche erano fondamentali per testare lo scenario dell&#8217;effetto rinculo generato dalle onde gravitazionali&#8221;, conferma Castignani. &#8220;Ci hanno infatti permesso di sondare sia la riserva di gas molecolare all&#8217;interno della galassia ospite, ovvero il carburante che permette la formazione delle stelle, sia l&#8217;emissione radio del quasar 3C186, la quale è alimentata dal materiale in prossimità del buco nero supermassiccio&#8221;. Grazie alle nuove osservazioni del radiotelescopio NOEMA gli studiosi hanno scoperto non solo che il gas molecolare della galassia è spostato, in proiezione, di ben 38.000 anni luce rispetto alla posizione del quasar 3C186 che ospita il buco nero super massiccio, ma anche che i due si muovono ad con una velocità relativa di 2.000 chilometri al secondo lungo la linea di vista. Conclusioni, queste, che supportano fortemente lo scenario secondo cui il buco nero supermassiccio di 3C 186 è stato espulso dal nucleo della galassia in seguito alla produzione di onde gravitazionali generate dalla fusione avvenuta tra due buchi neri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/06/13/spazio-osservato-buco-nero-supermassiccio-che-si-comporta-in-modo-insolito/">Spazio. Osservato buco nero supermassiccio che si comporta in modo insolito</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Spazio: stanotte passaggio asteroide 52768</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 18:40:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il passaggio ravvicinato, previsto per questa notte, dell&#8217;asteroide numero 52768 &#8211; ancora senza nome e che quindi porta la sigla di scoperta 1998 OR2 &#8211; e&#8217; un&#8217;ottima notizia per (almeno) due motivi: la traiettoria conosciuta e la grande dimensione che ne permette la visione anche con telescopio amatoriale. Le buone notizie per il nostro Pianeta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/28/spazio-stanotte-passaggio-asteroide-52768/">Spazio: stanotte passaggio asteroide 52768</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il passaggio ravvicinato, previsto per questa notte, dell&#8217;asteroide numero 52768 &#8211; ancora senza nome e che quindi porta la sigla di scoperta 1998 OR2 &#8211; e&#8217; un&#8217;ottima notizia per (almeno) due motivi: la traiettoria conosciuta e la grande dimensione che ne permette la visione anche con telescopio amatoriale. Le buone notizie per il nostro Pianeta sono legate non tanto dal fatto che il &#8216;transito&#8217; avverra&#8217; a una distanza di tutta sicurezza (piu&#8217; di 6 milioni di chilometri, circa 16 volte la distanza della Luna) ma perche&#8217; conosciamo con tale accuratezza la sua orbita da poter escludere qualsiasi rischio. 1998 OR2 fa parte di quella famiglia di asteroidi che hanno orbite vicine a quelle della Terra e con dimensioni maggiori di 1 km, potenzialmente molto pericolosi perche&#8217; in caso di impatto provocherebbero conseguenze devastanti su scala globale. Oggetti dei quali abbiamo ormai scoperto (quasi) tutti ed escluso che nel prossimo secolo possano rappresentare una reale minaccia. Un obiettivo di conoscenza raggiunto grazie ai grandi progressi nel monitoraggio della popolazione dei Neo (Near-Earth Objects: oggetti vicini alla Terra). &#8220;Negli ultimi vent&#8217;anni si e&#8217; sistematicamente osservato il cielo ogni notte a caccia di asteroidi e calcolato senza sosta l&#8217;evoluzione futura delle loro orbite. Una attivita&#8217; in cui la comunita&#8217; scientifica italiana ha- ricorda Ettore Perozzi responsabile dell&#8217;Ufficio sorveglianza spaziale dell&#8217;Agenzia Spaziale Italiana (Asi)- una indiscussa posizione di eccellenza, messa a sistema dall&#8217;Asi che ha fortemente sostenuto in Esa la creazione di un centro di coordinamento asteroidale (Neo Coordination Centre) oggi ospitato presso l&#8217;Esrin di Frascati. Nel sito web del centro (neo.ssa.esa.int) si potranno trovare informazioni di tutti i tipi sui Neo, dalle animazioni delle loro orbite alla lista degli oggetti sotto osservazione, dai servizi per gli osservatori alle ultime notizie tra cui una scheda tecnica dedicata all&#8217;incontro di 1998 QR2 con la Terra con tutti i dettagli del caso&#8221;.</p>
<p>L&#8217;altra buona notizia su 1998 OR2 e&#8217; che essendo in oggetto di grandi dimensioni (stimate tra 1 e 4 km) sara&#8217; possibile osservarlo da terra anche con telescopi amatoriali: un&#8217;occasione davvero speciale per gli appassionati di astronomia pratica. Al grande radiotelescopio di Arecibo a Puerto Rico non si sono fatti sfuggire l&#8217;occasione e hanno prodotto una spettacolare immagine radar dell&#8217;asteroide. Per una curiosa coincidenza il passaggio di 1998 OR2 avviene in concomitanza con la pubblicazione sulla autorevole rivista &#8216;Meteoritics and Planetary Science&#8217; del ritrovamento di un manoscritto ottomano risalente al 1888 in cui si trova conferma per la prima volta di una vittima da meteorite. Il violento impatto di un asteroide di piccole dimensioni su una collina nella regione di Sulaymaniyah (nell&#8217;odierno Iraq) probabilmente esploso in volo, secondo i rapporti dei Vizir dell&#8217;epoca al governo centrale avrebbe ucciso una persona e ferito gravemente un&#8217;altra. Un evento che ricorda il &#8216;superbolide&#8217; di Chelyabinsk che nel febbraio 2013 getto&#8217; nello scompiglio la citta Siberiana (in quel caso fortunatamente ci furono solo feriti dovuti agli effetti collaterali come l&#8217;esplosione delle finestre causate dall&#8217;onda d&#8217;urto) e che rappresenta la nuova frontiera del monitoraggio asteroidale: la scoperta di piccoli asteroidi in rotta di collisione con la Terra con un anticipo tale da poter individuare tempestivamente la regione interessata dalla eventuale caduta di meteoriti. Ad oggi ci si e&#8217; riusciti solo poche volte ma in futuro dovrebbe essere la norma grazie al contributo della nuova generazione di telescopi destinati alla sorveglianza spaziale. Primo fra tutti Fly-Eye (cosi&#8217; chiamato a per le ottiche che ricordano l&#8217;occhio di una mosca) telescopio che l&#8217;Asi ha fortemente voluto nell&#8217;ambito del programma ESA Space Situational Awareness che e&#8217; in via di completamento e installato sul Monte Mufara, in Sicilia. Con il suo superocchio, Fly Eye e&#8217; particolarmente sensibile ai corpi celesti che vorranno avvicinarsi troppo vicino alla Terra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/28/spazio-stanotte-passaggio-asteroide-52768/">Spazio: stanotte passaggio asteroide 52768</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>INAF &#8211; Osservatorio Astronomico d&#8217;Abruzzo: 11 novembre, transito di Mercurio davanti al disco solare</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/11/08/inaf-osservatorio-astronomico-dabruzzo-11-novembre-transito-di-mercurio-davanti-al-disco-solare/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 18:28:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il prossimo lunedì 11 novembre il pianeta Mercurio, visto dalla Terra, transiterà davanti al disco solare. In tale occasione, e nell’ambito della manifestazione nazionale Light in Astronomy dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo (OAAB) aprirà le porte al pubblico e alle scuole, proponendo osservazioni guidate con il telescopio solare, visite guidate al museo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/08/inaf-osservatorio-astronomico-dabruzzo-11-novembre-transito-di-mercurio-davanti-al-disco-solare/">INAF &#8211; Osservatorio Astronomico d&#8217;Abruzzo: 11 novembre, transito di Mercurio davanti al disco solare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo lunedì 11 novembre il pianeta Mercurio, visto dalla Terra, transiterà davanti al disco solare.<br />
In tale occasione, e nell’ambito della manifestazione nazionale Light in Astronomy dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l’Osservatorio Astronomico d’Abruzzo (OAAB) aprirà le porte al pubblico e alle scuole, proponendo osservazioni guidate con il telescopio solare, visite guidate al museo storico e ai laboratori didattici dell’Istituto, e “chiacchierate” con gli astronomi, che saranno a disposizione per rispondere a domande e curiosità. In caso di condizioni meteorologiche avverse, sarà comunque possibile assistere al transito attraverso il collegamento streaming con il Telescopio Nazionale Galileo dell’INAF, il più importante strumento ottico della comunità astronomica italiana, situato alle Isole Canarie.<br />
Ai visitatori sarà inoltre offerta la conferenza “Dalle sonde Mariner alla BepiColombo: cosa sappiamo su Mercurio”, tenuta da Gaetano Di Achille, planetologo presso l’OAAB.<br />
Il transito di Mercurio sul disco solare è un evento astronomico raro, che avviene in media 13 o 14 volte in un secolo, quando il pianeta si interpone fra la Terra e il Sole. L’ultimo transito si è verificato nel 2016, mentre per il prossimo occorrerà attendere il 2032. Si tratta di un fenomeno simile a un’eclissi di Sole, in cui Mercurio apparirà come un minuscolo disco nero che si muove lentamente attraverso il disco solare. A causa delle ridottissime dimensioni apparenti, il fenomeno non è visibile ad occhio nudo, ma richiede l’uso di speciali strumenti. Si ricorda di non osservare mai il Sole direttamente con telescopi o binocoli, per non incorrere nel rischio di danni alla vista.<br />
Storicamente i transiti dei pianeti hanno fornito agli scienziati l’opportunità di determinare la nostra distanza dal Sole, utilizzata poi come unità di misura (Unità Astronomica) per le distanze all’interno del Sistema Solare. Il moto di Mercurio attorno al Sole ha assunto anche un ruolo di fondamentale importanza nella prima verifica della Teoria della Relatività Generale di Einstein. Nell’ Ottobre 2018 è stata lanciata alla volta di Mercurio la sonda “BepiColombo” dell’ESA, con l’obiettivo di studiare il pianeta e verificare più in dettaglio le previsioni della Relatività Generale.<br />
L’evento inizierà alle 13:30 presso la cupola del telescopio Cooke dell’OAAB. La partecipazione è gratuita ma è necessaria la prenotazione al numero 0861.439700.<br />
Per maggiori informazioni: http://www.oa-teramo.inaf.it/light-astronomy-teramo/</p>
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		<title>Clima: la terra brucia, roccia più calda e meno stabile</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/11/04/clima-la-terra-brucia-roccia-piu-calda-e-meno-stabile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 15:53:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato misurato l&#8217;attimo esatto in cui in una grotta delle Alpi Giulie scompare il permafrost. Il risultato, pubblicato dall&#8217;Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar) e dall&#8217;Universita&#8217; dell&#8217;Insubria sulla rivista &#8216;Progress in Physical Geography: Earth and Environment&#8217;, e dice che la temperatura della roccia sotterranea nelle montagne sta cambiando molto rapidamente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/04/clima-la-terra-brucia-roccia-piu-calda-e-meno-stabile/">Clima: la terra brucia, roccia più calda e meno stabile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato misurato l&#8217;attimo esatto in cui in una grotta delle Alpi Giulie scompare il permafrost. Il risultato, pubblicato dall&#8217;Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar) e dall&#8217;Universita&#8217; dell&#8217;Insubria sulla rivista &#8216;Progress in Physical Geography: Earth and Environment&#8217;, e dice che la temperatura della roccia sotterranea nelle montagne sta cambiando molto rapidamente Il risultato e&#8217; stato recentemente pubblicato ma e&#8217; il 2014 quando i ricercatori dell&#8217;Istituto scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar), insieme a quelli dell&#8217;Universita&#8217; di Insubria, misurano il momento esatto in cui scompare il permafrost in una grotta del monte Canin, sulle Alpi Giulie. &#8220;La scomparsa di questo particolare stato termico della roccia, che chiamiamo permafrost, ha pero&#8217; alcune gravi conseguenze sulla conservazione delle riserve idriche e sulla stabilita&#8217; delle montagne&#8221;, avverte il Cnr.<br />
&#8220;Bisogna immaginare la roccia sotterranea come organizzata per strati. Lo strato piu&#8217; esterno ghiaccia d&#8217;inverno e scongela d&#8217;estate mentre lo strato piu&#8217; interno rimane sempre sotto lo zero: questo e&#8217; il permafrost&#8221;, spiega Renato R. Colucci del Cnr-Ismar.<br />
Nel settembre 2014 si e&#8217; verificato un cambiamento repentino del regime termico della roccia sotterranea del Canin, laddove invece di solito si osservano cambiamenti molto piu&#8217; lenti. La roccia sotterranea, infatti, e&#8217; molto resiliente, e quindi questo drastico cambiamento delle proprieta&#8217; termiche indica il fatto che la roccia ha ricevuto un calore superiore a quello abituale, per un lungo periodo di tempo.</p>
<p>Nell&#8217;intervallo di tempo di pochi giorni, il permafrost di una grotta sul Canin, che i ricercatori stavano monitorando da tre anni, e&#8217; passato sopra lo zero. Da allora la roccia ha un andamento stagionale, cioe&#8217; ogni anno ghiaccia d&#8217;inverno ma d&#8217;estate supera lo zero. &#8220;Questo aspetto ha importanti ripercussioni sulle riserve d&#8217;acqua sotterranea, stoccate sotto forma di ghiaccio permanente, che caratterizzano le aree carsiche di alta quota come ad esempio le Alpi Giulie, ma anche estese aree delle Alpi austriache o svizzere. La superficie topografica del ghiacciaio sotterraneo in questa grotta si e&#8217; abbassata di mezzo metro nell&#8217;arco di soli quattro anni&#8221;, aggiunge Renato R. Colucci del Cnr-Ismar. La scomparsa del permafrost in roccia ha inoltre importanti ripercussioni a livello alpino e riguarda qualsiasi tipo di roccia. Il permaforst infatti tende a dare maggiore stabilita&#8217; a versanti e pareti ad alta quota grazie all&#8217;azione legante che il ghiaccio imprime alle fratture rocciose. Il suo scongelamento porta ad un potenziale aumento di eventi franosi e, anche se non e&#8217; mai stata misurata una correlazione diretta, si osserva che negli ultimi anni sulle Alpi Giulie sono aumentati i casi di crollo di vaste porzioni rocciose. Inoltre, in generale, la riduzione dei ghiacciai sotterranei determina un contraccolpo sul regime idrico complessivo e sulla portata dei corsi d&#8217;acqua. Questo risultato e&#8217; stato ottenuto con dei particolari termometri che hanno misurato la temperatura in continuo per sette anni, in diversi punti della grotta. La ricerca fa parte di un piu&#8217; ampio progetto. Si chiama &#8216;C3-Cave&#8217;s Cryosphere and Climate&#8217; e intende studiare, sotto diversi aspetti, i depositi di ghiaccio sotterraneo nelle aree carsiche. &#8216;C3-Cave&#8217;s Cryosphere and Climate&#8217; e&#8217; finanziato in parte dalla Societa&#8217; Speleologica CGEB della Societa&#8217; Alpina delle Giulie. Nel progetto sono coinvolti altri istituti di ricerca e Universita&#8217; di diversi paesi: oltre all&#8217;Italia infatti vi partecipano Austria, Svizzera, Germania, Slovenia e Romania.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/04/clima-la-terra-brucia-roccia-piu-calda-e-meno-stabile/">Clima: la terra brucia, roccia più calda e meno stabile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Capestrano (AQ): Strano Film Festival, primo festival internazionale di cinema dedicato alla &#8220;Terra&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2019 18:52:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 22 al 25 agosto, a Capestrano (AQ), torna Strano film festival, il primo festival internazionale di cinema dedicato alla &#8220;Terra&#8221; giunto alla terza edizione. Ideato da Gianluca Fratantonio e da lui organizzato insieme a Simonetta Caruso e Elizabeth Tomasetti, mossi in virtù del valore inestimabile della sapienza degli abitanti del luogo e del loro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/07/01/capestrano-aq-strano-film-festival-primo-festival-internazionale-di-cinema-dedicato-alla-terra/">Capestrano (AQ): Strano Film Festival, primo festival internazionale di cinema dedicato alla &#8220;Terra&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 22 al 25 agosto, a Capestrano (AQ), torna Strano film festival, il primo festival internazionale di cinema dedicato alla &#8220;Terra&#8221; giunto alla terza edizione.</p>
<p>Ideato da Gianluca Fratantonio e da lui organizzato insieme a Simonetta Caruso e Elizabeth Tomasetti, mossi in virtù del valore inestimabile della sapienza degli abitanti del luogo e del loro lavoro sul territorio, la terza edizione di Strano film festival lavorerà sul tema della &#8220;terra del futuro: quale pianeta ci aspetta? Quale orizzonte di futuro vogliamo costruire?&#8221;.</p>
<p>Alla call da poco conclusa hanno applicato 1200 artisti e artiste provenienti da 80 paesi diversi: all&#8217;esito della selezione, sono stati scelti 30 cortometraggi provenienti da Europa (Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Baschi, Portogallo, Spagna, Svizzera, Regno Unito), Asia (Hong Kong, Giappone, Corea, India), Stati Uniti, Argentina e Nuova Zelanda.</p>
<p>I temi che rispondono all&#8217;idea di &#8220;terra del futuro&#8221; vanno dall&#8217;incontro con l&#8217;altro alle tradizioni culinarie; dalla migrazione alla sperimentazione scientifica; dalle modalità alternative di vita alle abitudini degli adolescenti in varie parti del mondo; storie di resistenza che offrono visioni di un futuro da ripensare. Una selezione volta a indagare le nuove idee e le sperimentazioni in atto per uno sviluppo positivo della terra: agricoltura, ambiente e migrazione.</p>
<p>I cortometraggi, che verranno presentati e proiettati nella splendida cornice della corte medievale del Castello Piccolomini, affrontano le tecniche più diverse: animazione, documentario, fiction, sguardi che vogliono stimolare una progettualità legata alla terra, che sia innovativa, creativa, non convenzionale pur restando autentica e ancorata alle tradizioni.</p>
<p>La giuria che valuterà le opere è di altissimo prestigio: ne fanno parte Mark Anastasio (curatore della serie di film Coolidge After Midnight e Program Manager al Coolidge Corner Theatre di Brookline, Massachusetts), Lu Heintz (artista, educatrice e collaboratrice femminista. Docente presso Rhode Island School of Design, Providence, RI), Pierlorenzo Puglielli (co-fondatore del Sulmona Film Festival e Wolf Solutions for Cinema), Piercesare Stagni (docente di storia cinema al Centro Sperimentale di Cinematografia Sede d&#8217;Abruzzo e all&#8217;Accademia Internazionale di Cinema di Pescara), Emma Zbiral-Teller (videoartista, curatrice e docente di Brooklyn, New York e membro fondatore di Straight Through the Wall).</p>
<p>Al vincitore andrà un premio di 1000 euro.</p>
<p>Altro riconoscimento, The Capestrangers Award, sarà assegnato attraverso un originale sistema di voto dal pubblico.</p>
<p>Il proposito di Strano Film Festival è quello di attivare una dinamica che possa ripensare il modo in cui viviamo e utilizziamo la terra. La terra è un elemento naturale e, per gli uomini, uno spazio in cui muoversi e trovare nutrimento.</p>
<p>Il rapporto con il territorio di Capestrano e la Valle del Tirino è centrale per il Festival che non plana dall&#8217;alto ma indaga la quotidianità e le diverse modalità, sia di vita che produttive, che il contesto offre. Per questo motivo, i protagonisti del Festival e il pubblico che ogni anno arriva da fuori per assistervi, hanno la possibilità, durante il giorno, di visitare le tante attività produttive ed agricole di tutta la Valle del Tirino che aderiscono al programma parallelo del festival con l&#8217;idea di mettere in relazione le persone che vivono in questi luoghi con i visitatori.</p>
<p>In occasione della terza edizione di Strano Film, verrà avviato con una serie di tavole rotonde aperta a cittadinanza, artisti e visitatori, il progetto di ricerca Terre Future, elaborazione delle diverse soluzioni e utopie che accompagnano la progettazione del nostro avvenire. Uno studio che ha lo scopo di immaginare un futuro diverso, consapevole, che rivitalizzi le aree rurali italiane e non solo. Progetto che vedrà il suo inizio in questa edizione del Festival, attraverso una serie di tavole rotonde aperte alla cittadinanza, artisti e visitatori.<br />
I FILM SELEZIONATI</p>
<p>A Blank Control, Maëva Jacques (Francia)</p>
<p>Água Mole, Alexandra Ramires (Xá) / Laura Gonçalves (Portogallo)</p>
<p>All Rot, Max Hattler (Hong Kong)</p>
<p>Ato San Nen, Pedro Collantes (Spagna)</p>
<p>Blue Spring, James Wylie (Nuova Zelanda)</p>
<p>C&#8217;est La Vie, Massimo Alì Mohammad (Italia)</p>
<p>Caccia Bassa, Agnese Làposi / Martina Vanini (Svizzera)</p>
<p>Carne e Polvere, Antonio La Camera (Italia)</p>
<p>D&#8217;Abruzzo: The Meat, Fat, Meat, Fat, Meat, Fat Lamb Skewers of Abruzzo, Liza de Guia (Stati Uniti)</p>
<p>Fantasia, Teemu Nikki (Finlandia)</p>
<p>Felici e Fortunati, Giulia Zennaro (Italia)</p>
<p>Fish Story, Charlie Lyne (Regno Unito)</p>
<p>Food, Earth, Happiness, Suhee Kang / Patrick M. Lydon (Giappone)</p>
<p>Heat Wave, Fokion Xenos (Grecia)</p>
<p>Il Limite, Edmondo Riccardo Annoni (Italia)</p>
<p>Il Mondiale In Piazza, Vito Palmieri (Italia)</p>
<p>Janak Didi, Vivek Jain (India)</p>
<p>L&#8217;ultima spiaggia di Palermo, João Pedro Prado (Brasile)</p>
<p>Miraila, Begoña Vicario (coordinator) (Paesi Baschi)</p>
<p>Rue Garibaldi, Federico Francioni (Italia)</p>
<p>Salam, Claire Fowler (Stati Uniti)</p>
<p>Supermarket, Gianluca Abbate (Italia)</p>
<p>The Story of Stefano, Chiara Malta (Italia)</p>
<p>Todorov on the Threshold, Ida Andreasen (Danimarca)</p>
<p>Where ever I am, let me be; the sky is mine, Mahta Hosseini (Iran)</p>
<p>Ulise&#8217;s Canoe, Diego Fió (Argentina)</p>
<p>UTOPIA, Yang Kwihae (Giappone/Corea/Regno Unito)</p>
<p>Watu Wote, Katja Benrath (Germania)</p>
<p>Where Is Europe?, Valentina Signorelli (Italia)</p>
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		<title>Ambiente, Wwf: 2017 anno terribile per pianeta, ecco 7 segnali lanciati da terra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 22:02:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2017 abbiamo visto un brutto film e a raccontarcelo e&#8217; stato il nostro Pianeta. Abbiamo assistito ad un Anno horribilis a giudicare dalle immagini che ci ha mostrato: uragani e alluvioni, riduzione delle banchise polari e dei ghiacciai, moria di barriere coralline per i fenomeni di sbiancamento, si sono succeduti in tante parti del mondo e con un&#8217;intensificazione dei fenomeni accelerata, presenza pervasiva delle plastiche nei mari e negli oceani, continuo degrado di ambienti naturali straordinariamente importanti, come le foreste, perdita continua di specie viventi, segnali sempre piu&#8217; evidenti di una sesta &#8220;estinzione di massa&#8221; dovuta all&#8217;intervento umano, siccita&#8217;, con ondate di calore che hanno innescato piu&#8217; facilmente anche incendi persino in regioni remote come Siberia e Groenlandia. Non ultimo, l&#8217;incremento delle ondate di flussi migratori dai paesi piu&#8217; poveri, a dimostrazione del forte legame tra crisi degli habitat e crisi umanitaria. Per rispondere all&#8217;Sos del Pianeta il Wwf ha lanciato oggi la sua iniziativa &#8220;Planet is Calling&#8221; come prima fase della sua Campagna di Natale &#8220;Wwf is Calling&#8221;. Questa mattina la sede Wwf di Roma si e&#8217; &#8216;vestita&#8217;del messaggio per il Pianeta con uno striscione che restera&#8217; visibile fino a fine anno e inaugurato con alcuni degli Ambassador dell&#8217;Associazione: Michelle Carpente, Elena Di Cioccio e Alessandro Tersigni. Il Wwf ha anche realizzato l&#8217;Album 2017, sette segnali, lanciati in diverse parti del Pianeta, che mostrano l&#8217;impressionante effetto del crescente cambiamento climatico e di altre nostre azioni insostenibili. Il lancio della Campagna e&#8217; avvenuto anche in coincidenza dell&#8217;inaugurazione a Roma, presso il Museo Maxxi, del progetto d&#8217;arte contemporanea Light di uno dei piu&#8217; importanti artisti e fotografi al mondo, Michel Comte. Si tratta di una raccolta di lavori che esplora l&#8217;impatto ambientale del riscaldamento globale sui ghiacciai del pianeta. Il Wwf ha deciso di sposare questo progetto anche in prosecuzione del percorso di partnership avviato col Maxxi per diffondere la cultura e la sensibilizzazione in difesa dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Nel corso della sua Campagna il Wwf realizzera&#8217; una serie di attivita&#8217; di sensibilizzazione sul tema climate-change e accompagnera&#8217; la tappa di Light presso la Triennale di Milano. Per il Wwf l&#8217;urgenza e&#8217; quella di invertire subito questa tendenza: i sistemi complessi si stanno avvicinando a situazioni critiche che noi stessi potremo non essere in grado piu&#8217; di invertire. Ecco perche&#8217; il fattore tempo e&#8217; cosi&#8217; importante. Il momento per agire e&#8217; ora, e non possiamo solo aspettare che governi e autorita&#8217; si attivino per tempo, possiamo essere tutti ora attori del cambiamento. Nelle prossime settimane il Wwf proseguira&#8217; la sua Campagna Wwf is Calling raccontando le storie dei tanti &#8220;Eroi di Natura&#8221; che stanno cambiando, con grandi e piccole azioni quotidiane, il senso di questa corsa verso la perdita di specie e habitat attraverso soluzioni per combattere il cambiamento climatico e per adattare le proprie comunita&#8217; ai fenomeni gia&#8217; in atto.</p>
<p>La visione di insieme dei momenti piu&#8217; significativi va oltre la sequenza temporale: l&#8217;accelerazione evidente denuncia il fatto che per molti processi di persistente degrado dei sistemi naturali siamo ormai molto vicini al sorpasso di punti critici, oltre i quali la nostra capacita&#8217; di azione per sovvertire la situazione puo&#8217; essere quasi nulla. La successione degli uragani nell&#8217;area atlantica e soprattutto della loro forza e intensita&#8217; ha lasciato colpiti molti studiosi; la visione di tre uragani insieme, Katia, Irma e Jose&#8217;, fotografati dai satelliti, ha sorpreso tutti. Una fotografia satellitare cosi&#8217; e&#8217; apparsa una significativa preoccupante novita&#8217;. Globalmente nella stagione si sono scatenati ben 16 uragani, continua il Wwf Italia.</p>
<p>Inoltre, per diversi ecosistemi forestali che costituiscono una fonte indispensabile di ossigeno e di sequestro di CO2, in condizioni di forti ondate di calore e prolungati periodi di siccita&#8217;, non sono piu&#8217; &#8220;sequestratori&#8221; di anidride carbonica (biossido di carbonio) ma diventano emettitori di CO2. Il cambiamento climatico del quale si sta discutendo in questi giorni nel nuovo summit a Bonn (la 23° conferenza delle Parti, COP, della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici) e&#8217; un facilitatore di questi processi. Quest&#8217;anno si e&#8217; rafforzata la concentrazione di anidride carbonica nella composizione chimica dell&#8217;atmosfera che ha sorpassato le 400 ppm (parti per milione di volume) gia&#8217; nel 2016. Una concentrazione simile non e&#8217; presente nell&#8217;atmosfera da almeno 800.000 anni (dati accertati dalle bolle d&#8217;aria presenti nei carotaggi dei ghiacci di questo lungo periodo) e, secondo i dati paleoclimatologi indiretti, le 400 ppm sono state raggiunte 3-5 milioni di anni fa durante la meta&#8217; del Pliocene; in quel periodo i ghiacciai della Groenlandia e dell&#8217;Antartide si erano fusi o ritirati, il livello dei mari era superiore di 10-20 metri rispetto al livello attuale e la temperatura era di 3-4°C superiore a quella attuale. &#8220;E&#8217; necessaria una grande pressione pubblica sui governi e sulle autorita&#8217; politiche, e il Wwf si batte per realizzare concretamente l&#8217;Accordo di Parigi sul clima e l&#8217;Agenda 2030 con i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, documenti sottoscritti da tutti i paesi del mondo in sede Nazioni Unite, nonche&#8217; un grande Patto internazionale sull&#8217;ambiente, come indicato dal Presidente francese Macron alle Nazioni Unite, che metta insieme l&#8217;impegno di tutti per salvaguardare i sistemi naturali di tutto il mondo che costituiscono la base fondamentale del nostro sviluppo e del nostro benessere- ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente del Wwf Italia- Al fianco di questa opera di pressione tutti possiamo fare qualcosa ogni giorno, con azioni concrete, per ridurre il nostro impatto sulla natura. E gia&#8217; oggi sono tanti gli esempi di soluzioni adottate da comunita&#8217; in tante parti del mondo che stanno facendo la differenza. Grazie al Wwf puoi fare parte di chi si preoccupa del nostro futuro, di quello dei nostri figli, figlie e nipoti e delle generazioni che verranno. E della natura che garantisce il nostro futuro&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/11/15/ambiente-wwf-2017-anno-terribile-per-pianeta-ecco-7-segnali-lanciati-da-terra/">Ambiente, Wwf: 2017 anno terribile per pianeta, ecco 7 segnali lanciati da terra</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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