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	<title>trivelle Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Referendum trivelle, WWF: basta con la diseducazione civica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2016 09:26:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il WWF chiama tutti a  mettere fine  a questa lezione di &#8220;diseducazione civica” che proviene da vari esponenti  politici ed istituzionali e tesa a delegittimare il voto referendario. Il WWF in particolare chiede al Ministro Galletti un maggior equilibrio istituzionale. Il WWF ricorda come il Ministro già a suo tempo abbia taciuto, venendo meno al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il WWF chiama tutti a  mettere fine  a questa lezione di &#8220;diseducazione civica” </strong>che proviene da vari esponenti  politici ed istituzionali e tesa a delegittimare il voto referendario. Il WWF in particolare chiede al Ministro Galletti un maggior equilibrio istituzionale. Il WWF ricorda come il Ministro già a suo tempo abbia taciuto, venendo meno al suo ruolo istituzionale anche quando il Governo ha scippato gli italiani del Piano delle Aree che doveva essere sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica.</p>
<p>Dichiara il WWF: “In un’alternanza di silenzi e proclami ora il Ministro tira in ballo l&#8217;argomento della tecnicità del quesito, come se gli italiani fossero ignoranti e incapaci di comprendere quale sia la vera posta del voto referendario <strong>valutato e ritenuto valido dalla Corte di Cassazione e dalla Corte Costituzionale</strong>, ovvero, la proroga artificiosa della vita di quelle piattaforme che insistono nell&#8217;area <em>offlimits </em>delle 12 miglia. Purtroppo il Ministro sembra essersi accodato a quanti, ben sapendo che la stragrande maggioranza degli italiani è per il sì, punta all&#8217;astensionismo per scoraggiare ogni confronto e l&#8217;esercizio democratico del voto. Chi invita all&#8217;astensionismo sa di perdere nel confronto democratico e si rifugia nell&#8217;unica arma a disposizione, quella della delegittimazione della scadenza referendaria. Nulla di nuovo, è già successo quattro anni fa con i referendum contro l&#8217;energia nucleare e la privatizzazione dell&#8217;acqua. Meraviglia che a farlo sia un Ministro di un Governo in carica che dovrebbe avere interesse alla tutela ambientale dei nostri mari, delle nostre coste&#8221;.</p>
<p>E infine il WWF conclude: &#8220;Su una cosa sola ha ragione il Ministro Galletti, la<strong> disinformazione sul referendum. </strong>Peccato che da uomo di Governo dovrebbe ricordarsi che è stato il Consiglio dei Ministri a scegliere di fissare il voto nella prima domenica ‘utile’ il 17 aprile. Invece che lamentarsene, dovrebbe fare qualcosa per aumentare la conoscenza. Invece, con l&#8217;invito più o meno velato all&#8217;astensione dimostra di non voler affrontare il confronto nel merito di temi importanti come le politiche energetiche e la tutela dell&#8217;ambiente&#8221;.</p>
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		<title>I climber di Greenpeace per il referendum #notriv</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2016 09:24:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un team di 10 climber di Greenpeace è entrato in azione su una delle più belle scogliere italiane, la “Montagna Spaccata”, nei pressi di Gaeta, per richiamare l’attenzione sul referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile. In quella data si voterà per respingere o confermare la strategia fossile del governo Renzi, che individua nelle scarsissime [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un team di 10<strong> climber di Greenpeace</strong> è entrato in azione su una delle più belle scogliere italiane, la<strong> “Montagna Spaccata”</strong>, nei pressi di Gaeta, per richiamare l’attenzione sul referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile. In quella data si voterà per respingere o confermare la strategia fossile del governo <strong>Renzi</strong>, che individua nelle scarsissime riserve nazionali offshore di petrolio e gas il principale asse di sviluppo energetico del Paese.</p>
<p class="ecxMsoNormal">I climber di Greenpeace hanno aperto due enormi striscioni, per un totale di circa 250 metri quadrati, dove si poteva leggere: <strong>“Stop trivelle, il 17 aprile vota sì”</strong>. Intanto, un altro team stendeva sulle acque antistanti la scogliera un secondo striscione che ribadiva anche dal mare il messaggio<strong> “Stop trivelle”</strong>.</p>
<p class="ecxMsoNormal">Secondo Greenpeace, sul referendum si sta facendo troppa poca informazione. E visti i tempi ridottissimi della campagna referendaria – imposti dal governo per scongiurare il quorum – si rischia di arrivare alla data del voto con una buona parte dell’opinione pubblica poco o per nulla informata. Greenpeace considera questa strategia di strisciante sabotaggio del voto referendario un atteggiamento lesivo della democrazia. Per questo l’associazione ambientalista fa appello a tutte le personalità, le organizzazioni e i singoli cittadini che hanno a cuore il libero confronto e la sovranità popolare affinché si mobilitino per fare informazione e coinvolgere gli italiani in una consultazione della massima importanza.</p>
<p class="ecxMsoNormal">«Ci stiamo battendo per spiegare che il referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile è un appuntamento che riguarda il nostro Paese nella sua interezza. Votare Sì significherà chiarire al governo che non vogliamo le trivelle nei nostri mari, che preferiamo l’oro blu all’oro nero, che il turismo, la pesca sostenibile e la qualità dei paesaggi valgono molto più dei pochissimi barili di greggio o delle misere riserve di gas che potremmo estrarre dai nostri fondali», ha dichiarato <strong>Andrea Boraschi, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace</strong>.</p>
<p class="ecxMsoNormal">Greenpeace ritiene che il voto dei cittadini possa fermare la miope strategia energetica del governo, basata sulle vecchie e inquinanti fonti fossili, e incoerente con gli impegni per ridurre le emissioni di gas serra assunti dall’Italia nell’ultimo vertice sul clima di Parigi. Un strategia che non accresce l’indipendenza energetica del Paese, non crea nuova occupazione (se non in quantità irrisoria) e non porta soldi nelle casse pubbliche. Serve solo a mantenere l’Italia nell’era delle fonti fossili, causa principale dei cambiamenti climatici e di sanguinosi conflitti che continuano a ripetersi, oltre che a rappresentare un rischio per il mare e per alcuni dei più preziosi patrimoni paesaggistici del Paese.</p>
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		<title>Greenpeace: l’Italia non si trivella! Attivisti all’Altare della Patria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2016 10:25:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco la nostra campagna per il referendum: il 17 aprile tutti a votare Sì per fermare le trivelle! Il nostro Paese non ha bisogno delle trivelle nei mari, ma di cittadini informati e consapevoli che lo mettano in salvo daipetrolieri. Per questo stamattina siamo entrati in azione a Piazza Venezia, a Roma, proprio davanti all’Altare [&#8230;]</p>
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<div>Ecco la nostra campagna per il referendum: il 17 aprile tutti a votare Sì per fermare le trivelle!</div>
</div>
<div>
<p>Il nostro Paese non ha bisogno delle <strong>trivelle nei mari</strong>, ma di cittadini informati e consapevoli che lo mettano in salvo dai<strong>petrolieri</strong>. Per questo stamattina siamo entrati in azione a Piazza Venezia, a Roma, proprio davanti all’Altare della Patria: per protestare pacificamente contro la strategia energetica del governo e invitare gli italiani a votare al <strong>referendum sulle trivelle</strong> del prossimo <strong>17 aprile</strong>!</p>
<p>Quale luogo migliore per ricordare ai cittadini che il <strong>referendum</strong> del prossimo <strong>17 aprile</strong> riguarda l’Italia nella sua interezza?</p>
<p>I nostri attivisti sono andati “in piazza” con 30 piccole trivelle e uno striscione sul quale si leggeva<strong>&#8220;L’ITALIA NON SI TRIVELLA!&#8221;</strong></p>
<h3 id="a0"><a class="zoom" href="http://stop-trivelle.greenpeace.it/?utm_source=planet&amp;utm_medium=news&amp;utm_campaign=stop-trivelle_lancio_24022016" target="_blank">Il loro appello è anche per te: da oggi puoi entrare in azione anche tu, firmando il tuo impegno a votare sì al <strong>referendum</strong> e scaricando l’action kit per diffondere la <strong>campagna referendaria!</strong></a></h3>
<p><strong>Per raggiungere il quorum e dire No una volta per tutte alle trivelle, c’è bisogno del tuo voto! </strong></p>
<p>Le <strong>trivelle</strong> non sono “solo” una grave minaccia per i nostri mari, ma rappresentano un indirizzo energetico insensato, che condanna l’Italia alla dipendenza <strong>dalle fonti fossili</strong>. Un favore alle lobby del petrolio che espone a rischi enormi economie importanti come il turismo e la pesca.</p>
<p>Se non fermeremo <strong>le trivelle</strong>, i nostri mari finiranno nelle mani dei petrolieri: <a class="zoom" href="http://stop-trivelle.greenpeace.it/?utm_source=planet&amp;utm_medium=news&amp;utm_campaign=stop-trivelle_lancio_24022016" target="_blank">informati ora e contribuisci a diffondere la campagna sul <strong>referendum del 17 aprile</strong>! </a></p>
</div>
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		<title>Greenpeace sul referendum trivelle: anche le Regioni chiedano l’Election Day</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2016 09:36:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Greenpeace giudica inammissibile il silenzio dei Presidenti delle Regioni che hanno promosso il referendum sulle trivelle rispetto alla richiesta di un Election Day, per accorpare il voto referendario a quello delle prossime amministrative. Con un Election Day si faciliterebbe infatti la partecipazione democratica e si risparmierebbero centinaia di milioni di euro, altrimenti sprecati solo per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="ecxMsoNormal"><strong>Greenpeace</strong> giudica inammissibile il silenzio dei <strong>Presidenti delle Regioni</strong> che hanno promosso il referendum sulle trivelle rispetto alla richiesta di un <strong>Election Day</strong>, per accorpare il voto referendario a quello delle prossime amministrative.</p>
<p class="ecxMsoNormal">Con un Election Day si faciliterebbe infatti la partecipazione democratica e si risparmierebbero centinaia di milioni di euro, altrimenti sprecati solo per scongiurare il quorum e compiacere i petrolieri.</p>
<p class="ecxMsoNormal">Nei giorni scorsi Greenpeace ha lanciato questa richiesta con una petizione sulla piattaforma change.org, ottenendo in poco più di una settimana 55 mila adesioni.</p>
<p class="ecxMsoNormal">Oltre a favorire la partecipazione dei cittadini, si calcola che l’Election Day consentirebbe un risparmio di denaro pubblico stimabile tra i 350 e i 400 milioni di euro. Finora però solo il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, si è espresso con determinazione a sostegno di questa richiesta.</p>
<p class="ecxMsoNormal">«Cosa aspettano gli altri Presidenti delle Regioni promotrici a unirsi ai tanti cittadini italiani che con forza chiedono un Election Day?», dichiara Andrea Boraschi, primo firmatario della petizione e responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace.</p>
<p class="ecxMsoNormal">Greenpeace si rivolge direttamente a Zaia, Toti, De Luca, Ceriscioli, Pittella, Frattura, Pigliaru, Oliverio. Secondo l’associazione ambientalista, costoro hanno il dovere di sostenere la partecipazione e far sì che il referendum, che essi per primi hanno voluto, non diventi un inutile esborso per i cittadini.</p>
<p class="ecxMsoNormal">«Sono politici e amministratori con grande esperienza. Hanno dato inizio alla sfida referendaria e ora non possono tirarsi indietro. Dimostrino coerenza e si uniscano alla richiesta per l’Election Day», afferma Boraschi.</p>
<p class="ecxMsoNormal">Greenpeace attende su questo fronte anche l’impegno delle opposizioni, a partire dal Movimento 5 Stelle, sin qui rimasto inspiegabilmente in silenzio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/02/04/89769/">Greenpeace sul referendum trivelle: anche le Regioni chiedano l’Election Day</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Gli ambientalisti: i pasdaran pro trivelle creano problema al Governo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 11:32:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Governo Renzi ha un problema con i pasdaran pro-trivelle del Ministero dello Sviluppo Economico che, favorendo il più clamoroso conflitto istituzionale oggi in atto (con 10 Regioni che hanno promosso 6 referendum), interpretano in maniera distorta e riduttiva il ruolo del Ministero, facendo proprie le valutazioni di Assomineraria e gli interessi dei petrolieri e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/01/15/gli-ambientalisti-nelle-istituzioni-italiane-pasdaran-pro-trivelle-creano-problema-al-governo/">Gli ambientalisti: i pasdaran pro trivelle creano problema al Governo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo Renzi ha un problema con i pasdaran pro-trivelle del Ministero dello Sviluppo Economico che, favorendo il più clamoroso conflitto istituzionale oggi in atto (con 10 Regioni che hanno promosso 6 referendum), interpretano in maniera distorta e riduttiva il ruolo del Ministero, facendo proprie le valutazioni di Assomineraria e gli interessi dei petrolieri e non difendendo, con altrettanta forza, gli altri settori economici consolidati strategici per il Paese (turismo e pesca).</p>
<p>WWF, Legambiente e Greenpeace Italia chiedono il rigetto definitivo di tutti i procedimenti ancora pendenti nell’area di interdizione delle 12 miglia dalla costa (a cominciare da Ombrina) e una moratoria di tutte le attività di trivellazione a mare e a terra. Le associazioni denunciano inoltre una grave distorsione nell’operato del Ministero dello Sviluppo Economico, che sostiene e attua politiche di retroguardia in una difesa d’ufficio dei combustibili fossili, contro le scelte energetiche imposte dagli impegni assunti dall’Italia per la salvaguardia del clima: promuovere le energie rinnovabili, il risparmio e l’efficienza energetica per mantenere il riscaldamento globale entro 1,5°C.</p>
<p>Lo ricordano gli ambientalisti nel giorno in cui la Corte Costituzionale ha deciso di rimandare la Camera di Consiglio sui sei referendum proposti dalle Regioni sulle norme contenute nel decreto Sviluppo del 2012 e nel decreto Sblocca Italia del 2014, segnalando 4 peccati originali a conferma della loro valutazione:</p>
<p>Il 23 dicembre il Governo ha dovuto cambiare le norme, volute dal Ministero dello Sviluppo Economico, con le quali si stabiliva la strategicità per legge delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi da autorizzare con iter semplificati e super accelerati che emarginavano le Regioni. Con quelle norme si facevano salvi non solo gli atti abilitativi acquisiti, ma anche i soli procedimenti connessi e conseguenti in corso sino alla fine di giugno 2010 nell’area off limits delle 12 miglia marine. Il Governo l’ha fatto per disinnescare i referendum, ma quelle norme e procedure, contestate da almeno 3 anni dagli ambientalisti, erano evidentemente di dubbia legittimità.<br />
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha sempre fatto proprie pedissequamente le valutazioni e le richieste di Assomineraria, garantendo un regime di franchigie, royalty e agevolazioni tra i più favorevoli al mondo (le royalty in Italia sono al massimo al 10% mentre negli altri paesi produttori di petrolio vanno dal 25% della Guinea all’80% di Norvegia e Russia) sposando anche gli studi, non verificati, prodotti dai petrolieri sullo sviluppo del settore (stimando 25.000 nuovi occupati), quando ilturismo nelle aree costiere messe a rischio dalle trivelle fa registrare ogni anno 43 milioni le presenze di stranieri. Il solo settore della pesca occupa, già oggi, 25mila addetti, senza contare l’indotto e la maricoltura (pesci e molluschi).<br />
Il Ministero dello Sviluppo Economico, per la vigilanza sui grandi rischi connessi alle trivellazioni, ha preteso e ottenuto l’istituzione di un comitato interministeriale e di strutture territoriali in cui sono presenti dirigenti e funzionari dell’UNMIG (Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse del Ministero) avrebbe invece dovuto far nascere anche in Italia una’“Autorità competente” indipendente, come richiesto dalla normativa europea (Direttiva 2013/30/UE), chiaramente distinta dagli uffici Ministero, per evitare conflitti di interesse nello svolgimento dei suoi compiti, come richiesto dall’Europa;<br />
Il Ministero dello Sviluppo Economico è refrattario a qualsiasi forma di pianificazione settoriale. Con la scusa dell’abrogazione della norme sottoposte a referendum è stato fatto anche scomparire il Piano delle aree per le trivellazioni, da sottoporre a valutazione ambientale strategica, richiesto dalla normativa comunitaria.<br />
Gli ambientalisti ritengono che, per essere Paese coerente con gli impegni assunti a livello internazionale dopo la COP 21 Parigi, l’Italia dovrebbe abbandonare le strategie pro-fossili del governo Renzi (prosecuzione diretta della Strategia Energetica Nazionale del governo Monti del 2012) e definire al più presto un Piano climatico energetico che punti sulle energie rinnovabili, sul risparmio e l’efficienza energetica, nel quadro di una più ampia Strategia di decarbonizzazione per tutti i settori, per far fede all’impegno di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5°C.</p>
<p>Le Associazioni ambientaliste chiedono al Governo di uscire dalla ottusa difesa degli interessi dei petrolieri e di ricondurre quanto prima il Ministero dello Sviluppo Economico al suo ruolo istituzionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/01/15/gli-ambientalisti-nelle-istituzioni-italiane-pasdaran-pro-trivelle-creano-problema-al-governo/">Gli ambientalisti: i pasdaran pro trivelle creano problema al Governo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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