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	<title>tumore mammella Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Sanità: al via nuovo studio su carcinoma mammario HER2-positivo e ADC</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 16:13:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Daiichi Sankyo e AstraZeneca annunciano l&#8217;avvio di DESTINY-Breast05, uno studio randomizzato internazionale di fase III di ENHERTU (trastuzumab deruxtecan) comparato ad ado-trastuzumab emtansine (T-DM1) come terapia adiuvante per il carcinoma mammario HER2-positivo in stadio iniziale ma ad alto rischio di recidiva, nei pazienti che presentano malattia residua nella mammella o nei linfonodi ascellari dopo aver [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Daiichi Sankyo e AstraZeneca annunciano l&#8217;avvio di DESTINY-Breast05, uno studio randomizzato internazionale di fase III di ENHERTU (trastuzumab deruxtecan) comparato ad ado-trastuzumab emtansine (T-DM1) come terapia adiuvante per il carcinoma mammario HER2-positivo in stadio iniziale ma ad alto rischio di recidiva, nei pazienti che presentano malattia residua nella mammella o nei linfonodi ascellari dopo aver ricevuto terapia neo-adiuvante. DESTINY-Breast05 sara&#8217; condotto in collaborazione con la National Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project Foundation (NSABP), il German Breast Group (GBG), Arbeitsgemeinschaft Gynakologische Onkologie (AGO-B) e il SOLTI Breast Cancer Research Group. ENHERTU e&#8217; un anticorpo anti-HER2 coniugato ad un inibitore della topoisomerasi, attualmente approvato dall&#8217;FDA con valutazione accelerata per il trattamento di pazienti adulte con carcinoma mammario HER2-positivo non resecabile o metastatico che hanno ricevuto due o piu&#8217; precedenti regimi a base di anti-HER2 in setting metastatico. Nelle donne, il carcinoma mammario e&#8217; la causa piu&#8217; comune al mondo di mortalita&#8217; per cancro e solo nel 2018 si stima che siano stati diagnosticati 2,1 milioni di nuovi casi di carcinoma mammario. Un trattamento neo adiuvante viene somministrato prima dell&#8217;intervento chirurgico per aiutare a ridurre il tumore e renderlo piu&#8217; facile da rimuovere. Le pazienti con malattia invasiva residua alla mammella o nei linfonodi, sottoposte a intervento chirurgico a seguito di trattamento neo adiuvante, sono a maggior rischio di recidiva o morte rispetto alle pazienti che ottengono una risposta patologica completa, ovvero che non presentano alcuna malattia rilevabile nel tessuto rimosso con l&#8217;intervento chirurgico. Il trattamento adiuvante, somministrato dopo l&#8217;intervento chirurgico, mira a sradicare eventuali cellule tumorali rimanenti nel seno o nel resto del corpo, per aiutare a ridurre il rischio di recidiva del cancro.</p>
<p>&#8220;Nonostante i recenti miglioramenti e le approvazioni di nuovi farmaci, rimangono significative esigenze cliniche per le pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo in stadio iniziale ma con malattia invasiva residua dopo il completamento del trattamento neo adiuvante. Riconosciamo l&#8217;importanza di agire dopo l&#8217;intervento chirurgico con un ulteriore trattamento adiuvante al fine di rallentare la progressione della malattia- ha spiegato Antoine Yver, MD, MSc, Vicepresidente esecutivo e Responsabile globale del dipartimento di Ricerca e sviluppo oncologico diDaiichi Sankyo- questa ricerca si basa sui dati di DESTINY-Breast01 che hanno mostrato una duratura risposta nel carcinoma mammario metastatico HER2-positivo precedentemente trattato. DESTINY-Breast05 valutera&#8217;, nelle pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo in stadio iniziale, ENHERTU rispetto a T-DM1, l&#8217;attuale standard di cura. E sara&#8217; la prima volta che valuteremo il beneficio clinico di ENHERTU nel carcinoma mammario precoce, continuando il nostro impegno a trasformare il trattamento per un numero ancora maggiore di pazienti affette da tumori HER2-positivi&#8221;. Lo studio DESTINY-Breast05 arruolera&#8217; fino a 1.600 pazienti in circa 400 centri in Nord America, Europa e Asia. L&#8217;endpoint primario di efficacia e&#8217; la sopravvivenza libera da malattia invasiva (IDFS) basata sulla valutazione dello sperimentatore. Gli endpoint secondari di efficacia includono la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da malattia sulla base della recidiva della malattia secondo la valutazione dello sperimentatore. Gli endpoint di sicurezza includono eventi avversi gravi, eventi avversi emergenti dal trattamento ed eventi avversi di particolare interesse. Saranno misurati anche gli endpoint economico-sanitari e degli outcome della ricerca, nonche&#8217; gli endpoint farmacocinetici e dei biomarcatori. &#8220;Il NSABP e gli altri nostri partner accademici si impegnano a progettare e condurre studi che hanno il potenziale di migliorare ulteriormente il modo in cui viene trattato il carcinoma mammario, valutando nuove promettenti terapie che possano fornire opzioni di trattamento aggiuntive a pazienti e medici- Ha dichiarato Charles E. Geyer, Jr, MD, presidente della NSABP Foundation Breast Cancer Committee e vicedirettore dello Houston Methodist Cancer Center- Siamo entusiasti di collaborare con Daiichi Sankyo e AstraZeneca su questo importante studio che ha l&#8217;obiettivo di confrontare la sicurezza e il beneficio clinico dei due anticorpi monoclonali coniugati anti-HER2 attualmente disponibili per il carcinoma mammario in stadio iniziale&#8221;.</p>
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		<title>Salute. Tumore alla mammella, individuati meccanismi che portano alla metastatizzazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 16:59:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tumore della mammella e&#8217; la forma di cancro piu&#8217; diffuso fra le donne. L&#8217;insorgenza delle metastasi rappresenta lo stadio piu&#8217; avanzato di questa patologia e la sua principale causa di morte. La comprensione dei meccanismi che portano alla metastatizzazione e&#8217; pertanto fondamentale per sviluppare terapie piu&#8217; efficaci e personalizzate. Il nostro organismo e&#8217; dotato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tumore della mammella e&#8217; la forma di cancro piu&#8217; diffuso fra le donne. L&#8217;insorgenza delle metastasi rappresenta lo stadio piu&#8217; avanzato di questa patologia e la sua principale causa di morte. La comprensione dei meccanismi che portano alla metastatizzazione e&#8217; pertanto fondamentale per sviluppare terapie piu&#8217; efficaci e personalizzate. Il nostro organismo e&#8217; dotato di meccanismi di difesa in grado di ostacolare la proliferazione e la diffusione delle cellule tumorali. Tuttavia i tumori piu&#8217; aggressivi eludono tali meccanismi, rilasciando dei mediatori che modificano i tessuti sani circostanti e creano cosi&#8217; un microambiente favorevole alla crescita tumorale e alle metastasi. Cosi&#8217; in una nota congiunta Ifom, Airc e Universita&#8217; di Trieste. &#8220;Di fatto i tumori e le loro metastasi non sono costituiti solo da cellule cancerose, ma somigliano a complessi organi alterati all&#8217;interno dei quali vengono reclutati anche diversi tipi di cellule non tumorali a loro volta perturbati dalle cellule maligne- spiega Giannino Del Sal, docente di Biologia applicata al dipartimento di Scienze della Vita dell&#8217;Universita&#8217; di Trieste, responsabile del programma &#8216;Segnalazione, microambiente tumorale e metabolismo cellulare&#8217; dell&#8217;Ifom- Queste cellule insieme a una struttura extracellulare di sostegno (la matrice extracellulare), forniscono supporto alle cellule tumorali creando il microambiente tumorale&#8221;. L&#8217;insieme di questi elementi costituisce pertanto una sorta di ecosistema aberrante che aumenta l&#8217;espansione del tumore e la sua propagazione nell&#8217;organismo, tuttavia i meccanismi molecolari che lo regolano risultano ancora poco chiari. &#8220;Se riuscissimo a comprendere le regole di questo intricato ecosistema- precisa Del Sal, da agosto 2020, Capo Gruppo del Laboratorio di &#8216;Cancer Cell Signalling&#8217; all&#8217;ICGEB di Trieste- sarebbe piu&#8217; semplice individuare bersagli terapeutici mirati&#8221;. Come puo&#8217; la comunicazione tra le cellule tumorali e il proprio ecosistema conferire loro la capacita&#8217; di acquisire caratteristiche metastatiche? Su questo interrogativo si e&#8217; concentrato, grazie al sostegno di Fondazione AIRC, il gruppo di ricerca diretto da Giannino Del Sal. Avvalendosi di un approccio tecnologico all&#8217;avanguardia, che unisce spettrometria di massa, microscopia elettronica e in super risoluzione, i ricercatori dell&#8217;Universita&#8217; di Trieste sono riusciti a svelare un meccanismo cruciale nel processo di metastatizzazione che e&#8217; riconducibile alla trascrizione di miR-30d, un microRNA oncogeno attivo durante la mutazione di p53. I risultati dello studio, pubblicati recentemente sull&#8217;autorevole rivista scientifica Nature Communications, ha evidenziato come le cellule tumorali che presentano l&#8217;oncoproteina p53 mutata subiscano alterazioni della struttura e della funzione dell&#8217;apparato di Golgi, l&#8217;organulo cellulare che funziona da stazione di maturazione, smistamento e rilascio di proteine verso l&#8217;esterno della cellula. &#8220;Le alterazioni strutturali delle cellule maligno- illustra Del Sal- causano localmente il rilascio incontrollato di mediatori che influenzano le caratteristiche fisiche del tessuto tumorale creando una matrice piu&#8217; rigida, e al contempo richiamano cellule normali all&#8217;interno del tessuto tumorale influenzandole a favore del tumore&#8221;. La comunicazione cosi&#8217; instaurata fa si che le cellule dei vasi sanguigni siano attivate in modo da incrementare l&#8217;apporto di ossigeno e nutrienti all&#8217;interno del tumore, richiamando cellule dello stroma che rimodellano la matrice extracellulare e stimolano le cellule tumorali a invadere i tessuti circostanti. &#8220;Abbiamo utilizzato metodi all&#8217;avanguardia e sofisticate tecniche di microscopia, grazie all&#8217;esperienza dell&#8217;unita&#8217; di microscopia elettronica di Ifom- spiega Valeria Capaci, prima autrice della ricerca- che ci hanno permesso di osservare che l&#8217;apparato di Golgi delle cellule tumorali si riorganizza, favorendo un incremento della secrezione&#8221;. &#8220;Inoltre- prosegue la ricercatrice- il rilascio di fattori che viene stimolato da p53 mutata esercita la propria influenza sia sul tumore primario sia in sedi secondarie, potenziando l&#8217;insorgenza di metastasi&#8221;. Sulla base di queste scoperte, Il gruppo guidato da Giannino Del Sal si prefigge di identificare i meccanismi molecolari con cui le cellule del tumore e il microambiente cooperano. &#8220;Una migliore comprensione di questi processi- conclude Del Sal- e&#8217; fondamentale per sviluppare terapie piu&#8217; mirate sia per controllare la crescita del tumore sia per interferire con la diffusione delle cellule tumorali metastatiche nell&#8217;organismo. Siamo grati a Fondazione AIRC per aver capito l&#8217;importanza di questa ricerca e averla sostenuta&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/09/17/salute-tumore-alla-mammella-individuati-meccanismi-che-portano-alla-metastatizzazione/">Salute. Tumore alla mammella, individuati meccanismi che portano alla metastatizzazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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