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	<title>turchia Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Tiroteo in un liceo turco: 16 feriti, l’attentatore 19enne si toglie la vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 05:41:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Questa mattina un giovane ha fatto irruzione all’istituto professionale Ahmet Koyuncu di Siverek, nella provincia di Sanliurfa, sud-est della Turchia, aprendo il fuoco nei locali della sua ex scuola. L’assalitore, nato nel 2007, è entrato di prima mattina nel plesso e ha sparato, ferendo sedici persone: due [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Questa mattina un giovane ha fatto irruzione all’istituto professionale Ahmet Koyuncu di Siverek, nella provincia di Sanliurfa, sud-est della Turchia, aprendo il fuoco nei locali della sua ex scuola. L’assalitore, nato nel 2007, è entrato di prima mattina nel plesso e ha sparato, ferendo sedici persone: due insegnanti e quattordici studenti.</p>
<p>Secondo il governatore provinciale Hasan Sildak e quanto riportato dall’emittente Ntv, subito dopo l’inizio della sparatoria la polizia è intervenuta per bloccare l’aggressore.<br />
“L’individuo, nato nel 2007, si è suicidato sparandosi mentre la polizia tentava di neutralizzarlo all’interno della scuola. È stato trovato morto. La scuola è stata evacuata”, ha detto Sildak.</p>
<p>Tutti i feriti sono stati trasferiti in ospedale per ricevere le cure necessarie e, al momento, nessuno di loro risulta in pericolo di vita.</p>
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		<title>Turchia. Grandi (Unhcr): &#8220;Dopo sisma situazione scioccante&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2023 16:38:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il livello di distruzione e devastazione è scioccante e, in molte aree, lo scenario è apocalittico&#8221;. Così l&#8217;alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), Filippo Grandi, al termine di una visita di cinque giorni nelle aree devastate dal terremoto che il mese scorso ha colpito il sud della Turchia e il nord della [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il livello di distruzione e devastazione è scioccante e, in molte aree, lo scenario è apocalittico&#8221;. Così l&#8217;alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), Filippo Grandi, al termine di una visita di cinque giorni nelle aree devastate dal terremoto che il mese scorso ha colpito il sud della Turchia e il nord della Siria, provocando circa 54mila vittime. Da una nota si apprende che durante la sua missione Grandi ha incontrato &#8220;sopravvissuti, persone che hanno subito danni e operatori umanitari impegnati sul campo a garantire sostegno immediato alla popolazione colpita&#8221;. Il sisma, stando a quanto afferma l&#8217;Unhcr, &#8220;ha provocato distruzioni di grave entità in un&#8217;area abitata da oltre 23 milioni di persone, delle quali molte erano già state costrette a fuggire, sia all&#8217;interno della Siria sia oltre confine entrando in Turchia come rifugiati in dodici anni di conflitto&#8221;. &#8220;A causa di quest&#8217;evento tragico e terribile, milioni di persone hanno subito perdite, ferite e traumi, e molte altre sono state costrette a fuggire&#8221;, ha confermato Grandi. &#8220;Passando in rassegna i danni- prosegue il comunicato-, Grandi ha inoltre rivisto e discusso le attività di risposta umanitaria da assicurare in tempi rapidi con le autorità dei due Paesi. In Turchia, oltre ad Ankara, l&#8217;Alto Commissario si è recato in visita nell&#8217;Hatay e a Gaziantep. In Siria, ha visitato Lattakia, Hama e Damasco e intrapreso un viaggio oltre confine per incontrare le persone colpite dal terremoto e altri sfollati nel nordovest della Siria&#8221;. Nella nota si legge ancora: &#8220;L&#8217;Unhcr e i partner umanitari, in particolare quelli impegnati sul campo a livello nazionale e locale, continuano a intensificare l&#8217;assistenza nei due Paesi, operazione che richiede con urgenza maggiore supporto a livello internazionale. Dal giorno del terremoto, l&#8217;Unhcr ha consegnato decine di migliaia di tende, letti, materassi, coperte termiche e altri beni di primissima necessità&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Le esigenze rilevate sul campo in entrambi i Paesi sono di elevata criticità ed è pertanto necessario assicurare maggiori risorse alle attività di risposta&#8221;, ha aggiunto Grandi. &#8220;Pur essendo di fondamentale importanza concepire e supportare misure a più lungo termine, è necessario garantire sempre più aiuti umanitari e risorse utili ad avviare una prima fase di ripresa, affinchè le persone possano iniziare a ricostruire la propria vita e a sostentarsi&#8221;. In Turchia, rende noto il comunicato, &#8220;l&#8217;alto commissario ha incontrato famiglie turche e siriane che hanno perduto tutto a causa del terremoto e che, ora, insieme ad altre migliaia di persone, sono accolte in un campo di alloggi container. Le famiglie hanno espresso alle autorità la propria gratitudine per l&#8217;aiuto ricevuto, riconoscendo come la comunità di agenzie umanitarie e le autorità turche stiano assicurando assistenza a tutte le persone che ne abbiano bisogno, indipendentemente dal fatto di essere titolari di cittadinanza o dallo status giuridico&#8221;. In Siria, informa ancora la nota, &#8220;Grandi ha incontrato famiglie accolte all&#8217;interno di alloggi collettivi e che erano già state costrette a fuggire in più occasioni, prima dal conflitto che ha dilaniato il Paese e ora a causa del terremoto. La tragica condizione di queste persone chiarisce le enormi difficoltà causate da 12 anni di conflitto ai danni del popolo siriano e le distruzioni arrecate alle infrastrutture del Paese, quali servizi essenziali come l&#8217;approvvigionamento idrico e l&#8217;erogazione di corrente elettrica. Oltre il 90 per cento delle persone in Siria oggi vive al di sotto della soglia di povertà&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Torno in Siria regolarmente da quasi 20 anni e, ovunque io sia stato, non ho mai assistito prima d&#8217;ora a questi livelli di privazione e disperazione. È inconcepibile che così tante persone siano state lasciate con così poco per così tanto tempo&#8221;, ha denunciato Grandi. &#8220;È necessario assicurare loro tutto il sostegno a cui hanno diritto. Per noi, oggi, costituisce un imperativo umanitario intensificare le attività di assistenza e avviare la prima fase di ripresa in tutto il Paese. È di fondamentale importanza arrivare a tutti coloro che necessitano assistenza, ovunque si trovino&#8221;. L&#8217;Unhcr prosegue: &#8220;Le Nazioni Unite hanno chiesto un miliardo di dollari per finanziare le attività di risposta umanitaria agli effetti del terremoto in Turchia e quasi 400 milioni di dollari per la Siria. Nell&#8217;ambito dei piani di risposta, la parte dell&#8217;Unhcr è pari a 201 milioni. L&#8217;appello delle Nazioni Unite al momento- conclude la nota-, è finanziato solamente al 12% per la Turchia e al 59% per la Siria&#8221;.</p>
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		<title>Storia: A cent’anni dalla nascita della Repubblica di Turchia esce “Storia dell’Impero ottomano e della Repubblica turca”</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 15:42:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un accurato saggio storiografico che ripercorre le tappe dello sviluppo di questa nazione, fondamentale nella geopolitica del Medio Oriente e del Mediterraneo Un piccolo principato dell&#8217;Anatolia estende i suoi domini su tre continenti e mette fine all&#8217;esperienza imperiale romana d&#8217;Oriente, diventando uno degli imperi più vasti e potenti della terra. Poi, il declino, la modernità, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/08/storia-a-centanni-dalla-nascita-della-repubblica-di-turchia-esce-storia-dellimpero-ottomano-e-della-repubblica-turca/">Storia: A cent’anni dalla nascita della Repubblica di Turchia esce “Storia dell’Impero ottomano e della Repubblica turca”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un accurato saggio storiografico che ripercorre le tappe dello sviluppo di questa nazione, fondamentale nella geopolitica del Medio Oriente e del Mediterraneo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un piccolo principato dell&#8217;Anatolia estende i suoi domini su tre continenti e mette fine all&#8217;esperienza imperiale romana d&#8217;Oriente, diventando uno degli imperi più vasti e potenti della terra. Poi, il declino, la modernità, gli inarrestabili influssi occidentali, che portano l&#8217;Impero ottomano ad adattarsi, a compiere delle riforme, e con la fine della Prima guerra mondiale a &#8220;cadere&#8221;, per poi risorgere come Repubblica turca nel 1923.<br>In occasione del <strong>centenario della costituzione della Repubblica</strong>, esce il volume a cura di <strong>Çiğdem Oğuz</strong>&nbsp;, docente di Storia dei paesi islamici presso l&#8217;Alma Mater Studiorum &#8211; Università di Bologna, Dipartimento di Storia Culture Civiltà, &#8220;<em><strong><a href="http://r.news.morcelliana.net/mk/cl/f/l5fwyfpgVZ9NBTKtBaMkeh_MEK5yOjhKLvl8RuOkfXUvhJQRlkuOhgbZAul0ecpHE0N9shEjvI5-tCNc5yAW6QeTM2NbkERxWM9XCBYq2Xj6PI8DNo00fH8k30dd7Hw5wmyVrDWLMa5o7VRisBQuvxjEGF4VlWB9tNkRqUDB1fJTy9Cywg89gf1h3NPKTk6CUaYUWxfNJ7syYTmk7Fnmf_qfwIB2A35rtqRoqTbfmbV_G-ZKsN0MQbXDI3tvDtDdcXRvHI01CvabFbYKPLkG4qHx7e9O9u9rN9A3n7IlYAz9ZSY8Uu4EraOcbA7mfgWG" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Storia dell&#8217;Impero ottomano e della Repubblica turca</a></strong></em>&#8221; (Scholé, pp. 352, € 26,00), un resoconto accurato che prende piede dall&#8217;analisi delle incerte origini dell&#8217;Impero ottomano e, capitolo per capitolo, analizza tutti i passaggi fondamentali della sua storia, compresi i regni dei sultani Osman I, Bayezid, Mehmed II e Solimano; l&#8217;inesorabile estensione dei suoi domini su tre continenti; la conquista della leggendaria capitale Costantinopoli nel 1453 e il grande assedio di Vienna nel 1683, una grave minaccia al cuore della cristianità.<br>Attraverso una nuova interpretazione, vengono presi in analisi i secoli successivi, in cui l&#8217;Impero vive il confronto con la modernità, l&#8217;adattamento e le riforme, in uno scenario caratterizzato dall&#8217;egemonia militare e commerciale dell&#8217;Occidente, che culminerà con la Prima guerra mondiale, la fine dell&#8217;esperienza imperiale ottomana, e la costituzione, nel 1923, della Repubblica turca.<br><strong>Grande spazio viene dato agli ultimi cento anni di storia</strong>, a partire dalla fondazione della Repubblica, sotto il segno di <strong>Mustafà Kemal Atatürk</strong> (il &#8220;Padre dei Turchi&#8221;), fino al nuovo millennio, con la presidenza di <strong>Erdoğan</strong>, che vede nella Turchia un attore fondamentale nella geopolitica del Medio Oriente e del Mediterraneo, vivendo al proprio interno la tensione tra identità islamica e i rapporti conflittuali tra l&#8217;Oriente e l&#8217;Occidente.<br>Gli autori dei vari capitoli sono i maggiori specialisti nel campo della storia del mondo turco e nelle scienze politiche:Çiğdem Oğuz,Michele Bernardini, Fulvio Bertuccelli, Ali Aydin Karamustafa, Valentina Marcella, Nicola Melis, Lea Nocera, Carlo Sanna, Tommaso Stefini.<br>Temi trasversali normalmente trascurati, come <strong>i movimenti per i diritti delle donne</strong>, gli <strong>aspetti culturali e linguistici </strong>e i <strong>nuovi scenari</strong>, come il <strong>neo-ottomanismo</strong>, vengono qui trattati a fondo, sottolineando l&#8217;influenza che hanno sortito nella formazione e nello sviluppo di questa nazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per richieste del volume per recensione e interviste con l&#8217;autore scrivere a&nbsp;<strong><a href="mailto:ufficiostampa@morcelliana.it">ufficiostampa@morcelliana.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/08/storia-a-centanni-dalla-nascita-della-repubblica-di-turchia-esce-storia-dellimpero-ottomano-e-della-repubblica-turca/">Storia: A cent’anni dalla nascita della Repubblica di Turchia esce “Storia dell’Impero ottomano e della Repubblica turca”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Turchia. Sismologo: &#8220;Non è il terremoto a uccidere le persone ma le case&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2023 16:45:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La recente catastrofe sismica della Turchia e della Siria ha mostrato ancora una volta che non è il terremoto a uccidere ma sono la case. Con la sua magnitudo 7,8 il terremoto è stato fortissimo, ancorché pienamente in linea con le conoscenze attuali: ma nonostante questa potenziale distruttività, accanto agli edifici crollati se ne sono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/19/turchia-sismologo-non-e-il-terremoto-a-uccidere-le-persone-ma-le-case/">Turchia. Sismologo: &#8220;Non è il terremoto a uccidere le persone ma le case&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La recente catastrofe sismica della Turchia e della Siria ha mostrato ancora una volta che non è il terremoto a uccidere ma sono la case. Con la sua magnitudo 7,8 il terremoto è stato fortissimo, ancorché pienamente in linea con le conoscenze attuali: ma nonostante questa potenziale distruttività, accanto agli edifici crollati se ne sono visti tanti ancora in piedi. In alcuni casi il fenomeno è stato ben evidente, soprattutto nelle aree moderne dove gli edifici sono più alti. In un&#8217;intervista il prof. Mustafa Erdik &#8211; il decano dell&#8217;ingegneria sismica turca, che è un settore disciplinare molto evoluto in quel paese &#8211; ha spiegato che le norme antisismiche ci sarebbero, e che dal 2012 il governo centrale ha avviato una severa operazione di demolizione e ricostruzione degli edifici più vulnerabili, gestita in prima persona da funzionari pubblici; ma le norme spesso non vengono rispettate, per faciloneria o per dolo, ovvero corruzione &#8211; il cemento armato che abbiamo visto sbriciolato come polvere fa pensare proprio a questo &#8211; e la sostituzione di tutti gli edifici vulnerabili richiederà molti decenni&#8221;. Lo ha affermato il sismologo Gianluca Valensise, che proprio di recente ha approfondito in modo dettagliato, con la collega Emanuela Guidoboni, quanto è accaduto in Turchia e Siria. Ma in Italia le cose come stanno? &#8220;Anche escludendo l&#8217;edilizia monumentale, il nostro patrimonio abitativo è in media vetusto, e come tale vulnerabile. Quasi metà delle civili abitazioni sono state edificate prima che le norme antisismiche venissero introdotte ovunque servivano (Dati Cresme)- ha continuato Valensise- e tra gli anni &#8217;30 e gli anni &#8217;50 del secolo scorso alcune importanti città sono state addirittura declassificate, cioè norme appena introdotte sono state cancellate per realizzare un effimero risparmio nei costi di edificazione&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In più- evidenzia Valensise- come si è visto con i terremoti di San Giuliano di Puglia del 2002, di L&#8217;Aquila del 2009, di Amatrice del 2016 e di Ischia del 2017, anche sull&#8217;edificato italiano aleggia lo spettro delle malversazioni: lo dicono le sentenze dei processi che hanno seguito i primi tre di questi terremoti, le quali hanno stabilito che la responsabilità di alcuni crolli è stata di costruttori e amministratori, non della eccezionalità dei terremoti&#8221;. &#8220;Per invertire la rotta a fronte di questo quadro non rassicurante nel 2017 il governo ha varato il SismaBonus- sottolinea ancora il sismologo- poi inglobato nel SuperBonus 110%, un provvedimento-cardine del Pnrr. Peccato che dei 72 miliardi finora spesi per il Superbonus (dati MilanoFinanza), solo il 4% sarebbe stato utilizzato per il SismaBonus (dati Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri), mentre il restante 96% sarebbe stato usato per l&#8217;EcoBonus, al punto che il SuperBonus è quasi uscito dal dibattito pubblico. Per di più, la scelta di come spendere questi 3 miliardi circa spesi per il SismaBonus &#8211; l&#8217;equivalente del costo annuo della ricostruzione dopo i terremoti degli ultimi 55 anni &#8211; è stata interamente lasciata ai singoli cittadini, dunque non è stata indirizzata in alcun modo dallo Stato&#8221;. &#8220;Il terremoto turco-siriano dei giorni scorsi è un ennesimo esempio del fatto che le nazioni più sismiche del mondo si dividono in due gruppi: quelle dove ad ogni terremoto si registrano progressi nella risposta dell&#8217;edificato e una riduzione del numero delle vittime, e quelli in cui avviene l&#8217;opposto, complice l&#8217;abnorme e non governata crescita di città vicinissime alle faglie più pericolose, spesso con l&#8217;aggravante dell&#8217;inosservanza delle leggi e della corruzione&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;Italia, che agli occhi del mondo ha la responsabilità di tenere in vita una porzione consistente del patrimonio storico e culturale di tutta l&#8217;umanità, e nonostante vanti ottimi sismologi ed ingegneri sismici, si trova purtroppo sul crinale tra questi due gruppi: il tema sismico sembra entrare nell&#8217;agenda della politica sempre e solo &#8216;dopo&#8217;, quasi mai &#8216;prima&#8217;. Sprecata nei fatti l&#8217;occasione del SismaBonus, i tecnici del settore aspettano con frustrazione e rassegnazione di sapere &#8216;a chi toccherà la prossima volta&#8217;&#8221;. &#8220;Oltre ai terremoti, in Italia dal 2007 al 2021, sono morte ben 336 persone per inondazioni e frane. Colpisce, nonostante tutto ciò, che nella stesura del &#8216;Nuovo Codice degli appalti&#8217;, approvato dal Consiglio dei ministri il 16 dicembre scorso ed ora all&#8217;attenzione delle competenti commissioni parlamentari, nell&#8217;art. 41 manchino specifici riferimenti alla compatibilità geologica- denuncia Michele Orifici, vice presidente nazionale della Società italiana di geologia ambientale- geomorfologica e idrogeologica dell&#8217;opera da realizzare. L&#8217;assenza di tale riferimento, oltretutto già contenuto nell&#8217;art. 23 del vigente &#8216;Codice degli appalti&#8217; (D. Lgs. 50/2016), da associazione di protezione ambientale ci induce a manifestare forte preoccupazione&#8221;. &#8220;La realizzazione di un&#8217;opera- continua Orifici- è condizionata dall&#8217;ambiente naturale e lo modifica -l&#8217;assenza della &#8216;compatibilità geologica, geomorfologica e idrogeologica&#8217; oltre a non consentire un&#8217;adeguata valutazione rispetto alle trasformazioni apportate ai settori oggetto degli interventi pone preoccupanti limiti rispetto alla qualità del progetto causando di conseguenza il sostanziale rischio di ricadute negative sulla sicurezza delle opere e della salvaguardia del territorio. Come Sigea-Aps esprimiamo la forte preoccupazione di alcune semplificazioni della norma sui lavori pubblici contenuta nel &#8216;Nuovo&#8217; Codice degli appalti che si rischia di penalizzare fortemente il quadro delle conoscenze del territorio nell&#8217;ambito del quale vengono inserite le opere&#8221;.</p>
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		<title>Turchia. Oltre 9.500 vittime nel terremoto, aiuti da 60 Paesi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 16:02:22 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; salito a oltre 9.500 vittime il bilancio del terremoto che si è verificato nella notte fra domenica e lunedì nel sud della Turchia e nel nord della Siria. Stando alle cifre fornite dall&#8217;Autorità per la gestione dei disastri e delle emergenze (Afad) di Ankara, le persone che hanno perso la vita nel sisma in Turchia sono circa 7.100. In Siria invece le vittime sarebbero più di 2.550. In questo caso la cifra è stata fornita da media internazionali mentre i canali del governo di Damasco riportano cifre inferiori, aggiornate a ieri. Stando a quanto riferito dall&#8217;Afad, circa 8mila sopravvissuti sono stati estratti dalle macerie dalle squadre di ricerca e soccorso. L&#8217;ente del governo turco ha dispiegato oltre 96mila operatori e ha inviato sul campo più di 5mila mezzi. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato uno stato di emergenza di tre mesi in dieci province del Paese. Il capo dello Stato si è recato oggi nelle aree più colpite dalla calamità e per prima a Kahramanmaras, capoluogo dell&#8217;omonima provincia dove è stato individuato l&#8217;epicentro della prima scossa di magnitudo 7,8 della scala Richter e di una seconda scossa di magnitudo 7,6. Altre scosse si sono susseguite ieri e l&#8217;altro ieri, con epicentri anche in altre province del sud del Paese. Imponente anche il sostegno internazionale ricevuto da Ankara. Stando a quanto riportato dall&#8217;agenzia di stampa Anadolu, circa 60 Paesi da cinque continenti hanno inviato aiuti o squadre di ricerca e soccorso nel Paese, fra i quali Stati Uniti, Russia, Cina, Italia e Regno Unito ma anche Paesi in condizioni di difficoltà economica e diffusa insicurezza, come la Libia, che ha inviato 55 persone, e il Libano, che ne ha mandate sul campo 72. Anche Paesi che hanno rapporti diplomatici complessi o assenti con Ankara, come la Grecia e l&#8217;Armenia, hanno inviato aiuti e personale. Erevan, stando a quanto affermato dal ministero degli Interni, citato dalla radio pubblica Public Radio of Armenia, ha spedito nel Paese oltre 20 operatori di ricerca e soccorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diversi Paesi hanno annunciato l&#8217;invio di aiuti anche verso la Siria, sul cui governo, guidato dal presidente Bashar al-Assad, pesano però sanzioni imposte da parte della comunità internazionale. Secondo l&#8217;agenzia di stampa moscovita Novosti, in azione ci sono anche militari russi: avrebbero tratto in salvo almeno 42 persone.</p>
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		<title>Turchia: terremoto a largo Smirne, crolli e paura</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 16:07:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una scossa di terremoto di magnitudo 6.6 della scala Richter e&#8217; stata registrata oggi a largo della costa turca sul Mar Egeo, a nord dell&#8217;isola greca di Samos. L&#8217;epicentro del sisma e&#8217; stato identificato 11 chilometri a largo della provincia meridionale di Smirne, che con oltre quattro milioni di abitanti e&#8217; la terza citta&#8217; della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una scossa di terremoto di magnitudo 6.6 della scala Richter e&#8217; stata registrata oggi a largo della costa turca sul Mar Egeo, a nord dell&#8217;isola greca di Samos. L&#8217;epicentro del sisma e&#8217; stato identificato 11 chilometri a largo della provincia meridionale di Smirne, che con oltre quattro milioni di abitanti e&#8217; la terza citta&#8217; della Turchia. Per adesso non si ha notizia di vittime. Secondo quanto comunicato dal ministero dell&#8217;Interno turco, pero&#8217;, almeno sei edifici di Smirne sono rimasti distrutti. La scossa e&#8217; stata sentita anche ad Atene, in Grecia, e a Istanbul.</p>
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		<title>Terremoti. D&#8217;Angelis: &#8220;Serve risposta corale, noi a livello della Turchia&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2020 14:43:20 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro Paese e&#8217; stato capace di &#8220;una risposta corale alla pandemia, una prova eccezionale, ma perche&#8217; non abbiamo una risposta corale anche al virus dei disastri che ci colpisce?&#8221;. Erasmo D&#8217;Angelis, segretario generale dell&#8217;Autorita&#8217; di bacino distrettuale dell&#8217;Appennino Centrale, lo dice prendendo parte alla tavola rotonda organizzata per la presentazione delle proposte per i territori colpiti da catastrofi raccolte da ActionAid, oggi alla Sala Polifunzionale della presidenza del Consiglio dei ministri, evento organizzato in collaborazione con il Dipartimento Casa Italia. Spesso, dice D&#8217;Angelis, si oppone &#8220;l&#8217;alibi dei fondi, servirebbero 100 miliardi per un piano di tutela e messa in sicurezza del territorio, ma i governi che si sono susseguiti negli anni hanno sempre detto che no, non ci sono risorse sufficienti, ma negli ultimi terremoti abbiamo speso 50 miliardi&#8221; in emergenza. Pero&#8217; &#8220;i terremoti ci colpiscono e ci colpiranno sempre, come Paese siamo uno showroom di grandi disastri naturali, non ci manca nulla e ora il mutamento del clima aumenta gli effetti dei rischi&#8221;, dice D&#8217;Angelis, &#8220;ma siamo anche uno showroom di soluzioni, siamo stati i primi ad applicare le misure antisismiche nel 1570, e ora si esporta il nostro know how in Giappone e California, ma oggi ci ritroviamo al livello dell&#8217;Afghanistan e della Turchia, e su 12 milioni edifici ne possono ne collassare o finire lesionati tanti, anche per terremoti non importanti&#8221;. Anche per questo &#8220;stiamo lavorando a fondo sulla prevenzione del rischio idrogeologico&#8221;, prosegue D&#8217;Angelis, e &#8220;abbiamo preparato il prototipo della prima &#8216;Piattaforma Tecnologica europea dell&#8217;Autorita&#8217; di bacino distrettuale&#8217; con Protezione Civile e Regioni finanziata dall&#8217;Agenzia di coesione territoriale. Contiene tutte le mappe di rischio nel territorio dei 138 Comuni colpiti dai terremoti 2016-17 nelle Regioni Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo&#8221;.</p>
<p>La &#8216;Piattaforma Tecnologica europea dell&#8217;Autorita&#8217; di bacino distrettuale&#8217; &#8220;utilizza ed elabora un insieme di dati racconti anche in real time da tecnologie satellitari, di telerilevamento, di sensoristica e di controlli a vista, con banche dati sul rischio idrogeologico e la microrozonazione sismica, con cartografie digitali di riferimento e modellistica idraulica e climatica&#8221;, spiega Erasmo D&#8217;Angelis, segretario generale dell&#8217;Autorita&#8217; di bacino distrettuale dell&#8217;Appennino Centrale. La piattaforma &#8220;e&#8217; lo strumento per avviare la ricostruzione piu&#8217; sicura e la pianificazione urbanistica che riduce o elimina i possibili rischi. E&#8217; in corso un lavoro comune con il Conmissario straordinario per la ricostruzione per la sua gestione&#8221;, conclude d&#8217;Angelis.</p>
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		<title>Turchia: Erdogan bombarda i rifugiati in Kurdistan</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 18:37:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La Turchia sta attaccando il Kurdistan, gli aerei da guerra turchi stanno bombardando il Kurdistan&#8221;: a denunciarlo il Centro curdo per i diritti umani, secondo il quale tra i luoghi attaccati dalle forze armate di Ankara ci sarebbe anche il campo rifugiati di Makhmour, istituito dalle Nazioni Unite nel 1998 e abitato da circa 15000 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/06/15/turchia-erdogan-bombarda-i-rifugiati-in-kurdistan/">Turchia: Erdogan bombarda i rifugiati in Kurdistan</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La Turchia sta attaccando il Kurdistan, gli aerei da guerra turchi stanno bombardando il Kurdistan&#8221;: a denunciarlo il Centro curdo per i diritti umani, secondo il quale tra i luoghi attaccati dalle forze armate di Ankara ci sarebbe anche il campo rifugiati di Makhmour, istituito dalle Nazioni Unite nel 1998 e abitato da circa 15000 persone. Il governo del presidente Recep Tayyip Erdogan avrebbe bombardato il campo nonostante &#8220;la protezione dell&#8217;Onu&#8221;. Il gruppo di attivisti riferisce di bombardamenti in almeno 81 localita&#8217; della regione del Kurdistan con &#8220;60 aerei da guerra&#8221;. Per il Centro i media turchi hanno cercato di legittimare gli attacchi, affermando che si trattavano di operazioni contro i &#8220;terroristi&#8221;. I bombardamenti di oggi farebbero parte di un piano &#8220;precedentemente elaborato&#8221;: secondo quanto riferito dagli attivisti il capo dell&#8217;intelligence turca, Hakan Fidan, avrebbe visitato segretamente l&#8217;Iraq l&#8217;11 giugno per discutere dell&#8217;attacco sia con il governo federale sia con il governo regionale del Kurdistan. Entrambi gli esecutivi non si sono ancora pronunciati sull&#8217;attacco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/06/15/turchia-erdogan-bombarda-i-rifugiati-in-kurdistan/">Turchia: Erdogan bombarda i rifugiati in Kurdistan</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Economia: crollo lira turca trascina giù valute emergenti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/08/14/economia-crollo-lira-turca-trascina-giu-valute-emergenti/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Aug 2018 20:08:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dal rand sudafricano al peso argentino, passando per il real brasiliano e il rublo russo, la maggior parte delle valute emergenti sta affondando da una settimana a causa del crollo della lira turca&#8221;. L&#8217;allarme arriva da economisti e analisti di tutto il mondo, e oggi e&#8217; in evidenza sul sito del quotidiano argentino &#8216;Clarin&#8217;. &#8220;Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/08/14/economia-crollo-lira-turca-trascina-giu-valute-emergenti/">Economia: crollo lira turca trascina giù valute emergenti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dal rand sudafricano al peso argentino, passando per il real brasiliano e il rublo russo, la maggior parte delle valute emergenti sta affondando da una settimana a causa del crollo della lira turca&#8221;. L&#8217;allarme arriva da economisti e analisti di tutto il mondo, e oggi e&#8217; in evidenza sul sito del quotidiano argentino &#8216;Clarin&#8217;. &#8220;Il fenomeno- si legge nell&#8217;articolo- prova la vulnerabilita&#8217; delle economie piu&#8217; dipendenti dal capitale straniero. In una settimana- questi i dati raccolti dal &#8216;Clarin&#8217;- il valore del rand sudafricano e quello del rublo russo hanno subito un calo dell&#8217;8% rispetto a quello del dollaro, raggiungendo il loro livello piu&#8217; basso da due anni. La stessa tendenza si ossrva per il real, (-4%) e il peso argentino, che ha perso l&#8217;8,6% rispetto al dollaro da lunedi&#8217; scorso. L&#8217;indice Msci, che raggruppa una ventina di valute di Paesi emergenti, e&#8217; sprofondato al suo livello piu&#8217; basso in un anno&#8221;. &#8220;La rupia indonesiana, ancora, e&#8217; al minimo del suo rapporto con il dollaro da ottobre 2015&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/08/14/economia-crollo-lira-turca-trascina-giu-valute-emergenti/">Economia: crollo lira turca trascina giù valute emergenti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Cristina Cattafesta è libera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2018 15:42:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Cattafesta]]></category>
		<category><![CDATA[Donne Afghane (Cisda)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cristina Cattafesta è finalmente rientrata in Italia oggi, dopo 12 giorni di detenzione presso il centro di espulsione di Gaziantep, in Turchia. Cristina aveva fatto ingresso nel paese giovedì 21 giugno, insieme a una delegazione di sei persone del Coordinamento Italiano a Sostegno delle Donne Afghane (Cisda), per svolgere il ruolo di Osservatrice Internazionale indipendente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/07/06/cristina-cattafesta-e-libera/">Cristina Cattafesta è libera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cristina Cattafesta è finalmente rientrata in Italia oggi, dopo 12 giorni di detenzione presso il centro di espulsione di Gaziantep, in Turchia.</p>
<p>Cristina aveva fatto ingresso nel paese giovedì 21 giugno, insieme a una delegazione di sei persone del Coordinamento Italiano a Sostegno delle Donne Afghane (Cisda), per svolgere il ruolo di Osservatrice Internazionale indipendente durante le elezioni politiche e presidenziali turche. La richiesta di svolgere questo ruolo proveniva da alcune organizzazioni della società civile e dall’HDP (Partito Democratico dei Popoli), che consideravano fondamentale il monitoraggio di un processo elettorale decisivo per il futuro del paese. Ha deciso di accettare, pur conoscendo la complessità della situazione e gli eventuali rischi correlati.</p>
<p>La delegazione è stata assegnata ai seggi della provincia di Batman, nella Turchia sud-orientale. Domenica 24 giugno, dopo aver verificato un seggio di Hasankeyf, intorno a mezzogiorno è stata arrestata nel distretto di Gercuş, per strada, da poliziotti in borghese che si sono rivolti direttamente a lei.</p>
<p>La mattina stessa aveva già subito due controlli: uno insieme agli altri membri della delegazione poco distante dall’albergo e l’altro presso il primo seggio da lei visitato, da sola con l’interprete.</p>
<p>La sera è arrivata la notizia che Cristina sarebbe stata trattenuta una notte presso l’ufficio della Procura della Repubblica con l’accusa di propaganda per un’organizzazione a scopo terroristico, in quanto sulla sua pagina facebook sono presenti delle foto che la ritraggono con alle spalle una bandiera del PKK. Foto scattate durante una manifestazione a Milano in difesa di Afrin, cittadina siriana assediata dall’esercito turco, in cui Cristina voleva dimostrare solidarietà a tutti quei civili massacrati, a quegli attivisti che combattono per la loro terra e per una società più giusta. Quel giorno si è battuta, come sempre, contro le ingiustizie, da quelle nel suo quartiere di Milano, all’Afghanistan, all’Algeria, alle donne maltrattate…</p>
<p>Infatti l’indomani è stata prosciolta da ogni accusa e liberata, ma solo per pochi minuti.</p>
<p>Ai giudici ha detto che non è un crimine pubblicare foto su facebook, dimostrando il suo carattere forte e sottolineando che la libertà di espressione è fondamentale e dovrebbe esserlo in uno stato democratico che si rispetti.</p>
<p>La sua pratica è stata poi repentinamente trasferita al Dipartimento per l’Immigrazione del Commissariato di Polizia di Batman, perché potesse decidere sulla sua espulsione; questo, a sua volta, ha rimandato la decisione ad Ankara. Alla fine è arrivato l’ordine di trasferimento presso il centro di espulsione di Gaziantep, un luogo in cui la permanenza non è definita: il tempo massimo registrato per uno straniero è di 440 giorni, quello medio tra i 30 e i 60.</p>
<p>Prima dello spostamento, chi era con lei ha potuto incontrarla per pochi minuti nella stanza in cui era trattenuta e ha ottenuto informazioni sulla sua detenzione: ha dormito su una sedia, le è stata consentita una sola chiamata, non le è stato permesso di lavarsi né cambiarsi, non è riuscita a mangiare per la tensione. Non voleva mangiare, Cristina, voleva essere libera, e lo ha detto chiaramente alla sua guardia.</p>
<p>A Cristina è stato consentito avere contatti con l’Italia solo una settimana dopo il suo arrivo a Gaziantep. Senza avere nessuna colpa, è stata accusata di un crimine che non ha mai commesso, da un governo che assume una deriva sempre più dittatoriale, giorno dopo giorno, come dimostra anche lo svolgimento di queste elezioni.</p>
<p>Il presidente ha scoraggiato l’accesso al voto nelle provincie a maggioranza curda, e dove l’opposizione avrebbe quindi vinto, per esempio accorpando i seggi di cinque villaggi in una scuola a 15, se non 30, chilometri di distanza. Una regione in cui il presidente non contrasta l’accesso dei militari ai seggi, nonostante la legge indichi che debbano stare all’esterno, a proteggere i seggi elettorali, non a intimidire gli elettori. In cui Erdogan non tutela l’accesso al voto di anziani e disabili privi di accompagnamento.</p>
<p>E lo dimostra anche ciò che è accaduto la sera delle elezioni quando, intorno alle 22, è giunta la conferma del superamento della soglia di sbarramento da parte dell’HDP, che ha dato il via ai festeggiamenti. Lo spazio predisposto straripava di persone che insieme cantavano canzoni curde, ridevano, urlavano e fotografavano un pezzo di storia che gli appartiene. Non è trascorsa nemmeno mezzora e il lancio dei gas lacrimogeni da parte della polizia disperde la folla che comincia a correre, con gli occhi pieni di lacrime e le vie respiratorie in fiamme.</p>
<p>Su viale Ataturk, la polizia ha caricato violentemente con gli idranti gli elettori del partito che camminavano, festeggiando, tra urla e risa. Tanto a lungo che la notte, ore più tardi, le case erano ancora pervase dall’odore pungente delle armi chimiche.</p>
<p>Forse sì, Cristina, in realtà una colpa ce l’ha: da sempre sceglie con fermezza da che parte stare, non riesce a stare in silenzio davanti alle ingiustizie e vuole guardare quello che vede con i suoi occhi.</p>
<p>È passibile, quindi, di accusa per coraggio, umanità, passione…</p>
<p>Ed è punita perché la sua presenza in Turchia è scomoda. Perché nei suoi occhi risiede la testimonianza delle continue violazioni dei diritti umani che il governo turco sta perpetrando su una parte del suo territorio, abitata da minoranze etniche discriminate, vittime di violenze ed abusi, emarginate dai discorsi in chiave ultra nazionalista del presidente.</p>
<p>“Il tuo impegno è quello di raccontare tutto questo e noi non lasceremo passare inosservato neanche questo episodio, anche se la nostra missione è diventata, poi, quella di riportarti a casa, libera”.</p>
<p>Con te.</p>
<p>Le tue compagne del CISDA</p>
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