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	<title>Tutela archeologica Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Tutela archeologica e ricostruzione:  S. Croce e Porta Barete, un po&#8217; di chiarezza/Video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2016 09:15:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi la stampa ha dato voce, con grande risalto, a notizie e comunicazioni contraddittorie ed unilaterali in merito a fatti e vicende relative all&#8217;area di Santa Croce e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/05/18/tutela-archeologica-e-ricostruzione-s-croce-e-porta-barete-un-po-di-chiarezza/">Tutela archeologica e ricostruzione:  S. Croce e Porta Barete, un po&#8217; di chiarezza/Video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi la stampa ha dato voce, con grande risalto, a notizie e comunicazioni contraddittorie ed unilaterali in merito a fatti e vicende relative all&#8217;area di Santa Croce e Porta Barete sulle quali occorre fare chiarezza e ripristinare alcuni minimi principi di verità. Pertanto, per quanto attiene strettamente agli aspetti di tutela archeologica e monumentale &#8211; di competenza degli Uffici MIBACT e in particolare della Soprintendenza Unica dell&#8217;Aquila &#8211; si ritiene utile e doveroso fornire alcuni indispensabili elementi di conoscenza al fine di una corretta informazione dei cittadini e delle istituzioni coinvolte.</p>
<p>La complessa situazione della ricostruzione cittadina pone quotidianamente problemi di tutela del patrimonio culturale, in particolare per quanto riguarda le ingenti e diffuse attività di scavo e intervento nel sottosuolo rilevabili in quasi tutti i cantieri. In tale attività la Soprintendenza ha sempre cercato di attivare modalità e forme standard di indagine preventiva, documentazione e valutazione, anche con la presenza costante di archeologi nei cantieri. Senza differenze di trattamento per nessuno, nelle più diverse situazioni.</p>
<p>E&#8217; avvenuto, con impegno diretto dell&#8217;allora <strong>Direzione regionale</strong> e della <strong>Soprintendenza Archeologica</strong>, nell&#8217;area del condominio di via Roma 207. E&#8217; avvenuto, analogamente, per gli edifici di via S. Croce 6 e 8 e in molti altri cantieri pubblici e privati, anche fuori città. Lo stesso accade, con sopralluoghi frequenti e produzione di atti, report e valutazioni a cadenza ravvicinata, ormai da oltre un anno per tutti gli scavi condotti per la realizzazione del tunnel dei sottoservizi.</p>
<p>In questo quadro di generale controllo e vigilanza sulle attività di ricostruzione è emersa la necessità di effettuare accertamenti preliminari nel sottosuolo nell&#8217;area delle palazzine di via S. Croce 6 e 8. E&#8217; stata pertanto prescritta &#8211; come per il condominio di via Roma 207 &#8211; l&#8217;effettuazione di accertamenti archeologici per verificare l&#8217;eventuale esistenza di strutture nel sottosuolo. Al termine delle indagini sul primo edificio sono emerse strutture pertinenti alle sole fondazioni, senza alcuna traccia degli elevati, distrutti da tempo a seguito delle modifiche intervenute e della costruzione della palazzina. Pertanto, effettuata una accurata documentazione scientifica dei ritrovamenti, il progetto di ricostruzione della palazzina è stato oggetto di variante, secondo le prescrizioni fornite dalla Soprintendenza, in modo da non interferire con le preesistenze, assicurandone la conservazione.</p>
<p>La particolarità del caso della palazzina di via Roma 207 risiede nella esistenza, in quell&#8217;area, di un provvedimento di tutela indiretta emanato nel 2014 a seguito delle indagini effettuate dalla Direzione Regionale per la tutela delle preesistenze archeologiche e monumentali relative alla porta principale di accesso alla città, in considerazione della posizione all’interno del contesto del sistema difensivo di Porta Barete, laddove l’indagine ha rivelato e documentato una consistenza delle murature e della stessa cinta muraria cittadina, con i resti della piazza ivi preesistente almeno dal 1700, che delinea un diverso assetto del sito prima delle trasformazioni ottocentesche e novecentesche.</p>
<p>Per questo motivo, dopo le indagini l&#8217;adiacente porzione del “sistema difensivo della città dell’Aquila costituito da mura, torri e porte” di proprietà comunale è stata sottoposta a tutela con due distinti provvedimenti emanati dalla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale dell’Abruzzo nell&#8217;agosto 2015, che ne hanno dichiarato l’interesse culturale (così come già fatto, con ulteriori provvedimenti, per altre parti della cinta muraria) e dettato prescrizioni di tutela indiretta prevedendo una fascia libera e non occupabile all&#8217;esterno e all&#8217;interno del lotto. Come è noto, tali provvedimenti sono stati oggetto di immediati ricorsi da parte dei condòmini, sia al TAR Abruzzo che al MIBACT. Il TAR si è espresso nel novembre 2015 respingendo la richiesta di sospensiva, ritenendo “il pregiudizio lamentato da parte ricorrente &#8230;.. recessivo rispetto all’interesse pubblico tutelato dalla verifica dell’importante interesse culturale del bene immobile in esame e della conseguente previsione di prescrizioni di tutela indiretta”.</p>
<p>Il ricorso amministrativo è stato respinto dalla Direzione Generale competente (DG BEAP) del MiBACT, acquisito il parere dei Comitati Tecnico-Scientifici per le Belle Arti e per il Paesaggio, nel febbraio 2016. Si tratta quindi non solo di rinvenimento di preesistenze archeologiche dal sottosuolo ma anche, e soprattutto, della messa in luce di una nuova e diversa consistenza di un sistema monumentale &#8211; peraltro oggetto di recenti interventi di recupero, restauro e valorizzazione con ingente impegno di fondi pubblici &#8211; che il MIBACT hanno ritenuto di dover tutelare con provvedimenti specifici, approvati e riconfermati da diversi e distinti uffici e organismi ministeriali. Tra questi, la Direzione regionale, la Commissione regionale (organo collegiale), la Direzione generale BEAP e i Comitati tecnico scientifici congiunti (massimo organo consultivo tecnico-scientifico della Direzione).</p>
<p>Dunque, per quanto riguarda il cantiere di S. Croce, nessun reperto romano distrutto (ma accertamento e conservazione dei resti delle tracce fondali di murature), nessuna &#8220;perdita di memoria&#8221; ma anzi attento studio e documentazione del contesto riemerso, nessuna diversità da altri casi analoghi verificatisi in città e fuori. In merito alla palazzina di via Roma 207, esiste invece un sistema di tutela fondato su atti &#8211; provvedimenti, decreti e valutazioni tecnico-scientifiche e giuridiche &#8211; dai quali non si può prescindere nell&#8217;azione amministrativa e sui quali nessun potere di deroga ha, né può avere, la Soprintendenza, che si è finora mossa nel massimo rispetto delle norme vigenti. E&#8217; il caso, infine, di rilevare che il MIBACT non lavora autonomamente: per l’intera area di Porta Barete e di Santa Croce &#8211; come per numerosi altri ambiti cittadini &#8211; sono in corso da mesi incontri e contatti con Comune e USRA per la valutazione congiunta delle ipotesi di salvaguardia delle emergenze monumentali e storiche e per il conseguente adeguamento dei progetti di ricostruzione sia alle finalità di tutela e valorizzazione del comparto urbano sia alle esigenze legate alla risoluzione del diritto del rientro dei cittadini nelle abitazioni, che si auspica possa trovare definizione in tempi brevi.</p>
<p><a href="https://youtu.be/_nK8andw7QY">Guarda Video</a></p>
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