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	<title>Umberto Eco Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Cultura: addio allo scrittore Umberto Eco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2016 16:46:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;eta&#8217; di 84 anni e&#8217; morto ieri alle 22,30 nella sua abitazione Umberto Eco. La conferma della scomparsa dello scrittore e&#8217; stata data dalla famiglia al quotidiano &#8216;La Repubblica&#8217;.</p>
<p>Con la morte di Umberto Eco il mondo della cultura, anche internazionale, perde una delle figure di maggiore importanza. Filosofo e semiologo, fine cultore del Medioevo, padre della semiotica interpretativa, ma anche saggista e professore emerito dell&#8217;Universita&#8217; di Bologna. Eco inizio&#8217; a interessarsi all&#8217;influenza dei mass media nella cultura di massa a partire dalla fine degli anni &#8217;50. Nel 1988 fondo&#8217; il Dipartimento della Comunicazione dell&#8217;Universita&#8217; di San Marino. Dal 2008 era professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell&#8217;Universita&#8217; di Bologna. Dal 12 novembre 2010 Umberto Eco diventa socio dell&#8217;Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche. Figlio di un negoziante, Eco consegui&#8217; la maturita&#8217; al liceo classico &#8220;Giovanni Plana&#8221; di Alessandria, sua citta&#8217; natale. In gioventu&#8217; fu impegnato nella Giac (l&#8217;allora ramo giovanile dell&#8217;Azione Cattolica) e nei primi anni cinquanta fu chiamato tra i responsabili nazionali del movimento studentesco dell&#8217;Ac. Nel 1954 abbandono&#8217; l&#8217;incarico in polemica con Luigi Gedda. Si Laurea in filosofia nel 1954 all&#8217;Universita&#8217; di Torino con Luigi Pareyson con una tesi sull&#8217;estetica di San Tommaso d&#8217;Aquino inizio&#8217; a interessarsi di filosofia e cultura medievale, campo d&#8217;indagine mai piu&#8217; abbandonato, anche se successivamente e per lunghi anni si dedico&#8217; allo studio semiotico della cultura popolare contemporanea e all&#8217;indagine critica sullo sperimentalismo letterario e artistico. Nel 1956 pubblico&#8217; il suo primo libro, un&#8217;estensione della sua tesi di laurea dal titolo Il problema estetico in San Tommaso.</p>
<p>Ma e&#8217; lunga e molto importante la lista dei suoi lavori. Tra i maggiori: nel 1963 pubblica un libro che e&#8217; diventato nel tempo un classico &#8216;Diario minimo&#8217; (Mondadori), volume che raccoglie saggi come Fenomenologia di Mike Bongiorno e Elogio di Franti. E ancora, &#8216;Apocalittici e integrati&#8217; (Bompiani) del 1964, altro classico &#8216;La struttura assente&#8217; (Bompiani, 1968). Ma la celebrita&#8217; a livello mondiale arrivera&#8217; nel 1980 con &#8216;Il nome della rosa&#8217;. Un romanzo che fara&#8217; riscoprire all&#8217;Italia e poi al mondo intero, attraverso la formula del giallo, dell&#8217;intrigo, del mistero, il meraviglioso mondo medievale. Con &#8216;Il nome della rosa&#8217; Eco vincera&#8217; il Premio Strega nel 1981 e numerosi riconoscimenti a livello internazionale. Ma al di la&#8217; dei premi &#8216;Il nome della rosa&#8217; ha rappresentato il desiderio di Eco di dare pari dignita&#8217; a tutte le forme culturali. Dopo Il nome della rosa, sono arrivati &#8216;Il pendolo di Foucault&#8217; (1981), &#8216;L&#8217;isola del giorno prima&#8217; (1994),Baudolino (2000). Fino al piu&#8217; recente &#8216;Numero zero&#8217;. Nella sua lunga carriera, nel 1954 vince un concorso della Rai per l&#8217;assunzione di telecronisti e nuovi funzionari. Con Eco vi entrarono anche Furio Colombo e Gianni Vattimo. Dal 1959 al 1975 fu condirettore editoriale della casa editrice Bompiani. Nel 1962 pubblico&#8217; il saggio &#8216;Opera aperta&#8217; che ebbe notevole risonanza a livello internazionale e diede le basi teoriche al Gruppo 63, movimento d&#8217;avanguardia letterario e artistico italiano. Nel 1961 inizio&#8217; anche la sua carriera universitaria che lo porto&#8217; a tenere corsi, in qualita&#8217; di professore incaricato, in diverse universita&#8217; italiane: Torino, Milano, Firenze, infine, Bologna dove ha ottenuto la cattedra di Semiotica nel 1975, diventando professore ordinario. All&#8217;universita&#8217; di Bologna e&#8217; stato direttore dell&#8217;Istituto di Comunicazione e spettacolo del Dams, poi ha dato inizio al Corso di Laurea inScienze della comunicazione. Infine e&#8217; divenuto Presidente della Scuola Superiore di Scienze Umanistiche che coordina l&#8217;attivita&#8217; dei dottorati bolognesi del settore umanistico. Nel corso degli anni ha insegnato anche in varie universita&#8217; straniere tra cui UC-San Diego, New York University, Columbia University, Yale, College de France, Ecole Normale Superieure. Nell&#8217;ottobre 2007 si e&#8217; ritirato dall&#8217;insegnamento per limiti di eta&#8217;. In tutta la sua lunga carriera Eco ha ricevuto 40 lauree honoris causa da universita&#8217; europee e americane.</p>
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