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	<title>ungheria Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Ungheria, sospetto attentato al gasdotto TurkStream a sette giorni dal voto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 08:56:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Due zaini contenenti quattro chili di esplosivo sono stati rinvenuti a Kanjica, nel nord della Serbia, a poche centinaia di metri dall’infrastruttura TurkStream che fornisce gas russo all’Ungheria, definita “vitale” dal premier Viktor Orbán. L’allerta è scattata durante le festività di Pasqua, mentre l’Ungheria si avvicina alle elezioni del 12 aprile. Il presidente serbo Aleksandar [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due zaini contenenti quattro chili di esplosivo sono stati rinvenuti a Kanjica, nel nord della Serbia, a poche centinaia di metri dall’infrastruttura TurkStream che fornisce gas russo all’Ungheria, definita “vitale” dal premier Viktor Orbán. L’allerta è scattata durante le festività di Pasqua, mentre l’Ungheria si avvicina alle elezioni del 12 aprile.</p>
<p>Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha riferito che gli ordigni, descritti come “due grandi pacchi di esplosivi con detonatori”, avrebbero potuto mettere a rischio “le vite umane”. Informato dell’accaduto, Orbán ha convocato d’urgenza il Consiglio nazionale di difesa, disposto il dispiegamento dell’esercito e annunciato un sopralluogo al confine insieme al ministro degli Esteri Péter Szijjártó. “La situazione è estremamente grave”, ha dichiarato il premier in un intervento televisivo.</p>
<p>Il governo ungherese punta il dito contro Kiev come mandante del presunto sabotaggio, tesi accolta con favore dal Cremlino, che ha definito “ampia” la probabilità di un coinvolgimento ucraino. L’Ucraina ha però respinto “categoricamente” ogni accusa. Il candidato dell’opposizione Péter Magyar, che appare in leggero vantaggio nei sondaggi, ha definito l’episodio una “provocazione sul voto” e una false flag “pianificata” in concerto con Mosca e Belgrado.</p>
<p>A livello europeo sono emersi dubbi sul tempismo dell’evento. Il ministro della Difesa polacco Radosław Sikorski ha parlato di un “timing conveniente e sospetto”, richiamando anche le rivelazioni del Washington Post su possibili operazioni montate ad arte e ipotesi di un finto attentato ai danni di Orbán. Magyar ha assicurato che non sarà “seminando il panico” o invocando lo stato di emergenza a fermare i “milioni di ungheresi pronti a chiudere i due decenni più corrotti della storia del Paese”. Il candidato opposto ha annunciato un tour elettorale fuori dai grandi centri per intercettare gli indecisi fino all’ultimo giorno.</p>
<p>Nel frattempo, l’attenzione si sposta su Budapest, dove nelle prossime ore è atteso il vicepresidente americano J. D. Vance. Dopo un incontro istituzionale, Vance e Orbán saliranno sul palco dell’MTK Sportpark, impianto sportivo riconvertito per l’occasione a sede del comizio finale. Si tratta della presenza statunitense di più alto livello in Ungheria dai tempi di George W. Bush nel 2006, segno del peso attribuito dall’amministrazione Trump al legame con l’alleato ungherese e del tentativo di rafforzare un asse che coinvolge anche Vladimir Putin.</p>
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		<title>JD Vance in Ungheria per supportare Orban alla vigilia del voto politico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 14:56:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il vicepresidente statunitense JD Vance si recherà in Ungheria il 7 e l’8 aprile per incontrare il premier Viktor Orbán, nell’ambito di una visita annunciata dalla Casa Bianca. Al termine di un faccia a faccia bilaterale, Vance terrà un discorso dedicato alla «solida partnership tra gli Stati Uniti e l’Ungheria». Ad accompagnarlo sarà la second [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il vicepresidente statunitense JD Vance si recherà in Ungheria il 7 e l’8 aprile per incontrare il premier Viktor Orbán, nell’ambito di una visita annunciata dalla Casa Bianca. Al termine di un faccia a faccia bilaterale, Vance terrà un discorso dedicato alla «solida partnership tra gli Stati Uniti e l’Ungheria». Ad accompagnarlo sarà la second lady, Usha Vance.</p>
<p>Orbán, leader nazionalista noto per i legami con Mosca e alleato di Donald Trump, si trova sotto pressione a pochi giorni dalle elezioni anticipate del 12 aprile. Le manifestazioni promosse dall’opposizione hanno evidenziato il fermento contro il suo governo, mentre i sondaggi danno Peter Magyar in vantaggio tra gli elettori già schierati (41% contro il 35% di Fidesz). Circa un quarto degli aventi diritto, tuttavia, non ha ancora deciso il proprio voto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Von der Leyen sollecita l’Ungheria ad autorizzare il Pride di Budapest senza misure punitive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 20:58:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha chiesto alle autorità ungheresi di garantire lo svolgimento del Budapest Pride senza rischi di sanzioni penali o amministrative per organizzatori e partecipanti. In un messaggio pubblicato su X in vista della parata prevista per sabato, von der Leyen ha sottolineato il suo sostegno incondizionato alla [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha chiesto alle autorità ungheresi di garantire lo svolgimento del Budapest Pride senza rischi di sanzioni penali o amministrative per organizzatori e partecipanti. In un messaggio pubblicato su X in vista della parata prevista per sabato, von der Leyen ha sottolineato il suo sostegno incondizionato alla comunità Lgbtqi+.<br />
“Chiedo alle autorità ungheresi di consentire lo svolgimento del Budapest Pride. Senza temere alcuna sanzione penale o amministrativa contro gli organizzatori o i partecipanti. Alla comunità Lgbtqi+ in Ungheria e non solo: sarò sempre un vostro alleato.”<br />
Richiamando i principi fondamentali dell’Unione, ha poi rilevato: “In Europa marciare per i propri diritti è un diritto fondamentale.”</p>
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		<title>Più di 1.000 rifugiati bloccati tra Serbia e Ungheria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 21:37:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Più di 1.000 persone, tra cui molte famiglie fuggite dai conflitti in Siria, Afghanistan e Iraq, sono bloccate lungo un’autostrada della Serbia, in condizioni spaventose e in rapido peggioramento, a seguito della decisione dell’Ungheria di chiudere la frontiera. Da Horgos, sul lato serbo del confine, i ricercatori di Amnesty International hanno constatato l’assenza, finora, delle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più di 1.000 persone, tra cui molte famiglie fuggite dai conflitti in Siria, Afghanistan e Iraq, sono bloccate lungo un’autostrada della Serbia, in condizioni spaventose e in rapido peggioramento, a seguito della decisione dell’Ungheria di chiudere la frontiera.</p>
<p>Da Horgos, sul lato serbo del confine, i ricercatori di Amnesty International hanno constatato l’assenza, finora, delle organizzazioni umanitarie e dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati. Centinaia di rifugiati dormono sul tratto chiuso dell’autostrada, assistiti solo da volontari locali. L’accesso a cibo, acqua corrente e servizi igienici è fortemente ristretto. Le autorità di Belgrado si sono limitate a inviare una manciata di poliziotti.</p>
<p>“I rifugiati ci hanno trasmesso le loro sensazioni d’incertezza e rabbia. Sono bloccati in una vera e propria ‘terra di nessuno’ tra Serbia e Ungheria, nella totale mancanza di informazioni” – ha dichiarato Tirana Hassan, direttrice del programma “Risposta alle crisi” di Amnesty International, da Horgos.</p>
<p>“Altri rifugiati sono in arrivo e la situazione sta rapidamente peggiorando. Le autorità serbe e l’Unione europea sapevano che ciò sarebbe accaduto, eppure non hanno preso misure adeguate, lasciando centinaia di persone tra le più vulnerabili intrappolate tra il filo spinato e l’angoscia di non sapere cosa succederà” ha aggiunto Hassan.</p>
<p>Tra le persone bloccate lungo l’autostrada c’è una donna proveniente dall’Afghanistan con due figli, uno dei quali ha otto anni ed è ammalato di cancro. Non hanno quasi nulla con sé, l’altra figlia non ha neanche le scarpe. La cosa di maggior valore è il certificato medico del figlio.</p>
<p>Attorno all’autostrada c’è la campagna. Non c’è modo di ripararsi, manca il cibo e scarseggiano acqua potabile e servizi igienici. I rifugiati stanno facendo tutto il possibile per tenere la situazione sotto controllo, ma le condizioni sono terribili.</p>
<p>Coloro che avevano con sé delle tende le hanno aperte, ma centinaia di persone dormono sull’asfalto o ai bordi dell’autostrada. Una famiglia siriana di 10 persone ha una sola tenda, in cui protegge i bambini. Altre famiglie non hanno nulla e sono in balia delle condizioni atmosferiche.</p>
<p>In assenza di qualsiasi forma di assistenza da parte del governo di Belgrado, i volontari locali distribuiscono latte e altri generi di prima necessità, ma si tratta di una goccia nell’oceano. Il fatto di non poter nutrire i propri familiari è un ulteriore affronto alla dignità dei rifugiati.</p>
<p>I ricercatori di Amnesty International hanno constatato la presenza di moltissimi rifugiati in condizioni di estrema vulnerabilità, tra cui molti disabili privi di assistenza. Una ragazza di 16 anni sulla sedia a rotelle, proveniente dalla città siriana di Kobane, ha raccontato di non aver potuto prendere una camera per sé e sua sorella in un albergo nei paraggi, in quanto prive di documenti. Le due ragazze sono state costrette a dormire per terra fino a quando una famiglia le ha ospitate in una tenda già piena di persone.</p>
<p>Le persone bloccate al confine tra Serbia e Ungheria non hanno alcuna informazione su cosa accadrà loro. Continuano a dire ad Amnesty International che ciò che vogliono non è la carità, ma lavoro, condizioni degne di vita e appartenenza a pieno titolo alla società.</p>
<p>“Lungo il confine, centinaia di uomini donne e bambini stanno subendo le terribili conseguenze della sconvolgente mancanza di umanità mostrata dalle autorità ungheresi con la chiusura e la militarizzazione della frontiera” ha accusato Hassan.</p>
<p>“Le autorità serbe erano pienamente consapevoli di cosa sarebbe accaduto e la loro mancanza di risposta è riprovevole. Migliaia di persone stanno fuggendo dalla guerra cercando riparo nei paesi dell’Unione europea. Invece di venire in loro aiuto, i governi europei le stanno circondando col filo spinato e sembrano incapaci di trovare una soluzione a lungo termine”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/09/16/piu-di-1-000-rifugiati-bloccati-tra-serbia-e-ungheria/">Più di 1.000 rifugiati bloccati tra Serbia e Ungheria</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Migranti: sempre più caotica la situazione in Ungheria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2015 12:54:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[germania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;emergenza migranti ha fatto piombare nel caos la principale stazione ferroviaria di Budapest, prima evacuata e poi riaperta dopo un&#8217;ora di chiusura, ma non per i profughi. La tensione nella capitale dell&#8217;Ungheria, il cui premier, Viktor Orban, vedra&#8217; giovedi&#8217; i vertici dell&#8217;Ue, e&#8217; l&#8217;epitome di quanto sta accadendo in Europa, presa d&#8217;assalto da un&#8217;ondata di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;emergenza migranti ha fatto piombare nel caos la principale stazione ferroviaria di Budapest, prima evacuata e poi riaperta dopo un&#8217;ora di chiusura, ma non per i profughi. La tensione nella capitale dell&#8217;Ungheria, il cui premier, <strong>Viktor Orban</strong>, vedra&#8217; giovedi&#8217; i vertici dell&#8217;Ue, e&#8217; l&#8217;epitome di quanto sta accadendo in Europa, presa d&#8217;assalto da un&#8217;ondata di profughi.</p>
<p><strong>Piu&#8217; di 350.000 migranti hanno attraversato il Mediterraneo da gennaio</strong>, secondo gli ultimi dati Oim, e almeno <strong>2.643 persone sono morte in mare durante la traversata</strong>: oltre 118mila sono sbarcati in Italia, gli altri si sono divisi tra Spagna e l&#8217;isola di Malta. <strong>Ma e&#8217; la rotta dei Balcani che desta maggiore allarme in queste ore.</strong> Un totale di <strong>3.650 migranti</strong> sono arrivati in treno a Vienna solo nella giornata di lunedi&#8217;, mai cosi&#8217; tanti in un solo giorno dall&#8217;inizio dell&#8217;anno. In Germania, in Baviera, che confina con l&#8217;Austria, la polizia ha registrato il numero record di arrivi di <strong>2.200 nelle ultime 24 ore</strong>. Il numero e&#8217; schizzato verso l&#8217;alto perche&#8217; alcuni treni, carichi di centinaia di migranti, hanno lasciato l&#8217;Ungheria e attraversato l&#8217;Austria, diretti verso la Baviera.</p>
<p>Il governo di Budapest, che lunedi&#8217; aveva permesso ai migranti di salire sui treni, <strong>stamane ha prima chiuso del tutto la stazione, poi l&#8217;ha riaperta, ma solo ai non-migranti.</strong> Centinaia di profughi furenti hanno allora inscenato una <strong>manifestazione di protesta</strong> davanti alla stazione ferroviaria: sventolando i biglietti, scandendo <em>&#8216;Germania, Germania&#8217;</em> e urlando. I manifestanti si sono ammassati dinanzi agli agenti di polizia schierati all&#8217;ingresso. Il portavoce del governo magiaro ha motivato la chiusura con <strong>il tentativo di Budapest di applicare la normativa Ue</strong>, che richiede agli extracomunitari che vogliano muoversi all&#8217;interno dell&#8217;area Schengen di aver un passaporto e un visto. La situazione e&#8217; cosi&#8217; confusa che la Germania si e&#8217; sentita in dovere di far presente che la normativa europea inerente il diritto di asilo e che impone ai rifugiati di presentare la richiesta di asilo politico nel primo punto di approdo, non e&#8217; sospesa. <em>&#8220;La Germania non ha sospeso (i regolamenti di) Dublino&#8221;</em>, ha sottolineato il portavoce del governo,<em> &#8220;chiunque arrivi in Ungheria deve registrarsi li&#8217; e sottoporsi li&#8217; alla procedura di richiesta d&#8217;asilo&#8221;</em>.</p>
<p>Intanto, <strong>la Corte europea dei diritti dell&#8217;Uomo di Strasburgo ha condannato l&#8217;Italia per la detenzione &#8220;illegale&#8221; di tre migranti tunisini nel Centro di prima accoglienza di Lampedusa.</strong> Il ricorso si riferiva a fatti avvenuti nel settembre 2011, quando i tre erano stati prima trattenuti nel Centro di prima accoglienza dell&#8217;isola e poi caricati su navi-prigione a Palermo, in attesa del rimpatrio. I tre dovranno essere risarciti con 10mila euro a testa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/09/01/migranti-sempre-piu-caotica-la-situazione-in-ungheria/">Migranti: sempre più caotica la situazione in Ungheria</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ungheria: barriera contro i migranti al confine con la Serbia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 13:46:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quello ungherese, guidato dall’ultra conservatore premier Viktor Orban, è uno dei governi più discussi degli ultimi anni, a causa del radicale nazionalismo, che spesso sfocia in una forma neanche troppo celato di autoritarismo estremo e inaccettabile per i nostri tempi. Mentre l’Europa è scossa a causa dei continui sbarchi di clandestini, che dalle coste italiane [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/17/ungheria-barriera-contro-i-migranti-al-confine-con-la-serbia/">Ungheria: barriera contro i migranti al confine con la Serbia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quello ungherese, guidato dall’ultra conservatore premier <strong>Viktor Orban</strong>, è uno dei governi più discussi degli ultimi anni, a causa del radicale nazionalismo, che spesso sfocia in una forma neanche troppo celato di autoritarismo estremo e inaccettabile per i nostri tempi. Mentre l’Europa è scossa a causa dei continui sbarchi di clandestini, che dalle coste italiane si fanno strada verso i Paesi centro settentrionali del vecchio continente, l’Ungheria annuncia una misura shock per evitare che i migranti giungano all’interno del territorio magiaro.</p>
<p><strong>Il Ministro degli esteri Peter Szijjarto ha annunciato che il governo ha in progetto di erigere una barriera lunga quattro metri lungo la frontiera con la Serbia, per fermare il flusso di immigrati clandestini. </strong><em>“L’immigrazione è uno dei problemi più seri che affronta l’Unione al giorno d’oggi”</em>, ha affermato il Ministro. <em>“I Paesi dell’Unione Europea stanno cercando una soluzione, ma l’Ungheria non ha più il tempo di aspettare”</em>. Dovesse concretizzarsi, la barriera dovrebbe estendersi per 175 km, visto che tanto è lungo il territorio di confine tra Serbia ed Ungheria. <em>“I lavori preparatori per la chiusura devono essere terminati entro mercoledì prossimo&#8221;</em>, ha sottolineato il ministro degli Esteri, aggiungendo che <em>&#8220;naturalmente informeremo i nostri colleghi serbi sui dettagli&#8221;</em> in una riunione prevista per il 1° luglio.</p>
<p>In realtà l’idea ungherese non è totalmente originale, poiché la Bulgaria ha già costruito una barriera avente analoghi scopi, in corrispondenza con il confine turco.</p>
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