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	<title>unhcr Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Refugee Food Festival: l&#8217;integrazione si combatte in cucina</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jun 2017 16:05:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Refugee Food Festival arriva in Italia, dopo la prima edizione svoltasi in Francia lo scorso anno. L&#8217;Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR), insieme a Food Sweet Food, organizzano all&#8217;interno di Eataly Milano Smeraldo, Eataly Roma Ostiense e Eataly Bari una serie di eventi culinari. &#8220;Nessuno di noi decide dove nascere. Per questo è fondamentale ricordarsi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Refugee Food Festival arriva in Italia, </strong>d<strong>opo la prima edizione svoltasi in Francia lo scorso anno</strong>. L&#8217;Agenzia ONU per i Rifugiati (<strong>UNHCR</strong>), insieme a <strong>Food Sweet Food</strong>, organizzano all&#8217;interno di Eataly Milano Smeraldo, Eataly Roma Ostiense e Eataly Bari una serie di eventi culinari. &#8220;Nessuno di noi decide dove nascere. Per questo è fondamentale ricordarsi il valore dell&#8217;accoglienza e dell&#8217;integrazione, valori strategici per costruire il futuro della nostra società. All&#8217;interno di Eataly accoglienza e integrazione si concretizzano nell&#8217;interazione, ovvero il lavoro fianco a fianco e lo scambio di culture e competenze. Siamo felici che il<strong> Refugee Food Festival</strong> faccia da cassa di risonanza e ci dia, una volta di più, l&#8217;occasione per dimostrarlo&#8221;, dice Oscar Farinetti, fondatore di Eataly.</p>
<p>&#8220;<strong>Eataly</strong> sta dalla parte di chi è stato costretto a fuggire dalla guerra e dalle violenze e apre quindi i suoi ristoranti a chef rifugiati che attraverso la cucina potranno mettere in evidenza il loro talento al fine di rendere concreta la loro integrazione professionale. Si segnala in modo particolare la collaborazione con l&#8217;Associazione Culturale Origens a Bari, con la cooperativa Farsi Prossimo a Milano e con il ristorante Altrove di Roma il cui staff multiculturale è composto da professionisti provenienti dai corsi del Progetto Matechef&#8221;, sottolinea Eataly.</p>
<p>Questo il programma: Eataly Milano Smeraldo, 16 giugno show cooking dalle 18.30 alle 20: Alganesh, chef rifugiata etiope del ristorante Africa Experience a Venezia, e Viviana Varese, resident chef Una Stella Michelin di Alice Ristorante, rivisiteranno un piatto della tradizione etiope. Il 20 giugno dalle 19 alle 23: 4 rifugiati di diversi Paesi cucineranno presso 4 ristoranti di Eataly Smeraldo. Non serve prenotazione. Eataly Bari, 18 giugno aperitivo dalle ore 18.30 alle ore 21: un piatto etnico con tre pietanze afghane accompagnato da un cocktail da gustare nella terrazza di Eataly. In cucina una chef dell&#8217;Associazione Origens. Evento su prenotazione allo 080 6180401. Eataly Roma Ostiense, 20 giugno cena a buffet alle ore 20.30, terzo piano: un viaggio tra i sapori e le tradizioni del mondo realizzato dallo staff di Altrove affiancato da tre chef rifugiati.</p>
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		<title>Unhcr: nel 2015 già 310.000 migranti in fuga</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2015 14:12:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il numero dei rifugiati e dei migranti che hanno attraversato il Mediterraneo quest’anno ha ormai superato le 300 mila persone, di cui quasi 200.000 sbarcati in Grecia e 110.000 in Italia. Questo rappresenta un forte aumento rispetto allo scorso anno, quando circa 219 mila persone attraversarono il Mediterraneo durante tutto il 2014. Lo riferisce la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il numero dei rifugiati e dei migranti che hanno attraversato il Mediterraneo quest’anno ha ormai superato le 300 mila persone, di cui quasi 200.000 sbarcati in Grecia e 110.000 in Italia. Questo rappresenta un forte aumento rispetto allo scorso anno, quando circa 219 mila persone attraversarono il Mediterraneo durante tutto il 2014. Lo riferisce la portavoce dell’Unhcr Melissa Fleming.</p>
<p>Allo stesso tempo, sono almeno 2.500 i rifugiati e migranti morti o scomparsi quest’anno cercando di raggiungere l’Europa. Questo numero di morti non comprende la tragedia di ieri al largo della Libia, dove il numero delle morti non è ancora confermata. Lo scorso anno circa 3.500 persone morirono o furono dati per dispersi nel Mar Mediterraneo.</p>
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		<title>Giornata mondiale del rifugiato: 2012 record persone che fuggono, 45 milioni/video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 09:05:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata mondiale del Rifugiato 2013 l&#8217;Unhcr e altri enti e associazioni vicine alla figura del rifugiato fanno il punto della situazione. Secondo l&#8217;Unhcr, l&#8217;agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ogni 4 secondi una persona nel mondo diventa rifugiata o sfollata. &#160; Sono sempre guerra (per il 55% delle persone), fame, distruzione e paura, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<h2></h2>
<p>Nella giornata mondiale del Rifugiato 2013 l&#8217;Unhcr e altri enti e associazioni vicine alla figura del rifugiato fanno il punto della situazione. Secondo l&#8217;Unhcr, l&#8217;agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ogni 4 secondi una persona nel mondo diventa rifugiata o sfollata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono sempre guerra (per il 55% delle persone), fame, distruzione e paura, gli ingradienti della fuga, che spingono milioni di persone ogni anno a trovare rifugio, a costo di perdere la vita, in un&#8217;altra nazione.</p>
<p>Secondo l’ultimo rapporto Global Trends, sulle tendenze a livello globale in materia di spostamenti forzati di popolazione e pubblicato ieri dall’Unhcr in occasione della Giornata mondiale del rifugiato di quest’anno, nel 2012 il numero di rifugiati e sfollati interni ha raggiunto i livelli più alti degli ultimi 18 anni,45,1 milioni di persone nel mondo, mentre nel 2011 sono state 42,5 milioni le persone costrette alla fuga in altri paesi.</p>
<p>Di queste 45, 1 milioni, 15,4 erano i rifugiati, 937mila richiedenti asilo e 28,8 milioni gli sfollati, ma all’interno del proprio paese.</p>
<p>In Italia nel 2012 sono state presentante 17.352 domande d’asilo, circa la metà dell’anno precedente. Questo calo significativo, determinato prevalentemente dalla fine dell’Emergenza Nord Africa, riporta il numero di domande in media con il dato degli ultimi dieci anni. Tuttavia l’anno scorso le domande d’asilo presentate a livello mondiale dai rifugiati minori non accompagnati o separati dai loro genitori, hanno raggiunto un indice record arrivando a 21 mila e 300. Si tratta del numero più alto mai registrato dall’Unhcr.</p>
<p>I rifugiati in Italia alla fine del 2012 erano 64.779, collocandosi così l’Italia al 6° posto tra i Paesi europei.</p>
<p>I paesi di provenienza sono prevalentemente quelli dove è in corso una guerra come l’Afghanistan, in testa alla classifica dei paesi d&#8217;origine del maggior numero di rifugiati, un triste primato che detiene da ben 32 anni, un rifugiato su 4, infatti, è afgano. Seguono Somalia, Iraq, Siria e Sudan. Importanti nuovi flussi si registrano anche in uscita da Mali, Repubblica Democratica del Congo e dallo stesso Sudan verso Sud Sudan ed Etiopia.</p>
<p>L’articolo 10 della Costituzione Italiana prevede che uno straniero al quale nel suo Paese sia impedito di esercitare &#8220;le libertà democratiche garantite dalla Costituzione Italiana&#8221;, ha diritto d&#8217;asilo nel territorio italiano, “secondo le condizioni stabilite dalla legge&#8221;. L’asilo costituzionale è rimasto, per tanti anni, un concetto praticamente disapplicato fino al 1997, quando una sentenza della Corte di Cassazione ha indicato il tribunale ordinario come organo competente per decidere sulla concessione dell&#8217;asilo ai sensi della Costituzione, anche in assenza di una legge applicativa. Tuttavia, la legge di applicazione, a tutt’oggi, non è mai stata realizzata.</p>
<p>In Italia, per far fronte alle esigenze di accoglienza, si dispone di 3mila posti che fanno capo al Servizio per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), in collaborazione con gli Enti locali, le Regioni e il mondo sociale, e di 2mila posti assicurati dai Centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara), oltre a questa rete di servizi già esistente, le Regioni hanno dichiarato la disponibilità di altri 50mila posti, di cui la metà è stata effettivamente utilizzata per accogliere le persone in fuga dal Nord Africa.</p>
<p>Guarda anche il video sulla Giornata mondiale del Rifugiato <a href="http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/Giornata_mondiale_rifugiato_ogni_4_secondi_un_rifugiato/1529">qui</a></p>
<p>Lisa D’Ignazio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/06/20/giornata-mondiale-del-rifugiato-2012-record-persone-che-fuggono-45-milionivideo/">Giornata mondiale del rifugiato: 2012 record persone che fuggono, 45 milioni/video</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Morire in mare,  assetati sul miraggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jul 2012 09:05:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mediterraneo è bellissimo ed assassino, un mare splendido e difficile da attraversare. Lo dicono Omero e Shakespeare, ma anche Dylan Dog ed i racconti di chi quel mare ha cercato di passarlo,  inseguendo il miraggio di una vita migliore E non sono riusciti ad attraversarlo, quel mare bellissimo ed assassino, i 54 profughi morti per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mediterraneo è bellissimo ed assassino, un mare splendido e difficile da attraversare. Lo dicono Omero e Shakespeare, ma anche Dylan Dog ed i racconti di chi quel mare ha cercato di passarlo,  inseguendo il miraggio di una vita migliore</p>
<p>E non sono riusciti ad attraversarlo, quel mare bellissimo ed assassino, i 54 profughi morti per disidratazione, con una lenta, terribile agonia,  con il sole che brucia le carni e spacca le labbra, provocando indicibili pene.</p>
<p>Hanno anche provato, disperati,  a bere acqua di mare, ma l’amaro insopportabile del sale,  ha solo aumentato il dolore e aggravate le pene di una fine durata 15 giorni.</p>
<p>La loro terribile vicenda è stata resa nota dall&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e secondo quanto riferito dall&#8217;unico superstite, un cittadino eritreo, si erano tutti imbarcati dalle coste libiche, per raggiungere l’Italia.</p>
<p>In base alla sua testimonianza, che gli operatori dell’Unhcr hanno  raccolto all&#8217;ospedale di Zarzis in Tunisia, dove il superstite è ricoverato, non c&#8217;era acqua a bordo e la morte per disidratazione è avvenuta, lentamente, già dai primi giorni di deriva.</p>
<p>Dopo un giorno di navigazione, infatti,   il gommone  sarebbe dovuta giungere in prossimità della costa italiana,  ma i forti venti l&#8217;avrebbero spinto indietro.</p>
<p>Nel giro di pochi giorni, poi,  ha iniziato a sgonfiarsi e, di conseguenza, a rallentare.</p>
<p>L&#8217;uomo è stato soccorso da pescatori tunisini mentre era aggrappato ai resti dell&#8217;imbarcazione e ad una tanica e secondo quanto ha detto,   circa la metà dei deceduti,  era di nazionalità eritrea.</p>
<p>Alexander Aleinkioff, vice commissario dell&#8217;agenzia Onu per i rifugiati, ha lanciato un appello a tutti i naviganti del Mediterraneo, raccomandando loro di prestare “la massima attenzione a possibili casi di migranti e rifugiati in difficoltà che necessitano di essere soccorsi”.</p>
<p>In un articolo del lontano 2006, su Repubblica, si legge che l’Italia, con la Spagna è da tempo  “il paese sviluppato con la maggiore intensità di immigrazione”.</p>
<p>Il volto del traffico di clandestini, sulle cosiddette carrette del mare,  come anche sulle strade dei confini di terra da cui, secondo le statistiche ufficiali, transita almeno il 60% dell’immigrazione illegale, è un traffico su cui  lucrano incravattati manager o commercianti fino allo scafista o al camionista, e per il quale &#8211; come in ogni vicenda delinquenziale &#8211; oltre a pagare anche con la vita lo stesso migrante, pagano, sempre e  solo, gli ultimi della catena.</p>
<p>Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno ad oggi, riferisce sempre l&#8217;Unhcr, circa 1.300 persone sono giunte via mare in Italia dalla Libia.</p>
<p>E, in questo preciso momento, un&#8217;imbarcazione con 50 fra eritrei e somali è tuttora in mare aperto,  dopo che ieri i passeggeri hanno rifiutato il soccorso delle Forze armate maltesi.</p>
<p>Nel solo anno corrente  sono giunte a Malta circa mille persone, in 14 sbarchi.  Anche altre due imbarcazioni sono state intercettate dai maltesi,  ma hanno continuato il loro viaggio verso l&#8217;Italia.</p>
<p>In tutto l&#8217;Unhcr stima che quest&#8217;anno siano circa 170 le persone morte o disperse in mare nel tentativo di giungere in Europa.</p>
<p>Lo scorso 19 giugno,  nello stretto di Otranto, è naufragata un piccola imbarcazione con 11 persone a bordo, tutti di diversa nazionalità e partiti sempre dalla Libia, quattro, morti nel naufragi e sette dispersi in mare.</p>
<p>Come ebbe modo, in quella occasione, di dire il leader del PCR Paolo Ferrero, occorre che il governo metta mano ad un problema che la Bossi-Fini ha solo acuito, facendo pagare ai migranti, sino alla perdita della vita, il prezzo delle politiche securitarie e discriminatorie che paiono trionfare in Europa.</p>
<p>Di fatto, sparita la Lega, sembrano spariti anche i migranti, che invece continuano a morire a decine in mare e in altri luoghi, nel miraggio di paesi accoglienti e migliori.</p>
<p>E’ ora che qualcuno si faccia carico di queste tragedie e che trovi una soluzione per evitare che vi siano altri morti. Dal 1988 ad oggi sono morte lungo le frontiere dell&#8217;Europa almeno 18.286 persone.</p>
<p>Speriamo che il bilancio non debba ulteriormente peggiorare.</p>
<p style="text-align: right;">Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/11/morire-in-mare-assetati-sul-miraggio/">Morire in mare,  assetati sul miraggio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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