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	<title>unicef Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Sudan. La catastrofica crisi di malnutrizione infantile: l&#8217;appello urgente dell&#8217;UNICEF</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2024 16:15:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Direttrice generale dell&#8217;UNICEF, Catherine Russell, ha emesso un appello disperato di fronte alla drammatica situazione in Sudan, dove la guerra sta spingendo il paese verso una catastrofica carestia, con conseguenze devastanti soprattutto per i bambini. &#8220;La malnutrizione grave tra i più piccoli ha superato le peggiori previsioni, con focolai di malattie mortali come il [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La Direttrice generale dell&#8217;UNICEF, Catherine Russell, ha emesso un appello disperato di fronte alla drammatica situazione in Sudan, dove la guerra sta spingendo il paese verso una catastrofica carestia, con conseguenze devastanti soprattutto per i bambini. &#8220;La malnutrizione grave tra i più piccoli ha superato le peggiori previsioni, con focolai di malattie mortali come il colera, il morbillo e la malaria che si diffondono rapidamente. Tra i bambini sfollati, le morti legate alla malnutrizione sono in aumento, una situazione aggravata dalla mancanza di accesso a cure salvavita e nutrizione adeguata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una valutazione di Medici Senza Frontiere nel campo di Zamzam, nel Darfur settentrionale, ha rivelato livelli di malnutrizione e mortalità superiori ai limiti di emergenza, confermando il quadro desolante che l&#8217;UNICEF e i suoi partner hanno riscontrato in altre aree del paese. Nel Darfur occidentale, sono stati registrati 14 decessi di bambini a causa della malnutrizione nel solo mese di febbraio. Questi eventi si verificano prima dell&#8217;arrivo della stagione di magra, un periodo che porterà inevitabilmente a un ulteriore peggioramento della situazione nutrizionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2023, l&#8217;UNICEF ha assistito un numero record di bambini affetti da malnutrizione acuta grave (SAM), la forma più letale di malnutrizione, nelle aree accessibili. Tuttavia, nei luoghi meno raggiungibili, solo una frazione dei bambini ha ricevuto l&#8217;assistenza necessaria, molti dei quali erano già in condizioni critiche prima dell&#8217;inizio del conflitto ad aprile. Quasi tre quarti dei 3,7 milioni di bambini che necessitano di supporto nutrizionale urgente si trovano in località difficili da raggiungere, con la maggior parte dei casi concentrati in Darfur, Khartoum e Kordofan.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;UNICEF sottolinea l&#8217;urgenza di agire ora per prevenire una catastrofe umanitaria. È fondamentale che le parti in conflitto consentano un accesso umanitario rapido e senza ostacoli, attraverso le linee di conflitto e i confini internazionali, per raggiungere i bambini e le famiglie in difficoltà. Inoltre, è vitale che le reti di telecomunicazione siano operative per facilitare l&#8217;identificazione e l&#8217;assistenza dei bambini a rischio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per fronteggiare questa emergenza, l&#8217;UNICEF ha un disperato bisogno di 240 milioni di dollari per la sua risposta di prevenzione della carestia. La comunità internazionale è chiamata a una massiccia mobilitazione di risorse entro la fine di marzo, per permettere ai partner umanitari di avere le forniture e le capacità necessarie sul campo in tempo utile&#8221;. Così in una nota la Direttrice generale dell&#8217;UNICEF Catherine Russell.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Non possiamo aspettare che il mondo decida se è in corso una carestia in Sudan. I bambini hanno urgente bisogno di aiuto ora&#8221;, conclude Catherine Russell, sottolineando l&#8217;importanza di un intervento immediato per salvare vite innocenti e limitare le conseguenze di una delle più grandi crisi umanitarie del nostro tempo.</p>
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		<title>Natale. Da Unicef torna &#8216;Regalo sospeso&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Dec 2023 06:47:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per questo Natale è ripartita l&#8217;iniziativa del &#8216;Regalo sospeso&#8217; realizzata dall&#8217;Unicef Italia in collaborazione con Clementoni a favore di 2.500 bambini ospiti in strutture ospedaliere e in case-famiglia in Italia e di tanti bambini vulnerabili nel mondo. I regali sospesi sono &#8216;speciali cofanetti regalo&#8217; creati da Clementoni e illustrati dallo street artist romano Merioone, dedicati [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Per questo Natale è ripartita l&#8217;iniziativa del &#8216;Regalo sospeso&#8217; realizzata dall&#8217;Unicef Italia in collaborazione con Clementoni a favore di 2.500 bambini ospiti in strutture ospedaliere e in case-famiglia in Italia e di tanti bambini vulnerabili nel mondo. I regali sospesi sono &#8216;speciali cofanetti regalo&#8217; creati da Clementoni e illustrati dallo street artist romano Merioone, dedicati al tema dei diritti dell&#8217;infanzia. Ogni cofanetto, realizzato con materiali di riciclo, contiene: pennarelli, un activity book, un puzzle e un gioco memo. È possibile sostenere la campagna dell&#8217;Unicef, ideata dai giovani volontari YoUnicef, a fronte di un contributo minimo di 10 euro e destinare così un &#8216;Regalo sospeso&#8217; targato Clementoni effettuando una donazione presso i Comitati locali Unicef e on line sul sito https://unicef.it/regalosospeso. Le donazioni andranno a sostenere i programmi dell&#8217;Unicef a favore di tanti bambini e bambine in difficoltà nel mondo. I Regali sospesi saranno consegnati dai rappresentanti dell&#8217;Unicef e di Clementoni e dai volontari del gruppo YoUnicef a 2.500 bambini in Italia, ospiti delle strutture che hanno aderito all&#8217;iniziativa. Tra dicembre e gennaio verranno inoltre effettuate quattro speciali consegne dei kit del &#8216;Regalo sospeso&#8217; a: Genova, Roma, Ancona e Firenze, insieme con alcuni testimonial d&#8217;eccezione. Per essere ancora più vicino ai bambini in difficoltà Clementoni effettuerà una donazione a sostegno dei programmi dell&#8217;Unicef per tanti bambini vulnerabili nel mondo &#8220;L&#8217;iniziativa del &#8216;Regalo sospeso&#8217; è ormai arrivata al terzo anno ed è per noi dell&#8217;Unicef Italia motivo di grande gioia e impegno. Nei due anni precedenti, grazie alla generosità di coloro che hanno sostenuto questa iniziativa abbiamo consegnato regali a 4.500 bambini ospiti presso strutture ospedaliere e in case famiglie in Italia. Il gioco rappresenta un momento di svago e distrazione, ma per i bambini più vulnerabili, in fuga da guerra e conflitti e/o a coloro che vivono in condizioni di povertà, giocare può restituire un senso di normalità. A nome dell&#8217;Unicef Italia ringrazio ancora una volta Clementoni, che quest&#8217;anno celebra i 60 anni di attività, per essere al fianco di tanti bambini vulnerabili in Italia e nel mondo&#8221;, ha dichiarato Carmela Pace, presidente dell&#8217;Unicef Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Da sempre, la persona e il suo benessere sono al centro del lavoro e dei progetti di Clementoni e in un anno così speciale per noi, quello dei nostri 60 anni, non potevamo che confermare la collaborazione con Unicef Italia, che attraverso il &#8216;Regalo sospeso&#8217;, dona sorrisi e momenti di spensieratezza preziosi a tanti bambini che vivono una condizione delicata. Il racconto della collaborazione con Unicef è confluito in un progetto di ricerca-azione che oggi, in occasione delle celebrazioni per i 60 anni, è diventato un libro &#8216;Non smettiamo mai di giocare. Il valore sociale del gioco&#8217;, dove il giocare esce dal perimetro consueto dell&#8217;uso a casa e in famiglia per rivolgersi più specificamente a: bambini diversamente abili, ai piccoli ospedalizzati, a bambini e ragazzi nelle scuole per prevenire il bullismo e anche ad adulti nelle Rsa e nei circoli per prevenire la degenerazione cognitiva legata al naturale invecchiamento e a patologie come la demenza senile e l&#8217;Alzheimer. Il gioco che fa bene è un&#8217;idea che nasce dall&#8217;intuizione di mio padre, Mario Clementoni, che comprese in tempi in cui non c&#8217;era alcuna attenzione a questa tematica, il valore del giocare come occasione di aggregazione che oggi noi abbiamo esteso, anche grazie alla collaborazione con Unicef Italia, a situazioni nelle quali la sua valenza positiva è ancora più grande e importante&#8221;, ha dichiarato Pierpaolo Clementoni, direttore del Dipartimento di Ricerca Avanzata della Clementoni Spa.</p>
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		<title>MO. Unicef: &#8220;1 mln bimbi nella Striscia di Gaza non ha rifugio sicuro&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 20:13:47 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Oggi sono stata in missione nella Striscia di Gaza per incontrare i bambini, le loro famiglie e gli operatori dell&#8217;Unicef. Ciò che ho visto e sentito è stato devastante. Hanno affrontato ripetuti bombardamenti, perdite e sfollamento. Nella Striscia, 1 milione di bambini di Gaza non ha un posto sicuro dove rifugiarsi. Le parti in conflitto stanno commettendo gravi violazioni contro i bambini, tra cui uccisioni, mutilazioni, rapimenti, attacchi su scuole e ospedali e la negazione dell&#8217;accesso umanitario &#8211; tutte cose che l&#8217;Unicef condanna. Secondo le notizie, a Gaza, oltre 4.600 bambini sono stati uccisi e circa 9.000 feriti. Molti bambini sono dispersi e si pensa siano sepolti sotto le macerie di edifici e case crollate, il tragico risultato dell&#8217;uso di armi esplosive in aree popolate. Nel frattempo, i neonati che necessitano di cure specializzate sono morti in uno degli ospedali di Gaza, mentre l&#8217;energia elettrica e le forniture mediche si esauriscono e la violenza continua con effetto indiscriminato. All&#8217;ospedale Al Naser a Khan Yunis, ho incontrato pazienti e famiglie sfollate alla ricerca di un rifugio e sicurezza. Una ragazza di 16 anni dal suo letto in ospedale mi ha detto che il suo quartiere è stato bombardato. Lei è sopravvissuta ma i dottori hanno detto che non potrà più tornare a camminare. Nel reparto neonatale dell&#8217;ospedale i piccoli bambini si aggrappavano alla vita nelle incubatrici, mentre i medici si preoccupavano di come far funzionare le macchine senza carburante&#8221;. Così in un comunicato Catherine Russell, Direttore generale Unicef sulla sua missione a Gaza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Durante la mia missione a Gaza, ho incontrato anche operatori dell&#8217;Unicef che stanno continuando ad aiutare i bambini nonostante i pericoli e la devastazione. Hanno condiviso le loro storie strazianti sull&#8217;impatto della guerra sui loro figli, su membri delle loro famiglie uccisi e su come sono stati sfollati molte volte. Molte persone, compreso il nostro staff e le loro famiglie, adesso vivono in rifugi sovraffollati con pochissima acqua, cibo o servizi igienici decenti &#8211; condizioni che possono portare allo scoppio di malattie. Il rischio per il personale umanitario all&#8217;interno di Gaza è altissimo. Da ottobre sono stati uccisi più di 100 membri del personale dell&#8217;Unrwa. L&#8217;Unicef e i suoi partner stanno facendo tutto ciò che possono, compreso l&#8217;invio di forniture umanitarie disperatamente necessarie. Ma il gasolio è praticamente esaurito e alcuni ospedali e centri sanitari hanno smesso di funzionare. Senza carburante, gli impianti di desalinizzazione non possono produrre acqua potabile e le forniture umanitarie non possono essere distribuite. L&#8217;apertura intermittente dei valichi di frontiera di Gaza ai carichi di forniture umanitarie è insufficiente a soddisfare le esigenze che stanno raggiungendo livelli altissimi. E con l&#8217;inverno alle porte, il bisogno di carburante potrebbe diventare ancora più forte. Quando ho lasciato Gaza oggi, la pioggia scrosciava, accrescendo la tristezza. Sono qui per fare tutto il possibile per chiedere la protezione dei bambini. Chiedo ancora una volta a tutte le parti di garantire che i bambini siano protetti e assistiti, come previsto dal diritto internazionale umanitario. Solo le parti in conflitto possono davvero fermare questo orrore. Invito inoltre le parti ad attuare un immediato cessate il fuoco umanitario, a rilasciare in sicurezza tutti i bambini rapiti e detenuti e a garantire che il personale umanitario abbia un accesso sicuro, continuativo e senza ostacoli per raggiungere chi ne ha bisogno con tutti i servizi e gli aiuti salvavita&#8221;, ha concluso Russell, Direttore generale Unicef.</p>
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		<title>Scuola. Allarme UNICEF: &#8220;818 mln bambini nel mondo non potranno lavarsi le mani&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/09/12/scuola-allarme-unicef-818-mln-bambini-nel-mondo-non-potranno-lavarsi-le-mani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2020 19:29:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Al culmine delle misure di lockdown a livello globale, quasi 1,5 miliardi di studenti sono stati colpiti dalla chiusura delle scuole. Ora le scuole di tutto il mondo stanno compiendo grandi sforzi per poter riaprire: l&#8217;UNICEF ricorda che circa 818 milioni di bambini nel mondo non hanno la possibilita&#8217; di lavarsi le mani nelle loro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/09/12/scuola-allarme-unicef-818-mln-bambini-nel-mondo-non-potranno-lavarsi-le-mani/">Scuola. Allarme UNICEF: &#8220;818 mln bambini nel mondo non potranno lavarsi le mani&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Al culmine delle misure di lockdown a livello globale, quasi 1,5 miliardi di studenti sono stati colpiti dalla chiusura delle scuole. Ora le scuole di tutto il mondo stanno compiendo grandi sforzi per poter riaprire: l&#8217;UNICEF ricorda che circa 818 milioni di bambini nel mondo non hanno la possibilita&#8217; di lavarsi le mani nelle loro scuole, il che li espone a rischio di COVID-19 e di altre malattie trasmissibili. Inoltre, almeno un terzo dei bambini nel mondo che vanno a scuola &#8211; 463 milioni di bambini in tutto il mondo &#8211; non hanno potuto accedere all&#8217;apprendimento a distanza quando le loro scuole sono state chiuse a causa del COVID-19&#8221;, ricorda il Presidente dell&#8217;UNICEF Italia Francesco Samengo. &#8220;Il rientro a scuola anche nel nostro paese sara&#8217; particolarmente complesso perche&#8217; vedra&#8217; disposizioni sanitarie da rispettare, soluzioni organizzative inusuali e regole di distanziamento che ridefiniranno numerosi aspetti della vita scolastica- prosegue- a tutti gli studenti, agli insegnanti, ai collaboratori e ai dirigenti scolastici, ai familiari va il nostro piu&#8217; sincero augurio per un sereno inizio di anno scolastico. Ci auguriamo che sia garantita un&#8217;attenzione particolare a bambini e adolescenti con disabilita&#8217;, minorenni fuori famiglia o appartenenti a gruppi piu&#8217; vulnerabili. Non possiamo dimenticare che nel nostro paese vivono 1 milione e 100 mila bambine e bambini in poverta&#8217; assoluta e, come si e&#8217; visto nel lockdown, solo il 6,1% vive in famiglie dove e&#8217; disponibile un computer per ogni componente&#8221;. </p>
<p>L&#8217;UNICEF Italia rilancia la Petizione &#8220;Sicuramente scuola. Per una scuola sicura, moderna e inclusiva&#8221; per chiedere al Governo di mettere al centro dell&#8217;agenda politica i diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza definendo un piano di riapertura in sicurezza che garantisca un&#8217;istruzione inclusiva e di qualita&#8217; oltre l&#8217;emergenza, con interventi personalizzati e attenti ai singoli bisogni degli studenti. I 5 punti della petizione UNICEF: 1. Nessuno escluso: progettare interventi a sostegno di bambini e ragazzi piu&#8217; vulnerabili e dei territori maggiormente colpiti dalla poverta&#8217; educativa prima e dopo l&#8217;emergenza. In previsione della riapertura delle scuole, oltre alla sicurezza sul piano sanitario, e&#8217; necessaria una risposta coordinata per garantire a tutti i bambini &#8211; in particolare a quelli con disabilita&#8217; o in condizione di grave disagio familiare &#8211; di recuperare gli apprendimenti perduti e di continuare il percorso di studi attraverso interventi personalizzati e attenti ai singoli bisogni. 2.Destinare finanziamenti significativi a lungo termine all&#8217;istruzione di qualita&#8217;, dal momento che in Italia la spesa pubblica per l&#8217;istruzione e&#8217; tra le piu&#8217; basse d&#8217;Europa. È necessario creare un piano di finanziamento a lungo termine, oltre quello straordinario per l&#8217;emergenza, mirato al raggiungimento di un&#8217;istruzione di qualita&#8217; affinche&#8217; le nuove generazioni siano preparate e in grado di generare crescita e sviluppo per il nostro paese. 3. Investire sui servizi formativi per l&#8217;infanzia (0-6) su tutto il territorio nazionale. È necessario rafforzare la presenza su tutto il territorio nazionale dei servizi educativi e scolastici di qualita&#8217; per i bambini da 0 a 6 anni, favorendo la frequenza, in particolare, dei bambini che appartengono a famiglie in situazione di disagio e predisponendo inoltre una strategia diffusa di sostegno alla genitorialita&#8217;, trattandosi di un momento cosi&#8217; delicato per lo sviluppo della persona. 4. Evitare discriminazioni nell&#8217;attuazione degli interventi previsti dalle Linee Guida per la riapertura attraverso un&#8217;attenta analisi e monitoraggio. 5. Attivare servizi di sostegno psicologico, alla ripresa delle attivita&#8217; formative, per tutti i bambini e i ragazzi che ne hanno bisogno.</p>
<p>Foto: NurPhoto.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/09/12/scuola-allarme-unicef-818-mln-bambini-nel-mondo-non-potranno-lavarsi-le-mani/">Scuola. Allarme UNICEF: &#8220;818 mln bambini nel mondo non potranno lavarsi le mani&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Afghanistan: 9 bimbi uccisi o mutilati ogni giorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2019 18:01:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In un nuovo rapporto lanciato oggi, l&#8217;Unicef ricorda che il conflitto in Afghanistan, che dura da 40 anni, sta avendo un impatto devastante sui bambini e le parti in conflitto non sono riuscite nel loro dovere di proteggerli dalle conseguenze. Secondo il rapporto &#8216;Preserving Hope in Afghanistan: Protecting children in the world&#8217;s most lethal conflict&#8217; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un nuovo rapporto lanciato oggi, l&#8217;Unicef ricorda che il conflitto in Afghanistan, che dura da 40 anni, sta avendo un impatto devastante sui bambini e le parti in conflitto non sono riuscite nel loro dovere di proteggerli dalle conseguenze. Secondo il rapporto &#8216;Preserving Hope in Afghanistan: Protecting children in the world&#8217;s most lethal conflict&#8217; (&#8216;Preservare la speranza in Afghanistan: Proteggere i bambini nel conflitto piu&#8217; letale al mondo&#8217;), nei primi 9 mesi del 2019, ogni giorno sono stati uccisi o mutilati in media 9 bambini, un incremento dell&#8217;11% rispetto allo stesso periodo nel 2018, principalmente a causa di un&#8217;impennata di attentati suicidi e combattimenti a terra tra forze pro e antigovernative. Tra il 2009 e il 2018, circa 6.500 bambini sono stati uccisi e altri 15 mila feriti, concorrendo a rendere l&#8217;Afghanistan la zona di guerra piu&#8217; letale al mondo nel 2018. Oltre agli impatti diretti delle violenze, secondo l&#8217;Unicef, le vite dei bambini sono state segnate anche da effetti combinati di disastri naturali, poverta&#8217; e sottosviluppo. &#8220;Anche per gli spaventosi standard dell&#8217;Afghanistan, il 2019 e&#8217; stato particolarmente letale per i bambini- ha dichiarato il Direttore Generale dell&#8217;Unicef Henrietta Fore- I bambini, le loro famiglie e comunita&#8217; subiscono le terribili conseguenze del conflitto ogni singolo giorno. Quegli stessi bambini sono desiderosi di crescere, andare a scuola, imparare abilita&#8217;, e costruirsi un futuro. Possiamo, e dobbiamo, fare molto di piu&#8217; per rafforzare il loro straordinario coraggio e resilienza&#8221;.</p>
<p>Ulteriori dati del rapporto: 3,8 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria; 1 ragazza su 3 si sposa prima di compiere 18 anni; 3,7 milioni di bambini in eta&#8217; scolare sono fuori dalla scuola; 600 mila bambini sotto i 5 anni sono gravemente malnutriti; Il 30% dei bambini e&#8217; coinvolto nel lavoro minorile; 400 mila giovani afghani entrano nel mercato del lavoro ogni anno, ma molti non hanno le competenze professionali necessarie per trovare lavoro e mezzi di sussistenza. &#8220;I giovani afghani devono sapere che le loro prospettive lavorative vanno ben oltre l&#8217;unirsi a un gruppo armato o lasciare il paese per trovare fortuna altrove- ha dichiarato Aboubacar Kampo, Rappresentante Unicef in Afghanistan- Con il giusto supporto, possono iniziare a liberarsi dal ciclo di violenza e sottosviluppo e creare un futuro migliore per loro stessi e l&#8217;Afghanistan&#8221;. L&#8217;Unicef sta lavorando con le autorita&#8217; e le comunita&#8217; locali per affrontare una serie di norme sociali negative. Le ragazze rischiano il delitto d&#8217;onore, abusi domestici e violenza sessuale. Attraverso il lavoro con i suoi partner, l&#8217;Unicef sta fornendo cure a 277 mila bambini gravemente malnutriti, ma il programma deve essere ampliato per raggiungere altri 300 mila bambini che hanno bisogno di assistenza. L&#8217;Unicef sta sempre piu&#8217; utilizzando sistemi idrici sostenibili alimentati per gravita&#8217; e ad energia solare per aiutare circa 2,8 milioni di afghani colpiti dalla grave siccita&#8217; dello scorso anno. Nonostante cio&#8217;, solo il 64% della popolazione ha accesso ad acqua potabile, protetta da contaminazioni esterne. Tutte le parti in conflitto devono rispettare i loro obblighi secondo il diritto internazionale umanitario e i diritti umani, che richiedono loro di proteggere i bambini, porre fine ad attacchi contro scuole e centri sanitari e permettere l&#8217;accesso all&#8217;assistenza umanitaria. Anche il sostegno dei donatori e&#8217; fondamentale: l&#8217;Unicef necessita di 323 milioni di dollari per supportare le operazioni in Afghanistan nel 2020, di cui il 75% non e&#8217; stato finanziato.</p>
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		<title>Costa Avorio: da rifiuti in plastica mattoni per scuole</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/08/02/costa-avorio-da-rifiuti-in-plastica-mattoni-per-scuole/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2019 09:30:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Convertire i rifiuti raccolti in Costa d&#8217;Avorio in mattoni di plastica modulari, facili da assemblare, resistenti ed economici. Mattoni che saranno utilizzati per costruire delle aule scolastiche necessarie nel Paese dell&#8217;Africa occidentale. Questo il progetto annunciato da Unicef che ha gia&#8217; iniziato a costruire una fabbrica in collaborazione con l&#8217;azienda sociale Conceptos Plasticos, per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Convertire i rifiuti raccolti in Costa d&#8217;Avorio in mattoni di plastica modulari, facili da assemblare, resistenti ed economici. Mattoni che saranno utilizzati per costruire delle aule scolastiche necessarie nel Paese dell&#8217;Africa occidentale. Questo il progetto annunciato da Unicef che ha gia&#8217; iniziato a costruire una fabbrica in collaborazione con l&#8217;azienda sociale Conceptos Plasticos, per la conversione dei rifiuti in mattoni fatti al 100% di plastica, resistenti al fuoco, con un costo del 40% in meno. Piu&#8217; leggeri del 20% e con una durata stimata di centinaia di anni di piu&#8217; rispetto ai materiali di costruzione convenzionali, i mattoni saranno impermeabili, ben isolanti e progettati anche per resistere a forti venti.<br />
&#8220;Talvolta, all&#8217;interno delle nostre sfide piu&#8217; pressanti, si nascondono opportunita&#8217; promettenti &#8211; ha dichiarato Henrietta Fore, direttore generale dell&#8217;Unicef &#8211; Questo e&#8217; piu&#8217; che un progetto di gestione dei rifiuti e per le infrastrutture per l&#8217;istruzione; e&#8217; una metafora che funziona, la sfida crescente dei rifiuti in plastica letteralmente trasformata in mattoni di costruzione per le future generazioni di bambini&#8221;.<br />
Ogni giorno, infatti, ad Abidjan soltanto, vengono prodotte oltre 280 tonnellate di rifiuti in plastica. Solo circa il 5% viene riciclato &#8211; il resto finisce principalmente in discariche in comunita&#8217; a basso reddito. La Costa d&#8217;Avorio ha bisogno, poi, di 15.000 aule per soddisfare le necessita&#8217; dei bambini senza un posto in cui apprendere. Cosi&#8217;, la plastica riciclata, raccolta da zone inquinate ad Abidjan e dintorni servira&#8217; per costruire 500 aule per oltre 25.000 bambini con i bisogni maggiori nei prossimi due anni, con il potenziale per aumentare questa produzione. &#8220;Questa fabbrica sara&#8217; all&#8217;avanguardia per soluzioni intelligenti e replicabili su scala per alcune delle maggiori sfide per l&#8217;istruzione che i bambini e le comunita&#8217; africane affrontano&#8221;, ha continuato Fore che ha aggiunto: &#8220;Il suo potenziale e&#8217; triplice: un numero maggiore di aule per i bambini in Costa d&#8217;Avorio, rifiuti in plastica ridotti nell&#8217;ambiente e possibilita&#8217; di guadagno aggiuntivo per le famiglie piu&#8217; vulnerabili&#8221;.<br />
L&#8217;inquinamento da rifiuti in plastica, infatti, aggrava le sfide esistenti per l&#8217;igiene e i servizi igienico-sanitari. Una gestione dei rifiuti inadeguata e&#8217; responsabile per il 60% dei casi di malaria, diarrea e polmonite nei bambini &#8211; malattie che sono fra le cause principali di decesso per i bambini in Costa d&#8217;Avorio. La fabbrica, una volta che sara&#8217; pienamente operativa, riciclera&#8217; 9.600 tonnellate di rifiuti in plastica all&#8217;anno e fornira&#8217; una fonte di guadagno per le donne che vivono in poverta&#8217; nel settore del riciclo. &#8220;Abbiamo collaborato con l&#8217;Unicef su questo progetto perche&#8217; vogliamo che il nostro modello d&#8217;impresa abbia un impatto sociale. Trasformando l&#8217;inquinamento da plastica in un&#8217;opportunita&#8217;, vogliamo aiutare a fare uscire le donne dal circuito della poverta&#8217; e lasciare un mondo migliore per i bambini&#8221;, ha dichiarato Isabel Cristina Gamez, cofondatrice e CEO di Conceptos Plasticos.<br />
&#8220;Una delle maggiori sfide che i bambini in eta&#8217; scolare ivoriani affrontano e&#8217; la mancanza di aule. Queste non esistono o quando esistono, sono sovraffollate, rendendo l&#8217;apprendimento un&#8217;esperienza difficile e spiacevole&#8221;, ha dichiarato il rappresentante dell&#8217;Unicef, Aboubacar Kampo, che ha sostenuto questo progetto fin dall&#8217;inizio. &#8220;In alcune aree, per la prima volta, i bambini dell&#8217;asilo che vivono in quartieri poveri potranno entrare nelle aule con meno di altri 100 studenti.<br />
Bambini che non avrebbero mai pensato che ci sarebbe stato un posto per loro a scuola potranno apprendere e crescere in un&#8217;aula nuova e pulita&#8221;.<br />
Il precedente gia&#8217; esiste, utilizzando mattoni di plastica fabbricati in Colombia, sono state costruite 9 aule a Gonzagueville, Divo e Toumodi, dimostrando la fattibilita&#8217; dell&#8217;utilizzo dei metodi di costruzione e dei materiali. Inoltre, insieme agli investimenti per costruire in Costa d&#8217;Avorio, si prevede di portare questo progetto in altri paesi nella regione e potenzialmente anche oltre. L&#8217;Africa centrale e occidentale ospita un terzo dei bambini in eta&#8217; da scuola primaria e un quinto dei bambini in eta&#8217; da scuola secondaria del mondo che non vanno a scuola.</p>
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		<title>Forum Terzo Settore: “Rafforzare l&#8217;economia sociale  è  la strada per un&#8217;Europa dei cittadini&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2019 16:19:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un’Europa più vicina ai cittadini che faccia dell’inclusione sociale e della sostenibilità il metro delle sue politiche. Il terzo settore e l’economia sociale possono dare un contributo importante anche per uscire dalla logica dell’emergenza per affrontare il fenomeno delle migrazioni: è questo il messaggio che esce dall’assemblea nazionale del Forum del Terzo Settore tenuta oggi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un’Europa più vicina ai cittadini che faccia dell’inclusione sociale e della sostenibilità il metro delle sue politiche. Il terzo settore e l’economia sociale possono dare un contributo importante anche per uscire dalla logica dell’emergenza per affrontare il fenomeno delle migrazioni: è questo il messaggio che esce dall’assemblea nazionale del Forum del Terzo Settore tenuta oggi a Roma.</p>
<p>Al centro del confronto il futuro dell’Europa, il suo sviluppo inclusivo e sostenibile, il governo strutturale e di lungo periodo della questione migratoria e il contributo del Terzo settore a queste sfide.</p>
<p>Si tratta di temi che né la Ue né i cittadini possono eludere, è stato fatto notare nel convegno, anche in vista dell’appuntamento per la formazione del prossimo Parlamento Europeo, il 26 maggio. Da qui la volontà del Forum di richiamare l’attenzione su strategie fondamentali per la costruzione dell’ “Europa” quali: la promozione dell’economia sociale, la convergenza delle strategie nazionali verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 che l’Italia ha sottoscritto, il rafforzamento del Pilastro Sociale Europeo.</p>
<p>Le azioni previste dal Pilastro Sociale, volte a rafforzare le opportunità di accesso al mercato del lavoro, la qualità delle condizioni di lavoro e dei redditi e l’ accesso per tutti a una protezione sociale adeguata e sostenibile possono e devono trovare nell’apporto dell’economia sociale nelle sue diverse componenti un acceleratore di innovazione, un moltiplicatore di opportunità e risorse, il fattore ricostituente della coesione sociale.</p>
<p>Quanto al tema migrazioni il Forum Terzo Settore ha promosso, insieme a Caritas, Cini, Unicef, Medici Senza Frontiere, Amnesty International, Oxfam e Forum Sad una Carta nazionale per l’approccio integrato ai fenomeni migratori: “Oltre l’emergenza: un modello per il governo dei fenomeni migratori”, per dare una risposta di sistema ai fenomeni migratori, che tuteli la dignità delle persone e che valorizzi il contributo specifico dei diversi attori del settore. Il dibattito ha inoltre evidenziato come l’Italia da sola non possa farcela. Serve l’Europa.</p>
<p>“Servono quindi politiche europee per la gestione dei flussi migratori – sintetizza la portavoce nazionale del Forum del Terzo Settore Claudia Fiaschi – , che affrontino con un approccio integrato emergenze umanitarie, sistemi di prima e seconda accoglienza e nello stesso tempo anche politiche di cooperazione allo sviluppo per la stabilizzazione e lo sviluppo dei paesi di origine”.</p>
<p>Piattaforma Europa e piattaforma migrazioni, condivise all’interno di reti quali Concord e SEE (Social Economy Europe) a livello internazionale, andranno ad integrare l’Agenda Aperta del Forum Nazionale del Terzo Settore.</p>
<p>Durante i lavori il Forum ha salutato Paolo Dieci, scomparso nell’incidente aereo della Ethiopian Airlines dello scorso 10 marzo, che sarebbe stato un relatore all’assemblea. “Purtroppo Paolo non è più con noi. Paolo era un amico e compagno di strada del Forum, un riferimento per tanti per aver maturato nei decenni un impegno, una grande esperienza e una conoscenza sul campo dei problemi della cooperazione, del rapporto Nord-Sud. La morte di Paolo Dieci lascia un grande vuoto nel mondo della cooperazione e della solidarietà internazionale.” Con queste parole lo ha ricordato il Direttore del Forum Nazionale Maurizio Mumolo.</p>
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		<title>Indonesia: 15 mila sfollati</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/12/26/indonesia-15-mila-sfollati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Dec 2018 17:18:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Sono passati 4 giorni dallo tsunami che ha colpito entrambi i lati dello stretto di Sunda in Indonesia e la situazione è ancora molto complessa” lo dichiara Andrea Iacomini Portavoce dell’UNICEF Italia. “Il numero dei dispersi continua a crescere, i morti sono 430 e i feriti oltre 1500. Quello che più colpisce è il numero [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Sono passati 4 giorni dallo tsunami che ha colpito entrambi i lati dello stretto di Sunda in Indonesia e la situazione è ancora molto complessa” lo dichiara Andrea Iacomini Portavoce dell’UNICEF Italia.</p>
<p>“Il numero dei dispersi continua a crescere, i morti sono 430 e i feriti oltre 1500. Quello che più colpisce è il numero degli sfollati che aumenta di ora in ora. Ad oggi ne contiamo circa 15000 tra cui un gran numero di bambini. Molte persone dormono ancora per strada, altre presso le abitazioni di amici o parenti dei villaggi vicini” prosegue “Siamo estremamente preoccupati per la situazione dei bambini che hanno bisogno di tutto, dall’assistenza psicologica dovuta al trauma dell’evento catastrofico fino alle cure mediche. Molti di essi, a causa dello tsunami sono stati separati dai propri genitori ecco perchè in queste ore è fondamentale tenere unite le famiglie e ricongiungere i bambini, laddove possibile, ai propri familiari come i nostri operatori in loco stanno facendo con il supporto del Governo”.</p>
<p>“L’UNICEF Indonesia” conclude “sta fornendo in queste ore kit sanitari (asciugamani, palette, secchi, assorbenti) e reti da letto e collabora con le autorità locali per la fornitura di cibo e alimenti nutrizionali”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/12/26/indonesia-15-mila-sfollati/">Indonesia: 15 mila sfollati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Minori, Siria: nel 2017 +50% bambini uccisi rispetto al 2016</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/03/12/minori-siria-nel-2017-50-bambini-uccisi-rispetto-al-2016/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2018 11:56:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[bambini morti]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
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		<category><![CDATA[unicef]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2017, il conflitto in Siria e&#8217; continuato ininterrottamente, uccidendo il numero di bambini piu&#8217; alto di sempre, 50% in piu&#8217; rispetto al 2016. Soltanto nei primi due mesi del 2018, sembra siano stati uccisi o feriti 1.000 bambini a causa delle sempre maggiori violenze. Il conflitto e&#8217; attualmente la prima causa di morte fra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/03/12/minori-siria-nel-2017-50-bambini-uccisi-rispetto-al-2016/">Minori, Siria: nel 2017 +50% bambini uccisi rispetto al 2016</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2017, il conflitto in Siria e&#8217; continuato ininterrottamente, uccidendo il numero di bambini piu&#8217; alto di sempre, 50% in piu&#8217; rispetto al 2016. Soltanto nei primi due mesi del 2018, sembra siano stati uccisi o feriti 1.000 bambini a causa delle sempre maggiori violenze. Il conflitto e&#8217; attualmente la prima causa di morte fra gli adolescenti nel paese. Non si vede una fine alla guerra in Siria, e l&#8217;Unicef lancia l&#8217;allarme in particolare per i bambini con disabilita&#8217;, che rischiano di rimanere esclusi e dimenticati. Nel 2017 sono state registrate 1.271 vittime tra i bambini: 910 morti e 361 feriti, molti sono diventati disabili. Il 17% delle vittime ferite da armi esplosive sono bambini. Un numero stimato di 3,3 milioni di bambini in Siria e&#8217; esposto al pericolo di incorrere in esplosivi, fra cui mine, ordigni inesplosi e ordigni esplosivi improvvisati. Oltre 1,5 milioni di persone vivono attualmente con invalidita&#8217; permanenti causate dalla guerra, fra cui 86.000 persone che hanno perso gli arti. Il 48% degli adulti in Siria ha visto bambini che hanno perso la capacita&#8217; di parlare dall&#8217;inizio della guerra. Drammatici i numeri riguardanti l&#8217;infanzia, dopo sette anni di guerra: &#8211; 5,3 milioni sono i bambini siriani che hanno bisogno di assistenza umanitaria; 170 mila sono i bambini che vivono sotto assedio; 2,8 milioni i bambini sfollati interni e 2,6 i bambini rifugiati nei paesi vicini. &#8211; 961 bambini sono stati reclutati in combattimento. Nel 2017, e&#8217; stato reclutato per combattere un numero di bambini tre volte maggiore rispetto al 2015. &#8211; Quasi 10.000 bambini rifugiati siriani sono non accompagnati o separati, e molti di loro sono vulnerabili allo sfruttamento, compreso il lavoro minorile, a causa della mancanza di documentazione legale. &#8211; Quasi il 12% dei bambini sotto i 5 anni di eta&#8217; nella zona orientale di Ghouta soffre di malnutrizione acuta, il tasso piu&#8217; alto mai registrato dall&#8217; inizio del conflitto in Siria. &#8220;Durante un conflitto, i bambini con disabilita&#8217; sono fra i piu&#8217; vulnerabili&#8221;, ha dichiarato Geert Cappelaere, Direttore Regionale dell&#8217;Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa. &#8220;Spesso richiedono cure e servizi specializzati. In quanto bambini, le loro necessita&#8217; sono diverse da quelle degli adulti. Senza accesso ai servizi, alle scuole e a mezzi per l&#8217;assistenza come sedie a rotelle, molti bambini con disabilita&#8217; affrontano un rischio molto concreto di rimanere esclusi, abbandonati e stigmatizzati, mentre il conflitto continua inesorabilmente&#8221;.</p>
<p>L&#8217;utilizzo di armi esplosive e gli attacchi indiscriminati in aree densamente popolate hanno ucciso un numero sempre crescente di bambini, che costituiscono attualmente un quarto delle morti civili. Oltre 360 bambini sono rimasti feriti nel 2017, molti sono diventati disabili. Questi numeri sono solo quelli che le Nazioni Unite sono state in grado di verificare: quelli reali sono probabilmente molto piu&#8217; alti. &#8211; Fra i rifugiati siriani in Libano e in Giordania, l&#8217;80% delle ferite sono una conseguenza diretta della guerra. &#8211; La mancanza di accesso a cure mediche e psicologiche appropriate ha prolungato o peggiorato le ferite e le condizioni invalidanti fra i bambini. &#8211; I bambini con disabilita&#8217; sono esposti a un rischio maggiore di violenze e affrontano difficolta&#8217; nell&#8217;accesso a servizi base come salute e istruzione. &#8211; Il rischio di violenze, sfruttamento, abuso e abbandono di bambini con disabilita&#8217; aumenta quando si verificano la morte o la separazione da coloro che dovrebbero prendersene cura. &#8211; Le famiglie che hanno bambini con disabilita&#8217; in un conflitto o una crisi spesso non hanno i mezzi o le capacita&#8217; di fornire loro le attrezzature di assistenza di cui hanno bisogno. &#8211; I paesi limitrofi, gia&#8217; di per se&#8217; fragili a causa dell&#8217;instabilita&#8217; e della stagnazione economica, stanno ospitando oltre il 90% di tutti i rifugiati dalla Siria. Il flusso di rifugiati ha aggiunto una tensione enorme sulla fornitura di servizi, mettendo a dura prova l&#8217;accesso delle comunita&#8217; siriane e ospitanti ai servizi di base. Per le famiglie che hanno bambini con disabilita&#8217;, la sfida e&#8217; doppia. &#8211; Per i milioni di bambini che sono dovuti scappare dalle loro case all&#8217;interno della Siria e nei paesi confinanti, lo sfollamento ha esposto quelli con disabilita&#8217; preesistenti a un rischio maggiore, come quello del traffico stradale, dei fiumi e degli ordigni bellici inesplosi. Uno stato di distruzione diffuso e attacchi sulle strutture mediche e scolastiche hanno decimato il sistema sanitario e scolastico del paese. Nel 2017, le Nazioni Unite hanno verificato 175 attacchi sulle strutture e sul personale medico e scolastico. Tutto cio&#8217; ha avuto le maggiori ricadute sui bambini con disabilita&#8217;, lasciandone molti senza accesso a cure specializzate e strutture scolastiche accessibili, di cui avrebbero bisogno per far diventare le loro ambizioni realta&#8217;. &#8220;Con il progredire delle operazioni chirurgiche per i bambini resi disabili o sfigurati dalla guerra, questi bambini diventano piu&#8217; sicuri, come se fossero finalmente diventati a pieno parte di questo mondo&#8221;, ha dichiarato il dottor Ghassan Abu Sitti, chirurgo plastico e ricostruttivo, del centro medico dell&#8217;Universita&#8217; Americana a Beirut. Ma i danni devastanti causati da sette anni di guerra non hanno sconfitto la determinazione dei bambini in Siria. &#8220;Nonostante le ferite e lo sfollamento, la loro determinazione non conosce confini&#8221;, ha dichiarato Cappelaere. &#8220;Quando ai bambini con disabilita&#8217; e alle loro famiglie e&#8217; stato fornito il supporto e i servizi di cui avevano bisogno, hanno superato le sfide e compiuto imprese straordinarie per rivendicare la loro infanzia, dignita&#8217; e sogni&#8221;.</p>
<p>La crisi in Siria non ha precedenti per complessita&#8217;, brutalita&#8217; e durata e non puo&#8217; continuare ad essere affrontata com&#8217;e&#8217; stato fatto finora. In nome dei bambini con disabilita&#8217; e di tutti i bambini colpiti dalla guerra in Siria, l&#8217;Unicef chiede alle parti in conflitto, coloro che esercitano influenza sulle stesse e alla comunita&#8217; internazionale, le seguenti azioni per i bambini in Siria e per i paesi che ospitano rifugiati: &#8211; Investire nella fornitura di supporto salvavita e servizi di riabilitazione a lungo termine, fra cui supporto psicosociale e assistenza per la salute mentale per i bambini; &#8211; Aumentare l&#8217;accesso a servizi di base inclusivi, fra cui per la salute e la nutrizione, l&#8217;istruzione, la protezione dei bambini e l&#8217;acqua; &#8211; Progettare programmi per e con la partecipazione dei bambini con disabilita&#8217;. Dedicare risorse per rendere i servizi pubblici effettivamente inclusivi; &#8211; Aumentare l&#8217;assistenza finanziaria alle famiglie con bambini disabili, per aiutarli ad avere accesso a prodotti per l&#8217;assistenza come sedie a rotelle, bastoni e protesi; &#8211; Lavorare con le comunita&#8217; sull&#8217;inclusione dei bambini con disabilita&#8217; per affrontare la stigmatizzazione; &#8211; Fornire finanziamenti flessibili, senza restrizioni e pluriennali per rispondere ai bisogni dei bambini, anche di quelli con disabilita&#8217; e delle loro famiglie, per aumentarne l&#8217;accesso a servizi specializzati. Per supportare i bambini colpiti dalla guerra all&#8217;interno della Siria e nei paesi limitrofi, l&#8217;UNICEF nel 2018 chiede 1,3 miliardi di dollari per i suoi programmi; &#8211; Supportare il lavoro di ricostruzione e ripresa, rendendo prioritari i bisogni dei bambini, anche di quelli con disabilita&#8217;. Oltre ai mattoni e alle pietre, servono una ripresa e una pace duratura per ricucire il tessuto sociale lacerato e per riportare una cultura di tolleranza e diversita&#8217; che tenga unite le comunita&#8217;. &#8211; Porre fine alle gravi violazioni contro i bambini, fra cui l&#8217;uccisione, la mutilazione, il reclutamento e gli attacchi su scuole e ospedali; &#8211; Porre fine alla guerra attraverso soluzioni politiche e porre fine a tutte le restrizioni sulla fornitura di aiuti umanitari.</p>
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		<title>Children&#8217;s Day. Unicef: ogni 5 minuti muore un bambino per violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 08:11:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi umanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/11/childrens-day-unicef-ogni-5-minuti-muore-un-bambino-per-violenza/">Children&#8217;s Day. Unicef: ogni 5 minuti muore un bambino per violenza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, in occasione della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, l&#8217;Unicef ricorda che: ogni 5 minuti, da qualche parte del mondo, una bambina o una ragazza muore a causa di violenze; una bambina o una ragazza su quattro contrae matrimonio prima di aver compiuto 18 anni; 63 milioni di ragazze hanno subito mutilazioni genitali; in alcune zone dell&#8217;Etiopia e della Repubblica Democratica del Congo colpite dal conflitto, il 52% delle ragazze adolescenti ha riportato di essere stata vittima di almeno una forma di violenza nei 12 mesi precedenti; 130 milioni di ragazze non vanno a scuola (dati Unesco); durante i conflitti, le ragazze hanno una probabilita&#8217; 2,5 volte maggiore di non frequentare la scuola rispetto ai ragazzi. In occasione della Giornata, l&#8217;Unicef vuole stimolare l&#8217;attenzione e l&#8217;azione internazionale verso le sfide che le ragazze affrontano prima, durante e in seguito alle crisi attraverso il tema di quest&#8217;anno, <em>EmPOWER Girls: Prima, Durante e Dopo le Emergenze&#8221;.</em> 1,1 miliardi di ragazze nel mondo rappresentano una risorsa di potere, energia e creativita&#8217; ma, durante i conflitti, le ragazze hanno una probabilita&#8217; 2,5 volte maggiore di non frequentare la scuola rispetto ai ragazzi, compromettendo le loro future prospettive di lavoro e l&#8217;indipendenza finanziaria da adulte. La violenza di genere spesso raggiunge il suo picco massimo durante le emergenze umanitarie e gli sfollamenti, esponendo le ragazze a violenza fisica e sessuale, matrimoni precoci, sfruttamento e tratta. In tempi di crisi- causati da catastrofi, conflitti o dagli effetti del cambiamento climatico- le bambine e le ragazze affrontano infatti rischi, violenze e sono particolarmente vulnerabili, solo per il loro essere donne. La violenza- inclusa la violenza sessuale, quella di genere a scuola e i matrimoni precoci- e&#8217; un problema che coinvolge la salute, i diritti umani e la protezione in ogni fase di un conflitto, e puo&#8217; aggravarsi in seguito a una calamita&#8217;.&nbsp;<br />
Le vittime sono di solito donne e adolescenti, la cui vulnerabilita&#8217; diventa maggiore nel caos generato da una crisi. Spesso le donne e le ragazze hanno minori risorse, minore possibilita&#8217; di spostarsi e maggiore difficolta&#8217; ad accedere a reti e informazioni salvavita. I servizi sanitari fondamentali per il benessere delle ragazze, fra cui l&#8217;assistenza materna e i kit per l&#8217;igiene personale, sono spesso scarsi o insufficienti in situazioni di crisi. A causa del protrarsi delle attuali crisi, milioni di ragazze nate in contesti di emergenza potrebbero trascorrere i primi anni, se non decenni, della loro vita in contesti di emergenza. Ma le ragazze sono anche resilienti. Le soluzioni a lungo termine progettate con e per le ragazze possono rafforzare questa resilienza e rappresentare una via verso opportunita&#8217; per loro stesse, che producano una trasformazione e che siano permanenti. Le strategie di ripresa e le risposte alle crisi umanitarie che tengono conto del genere sessuale sono una grandissima opportunita&#8217; per prevenire, mitigare e rispondere alle estreme vulnerabilita&#8217; che le ragazze affrontano prima, durante e in seguito a periodi di fragilita&#8217;, conflitti, disastri e sfollamento. Le ragazze, soprattutto le adolescenti, hanno bisogno di piattaforme che diano voce alle sfide che affrontano nella loro vita quotidiana e per scoprire delle soluzioni adatte alle loro esigenze, in modo da poter costruire un futuro migliore per loro e per le loro comunita&#8217;.</p>
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