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	<title>uomini Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Sanità. Tumore prostata, Cybeknife per terapie più rapide ed efficaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2020 11:17:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In sole 4 sedute radiochirurgiche il trattamento del tumore alla prostata e&#8217; concluso. Grazie alla potenza del Cybeknife, ciascuna seduta dura pochi minuti, e la terapia si svolge a giorni alterni per cui in una settimana si conclude il ciclo. Inoltre la possibilita&#8217; di tracciare in real time, durante l&#8217;irradiazione, la posizione della prostata attraverso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In sole 4 sedute radiochirurgiche il trattamento del tumore alla prostata e&#8217; concluso. Grazie alla potenza del Cybeknife, ciascuna seduta dura pochi minuti, e la terapia si svolge a giorni alterni per cui in una settimana si conclude il ciclo. Inoltre la possibilita&#8217; di tracciare in real time, durante l&#8217;irradiazione, la posizione della prostata attraverso una sequenza ravvicinata di radiografie, offre livelli di precisione millimetrici, che salvaguardano i tessuti sani circostanti. In Italia sono 37 mila sono i nuovi casi di tumore della prostata nel 2019. Negli uomini in fascia d&#8217;eta&#8217; tra i 50 e i 69 anni e negli ultrasettantenni e&#8217; la neoplasia piu&#8217; frequente e rappresenta il 20% di tutti i tumori. Presso la Radioterapia del Regina Elena di Roma e&#8217; in piena attivita&#8217; il Cyberknife di ultima generazione. Negli ultimi tre anni sono stati trattati 66 pazienti con tumore prostatico, selezionati per tumore localizzato, tracciabile e considerato a rischio &#8216;basso&#8217; o &#8216;intermedio&#8217;, secondo i criteri del National Comprehensive Cancer Network (NCCN). I risultati ottenuti sono molto buoni: tassi di tossicita&#8217; a lungo termine minimi e fattibilita&#8217; del trattamento nel 100% dei casi. &#8220;Lo schema che adottiamo e&#8217; il trattamento in sole 4 sedute- chiarisce Giuseppe Sanguineti, Direttore della Radioterapia- Prende spunto dalla solida esperienza della brachiterapia (radioterapia interna), che vanta un fitto background, rappresentato da centinaia di pazienti trattati in vari decenni. Un gruppo multicentrico americano l&#8217;ha reso replicabile attraverso il Cyberknife e risultati su piu&#8217; di 250 pazienti affetti da tumore alla prostata ne confermano, anche con il sistema robotico, una notevole efficacia. Possiamo modulare cosi&#8217; l&#8217;irradiazione dall&#8217;esterno, rispetto alla brachiterapia, ma distribuendo in egual modo dosi eterogenee e superiori rispetto ai protocolli tradizionali&#8221;. Dati scientifici solidi quindi danno ormai precise indicazioni sul trattamento clinico di tumore della prostata in pazienti selezionati. Grazie al Cyberknife e&#8217; possibile cosi&#8217; offrire negli stadi iniziali di malattia un alternativa alla chirurgia. Coniuga infatti l&#8217;erogazione di radiazioni ad alta energia attraverso un braccio robotizzato. Lo strumento, nato per piccoli tumori cerebrali e della colonna, ora si estende nella routine clinica anche alla cura di tutte le patologie tumorali. &#8220;Con soddisfazione- conclude Sanguineti- insieme al mio staff, abbiamo intrapreso una strada di alta specializzazione e avanguardia nella lotta al tumore della prostata, uno dei tumori piu&#8217; diffusi nella popolazione maschile, e miriamo a ridurre e alleggerire ulteriormente il percorso terapeutico&#8221;.</p>
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		<title>Donne. Sette strade intitolate ogni 100 a uomini, oltre metà a Madonne e Sante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2020 15:06:08 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia ogni 100 vie e piazze dedicate a uomini poco piu&#8217; di sette sono intitolate a protagoniste femminili, di cui il 50-60% e&#8217; rappresentato da &#8220;madonne, sante e martiri&#8221;. È un gap di genere impietoso e &#8220;impensabile&#8221; da colmare quello che si gioca per le strade del Belpaese, una lotta per la parita&#8217; odonomastica che se non puo&#8217; aspirare a un riequilibrio sostanziale dei generi, puo&#8217; puntare pero&#8217; al raggiungimento della &#8220;consapevolezza del gap&#8221;. La pensa cosi&#8217; Maria Pia Ercolini, insegnante di Geografia in pensione e presidente dell&#8217;associazione Toponomastica femminile (Tf), che dal primo censimento toponomastico condotto da un gruppo di ricerca nato nel 2012 su Facebook (poi costituito in associazione dal 2014), porta avanti iniziative rivolte alle scuole e ai Comuni per sensibilizzare sui temi della parita&#8217; e ridurre il divario di genere che grava sulle targhe delle nostre citta&#8217;, anche attraverso iniziative specifiche, volte a valorizzare un tema. Nel dettaglio:</p>
<p><strong>&#8220;IL POTERE DELLA TOPONOMASTICA? CREARE MODELLI&#8221;</strong> &#8211; Il potere piu&#8217; grande della toponomastica, per Ercolini, e&#8217; infatti &#8220;creare modelli, rimandare a immaginari&#8221;, oltre a rappresentare &#8220;una volonta&#8217;, perche&#8217; attraverso le scelte fatte dalle amministrazioni si vede quale memoria vogliono conservare, a quale vogliono dare valore. Bisogna formare gli insegnanti, entrare nelle scuole- dice- Fin dal primo anno noi abbiamo istituito il concorso nazionale &#8216;Sulle vie della parita&#8221;, che mira a far prendere coscienza del problema le scuole e a sollecitare le amministrazioni attraverso ragazze e ragazzi, bambine e bambini, che, chiedendo a un Comune di intitolare una strada, entrano in un rapporto di cittadinanza attiva&#8221;. Il tema, chiarisce Ercolini, e&#8217; &#8220;quello della visibilita&#8217; delle donne nello spazio pubblico&#8221;, che si allarga al &#8220;discorso del linguaggio. Ci nascondiamo spesso, soprattutto su professioni prestigiose, dietro abiti maschili- sostiene la presidente dell&#8217;associazione- Ma se esiste &#8216;cameriera&#8217;, per la stessa ragione deve esistere &#8216;ingegnera&#8217;&#8221;. Un limite, quello del &#8220;nascondersi&#8221; dietro la professione declinata al maschile, che secondo la prof. e&#8217; fintamente grammaticale, perche&#8217; &#8220;e&#8217; la cultura che lo introduce&#8221;. Mentre e&#8217; proprio la grammatica a soffrirne. &#8220;Ad esempio, su Wikipedia veniva fuori &#8216;un&#8217;architetto italiana&#8217;, perche&#8217; la nazionalita&#8217; era riconosciuta con il doppio genere mentre la professione no. E volendo portare Wikipedia nelle scuole abbiamo chiesto che questi orrori venissero cancellati&#8221;. Proprio con la famosa enciclopedia libera del web, infatti, l&#8217;associazione ha &#8220;fatto dei corsi di formazione affinche&#8217; si possano inserire nuove voci enciclopediche femminili. Siamo riuscite anche a far modificare il template per le professioni, soprattutto quelle di alto livello, che prevedevano il maschile&#8221;, sottolinea Ercolini, oltre a &#8220;far aggiungere il nome delle mogli nelle biografie degli uomini, perche&#8217; su quelle delle donne c&#8217;e&#8217; sempre il nome del marito&#8221;. L&#8217;obiettivo finale e&#8217; &#8220;che ragazzi e ragazze cambino il loro immaginario femminile, che le ragazze trovino modelli da seguire&#8221;. Per questo servirebbero &#8220;piu&#8217; scienziate, categoria che manca quasi completamente&#8221; e su cui &#8220;andrebbe fatto forzatamente un lavoro di intitolazione&#8221;, per spingere simbolicamente le donne a colmare il gap di presenze femminili nel mondo delle Stem. &#8220;Noi riteniamo che la memoria sulle strade debba essere quella delle donne che hanno agito non di quelle che hanno subito- sottolinea Ercolini- perche&#8217; continuiamo a riproporre un&#8217;immagine di donne vittime, martiri, e non e&#8217; questo l&#8217;obiettivo che abbiamo in testa&#8221;. Infine:</p>
<p><strong>I SEGNALI POSITIVI</strong> &#8211; Ogni anno Toponomastica femminile, per monitorare la situazione, chiede ai Comuni un aggiornamento dello stradario, &#8220;ma la risposta e&#8217; molto bassa&#8221;, avverte Ercolini, o &#8220;perche&#8217; le amministrazioni non hanno lo stradario aggiornato&#8221; o perche&#8217; c&#8217;e&#8217; &#8220;una difficolta&#8217; a censire&#8221; dovuta ai nomi puntati, per cui &#8220;se tu ti trovi A. Rossi non sai se sia &#8216;Ada&#8217; o &#8216;Aldo'&#8221;. A grandi linee, pero&#8217;, la percentuale di strade e piazze al femminile &#8220;e&#8217; salita&#8221;. A Roma, dove l&#8217;associazione e&#8217; a rotazione nella Commissione Toponomastica, &#8216;su oltre 16mila strade siamo passati dal 7,7% del 2012 all&#8217;8,6% di oggi, che sembra poco, ma in realta&#8217; su un numero cosi&#8217; elevato di vie e&#8217; una crescita significativa&#8221;. A Napoli &#8220;e&#8217; stato fatto un lavoro molto interessante- aggiunge la presidente di Tf- perche&#8217; il sindaco nella premessa del regolamento per le intitolazioni rivolto alla Commissione Toponomastica, ha espresso la volonta&#8217; che ogni incontro per le delibere si concluda con almeno una delibera femminile in piu&#8217; rispetto a quelle maschili, per ridurre il gap. Anche Palermo si e&#8217; mostrata molto sensibile&#8221;. Non e&#8217; &#8220;una battaglia che le donne devono fare contro gli uomini- conclude Ercolini- È una battaglia di democrazia che dobbiamo fare insieme, contro le resistenze alla democrazia&#8221;.</p>
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		<title>Tragedia sull’autostrada Roma-L’Aquila: gemelli si gettano dal cavalcavia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/05/26/tragedia-sullautostrada-roma-laquila-gemelli-si-gettano-dal-cavalcavia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 May 2018 16:42:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tragedia sull’autostrada Roma-L’Aquila&#160;all’altezza del km 12.700 poco dopo l’uscita Tivoli. due uomini gemelli di 56 anni italiani e originari di Roma,&#160;ma residenti a Gallicano nel Lazio,&#160;decidono di gettarsi&#160;da un cavalcavia.&#160;L&#8217;ipTragedia sull’autostrada Roma-L’Aquila&#160;all’altezza del km 12.700 poco dopo l’uscita Tivoli. due uomini gemelli di 56 anni italiani e originari di Romaotesi più accreditata sarebbe suicidio. Mistero [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tragedia sull’autostrada Roma-L’Aquila</strong>&nbsp;all’altezza del km 12.700 poco dopo l’<strong>uscita Tivoli. d</strong><strong>ue uomini gemelli di 56 anni italiani e originari di Roma,&nbsp;</strong>ma residenti a Gallicano nel Lazio,&nbsp;<strong>decidono di gettarsi</strong><strong>&nbsp;da un cavalcavia.</strong>&nbsp;L&#8217;ip<strong>Tragedia sull’autostrada Roma-L’Aquila</strong>&nbsp;all’altezza del km 12.700 poco dopo l’<strong>uscita Tivoli. d</strong><strong>ue uomini gemelli di 56 anni italiani e originari di Roma</strong>otesi più accreditata sarebbe suicidio. Mistero sui motivi del gesto.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/26/tragedia-sullautostrada-roma-laquila-gemelli-si-gettano-dal-cavalcavia/">Tragedia sull’autostrada Roma-L’Aquila: gemelli si gettano dal cavalcavia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sanità. Alcol, 8,6 milioni consumatori a rischio: 830mila gli under 17</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/05/16/sanita-alcol-86-milioni-consumatori-a-rischio-830mila-gli-under-17/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 19:34:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consumatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 8,6 milioni (di cui 6,1 milioni sono uomini, 2,5 donne) i consumatori a rischio di alcol confermati in Italia dai dati del 2016 sul consumo di alcol contenuti nel Rapporto Istisan &#8216;Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia e nelle Regioni&#8217; 2018 ed elaborati dall&#8217;Osservatorio Nazionale Alcol (Ona) dell&#8217;Iss a partire dall&#8221;Indagine multiscopo sulle famiglie-Aspetti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/16/sanita-alcol-86-milioni-consumatori-a-rischio-830mila-gli-under-17/">Sanità. Alcol, 8,6 milioni consumatori a rischio: 830mila gli under 17</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 8,6 milioni (di cui 6,1 milioni sono uomini, 2,5 donne) i consumatori a rischio di alcol confermati in Italia dai dati del 2016 sul consumo di alcol contenuti nel Rapporto Istisan &#8216;Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia e nelle Regioni&#8217; 2018 ed elaborati dall&#8217;Osservatorio Nazionale Alcol (Ona) dell&#8217;Iss a partire dall&#8221;Indagine multiscopo sulle famiglie-Aspetti della vita quotidiana&#8217; condotta dall&#8217;Istat. Ad essere piu&#8217; a rischio tra questi sono i 16-17enni (49,3% maschi, 40% femmine) in aumento rispetto all&#8217;anno precedente. Sono infatti 1,7 milioni i consumatori a rischio con eta&#8217; compresa tra gli 11 e i 25 anni (830mila gli under 17), mentre 2,7 milioni hanno piu&#8217; di 65 anni. Il rapporto e&#8217; stato presentato stamattina nell&#8217;ambito della 17esima edizione dell&#8217;Alcohol Prevention Day che si e&#8217; tenuto nella sala Pocchiari dell&#8217;Istituto Superiore di Sanita&#8217; a Roma.<br />
Dati per cui, secondo il direttore dell&#8217;Osservatorio Nazionale Alcol Emanuele Scafato, &#8220;si puo&#8217; parlare di una consolidata battuta di arresto che segna il passo da almeno 4-5 anni in controtendenza rispetto ad una tesa diminuzione auspicata dalle strategie europee e dal Piano nazionale di prevenzione&#8221;.<br />
Ad aumentare sono soprattutto i consumatori occasionali e i binge drinkers (quelli che bevono per ubriacarsi) che progressivamente stanno sostituendo i consumatori tradizionali, mediterranei (quelli che bevono durante i pasti). Sono circa 4 milioni le persone che bevono fino all&#8217;intossicazione (2,9 milioni di uomini, 1 milione di donne), un fenomeno che solo tra gli 11 e i 25 anni coinvolge 900mila ragazzi (140mila gli under 17). Sono da leggere in questo contesto i 41mila accessi al Pronto Soccorso, con una frequenza importante da parte di minori, anche in come etilico.<br />
In tutto i consumatori di alcol in Italia sono 35 milioni, 12 milioni i consumatori quotidiani, con una maggiore incidenza sulla popolazione maschile in tutte le fasce d&#8217;eta&#8217; (ad eccezione dei consumatori a rischio minorenni, dove le differenze non raggiungono la significativita&#8217; statistica). I consumatori che assumono tra i 40 (femmine) e i 60 grammi (maschi) di alcol al giorno e hanno gia&#8217; un danno d&#8217;organo e hanno necessita&#8217; di un trattamento sono oltre 650mila. Di questi solo il 10% degli alcoldipendenti sono in carico ai servizi del sistema sanitario nazionale (71.219) e, nell&#8217;ultimo anno, sono costati circa 8 milioni di euro, solo per il trattamento farmacologico. Per almeno 57mila consumatori l&#8217;alcol e&#8217; causa di un ricovero.<br />
A livello regionale e territoriale nella provincia autonoma di Bolzano si registrano, come gia&#8217; lo scorso anno, valori piu&#8217; elevati rispetto alla media nazionale, della prevalenza dei consumatori di bevande alcoliche fuori pasto (66,4% uomini, 40,8% donne) e dei consumatori in modalita&#8217; binge drinking (28,8%) di sesso maschile. Sempre a Bolzano sono superiori alla media nazionale i valori di prevalenza dei consumatori a rischio per entrambi i generi e delle consumatrici in modalita&#8217; binge drinking. Dati che diminuiscono sensibilmente scendendo nella penisola, con Puglia e Campania tra le regioni piu&#8217; virtuose su consumo fuori pasto e binge drinking.<br />
In base all&#8217;analisi del trend Istisan a fronte di una diminuzione registrata negli anni 2007-2011, dal 2012 la prevalenza e&#8217; rimasta invariata sia per gli uomini che per le donne, &#8220;a testimonianza- si legge nelle conclusioni del rapporto- dell&#8217;esigenza urgente di rinnovati sforzi di iniziative di prevenzione, comunicazione, informazione rivolte all&#8217;intera popolazione&#8221;. Soprattutto rivolte ai giovani, target vulnerabile &#8220;a tutte le bevande alcoliche il cui consumo risulta essere la prima causa di mortalita&#8217;, morbilita&#8217; e disabilita&#8217;&#8221;. Nel 2014 il numero di decessi di persone di eta&#8217; superiore ai 15 anni per patologie totalmente alcol-attribuibili e&#8217; stato pari a 1.174 (82,2% uomini, 17,8% donne).<br />
Percentuali che corrispondono a circa 38 decessi per milione di abitanti tra gli uomini e quasi un decesso per milione tra le donne. A causare il maggior numero di decessi sono le epatopatie alcoliche e sindromi psicotiche indotte da alcol che, nel complesso, causano il 94,3% dei decessi alcol-attribuibili tra gli uomini e il 94,8% tra le donne.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/16/sanita-alcol-86-milioni-consumatori-a-rischio-830mila-gli-under-17/">Sanità. Alcol, 8,6 milioni consumatori a rischio: 830mila gli under 17</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Iraq: attentato, almeno 30 morti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2013/02/03/iraq-attentato-almeno-30-morti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2013 10:23:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[autobomba]]></category>
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		<category><![CDATA[kurdistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Almeno 30 morti e 70 feriti in un attentato suicida in Iraq, dove è stato colpito il quartier generale della polizia a Kirkuk. Un gruppo di uomini armati ha tentato di prendere d&#8217;assalto il complesso; ma non riuscendo nel loro intento, hanno deciso di far esplodere un autobomba. Kirurk è uno intersecarsi di etnie, dove [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Almeno 30 morti e 70 feriti in un attentato suicida in Iraq, dove è stato colpito il quartier generale della polizia a Kirkuk. Un gruppo di uomini armati ha tentato di prendere d&#8217;assalto il complesso; ma non riuscendo nel loro intento, hanno deciso di far esplodere un <b>autobomba.</b></p>
<p>Kirurk è uno intersecarsi di etnie, dove cercano di convivere arabi, curdi e turcomanni. Si trova al centro di uno durissimo <b>scontro</b> per i suoi <b>giacimenti petroliferi</b> tra il governo centrale di Baghdad e l&#8217;enclave autonoma del Kurdistan a Nord.</p>
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		<title>Aids, creare generazione senza malattia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/07/23/aids-creare-generazione-senza-malattia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jul 2012 19:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La possibilita&#8217; di vedere la fine dell&#8217;Aids e&#8217; &#8220;tangibile&#8221; e l&#8217;obiettivo e&#8217; &#8220;creare la prima generazione che vivra&#8217; la fine della pandemia&#8221;: il messaggio lanciato oggi dal palco della Sessione plenaria di apertura della XIX Conferenza mondiale sull&#8217;Aids e&#8217; rimbalzato dalla voce del grande esperto mondiale di Aids, Anthony Fauci, alle parole del segretario di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La possibilita&#8217; di vedere la fine dell&#8217;Aids e&#8217; &#8220;tangibile&#8221; e l&#8217;obiettivo e&#8217; &#8220;creare la prima generazione che vivra&#8217; la fine della pandemia&#8221;: il messaggio lanciato oggi dal palco della Sessione plenaria di apertura della XIX Conferenza mondiale sull&#8217;Aids e&#8217; rimbalzato dalla voce del grande esperto mondiale di Aids, Anthony Fauci, alle parole del segretario di Stato Usa, Hillary Clinton.</p>
<p>Nonostante le grosse sfide ancora aperte sul come stanare il virus che rimane latente nelle cellule e sui fondi da ottenere per rendere le efficaci terapie antivirali disponibili a tutti, al Convention Center della capitale Usa &#8211; dove sono radunati circa 25,000 persone tra scienziati, attivisti, celebrita&#8217; e politici &#8211; si respira la sensazione di essere vicini alla svolta: &#8220;La fine della pandemia e&#8217; possibile, siamo finalmente su di un terreno solido scientificamente, ma per questo scopo e&#8217; necessario un impegno enorme e globale&#8221;, ha tuonato il direttore dell&#8217;Istituto nazionale per le malattie infettive Usa, e pioniere degli studi sul virus Hiv, Fauci. Un impegno garantito oggi pubblicamente proprio dagli Stati Uniti che hanno promesso nonostante la crisi economica un aumento dei fondi per la lotta all&#8217;Aids:&#8221;Sono qui per dirvi a chiare lettere che l&#8217;America non si ritrarra&#8217; dalle sue promesse di aiuti finanziari &#8211; ha scandito Hillary Clinton &#8211; e continueremo a fare tutto il possibile per dar vita alla generazione che vedra&#8217; la fine dell&#8217;epidemia&#8221;.</p>
<p>Il segretario di Stato ha cosi&#8217; annunciato una serie di nuovi finanziamenti che prevedono ben 80 milioni di dollari destinati ai paesi poveri ed in particolare all&#8217;Africa e circa altri 70 milioni di dollari per progetti ad hoc quali l&#8217;aumento della circoncisione tra le popolazioni a rischio. &#8220;E&#8217; una battaglia che possiamo vincere &#8211; ha detto la Clinton &#8211; abbiamo fatto tanto strada per arrivare a questo punto&#8221;. Per Fauci, che per la prima volta in due decenni di lotta alll&#8217;Aids, ha rappresentato oggi l&#8217;ottimismo della scienza:&#8221;Chiudere con l&#8217;epidemia causata dal virus Hiv e&#8217; una sfida immensa e dalle molte facce ma ora sappiamo che puo&#8217; essere fatto, non accadra&#8217; in una giornata sola ma succedera.'&#8221;. A suo avviso, per arrivare all&#8217;obiettivo occorre &#8220;implementare la diffusione dei trattamenti e della prevenzione e un continuo flusso di finanziamenti dai donatori correnti e l&#8217;aggiunta di nuove organizzazioni e pertner pronti devolvere fondi alla lotta all&#8217;Aids&#8221;.</p>
<p>Lo stesso obiettivo e le stesse necessita&#8217; gridate dalla folla colorata di attivisti che circolano per il Convention center e per Washington: Finirla con l&#8217;Aids si puo&#8217;, ma ci vogliono soldi e impegno. Il titolo di una delle prossime sessioni la dice chiara:&#8221;In 34 milioni vivono con l&#8217;Aids nel mondo, ma solo 14 milioni lo sanno&#8221;.</p>
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		<title>Non fare attività fisica uccide come il fumo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/07/18/non-fare-attivita-fisica-uccide-come-il-fumo/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 09:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inattivita&#8217; fisica e&#8217; mortale quanto il fumo. E&#8217; il risultato choc di una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Lancet e diretta dall&#8217;epidemiologa I-Min Lee del Brigham and Women&#8217;s Hospital di Boston, negli Usa. Secondo il team di 33 scienziati, il 10 per cento delle morti premature nel mondo deriva dal fatto che le persone non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/18/non-fare-attivita-fisica-uccide-come-il-fumo/">Non fare attività fisica uccide come il fumo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inattivita&#8217; fisica e&#8217; mortale quanto il fumo. E&#8217; il risultato choc di una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Lancet e diretta dall&#8217;epidemiologa I-Min Lee del Brigham and Women&#8217;s Hospital di Boston, negli Usa. Secondo il team di 33 scienziati, il 10 per cento delle morti premature nel mondo deriva dal fatto che le persone non fanno abbastanza moto: nel 2008 la &#8216;pigrizia&#8217; ha provocato 5,3 milioni di vittime su un totale 57 milioni.</p>
<p>&#8216;inattivita&#8217;, si legge nello studio, e&#8217; responsabile del 6 per cento dei casi di malattie coronariche e del 7 per cento di quelli di diabete di tipo 2. Non solo. Circa il 10 per cento dei casi di cancro al seno e al colon e&#8217; associabile alla mancata pratica di attivita&#8217; fisiche. Per fare un esempio, nel 2008 le vittime di malattie coronariche sono state in totale 7,25 milioni. Soltanto in Europa, 121mila persone avrebbero potuto salvarsi se avessero fatto con regolarita&#8217; un po&#8217; di &#8216;sport&#8217;. Di qui la raccomandazione degli esperti: per mantenersi in salute occorre praticare almeno 150 minuti di esercizi moderati a settimana, come una passeggiata di mezz&#8217;ora cinque giorni su sette.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/18/non-fare-attivita-fisica-uccide-come-il-fumo/">Non fare attività fisica uccide come il fumo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Nigeria: rapito Obodo, centrocampista del Lecce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jun 2012 14:58:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Christian Obodo, giocatore del Lecce è stato rapito oggi nella sua città natale di Warri. Obodo, in Italia dal 2001, sarebbe stato fermato da un gruppo di uomini armati mentre stava andando in chiesa alle 9 e 20 locali. I media nigeriani citano la ricostruzione di un anonimo esponente del governo dello stato del Delta. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Christian Obodo, giocatore del Lecce è stato rapito oggi nella sua città natale di Warri. Obodo, in Italia dal 2001, sarebbe stato fermato da un gruppo di uomini armati mentre stava andando in chiesa alle 9 e 20 locali.<br />
I media nigeriani citano la ricostruzione di un anonimo esponente del governo dello stato del Delta. &#8220;Si&#8217;, e&#8217; stato rapito. I dettagli non sono ancora chiari ma mi hanno detto che si trovava in auto e si dirigeva verso la chiesa. La targa personalizzata dell&#8217;automobile, &#8216;Obodo 5&#8217;, potrebbe aver attirato l&#8217;attenzione dei rapitori. Nella serata di ieri si era recato in un locale con la stessa auto&#8221;.</p>
<p>Obidike Okechukwu ha detto all&#8217;ANSA che &#8220;i rapitori hanno telefonato questa mattina a casa della mamma di Christian chiedendo un riscatto di circa 150 mila euro&#8221;</p>
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		<title>Teramo: commando armato assalta Centro Commerciale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 May 2012 08:11:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[centro commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[chiusura]]></category>
		<category><![CDATA[irruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un commando armato composto da 5 uomini, con il volto coperto da passamontagna, ha fatto irruzione ieri sera un&#8217;ora prima dell&#8217;orario di chiusura al Centro Commerciale Val Vibrata di Colonnella (Teramo). Il bottino, in corso di quantificazione, sarebbe di diverse migliaia di euro. I rapinatori hanno atteso la security del centro acquisti sul retro della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un commando armato composto da 5 uomini, con il volto coperto da passamontagna, ha fatto irruzione ieri sera un&#8217;ora prima dell&#8217;orario di chiusura al Centro Commerciale Val Vibrata di Colonnella (Teramo). Il bottino, in corso di quantificazione, sarebbe di diverse migliaia di euro.</p>
<p>I rapinatori hanno atteso la security del centro acquisti sul retro della struttura. Hanno assaltato il portavalori con le tre guardie giurate: due di queste sono state disarmate, fatte sdraiare a terra e prese a calci. Poi sono state rinchiuse nella cassaforte del centro commerciale posta esternamente. Il conducente del blindato ha avuto sangue freddo e nonostante il commando impugnasse fucili e kalashinov non ha aperto ai banditi attivando il sistema d&#8217;allarme satellitare. Per la banda composta da criminali professionisti non c&#8217;era piu&#8217; tempo da perdere ed e&#8217; stata costretta a fuggire con il sacco contenente il denaro a bordo di un furgone bianco.</p>
<p>Uno dei due agenti di sicurezza dell&#8217;Ivri e&#8217; rimasto lievemente ferito, mentre sul posto sono in corso le indagini della compagnia carabinieri di Alba Adriatica. La rapina che avrebbe potuto fruttare diverse centinaia di migliaia di euro e&#8217; avvenuta mentre all&#8217;interno del centro commerciale si trovavano ancora alcuni clienti. Il piano organizzato dal commando non aveva previsto il cambio di strategia nelle procedure di prelievo del denaro da parte dell&#8217;istituto di vigilanza. Infatti, quello delle ore 20 era il secondo trasporto della giornata. Il primo era stato effettuato questa mattina e, come accade da un po&#8217; di tempo, l&#8217;operazione di prelievo degli incassi avviene in orari sempre diversi. Inoltre sul blindato portavalori, l&#8217;Ivri invia sempre tre agenti e non piu&#8217; due.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/20/teramo-commando-armato-assalta-centro-commerciale/">Teramo: commando armato assalta Centro Commerciale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>La clinica della vergogna</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/05/14/la-clinica-della-vergogna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 11:27:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
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		<category><![CDATA[odio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non ho voluto di proposito scrivere nell’immediato sulle immagini televisive che mostravano una struttura preposta al trattamento sanitario di degenti anziani non autosufficienti, persone malate nella carne e nello spirito, per non incorrere in parole troppo forti, in aggettivi e sostantivi di nessuna comprensione per questi “riferimenti professionali”, tanto ricercati per alleviare le sofferenze di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/14/la-clinica-della-vergogna/">La clinica della vergogna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho voluto di proposito scrivere nell’immediato sulle immagini televisive che mostravano una struttura preposta al trattamento sanitario di degenti anziani non autosufficienti, persone malate nella carne e nello spirito, per non incorrere in parole troppo forti, in aggettivi e sostantivi di nessuna comprensione per questi “riferimenti professionali”, tanto ricercati per alleviare le sofferenze di esseri umani bisognosi di un aiuto appropriato.<br />
Il servizio mostrava i reparti di una casa di riposo con gli anziani seduti sulle carrozzine, sulle poltroncine, sdraiati sui letti, ma ogni volta che un operatore deputato alla loro cura e sicurezza, passava loro vicino, partivano spintoni, gomitate, percosse di varie entità, addirittura si vedevano questi uomini e queste donne preparati professionalmente all’attenzione sensibile dei malati, strattonarli brutalmente per metterli a letto, lanciarli sui materassi come fossero sacchi di patate.<br />
La violenza è sempre sbagliata, perché è uno strumento che cambia i rapporti e le relazioni, soprattutto viola i diritti dell’altro, azzera il rispetto per la libertà di ogni individuo.<br />
In questo caso non c’è solamente un’esplicitazione di violenza gratuita, è violenza che non nutre segni di colpa, una violenza consolidata nell’assenza di valori, una sorta di associazione criminale composta da soggetti cosiddetti per bene, padri e madri di famiglie esemplari, che fuori dalle proprie abitazioni, assumono i panni dei torturatori.<br />
Si tratta di una violenza ancora più inaccettabile, perché ai danni di persone-pazienti di età avanzata, con le membra stanche, una umanità dolente e silente alle stagioni rimaste, per questo motivo da considerare sacre nel rispetto dovuto.<br />
In quello spazio dei comportamenti vigliacchi, dei colpi distribuiti con insignificanza, delle offese e delle umiliazioni, c’è la conferma che l’essere umano non è indomabile nel suo istinto, non è un animale, infatti gli animali non conoscono l’odio, non sanno di che pasta è fatta la cattiveria disumana, la sporcizia morale degli uomini, gli animali sono esseri viventi che non conoscono la violenza gratuita.<br />
Esseri viventi operavano in quella casa della solidarietà costruttiva, esseri viventi e umani che hanno deciso di frantumare la libertà di persone deboli, indifese, colpite nella fortezza più importante la propria dignità.<br />
In quella casa di cura c’è il reato dell’infamia, della vergogna, asprezza umana che invade e pervade il cuore di uomini e donne con una vita normale, con figli e futuro a portata di mano.<br />
Forse però quel benessere che riempie le coscienze di quegli operatori sociali non è rapportabile a una tavola di valori condivisi, mantenuti e curati con decoro, quel benessere è di ben altra dimensione, miserabile come la violenza del fare e del dire per riempire di contenuti il vuoto che li opprime, nel primato di maltrattamenti ai più innocenti.<br />
Nonostante questa ennesima dimostrazione di turpe metodo a umiliare l’altro disperdendone i residui di dignità, in questi arresti di persone al di sopra di ogni sospetto, in questo metterci a mezzo per arginare la deriva dell’esistenza, ci sono i puntelli necessari per non perdere la fiducia: il bene, quello vero, esiste, c’è, e così l’amore per la giustizia, quale condizione e pre-requisito affinché la speranza non smetta mai di formare gli uomini a non arrendersi all’indifferenza, se così non fosse rimarrebbe il solo messaggio della vergogna che colpisce al cuore, e la vita stessa non avrebbe più senso.</p>
<p style="text-align: right;">Vincenzo Andraous</p>
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