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	<title>Vacanze sicure Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Spiagge. A distanza anche al mare, ecco decalogo per vacanze sicure</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2020 15:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[decalogo]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
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		<category><![CDATA[Vacanze sicure]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con oltre 7.000 km di costa e un numero elevato di aree di balneazione (un quarto del totale europeo) abitate da 17 milioni di persone, che possono anche raddoppiare in alta stagione, puo&#8217; diventare significativo il rischio riconducibile al turismo balneare. Affollamenti, spostamenti, vicinanza e contatto sono infatti piu&#8217; frequenti nelle aree tipiche dell&#8217;ambiente balneare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/06/04/spiagge-a-distanza-anche-al-mare-ecco-decalogo-per-vacanze-sicure/">Spiagge. A distanza anche al mare, ecco decalogo per vacanze sicure</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con oltre 7.000 km di costa e un numero elevato di aree di balneazione (un quarto del totale europeo) abitate da 17 milioni di persone, che possono anche raddoppiare in alta stagione, puo&#8217; diventare significativo il rischio riconducibile al turismo balneare. Affollamenti, spostamenti, vicinanza e contatto sono infatti piu&#8217; frequenti nelle aree tipiche dell&#8217;ambiente balneare in stabilimenti, spiagge attrezzate o di libero accesso. Tale rischio puo&#8217; assumere gradi diversi a seconda dei differenti indici sanitari valutati a livello regionale e locale. Cosi&#8217; in un comunicato l&#8217;Iss. Assume invece scarsa rilevanza il rischio correlato alla potenziale contaminazione delle acque da reflui o da escreti infetti presenti a monte dell&#8217;area di balneazione o diffusi da imbarcazioni. Le misure di controllo e monitoraggio a carattere ambientale e sanitario applicate in base alla normativa vigente, infatti, ma anche la suscettibilita&#8217; del virus alle variabili ambientali rendono trascurabile il rischio. Sono queste le principali conclusioni del &#8220;Rapporto sulle attivita&#8217; di balneazione in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2&#8221; del Gruppo di Lavoro Ambiente-Rifiuti COVID-19 in collaborazione con il Ministero della Salute, l&#8217;Inail, il Coordinamento di Prevenzione della Conferenza Stato Regioni, esperti delle Arpa e altre istituzioni, appena pubblicato con l&#8217;obiettivo di alzare il livello di sicurezza nelle spiagge in vista della stagione balneare.</p>
<p>Nel rapporto, per una balneazione sicura sono fornite raccomandazioni per tenere sotto controllo i rischi sanitari, integrando i documenti che Inail e Conferenza Stato regioni avevano gia&#8217; pubblicato. Si tratta di indicazioni semplici, di tipo tecnico che riguardano i controlli ambientali, dal funzionamento dei depuratori, al controllo delle acque reflue e degli scarichi illeciti e di norme igieniche/comportamentali da seguire in stabilimenti e spiagge libere indirizzate ai gestori degli stabilimenti balneari e agli stessi bagnanti. Le norme ambientali richiamano e rafforzano la vigilanza su eventuali scarichi illeciti di reflui nei corpi idrici (mare, fiumi, laghi), sul controllo degli impianti di depurazione e sugli scarichi da imbarcazioni. Una particolare attenzione deve essere anche indirizzata all&#8217;applicazione delle norme di controllo delle acque di balneazione. È possibile prevedere sospensione, a carattere cautelativo, della balneazione qualora i dati storici di monitoraggio segnalino l&#8217;area come interessata, direttamente o indirettamente, dalla presenza di reflui non depurati, scarichi illeciti e/o contaminazione da fosse settiche, che possono influenzare la qualita&#8217; delle acque nell&#8217;area di balneazione.</p>
<p>Tra le diverse indicazioni, per gli stabilimenti e per i bagnanti viene raccomandato:</p>
<p>&#8211; di prenotare l&#8217;accesso agli stabilimenti (anche online), eventualmente per fasce orarie, in modo da prevenire assembramenti, e registrare gli utenti, anche per rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi, mantenendo l&#8217;elenco delle presenze per un periodo di almeno 14 giorni, nel rispetto della normativa sulla privacy;</p>
<p>&#8211; di utilizzare cartellonistica e locandine con le regole comportamentali per i fruitori delle aree di balneazione e i bagnanti per prevenire e controllare i rischi- comprensibili anche per utenti di altre nazionalita&#8217;;</p>
<p>&#8211;&nbsp; regolamentare gli accessi e gli spostamenti sulle spiagge, anche attraverso percorsi dedicati, e disporre le attrezzature, in modo da garantire in ogni circostanza il distanziamento interpersonale;</p>
<p>&#8211; di garantire distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare, in ogni circostanza, anche durante la balneazione.</p>
<p>Ancora:</p>
<p>&#8211; controllare la temperatura corporea, ove possibile, del personale e dei bagnanti con interdizione di accesso se questa risulta superiore ai 37,5 gradi;</p>
<p>&#8211; di vietare qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti, quali, tra l&#8217;altro, attivita&#8217; di ballo, feste, eventi sociali, degustazioni a buffet;</p>
<p>&#8211; di interdire gli eventi musicali con la sola eccezione di quelli esclusivamente di &#8220;ascolto&#8221; con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale;</p>
<p>&#8211; di pulire, con regolarita&#8217; almeno giornaliera, le varie superfici, gli arredi di cabine e le aree comuni e sanificare in modo regolare e frequente attrezzature (sedie, sdraio, lettini, incluse attrezzature galleggianti e natanti), materiali, oggetti e servizi igienici, limitando l&#8217;utilizzo di strutture (cabine docce singole, spogliatoi) per le quali non sia possibile assicurare una disinfezione intermedia tra gli utilizzi promiscui; di non trattare in alcun caso spiagge, terreni, arenili o ambienti naturali con prodotti biocidi;</p>
<p>&#8211; di evitare l&#8217;uso promiscuo di qualsiasi attrezzatura da spiaggia;</p>
<p>&#8211; di dotare i bagnanti di disinfettanti per l&#8217;igiene delle mani;</p>
<p>&#8211; di fornire disinfettanti e DPI adeguati al personale (mascherine, schermi facciali, guanti) e utilizzare obbligatoriamente DPI in caso di contatti ravvicinati con bagnanti e attivita&#8217; a rischio.</p>
<p>L&#8217;informativa e la sorveglianza, in ambienti di libero accesso, come le spiagge libere, risulta di difficile praticabilita&#8217;. Pertanto, in questo ambito sono chiamati i sindaci e/o agli altri enti locali competenti a dover applicare ogni adeguata misura volta a garantire condizioni di riduzione dei rischi e, ove necessario, a definire attivita&#8217; di vigilanza sul rispetto delle misure da parte dei fruitori delle spiagge, a regolamentare gli accessi per consentire il distanziamento interpersonale, individuare le procedure di sanificazione delle attrezzature e delle aree comuni.</p>
<p>Rimangono valide le seguenti indicazioni per tutti:</p>
<p>&#8211; rispetto del distanziamento interpersonale di almeno 1 metro;</p>
<p>&#8211; responsabilita&#8217; di vigilanza sul distanziamento anche dei bambini;</p>
<p>&#8211; misure di igiene personale, pulizia e disinfezione frequenti delle mani; igiene respiratoria: starnutire e/o tossire in fazzoletti di carta o nel gomito; uso di mascherine quando le misure di distanziamento siano di difficile mantenimento (le mascherine dovranno essere smaltite con i rifiuti indifferenziati).</p>
<p>Il rapporto enfatizza come la possibilita&#8217; di contenere e controllare la diffusione di COVID-19 e&#8217; fondamentalmente legata ai comportamenti individuali- soprattutto il distanziamento fisico, nel rispetto degli altri. Quest&#8217;ultima necessita&#8217; puo&#8217; comportare in molti casi modalita&#8217; di fruizione degli ambienti diverse rispetto alla prassi consueta, come il contingentamento degli accessi su prenotazione e l&#8217;adeguamento alle rigorose regole comportamentali, tra cui la vigilanza sui bambini. Ogni messaggio comunicativo deve essere improntato alla consapevolezza del ruolo che ognuno deve assumere riguardo alla conoscenza e al rispetto delle rigorose norme che caratterizzeranno questa stagione balneare, con la necessita&#8217; che tali norme siano adeguatamente diffuse e illustrate ai professionisti del settore e alla popolazione generale, conclude l&#8217;Iss.&nbsp;</p>
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		<title>Vacanze sicure all’estero: attenzione alla malaria e alle zanzare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2015 18:33:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
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		<category><![CDATA[Vacanze sicure]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima di partire per una vacanza, informatevi bene di tutti i rischi che si possono incontrare.  Il rischio di infezioni è spesso sottovalutato. Una particolare attenzione è consigliabile per i viaggi in paesi della fascia tropicale ed in generale a basso tenore igienico-sanitario. La diarrea del viaggiatore continua ad essere il più frequente guastafeste, ma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/20/vacanze-sicure-allestero-attenzione-alla-malaria-e-alle-zanzare/">Vacanze sicure all’estero: attenzione alla malaria e alle zanzare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di partire per una vacanza, informatevi bene di tutti i rischi che si possono incontrare.  Il rischio di infezioni è spesso sottovalutato. Una particolare attenzione è consigliabile per i viaggi in paesi della fascia tropicale ed in generale a basso tenore igienico-sanitario. La diarrea del viaggiatore continua ad essere il più frequente guastafeste, ma attenzione in determinate aree anche alle malattie trasmesse da zanzare, come dengue e chikungunya e soprattutto alla malaria. I consigli degli specialisti <strong>SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali</strong>, per una vacanza sicura.</p>
<p>Quando si viaggia nell&#8217;Africa sub-sahariana e in alcune aree del Sud Est asiatico e dell’America Centrale e Meridionale è  importante sapere se la destinazione scelta sia o meno considerata malarica. Può non essere sufficiente chiedere all&#8217;agente di viaggi e a chi vende servizi turistici. La tendenza generale a sottovalutare questi problemi è ben nota e preoccupante. La malaria è trasmessa da zanzare del genere Anopheles. ‘<em>Le specie africane sono particolarmente pericolose, per la loro spiccata preferenza a nutrirsi di sangue umano, mentre le Anopheles di altre aree spesso pungono preferenzialmente altri animali,</em> <em> &#8211; </em>ricorda il<strong> Segretario della SIMIT, il </strong> <strong>Prof. Massimo Galli, Professore Ordinario di Malattie Infettive all&#8217;Università di Milano </strong>–<em> Informarsi bene sulla necessità della profilassi antimalarica è comunque molto importante. Il primo attacco malarico può essere molto grave e addirittura mortale, specie nel turista sprovveduto che non ha mai soggiornato in aree malariche. La profilassi, associata all’uso di repellenti per insetti e di zanzariere a protezione delle ore di sonno, è assolutamente necessaria, a dispetto delle voci disinformate e dei pareri fuorvianti di chi senza alcuna base scientifica, ne mette in dubbio l’opportunità’.</em>Attenzione soprattutto alle aree in cui è presente <em>Plasmodium falciparum</em>, il ‘peggiore’ degli agenti malarici, responsabile della cosiddetta Terzana maligna.</p>
<p>Il chikungunya ha recentemente ‘conquistato’ l’America centrale e si sta estendendo nelle aree tropicali del Sud America. Per quanto quasi mai mortale, questa malattia causa sintomi che si possono protrarre anche a lungo. Unica difesa i repellenti anti zanzare e ricordare che le zanzare che trasmettono l’infezione preferiscono pungere in pieno giorno. Questo vale anche per i vettori della Dengue, che sono gli stessi. È in generale opportuno informarsi se nella meta del proprio viaggio sono state segnalate epidemie di Chikungunya o di Dengue. La vaccinazione contro la febbre gialla, che è richiesta per alcuni paesi, non significa che negli stessi sussista un vero rischio di contrarre questa malattia. Si tratta, come per Chikungunya e Dengue, di una malattia virale trasmessa da zanzare dello stesso genere, molto diffuse nei paesi tropicali. Nella maggioranza dei casi la vaccinazione viene imposta per evitare che il virus venga reintrodotto nei paesi che la chiedono.</p>
<p>&#8220;<em>Per quanto riguarda il cibo &#8211; </em>spiega il Prof. Galli &#8211; <em> quando le condizioni non sono ritenute sicure, quattro indicazioni semplici ma efficaci: &#8220;lavalo, cuocilo, sbuccialo o altrimenti dimenticalo&#8221;, aiutano a limitare il rischio di diarree infettive. Per le bevande, meglio limitarsi al contenuto di bottiglie sigillate ed evitare il ghiaccio, se non si è sicuri che sia stato prodotto con acqua ‘pulita’, perchè conserva i microrganismi. A causare più frequentemente la diarrea del viaggiatore sono ceppi particolari di Escherichia coli, un batterio che è ospite fisso del nostro intestino, ma presenta con una gran quantità di varianti. Alcune di queste risultano del tutto ‘nuove’ per il malcapitato viaggiatore e producono tossine contro le quali il viaggiatore non può mettere tempestivamente in campo difese che prevengano la diarrea. Problemi intestinali possono essere causati anche da altri microrganismi, le salmonelle, ad esempio, o la giardia”.</em></p>
<p>Va ricordato che la terapia con antibiotici o con i cosiddetti disinfettanti intestinali è di regola dannosa e in ogni caso non va autosomministrata, ma assunta solo su indicazione medica dopo accertamento della causa della diarrea. Anche l’assunzione di antibiotici a scopo preventivo è limitata solo a persone portatrici di alcune malattie e a condizioni particolari su prescrizione medica. Attenzione anche al tifo, che può essere prevenuto con una vaccinazione per via orale e alla epatite A, anche queste prevenibile mediante vaccinazione. Queste due vaccinazioni fanno parte delle procedure consigliate in previsione di viaggi in varie aree tropicali.</p>
<p><strong> </strong>In gran parte dell&#8217;Africa Sub-sahariana e comunque anche nelle aree di Asia e Sud America dove è segnalata la schistosomiasi, non è consigliato fare il bagno in acque dolci. Le larve di schistosoma  presenti nell’acqua si insinuano attraverso la cute, causando una seria malattia parassitaria. Attenzione, sempre in acque dolci, soprattutto se stagnanti, anche alla leptospirosi.</p>
<p><em>&#8220;E’ essenziale ricordare i rischi infettivologici connessi a contatti sessuali occasionali &#8211;</em>aggiunge il <strong>Prof. Francesco Castelli, Università degli Studi di Brescia e Consigliere Regionale SIMIT</strong> &#8211; <em>sia con compagni di viaggio che con abitanti del luogo di destinazione. Le possibili infezioni sessuali sono svariate, dalle infezioni epatitiche alle infezioni veneree classiche (sifilide, gonorrea, herpes, etc.), fino addirittura alla infezione da HIV la cui prevalenza nei Paesi in via di sviluppo è certamente superiore rispetto ai Paesi occidentali. Non sono inoltre assolutamente da sottovalutare i rischi correlati alla viabilità ed alla pratica di attività sportive (es. immersione) e corre l’obbligo di ricordare come la mortalità nei viaggi internazionali sia più spesso legata ad incidenti della strada o a pratiche sportive. Tali considerazioni, unitamente alla sempre più frequente abitudine al viaggio di soggetti di età avanzata, consigliano la adozioni di polizze assicurative in grado di garantire assistenza sanitaria, ed eventualmente il rimpatrio, nel Paese di destinazione&#8221;.</em></p>
<p><strong> </strong><em>&#8220;Innanzitutto informarsi, perché in alcune aree possono esistere condizioni particolari o rischi specifici oltre a quelli, i più comuni, già citati e per i quali è meglio essere preparati. Se si va in una zona malarica  fare comunque la profilassi, senza se e senza ma </em>&#8211; conclude il Prof. Galli – <em>Tutti coloro che partono per paesi tropicali o per paesi con condizioni igienico sanitarie precarie dovrebbero inoltre tener conto del proprio stato di salute, per valutare la sostenibilità di fatiche e di eventuali rischi” </em>Attenti anche allo stato vaccinale proprio ( con, se necessario, un richiamo dell’antitetanica) e dei bambini al seguito, che è opportuno abbiano completato il calendario vaccinale previsto nell’infanzia. Attenzione per finire ad una corretta idratazione e protezione individuale per evitare colpi di sole e di calore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/20/vacanze-sicure-allestero-attenzione-alla-malaria-e-alle-zanzare/">Vacanze sicure all’estero: attenzione alla malaria e alle zanzare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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