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	<title>Villa Ada Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Roma: riapre bunker di Mussolini a Villa Torlonia</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2018 15:23:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le pareti che trasudano acqua, le luci che saltano, il buio, le sirene, i boati delle bombe. E poi il silenzio, segno che l&#8217;attacco aereo e&#8217; finito. Il bunker di&#160;Mussolini&#160;e i due rifugi antiaerei di Villa Torlonia riaprono al pubblico dopo i lavori di sistemazione effettuati dall&#8217;associazione Roma sotterranea, aggiudicataria del bando pubblico indetto nell&#8217;agosto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le pareti che trasudano acqua, le luci che saltano, il buio, le sirene, i boati delle bombe. E poi il silenzio, segno che l&#8217;attacco aereo e&#8217; finito. Il<strong> bunker di&nbsp;<span class="searchKey">Mussolini</span></strong>&nbsp;e i due rifugi antiaerei di <strong>Villa Torlonia riaprono al pubblico</strong> dopo i lavori di sistemazione effettuati dall&#8217;associazione Roma sotterranea, aggiudicataria del bando pubblico indetto nell&#8217;agosto 2017, a seguito del quale e&#8217; stata firmata con la Sovrintendenza capitolina la convenzione per la gestione congiunta dei bunker di Villa Ada e di Villa Torlonia per i prossimi tre anni. I due rifugi antiaerei sono stati allestiti inserendo alcuni pezzi originali dell&#8217;epoca, mentre nel bunker vero e proprio e&#8217; stato realizzato un allestimento che permettera&#8217; di rivivere una Air raid experience. Tre, invece, le sale dedicate al racconto di quel periodo, con riproduzioni di documenti originali dell&#8217;epoca, tra cui una serie di volantini, uno firmato da Roosevelt, lanciati su Roma come &#8220;bombardamento mediatico&#8221; che preannunciava gli attacchi veri e propri.</p>
<p>&#8220;Invito chi visitera&#8217; il bunker di villa Torlonia a non soffermarsi solo sulla curiosita&#8217; di vedere uno spazio a cui non si e&#8217; abituati, ma a leggere gli elementi documentali che raccontano questi luoghi e anche provare a uscire dalle proprie scarpe e mettersi in quelle di persone che vivono in teatri di guerra, che sono piuttosto ricorrenti appena attraversato il nostro mare, e da cui provengono tante di quelle persone che hanno bisogno e diritto di asilo&#8221;, dice il vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale, Luca Bergamo, che esprime &#8220;un certo disagio a parlare da questo luogo abitato da&nbsp;<span class="searchKey">Mussolini</span>, testa di uno dei momenti piu&#8217; oscuri della storia italiana&#8221;. Le visite alle strutture sotterranee partiranno da martedi&#8217;.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Il primo rifugio in ordine temporale e&#8217; stato realizzato nel 1940, riadattando degli ambienti sotterranei gia&#8217; presenti all&#8217;interno del parco, che si sviluppavano sotto il laghetto del Fucino, utilizzati in origine dai Torlonia come cantine per la conservazione del vino. Ma presto ci si rese conto che quel luogo non era adatto, anche perche&#8217; per raggiungerlo dal Casino Nobile bisognava percorrere circa 150 metri nel parco. Per questo nel 1941 si decise di realizzare un secondo rifugio nella sala centrale del seminterrato del Casino Nobile, dove si trovavano le cucine, che fu rinforzata con muri di cemento armato di 1 metro e 20 di spessore. La posizione al di sotto dell&#8217;edificio, pero&#8217;, se da una parte agevolava l&#8217;accesso, dall&#8217;altra non lo rendeva un luogo sicuro nel caso di bombardamento mirato sulla villa. A partire dall&#8217;autunno del 1942,&nbsp;<span class="searchKey">Mussolini</span>&nbsp;decise di dotarsi di un vero e proprio bunker, facendo scavare a sei metri e mezzo di profondita&#8217;. La struttura ha una pianta a croce e i quattro bracci sono a forma cilindrica, per meglio resistere alle sollecitazioni dei bombardamenti. È dotato anche di un&#8217;uscita secondaria, lungo il muro destro della tribuna con fontana e di un&#8217;uscita di emergenza, tramite una scala a pioli (non piu&#8217; presente) all&#8217;interno di un pozzetto.</p>
<p>&#8220;Si tratta di tre monumenti che tornano a far parte del patrimonio della citta&#8217;. Questa sequenza di rifugi e bunker ci racconta la volonta&#8217; dell&#8217;allora capo del governo di dotarsi di un sistema di protezione in parallelo con la sensazione che le cose stessero peggiorando&#8221;, dice il sovrintendente capitolino, Claudio Parisi Presicce, che definisce &#8220;eccellente il lavoro di illustrazione&#8221; ed esprime &#8220;soddisfazione nel vedere finalmente rispettato un impegno che avevamo assunto quando era finita la prima concessione del bunker. Oggi lo restituiamo alla citta&#8217;&#8221;. Il bunker rimase incompiuto, senza porte blindate, copertura esterna del pozzo e senza sistema di filtrazione d&#8217;aria, ma fu comunque utilizzato dagli abitanti della villa durante i frequenti allarmi e bombardamenti che si susseguirono fino all&#8217;ingresso a Roma degli alleati, il 5 giugno 1944. È qui che oggi il pubblico puo&#8217; provare l&#8217;esperienza di un attacco aereo, con le luci che si spengono e le sirene che annunciano l&#8217;attacco. Oltre ai volantini e ai giornali esteri del&#8217;epoca, l&#8217;allestimento offre anche un filmato realizzato per l&#8217;occasione dal <strong>documentarista storico Fabio Toncelli</strong>. Le immagini ripercorrono il piano non portato a termine della Royal Air Force di eliminare Mussolini, bombardando contemporaneamente Villa Torlonia e Palazzo Venezia. In programma anche spettacoli teatrali di rievocazione storica e attivita&#8217; didattiche in collaborazioni con altre associazioni. Adriano Morabito Roma sotterranea. &#8220;Siamo soddisfatti per aver finalmente riaperto il bunker- dice infine Adriano Morabito, presidente di Roma sotterranea- dopo l&#8217;esperimento che ha avuto successo a Villa Ada, questa aggiudicazione prevede anche la gestione coordinata dei due siti. La nostra e&#8217; una associazione di volontari di esiste da 18 anni grazie alla passione per la citta&#8217; e per tutto cio&#8217; che di storico si nasconde sotto il piano di calpestio&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Roma: riapre al pubblico il rifugio antiaereo dei Savoia</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2018 17:58:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[rifugio antiaereo dei Savoia]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/25/roma-riapre-al-pubblico-il-rifugio-antiaereo-dei-savoia/">Roma: riapre al pubblico il rifugio antiaereo dei Savoia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riapre alle visite, a Roma, il rifugio antiaereo dei Savoia, dopo che e&#8217; stata firmata la convenzione per la gestione congiunta dei bunker di Villa Ada-Savoia e di Villa Torlonia per i prossimi tre anni tra la Sovrintendenza capitolina e l&#8217;associazione Roma Sotterranea, aggiudicataria del bando pubblico indetto nell&#8217;agosto 2017. Mentre per i bunker di Mussolini a Villa Torlonia sono ancora in atto gli interventi di recupero e riallestimento, il rifugio antiaereo dei Savoia, all&#8217;interno di Villa Ada, oggi (25 aprile) torna fruibile al pubblico in tutto il suo fascino storico e riaprira&#8217; con due importanti novita&#8217;: il recupero dello scudo antiaereo posizionato al di sopra del bunker che, entrera&#8217; a far parte del circuito di visita e l&#8217;esposizione della riproduzione dei documenti inediti che attestano l&#8217;esatta data di inizio e di fine lavori, la ditta che costrui&#8217; il bunker ed il costo dell&#8217;intero lavoro. Si sta inoltre allestendo un percorso piu&#8217; breve che permettera&#8217; di raggiungere lo scudo con un sentiero che partira&#8217; dall&#8217;entrata del bunker. Infine, all&#8217;interno del bunker si riproporranno mostre d&#8217;arte e spettacoli teatrali di rievocazione storica e collaborazioni con altre associazioni. Le modalita&#8217; di accesso al bunker sono pubblicate sul sito www.bunkervillaada.it.</p>
<p>Il rifugio antiaereo era adibito a uso esclusivo della famiglia Reale. Con una scelta quantomeno singolare, il luogo dove edificare il bunker fu individuato in direzione nord rispetto alla Palazzina Reale, a una distanza in linea d&#8217;aria di circa 350 metri. I progettisti poterono sfruttare il cambio di quota dovuto alla presenza di una collinetta, il cosiddetto Colle delle Cavalle Madri. Il bunker fu dunque scavato all&#8217;interno del banco tufaceo della collina, forse sfruttando in parte degli ambienti di cava gia&#8217; esistenti. In questo modo l&#8217;accesso avveniva a livello, senza dover percorrere scale o rampe. La principale particolarita&#8217; del bunker, grazie a questa caratteristica, era quella di poter accogliere al suo interno delle autovetture. La distanza dalla residenza obbligava infatti a raggiungerlo non certamente a piedi, operazione assai rischiosa durante un allarme aereo. Un breve spostamento in auto, dirigendo prima verso nord, lasciandosi alla destra le scuderie, e scendendo poi in direzione ovest per una stradina a tornanti, permetteva di arrivarvi in non piu&#8217; di 3-4 minuti. La struttura, che si sviluppa totalmente in sotterraneo per piu&#8217; di 200 mq, ha una forma piu&#8217; o meno circolare. L&#8217;accesso al rifugio avveniva immettendosi in una corta galleria a doppia curva: ci si trovava quindi di fronte a un massiccio portone a due battenti, l&#8217;ingresso carrabile al rifugio. Le due ante, ancora al loro posto, pesano circa 1.200 kg l&#8217;una e furono realizzate colando del cemento all&#8217;interno della porta in ferro, spessa 20 cm. Sulla sinistra una porta blindata dava accesso a una prima stanza e poi, attraverso una porta antigas, a una seconda stanza, il vero cuore del bunker: si tratta di una camera ad alta pressione sul modello tedesco, dotata di un efficace sistema di filtri per la depurazione e il ricambio dell&#8217;aria e di un sistema autonomo che permetteva, anche in assenza di energia elettrica o di malfunzionamento dei motori, di poter garantire il funzionamento dell&#8217;impianto di aerazione e filtraggio grazie a un sistema azionato da propulsione umana, tramite energia cinetica creata pedalando su una sorta di &#8216;bicicletta&#8217;. Questi impianti erano identificati come &#8216;elettroventilatori a pedaliere&#8217;. Completano il rifugio 2 bagni, un&#8217;anticamera e 2 ambienti di servizio. In tutti gli ambienti stupiscono la cura nella realizzazione e gli evidenti richiami, sia nell&#8217;uso dei materiali che in alcuni particolari, all&#8217;architettura razionalista tipica dell&#8217;epoca. Il bunker era dotato di una via di fuga secondaria: sono 40 i gradini della splendida scala a chiocciola in travertino che si devono salire per raggiungere un piccolo manufatto cilindrico in mattoni con copertura a forma di fungo, posizionato nella parte alta della collina. Al suo fianco si trova una struttura composta da lastroni in cemento; questo e&#8217; un vero e proprio &#8216;scudo&#8217; a protezione degli ambienti sotterranei, perfettamente mimetizzato grazie alla folta vegetazione circostante composta da alti pini marittimi che, con le loro ampie chiome, contribuivano perfettamente allo scopo. Per un&#8217;ulteriore mimetizzazione, lo scudo era stato inoltre ricoperto con del pezzame di tufo, forse estratto proprio durante la realizzazione del rifugio. I lastroni erano sostenuti da esili muretti a mattoni, nei quali si aprono ampi archi; al momento dell&#8217;esplosione i muretti avrebbero ceduto ammortizzando l&#8217;impatto delle bombe e creando un effetto a cuscinetto. La protezione dai gas era garantita da guarnizioni in gomma di cui erano dotate tutte le porte, compreso il grande portone carrabile. Su alcune porte le guarnizioni sono ancora miracolosamente al loro posto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/25/roma-riapre-al-pubblico-il-rifugio-antiaereo-dei-savoia/">Roma: riapre al pubblico il rifugio antiaereo dei Savoia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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