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	<title>violenza di genere Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>SIMG avvia corso FAD per aiutare i medici di famiglia a riconoscere segnali di violenza di genere</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/25/simg-nuovi-corsi-fad-su-disturbi-gastrointestinali-come-red-flags-della-violenza-di-genere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 15:48:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi gastrointestinali]]></category>
		<category><![CDATA[formazione fad]]></category>
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		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La SIMG presenta un corso FAD per i medici di famiglia su come riconoscere segnali clinici e relazionali di violenza di genere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/25/simg-nuovi-corsi-fad-su-disturbi-gastrointestinali-come-red-flags-della-violenza-di-genere/">SIMG avvia corso FAD per aiutare i medici di famiglia a riconoscere segnali di violenza di genere</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Un corso di formazione a distanza rivolto ai medici di medicina generale mira a migliorare il riconoscimento dei segnali clinici e relazionali che possono indicare una violenza di genere. Il progetto, intitolato &#8220;I disturbi gastrointestinali come red flags nella violenza di genere&#8221;, è stato presentato presso la Scuola di Alta Formazione SIMG di Firenze.</p>
<p>Secondo gli organizzatori, disturbi gastrointestinali ricorrenti, cefalee, insonnia, dolori cronici, ansia o depressione possono in alcuni casi essere espressione di un trauma non raccontato esplicitamente dalla paziente. Il corso si propone di dotare i medici di famiglia di strumenti pratici per intercettare questi segnali aspecifici e avviare percorsi protetti di aiuto e referral.</p>
<p>&#8220;Il medico di famiglia è spesso il primo professionista sanitario a cui il paziente, quasi sempre una donna, si rivolge, anche quando non parla direttamente della violenza subita&#8221;, afferma Ignazio Grattagliano, Vicepresidente SIMG. &#8220;Disturbi gastrointestinali, cefalee, insonnia, dolori cronici, ansia o depressione possono essere la porta d’ingresso di un disagio più profondo. Il nostro compito non è sostituirci alla rete antiviolenza, ma imparare a riconoscere segnali clinici e relazionali che possono rimanere invisibili, creando le condizioni per un ascolto protetto e non giudicante&#8221;.</p>
<p>Il corso nasce dall&#8217;identificazione di un vuoto formativo: molti medici di medicina generale non ricevono una preparazione sistematica per riconoscere e gestire sospetti di violenza di genere. Oltre ai sintomi somatici e psichici, il programma evidenzia indicatori relazionali e sociali che possono fare scattare l&#8217;attenzione del medico, come isolamento, assenze ingiustificate dal lavoro, la presenza eccessiva del partner durante la visita o lesioni con spiegazioni vaghe o incoerenti.</p>
<p>&#8220;La formazione è il passaggio decisivo&#8221;, sottolinea Francesca Guerra, responsabile scientifico del corso. Il percorso formativo punta a rafforzare competenze su tre assi principali: identificazione dei segnali d’allarme, comunicazione trauma-informed e costruzione di un percorso di aiuto e referral sicuro. Gli strumenti previsti includono l&#8217;uso di screening specifici, tecniche comunicative non giudicanti e un diagramma operativo che guida dall&#8217;individuazione del sospetto alla valutazione del rischio, dalla proposta di aiuto al contatto con la rete antiviolenza e i servizi territoriali.</p>
<p>Il Prof. Claudio Cricelli evidenzia il ruolo peculiare della medicina generale: &#8220;La medicina generale ha una responsabilità particolare perché conosce la persona nel tempo, la sua storia, la sua famiglia, il suo contesto. Di fronte a sintomi ricorrenti e apparentemente non spiegati, il medico deve poter leggere non solo l’organo o il disturbo, ma la persona nella sua interezza compreso l’ambiente familiare e socio-lavorativo. Questo progetto nasce proprio per rafforzare una competenza fondamentale della nostra professione: riconoscere quando dietro un sintomo può esserci una sofferenza più profonda&#8221;.</p>
<p>La presentazione fiorentina ha visto la partecipazione di rappresentanti SIMG e di esperti, tra cui Santa Teresa Bruno, psicologa e psicoterapeuta e Presidente del Centro Antiviolenza Artemisia di Firenze; ha moderato l’incontro il giornalista scientifico Daniel Della Seta. Il progetto è stato realizzato con il supporto indicato come non condizionante di Malesci.</p>
<p>L&#8217;iniziativa sottolinea la centralità del medico di famiglia come sentinella nelle relazioni di cura e la necessità di strumenti formativi specifici per individuare e orientare le persone che possono essere vittime di violenza di genere. Per la pubblicazione definitiva dell&#8217;articolo si raccomanda una verifica redazionale sulle modalità di fruizione del corso, sulla durata, sulle credenziali per il riconoscimento dei crediti formativi e su eventuali dettagli organizzativi non presenti nel materiale informativo ricevuto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/25/simg-nuovi-corsi-fad-su-disturbi-gastrointestinali-come-red-flags-della-violenza-di-genere/">SIMG avvia corso FAD per aiutare i medici di famiglia a riconoscere segnali di violenza di genere</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Abruzzo al centro del progetto “On the road” sostenuto dal ministro Roccella per contrastare la violenza di genere</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/06/26/abruzzo-al-centro-del-progetto-on-the-road-sostenuto-dal-ministro-roccella-per-contrastare-la-violenza-di-genere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 09:23:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[ministro Roccella]]></category>
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		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto “On The Road”, ideato dalla Commissione regionale per le pari opportunità della Regione Abruzzo, si affaccia su scala nazionale. Presentato a Roma al Palazzo dei Gruppi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/26/abruzzo-al-centro-del-progetto-on-the-road-sostenuto-dal-ministro-roccella-per-contrastare-la-violenza-di-genere/">Abruzzo al centro del progetto “On the road” sostenuto dal ministro Roccella per contrastare la violenza di genere</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto “On The Road”, ideato dalla Commissione regionale per le pari opportunità della Regione Abruzzo, si affaccia su scala nazionale. Presentato a Roma al Palazzo dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati, l’iniziativa punta a creare una rete permanente tra istituzioni, associazioni imprenditoriali, sindacati, Centri Antiviolenza, università, Asl, terzo settore e altri enti competenti. L’obiettivo è offrire risposte concrete contro la violenza di genere e domestica, favorire il reinserimento lavorativo delle vittime, tutelare la maternità e conciliare vita familiare e professionale.</p>
<p>All’incontro ha preso parte il ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Maria Roccella, che ha aperto i lavori parafrasando il celebre slogan di Donald Trump: “Make Abruzzo Great Again”, richiamando anche un legame di lunga data della sua famiglia con Pescara. “Sono orgogliosa che dalle regioni parta questa alleanza di donne per le donne – ha sottolineato Roccella – Questa battaglia può essere vinta solo mettendo in rete istituzioni e società civile. Questo progetto dimostra che le donne che hanno subito violenze non sono sole e che puntare sull&#8217;autonomia economica e lavorativa sia la chiave vincente per sconfiggere il mostro della violenza”.</p>
<p>Per Marianna Scoccia, vicepresidente del Consiglio regionale Abruzzo, “questo progetto, finalmente, parla con le donne. Mette a sistema una rete che comprende istituzioni, aziende, centri antiviolenza e altri partner economici”. Scoccia ha anche annunciato la volontà di rivedere la normativa regionale sul sostegno ai Centri Antiviolenza e alle case di accoglienza: “Siamo pronti a rivedere la legge. Lavoreremo in sintonia con la Commissione pari opportunità e con i Cav abruzzesi”.</p>
<p>Rosa Pestilli, presidente della Commissione pari opportunità Abruzzo, ha tracciato il bilancio dell’ultimo anno di lavoro in vista dell’avvio, nel 2025, di un tour itinerante che coinvolgerà attivamente Centri Antiviolenza e Camere di Commercio. “In questi mesi si è lavorato moltissimo per avviare nel 2025 un progetto innovativo, unico nel suo genere, un progetto itinerante importante, che per la prima volta vedrà coinvolti come parte attiva gli stessi centri antiviolenza e le Camere di Commercio, per supportare il reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza, ma anche atto a migliorare la condizione femminile in genere, incidendo sui problemi più sentiti: dal contrasto alla violenza, alla tutela della maternità, alla conciliazione vita lavoro e al welfare”.</p>
<p>Tra i partecipanti alla conferenza figurano la deputata Elisabetta Lancellotta, i parlamentari abruzzesi Guerino Testa, Guido Liris ed Etel Sigismondi, Antonella Ballone (presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia), Quintino Pallante (presidente del Consiglio regionale del Molise), Giusi Di Lalla (presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Molise) e Maria Laura Di Loreto (presidente “Antigone” – Coordinamento regionale CAV). Ha moderato il giornalista del Tg1 Roberto Chinzari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/26/abruzzo-al-centro-del-progetto-on-the-road-sostenuto-dal-ministro-roccella-per-contrastare-la-violenza-di-genere/">Abruzzo al centro del progetto “On the road” sostenuto dal ministro Roccella per contrastare la violenza di genere</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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