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	<title>web Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Coronavirus. La Notte della Taranta diventa evento tv e web</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 14:34:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Diverso, ma ci sara&#8217;. Perche&#8217; la chiave della Notte della Taranta &#8220;e&#8217; esserci&#8221;. Nei giorni scorsi, sia il governatore della Puglia Michele Emiliano, sia il maestro concertatore designato per questa 23esima edizione, Paolo Buonvino, uno dei compositori italiani piu&#8217; premiati e apprezzati della scena contemporanea, lo avevano ribadito: La Notte della Taranta ci sara&#8217; comunque, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Diverso, ma ci sara&#8217;. Perche&#8217; la chiave della Notte della Taranta &#8220;e&#8217; esserci&#8221;. Nei giorni scorsi, sia il governatore della Puglia Michele Emiliano, sia il maestro concertatore designato per questa 23esima edizione, Paolo Buonvino, uno dei compositori italiani piu&#8217; premiati e apprezzati della scena contemporanea, lo avevano ribadito: La Notte della Taranta ci sara&#8217; comunque, ma in una formula diversa. Del resto &#8220;non so se ci saranno le condizioni, anzi e&#8217; poco probabile che ci siano le condizioni per mettere insieme 200mila persone&#8221;, ha ribadito Emiliano. Il coronavirus rende quindi impossibile anche la realizzazione nella forma tradizionale di un evento che dal 1998 non ha saltato un&#8217;edizione. E allora, fanno sapere dalla Fondazione che cura l&#8217;organizzazione e la produzione del Festival e l&#8217;attivita&#8217; dell&#8217;Orchestra Popolare &#8216;La Notte della Taranta&#8217;, &#8220;il concertone lo faremo. Il pubblico non sara&#8217; di piazza ma probabilmente sara&#8217; davanti alla tv e al web- spiegano all&#8217;agenzia Dire- Non sara&#8217; un concerto di 4 ore. Non sara&#8217; per la piazza, ma un prodotto diverso. La taranta nasce come antidoto al malessere dei tarantati, oggi lo e&#8217; al malessere che viviamo in questo momento. Probabilmente con Paolo Buonvino lavoreremo anche con le immagini&#8221;. Una cosa e&#8217; certa: &#8220;Non cambieremo la location, saremo ancora a Melpignano&#8221;, solo che per evitare assembramenti &#8220;lo faremo al chiuso&#8221;. Possibile che la scelta ricada sul convento. Edizione numero 23, &#8220;dal 1998 non ne abbiamo saltata una. Questo e&#8217; un altro motivo per dire che ci siamo. Non vogliamo che lo stato di cose possa fermare la musica&#8221;, anche se per gli organizzatori, e non solo, &#8220;e&#8217; difficile immaginare il concerto senza pubblico. La tv e&#8217; sempre stata ospite, abbiamo lavorato sempre per la piazza. Mai fatto un concerto per la tv. In piazza abbiamo visto cose meravigliose, il pubblico e&#8217; il concerto&#8221;. Proprio il pubblico resta al centro dei pensieri anche di questa edizione: &#8220;Per anni ci sono state persone che hanno fatto sacrifici per venire da noi da tutta Italia. E nei primi anni non era semplice raggiungerci. In qualche modo dobbiamo esserci anche per loro&#8221;. Oltre ai problemi per l&#8217;organizzazione del concertone, pare certa la rinuncia al festival itinerante che parte il 3 agosto, &#8220;di 18 tappe con almeno 3 concerti al giorno, in piazze diverse. Rinunciarci sara&#8217; triste. Stiamo comunque studiano forme di interazione e connessione con il pubblico. La chiave e&#8217; esserci. E ci saremo&#8221;.</p>
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		<title>Coronavirus: il coro sudafricano spopola sul web, e piace all&#8217;Oms</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 15:59:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Lavati le mani/ non ti toccare il viso/ non andare dal dottore/ chiama!/ niente panico/ non diffondere voci infondate/ batteremo il corona!&#8221;. Per sensibilizzare al contrasto del coronavirus, un gruppo di giovani coristi del Sudafrica, che si fa chiamare Ndovu Youth Chair, ha proposto questi versi, con canzone e coreografia coordinata. Un video della performance [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Lavati le mani/ non ti toccare il viso/ non andare dal dottore/ chiama!/ niente panico/ non diffondere voci infondate/ batteremo il corona!&#8221;. Per sensibilizzare al contrasto del coronavirus, un gruppo di giovani coristi del Sudafrica, che si fa chiamare Ndovu Youth Chair, ha proposto questi versi, con canzone e coreografia coordinata. Un video della performance si e&#8217; guadagnato l&#8217;apprezzamento perfino del direttore generale dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanita&#8217; (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, che lo ha condiviso sui suoi profili social definendolo &#8220;un modo meraviglioso per diffondere le indicazioni sanitarie&#8221;. Il testo del brano e&#8217; in lingua zulu, la piu&#8217; parlata in Sudafrica, ma il video e&#8217; fornito di sottotitoli in inglese.<br />
A oggi nel Paese dell&#8217;Africa australe sono stati confermati 61 casi di Covid-19, la sindrome respiratoria acuta provocata dal nuovo ceppo di coronavirus. Secondo i dati dell&#8217;Oms, sono circa 165mila le persone contagiate dal morbo, in 146 Paesi.</p>
<p><iframe title="Ndlovu Youth Choir - We&#039;ve Got This - Fight against Coronavirus/COVID-19" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/GN94pZqP1Rc?start=21&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/03/16/coronavirus-il-coro-sudafricano-spopola-sul-web-e-piace-alloms/">Coronavirus: il coro sudafricano spopola sul web, e piace all&#8217;Oms</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus: la fiaba su &#8220;Re Corona&#8221; va in scena sul web</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2020 17:16:45 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/03/13/coronavirus-la-fiaba-su-re-corona-va-in-scena-sul-web/">Coronavirus: la fiaba su &#8220;Re Corona&#8221; va in scena sul web</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una fiaba sul coronavirus. A prendersi gioco della terribile pandemia che sta preoccupando il nostro Paese e non solo, e&#8217; Nino Racco, che ha segnato la sua attivita&#8217; dal recupero e dal rilancio del cantastorie, figura centrale e tipica della cultura del sud Italia negli anni Cinquanta e Sessanta. In questi giorni in cui e&#8217; costretto a vivere in casa ha pensato di usare il Web per comunicare con i piu&#8217; piccoli. Grazie a You Tube si e&#8217; messo in onda e ha diffuso la fiaba su Re Corona. Una fiaba che non finisce lasciando spazio cosi&#8217; agli ascoltatori di inventare il finale. &#8220;In questo periodo- spiega Racco- stavo lavorando molto nelle scuole facendo Cappuccetto rosso per l&#8217;infanzia e Pinocchio per la primaria. Con l&#8217;emergenza sanitaria sono stati annullati gli spettacoli scolastici e per continuare la comunicazione con i tanti bambini coi quali stavo lavorando ho pensato di usare il Web. Ho fatto una prima registrazione di Cappuccetto rosso e quella di una favola che mi e&#8217; stata inviata da una bambina di Milano e poi ho pensato ad una fiaba su re Corona. Ne ho costruita una prima parte perche&#8217; il finale dev&#8217;essere fatto dai bambini. E&#8217; una cosa da fare insieme ai genitori perche&#8217; puo&#8217; essere importante creare questa collaborazione creativa&#8221;.<br />
Ora l&#8217;attore e&#8217; in attesa di ricevere le loro storie che poi leggera&#8217; su You Tube. &#8220;In questo modo il mio laboratorio continua anche in questi tempi. Da Rieti mi hanno gia&#8217; inviato del materiale, hanno accolto la mia proposta. Il Web da arma discutibile si sta dimostrando una cosa utile anche per noi artisti. La mia fiaba serve per continuare a vivere con dinamismo e creativita&#8217;. Questa puo&#8217; essere una maniera per innescare dell&#8217;energia positiva che aiuta molto a livello psicologico. Stiamo vivendo tutti un dramma in comune che si puo&#8217; trasformare in forza. Io come altri miei colleghi ci siamo posti il problema del web: ci sono attori che leggono in Rete delle fiabe. Mi sembra che il mondo della cultura abbia reagito bene a questa crisi che ci deve aiutare a riscoprire alcuni valori. E&#8217; una medicina dell&#8217;anima&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/03/13/coronavirus-la-fiaba-su-re-corona-va-in-scena-sul-web/">Coronavirus: la fiaba su &#8220;Re Corona&#8221; va in scena sul web</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Internet: il web compie 50 anni, al Cnr esperti a confronto</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/10/29/internet-il-web-compie-50-anni-al-cnr-esperti-a-confronto/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 20:10:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ventinove ottobre 1969, Los Angeles. Per la prima volta due computer si connettono e scambiano file, dando vita a quello che oggi chiamiamo Internet. Seguira&#8217; uno sviluppo incessante, tale da rendere inconcepibile una societa&#8217; offline. Oggi, 50 anni dopo, alcuni tra i principali protagonisti dello sviluppo di Internet in Italia, insieme ai giovanissimi studenti di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/29/internet-il-web-compie-50-anni-al-cnr-esperti-a-confronto/">Internet: il web compie 50 anni, al Cnr esperti a confronto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ventinove ottobre 1969, Los Angeles. Per la prima volta due computer si connettono e scambiano file, dando vita a quello che oggi chiamiamo Internet. Seguira&#8217; uno sviluppo incessante, tale da rendere inconcepibile una societa&#8217; offline. Oggi, 50 anni dopo, alcuni tra i principali protagonisti dello sviluppo di Internet in Italia, insieme ai giovanissimi studenti di alcuni licei romani, riuniti al Cnr di Roma, hanno ripercorso il primo mezzo secolo del mondo online, guardando anche a cio&#8217; che riservera&#8217; il futuro. Piero Angela, l&#8217;ospite piu&#8217; atteso dell&#8217;incontro, e&#8217; partito dagli effetti piu&#8217; negativi della diffusione della rete: &#8220;Le notizie su Internet ormai corrono veloci e sono brevi, non si fa per niente approfondimento. I motori di ricerca fanno vedere le notizie piu&#8217; cliccate, non le piu&#8217; importanti. Io ho preferito dare poche notizie in piu&#8217; giorni piuttosto che tante notizie in poco tempo&#8221;, afferma il famoso divulgatore scientifico che in prima persona ha vissuto la nascita e lo sviluppo di Internet, toccandone con mano l&#8217;applicazione nel proprio lavoro. Inoltre, non solo l&#8217;informazione ma anche la democrazia e&#8217; in pericolo a causa dell&#8217;uso distorto di Internet perche&#8217; da&#8217; &#8220;la parola a persone che non sanno, non conoscono l&#8217;argomento e non hanno le competenze per prendere le decisioni che richiedono invece preparazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Internet e&#8217; nato solo come progetto di ricerca e serviva solo per spedire grossi file, dopo e&#8217; nata la consultazione del web&#8221;, ha spiegato Luciano Lenzini, professore ordinario di ingegneria dell&#8217;informazione all&#8217;universita&#8217; di Pisa, colui che porto&#8217;, nel 1986, Internet in Italia e l&#8217;Italia nel mondo. Inizialmente, pero&#8217;, l&#8217;uso non era semplice, tanto che &#8220;l&#8217;accesso alla rete era possibile solo a esperti e scienziati&#8221;, ricorda Lenzini. &#8220;Nessuno aveva previsto l&#8217;impatto che Internet avrebbe avuto nel futuro- afferma Luigi Fratta, che appena ragazzo comincio&#8217; a studiare Internet all&#8217;universita&#8217;, rispondendo alla domanda di un giovane studente &#8211; ma ormai e&#8217; veramente difficile tornare indietro, pensate ad una vita senza Internet, e&#8217; impossibile per voi&#8221;. Ma Internet puo&#8217; creare anche problemi, addirittura guerre e conflitti tra grandi potenze, quali Cina e America, come prospetta Federico Rampini, giornalista de &#8216;La Repubblica&#8217;, corrispondente nella sua carriera da entrambi i Paesi. &#8220;Oggi la Cina e&#8217; un Paese che ha il suo internet, e&#8217; autonomo e non dipende dai grandi colossi della Silicon Valley. Il modello americano sta cominciando a vacillare, la Cina ha gia&#8217; superato l&#8217;America in molti campi tecnologici e in altri lo sta per fare, i segnali sono molti. Stiamo entrando in una nuova guerra fredda&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/29/internet-il-web-compie-50-anni-al-cnr-esperti-a-confronto/">Internet: il web compie 50 anni, al Cnr esperti a confronto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sociale: con porno e web 30% teen ritarda incontro sessuale reale</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/07/31/sociale-con-porno-e-web-30-teen-ritarda-incontro-sessuale-reale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 18:56:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 30% degli adolescenti ritarda l&#8217;incontro sessuale con il corpo femminile. Questo il dato allarmante che travolge gli Stati Uniti, ampiamente confermato dagli ultimi studi italiani dell&#8217;Universita&#8217; Cattolica di Milano, per cui il 64% dei ragazzi di eta&#8217; media 16 anni fa uso di pornografia, l&#8217;82% sono maschi e 1 su 3 ne fa un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 30% degli adolescenti ritarda l&#8217;incontro sessuale con il corpo femminile. Questo il dato allarmante che travolge gli Stati Uniti, ampiamente confermato dagli ultimi studi italiani dell&#8217;Universita&#8217; Cattolica di Milano, per cui il 64% dei ragazzi di eta&#8217; media 16 anni fa uso di pornografia, l&#8217;82% sono maschi e 1 su 3 ne fa un utilizzo quotidiano. Il Web e&#8217; invaso da un&#8217;onda di &#8220;neo-maschilismo&#8221;, rincara lo psicoanalista Luigi Zoja, perche&#8217; la narrazione e&#8217; sempre la stessa: &#8220;Donne sottomesse che accettano quest&#8217;uomo a cui ovviamente non si puo&#8217; dire no&#8221; e cio&#8217; rifluisce &#8220;sulle donne, sulle famiglie, sulla societa&#8217; tutta. Bisogna tornare a dire dei &#8216;no&#8217; non autoritari ma ragionevoli- consiglia lo studioso e scrittore di fama internazionale- basati sul buonsenso&#8221;. Tra le cause del ritardato incontro sessuale c&#8217;e&#8217; dunque &#8220;l&#8217;invasione del digitale che e&#8217; troppo economico, troppo facile e troppo raggiungibile- insiste Zoja- c&#8217;e&#8217; bisogno di una de-digitalizzazione per tornare al contatto con le persone&#8221;. Attraverso il digitale, infatti, &#8220;i ragazzi fuggono dalla sessualita&#8217; e arrivano alla maturita&#8217; sessuale con un&#8217;idea completamente falsata della donna e dell&#8217;eros femminile, reduce dal massiccio utilizzo della pornografia&#8221;.</p>
<p>Quando i ragazzi &#8220;approcciano una donna reale scoprono di non conoscerla, si rendono conto che lei ha una personalita&#8217;&#8221; e che &#8211; al contrario delle aspettative &#8211; &#8220;non e&#8217; sottomettibile come nelle immagini da smartphone&#8221;, continua lo psicanalista. Dunque l&#8217;universo delle nuove tecnologie ha generato una forte &#8220;illusione di onnipotenza che tocca l&#8217;eros&#8221;, insieme a molte altre sfaccettature della societa&#8217;. Il web &#8220;ci da&#8217; la sensazione di poter raggiungere cose e persone lontane, di avere un infinito numero di amici&#8221;. La verita&#8217; e&#8217; che &#8220;la nostra mente non e&#8217; in grado di memorizzare piu&#8217; di 150-200 volti. Quelli in piu&#8217; sono una completa astrazione, non c&#8217;e&#8217; una relazione reale&#8221;. Gli amici online sono &#8220;un&#8217;illusione non neutra che include pericoli, che svaluta completamente l&#8217;idea di relazione, amicizia e affettivita&#8217;- spiega Zoja- e mano a mano svuota completamente questi concetti&#8221;. È necessaria &#8220;una collaborazione tra i diversi campi del sapere-conclude Zoja- dobbiamo coinvolgere sociologi, politici per avere piu&#8217; norme e limiti&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/07/31/sociale-con-porno-e-web-30-teen-ritarda-incontro-sessuale-reale/">Sociale: con porno e web 30% teen ritarda incontro sessuale reale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Gabriele, il senzatetto italiano più celebre sul web: “Sono finito in strada perché sono scoppiato&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/10/29/gabriele-il-senzatetto-italiano-piu-celebre-sul-web-sono-finito-in-strada-perche-sono-scoppiato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2018 15:35:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gabriele Mei, il senzatetto italiano più celebre sul web, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. La sua storia. “Io sono un 42enne che, per un particolare motivo del tutto personale, sono andato a vivere in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/29/gabriele-il-senzatetto-italiano-piu-celebre-sul-web-sono-finito-in-strada-perche-sono-scoppiato/">Gabriele, il senzatetto italiano più celebre sul web: “Sono finito in strada perché sono scoppiato&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gabriele Mei, il senzatetto italiano più celebre sul web, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.</p>
<p>La sua storia. “Io sono un 42enne che, per un particolare motivo del tutto personale, sono andato a vivere in strada a Milano 10 anni fa –ha affermato Gabriele-. Sono finito in strada il 30 maggio del 2008 perché sono scoppiato. Lavoravo come magazziniere, ma non avevo mai i soldi. Avevo da pagare l’affitto, la macchina e non è che guadagnassi grandi cifre. Ho iniziato ad avere problemi come nausea, mal di stomaco, ecc… Mi hanno fatto vari tso e hanno diagnosticato disturbo bipolare e altri disturbi psichiatrici. Non ce la facevo più a vivere la mia routine quotidiana. Poi ho deciso di aprire un canale youtube per raccontare come si vive per strada. E’ un’idea che è nata per documentare qual è la vera vita di un homeless italiano. Molto spesso si pensa che le persone di strada siano tutte buone, ma non è proprio così. Ci sono persone che, al contrario mio, hanno preso male il fatto di dover vivere in strada e non lo digeriscono. L’importante è non chiedere, perché se chiedi inizi a dare fastidio, se uno non chiede gli viene dato qualcosa”.</p>
<p>Sul reddito di cittadinanza. “Non credo di avere la capacità di tornare a lavorare, quindi neanche lo chiederò. Però sono contento l’abbiano messo, per chi vuole reinserirsi nel mondo lavorativo, soprattutto per i giovani” ha dichiarato Gabriele.</p>
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		<title>Internet, Ue: ecco il codice contro i contenuti spazzatura</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/09/28/internet-ue-ecco-il-codice-contro-i-contenuti-spazzatura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 14:46:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione europea ha dichiarato guerra alla &#8220;spazzatura&#8221; sul web: via tutti quei contenuti illeciti che incitano alla xenofobia e al razzismo, alla violenza e alla diffusione del terrorismo. E lo fa inoltrando alle piattaforme on line un pacchetto di principi e linee guida da seguire, per creare &#8220;un&#8217;autentica ed efficace Unione della sicurezza e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Commissione europea ha</strong> <strong>dichiarato guerra alla &#8220;spazzatura&#8221; sul web</strong>: <strong>via tutti quei contenuti illeciti che incitano alla xenofobia e al razzismo, alla violenza e alla diffusione del terrorismo.</strong> E lo fa inoltrando alle piattaforme on line un <strong>pacchetto di principi e linee guida da seguire, per creare &#8220;un&#8217;autentica ed efficace Unione della sicurezza e un mercato unico digitale piu&#8217; forte&#8221;.</strong> Alla Commmissione sta anche a cuore la <strong>fiducia dei cittadini nell&#8217;ambiente digitale, &#8220;che rappresenta un motore fondamentale di innovazione, crescita e occupazione&#8221;</strong>.</p>
<p>&#8220;Lo Stato di diritto si applica tanto online quanto offline. Non possiamo accettare un Far West digitale, dobbiamo agire&#8221;, il parere di<strong> Vera Jourová,</strong> Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parita&#8217; di genere, che ha aggiunto: &#8220;<strong>il codice di condotta concordato con Facebook, Twitter, Google e Microsoft dimostra che un approccio basato sull&#8217;autoregolamentazione puo&#8217; essere un buon esempio e dare risultati</strong>. Tuttavia, se le imprese del settore tecnologico non onoreranno i propri impegni, noi lo faremo&#8221;. D&#8217;altronde, &#8220;le piattaforme online impiegano piu&#8217; di una settimana per rimuovere i contenuti illeciti in oltre il 28 per cento dei casi&#8221;, come ricorda Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l&#8217;Economia e la societa&#8217; digitali.</p>
<p>Nella pratica<strong>, il codice di condotta esorta i colossi del web a collaborare piu&#8217; strettamente con le autorita&#8217; nazionali competenti,</strong> designando punti di contatto a cui ci si possa rivolgere rapidamente per rimuovere i contenuti illeciti. Inoltre, dovrebbero istituire meccanismi facilmente accessibili per consentire agli utenti di segnalare i contenuti illeciti e di investire in tecnologie di rilevazione automatica. Secondo punto urgente e&#8217; la rimozione dei contenuti illeciti, che dovrebbe avvenire il piu&#8217; rapidamente possibile, ed essere eventualmente soggetta a tempi specifici. Altrettanti meccanismo sono richiesti per prevenire il rischio di rimozione di contenuti leciti. Infine, la Commissione incoraggia vivamente l&#8217;ulteriore utilizzo e sviluppo di strumenti automatici per prevenire la ricomparsa di contenuti gia&#8217; rimossi. <strong>Le misure proposte fanno seguito alle conclusioni del Consiglio europeo del giugno 2017, ribadite dai leader del G7 e del G20, e costituiscono un primo elemento del pacchetto antiterrorismo annunciato dal Presidente Juncker</strong>. Al momento sono gia&#8217; stati adottati degli strumenti per rendere piu&#8217; sicuro il web, come la direttiva sulla Lotta contro l&#8217;abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pedopornografia, la direttiva sul Terrorismo, le proposte di riforma della Normativa Ue sul diritto d&#8217;autore e la direttiva sui Servizi di media audiovisivi, che rientrano anche nella strategia per il mercato unico digitale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/09/28/internet-ue-ecco-il-codice-contro-i-contenuti-spazzatura/">Internet, Ue: ecco il codice contro i contenuti spazzatura</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Allarme di don Di Noto: &#8220;Il 20% dei minori ha ricevuto tentativi di adescamento&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/03/17/91160/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2016 12:57:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I ragazzi? Comunicano in Internet senza nessuna sicurezza e il 20% di essi ha ricevuto immagini pedopornografiche e pornografiche non volute e tentativi di adescamento. In un mondo giovanile in cui Whatsapp è uno dei social più utilizzati, vanno allo sbando senza “cinture di sicurezza”. E gli adulti non sanno che cosa fare. I dati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/17/91160/">Allarme di don Di Noto: &#8220;Il 20% dei minori ha ricevuto tentativi di adescamento&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I ragazzi? <strong>Comunicano in Internet senza nessuna sicurezza</strong> e il 20% di essi ha ricevuto immagini pedopornografiche e pornografiche non volute e tentativi di adescamento. In un mondo giovanile in cui Whatsapp è uno dei social più utilizzati, vanno allo sbando senza “cinture di sicurezza”. E gli adulti non sanno che cosa fare. I dati sono emersi dall&#8217;indagine conoscitiva Emozioni e comportamenti dei minori nella Rete condotta dall&#8217;<strong>Associazione Meter Onlus di don Fortunato Di Noto</strong> (www.associazionemeter.org) nelle scuole italiane, presentata oggi nella Sede nazionale Meter di Avola (Via Corrado Santuccio, 13).</p>
<p>L’analisi dei dati indica che i minori navigano su <strong>Internet mediante smartphone</strong> (37%), pc (26%), tablet (16%), iPhone (11%), iPad (7%), altro dispositivo (3%) (item 2), utilizzando Internet per chattare (26%), scaricare musica, foto e video (22%), giocare (19%), navigare in rete (18%), fare i compiti (15%).</p>
<p>Sono emerse differenze significative legate alla variabile sesso; i maschi preferiscono giocare online (61% vs 39%), mentre le<strong> femmine preferisco chattare</strong> (57,2% vs 42,8%) e scaricare foto, musica e video (59,1% vs 40,9%).</p>
<p>Il 96,4% dei minori utilizza Youtube, in particolare per guardare video e per ascoltare musica (79,5%), scaricare <strong>video e musich</strong>e (16,3%), inserire video (4,3%) (item 8). Nello specifico, i minori dichiarano di inserire, ascoltare e guardare un certo tipo di video: il 57,6% musicali, il 28,1% comici, il 14,3% giochi, lo 0,1% sessuali. Dall’analisi dei dati emergono differenze legate alla variabile sesso: le femmine preferiscono inserire, ascoltare e guardare video musicali (67,4% vs 32,6%); i maschi preferiscono i giochi (79,6% vs 20,4%).</p>
<p>Il campione utilizza Internet per chattare attraverso i seguenti <strong>social network</strong>: <strong>Whatsapp</strong> (47,1%), <strong>Facebook</strong> (32,6%), <strong>Instagram</strong> (11,2%),<strong> Messenger</strong> (3,6%), Twitter (2,8%), <strong>Ask</strong> (1,7% ), Altri social (1,1%). In riferimento alla variabile sesso, le femmine utilizzano maggiormente i social network rispetto ai maschi. In particolare, le femmine preferiscono sia Whatsapp (58,6% vs 41,4%) sia Twitter rispetto ai maschi (66% vs 34%).</p>
<p>I dati riportati dall’indagine conoscitiva hanno chiaramente messo in evidenza che il 20,3% (vs 79,7%) dei minori afferma di aver ricevuto immagini non adatte alla loro età. Nello specifico, l’83,7% delle immagini sono a sfondo sessuale (es. foto porno), l’8,9% violente (es. bambini violentati dall’Isis), il 4,4% pubblicitario, il 3% finalizzati all’adescamento. Sono emerse differenze significative legate alla variabile sesso: i maschi ricevono maggiormente immagini violente e pubblicitarie (83,3% vs 16,7%), mentre le femmine ricevono maggiormente immagini a contenuto sessuale (54% vs 46%).</p>
<p>Quanto emerso non può essere definito un dato rilevante statisticamente, ma è opportuno sottolineare che ogni numero cela un minore: quindi 314 su 1.543 hanno ricevuto immagini non adeguate alla loro età, senza il loro consenso, nel proprio dispositivo elettronico.</p>
<p>Inoltre 4 minori di 10 anni, la fascia d’età più bassa del nostro campione, dichiarano di aver ricevuto messaggi e foto finalizzati all’adescamento; esiste un rapporto 3:1 tra i soggetti di sesso femminile e i soggetti di sesso maschile (75% vs 25%). Il dato rilevato consente di mettere in luce i potenziali rischi a cui sono esposti nell’utilizzo dei social network, delle chat apparentemente private e attraverso il loro smartphone che dà la possibilità di entrare in contatto con il mondo.</p>
<p>Non tutti i genitori sono a conoscenza della ricezione di questa tipologia di immagini, in quanto il 36,6% dei minori “qualche volta” naviga in rete con i genitori, il 24,2% “raramente”, il 20,2% “mai”, il 14,7% “spesso”, il 4,2% “sempre”. Quanto emerso consente di fornire informazioni ai genitori sui rischi cui potrebbero incorrere i loro figli attraverso l’utilizzo della tecnologia e di Internet e richiedere loro una maggiore attenzione e una aumentata consapevolezza del loro ruolo genitoriale anche nella realtà virtuale. Il 25,3 % sostiene di provare “sempre” fastidio quando qualcuno vuole curiosare mentre è online, il 23,5% “qualche volta”, il 19,7% “mai”, il 17,6% “spesso”, il 13,9% “raramente”.</p>
<p>Il 55,3% afferma di non essere “mai” giù di tono o irritabile quando non è connesso, il 21,8% “raramente”, il 13,4% “qualche volta”, il 6% “spesso”, il 3,5% “sempre” (item 18). I dati acquisiti ci consentono di confermare la nostra ipotesi, ovvero che la rete può a volte <strong>influenzare le emozioni dei minori anche quando non si è connessi.</strong></p>
<p>Il <strong>coinvolgimento delle emozioni avviene anche quando si è derisi su Internet:</strong> a tal proposito il 73,5% dichiara di non essere “mai” stato deriso, il 14,5% “raramente”, l’8,9% “qualche volta”, il 2,4% “spesso”, lo 0,8% “sempre” (item 23). In caso di derisione subita su Internet, il 52% (vs 48%) sostiene di parlarne con qualcuno (item 24). Inoltre, la derisione avviene prevalentemente in gruppo (54,6% vs 45,4%), item 22. Infine il 56,3% dei minori sa che cosa sia il cyberbullismo e il 21,5% di essi conosce il sexting (invio di messaggi e foto a scopo di ricatto sessuale).</p>
<p>L’obiettivo della nostra indagine conoscitiva è stato quello di comprendere l’uso della Rete e come questa possa influenzare emozioni e comportamenti dei minori. L’indagine è stata condotta su un campione costituito da 1.601 partecipanti bilanciati per genere (763 maschi, 838 femmine) di età compresa tra i 10 e i 13 anni frequentanti le classi prime, seconde e terze della scuola secondaria di primo grado degli Istituti Comprensivi ubicati sul territorio nazionale. La rilevazione di campo ha coinvolto 14 Istituti Comprensivi delle città di Avola (SR), Floridia (SR), Priolo Gargallo (SR), Modica (RG), Gela (CL), Piazza Armerina (EN), Lamezia Terme (CZ), Portici (NA), Trenzano e Cossirano (BS). Sono stati compilati ed analizzati 1.601 questionari. Nonostante fosse stato garantito l’anonimato, i soggetti del campione non hanno risposto ad alcuni item, pertanto quest’ultimi sono stati analizzati in funzione del numero di risposte date. La notevole estensione del nostro campione e le numerose scuole coinvolte consentono di valutare un campione rappresentativo della popolazione indagata. La procedura ha previsto la somministrazione di un questionario strutturato ad alternative fisse predeterminate, composto da domande a risposta chiusa. Inoltre prevede domande a risposta aperta per esplorare accuratamente alcuni aspetti delle domande chiuse. Il questionario è costituito da 27 item, costruito ad hoc per le finalità della ricerca. I ragazzi hanno risposto in pieno anonimato.</p>
<p>L&#8217;analisi di questi dati dovrebbe farci riflettere:<strong> i nostri ragazzi vanno online senza allacciare le cinture,</strong> e il rischio di andare a sbattere contro qualcosa di virtuale che diventa drammaticamente reale è comunque alto”, dice don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente Meter. Per il sacerdote siciliano, inoltre: “Appare chiaro come<strong> i nostri adulti si disinteressino spesso di quello che i figli fanno con gli apparati elettronici c</strong>he peraltro siamo proprio noi &#8216;grandi&#8217; a mettere loro in mano. Questo – aggiunge – finisce in fondo per renderci colpevoli due volte: una per aver dato loro uno strumento senza spiegargli come si usa; ed una per aver permesso loro di usarlo senza criterio”. Per don Fortunato: “Insomma, diciamocelo chiaro: le nuove tecnologie sono un&#8217;opportunità, ma non possiamo lanciare i nostri figli allo sbaraglio: i genitori assenti generano figli orfani”, conclude.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/03/17/91160/">Allarme di don Di Noto: &#8220;Il 20% dei minori ha ricevuto tentativi di adescamento&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Caldo: picchi fino a 40 gradi, fine settimana meno rovente</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/06/21/caldo-picchi-fino-a-40-gradi-fine-settimana-meno-rovente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2012 13:42:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[gradi]]></category>
		<category><![CDATA[ilmeteo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al via l&#8217;estate con un solstizio infuocato, fino a 40 gradi centigradi. La Sardegna secondo 3bmeteo.com e&#8217; finora la regione piu&#8217; calda (sfiorati i 43 gradi in provincia di Sassari), ma tutta l&#8217;Italia continua a boccheggiare per caldo ed afa che non accennano a diminuire. Antonio Sano&#8217;, direttore del portale web www.iLMeteo.it avverte che il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/06/21/caldo-picchi-fino-a-40-gradi-fine-settimana-meno-rovente/">Caldo: picchi fino a 40 gradi, fine settimana meno rovente</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al via l&#8217;estate con un solstizio infuocato, fino a 40 gradi centigradi. La Sardegna secondo 3bmeteo.com e&#8217; finora la regione piu&#8217; calda (sfiorati i 43 gradi in provincia di Sassari), ma tutta l&#8217;Italia continua a boccheggiare per caldo ed afa che non accennano a diminuire. Antonio Sano&#8217;, direttore del portale web www.iLMeteo.it avverte che il picco massimo del caldo si tocchera&#8217; oggi pomeriggio con i 40C sul Foggiano. Battuti, secondo il Centro meteorologico 3BMeteo, alcuni record di giugno: Alghero con i suoi 39 gradi ha stracciato il precedente record del 2006 con 38.6 gradi. Perugia, con 37 gradi, ha eguagliato il precedente record del 2002. Roma citta&#8217; si e&#8217; fermata a 36,1 record per la seconda decade di giugno dal 1782. Bollente la Calabria e la Puglia con picchi di 38 gradi nel cosentino e nel tarantino. Punte di 38 gradi anche nel Ravennate. Francesco Nucera, di 3bmeteo.com, prevede tra giovedi&#8217; e venerdi&#8217; il picco del caldo al Sud e sulle regioni adriatiche, con valori di 35/38 gradi; infuocate saranno le zone del foggiano, cosentino, catanese, nisseno, ennese, agrigentino e ragusano con picchi di 40 gradi. Roma e Firenze raggiungeranno 34/35 gradi. Meglio sulle coste grazie alle brezze.</p>
<p>Un po&#8217; di sollievo arriva nel fine settimana che sara&#8217; meno rovente. A portare un po&#8217; di fresco e&#8217; un anticiclone amico, quello delle Azzorre. Sono previsti forti temporali tra venerdi&#8217; e sabato al Nord. &#8221;Sabato &#8211; precisa Sano&#8217; &#8211; infiltrazioni fresche nord-atlantiche innescheranno dei temporali gia&#8217; dalle primissime ore del giorno, anche violenti e con grandine e raffiche di vento, dalle Alpi verso la Valpadana. Temporali forti colpiranno il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, ma soprattutto la Lombardia, in estensione al Piemonte e all&#8217;Emilia e riporteranno le temperature sotto i 29C al Nord. Al Sud invece il caldo intenso continuera&#8217; per qualche giorno, ma in graduale attenuazione&#8221;.</p>
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		<title>Bullismo in calo a scuola, in aumento sul web</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 12:39:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[edizione]]></category>
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		<category><![CDATA[stili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bullismo in calo fra le mura scolastiche, ma cresce il fenomeno sul web. È quanto spiega l&#8217;edizione 2011-2012 dell&#8217;indagine &#8221;Abitudini e stili di vita degli adolescenti&#8221; della Societa&#8217; italiana di pediatria (Sip) presentata oggi. Si conferma una contrazione del fenomeno o, quantomeno, della percezione del fenomeno da parte degli adolescenti. A dichiarare di aver assistito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/10/bullismo-in-calo-a-scuola-in-aumento-sul-web/">Bullismo in calo a scuola, in aumento sul web</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Bullismo in calo fra le mura scolastiche, ma cresce il fenomeno sul web. È quanto spiega l&#8217;edizione 2011-2012 dell&#8217;indagine &#8221;Abitudini e stili di vita degli adolescenti&#8221; della Societa&#8217; italiana di pediatria (Sip) presentata oggi. Si conferma una contrazione del fenomeno o, quantomeno, della percezione del fenomeno da parte degli adolescenti. A dichiarare di aver assistito (qualche volta o spesso) ad atti di bullismo e&#8217; il 54% del campione. Un dato assoluto certamente non basso, ma significativamente minore rispetto al 61,5% registrato lo scorso anno e &#8211; soprattutto &#8211; rispetto al 75% del 2008. Quasi dimezzate dallo scorso anno sia la percentuale di chi pensa che un ragazzo o una ragazza prepotenti siano in gamba (dal 4,5 al 2,4%) sia quella di chi considera una spia chi riferisce gli episodi subiti (dal 10,5 al 5,1%). Accanto a questi dati complessivamente confortanti c&#8217;e&#8217; pero&#8217; una realta&#8217; &#8216;sommersa&#8217; costituita dal cyberbullismo, ovvero persecuzioni, offese e molestie, perpetrate in rete, soprattutto attraverso i social network. Lo registra gia&#8217; il 43% degli adolescenti, percentuale che sale (ovviamente) al 62% tra i grandi utilizzatori della rete.</p>
<p>&#8220;Il bullismo elettronico permette un maggiore anonimato del bullismo diretto o di quello indiretto di tipo sociale, anonimato che puo&#8217; far diminuire il senso di responsabilita&#8217; da parte di chi agisce, permettendo l&#8217;azione prevaricante anche da parte di soggetti che nella conflittualita&#8217; sociale diretta non troverebbero la forza di agire&#8221;, commenta Luca Bernardo, Consigliere nazionale Sip e esperto di disagio giovanile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/05/10/bullismo-in-calo-a-scuola-in-aumento-sul-web/">Bullismo in calo a scuola, in aumento sul web</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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