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	<title>welfare Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>VESTA 2026 a Roma: la Care Economy italiana pesa 88,3 miliardi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 07:07:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A VESTA 2026 a Roma oltre 1.200 visitatori: la Care Economy italiana vale 88,3 miliardi, pari al 4,5% del PIL.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/20/vesta-2026-chiude-con-oltre-1-200-visitatori-la-care-economy-vale-88-3-miliardi-di-euro/">VESTA 2026 a Roma: la Care Economy italiana pesa 88,3 miliardi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>VESTA 2026 si è chiusa a Roma martedì 19 maggio con oltre 1.200 visitatori e un fitto programma dedicato all’innovazione nei servizi alla persona. L’evento, ospitato all’Auditorium della Tecnica, ha richiamato circa 80 espositori, più di 60 relatori e quasi 30 panel su temi che spaziano dal lavoro domestico alla sanità territoriale, dalla silver economy all’intelligenza artificiale applicata alla cura.</p>
<p>I dati illustrati nel corso della giornata indicano che la Care Economy italiana genera un valore aggiunto di 88,3 miliardi di euro, pari al 4,5% del PIL nazionale. Secondo le stime presentate, questo peso economico supera quello della ristorazione e vale quasi il doppio del settore agricolo.</p>
<p>Nel dettaglio, il comparto include lavoro domestico, assistenza sanitaria e socio-assistenziale, industria farmaceutica e servizi per anziani e persone fragili. Il solo lavoro domestico è valutato 17,1 miliardi di euro, corrispondenti allo 0,9% del PIL.</p>
<p>Dal punto di vista territoriale, la Lombardia guida per valore prodotto dal lavoro domestico con 3,877 miliardi di euro, seguita da Lazio (2,414 miliardi), Emilia-Romagna (1,433 miliardi) e Piemonte (1,289 miliardi). L’incidenza sul PIL regionale risulta particolarmente elevata in Sardegna (1,3%), Umbria (1,2%) e in regioni come Lazio e Liguria (1,1%), a conferma del ruolo strutturale del settore nelle economie locali.</p>
<p>L’invecchiamento della popolazione è emerso come fattore determinante nelle trasformazioni del welfare e dei consumi sanitari: gli over 65 assorbono oltre il 60% della spesa farmaceutica nazionale, generano circa il 49% dei ricoveri ospedalieri e rappresentano più del 50% dei contatti con i medici di medicina generale. Le elaborazioni presentate attribuiscono alla Care Economy 46,6 miliardi di euro del valore della sanità italiana, a cui si sommano ulteriori 8,1 miliardi legati alla produzione farmaceutica destinata prevalentemente alla popolazione anziana.</p>
<p>La manifestazione ha riunito istituzioni, università, imprese, startup, enti bilaterali, associazioni del Terzo Settore e operatori sanitari, offrendo spazi di confronto su temi quali intelligenza artificiale nella cura, hospital at home, certificazione delle competenze, longevità, nutrizione, non autosufficienza, robotica per l’assistenza e nuovi modelli di welfare integrativo. Particolare interesse ha suscitato lo Speed Meeting iniziale, pensato per favorire il networking tra aziende, startup, investitori e operatori del settore.</p>
<p>«VESTA non è più soltanto un evento: è diventata una piattaforma nazionale permanente di confronto sul futuro della cura», ha dichiarato Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA. L’organizzazione ha inoltre annunciato l’avvio dei lavori per VESTA 2027, con l’obiettivo di ampliare il programma scientifico, rafforzare la presenza internazionale e consolidare la manifestazione come punto di riferimento per il mondo della cura e dell’innovazione sociale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/20/vesta-2026-chiude-con-oltre-1-200-visitatori-la-care-economy-vale-88-3-miliardi-di-euro/">VESTA 2026 a Roma: la Care Economy italiana pesa 88,3 miliardi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Abruzzo, prime graduatorie dei bandi regionali per lavoro e welfare ora consultabili online</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/08/27/abruzzo-prime-graduatorie-dei-bandi-regionali-per-lavoro-e-welfare-ora-consultabili-online/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 23:49:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sul portale coesione.regione.abruzzo.it sono state pubblicate le graduatorie provvisorie relative a due misure finanziate dal Fondo sociale europeo plus: “Incentivi per l’assunzione di soggetti svantaggiati” e “Welfare aziendale”. Con il primo avviso, l’Amministrazione regionale ha destinato 1 milione di euro a supporto dell’occupazione di persone in condizioni di svantaggio o con disabilità. “Con il primo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/08/27/abruzzo-prime-graduatorie-dei-bandi-regionali-per-lavoro-e-welfare-ora-consultabili-online/">Abruzzo, prime graduatorie dei bandi regionali per lavoro e welfare ora consultabili online</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul portale coesione.regione.abruzzo.it sono state pubblicate le graduatorie provvisorie relative a due misure finanziate dal Fondo sociale europeo plus: “Incentivi per l’assunzione di soggetti svantaggiati” e “Welfare aziendale”.</p>
<p>Con il primo avviso, l’Amministrazione regionale ha destinato 1 milione di euro a supporto dell’occupazione di persone in condizioni di svantaggio o con disabilità. “Con il primo avviso, Incentivi per l’assunzione di soggetti svantaggiati – spiega l’assessore alle Attività produttive, Tiziana Magnacca – abbiamo voluto destinare 1 milione di euro per sostenere l’occupazione, con particolare attenzione a specifici target, quali i disoccupati e le disoccupate in situazione di svantaggio e/o con disabilità con forte rischio di esclusione dal mercato del lavoro”. L’incentivo prevede contributi a fondo perduto per tre tipologie di intervento: tirocini extracurriculari da 6 a 12 mesi, assunzioni a tempo determinato di 12 mesi e assunzioni a tempo indeterminato.</p>
<p>Il bando sul welfare aziendale mette a disposizione 4 milioni di euro per promuovere strumenti di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro rivolti a imprese di tutte le dimensioni, enti no profit, cooperative, associazioni datoriali e liberi professionisti. “Ma l’attenzione per gli uomini e le donne e per la ricerca di quell’indispensabile equilibrio tra attività professionale e vita familiare – continua l’assessore – ci ha portati anche ad investire risorse per 4 mln di euro attraverso il bando sul welfare aziendale, che incentiva l’adozione di misure di conciliazione dei tempi vita-lavoro.”</p>
<p>“Con la promozione di questi due bandi – conclude l’assessore Magnacca – la Regione Abruzzo conferma il suo impegno concreto nel costruire un territorio più equo e inclusivo. Investiamo nelle persone, nel lavoro e nel benessere, perché crediamo in una comunità che non lascia indietro nessuno.”</p>
<p>Entrambi i bandi rimangono aperti per consentire la presentazione di nuove candidature o l’aggiornamento di quelle non ammesse in graduatoria. Il termine per l’invio delle domande relative agli incentivi per i soggetti svantaggiati è fissato al 30 novembre 2025, mentre per il welfare aziendale la scadenza è il 18 dicembre 2026. ulteriori dettagli sono disponibili su coesione.regione.abruzzo.it.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/08/27/abruzzo-prime-graduatorie-dei-bandi-regionali-per-lavoro-e-welfare-ora-consultabili-online/">Abruzzo, prime graduatorie dei bandi regionali per lavoro e welfare ora consultabili online</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sociale. Da Forum del Terzo Settore manifesto in 5 punti per nuovo Welfare</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/03/15/sociale-da-forum-del-terzo-settore-manifesto-in-5-punti-per-nuovo-welfare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 19:05:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prossimità, universalismo, inclusività. Questi, secondo il Forum del Terzo Settore, i tre i valori fondamentali su cui fondare il nuovo sistema di welfare. Valori che il Forum ha messo alla base del manifesto realizzato dalla Consulta Welfare del Forum e presentato questa mattina, a Roma, nella Sala Capitolare del Senato alla presenza, tra gli altri, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/15/sociale-da-forum-del-terzo-settore-manifesto-in-5-punti-per-nuovo-welfare/">Sociale. Da Forum del Terzo Settore manifesto in 5 punti per nuovo Welfare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Prossimità, universalismo, inclusività. Questi, secondo il Forum del Terzo Settore, i tre i valori fondamentali su cui fondare il nuovo sistema di welfare. Valori che il Forum ha messo alla base del manifesto realizzato dalla Consulta Welfare del Forum e presentato questa mattina, a Roma, nella Sala Capitolare del Senato alla presenza, tra gli altri, di Vincenzo Falabella, presidente nazionale Fish (Federazione italiana per il superamento dell&#8217;handicap), e Nazaro Pagano, presidente Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili). &#8220;L&#8217;attuale sistema di welfare- si legge nel manifesto- risulta essere frammentato e non in grado di garantire la presa in carico tempestiva, globale e continuativa di chi si trova in condizioni di fragilità, marginalità o è a rischio esclusione sociale. È un sistema che non riesce a promuovere quella coesione sociale imprescindibile per superare le diseguaglianze e contrastare le crescenti forme di povertà, oltre che per affrontare le emergenze sanitarie, economiche e sociali. E che deve, quindi, essere progressivamente sostituito da un modello inclusivo basato sul riconoscimento dei diritti&#8221;. E il modello a cui tendere è quello &#8220;che previene e contrasta gli elementi di esclusione e promuove il benessere e lo sviluppo delle persone- sottolinea il Forum- non solo attraverso interventi di riduzione del disagio e delle povertà, ma anche attraverso il coinvolgimento, attivo e diretto, dei destinatari nei loro percorsi di inclusione culturale, sociale ed economica. Un modello che tiene conto di tutti i momenti e degli episodi della vita, dalla prima infanzia agli anni dell&#8217;istruzione, dagli anni del lavoro al progressivo invecchiamento e alle fasi nelle quali è possibile trovarsi a convivere con condizioni di malattia, disabilità e/o non autosufficienza. Il nuovo sistema di welfare, pertanto- si legge ancora nel documento- non può e non deve limitarsi a dare risposte ai vari bisogni che tali condizioni portano con sé, emergendo volta per volta, ma deve farsi anche carico di tutta la grande area legata alla prevenzione. Si entra in questo modo nella prospettiva della definizione di un welfare generativo, in cui si risolvono piccole e grandi problematiche individuali ma, al tempo stesso, si genera benessere e miglioramento sociale per tutta la popolazione, in stretta correlazione con il sistema educativo, culturale e sportivo&#8221;. Cinque, secondo il manifesto, le azioni da intraprendere per arrivare a un nuovo sistema di welfare. Innanzitutto sviluppare un sistema socio-sanitario integrato, esteso ed omogeneo in tutto il Paese, legato in modo esplicito ai Livelli essenziali sanitari e sociali, così come alla dimensione culturale, sportiva ed educativa. In secondo luogo rivedere il sistema di governance in modo da coinvolgere sia il livello statale che quello regionale e locale, oltre che il Terzo settore in regime sussidiario e di amministrazione condivisa. Terza azione è quella di basare la programmazione su un approccio volto a valorizzare, in chiave di empowerment, le potenzialità delle persone che vengono prese in carico, anche per rafforzare la partecipazione delle reti di cittadinanza, coniugando welfare e sviluppo della democrazia. Quarto punto: sviluppare il sistema di presa in carico delle persone a partire dai Piani settoriali espressamente previsti dal Piano nazionale degli interventi e servizi sociali 2021-2023. Tali Piani, secondo il Forum, dovrebbero individuare le priorità di finanziamento, l&#8217;articolazione delle risorse dei fondi tra le diverse linee di intervento; definire gli indicatori finalizzati a valutare l&#8217;impatto delle politiche finanziate; determinare eventuali target qualitativi e quantitativi di riferimento, nell&#8217;ottica di una graduale progressione volta al raggiungimento di livelli essenziali di interventi e prestazioni sociali. Quinta azione è quella di sostenere lo sviluppo di ulteriori forme di welfare, a partire dal welfare aziendale ed integrativo, definendo adeguati livelli standard che garantiscano omogeneità, qualità e solidarietà. &#8220;Il Terzo settore- sottolinea il manifesto- assume particolare rilevanza anche grazie all&#8217;amministrazione condivisa, all&#8217;accreditamento e al convenzionamento, previsti dal Codice del Terzo Settore. Strumenti, questi, che appaiono i più appropriati in quanto favoriscono la consultazione e la partecipazione attiva dei cittadini, attraverso le proprie organizzazioni più rappresentative, contribuendo direttamente ai processi concernenti la rilevazione dei bisogni, nonché alla definizione delle politiche di sviluppo sul territorio e alla corretta allocazione delle risorse. Strettamente legata a questo aspetto è la non più procrastinabile necessità di provvedere anche a sancire, definitivamente in norma, che l&#8217;affidamento dei servizi alla persona non possa essere effettuato attraverso gare al massimo ribasso, contrastando prassi non rispettose delle vigenti normative in materia. Ad essere prioritariamente garantita deve essere la qualità delle prestazioni rese e il rispetto delle condizioni di lavoro. Il lavoro nel Terzo settore non può più essere visto come la mera fornitura di &#8216;mano d&#8217;opera a più basso costo rispetto al mercato&#8217; o sottopagato o non adeguatamente riconosciuto, ma deve essere valorizzato e adeguatamente remunerato&#8221;. &#8220;Vanno inoltre garantite adeguate forme di trasparenza rispetto ai contratti applicati alle lavoratrici e lavoratori, nel rispetto di quanto sancito dalla riforma del Terzo settore. E&#8217; anche necessario prevedere l&#8217;adeguamento automatico delle tariffe dei servizi esternalizzati a fronte del rinnovo dei contratti di lavoro sottoscritti con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative&#8221;, si legge ancora nel manifesto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/03/15/sociale-da-forum-del-terzo-settore-manifesto-in-5-punti-per-nuovo-welfare/">Sociale. Da Forum del Terzo Settore manifesto in 5 punti per nuovo Welfare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Welfare,. accordo FS-Banca Etica: stazioni-linee treni sociali</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/03/26/welfare-accordo-fs-banca-etica-stazioni-linee-treni-sociali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2018 18:09:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Finanziare e attuare progetti per la riqualificazione e il riuso sociale, ambientale e culturale di circa 450 stazioni vuote e delle linee ferroviarie dismesse del network di Rete Ferroviaria Italiana. Questo l&#8217;obiettivo del protocollo d&#8217;intesa firmato oggi a Milano dall&#8217;ad di Fs Renato Mazzoncini e il direttore generale di Banca Etica Alessandro Messina nella sala [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/03/26/welfare-accordo-fs-banca-etica-stazioni-linee-treni-sociali/">Welfare,. accordo FS-Banca Etica: stazioni-linee treni sociali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Finanziare e attuare progetti per la riqualificazione e il riuso sociale, ambientale e culturale di circa 450 stazioni vuote e delle linee ferroviarie dismesse del network di Rete Ferroviaria Italiana. Questo l&#8217;obiettivo del protocollo d&#8217;intesa firmato oggi a Milano dall&#8217;ad di Fs Renato Mazzoncini e il direttore generale di Banca Etica Alessandro Messina nella sala Loghi della stazione centrale di Milano. &#8220;Il Gruppo Fs ha avviato negli ultimi anni importanti interventi per riqualificare e riorganizzare gli spazi e le aree delle principali stazioni italiane non piu&#8217; funzionali alle attivita&#8217; ferroviarie&#8221;, afferma Mazzoncini. Stazioni ferroviarie che a detta del numero uno Fs &#8220;non sono piu&#8217; solo luoghi dove iniziano o finiscono i viaggi&#8221;. A detta di Mazzoncini e&#8217; dunque fondamentale &#8220;migliorare l&#8217;efficienza, il valore e l&#8217;integrazione con la citta&#8217; delle stazioni ferroviarie, sia grandi sia medio-piccole, per renderle poli di attrazione e di servizi per il territorio e non solo efficienti poli trasportistici&#8221;. Ed e&#8217; proprio sviluppando progetti di sostenibilita&#8217; sociale e ambientale che Fs &#8220;vuole facilitare e favorire- prosegue- anche attraverso comodati d&#8217;uso, attivita&#8217; associative del Terzo settore e del mondo no profit&#8221;. Con l&#8217;accordo di collaborazione Fs Italiane e Banca Etica si impegnano dunque a &#8220;promuovere e sostenere progettualita&#8217; integrate&#8221;. Questo vuol dire che Fs coinvolgera&#8217; l&#8217;istituto di credito nella selezione attraverso bandi di operatori e associazioni del Terzo settore che vogliano gestire le aree delle 2.300 stazioni di proprieta&#8217; Fs dislocate sul territorio nazionale.</p>
<p>Banca Etica, invece favorira&#8217; attraverso bandi dedicati sul proprio network di crowdfunding la raccolta fondi per sostenere i progetti, oltre a promuovere eventi culturali per presentare iniziative e oltre ad offrira&#8217; servizi creditizi e bancari integrati. &#8220;Banca Etica e&#8217; nata per gestire risorse finanziarie di famiglie, persone, organizzazioni, societa&#8217; ed enti, orientando i loro risparmi verso la realizzazione del bene comune della collettivita&#8217;&#8221;, dice Messina.<br />
L&#8217;intesa con Fs quindi a detta del numero uno di Banca Etica, &#8220;un&#8217;occasione per mettere in pratica iniziative di rigenerazione territoriale secondo i principi della finanza etica: con pari attenzione cioe&#8217; alla sostenibilita&#8217; economico-finanziaria e a quella socio-ambientale. In questo momento la sfida della riqualificazione degli immobili e dei beni comuni presenti nelle periferie urbane e nelle aree interne del paese e&#8217; al centro delle nostre attivita&#8217;&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/03/26/welfare-accordo-fs-banca-etica-stazioni-linee-treni-sociali/">Welfare,. accordo FS-Banca Etica: stazioni-linee treni sociali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Welfare: troppi anziani senza cure per mancanza di soldi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/11/22/welfare-troppi-anziani-senza-cure-per-mancanza-di-soldi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2017 21:40:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anziani che non accedono alle residenze sanitarie o ai servizi domiciliari territoriali perche&#8217; non se lo possono permettere, ma non abbastanza poveri per avere diritto all&#8217;esenzione. Famiglie non abbastanza ricche per poter pagare una badante ne&#8217; abbastanza povere per accedere ai servizi. Indennita&#8217; di accompagnamento troppo bassa per i casi piu&#8217; gravi: in Italia e&#8217; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/11/22/welfare-troppi-anziani-senza-cure-per-mancanza-di-soldi/">Welfare: troppi anziani senza cure per mancanza di soldi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anziani che non accedono alle residenze sanitarie o ai servizi domiciliari territoriali perche&#8217; non se lo possono permettere, ma non abbastanza poveri per avere diritto all&#8217;esenzione. Famiglie non abbastanza ricche per poter pagare una badante ne&#8217; abbastanza povere per accedere ai servizi. Indennita&#8217; di accompagnamento troppo bassa per i casi piu&#8217; gravi: in Italia e&#8217; pari a 515 euro per tutti, mentre in altri Paesi e&#8217; modulata in base alla gravita&#8217;. Il nesso tra non autosufficienza e impoverimento e&#8217; uno dei problemi che emergono a livello territoriale quando si parla di anziani non autosufficienti e servizi. &#8220;Gli anziani oggi costituiscono la fascia di popolazione piu&#8217; protetta rispetto alla poverta&#8217; e che ha sofferto in misura meno acuta della recente crisi economica- ha spiegato Cristiano Gori, sociologo dell&#8217;Universita&#8217; di Trento, nell&#8217;intervento di apertura della nona edizione del Forum sulla non autosufficienza (e sull&#8217;autonomia possibile) che si sta svolgendo a Bologna- Il rischio di poverta&#8217; non colpisce indistintamente gli anziani, ma si rivolge in modo particolare a quelli non autosufficienti e alle loro famiglie&#8221;. Lo dicono anche i dati: nel 2006 le famiglie in poverta&#8217; assoluta in Italia erano il 3,5%, nel 2016 sono il 6,3%. Le famiglie con almeno un anziano in poverta&#8217; assoluta nel 2006 erano il 5%, oggi sono il 3,9%. Il rischio di cadere in poverta&#8217; e&#8217; piu&#8217; alto (piu&#8217; del doppio rispetto alla popolazione di riferimento) nei nuclei con persone anziane in cui la spesa per la cura supera il 20% del reddito familiare. &#8220;Le attuali politiche per la non autosufficienza si preoccupano della poverta&#8217; ma non hanno tematizzato la connessione tra non autosufficienza e rischio di impoverimento- ha proseguito Gori- Bisogna spezzare questo legame, trovare un&#8217;equilibrio perche&#8217; ognuno possa contribuire in base alle proprie possibilita&#8217;&#8221;</p>
<p>Altro problema e&#8217; l&#8217;inadeguatezza dei servizi di accompagnamento degli anziani nel percorso di assistenza, a partire dalla presa in carico. &#8220;La prima cosa che chiedono le famiglie non e&#8217; l&#8217;erogazione diretta del servizio ma l&#8217;accompagnamento al servizio, le informazioni- afferma Gori &#8211; Eppure, anche se e&#8217; riconosciuto dagli anni Novanta e in tutte le politiche, spesso il servizio di informazione, sostegno all&#8217;accesso, counseling, non e&#8217; adeguato. È la prima vittima dei tagli ai finanziamenti&#8221;. Si tratta di un problema che non riguarda solo l&#8217;Italia, ma anche altri Paesi con sistemi di welfare piu&#8217; strutturati, &#8220;ma e&#8217; una priorita&#8217; ed e&#8217; necessario individuare gli ostacoli, che riguardano la spesa pubblica, l&#8217;organizzazione, la difficolta&#8217; di andare verso la comunita&#8217;, e disegnare risposte appropriate&#8221;. Diversificare la tipologia dei servizi. Il sistema dei servizi per la non autosufficienza ha vissuto la massima esplosione tra il 2000 e il 2010, poi la crisi ha messo in discussione tutto. &#8220;L&#8217;unico servizio che e&#8217; cresciuto dopo il 2010 e&#8217; l&#8217;assistenza domiciliare integrata, tutti gli altri sono calati- spiega Gori- e oggi nei territori ci si chiede se ci possiamo permettere il livello di qualita&#8217; a cui siano arrivati&#8221;. Nei servizi di residenzialita&#8217; la priorita&#8217; e&#8217; l&#8217;intensita&#8217; della risposta che si da&#8217; alle persone, piu&#8217; che la copertura. Mentre nell&#8217;assistenza domiciliare integrata e&#8217; il contrario: si punta sul numero di persone raggiunte.</p>
<p>&#8220;In gran parte della regioni si incrementa l&#8217;utenza sull&#8217;assistenza domiciliare integrata, non erogando un numero di prestazioni medio per anziano adeguato, mentre sulla residenzialita&#8217; non cresce l&#8217;utenza ma l&#8217;intensita&#8217;, ogni anziano richiede piu&#8217; assistenza- continua- C&#8217;e&#8217; un enorme spazio tra questi due opposti al cui interno si puo&#8217; rimodulare la rete dei servizi&#8221;. &#8220;Siamo nell&#8217;eta&#8217; delle aspettative incerte, non del declino sicuro- ha concluso Gori- Cosa succedera&#8217; nei prossimi anni dipende da quale attenzione la politica dara&#8217; a questi temi. Come ci insegna la poverta&#8217;, su cui negli ultimi tre anni si e&#8217; concentrato il dibattito politico, bisogna far uscire il tema e con l&#8217;impegno di tutti, farlo diventare una priorita&#8217;&#8221;.</p>
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		<title>De Girolamo: Asili nido gratis per Legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 08:34:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Italia e&#8217; quartultima tra i 35 Paesi sviluppati per percentuale di donne occupate. È questo un dato estremamente preoccupante, sul quale dobbiamo fare una riflessione seria e non piu&#8217; rinviabile. Tutto cio&#8217; perche&#8217; le donne spesso, nel nostro Paese, sono viste come assistenti familiari, ovvero si dedicano a quei tipi di lavori svolti tra le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/06/de-girolamo-asili-nido-gratis-per-legge/">De Girolamo: Asili nido gratis per Legge</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;L&#8217;Italia e&#8217; quartultima tra i 35 Paesi sviluppati per percentuale di donne occupate. È questo un dato estremamente preoccupante, sul quale dobbiamo fare una riflessione seria e non piu&#8217; rinviabile. Tutto cio&#8217; perche&#8217; le donne spesso, nel nostro Paese, sono viste come assistenti familiari, ovvero si dedicano a quei tipi di lavori svolti tra le mura della propria abitazione che, ovviamente, non sono retribuiti&#8221;.</em> Lo dichiara la deputata di Forza Italia <strong>Nunzia De Girolamo,</strong> commentando il rapporto Ocse. &#8220;<em>Altro problema vero che emerge dallo stesso rapporto- prosegue l&#8217;esponente azzurra- risulta essere l&#8217;accesso limitato agli asili nido. Come puo&#8217; una donna cercare e forse trovare un lavoro stabile se non ha le dovute risorse economiche per gli asili nel periodo compreso tra gli 0 e i 3 anni? Spesso la funzione degli asili nido viene sostituita dalle nonne, ma purtroppo non sempre questo e&#8217; possibile. Ritorniamo dunque ad una soluzione alla quale sto ragionando da tempo: <strong>asili nido gratuiti per chi li richiede</strong>. Per dare concretezza alla mia azione, presentero&#8217; un emendamento alla legge di stabilita&#8217; che va proprio in tale direzione: sono certa che le donne del Partito Democratico e delle altre forze politiche presenti in Parlamento condivideranno questa battaglia. Sarebbe questa una svolta significativa per consentire alle donne un meno complicato e tortuoso ingresso nel mondo del lavoro&#8221;</em>. <em>&#8220;La situazione attuale cosa sta invece comportando in termini concreti?- chiosa l&#8217;esponente azzurra- Il 50% delle donne italiane risultano essere inoccupate. La media UE relativamente all&#8217;occupazione femminile, si attesta mediamente al 67%, mentre noi siamo fermi al 50%. Dal rapporto si evince inoltre che solo il 20% degli italiani tra i 25 e i 34 anni e&#8217; laureato rispetto alla media Ocse del 30%. E come se non bastasse, l&#8217;Italia risulta essere l&#8217;unico Paese del G7 in cui la quota di lavoratori laureati in posti con mansioni di routine e&#8217; piu&#8217; alta di quella che fa capo ad attivita&#8217; non di routine. Due problematiche, serie e vitali per il futuro del nostro Paese- conclude- che vanno affrontate con misure strutturali concrete e non certamente, come fatto dai governi Renzi-Gentiloni, con incentivi passeggeri che hanno l&#8217;odore di mance elettorali&#8221;.</em></p>
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