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	<title>WWF Italia Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>DDL Caccia, WWF Italia lancia la petizione “Stop Caccia Selvaggia”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 16:12:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[DDL Caccia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il WWF Italia lancia una mobilitazione contro il DDL &#8220;Ammazza-Natura&#8221;&#160;a cui si sta lavorando negli uffici del ministro dell&#8217;Agricoltura Francesco Lollobrigida. Lo fa lanciando la petizione &#8220;Stop Caccia Selvaggia&#8221;&#160;alla quale si può aderire firmando a questo link: https://attivati.wwf.it/stop-caccia-selvaggia e che chiede al Governo Meloni di fermare un disegno di legge inaccettabile, che stravolge i principi [&#8230;]</p>
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<p>Il WWF Italia lancia una mobilitazione contro il <strong>DDL &#8220;Ammazza-Natura&#8221;</strong>&nbsp;a cui si sta lavorando negli uffici del ministro dell&#8217;Agricoltura Francesco Lollobrigida. Lo fa lanciando <strong>la petizione &#8220;Stop Caccia Selvaggia&#8221;</strong>&nbsp;alla quale si può aderire firmando a questo <a href="https://diamond.emcgold.com/trk/click/@f*025j2F7ib38j2f2S1*3=0*84f6f0e8b4f2b*6,3*8efr2fbs9d3a9ffs0d1f9*f=0*532370b3862121143*0,8*f7f@elb3fib36x3b8af42*b=9*3395f2041391f3005*2,7*bn8l2i2d1*3=0989f5f3e9b1f5b86,3*8cfi2db*9=3696f9061398f8065,2*7lbi8d2*2=16340785f6f8e7b0f,b*6k3U83fL2Ib39f3n9of30*1=93f-0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">link:</a> <a href="https://attivati.wwf.it/stop-caccia-selvaggia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://attivati.wwf.it/stop-caccia-selvaggia</a> e che chiede al Governo Meloni di fermare <strong>un disegno di legge inaccettabile, che stravolge i principi della legge 157/92 e calpesta l&#8217;articolo 9 della Costituzione italiana, che tutela gli animali e la biodiversità.</strong>&nbsp;</p>



<p>Questo provvedimento, infatti, sarebbe un colpo durissimo alla tutela della fauna selvatica in Italia. Se approvato, trasformerebbe la natura in un poligono di tiro ad uso e consumo dei cacciatori, legalizzando la caccia in aree demaniali come spiagge e foreste, perfino di notte e durante la stagione riproduttiva, aumentando il numero di specie cacciabili e autorizzando l&#8217;uso massiccio di richiami vivi: migliaia di uccelli verrebbero strappati alla libertà per essere condannati ad una vita in gabbie di pochi centimetri.&nbsp;</p>



<p>Le conseguenze sarebbero drammatiche con rischi per l&#8217;incolumità pubblica, anche per chi vive, lavora o fa escursioni in natura, per la salute di tutti, a causa dell&#8217;aumento dell&#8217;inquinamento da piombo, e per gli animali, soprattutto le specie già vulnerabili. I controlli saranno più difficili, a tutto vantaggio di bracconieri e trafficanti, criminali che si arricchiscono usando gli animali come merce di scambio nei mercati illegali. Tutto questo determinerà il rischio concreto di una nuova <strong>procedura d&#8217;infrazione europea</strong>, dopo le due già aperte nel corso di questa legislatura. Una sanzione pesante che pagheremo tutti.&nbsp;</p>



<p>Il WWF chiede ai cittadini di mobilitarsi per garantire <strong>la tutela della fauna selvatica come bene collettivo</strong>, difendere <strong>il diritto di tutti gli italiani a vivere la natura in sicurezza</strong>, basare ogni decisione sui dati scientifici, non su interessi delle lobby dei cacciatori e delle armi, tutelare il diritto alla protesta civile e nonviolenta, visto che nelle bozze circolate si legge di sanzioni amministrative fuori dalla realtà: in molti casi maggiori delle multe comminate a chi pratica la caccia in modo illegale.&nbsp;</p>



<p>Per questa ragione il WWF Italia chiede ai cittadini di far sentire la propria voce contro<strong>&nbsp;un provvedimento che riporta l&#8217;orologio della tutela della natura indietro di oltre 30 anni. Un provvedimento che va a vantaggio solo di una piccola minoranza armata e rumorosa e che danneggia tutti.</strong>&nbsp;É necessario agire ora, per impedire che questa proposta di legge sia presentata in un prossimo Consiglio dei ministri e poi mandata al Parlamento.</p>



<p><strong>Il WWF chiede il supporto di tutti per evitare che il Governo Meloni consegni ai cacciatori la fauna del nostro Paese e insieme ad essa, la nostra sicurezza e il nostro diritto a vivere la Natura senza paura.</strong></p>
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		<title>Clima. Enel chiude centrale termoelettrica a carbone Federico II di Brindisi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/05/28/clima-enel-chiude-centrale-termoelettrica-a-carbone-federico-ii-di-brindisi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2020 14:54:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il WWF Italia apprende con piacere che il Ministero dello Sviluppo Economico abbia dato parere favorevole alla chiusura anticipata del Gruppo 2 della centrale termoelettrica a carbone Federico II di Brindisi a partire dal primo gennaio 2021. Enel ha contemporaneamente annunciato la richiesta di chiusura col carbone in Cile entro il 2022, e questo costituisce [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il WWF Italia apprende con piacere che il Ministero dello Sviluppo Economico abbia dato parere favorevole alla chiusura anticipata del Gruppo 2 della centrale termoelettrica a carbone Federico II di Brindisi a partire dal primo gennaio 2021. Enel ha contemporaneamente annunciato la richiesta di chiusura col carbone in Cile entro il 2022, e questo costituisce un altro segnale positivo. L&#8217;augurio e&#8217; che l&#8217;accelerazione della decarbonizzazione costituisca sempre piu&#8217; una traiettoria coerente e sistemica, oltre che globale, e venga accompagnata da piani veri e propri da parte del gruppo di viale Regina Margherita . La notizia della chiusura del Gruppo 2 di Brindisi e&#8217; sicuramente positiva e per certi versi attesa dal momento che e&#8217; in corso la procedura di riesame dell&#8217;AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per tutto l&#8217;impianto a carbone Enel, una procedura che tra le prescrizioni imponeva proprio che sul gruppo BS 2 venissero installati nuovi filtri a manica, in sostituzione dei meno efficienti filtri elettrostatici. Un&#8217;operazione costosa che sicuramente non era giustificabile in considerazione del fatto che l&#8217;impianto, costituito da 4 unita&#8217; a carbone da 660 MW, negli ultimi anni sta operando a meno di 1/3 della capacita&#8217; produttiva, per ragioni di mercato. Enel a gennaio 2020 aveva chiesto allo Sviluppo economico e a Terna di poter anticipare la chiusura del Gruppo 2 entro il 2021. Quindi bene che si inizi a vedere formalmente la fine dell&#8217;uso del carbone in una citta&#8217; come Brindisi, che tanto ha pagato in termini di impatti ambientali proprio per l&#8217;uso del piu&#8217; inquinate dei combustibili fossili. Ma a questo punto e&#8217; fondamentale che l&#8217;azienda, contestualmente alla procedura di riesame AIA, invii come richiesto dal Ministero dell&#8217;Ambiente, il piano dettagliato per la dismissione completa dell&#8217;uso del carbone da completarsi entro il 2025. Allo stesso tempo il WWF auspica che si rinunci al processo di riconversione a gas che vedrebbe la nascita di un impianto di ben 1680 MW, una potenza assolutamente ingiustificata per un sistema energetico che dovrebbe essere decarbonizzato (cioe&#8217; ad emissioni di carbonio nulle) e quindi dovrebbe puntare sulla massiccia produzione da fonti rinnovabili, su un adeguamento della rete elettrica e sulla realizzazione di adeguati sistemi di accumulo.</p>
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		<title>Parchi italiani addio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2017 16:06:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[aree protette]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di fronte a un aumento galoppante dell’effetto serra, alla minaccia di estinzione di migliaia di specie animali e vegetali importantissime sia per l’equilibrio di interi habitat sia per il sostentamento umano, quale obiettivo si dovrebbe prefiggere un governo? Il buon senso direbbe un obiettivo di salvaguardia e incremento delle aree protette, di incentivi politici ed [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Di fronte a un aumento galoppante dell’effetto serra, alla minaccia di estinzione di migliaia di specie animali e vegetali importantissime sia per l’equilibrio di interi habitat sia per il sostentamento umano, quale obiettivo si dovrebbe prefiggere un governo? Il buon senso direbbe un obiettivo di salvaguardia e incremento delle aree protette, di incentivi politici ed economici per la protezione del territorio e degli esseri viventi che lo abitano. E infine un obiettivo culturale per sviluppare nella popolazione e soprattutto nei giovani amore, rispetto e conoscenza della natura.</p>
<p>Ma nel nostro paese sta succedendo esattamente il contrario. Con 249 voti a favore, 115 contrari e 2 astenuti, la Camera dei Deputati ha approvato la nuova legge in materia di parchi ed aree protette. E chi ne è stato informato, se ha a cuore l’ambiente, ha fatto davvero fatica a non cadere nello sconforto.</p>
<p>La nuova legge è un’accozzaglia di concessioni e favoritismi nei confronti dei privati, di lobbies potenti come i cacciatori, di categorie come gli agricoltori. La politica entra a gamba tesa nella gestione dei parchi e lo fa come una ruspa in una foresta vergine, con protervia e ignoranza e con l’unico obiettivo di favorire interessi economici e speculazioni.</p>
<p>Ma vediamo nel dettaglio cosa comporta questa legge e perché ha fatto levare un coro di proteste da parte di tutte le associazioni ambientaliste.</p>
<p>In primo luogo, a chi governerà i parchi, ovvero i presidenti e i direttori, non sarà più richiesta alcuna competenza scientifica e i presidenti saranno nominati dal ministro e dalle Regioni, cioè dai politici; nei consigli direttivi dei parchi la metà dei membri sarà scelta dalle amministrazioni comunali, un quarto sarà composto di sindaci, ma ci sarà posto anche per gli agricoltori.</p>
<p>Si apre la strada a interessi economici privati, interessi politici e clientelistici (d’altra parte si dichiara che questa riforma è fatta per lo sviluppo economico), alle ditte del legname e all’industria del turismo.</p>
<p>Viene scardinata l’idea che un’area naturale protetta sia prima di tutto necessaria alla salvaguardia dell’ambiente, a preservare il futuro di un territorio, oltre che il presente. Passa l’idea che l’economia e il profitto siano l’unico obiettivo e metro di giudizio nei riguardi della natura.</p>
<p>Il mondo scientifico viene emarginato nella gestione dei parchi, e anche il mondo ambientalista è messo in un angolo, a favore di categorie politiche ed economiche. Si apre la strada a possibili trivellazioni ed estrazioni petrolifere, si potrà inquinare pagando delle roialties, si apre alle attività di caccia col pretesto del controllo degli ungulati, con le conseguenze di disturbo, danneggiamento e migrazione di altre specie anche rare e protette.</p>
<p>Una serie di vergognose scelte difese con assoluta facciatosta da voltagabbana dell’ambientalismo come Ermete Realacci, che da presidente di Legambiente è passato armi e bagagli al carrozzone politico e riesce a elogiare con accanimento una legge “mostro” inqualificabile.</p>
<p>Tale legge, tra l’altro, considera marginali le aree marine protette, privandole dei fondi e delle organizzazioni che spettano ai parchi naturali.</p>
<p>C’è poi la questione del delta del Po, da anni tema di proteste e proposte per realizzare un parco nazionale. Un’area che l’UNESCO ha dichiarato area prioritaria, che rientra nella Convenzione di Ramsar sugli uccelli migratori, e che ora è spezzettata in tre provincie con diverse concezioni e gestioni.</p>
<p>Questa legge-pastrocchio indecente ha fatto infuriare il WWF Italia, che parla di aree naturali protette “usate come merce di scambio da mettere in mano ai poteri di parte e locali, invece che un bene comune che appartiene ai cittadini”, e rincara la dose dichiarando “La Camera ha portato indietro di 40 anni la legislazione di salvaguardia della natura”.</p>
<p>Anche la LIPU parla di “mortificazione di una legge storica fondamentale per la conservazione della natura in Italia, e una delle pagine più grigie della legislazione ambientale italiana”.</p>
<p>Ecco dunque le disastrose decisioni prese dal nostro governo e avvallate da una parte dell’opposizione. Le ricadute ambientali, sociali e anche economiche potrebbero essere devastanti ma, per avvantaggiare interessi economici privati, si buttano alle ortiche i nostri beni più preziosi. Beni che non appartengono solo a noi ma anche alle generazioni future e che con questa legge saranno invece compromessi.</p>
<p>Ancora una volta una decisione politica antipopolare e che distrugge il patrimonio e l’immagine dell’Italia.</p>
<p style="text-align: right;">Martino Danielli-Pressenza</p>
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