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	<title>wwf Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Convegno a Teramo sul futuro del lupo in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 15:12:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Teramo un convegno sul futuro del lupo in Italia: appuntamento il 29 maggio all'Università di Teramo per discutere conservazione, coesistenza e monitori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/25/la-conservazione-del-lupo-in-italia-tra-vecchie-e-nuove-minacce-convegno-a-teramo-29-maggi/">Convegno a Teramo sul futuro del lupo in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Venerdì 29 maggio 2026 si terrà a Teramo un convegno dedicato alla conservazione del lupo in Italia, con particolare attenzione alle sfide recenti per la specie. L&#8217;incontro, in programma dalle 8:30 alle 13:00 nell&#8217;aula Tesi Mario Compagnucci del Campus Ruggero Bortolami dell&#8217;Università degli Studi di Teramo, è promosso dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell&#8217;ateneo insieme al WWF.</p>
<p>Nel corso della mattinata verranno affrontati aspetti ecologici, sanitari e gestionali legati al ritorno del lupo nei territori italiani, alle nuove strategie di coesistenza con la fauna selvatica, al monitoraggio sanitario e alle prospettive future per la tutela della biodiversità. Il convegno si propone come momento di approfondimento scientifico e confronto pubblico sulle minacce storiche e attuali che interessano la specie.</p>
<p>Tra i temi richiamati nell&#8217;agenda figura il ruolo del lupo negli ecosistemi, in particolare nel controllo delle popolazioni di ungulati e nel mantenimento dell&#8217;equilibrio ambientale, e le criticità della convivenza con le attività umane, indicate nella presenza di episodi di bracconaggio, negli incidenti stradali e nella disinformazione.</p>
<p>All&#8217;iniziativa partecipano esperti provenienti dal WWF Italia, dall&#8217;Università degli Studi di Teramo, dall&#8217;Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell&#8217;Abruzzo e del Molise (IZSAM), dalla Regione Abruzzo e dal Parco Nazionale della Maiella. Sono previsti interventi di Marco Antonelli (WWF Italia), Sabatino Belmaggio (Regione Abruzzo), Simone Angelucci (Parco Nazionale della Maiella), Sefora Inzaghi (Riserva WWF Gole del Sagittario) e di Antonio Petrini e Stefania Salucci (IZSAM).</p>
<p>La sessione operativa sarà moderata da Filomena Ricci, Michele Amorena e Cristina E. Di Francesco. L&#8217;evento è rivolto agli studenti dei corsi di laurea e delle scuole di specializzazione del Dipartimento di Medicina Veterinaria, oltre che ai medici veterinari, ai biologi e a chiunque sia interessato alle tematiche della conservazione ambientale.</p>
<p>L&#8217;incontro intende ricostruire anche il quadro storico della specie in Italia: dopo il rischio di estinzione nel secolo scorso, le misure di tutela introdotte dagli anni Settanta e i primi progetti di conservazione hanno favorito la progressiva riconquista di territori, con la presenza del lupo che si è estesa oltre le aree montane fino a collina e pianura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/25/la-conservazione-del-lupo-in-italia-tra-vecchie-e-nuove-minacce-convegno-a-teramo-29-maggi/">Convegno a Teramo sul futuro del lupo in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Associazioni chiedono stop agli abbattimenti del lupo in Abruzzo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/22/comunicato-congiunto-delle-associazioni-richiesta-alla-regione-abruzzo-di-sospendere-il-pi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 17:34:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sedici associazioni chiedono alla Regione Abruzzo di sospendere il piano lupo e di escludere gli abbattimenti dalle misure di gestione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/22/comunicato-congiunto-delle-associazioni-richiesta-alla-regione-abruzzo-di-sospendere-il-pi/">Associazioni chiedono stop agli abbattimenti del lupo in Abruzzo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Sedici associazioni ambientaliste e animaliste hanno scritto al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, chiedendo di sospendere il piano per la gestione del lupo e di non dare seguito a ipotesi di abbattimento degli animali sul territorio regionale. Tra i firmatari figurano Altura, Animalisti italiani L&#8217;Aquila, Appennino Ecosistema, CAI Abruzzo, ENPA, Italia nostra, Io non ho paura del lupo, LAV, LIDA Sez. Teramo, LIPU, LNDC Animal Protection, ProNatura, Rewilding Apennines, Salviamo l&#8217;Orso, Touring Club Italiano e WWF.</p>
<p>Le associazioni ricordano di aver già inviato segnalazioni ai Carabinieri Forestale e alle Procure di Sulmona e Avezzano in relazione alla strage di lupi registrata nell&#8217;area del Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise. Nella lettera inviata alla Regione viene apprezzata la condanna espressa dal presidente e la decisione della Regione di costituirsi parte civile nel procedimento, insieme ad alcune organizzazioni.</p>
<p>Nel documento le associazioni sollecitano tuttavia un passo ulteriore: una presa di posizione chiara e definitiva sul piano dell&#8217;ISPRA per la gestione del lupo. Dopo il declassamento a livello europeo della specie, il piano prevede la possibilità di abbattimenti selettivi che, secondo lo stesso ISPRA, dovrebbero restare misure eccezionali e subordinate a rigorose verifiche scientifiche, compresa la valutazione di incidenza ambientale.</p>
<p>Per l&#8217;Abruzzo la quota teorica massima autorizzabile indicata è di 9 lupi l&#8217;anno, ma la Regione non ha ancora avviato un percorso concreto in tal senso. Le associazioni chiedono che questa linea non venga modificata, soprattutto alla luce delle continue morti causate dall&#8217;uomo, tra avvelenamenti, bracconaggio e altre attività illegali.</p>
<p>Le organizzazioni richiedono un impegno esplicito della Regione a non dare seguito ad alcun piano di abbattimento sul territorio abruzzese e a promuovere presso l&#8217;ISPRA una linea nazionale che escluda dalle eventuali quote autorizzabili per le rimozioni tutti gli animali morti per cause antropiche dirette, come avvelenamenti e bracconaggio.</p>
<p>&#8220;Non si può ignorare che ancora oggi la principale causa di mortalità del lupo è legata all&#8217;azione dell&#8217;uomo&#8221;, sottolineano i firmatari, che attendono una risposta dall&#8217;Arma dei Carabinieri Forestale dell&#8217;Aquila e dalla Procura di Sulmona alla loro richiesta di un incontro urgente inoltrata circa quindici giorni fa.</p>
<p>Le associazioni propongono che l&#8217;Abruzzo diventi un esempio di convivenza tra uomo e fauna selvatica, puntando su misure di tutela, prevenzione e responsabilità anziché sugli abbattimenti, con l&#8217;obiettivo di rafforzare la protezione degli animali e degli ecosistemi regionali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/22/comunicato-congiunto-delle-associazioni-richiesta-alla-regione-abruzzo-di-sospendere-il-pi/">Associazioni chiedono stop agli abbattimenti del lupo in Abruzzo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Pesca. Storica sentenza contro i bracconieri del mare</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/02/03/pesca-storica-sentenza-contro-i-bracconieri-del-mare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 11:57:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con una sentenza emessa ieri, 2 febbraio 2023, il Tribunale di Napoli ha condannato due soggetti coinvolti nella vasta operazione che ha portato, nel 2021, a sgominare una fitta rete criminale dedita alla pesca illegale e alla commercializzazione di datteri di mare e che ha accertato la distruzione di enormi porzioni di fondale marino nell&#8217;area [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/03/pesca-storica-sentenza-contro-i-bracconieri-del-mare/">Pesca. Storica sentenza contro i bracconieri del mare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Con una sentenza emessa ieri, 2 febbraio 2023, il Tribunale di Napoli ha condannato due soggetti coinvolti nella vasta operazione che ha portato, nel 2021, a sgominare una fitta rete criminale dedita alla pesca illegale e alla commercializzazione di datteri di mare e che ha accertato la distruzione di enormi porzioni di fondale marino nell&#8217;area del Golfo di Napoli e dei faraglioni di Capri (Link al comunicato del 2021). Dopo le dure condanne inflitte lo scorso anno ai pescatori/fornitori (qui il comunicato del 2022), questa pronuncia coinvolge un ulteriore anello della filiera criminale, quello degli intermediari e i rivenditori, quindi le pescherie, che vendevano sotto banco il prodotto illegale che all&#8217;ingrosso raggiungeva cifre di circa 40 euro al chilo, arrivando a superare i 100 euro al dettaglio. Gli imputati sono stati condannati a pene di quattro e sei anni di reclusione e al pagamento del risarcimento e delle spese processuali a favore delle parti civili, tra cui vi è il WWF Italia, assistito dall&#8217;Avv. Andrea Franco. &#8220;Si tratta di una sentenza storica- afferma il WWF Italia- perché finalmente si riconosce il bracconaggio come un fenomeno che, per gli enormi volumi d&#8217;affari illeciti generati, è svolto da soggetti organizzati in maniera professionale. Il Tribunale di Napoli, grazie al grande apporto della Procura e in particolare del Dott. Giulio Vanacore che ha coordinato le fasi di indagini e l&#8217;accusa nei vari filoni processuali, ha dunque scardinato una diffusa visione, erroneamente riduttiva, dei crimini contro la fauna selvatica, considerati reati minori perché non valutati nella loro complessità, quali fenomeni idonei a coinvolgere, oltre agli aspetti ambientali e legati alla salute umana, anche quelli economici. Grande merito deve essere riconosciuto anche alle forze di Polizia, in particolare alla Guardia Costiera e alla Guardia di Finanza. E&#8217; necessario però, che il Parlamento e il Governo forniscano alle Autorità inquirenti e giudicanti strumenti più idonei per contrastare efficacemente questi odiosi crimini, sia a livello normativo, sia in termini di uomini e mezzi. Importante anche che si investa nella formazione e nella sensibilizzazione dell&#8217;opinione pubblica, che troppo spesso non riconosce la portata lesiva di alcune condotte illecite&#8221;. La pesca dei datteri di mare è un fenomeno grave e diffuso. Secondo il report WWF &#8220;Il danno invisibile dei crimini di natura&#8221; realizzato nell&#8217;ambito del progetto Life SWiPE, dal 2015 al 2020 la Guardia Costiera ha disposto il sequestro di oltre due tonnellate di datteri di mare illecitamente pescati. Il Progetto LIFE SWiPE, di cui WWF Italia è partner, nasce per migliorare il contrasto ai crimini di natura, tramite la collaborazione diretta con magistrati, rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine, e con tutti coloro i quali hanno un ruolo attivo nelle azioni di investigazione e contrasto dei crimini contro la fauna selvatica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/03/pesca-storica-sentenza-contro-i-bracconieri-del-mare/">Pesca. Storica sentenza contro i bracconieri del mare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ambiente. Abruzzo: segnalati sversamenti in fiume Pescara</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/05/12/ambiente-abruzzo-segnalati-sversamenti-in-fiume-pescara/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2020 18:05:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La macchia nera nel fiume Pescara? Le guardie ambientali del Panda del Wwf avevano segnalato la stranezza gia&#8217; nel novembre 2019 e raccolto la documentazione fotografica. E&#8217; la stessa associazione a ricordarlo dopo la diffusione della notizia ieri e il sopralluogo fatto questa mattina dagli inquirenti in zona San Martino di Chieti dove sono state [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/12/ambiente-abruzzo-segnalati-sversamenti-in-fiume-pescara/">Ambiente. Abruzzo: segnalati sversamenti in fiume Pescara</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La macchia nera nel fiume Pescara? Le guardie ambientali del Panda del Wwf avevano segnalato la stranezza gia&#8217; nel novembre 2019 e raccolto la documentazione fotografica. E&#8217; la stessa associazione a ricordarlo dopo la diffusione della notizia ieri e il sopralluogo fatto questa mattina dagli inquirenti in zona San Martino di Chieti dove sono state individuate le acque nere e maleodoranti, proprio nelle vicinanze del depuratore in zona Salvaiezzi. Occasione per consegnare la documentazione raccolta. &#8220;Purtroppo &#8211; spiega il Wwf &#8211; non e&#8217; una notizia nuova: le guardie ambientali stanno seguendo da mesi la questione, segnalata formalmente al Comando Regione dei Carabinieri-Forestali con una nota, corredata da alcune fotografie e da precise indicazioni georeferenziate, inviata attraverso posta elettronica certificata gia&#8217; il 21 novembre dello scorso anno. La scoperta era stata fatta qualche giorno prima, il 18, durante una consueta attivita&#8217; di vigilanza lungo il fiume. Le guardie Wwf &#8211; prosegue la nota &#8211; avevano avvertito fastidiosi cattivi odori e, seguendone la scia, si erano imbattute in una grossa condotta di scarico dalla quale, citiamo alla lettera dalla segnalazione, nonostante il fiume avesse una portata di piena con acque marroni cariche di sedimenti, fuoriusciva copiosa e abbondante acqua di colore nero e densa che faticava a mescolarsi con le acque di portata del fiume. Da li&#8217; l&#8217;odore era insopportabile&#8221;. La presidente Wwf Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco sottolinea come ad attenzionare l&#8217;ambiente siano dei volontari invitando tutti i cittadini a &#8220;sorvegliare&#8221; il proprio territorio, con la precisa scelta di lavorare senza visibilita&#8217;, ma comuicando direttamente con chi deve poi indagare anche per non intralciare il lavoro degli inquirenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/05/12/ambiente-abruzzo-segnalati-sversamenti-in-fiume-pescara/">Ambiente. Abruzzo: segnalati sversamenti in fiume Pescara</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Animali: solo 50 gli orsi rimasti sull&#8217;Appennino</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/11/11/animali-solo-50-gli-orsi-rimasti-sullappennino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 14:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[appennino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinquanta e&#8217; piu&#8217; o meno il numero di orsi marsicani rimasti sulle montagne dell&#8217;Appennino, un numero esiguo di individui per una popolazione tanto preziosa. Infatti, l&#8217;Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) e&#8217; una sottospecie di Orso bruno unica al mondo, che vive solamente in Italia, tra il Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo Lazio e Molise, il Parco [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/11/animali-solo-50-gli-orsi-rimasti-sullappennino/">Animali: solo 50 gli orsi rimasti sull&#8217;Appennino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinquanta e&#8217; piu&#8217; o meno il numero di orsi marsicani rimasti sulle montagne dell&#8217;Appennino, un numero esiguo di individui per una popolazione tanto preziosa. Infatti, l&#8217;Orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) e&#8217; una sottospecie di Orso bruno unica al mondo, che vive solamente in Italia, tra il Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo Lazio e Molise, il Parco Nazionale della Majella e le aree appenniniche limitrofe. Piu&#8217; piccolo del &#8220;cugino&#8221; alpino ed europeo, adattato dopo secoli di isolamento a una stretta convivenza con l&#8217;uomo, recenti studi ne hanno confermato l&#8217;unicita&#8217; genetica, ecologica e comportamentale. Sembra, infatti, che la coesistenza millenaria con l&#8217;uomo e le sue attivita&#8217; abbiano addirittura plasmato il comportamento particolarmente mansueto di questi orsi. Purtroppo, questa popolazione conta oggi solamente poco piu&#8217; di 50 individui, e&#8217; considerata &#8220;in pericolo critico&#8221; dalla IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) e rischia seriamente l&#8217;estinzione. L&#8217;Orso marsicano continua inoltre a morire a causa dell&#8217;uomo: negli ultimi 25 anni il 63% dei decessi e&#8217; stato determinato direttamente o indirettamente da azioni umane, addirittura il 40% da bracconaggio.</p>
<p>&#8220;Fin dalla sua nascita, nel 1966, &#8211; ricorda il vicepresidente nazionale Dante Caserta &#8211; il WWF Italia ha sempre portato avanti azioni per la salvaguardia dell&#8217;Orso bruno marsicano. Prima dell&#8217;estate abbiamo lanciato la campagna Orso 2×50 con l&#8217;ambizioso obiettivo di raddoppiare il numero di individui di Orso marsicano entro il 2050. Questo sara&#8217; ovviamente possibile solo collaborando con tutte le amministrazioni che si occupano della tutela dell&#8217;Orso, a partire dal Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo Lazio e Molise grazie al quale l&#8217;Orso e&#8217; potuto sopravvivere fino ad oggi. Questo concorso per le scuole rientra tra le azioni di sensibilizzazioni che stiamo conducendo anche attraverso campi di volontariato con giovani provenienti da tutta Italia. Attraverso l&#8217;Oasi WWF delle Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi (AQ) stiamo agendo direttamente anche sul campo con la distribuzione e l&#8217;allestimento di recinti a protezione di apiari, campi coltivati e allevamenti per evitare i conflitti tra le attivita&#8217; umane e la presenza dell&#8217;orso e portiamo avanti anche una forte azione di lobby nelle sedi politiche e istituzionali, oltre che una attivita&#8217; nei tribunali per impugnare tutti quegli atti che possono anche potenzialmente mettere in pericolo la specie&#8221;. In un simile contesto e&#8217; fondamentale anche diffondere il piu&#8217; possibile la conoscenza di questo straordinario animale e rendere sempre piu&#8217; persone consapevoli della necessita&#8217; di attente politiche di conservazione. &#8220;È per questo che il WWF lancia un concorso dedicato ai piu&#8217; piccoli &#8211; dichiara Filomena Ricci, delegato del WWF Abruzzo. Vogliamo incoraggiare i bambini a fare un disegno per l&#8217;Orso che si sveglia dal letargo, un regalo per farlo sentire amato e rispettato: 50 disegni, uno per ogni Orso, verranno pubblicati sul sito del WWF e valorizzati dall&#8217;associazione&#8221;. Gli elaborati scelti saranno i piu&#8217; belli e quelli che avranno coinvolto l&#8217;intera scuola e le famiglie dei bambini. Oltre al disegno si chiede alle classi di organizzare una mostra a scuola invitando i genitori. La proposta si rivolge alle oltre 20.000 istituzioni scolastiche pubbliche e private dell&#8217;infanzia e ai primi due anni della scuola primaria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/11/11/animali-solo-50-gli-orsi-rimasti-sullappennino/">Animali: solo 50 gli orsi rimasti sull&#8217;Appennino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Abruzzo. WWF: &#8220;Orso Marsicano non è pericoloso&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jul 2019 15:43:36 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;orso marsicano e&#8217; un animale tranquillo che teme l&#8217;uomo e se ne tiene alla larga&#8221;. L&#8217;avvistamento di un esemplare ad Anversa degli Abruzzi ha sollevato non poche paure e cosi&#8217;, sulla questione, interviene il Wwf che parla di &#8220;ingiustificato allarmismo&#8221; cercando di tranquillizzare turisti e abitanti su un animale che, sottolinea &#8220;e&#8217; una risorsa e non un pericolo. Mai- ricorda il vicepresidente del Wwf Italia Dante Caserta- si sono verificati casi di aggressione. Certo deve pero&#8217; sempre ricordare che si ha a che fare con un animale di grossa taglia che non deve sentirsi minacciato. La presenza di fauna di assoluto rilievo come orsi, aquile, lupi o cervi e&#8217; molto importante: puo&#8217; costituire un&#8217;attrattiva turistica anche perche&#8217; e&#8217; la prova di un territorio sano e di un ambiente ben tenuto. Al tempo stesso pero&#8217; ci carica tutti di una responsabilita&#8217;: facilitare la convivenza tra le attivita&#8217; umane e la presenza di questi animali. La cosa e&#8217; possibile, basta seguire alcune semplici regole e adottare comportamenti attenti ai luoghi in cui ci si trova&#8221;.<br />
A chiedere la collaborazione di chi visita i luoghi dell&#8217;Oasi Wwf anche la direttrice Sefora Inzaghi: &#8220;L&#8217;incontro con un orso e&#8217; sempre emozionante, ma non dobbiamo dimenticare che abbiamo una responsabilita&#8217; verso questo animale e che l&#8217;obiettivo di tutela e conservazione e&#8217; una priorita&#8217; che ci deve vedere pronti a collaborare&#8221;. Cosa fare quindi in caso di incontro ravvicinato? L&#8217;associazione ci da&#8217; pochi ma buoni consigli: &#8220;se volete evitare di incontrare un orso sul vostro cammino, e&#8217; sufficiente parlare o produrre rumori in modo che l&#8217;animale percepisca la vostra presenza con largo anticipo e si allontani. Se avete la fortuna di intravedere l&#8217;orso in lontananza, arrestatevi e rimanete fermi ad osservarlo. Non avvicinatevi mai a meno di 100 metri di distanza. Se lo incontrate mentre siete in auto su una strada asfaltata fermatevi e dategli il tempo di allontanarsi senza inseguirlo con i fari accessi. In particolare- spiega il Wwf- non avvicinatevi mai a cuccioli di orso, ma anzi allontanatevene subito perche&#8217; la loro madre dovrebbe essere vicina e puo&#8217; reagire se immagina i suoi piccoli in pericolo, come farebbe qualsiasi madre anche della nostra specie&#8221;.</p>
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		<title>Clima: un &#8220;nuovo oceano&#8221; chiamato Artico</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2018 19:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo rapporto &#8220;Getting it right in a new ocean&#8221;, lanciato oggi dal Programma Artico del WWF, e&#8217; il primo studio che sottolinea come le risorse e le economie dell&#8217;Oceano Artico possano essere sviluppate per garantire sul lungo periodo il benessere dell&#8217;economia e dell&#8217;ecosistema per questa regione e per il pianeta stesso. Il report segnala [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/11/27/clima-un-nuovo-oceano-chiamato-artico/">Clima: un &#8220;nuovo oceano&#8221; chiamato Artico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo rapporto &#8220;Getting it right in a new ocean&#8221;, lanciato oggi dal Programma Artico del WWF, e&#8217; il primo studio che sottolinea come le risorse e le economie dell&#8217;Oceano Artico possano essere sviluppate per garantire sul lungo periodo il benessere dell&#8217;economia e dell&#8217;ecosistema per questa regione e per il pianeta stesso. Il report segnala come gli approcci convenzionali allo sviluppo siano una minaccia per la possibile sopravvivenza di buona parte degli ecosistemi tipici della regione, indebolendo cosi&#8217; le comunita&#8217; e le economie. Il report e&#8217; stato pubblicato in occasione della Conferenza &#8220;Sustainable Blue Economy&#8221; (ospitata in questi giorni a Nairobi dai governi di Kenya, Canada e Giappone) e spiega come, per effetto dello scioglimento dei ghiacci dovuto al cambiamento climatico globale, si stia creando un &#8220;nuovo oceano&#8221; e come questo avra&#8217; un profondo impatto sulla biodiversita&#8217; di questa regione e sulle comunita&#8217;. Il pressante sviluppo economico che sta sfruttando questo trend (mille miliardi di dollari) potrebbe peggiorare molti degli impatti negativi nella regione almeno fintanto che non verranno prese chiare decisioni per tracciare una rotta sostenibile. Il report vuole essere una guida per governi e aziende per il raggiungimento di soluzioni sostenibili in questo momento cruciale per l&#8217;Artico. Il dott. Simon Walmsley, direttore sviluppo sostenibilita&#8217; del Programma Artico di WWF, ha affermato: &#8220;Il cambiamento climatico sta rendendo l&#8217;Oceano Artico piu&#8217; accessibile che mai. Ma l&#8217;Artico rimane una regione remota, un posto rischioso per fare business. Applicando un approccio sostenibile, prima che si avviino imponenti attivita&#8217; di business, possiamo aiutare a prevenire gli impatti piu&#8217; negativi per questo ecosistema estremamente vulnerabile&#8221;. L&#8217;Oceano Artico e le sue coste ospitano 34 specie di mammiferi marini, 633 specie di pesci ed e&#8217; abitato da 4 milioni di persone tra cui popolazioni indigene e molte comunita&#8217; che vivono di pesca e dipendono dalla condizione delle risorse e dall&#8217;abbondanza degli stock ittici presenti nei loro mari. Fino ad oggi i piu&#8217; ampi settori economici che hanno avuto un impatto sugli ecosistemi marini cosi&#8217; vulnerabili sono stati l&#8217;attivita&#8217; estrattiva di petrolio e gas, i servizi, la pesca e la trasformazione delle risorse, anche se mano a mano che il ghiaccio si ritirera&#8217; nella parte centrale dell&#8217;Oceano Artico, ci si aspetta che trasporti e turismo diventino i veri settori chiave.</p>
<p>Il rapporto, inoltre, sottolinea l&#8217;importanza di fare in modo che qualsiasi sviluppo futuro sia in grado promuovere un ambiente artico in buono stato e con un&#8217;alta biodiversita&#8217; a beneficio della regione. Le coste vulnerabili dell&#8217;Artico e la presenza di specie marine, come pesci, foche e balene, saranno sempre piu&#8217; in conflitto con le attivita&#8217; industriali &#8211; come il trasporto marittimo e l&#8217;esplorazione sismica dei fondali &#8211; e in mancanza di policy appropriate potrebbero essere danneggiate da specie invasive, inquinamento sonoro sottomarino, sversamenti di petrolio. Un esempio di gestione basata sugli ecosistemi potrebbe essere la creazione di un network pan-artico che comprenda le aree marine protette capaci di favorire le specie animali nella loro risposta di adattamento e resilienza viste le condizioni di rapido cambiamento climatico. &#8220;Il cambiamento climatico avra&#8217; un impatto negativo anche sulla condizione degli stock ittici soprattutto per quelle specie che gia&#8217; sono in enorme difficolta&#8217; per via della pesca eccessiva, come il merluzzo dell&#8217;Alaska. Altrettanto, le popolazioni indigene che in molti casi vivono di pesca vedranno minacciata la loro sopravvivenza. In attesa che decisioni a livello intergovernativo e sovranazionale vengano prese, anche noi come consumatori possiamo adeguare i nostri comportamenti di acquisto in modo da influenzare il mercato in una direzione sostenibile. Un esempio tra gli altri: acquistare pesce di approvvigionamento sostenibile come ottimo modo per condizionare le scelte delle aziende e l&#8217;intero settore ittico- afferma Giulia Prato Marine officer, WWF Italia- Tutti noi possiamo fare qualcosa come seguire semplici regole nell&#8217;acquisto del pesce anche tramite la guida online da noi realizzata pescesostenibile.wwf.it&#8221;.</p>
<p>John Tanzer, leader del Programma Oceani del WWF internazionale afferma: &#8220;Il cambiamento climatico che sta alterando cosi&#8217; rapidamente l&#8217;Artico e&#8217; fonte di grande preoccupazione, ma questo rende ancor piu&#8217; urgente e necessario implementare cio&#8217; che abbiamo imparato dallo sviluppo delle blue economy di altre regioni del mondo per far bene fin dall&#8217;inizio in un&#8217;area cosi&#8217; importante. E&#8217; fondamentale, nel momento in cui vengono prese decisioni sugli investimenti nell&#8217;Oceano Artico, avere delle linee guida e per questo chiediamo con forza che i governi, gli investitori e i leader dell&#8217;industria si impegnino nell&#8217;applicazione dei principi WWF per una Blue economy sostenibile e dei Principi Finanziari per una Blue Economy Sostenibile. Le popolazioni indigene e le comunita&#8217; subiranno le dirette conseguenze di queste decisioni per questo devono diventare partner presenti in tutti i processi decisionali&#8221;. Per una sintesi delle 6 raccomandazioni presenti nel rapporto e le azioni indicate, o per leggere il report completo Getting it right in a new ocean</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/11/27/clima-un-nuovo-oceano-chiamato-artico/">Clima: un &#8220;nuovo oceano&#8221; chiamato Artico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Il piccolo trampoliere è tornato sulla costa abruzzese</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/04/23/il-piccolo-trampoliere-e-tornato-sulla-costa-abruzzese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 14:13:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[fratino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal mese di marzo i volontari del Progetto Salvafratino Abruzzo sono nuovamente al lavoro sulla costa della nostra regione. Il Progetto, nato alcuni anni fa dalla collaborazione tra il WWF Abruzzo e l&#8217;Area Marina Protetta della Torre di Cerrano, è finalizzato alla salvaguardia del Fratino (Charadrius alexandrinus), piccolo uccello trampoliere nidificante anche sulle spiagge abruzzesi. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/23/il-piccolo-trampoliere-e-tornato-sulla-costa-abruzzese/">Il piccolo trampoliere è tornato sulla costa abruzzese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal mese di marzo i volontari del Progetto Salvafratino Abruzzo sono nuovamente al lavoro sulla costa della nostra regione.</p>
<p>Il Progetto, nato alcuni anni fa dalla collaborazione tra il WWF Abruzzo e l&#8217;Area Marina Protetta della Torre di Cerrano, è finalizzato alla salvaguardia del Fratino (Charadrius alexandrinus), piccolo uccello trampoliere nidificante anche sulle spiagge abruzzesi.</p>
<p>Questa specie, in consistente diminuzione in tutta Europa nonostante sia tutelata da convenzioni internazionali, direttive comunitarie e leggi nazionali, è minacciata dalla cementificazione della costa, dalle operazioni meccaniche di pulizia delle spiagge che finiscono per distruggere i nidi, da cani e gatti vaganti o da predatori naturali come le cornacchie che mangiano le uova deposte.</p>
<p>Nell&#8217;ambito del Progetto Salvafratino il WWF Abruzzo già a febbraio ha inviato a tutti i comuni costieri d&#8217;Abruzzo e alla Regione una breve guida con semplici suggerimenti per la tutela del Fratino: tutela che peraltro riveste anche un&#8217;importanza turistica poiché da alcuni anni la FEE ha individuato la conservazione del Fratino tra i criteri di aggiudicazione della Bandiera Blu. In accordo con quanto stabilito dalle Ordinanze balneari promulgate annualmente dalla Regione Abruzzo, al fine di non arrecare danno o disturbo alla specie è infatti necessario mettere in atto alcuni semplici accorgimenti relativi alla pulizia della spiaggia, al controllo dei cani vaganti, alla tutela della vegetazione spontanea, ecc..</p>
<p>Il Progetto Salvafratino si avvale anche della collaborazione di diverse realtà locali e regionali, dallo storico Gruppo Fratino di Vasto, all&#8217;Istituto Abruzzese Aree Protette, alle Guide del Cerrano e alle Guide del Borsacchio, oltre a una serie Riserve naturali regionali costiere come quella di &#8220;Punta Aderci&#8221;, &#8220;Marina di Vasto&#8221;, &#8220;Lecceta di Torino di Sangro&#8221;, &#8220;Punta dell&#8217;Acquabella&#8221; e &#8220;Ripari di Giobbe&#8221;.</p>
<p>Con il supporto scientifico dell&#8217;Area Marina Protetta di Torre di Cerrano vengono condotte campagne di individuazione e monitoraggio dei nidi presenti sulle spiagge abruzzesi, oltre a giornate di pulizia a mano di tratti di litorale interessati dalla presenza di nidi, attività di comunicazione e di educazione ambientale.</p>
<p>Per assicurare però una maggiore tutela della specie è necessario avere sempre nuovi volontari che possano dedicare anche poche ore del loro tempo libero alla tutela di questo simbolo della biodiversità abruzzese.</p>
<p>Proprio per formare nuovi volontari, è già stato organizzato un primo incontro a Roseto degli Abruzzi grazie alla collaborazione delle Guide del Borsacchio e da domani sono in programma altri incontri formativi aperti a tutti:</p>
<p>Martedì 24 aprile ore 16.30 presso Lega Navale località Madonnina &#8211; Ponte del Mare a Pescara;<br />
Domenica 29 aprile ore 10 presso il Lido Punto Verde in via Nazionale Adriatica c.da Foro a Ortona;<br />
Sabato 5 maggio ore 10 Terrazza Hotel Sabrina in via Grecale a Marina di Vasto.<br />
Tutela del Fratino (Charadrius alexandrinus)</p>
<p>Suggerimenti per le Amministrazioni Comunali</p>
<p>Pulizia dell&#8217;arenile</p>
<p>Prima di procedere alla pulizia meccanica della spiaggia è bene verificare dove solitamente nidifica il Fratino con i volontari che da anni operano nell&#8217;ambito del progetto Salvafratino e che hanno svolto i monitoraggi sulla presenza di tale specie lungo la costa abruzzese.</p>
<p>La pulizia delle spiagge libere, qualora ve ne sia l&#8217;assoluta necessità, deve comunque essere effettuata al massimo entro la prima metà del mese di marzo. Successivamente a tale data il Fratino inizia a nidificare per cui è bene consultare il WWF o altri gruppi di volontari che studiano la specie per conoscere le aree interessate dalla nidificazione nel territorio di competenza. Qualora si dovesse presentare la necessità di pulire spiagge libere in periodi diversi da quelli sopra indicati, si dovrebbe procedere manualmente dove è segnalata la presenza del Fratino coordinandosi con esperti.</p>
<p>Si sottolinea che nei tratti di costa in cui sono presenti le dune durante la pulizia meccanica della spiaggia, ove strettamente necessario e consentito, occorre sempre tenersi ad almeno 10 metri dal piede della duna o dalle aree delimitate con funi e paletti.</p>
<p>Realizzazione di aree dedicate alla tutela</p>
<p>Seguendo l&#8217;esempio del Comune di Alba Adriatica (TE) dove, per la prima volta in Abruzzo l&#8217;Amministrazione, in collaborazione con il WWF e l&#8217;Area Marina Protetta &#8220;Torre di Cerrano&#8221;, ha realizzato un&#8217;area dedicata al Fratino e al Giglio di Mare, possono individuarsi aree dedicate alla tutela lungo il litorale.</p>
<p>Peraltro, proprio l&#8217;esempio di Alba Adriatica ha dimostrato come questa specie può essere tutelata usando pochi accorgimenti anche in luoghi con forte presenza antropica.</p>
<p>Nelle aree dove è certa e abitudinaria la presenza nel periodo primaverile-estivo, anche al fine di non incorrere in responsabilità penali qualora i nidi dovessero essere incautamente distrutti o danneggiati, è opportuna la creazione di piccole aree interdette alla fruizione turistica e alla pulizia meccanica, mediante delimitazioni con pali e funi. È utile anche la predisposizione di reti leggere che delimitino l&#8217;area così da evitare l&#8217;ingresso ad altri animali che potrebbero predare i nidi.</p>
<p>Per consentire ai bagnanti di raggiungere comunque agevolmente la spiaggia, tali aree possono essere dotate di passerelle di legno.</p>
<p>In queste aree è poi bene posizionare pannelli didattici per fornire un&#8217;adeguata informazione a cittadini e turisti, oltre ad aumentare la sensibilizzazione verso la tutela di tale specie.</p>
<p>Allo scopo di prevenire atti di vandalismo si possono dotare tali aree di un sistema di videosorveglianza.</p>
<p>Divieto di ingresso ai cani nelle aree di nidificazione</p>
<p>I cani in spiaggia possono rappresentare una minaccia per il Fratino sia perché danneggiano i nidi, sia perché arrecano stress alla specie nella fase della cova.</p>
<p>Nel 2014 la Regione Abruzzo ha approvato la legge 17 aprile 2014, n. 19 sull&#8217;ingresso degli animali d&#8217;affezione in spiaggia. Ai sensi della normativa richiamata, entro il 30 marzo di ogni anno, i Comuni possono individuare le aree in cui è vietato l&#8217;accesso dei cani e degli altri animali da affezione proprio per non arrecare danni al Fratino. In tali aree è opportuno posizionare cartelli di divieto per l&#8217;accesso ai cani che illustrino anche la motivazione di tale divieto, mentre in tutte le altre aree (in cui è consentito l&#8217;accesso ai cani) è altrettanto opportuno potenziare o, dove è del tutto assente, installare, una segnaletica che inviti a controllare i cani sulle spiagge.</p>
<p>Interventi di ripascimento</p>
<p>Fermo restando il rispetto delle procedure fissate dalle vigenti normative di settore, vanno ovviamente evitati il prelievo e lo scarico di sabbia in aree in cui il fratino nidifica poiché tali interventi compromettono l&#8217;habitat della specie e la schiusa dei nidi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/23/il-piccolo-trampoliere-e-tornato-sulla-costa-abruzzese/">Il piccolo trampoliere è tornato sulla costa abruzzese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Dal WWF curiosità sul simbolo della Pasqua. Non solo uova di cioccolato&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2018 15:08:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[uova di cioccolato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;uovo viene universalmente considerato il simbolo della Pasqua perché nella tradizione cattolica rappresenta la rinascita mentre per secoli ha avuto il valore di un richiamo alla fertilità, per comprensibili ragioni. È intanto importante capire cos&#8217;è un uovo. La prima immagine che viene alla mente è quella di una struttura sferica o elissoidale protetta da un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/03/30/dal-wwf-curiosita-sul-simbolo-della-pasqua-non-solo-uova-di-cioccolato/">Dal WWF curiosità sul simbolo della Pasqua. Non solo uova di cioccolato&#8230;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uovo viene universalmente considerato il simbolo della Pasqua perché nella tradizione cattolica rappresenta la rinascita mentre per secoli ha avuto il valore di un richiamo alla fertilità, per comprensibili ragioni.</p>
<p>È intanto importante capire cos&#8217;è un uovo. La prima immagine che viene alla mente è quella di una struttura sferica o elissoidale protetta da un guscio. In realtà questa descrizione si adatta soltanto all&#8217;uovo cosiddetto &#8220;amniotico&#8221;, caratterizzato da annessi che proteggono l&#8217;embrione dalla disidratazione e ne consentono lo sviluppo anche fuori dall&#8217;acqua. Non è così per i pesci, ovviamente legati all&#8217;ambiente sommerso, e non lo è per gli anfibi che all&#8217;acqua devono comunque tornare per riprodursi. L&#8217;uovo amniotico, comparso per la prima volta nei Rettili, ma oggi &#8220;sfruttato&#8221; anche dagli Uccelli e dai Mammiferi Monotremi (echidna e ornitorinco), ha rappresentato nella storia dell&#8217;evoluzione la più importante conquista per l&#8217;adattamento all&#8217;ambiente terrestre: senza questa rivoluzionaria struttura nessun vertebrato esisterebbe oggi sulla Terra.</p>
<p>L&#8217;uovo più grande. L&#8217;uovo più grande mai deposto da un uccello sembra essere stato quello di una specie di Moa (Dinornis robustus), un grande uccello simile allo struzzo alto più di due metri e pesante circa 250 kg, vissuto in Nuova Zelanda, ma estinto intorno al 1500 a opera dell&#8217;uomo. Il suo uovo misurava 17,8 x 24 cm. Quello più grande deposto da un uccello vivente è invece di uno struzzo: pesava circa 2,5 kg ed è stato segnalato nel 2008 da un allevamento in Svezia.</p>
<p>Tra i rettili il record spetta ovviamente a un dinosauro anche se incredibilmente questi giganteschi animali non deponevano uova particolarmente grandi, se confrontate con la loro mole. Le maggiori mai rivenute sono quelle da ben 60 cm del Gigantoraptor erlianensis, vissuto nel Cretacico circa 75 milioni di anni fa.</p>
<p>L&#8217;uovo più piccolo. Quello più piccolo è l&#8217;uovo deposto da un colibrì della Giamaica (Mellisuga minima), lungo appena 10 mm e del peso di soli 0,365 grammi. Tra i rettili il primato spetta probabilmente (ma non ci sono misurazioni ufficiali) al minuscolo Sphaerodactylus ariasae, un geco che può stare tranquillamente su una monetina da 10 centesimi.</p>
<p>La forma. Le uova non hanno tutte la stessa forma: possono essere ellittiche, ovali, appuntite, piriformi. Le varianti sono determinate sia da ragioni fisiche (la struttura del bacino delle femmine) che da motivazioni legate alle abitudini riproduttive delle varie specie: ad esempio gli uccelli marini come le Urie, le Gazze marine e i Gabbiani tridattili, che nidificano sulle falesie rocciose, depongono uova a forma di pera allungata per non rischiare che possano cadere rotolando, mentre le specie che si servono di cavità o buche possono tranquillamente restare fedeli alla forma rotonda.</p>
<p>Il colore. Per la colorazione delle uova un fattore determinante è il mimetismo che favorisce le tinte meglio in grado di confondersi con l&#8217;ambiente. Nei rettili, che celano le proprie uova in anfratti e nel substrato o le seppelliscono, domina il bianco. Tra gli uccelli la gamma è notevolmente più ampia: ce ne sono anche di marroni, azzurre e rosse con varie possibili sfumature e combinazioni. Qualche esempio: il Codirosso algerino (Phoenicurus moussieri) si concede uova sia bianche che azzurre anche nella stessa covata mentre l&#8217;Uccello sarto (Orthotomus sutorius) si sbizzarrisce ancora di più e le 4 uova che abitualmente depone possono essere bianche, verdi, blu-verdastro o anche rosa con maculature rosso chiaro, violetto e nero. La Pavoncella (Vanellus vanellus) e il Chiurlo (Numenius arquata) preferiscono ombreggiature marroni o un bel verde oliva macchiettato di rossiccio: ci vuole davvero occhio per individuarle nel substrato. Da questo punto di vista un vero specialista è il Fratino (Charadrius alexandrinus), che il WWF tutela lungo le coste italiane: questo trampoliere in miniatura depone uova difficilissime da distinguere nell&#8217;ambiente sabbioso in cui si riproduce. Ha un problema opposto il Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) che nidifica nelle cavità scavate nei tronchi dove anche per mamma e papà è difficile muoversi: le sue uova sono infatti bianche e lucide per facilitare la localizzazione al buio.</p>
<p>Una curiosità. La colorazione è data da sostanze deposte sullo stato esterno del guscio: le melanine danno toni bruni e neri; i carotenoidi quelli gialli, rossi, arancio, marrone e violetto; le cianine contribuiscono alla formazione dei blu e dei verdi.</p>
<p>Strategie di riproduzione. Tra gli uccelli di norma i genitori hanno un comportamento amorevole verso la propria prole: prima covano le uova e poi accudiscono i piccoli mettendoli in grado di badare a se stessi prima di abbandonarli. Non mancano tuttavia le eccezioni. La più nota è quella del Cuculo (Cuculus canorus) che parassita i nidi altrui, in Italia soprattutto quelli di Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), Luì verde (Phylloscopus sibilatrix) e Pettirosso (Erithacus rubecula), favorito dalla somiglianza delle proprie uova con quelle della specie &#8220;ospite&#8221;. Alla schiusa, che avviene dopo una dozzina di giorni, il pulcino del cuculo, spingendole con il dorso, getta fuori dal nido le altre uova non ancora schiuse e, nel caso, anche gli eventuali &#8220;fratellastri&#8221; per avere per sé tutto il cibo portato dai genitori involontariamente adottivi.</p>
<p>Tra i rettili nella quasi totalità dei casi le uova vengono deposte in un posto caldo e lasciate al loro destino grazie al fatto che i piccoli appena nati sono nei fatti una versione in miniatura di mamma e papà: già ben formati e perfettamente in grado di badare a se stessi.</p>
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		<title>Sabato 24 marzo: torna l’Ora della Terra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2018 20:50:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Ora della Terra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo a una settimana dall’Ora della Terra (Earth Hour), la più grande mobilitazione contro i cambiamenti climatici organizzata dal WWF in tutto il mondo, arrivata quest’anno all’undicesima edizione. Sabato 24 marzo dalle ore 20.30 alle ore 21.30 le luci dei più importanti monumenti del mondo, strade, piazze, sedi di governi e parlamenti, uffici, abitazioni private [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo a una settimana dall’Ora della Terra (Earth Hour), la più grande mobilitazione contro i cambiamenti climatici organizzata dal WWF in tutto il mondo, arrivata quest’anno all’undicesima edizione.</p>
<p>Sabato 24 marzo dalle ore 20.30 alle ore 21.30 le luci dei più importanti monumenti del mondo, strade, piazze, sedi di governi e parlamenti, uffici, abitazioni private e locali commerciali si spegneranno per lanciare un appello globale per la difesa del Pianeta. Lo scorso anno, l’effetto domino dell’Ora della Terra ha registrato numeri da capogiro: adesione di 7.000 città in oltre 184 paesi del mondo, centinaia di milioni di persone coinvolte e oltre 2 miliardi e mezzo di azioni sui social network.</p>
<p>La parola d’ordine dell’edizione 2018 sarà #Connect2Earth, perché tutti noi siamo “connessi” alla Terra e c’è un fortissimo legame tra il nostro benessere e la tutela biodiversità del Pianeta.</p>
<p>A Teramo, grazie all’adesione del Comune, si spegneranno le luci del Municipio e il WWF Teramo ha organizzato una “Biciclettata per il clima” che partirà da Largo Madonne delle Grazie alle ore 19 e attraverserà tutte le strade cittadine per concludersi in piazza Martiri della Libertà per lo spegnimento delle luci alle ore 20.30. alla biciclettata ha aderito anche la FIAB (Federazione Italiana Amici della Biciletta) e il Centro di Educazione Ambientale “Monti della Laga”.</p>
<p>“I cambiamenti climatici sono un problema per tutti noi e tutti noi possiamo e dobbiamo fare qualcosa per contrastarli”, dichiara Claudio Calisti, Presidente del WWF Teramo. “Il gesto dell’Ora della Terra è un gesto simbolico, ma ripetuto da milioni di abitanti di questo Pianeta assume una grandissima portata perché testimonia la richiesta ai Governi di tutti i Paesi di agire al più presto e concretamente per contrastare i cambiamenti climatici”.</p>
<p>Il WWF nelle scorse settimane ha lanciato un appello a tutti i Sindaci della provincia di Teramo affinché aderiscano all’Ora della Terra, spegnendo le luci di un monumento, una piazza o una strada delle loro città.</p>
<p>Aderire all’Ora della Terra è semplicissimo.</p>
<p>Basta andare sul sito www.oradellaterra.org e caricare la notizia dello spegnimento o della iniziativa che si intende organizzare attraverso l’apposito form http://www.oradellaterra.org/inserisci-evento/.</p>
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