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	<title>Xylella Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Xylella: da cani a droni per salvare ulivi italiani</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Apr 2023 19:08:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla prima task force cinofila anti contagio ai droni per scovare dall&#8217;alto le piante malate, dagli innesti per salvare gli ulivi secolari alle ricerche di laboratorio per studiare le nuove varietà resistenti fino alla caccia senza tregua alla &#8220;sputacchina&#8221; che diffonde la malattia, è guerra su tutti i fronti alla Xylella arrivata in Italia per [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dalla prima task force cinofila anti contagio ai droni per scovare dall&#8217;alto le piante malate, dagli innesti per salvare gli ulivi secolari alle ricerche di laboratorio per studiare le nuove varietà resistenti fino alla caccia senza tregua alla &#8220;sputacchina&#8221; che diffonde la malattia, è guerra su tutti i fronti alla Xylella arrivata in Italia per colpa di alcune piante importate dall&#8217;America Latina e che minaccia di distruggere il patrimonio di ulivi nazionali e dell&#8217;area del Mediterraneo. E&#8217; quanto emerge dalla prima mappa delle armi utilizzate per prevenirne l&#8217;espandersi del batterio presentata in occasione della giornata in difesa degli ulivi al Villaggio contadino della Coldiretti di Bari, a 10 anni dall&#8217;arrivo della Xylella in Italia. La &#8220;task force cinofila anti Xylella&#8221; &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; è composta da due jack russel, un pastore belga malinois, un segugio, un labrador retriever e uno springer spaniel inglese che stanno concludendo il loro addestramento per poi essere schierati anche in porti, aeroporti e vivai per scoprire attraverso l&#8217;olfatto, come avviene per i loro colleghi dell&#8217;antidroga, le piante infette da bloccare prima che arrivino dentro i confini nazionali o che vengano messe in commercio. La rapidità di intervento sui focolai &#8211; evidenzia Coldiretti &#8211; rappresenta un elemento strategico fondamentale per eliminare per evitare diffusione della malattia. Per questo è arrivato il primo tampone rapido anti Xylella, un dispositivo portatile per la diagnosi simultanea sia della presenza che della replicazione attiva del batterio in tessuti di pianta e insetti vettori, in modo da isolare subito l&#8217;ulivo infetto ed evitare che il cancro dei canali linfatici colpisca gli alberi circostanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se a terra ci sono agricoltori, specialisti, scienziati, tamponi rapidi e task force cinofile, le forze aeree anti Xylella entrano in azione con il progetto di ricerca Redox (Remote Early Detection of Xylella), finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e coordinato dal Distretto tecnologico aerospaziale (DTA), grazie al quale &#8211; spiega Coldiretti &#8211; saranno elaborate immagini aeree, acquisite da droni con sensori iperspettrali e termici, delle piante infette per la identificazione precoce di focolai prima ancora della manifestazione dei sintomi. L&#8217;obiettivo &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; è studiare gli uliveti dall&#8217;alto e individuare i primi segnali della malattia che emergono con il diradamento e il rinsecchimento delle chiome che perdono il tradizionale colore verde per diventare di un sabbia smorto come se fossero coperte di ragnatele. I risultati raggiunti dal Progetto Redox consentiranno ad Unaprol e Coldiretti di essere in prima fila nella lotta alla Xylella, con la partecipazione ad altri progetti grazie alla partnership con il Dta ed il Cnr. Una guerra su tutti fronti per fermare la diffusione della &#8220;sputacchina&#8221; l&#8217;insetto che trasporta il batterio da una pianta all&#8217;altra e che ha la sua massima diffusione proprio fra la primavera e l&#8217;estate con le uova lasciate in bozzi di schiuma e saliva nell&#8217;erba, ai bordi delle strade, nelle cortecce, nei cespugli e nei muretti. In questo senso &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; è fondamentale la pulizia e la disinfestazione per distruggere le nuove generazioni di insetto che stanno portando la malattia sempre più a nord in Puglia verso i confini con le altre regioni d&#8217;Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E se per salvare gli ulivi secolari sono scattati i primi innesti con varietà resistenti in modo da rinforzare le difese di questi giganti della Storia, la ricerca &#8211; afferma la Coldiretti &#8211; sta sperimentando in ambienti protetti e isolati dall&#8217;esterno la capacità di reagire al batterio di alcune varietà di ulivo, oltre a quelle già individuate che sono il Leccino e la FS17. &#8220;La diffusione della Xylella è ad un tale stato per cui non è possibile l&#8217;eradicazione del batterio ma bisogna conviverci. Non si può più parlare di emergenza ma di una drammatica ordinarietà, che rende necessario elaborare strategie di contrasto, contenimento e monitoraggio sempre più efficaci. Occorre un deciso cambio di passo, di approccio e di visione nella lotta alla Xylella per evitare i rischi di un&#8217;ulteriore rapida progressione&#8221; afferma il Presidente dell&#8217;Unaprol David Granieri nel sottolineare che &#8220;se, fino ad oggi, le risorse stanziate sono non solo insufficienti, ma addirittura non sono state spese, si ritiene necessario creare una cabina di regia, in grado di assicurare il coordinamento, l&#8217;attuazione, il monitoraggio e la gestione sia delle misure di contrasto alla fitopatia che delle misure di indennizzo e ristoro agli olivicoltori. Una struttura di riferimento stabile, in grado di dare risposta in tempi rapidi agli olivicoltori, segnati da dieci anni di crisi dovuta al diffondersi del batterio, che assicuri efficacia ed efficienza in una reale azione di rigenerazione dell&#8217;olivicoltura pugliese&#8221;.</p>
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		<title>Xylella. Tremila ulivi in dono ai contadini salentini</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2022 15:51:00 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Tremila piante di ulivo saranno donate dall&#8217;associazione Olivami ai piccoli agricoltori salentini che intendono continuare a curare la campagna e a produrre olio. Le donazioni sono state rese possibili dalle numerose adozioni dei cittadini che hanno permesso di riforestare 30 ettari nel Salento con ulivi, varietà Leccino e Favolosa, per un totale di 9mila alberi messi a dimora. Ogni albero del progetto Olivami racchiude in sé diverse sfide: combattere la desertificazione del Salento, aiutare i contadini a non abbandonare le campagne e insegnare ai giovani le buone pratiche agricole, ricostruire il paesaggio restituendo tradizioni, cultura e bellezza del territorio distrutto dalla xylella. &#8220;Sarà un Natale speciale per quanti hanno creduto nel progetto- spiega il presidente di Olivami, Alessandro Coricciati- a un anno dalla nascita dell&#8217;associazione siamo felici di aver raggiunto il primo importante obiettivo: donare gli alberi alle famiglie che non vogliono perdere il legame con la terra e che vogliono continuare ad occuparsi della campagna legata alla storia dei genitori e dei nonni&#8221;. &#8220;Gli alberi permetteranno di continuare a produrre olio per il fabbisogno familiare ma soprattutto sono il simbolo della rinascita di quanti hanno adottato gli ulivi sapendo che parte della donazione sarebbe arrivata alla comunità agricola&#8221;, prosegue Coricciati. Olivami è un&#8217;associazione impegnata nella riforestazione delle campagne salentine distrutte dalla Xyella. Attraverso la promozione dell&#8217;adozione degli ulivi, l&#8217;associazione consente ad aziende, enti e istituzioni di contribuire alla rinascita dell&#8217;olivicoltura salentina, finanziando la piantumazione di nuovi ulivi in sostituzione di quelli colpiti dalla Xylella. Per ogni ulivo che viene adottato, Olivami ne pianta uno di nuova generazione tollerante al batterio Xylella. Gli ulivi saranno condotti da agricoltori che hanno deciso di aderire al progetto con nuove piantumazioni. È possibile effettuare l&#8217;adozione direttamente dal sito web dell&#8217;associazione www.olivami.com, selezionando la quantità e la specie di alberi che si vuole adottare. Aderendo all&#8217;iniziativa si riceverà un&#8217;e-mail di conferma riportante tutte le caratteristiche dell&#8217;ordine e il certificato di adozione.</p>
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		<title>Xylella. A Lecce una call per sconfiggere il batterio</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2022 18:11:05 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Individuare e sviluppare idee e progetti innovativi per il rilancio dell&#8217;economia e del territorio pugliese attraverso soluzioni in grado di contrastare e ridurre il contagio da Xylella, rigenerando i terreni colpiti. È l&#8217;obiettivo della call for ideas &#8220;Rinascere dalla Xylella&#8221; lanciata dall&#8217;università del Salento e da Banca Sella, con il patrocinio della Regione Puglia. La call vuole raccogliere, a livello nazionale e locale, idee e progetti innovativi per supportare e rivalutare le aree rurali pugliesi, identificando nuove possibilità di sviluppo oltre alla coltivazione degli ulivi, per posizionare il Salento come hub di innovazione, per valorizzare le idee e il talento locale, dando così anche una nuova spinta di innovazione alle imprese agroalimentari e turistiche del territorio. L&#8217;iniziativa riguarda quattro ambiti di intervento: il contrasto e il rallentamento del contagio da Xylella, la cura delle piante malate, la rigenerazione e la conversione dei terreni colpiti e la mitigazione delle ulteriori conseguenze dal parassita, come l&#8217;inquinamento atmosferico e i danni economici e sociali. Il progetto è rivolto a ricercatori e studenti universitari che abbiano già avviato o siano intenzionati ad avviare uno spin-off in ambito agri-tech, ma anche a startup già costituite o team con progetti imprenditoriali volti a incidere positivamente sugli effetti della Xylella e, più in generale, sull&#8217;agricoltura sostenibile e rigenerativa. Sono inoltre coinvolte le piccole e medie imprese che abbiano già sviluppato soluzioni innovative in grado di portare un contributo determinante nella lotta ai danni provocati dal parassita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Rinascere dalla Xylella&#8221; si articolerà in un arco temporale di sei mesi, suddivisi in cinque momenti differenti. Una prima fase fino al 18 maggio sarà incentrata sullo scouting di idee e progetti, con la successiva selezione e annuncio, dal 19 al 30 maggio, di quelli scelti. Ci sarà poi una fase di accompagnamento verso lo sviluppo vero e proprio dei progetti, prima di passare al &#8220;matching&#8221; delle soluzioni con le aziende del territorio. Per la fine di ottobre è previsto infine il &#8220;Demo-Day&#8221; con la premiazione dei progetti vincitori. &#8220;Per la rigenerazione sostenibile dell&#8217;agricoltura e del paesaggio dei territori colpiti dalla Xylella &#8211; sottolinea Fabio Pollice, rettore dell&#8217;università del Salento &#8211; è necessario lo sviluppo di un tessuto imprenditoriale capace di sostenerla&#8221;. &#8220;Con l&#8217;iniziativa vogliamo scoprire e sostenere idee innovative per il rilancio concreto di un territorio e un&#8217;economia come quelli della Puglia, in cui operiamo da anni &#8211; afferma Giorgio De Donno, condirettore generale e vice Ceo di Banca Sella -. Insieme all&#8217;università del Salento e con il supporto degli altri partner puntiamo quindi a coinvolgere e a far crescere giovani talenti, startup e Pmi in grado di realizzare progetti innovativi per valorizzare lo sviluppo sostenibile, attento all&#8217;ambiente e di lungo periodo per l&#8217;intera regione&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/04/06/xylella-a-lecce-una-call-per-sconfiggere-il-batterio/">Xylella. A Lecce una call per sconfiggere il batterio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Xylella: risarcite 80 aziende su 1004</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 18:08:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Via libera ai pagamenti per sole 80 aziende agricole dell&#8217;area infetta da xylella su 1004 rientrate in graduatoria del bando 5.2 del Psr&#8221;. Lo denuncia Coldiretti Puglia per la quale risulta &#8220;che, nonostante le opportune fideiussioni bancarie, neppure le aziende agricole con regolare decreto di concessione hanno ricevuto il sostegno. Parliamo di un bando per la ricostruzione del patrimonio olivicolo che dovrebbe aiutare gli olivicoltori ad espiantare e reimpiantare per far rinascere la filiera olivicola salentina&#8221;. Ad essere necessaria e&#8217; la liberalizzazione dei reimpianti anche nell&#8217;area vincolate &#8220;per avviare una massiccia ripresa produttiva&#8221;. &#8220;Il Salento sta morendo da 6 anni di xylella e soprattutto di burocrazia&#8221;, spiega Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. &#8220;Quando ci sara&#8217; il via libera all&#8217;espianto e reimpianto per i circa mille agricoltori che hanno presentato domanda di sostegno con il bando della sottomisura 5.2, l&#8217;espianto &#8211; sostiene Muraglia &#8211; generera&#8217; oltre 6 milioni di quintali di legna in un mercato che e&#8217; gia&#8217; stagnante. La Xylella ha provocato in Puglia effetti piu&#8217; disastrosi di un terremoto con ripercussioni drammatiche di naturale produttiva, ambientale, economica, lavorativa, con esigenze di contenimento, di ricostruzione, di sostegno che la Regione Puglia &#8211; conclude &#8211; avrebbe dovuto affrontare gia&#8217; da tempo coinvolgendo tutte le Istituzioni preposte ad intervenire in maniera corale&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/07/xylella-risarcite-80-aziende-su-1004/">Xylella: risarcite 80 aziende su 1004</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Xylella, altri 16 ulivi infetti</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/09/23/xylella-altri-16-ulivi-infetti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2019 14:52:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Carovigno, Ostuni e San Vito dei Normanni: qui, sono stati trovati altri 16 ulivi infettati dalla xylella. Lo rende noto Coldiretti Puglia che lancia l&#8217;allarme attraverso il suo presidente, Savino Muraglia. &#8220;Secondo i decreti di abbattimento erano gia&#8217; 650 gli ulivi da espiantare nelle province di Brindisi e Taranto entro la fine di settembre per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/09/23/xylella-altri-16-ulivi-infetti/">Xylella, altri 16 ulivi infetti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Carovigno, Ostuni e San Vito dei Normanni: qui, sono stati trovati altri 16 ulivi infettati dalla xylella. Lo rende noto Coldiretti Puglia che lancia l&#8217;allarme attraverso il suo presidente, Savino Muraglia. &#8220;Secondo i decreti di abbattimento erano gia&#8217; 650 gli ulivi da espiantare nelle province di Brindisi e Taranto entro la fine di settembre per estinguere i focolai infetti e arginare la diffusione della malattia e tra una settimana il mese di settembre e&#8217; finito&#8221;, denuncia e aggiunge: &#8220;Per la lotta alla malattia il Consiglio regionale ha assunto un orientamento chiaro il 31 maggio 2018, approvando un ordine del giorno all&#8217;unanimita&#8217; che prevede la discussione sul tema Xylella attorno al tavolo istituzionale, di cui Coldiretti Puglia torna a chiedere con forza la convocazione urgente perche&#8217; il dramma della Xyella in Puglia continua ad essere affrontato e gestito a pezzi, senza una strategia condivisa anche dai differenti enti preposti della Regione Puglia&#8221;. &#8220;Il sistema dei monitoraggi e campionamenti va potenziato &#8211; insiste Muraglia &#8211; perche&#8217; ancora oggi si basa principalmente su analisi visiva di ulivi troppo spesso asintomatici. Monitoraggi e campionamenti, considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi, restano l&#8217;unica soluzione per ridurre la velocita&#8217; di avanzamento della infezione&#8221;, conclude il presidente Coldiretti.</p>
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		<title>Xylella. Addio a olive 3 su 4 in Salento</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2019 19:56:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A causa della Xylella fastidiosa quest&#8217;anno sono andate perse quasi 3 olive su 4 in provincia di Lecce con il crollo del 73% della produzione di olio di oliva nell&#8217; ultimo anno. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) in occasione del pronunciamento della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A causa della Xylella fastidiosa quest&#8217;anno sono andate perse quasi 3 olive su 4 in provincia di Lecce con il crollo del 73% della produzione di olio di oliva nell&#8217; ultimo anno. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) in occasione del pronunciamento della Corte di Giustizia Ue. L&#8217;avanzata della malattia &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; ha lasciato milioni di ulivi secchi dietro di se&#8217;, molti dei quali monumentali, mano mano che la Xylella avanzava sul territorio spostandosi verso nord a una velocita&#8217; di piu&#8217; 2 chilometri al mese con conseguenze economiche, produttive e sociali: 5mila posti di lavoro persi nella filiera dell&#8217;olio extravergine di oliva con i frantoi svenduti a pezzi in Grecia, Marocco e Tunisia. Un trend che rischia di diventare irreversibile se &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; non si interviene con strumenti adeguati per rilanciare la piu&#8217; grande fabbrica green italiana con la regione Puglia che ha garantito fino ad ora quasi la meta&#8217; dell&#8217;olio Made in Italy.</p>
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		<title>Xylella. Tra caldo e disperazione, allarme incendi nel Salento</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/07/08/xylella-tra-caldo-e-disperazione-allarme-incendi-nel-salento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 16:53:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Allarme incendi nel Salento. Nell&#8217;ultimo fine settimana decine di ettari di uliveto sono stati divorati dalle fiamme causate per lo piu&#8217; dallo stato di abbandono in cui versano i terreni colpiti da xylella e da una burocrazia troppo lenta. A denunciarlo e&#8217; Italia Olivicola, la prima organizzazione della produzione olivicola italiana, che chiede a Regione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Allarme incendi nel Salento. Nell&#8217;ultimo fine settimana decine di ettari di uliveto sono stati divorati dalle fiamme causate per lo piu&#8217; dallo stato di abbandono in cui versano i terreni colpiti da xylella e da una burocrazia troppo lenta. A denunciarlo e&#8217; Italia Olivicola, la prima organizzazione della produzione olivicola italiana, che chiede a Regione e Governo di accelerare l&#8217;attuazione della legge emergenze agricole recentemente approvata per consentire agli olivicoltori della zona infetta di poter ricevere sia le autorizzazioni agli espianti, sia i finanziamenti destinati a coprire il mancato reddito e le spese sostenute per i dolorosi interventi. &#8220;Gli alberi millenari che si trasformano in pochi minuti in torce sono un colpo al cuore &#8211; spiega Gennaro Sicolo, Presidente di Italia Olivicola -. Sono immagini strazianti che fanno male e che testimoniano come ancora non si stia facendo abbastanza per tutelare cio&#8217; che ci e&#8217; stato tramandato da secoli&#8221;. &#8220;Gli incendi si ripetono in varie zone del Salento e sara&#8217; sempre peggio perche&#8217; nel deserto provocato dalla xylella bastano poche sterpaglie, in fiamme a causa del caldo estivo, per provocare questa tragedia ambientale di proporzioni enormi&#8221;, ha continuato Sicolo. &#8220;Xylella fa rima con abbandono, disastro economico e paesaggistico, disperazione &#8211; ha evidenziato il Presidente di Italia Olivicola -. Disperazione che porta a gesti estremi, perche&#8217; si registrano anche pochi casi isolati di incendi dolosi dovuti ai costi insostenibili delle eradicazioni &#8211; quando arrivano in tempo le autorizzazioni &#8211; troppo elevati rispetto ai ricavi della legna da vendere successivamente&#8221;. &#8220;È un disastro, siamo chiamati tutti ad impegnarci per fermare questa peste per provare a salvare l&#8217;economia olivicola italiana ed il nostro paesaggio millenario&#8221;, ha concluso Sicolo.</p>
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		<title>Xylella: Mattarella firma decreto</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2019 15:59:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Con la firma del presidente della Repubblica Mattarella, il decreto Emergenze diventa finalmente realta&#8217;, manca solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Ora occorre un deciso cambio di passo per sostenere gli agricoltori colpiti dell&#8217;area infetta che vogliono soltanto avere la liberta&#8217; di espiantare, reimpiantare e non morire di Xylella e burocrazia, anche grazie all&#8217;individuazione di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Con la firma del presidente della Repubblica Mattarella, il decreto Emergenze diventa finalmente realta&#8217;, manca solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Ora occorre un deciso cambio di passo per sostenere gli agricoltori colpiti dell&#8217;area infetta che vogliono soltanto avere la liberta&#8217; di espiantare, reimpiantare e non morire di Xylella e burocrazia, anche grazie all&#8217;individuazione di varieta&#8217; resistenti come il Leccino. Si deve, quindi, intervenire in maniera risoluta per fermare il dilagare della malattia e ridare una traiettoria di futuro aziendale agli agricoltori, ai frantoiani e ai vivaisti del Salento. Non sono piu&#8217; accettabili alibi, omissioni, tentennamenti nell&#8217;applicazione della legge&#8221;. È quanto chiede Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. &#8220;Coldiretti sta lavorando con il ministro Centinaio, cosi&#8217; come promesso a Lecce, perche&#8217; sia previsto un impegno risoluto &#8211; aggiunge Muraglia &#8211; per salvare la filiera dell&#8217;olio extravergine di oliva, sostenendo i frantoi salentini in grave crisi di liquidita&#8217;, a partire dalla moratoria sui mutui e all&#8217;integrazione al reddito, accompagnandoli nel percorso di dismissione parziale o totale degli impianti e nella riconversione eventuale delle attivita&#8217;&#8221;. &#8220;Dopo anni di errori, incertezze e scaricabarile, con il decreto Emergenze si dovra&#8217; intervenire per fermare il dilagare della malattia, trovando al contempo adeguati sistemi di convivenza, come innesti e sovrainnesti con varieta&#8217; resistenti&#8221;, conclude Muraglia.</p>
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		<title>Xylella: addio a 6 bottiglie olio made in Made in Italy su 10</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2019 15:12:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono aumentate del 7,5% le importazioni di olio extravergine di oliva in Italia provenienti per quasi ¾ dalla Spagna. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione del sopraluogo aereo effettuato dal presidente Nazionale di Coldiretti Ettore Prandini e dal ministro delle Politiche Agricole, Forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono aumentate del 7,5% le importazioni di olio extravergine di oliva in Italia provenienti per quasi ¾ dalla Spagna. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione del sopraluogo aereo effettuato dal presidente Nazionale di Coldiretti Ettore Prandini e dal ministro delle Politiche Agricole, Forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio in elicottero nell&#8217;area infetta da Xylella, per verificare dall&#8217;alto la strage di ulivi che ha cambiato il volto e il paesaggio del Salento. Nel 2019 si dice addio a 6 bottiglie di extravergine Made in Italy su 10 sugli scaffali dei supermercati per effetto del crollo del 57% della produzione che scende ad appena 185 milioni di chili, secondo l&#8217;analisi della Coldiretti. Per la prima volta nella storia la produzione nazionale e&#8217; inferiore a quella di Grecia e Marocco, si avvicina a quella della Turchia mentre la Spagna allunga la distanza con ben 1,6 miliardi di chili e raggiunge un quantitativo quasi 9 volte superiore. Senza interventi strutturali l&#8217;Italia rischia di perdere per sempre la possibilita&#8217; di consumare extravergine nazionale con effetti disastrosi sull&#8217;economia, il lavoro, la salute e sul paesaggio. &#8220;In questo scenario per rimanere competitivi e non essere condannati all&#8217;irrilevanza in un settore fondamentale per il Made in Italy deve partire al piu&#8217; presto il Piano olivicolo nazionale per rilanciare il settore con una strategia nazionale e investimenti adeguati, anche per realizzare nuovi impianti, cosi&#8217; come e&#8217; stato fatto da altri Paesi nostri concorrenti&#8221;, cosi&#8217; il presidente della Coldiretti Ettore Prandini sottolineando &#8220;l&#8217;importanza degli interventi contenuti nel decreto emergenze proposto dal ministro dell&#8217;agricoltura Centinaio dopo i ritardi accumulati da anni&#8221;.</p>
<p>Si tratta di &#8220;un&#8217;esigenza per recuperare il pesante deficit italiano potenziando &#8211; afferma Prandini &#8211; una filiera che coinvolge oltre 400 mila aziende agricole specializzate in Italia e che puo&#8217; contare sul maggior numero di olio extravergine a denominazione in Europa (43 Dop e 4 Igp) con un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varieta&#8217; di olive, il piu&#8217; vasto tesoro di biodiversita&#8217; del mondo&#8221;. In questa situazione aumenta il rischio di frodi e sofisticazioni a danno del vero Made in Italy che colpiscono i produttori agricoli e i consumatori. Il consiglio di Coldiretti per non cadere nelle trappole del mercato e scegliere Made in Italy e&#8217; quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, guardare con piu&#8217; attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui e&#8217; esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove e&#8217; possibile assaggiare l&#8217;olio Evo prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive. &#8220;Nel contratto che abbiamo presentato ai candidati all&#8217;Europarlamento nelle prossime elezioni insieme al sostegno finanziario alla Politica agricola (Pac) abbiamo posto la questione dell&#8217;etichettatura di origine che deve essere obbligatoria e ben visibile nelle confezioni &#8211; ha affermato Prandini &#8211; E&#8217; arrivata una sentenza storica del Consiglio di Stato, il cui pronunciamento e&#8217; stato sollecitato proprio dalla Coldiretti, che invita l&#8217;Amministrazione a rendere noti i nomi ed i marchi delle aziende che importano prodotti agricoli dall&#8217;estero per poi confezionarli come italiani. E negli accordi commerciali dell&#8217;Unione Europea &#8211; conclude Prandini &#8211; dobbiamo garantire che i prodotti importati in Europa rispettino quelle garanzie di sostenibilita&#8217; e salubrita&#8217; che sono richieste ai prodotti fatti nell&#8217;Ue ma abbiamo anche chiesto di arginare iniziative come quella dell&#8217;etichetta a semaforo inglese che mettono il bollino rosso sull&#8217;extravergine e quello verde su bevande gassate di cui non si conosce neanche la ricetta&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/20/xylella-addio-a-6-bottiglie-olio-made-in-made-in-italy-su-10/">Xylella: addio a 6 bottiglie olio made in Made in Italy su 10</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Xylella. 1.100 ricercatori &#8216;SeTA&#8217; in difesa della scienza</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/05/16/xylella-1-100-ricercatori-seta-in-difesa-della-scienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2019 14:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il contrasto del batterio Xylella fastidiosa, recentemente tornato agli onori delle cronache in seguito all&#8217;archiviazione da parte del Tribunale di Lecce dell&#8217;indagine a carico di dieci scienziati italiani che se ne erano occupati in passato e che erano stati accusati di aver causato la diffusione della malattia in seguito ai loro studi, deve essere perseguito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/16/xylella-1-100-ricercatori-seta-in-difesa-della-scienza/">Xylella. 1.100 ricercatori &#8216;SeTA&#8217; in difesa della scienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il contrasto del batterio Xylella fastidiosa, recentemente tornato agli onori delle cronache in seguito all&#8217;archiviazione da parte del Tribunale di Lecce dell&#8217;indagine a carico di dieci scienziati italiani che se ne erano occupati in passato e che erano stati accusati di aver causato la diffusione della malattia in seguito ai loro studi, deve essere perseguito attraverso una serie di misure di contenimento che devono prevedere, in alcuni casi, la distruzione delle piante infette. È questo il messaggio chiave, sostenuto da tempo dalla Comunita&#8217; scientifica e troppe volte ridimensionato da una costante e dilagante azione di disinformazione, che ha coinvolto in alcuni casi anche le istituzioni, emerso nell&#8217;incontro tra l&#8217;Associazione Luca Coscioni per la Liberta&#8217; di Ricerca Scientifica e il Gruppo informale SeTA (Scienze e Tecnologie per l&#8217;Agricoltura). La Comunita&#8217; scientifica, quotidianamente bersagliata sul tema Xylella da teorie complottiste e dagli attacchi provenienti da una minoranza delle istituzioni, ha visto schierarsi al suo fianco numerosi esponenti del mondo scientifico ed istituzionale, oltre che agronomi, giuristi e comuni cittadini, che hanno deciso di far sentire la propria voce rinnovando la fiducia ai ricercatori impegnati a contrastare il batterio della Xylella e aderendo ad una petizione, promossa dal gruppo SeTA, che ha raccolto oltre 1100 adesioni. &#8220;Il caso Xylella e&#8217; un esempio da manuale di come l&#8217;ambiguita&#8217; da parte di alcuni mezzi d&#8217;informazione e dei rappresentanti istituzionali abbia alimentato credenze fasulle che hanno gia&#8217; arrecato danni immensi all&#8217;agricoltura e all&#8217;economia della Puglia&#8221;, dichiara Marco Cappato, leader e tesoriere dell&#8217;Associazione Luca Coscioni. &#8220;Siamo dunque a fianco degli scienziati che si mobilitano per impedire che tale danno si aggravi ulteriormente mettendo il metodo scientifico al servizio della democrazia e del benessere di tutti i cittadini. La loro voce va ascoltata e le loro indicazioni seguite, senza cedere alle sirene del complottismo&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/16/xylella-1-100-ricercatori-seta-in-difesa-della-scienza/">Xylella. 1.100 ricercatori &#8216;SeTA&#8217; in difesa della scienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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