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	<title>L&#039;Inchiesta Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Coronavirus. Conte: &#8220;Denunce per epidemia e lockdown&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2020 14:02:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nei mesi scorsi alcuni cittadini, avvocati, finanche un&#8217;associazione dei consumatori hanno dichiarato pubblicamente di avere presentato denunce nei miei confronti e del Governo per la gestione della pandemia. Le accuse sono state le piu&#8217; varie. Alcuni ci hanno accusato di avere adottato misure restrittive, altri ci hanno accusato di non aver adottato misure sufficienti o [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p> &#8220;Nei mesi scorsi alcuni cittadini, avvocati, finanche un&#8217;associazione dei consumatori hanno dichiarato pubblicamente di avere presentato denunce nei miei confronti e del Governo per la gestione della pandemia. Le accuse sono state le piu&#8217; varie. Alcuni ci hanno accusato di avere adottato misure restrittive, altri ci hanno accusato di non aver adottato misure sufficienti o di averle adottate troppo tardi. Ci hanno addebitato i piu&#8217; variegati comportamenti criminali: il reato di epidemia, di omicidio colposo, di attentato alla incolumita&#8217; pubblica, di attentato contro la Costituzione e contro i diritti politici dei cittadini, e altri ancora&#8221;. Cosi&#8217; il premier Giuseppe Conte, su Facebook, commentando l&#8217;avviso di garanzia. &#8220;Per massima trasparenza vi informo che io e i Ministri Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese e Speranza abbiamo ricevuto un avviso ex art. 6, comma 2, legge cost. n. 1/1989. Poco fa ne abbiamo dato notizia attraverso un comunicato ufficiale. Abbiamo fatto accesso agli atti e abbiamo appreso che alla Procura di Roma, per competenza territoriale, sono state convogliate nei mesi scorsi buona parte delle denunce di reato presentate nei nostri confronti provenienti da varie parti d&#8217;Italia. Doverosamente, la Procura di Roma ha aperto un procedimento nei nostri confronti e dopo aver valutato una ad una le relative denunce le ha giudicate &#8216;infondate e dunque da archiviare'&#8221;, ribadisce. &#8220;Ha quindi trasmesso il fascicolo al Collegio dei magistrati competenti per i reati ministeriali accompagnando la trasmissione con la richiesta di archiviazione. L&#8217;invio del fascicolo al Collegio e&#8217; un atto dovuto in quanto previsto dalla medesima legge cost. n. 1/1989. Lasciamo che la Magistratura completi questo iter procedimentale. Io e i Ministri siamo e saremo sempre disponibili a fornire qualsiasi forma di collaborazione che ci verra&#8217; richiesta, nel rispetto dei distinti ruoli istituzionali. Il bene dell&#8217;Italia e degli italiani, prima di tutto&#8221;, conclude il premier.</p>
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		<title>Minori: a Gioia Tauro 200 bimbi vivono tra rifiuti, senza servizi igienici</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/02/17/minori-a-gioia-tauro-200-bimbi-vivono-tra-rifiuti-senza-servizi-igienici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 16:22:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Montagne di rifiuti, ratti e carcasse abbandonate. Nel Rione Ciambra di Gioia Tauro circa 200 bambini vivono in condizioni sanitarie precarie, anche a causa della mancanza di servizi igienici all&#8217;interno dei complessi abitativi di edilizia popolare. A denunciarlo e&#8217; il presidente di Unicef Italia, Francesco Samengo, intervistato sul tema dall&#8217;agenzia Dire. &#8220;Nel quartiere Ciambra i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Montagne di rifiuti, ratti e carcasse abbandonate. Nel Rione Ciambra di Gioia Tauro circa 200 bambini vivono in condizioni sanitarie precarie, anche a causa della mancanza di servizi igienici all&#8217;interno dei complessi abitativi di edilizia popolare. A denunciarlo e&#8217; il presidente di Unicef Italia, Francesco Samengo, intervistato sul tema dall&#8217;agenzia Dire. &#8220;Nel quartiere Ciambra i bambini vivono in una situazione ambientale davvero disastrosa, che deve essere risolta al piu&#8217; presto- ha detto- noi abbiamo presentato un progetto di riqualificazione ambientale e sociale, che si chiama &#8216;Gioia Tauro citta&#8217; amica dei bambini 4.0&#8242;, con l&#8217;obiettivo di sostenere quella comunita&#8217; nell&#8217;adozione di strategie per migliorare le condizioni di sostenibilita&#8217; del territorio in maniera sistemica, tenendo in particolare considerazione la salute e la tutela dell&#8217;infanzia. Noi diamo la nostra disponibilita&#8217; e offriamo anche i tecnici, ma anche le altre istituzioni dovranno dare il loro contributo&#8221;. Ma e&#8217; possibile stabilire se ci sia stato tra i bambini un aumento dei casi di malattie legate a queste condizioni sanitarie precarie? &#8220;Non posso dirlo con esattezza- ha risposto Samengo alla Dire- ma ci sono stati casi particolari, gia&#8217; ben noti al Capo del Dipartimento per le Liberta&#8217; civili e l&#8217;immigrazione prefetto Michele di Bari, a cui abbiamo presentato il nostro progetto&#8221;. E proprio su questo tema a febbraio e&#8217; stato istituito un tavolo permanente di coordinamento, nel corso di una riunione che si e&#8217; tenuta al ministero dell&#8217;Interno per identificare interventi volti a migliorare le condizioni di vita dei bambini che vivono nei complessi abitativi di edilizia popolare di via Ciambra (dove ci sono circa 87 famiglie), nel complesso di case abusive di via Asmara (dove ci sono circa 30 famiglie) e di 5 famiglie nel complesso Petrace. Alla riunione erano presenti, oltre al presidente dell&#8217;Unicef Italia, Francesco Samengo, anche il Capo del Dipartimento per le Liberta&#8217; civili e l&#8217;immigrazione, prefetto Michele di Bari; il prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani; il Garante per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale; il sindaco di Gioia Tauro, Aldo Alessio e il vicesindaco Valerio Romano; l&#8217;assessore alle politiche sociali, Francesca Guerrisi; l&#8217;assessore ai lavori pubblici Giuseppe Romeo, il consigliere Andrea Macino. Quali saranno i prossimi passaggi? &#8220;Ci sara&#8217; al piu&#8217; presto una nuova riunione alla prefettura di Reggio Calabria- ha risposto infine Samengo alla Dire- dove ci sara&#8217; anche il garante e i sindaci di Reggio Calabria e Gioia Tauro&#8221;.</p>
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		<title>Mafie. Imprenditore: &#8220;Da testimone verità chiedo aiuto a Stato che funziona&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/09/27/mafie-imprenditore-da-testimone-verita-chiedo-aiuto-a-stato-che-funziona/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Sep 2018 14:11:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;A me non piace fare cose eclatanti, farmi crescere la barba, incatenarmi. Mi vergognerei. Chiedo solo aiuto perche&#8217; credo che ancora esiste un pezzo di Stato che funziona. Vorrei che venga rivisitata tutta la mia posizione giuridica, perche&#8217; per ogni attentato subito, e sono sette, piu&#8217; un tentato omicidio, ho avuto sempre davanti un procuratore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/09/27/mafie-imprenditore-da-testimone-verita-chiedo-aiuto-a-stato-che-funziona/">Mafie. Imprenditore: &#8220;Da testimone verità chiedo aiuto a Stato che funziona&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A me non piace fare cose eclatanti, farmi crescere la barba, incatenarmi. Mi vergognerei.<br />
Chiedo solo aiuto perche&#8217; credo che ancora esiste un pezzo di Stato che funziona. Vorrei che venga rivisitata tutta la mia posizione giuridica, perche&#8217; per ogni attentato subito, e sono sette, piu&#8217; un tentato omicidio, ho avuto sempre davanti un procuratore nuovo, al quale ho dovuto raccontare le cose, il fascicolo non e&#8217; mai stato raccolto in maniera appropriato. Ho bisogno che qualche procuratore si metta di buona lena a ragionare su tutta la mia storia&#8221;. Cosi&#8217; Tiberio Bentivoglio, imprenditore di Reggio Calabria, titolare di una sanitaria, da 26 anni esposto a continue intimidazioni da parte della &#8216;ndrangheta, incontrando i giornalisti per denunciare le enormi difficolta&#8217; burocratiche alle quali deve fare fronte. Con lui diversi esponenti dell&#8217;associazione Libera ed altri imprenditori della rete &#8216;contro il pizzo&#8217;. Per i numerosi attentati subiti il negozio di Bentivoglio e&#8217; presidiato costantemente dall&#8217;Esercito. &#8220;I ritardi della magistratura, che svolge una grande attivita&#8217; sono dovuti all&#8217;enorme lavoro che hanno &#8211; ha aggiunto Bentivoglio &#8211; le scrivanie dei procuratori sono stracolme di fascicoli. La politica, invece non si e&#8217; mai interessata seriamente a queste vicende, ne&#8217; a quelle di tutte le vittime di mafia. Mi sono sempre dichiarato parte lesa in tutti i procedimenti e le denunce che ho avviato dal 1992 ad oggi &#8211; ha affermato &#8211; pero&#8217; se la giustizia arriva tardi non e&#8217; giustizia. Mi sento un testimone di verita&#8217; in attesa di giustizia, sfortunato nell&#8217;aver incontrato un pezzo di Stato che non ha funzionato. Ad ogni evento doloso abbiamo scelto la strada della denuncia. Sui tavoli della procura abbiamo portato decine e decine di indizi per facilitare il lavoro degli inquirenti e consentire di costruire le prove necessarie per dare vita ai processi. Non denunce generiche e superficiali: abbiamo sempre raccontato ogni cosa nei minimi particolari e fatto i nomi di chi ci ha martoriato pretendendo i frutti dei nostri sacrifici. Inoltre nei procedimenti penali dove siamo stati riconosciuti parte offesa ci siamo sempre costituiti parte civile&#8221;. Nel tempo pero&#8217; i debiti, ha ricordato l&#8217;imprenditore &#8220;aumentano e i risarcimenti non sempre sono sufficienti e tempestivi per far fronte a quanto chiesto dalle banche abbiamo perso molti clienti. Anche poco prima di riaprire l&#8217;attivita&#8217; nel marzo del 2016, in un locale commerciale confiscato alla &#8216;ndrangheta, e sul quale ho un contratto di affitto, ho subito l&#8217;incendio di un magazzino con tutta la merce che doveva essere trasferita nel negozio. Devo ringraziare gli amici e i partenti se siamo riusciti ad aprire. Io non mi arrendero&#8217; mai &#8211; ha concluso Bentivoglio &#8211; se dovro&#8217; chiudere non lo faro&#8217; perche&#8217; vinto dalla &#8216;ndrangheta ma perche&#8217; non riusciro&#8217; a pagare di debiti che purtroppo si stanno accumulando. La mia casa e&#8217; stata ipotecata ed e&#8217; stato posta all&#8217;asta. Se la perdero&#8217; dormiro&#8217; dentro il negozio e mettero&#8217; un cartello con scritto: chiuso per assenza dello Stato&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Immersi nel Cratere&#8221; un anno dopo. Il reportage di Wired e ActionAid</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Oct 2017 19:42:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Wired e ActionAid presentano ‘Immersi nel Cratere’, un reportage interattivo a 360 gradi che trasporta il pubblico nelle condizioni di vita in Centro Italia a oltre un anno dalla prima scossa di terremoto. Quattro testimoni incarnano la capacità di reagire al disastro, accompagnando lo spettatore in un’esplorazione immersiva, raccontando speranze, paure e aspettative. ‘Immersi nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/30/immersi-nel-cratere-un-anno-dopo-il-reportage-di-wired-e-actionaid/">&#8220;Immersi nel Cratere&#8221; un anno dopo. Il reportage di Wired e ActionAid</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Wired e ActionAid presentano ‘Immersi nel Cratere’, un reportage interattivo a 360 gradi che trasporta il pubblico nelle condizioni di vita in Centro Italia a oltre un anno dalla prima scossa di terremoto.</p>
<p>Quattro testimoni incarnano la capacità di reagire al disastro, accompagnando lo spettatore in un’esplorazione immersiva, raccontando speranze, paure e aspettative.</p>
<p>‘Immersi nel Cratere’ è un racconto in prima persona, senza mediazioni di alcun tipo.</p>
<p>Il reportage interattivo, disponibile online sulla homepage della testata Wired, è aperto da una panoramica del Monte Vettore, che permette all’utente di porsi nella condizione migliore per proseguire l’esperienza.</p>
<h3><a href="https://www.wired.it/partner/immersinelcratere/" target="_blank" rel="noopener">CLICCA QUI PER VEDERE IL REPORTAGE</a></h3>
<p>L’utente potrà muoversi in questo spazio e cliccare sulle foto dei personaggi presenti per accedere ai reportage che raccontano la storia di quattro protagonisti. Ogni reportage, della durata di circa quattro minuti, approfondisce un aspetto specifico legato al post-sisma.</p>
<p>Gli spettatori viaggeranno insieme a Maurizio, dirigente scolastico di Camerino che è riuscito a garantire lo svolgimento delle lezioni anche durante l’emergenza; Stefano, fornaio di Arquata del Tronto con un grande amore per la sua terra e il suo lavoro; Assunta, tessitrice di Campotosto che sta facendo tutto il possibile per proseguire la sua professione nel paese in cui è cresciuta; Martina, giovane di Visso con la passione per il pattinaggio artistico a cui ha dovuto rinunciare dopo il crollo del palazzo del ghiaccio.</p>
<p>‘Immersi nel cratere’ intende portare lo spettatore dentro la realtà delle zone colpite, dove le comunità stanno cercando di riappropriarsi dei loro territori e ricominciare a vivere nonostante le molte difficoltà. A oltre un anno dalla prima scossa del 24 agosto 2016, la ricostruzione non è ancora cominciata e lo stato di emergenza è stato prolungato fino al 28 febbraio 2018. La rimozione delle macerie procede molto a rilento, mentre il numero degli sfollati è di 30mila.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/30/immersi-nel-cratere-un-anno-dopo-il-reportage-di-wired-e-actionaid/">&#8220;Immersi nel Cratere&#8221; un anno dopo. Il reportage di Wired e ActionAid</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ulivi salentini: a processo per aver difeso la storia e il futuro, un appello</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/10/01/ulivi-salentini-a-processo-per-aver-difeso-la-storia-e-il-futuro-un-appello/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Oct 2017 18:45:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[processo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I loro volti sono quelli della verità, una verità calpestata, bruciata tra le fiamme dell’omertà e della complicità. Cittadini come tanti, madri, padri, studenti, contadini, professionisti e anche bambini. Erano circa duecento i salentini che nel novembre del 2015 bloccarono il traffico ferroviario alla stazione di San Pietro Vernotico (BR). Di questi, 46 sono stati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/01/ulivi-salentini-a-processo-per-aver-difeso-la-storia-e-il-futuro-un-appello/">Ulivi salentini: a processo per aver difeso la storia e il futuro, un appello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I loro volti sono quelli della verità, una verità calpestata, bruciata tra le fiamme dell’omertà e della complicità. Cittadini come tanti, madri, padri, studenti, contadini, professionisti e anche bambini. Erano circa duecento i salentini che nel <strong>novembre del 2015 bloccarono il traffico ferroviario alla stazione di</strong> <strong>San Pietro Vernotico (BR).</strong> Di questi, 46 sono stati identificati e denunciati dalla<strong> Digos di Brindisi.</strong> L’accusa è di aver omesso di dare avviso dalle autorità competenti della manifestazione, cagionando un danno ai passeggeri e alle Ferrovie dello Stato, oltre che di interruzione di pubblico servizio.</p>
<p>La manifestazione in questione aveva la finalità di bloccare il <strong>Piano Silletti, che prevedeva non solo l’estirpazione degli ulivi salentini perché ritenuti infetti da xylella (senza però alcun test di patogenicità effettuato sul batterio e soprattutto con la consapevolezza che l’estirpazione delle piante non lo eradica), ma anche l’irrorazione a tappeto da Leuca a Brindisi di fitofarmaci riconosciuti dannosi alla salute umana, i cui effetti sarebbero emersi soprattutto nelle generazioni future.</strong></p>
<p>Hanno tentato ogni via per evitare il disastro, hanno cercato di dialogare con le Istituzioni, hanno chiesto a gran voce di aprire la ricerca a 360° e di accreditare altri centri analisi, ma ogni loro richiesta è rimasta inascoltata. A dicembre la<strong> procura di Lecce bloccò quel folle piano</strong> indagando lo stesso commissario all’emergenza, il generale Silletti e parte della scienza che ad oggi continua ad occuparsi del disseccamento rapido.</p>
<p>Questi cittadini il<strong> 6 novembre saranno processati per aver difeso la loro storia e il loro futuro</strong>. Oggi hanno bisogno della solidarietà di tutti.</p>
<p>Siamo dunque al loro fianco nell’affermare l’alto valore sociale della loro azione, rivolta ad impedire uno scempio immensamente superiore al presunto danno arrecato dalla loro azione di protesta.</p>
<p>Per aderire all’<strong>appello di solidarietà</strong> clicca&nbsp;<strong><a href="https://www.change.org/p/sostieni-chi-viene-processato-per-aver-difeso-gli-ulivi-del-salento?utm_medium=email&amp;utm_source=petition_signer_receipt&amp;utm_campaign=triggered&amp;j=133566&amp;sfmc_sub=244231618&amp;l=32_HTML&amp;u=25671492&amp;mid=7233052&amp;jb=44101">qui</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/01/ulivi-salentini-a-processo-per-aver-difeso-la-storia-e-il-futuro-un-appello/">Ulivi salentini: a processo per aver difeso la storia e il futuro, un appello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Droni in Libia: l’Italia come è coinvolta?</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Sep 2017 20:12:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’esercito USA ha recentemente dichiarato di aver condotto quattro raid recenti in Libia contro l’ISIS: ma qual è il coinvolgimento dell’Italia? Questa è la domanda che la società civile si pone alla notizia che i raid sarebbero partiti dalla base italiana da Sigonella, come riportato ieri da Repubblica: una certezza quantomeno curiosa, dato che sugli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/09/27/droni-in-libia-litalia-come-e-coinvolta/">Droni in Libia: l’Italia come è coinvolta?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’esercito USA ha recentemente dichiarato di aver condotto quattro raid recenti in Libia contro l’ISIS: ma qual è il coinvolgimento dell’Italia? Questa è la domanda che la società civile si pone alla notizia che i raid sarebbero partiti dalla base italiana da Sigonella, come riportato ieri da Repubblica: una certezza quantomeno curiosa, dato che sugli accordi tra il governo italiano e quello americano vige grande segretezza. Mentre è pubblico l’accordo bilaterale su Sigonella, il Technical Arrangement del 2006 – e sono stati gli USA a pubblicarlo – non ci sono infatti notizie sull’accordo aggiuntivo che regola la presenza dei droni armati a Sigonella, al punto che non vi è conferma nemmeno dell’anno della firma.</p>
<p>Da tempo la stampa parla dell’utilizzo di Sigonella per operazioni di droni armati eppure neanche gli esperti internazionali hanno potuto confermarlo, proprio a causa della mancanza di informazioni: il tema è stato sollevato proprio lo scorso lunedì in una conferenza internazionale tenutasi all’università di Milano dal titolo “Droni armati in Italia e in Europa: problemi e prospettive”, che ha coinvolto anche parlamentari ed esponenti delle Forze Armate, oltre a esperti da tutto il mondo.</p>
<p>“Nel febbraio 2016 il Wall Street Journal scriveva che il governo Renzi aveva dato l’ok alla partenza di mezzi dell’esercito USA a una condizione: l’esclusivo utilizzo a scopo di difesa. E ieri proprio il Ministro della Difesa Pinotti ha incontrato il generale Haftar in visita a Roma: come siamo coinvolti in questo scenario?” nota Antonella Napolitano della Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili.</p>
<p>Sulla mancanza di informazioni, in assenza di azioni a livello parlamentare, la società civile si sta muovendo: lo European Center for Constitutional and Human Rights (ECCHR), organizzazione non governativa con sede a Berlino, ha presentato richiesta di accesso agli atti al Ministero della Difesa e alla Presidenza del Consiglio chiedendo come sia stata regolata la presenza dei droni armati USA a Sigonella: il Governo ha per due volte apposto il segreto di Stato. “E tuttavia”, nota Chantal Meloni, professore di diritto penale internazionale alla Statale di Milano e consulente giuridico di ECCHR, “non è accettabile che ci venga negato l’accesso tout court: almeno il quadro giuridico di riferimento, sulla base del quale il Governo autorizza le missioni letali dei droni statunitensi, deve essere accessibile”. Al momento ECCHR attende la decisione del TAR, prevista per il prossimo novembre.</p>
<p>La situazione apre a numerose domande sul ruolo e sulle responsabilità del nostro Paese: “L’Italia è consapevole che questo coinvolgimento nelle operazioni militari USA può comportare responsabilità anche penale nell’ambito del diritto internazionale?” chiede Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo.</p>
<p>“C’è motivo di grave preoccupazione rispetto al coinvolgimento dell’Italia negli attacchi drone degli Stati Uniti in Libia” dice Alex Moorehead, direttore del programma Counterterrorism, Armed Conflict, and Human Rights alla Columbia University. “Il progetto di Trump di cambiare le politiche sull’uso dei droni, che renderà ancora più semplice uccidere un maggior numero di persone in più paesi, aumenta il rischio che l’Italia diventi complice in uccisioni illegali. Il pubblico italiano fa bene a chiedere trasparenza al proprio governo e, in particolare, spiegazioni chiare circa le garanzie – se ce ne sono – che l’Italia ha ricevuto per assicurarsi che gli attacchi USA che partono da Sigonella rispettino gli obblighi nazionali e internazionali”.</p>
<p>Politiche chiare, richiamo alla trasparenza e invito alla non complicità da parte degli Stati sono tra i punti chiave della call to action dello European Forum on Armed Drones (EFAD), di cui le tre organizzazioni fanno parte.</p>
<p>La totale assenza di trasparenza nello scenario attuale è tanto più preoccupante se si considera che tra pochi mesi l’Italia potrebbe avere droni armati operativi: c’è il dubbio che il nostro Parlamento non sia pronto, aveva affermato Vignarca durante il convegno. Di certo sembra non sia molto informato…</p>
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		<title>Soget di nuovo alla ribalta dell&#8217;opinione pubblica: dirigenza a giudizio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2017 15:08:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito del rinvio a giudizio del Sottosegretario alla presidenza della giunta regionale&#160;Mario Mazzocca, del capogruppo regionale di Forza Italia&#160;Lorenzo Sospiri, dell’ex. Direttore Generale della Soget&#160;Gaetano Monaco ma sempre alle dipendenze della società di Via Venezia&#160;e del responsabile del settore esecutivo Soget &#160;Domenico Ludovico, “L’affaire Soget” è tornato alla ribalta dell&#8217;opinione pubblica.&#160; Il GUP del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">A seguito del rinvio a giudizio del Sottosegretario alla presidenza della giunta regionale&nbsp;</span></span><strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">Mario Mazzocca</span></span></strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">, del capogruppo regionale di Forza Italia</span></span><strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">&nbsp;Lorenzo Sospiri</span></span></strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">, dell’ex. Direttore Generale della Soget&nbsp;</span></span><strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">Gaetano Monaco </span></span></strong><strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">ma sempre alle dipendenze della società di Via Venezia</span></span></strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">&nbsp;e del responsabile del settore esecutivo Soget &nbsp;</span></span><strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">Domenico Ludovico, </span></span></strong><strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>“</i><a href="http://www.improntalaquila.org/2015/05/03/laffaire-soget-spa/">L’affaire Soget</a><i>”</i></span></span></strong><strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"> è tornato alla ribalta dell&#8217;opinione pubblica.&nbsp;</span></span></strong></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">Il GUP del tribunale di Pescara, <b>Antonella Di Carlo</b>, su richiesta del PM <b>Gennaro Varone</b>, trovando granitico l’impianto accusatorio, frutto di una complessa indagine che ha lasciato però ampie zone d’ombra sugli altri <b>843</b> politici i cui debiti esattoriali erano in un apposito file del&nbsp;<b>Monaco</b> e sfuggiti per il momento all’inchiesta, ha rinviato a giudizio i quattro indagati per i seguenti motivi: <b>Mazzocca</b> deve rispondere di <b>abuso d&#8217;ufficio in concorso</b>; <b>Sospiri</b> di <b>abuso d&#8217;ufficio in concorso</b> e <b>falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale</b> sull&#8217;identità o su qualità personali proprie o di altri; <b>Monaco</b> e <b>Ludovico </b>di <b>abuso d&#8217;ufficio e falso ideologico in concorso</b>.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">Secondo l&#8217;accusa, <b>Mazzocca</b> sembrerebbe che avesse&nbsp;<b>indebitamente beneficiato della mancata riscossione di un debito di 22.300 euro</b> nei confronti della società acquedottistica, <b>attraverso una condotta illecita</b><i><b>.</b></i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda <b>Sospiri</b>, sempre secondo l&#8217;accusa, <b>Monaco</b> e <b>Ludovico sembrerebbe che avessero</b><b>&nbsp;acconsentito </b><i><b>&#8220;</b></i><b>immotivate rateizzazioni del debito di Sospiri</b><i><b>&#8220;</b></i>, riguardante sanzioni per violazioni del codice della strada e tributi comunali<i><u><b>.</b></u></i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Pertanto, il GUP ha disposto che tutti gli imputati saranno chiamati a difendersi dall’accusa di abuso d&#8217;ufficio in concorso, con Monaco e Ludovico che devono rispondere anche di falso ideologico in concorso e di errore determinato dall&#8217;altrui inganno</b><u><b>.</b></u></span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;udienza è stata fissata per il prossimo 24 ottobre.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma il circolo vizioso che lega <i><b>“</b></i><b>Soget&amp;Politica”</b> ha scritto la cronaca giudiziaria italiana degli ultimi dieci anni: come non ricordare i legami del Monaco che ebbe a dichiarare agli inquirenti in merito ai rapporti che legavano la società pescarese all’attuale <b>Governatore Luciano Dalfonso.</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">E ci vengono in soccorso a delineare tale scenario anche le parole del Senatore campano di Forza Italia </span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Franco Cardiello</b></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"> che, unitamente agli atti prodotti all’attenzione dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione </span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>dall’Ufficiale della Riscossione Massimo Ridolfi</b></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"> – sembrerebbe parte dirimente anche della indagine pescarese -, ha provocato la lapidaria relazione </span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ANAC</b></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"> (<a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2017/06/ANAC-su-Soget.pdf">ANAC su Soget</a>) e una accesissima e puntualissima interrogazione parlamentare a proposito del </span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">“modus operandi”</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"> Soget S.p.A. (<a href="http://www.improntalaquila.org/wp-content/uploads/2017/06/interrogazione-parlamentare.pdf">interrogazione parlamentare</a>); il </span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Senatore Cardiello</b></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">, a proposito di Soget, dice: </span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">“Non si comprende quale sia il vero interesse dell’amministrazione comunale nostrana</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">&nbsp;</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">nel continuare ad avere rapporti contrattuali con questa società di riscossione, vista la mole di procedimenti penali in corso e le continue segnalazioni all’</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ANAC</b></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>&nbsp;</b></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">da parte degli</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">&nbsp;</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Enti locali</b></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>&nbsp;</b></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">che minano, inevitabilmente, l’affidabilità della stessa!” e continua</span></span> <span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">“Sulle assunzioni clientelari, infine, il</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">&nbsp;</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Comune</b></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>&nbsp;</b></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">non poteva che rispondere sostenendo di non conoscere i criteri di selezione. Pur inconsapevoli di ciò, non si può far finta di niente relativamente alla vicinanza elettorale alla maggioranza&nbsp; degli</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">&nbsp;</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>assunt</b></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">i. L’azione di</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">&nbsp;</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>vigilan</b></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">za e monitoraggio continuerà, nonostante l’indifferenza e la testardaggine amministrativa di qualche venditore di pentole!&#8221;</span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma anche al nord non scherzano, tanto per coprire tutto lo stivale, come i rappresentanti del Movimento 5 Stelle della Provincia di Torino che affermano: </span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>“</i>La società Soget da tempo è abituata ad essere oggetto di procedimenti giudiziari in varie procure italiane. Questa società si occupa delle riscossioni coattive delle entrate tributarie ed extra tributarie di molti Comuni delle regioni italiane fra cui</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">&nbsp;</span></span><strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">Campania, Puglia, Abruzzo, Toscana, Umbria, Lombardia e Piemonte</span></span></strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">. In particolare anche l’unione dei Comuni NET, nonché il Consorzio Bacino 16, </span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>hanno ceduto al suo torbido fascino</b></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">,</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"> che in questi anni ha dimostrato come i sodalizi pagati con moneta contante alle amministrazioni comunali e regionali è vincente anche in assenza del ‘</span></span><strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">certificato antimafia’</span></span></strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">&nbsp;</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">e dei requisiti previsti dalla legge”. E continuano: “In considerazione di tutto ciò, i gruppi consiliari M5S di Borgaro, Caselle/Mappano, Leinì, Volpiano e Settimo richiedono la revoca dell’affido e conseguente esclusione della società Soget dalla gara di concessione del servizio di riscossione coattiva. Si richiede inoltre che questo sevizio</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">&nbsp;</span></span><strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">venga svolto direttamente presso i Comuni</span></span></strong><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;">, per evitare di incorrere in situazioni simili, visto il proliferare degli affari di questo tipo di società che operano spesso ben oltre il margine della legalità”</span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.improntalaquila.org/2016/03/29/91530/">La <strong>redazione L&#8217;Impronta</strong>, oggetto anche di una intimidatoria querela per diffamazione da parte della Soget </a>S.p.A., <a href="http://www.improntalaquila.org/2016/05/11/inchiesta-soget-archiviata-querela-di-diffamazione-contro-limpronta/">risolta con l&#8217;archiviazione</a>, &nbsp;ha ben presente e denunciato all’opinione pubblica quanto i nostri politici, di ogni specie e latitudine, sembrano aver scoperto solo ora.</span></span></p>
<p style="text-align: right;">Luisa Stifani</p>
<p>Per completezza dell’informazione vedi:</p>
<p><a href="http://notiziario.ossigeno.info/2016/05/diffamazione-archiviata-querela-contro-sitoweb-limpronta-69631/">Diffamazione. Archiviata querela contro sitoweb l’Impronta&nbsp;</a>,<a href="http://www.improntalaquila.org/2016/inchiesta-soget-archiviata-querela-di-diffamazione-contro-limpronta-92882.html">&nbsp;Inchiesta Soget: archiviata querela di diffamazione contro L’Impronta</a>,<a title="La Soget vuole mettere il bavaglio a L’Impronta" href="http://www.improntalaquila.org/2016/91530-91530.html" rel="bookmark">La Soget vuole mettere il bavaglio a L’Impronta</a>&nbsp;<a title="Soget: I soliti “illeciti?”" href="http://www.improntalaquila.org/2016/91176-91176.html" rel="bookmark">Soget: I soliti “illeciti? ”</a><a title="Inchiesta Soget: confermati gli abusi e i falsi della Dirigenza Soget" href="http://www.improntalaquila.org/2015/88456-88456.html" rel="bookmark">Inchiesta Soget: confermati gli abusi e i falsi della Dirigenza Soget</a>,&nbsp;<a title="Inchiesta Soget: interrogato Mario Mazzocca" href="http://www.improntalaquila.org/2015/inchiesta-soget-interrogato-mario-mazzocca-87529.html" rel="bookmark">Inchiesta Soget: interrogato Mario Mazzocca</a>,&nbsp;<a title="Inchiesta Soget: l’estate è finita, nuovi acquazzoni?" href="http://www.improntalaquila.org/2015/inchiesta-soget-lestate-e-finita-nuovi-acquazzoni-86414.html" rel="bookmark">Inchiesta Soget: l’estate è finita, nuovi acquazzoni?</a>&nbsp;<a title="Inchiesta Soget: gli impunitopoli del “potere”" href="http://www.improntalaquila.org/2015/inchiesta-soget-gli-impunitopoli-del-potere-85282.html" rel="bookmark">Inchiesta Soget: gli impunitopoli del “potere”</a><a href="http://www.improntalaquila.org/2015/inchiesta-soget-falso-movimento-85085.html">Inchiesta Soget: “Falso movimento</a>”,&nbsp;<a title="Inchiesta Soget: notifiche irregolari" href="http://www.improntalaquila.org/2015/inchiesta-soget-notifiche-irregolari-84943.html" rel="bookmark">Inchiesta Soget: notifiche irregolari</a>,&nbsp;<a title="Inchiesta Soget: Gaetano Monaco e Domenico Ludovico si dimettono" href="http://www.improntalaquila.org/2015/inchiesta-soget-gaetano-monaco-e-domenico-ludovico-si-dimettono-84871.html" rel="bookmark">Inchiesta Soget: Gaetano Monaco e Domenico Ludovico si dimettono</a>,&nbsp;<a title="Inchiesta Soget: l’abbraccio mortale con la politica scopre il vaso di Pandora" href="http://www.improntalaquila.org/2015/inchiesta-soget-labbraccio-mortale-con-la-politica-scopre-il-vaso-di-pandora-84824.html" rel="bookmark">Inchiesta Soget: l’abbraccio mortale con la politica scopre il vaso di Pandora</a>,<a title="Inchiesta Soget: chiesta l’interdizione di Monaco e Ludovico" href="http://www.improntalaquila.org/2015/inchiesta-soget-chiesta-linterdizione-di-monaco-e-ludovico-84787.html" rel="bookmark">Inchiesta Soget: chiesta l’interdizione di Monaco e Ludovico</a>,&nbsp;<a title="Inchiesta Soget SpA: altro indagato e scoppia guerra tra Azienda e Ufficiali" href="http://www.improntalaquila.org/2015/inchiesta-soget-spa-altro-indagato-e-scoppia-guerra-tra-azienda-e-ufficiali-83566.html" rel="bookmark">Inchiesta Soget SpA: altro indagato e scoppia guerra tra Azienda e Ufficiali</a>,&nbsp;<a title="Inchiesta Soget SpA: lungo interrogatorio in Procura per un Ufficiale della Riscossione non reticente. Nuova svolta?" href="http://www.improntalaquila.org/2015/inchiesta-soget-spa-lungo-interrogatorio-in-procura-per-un-ufficiale-della-riscossione-non-reticente-nuova-svolta-83232.html" rel="bookmark">Inchiesta Soget SpA: lungo interrogatorio in Procura per un Ufficiale della Riscossione non reticente. Nuova svolta?</a>,&nbsp;<a href="http://www.improntalaquila.org/2015/laffaire-soget-spa-82827.html">L’Affaire Soget SpA</a>,<a href="http://www.improntalaquila.org/2015/affari-e-intrecci-soget-spa-enti-locali-politici-vip-e-gli-ufficiali-della-riscossione-82663.html" rel="bookmark">Affari e intrecci Soget SpA: Enti locali, politici, vip… e gli Ufficiali della Riscossione?</a>,&nbsp;<a href="http://www.improntalaquila.org/2015/ufficiali-riscossione-soget-spa-sottomessi-e-con-disastri-psichici-82221.html" rel="bookmark">Ufficiali Riscossione Soget SpA sottomessi e con disastri psichici</a>,&nbsp;<a href="http://www.improntalaquila.org/2015/inchiesta-soget-spa-sospiri-non-riguarda-mie-sanzioni-esigibili-82134.html" rel="bookmark">Inchiesta Soget SpA : Sospiri, non riguarda mie sanzioni ‘esigibili’</a>,&nbsp;<a href="http://www.improntalaquila.org/2015/inchiesta-soget-spa-rigettato-ricorso-contro-sequestro-documenti-82126.html" rel="bookmark">Inchiesta Soget SpA: rigettato ricorso contro sequestro documenti</a>,&nbsp;<a href="http://www.improntalaquila.org/2015/inchiesta-soget-ricorso-contro-provvedimento-sequestro-81947.html" rel="bookmark">Inchiesta Soget: ricorso contro provvedimento sequestro documenti</a>,&nbsp;<a href="http://www.improntalaquila.org/2015/soget-spa-indagato-gaetano-monaco-per-truffa-81354.html" rel="bookmark">Soget SpA: indagato Gaetano Monaco per truffa</a>,&nbsp;<a href="http://www.improntalaquila.org/2014/soget-spa-prassi-aziendale-illecita-lavoratori-emarginati-77222.html" rel="bookmark">SOGET SpA: prassi aziendale illecita, lavoratori emarginati</a>,&nbsp;<a href="http://www.improntalaquila.org/2014/soget-spa-gravi-violazioni-nelle-procedure-esattoriali-77130.html" rel="bookmark">Soget SpA: gravi violazioni nelle procedure esattoriali</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/06/09/soget-di-nuovo-alla-ribalta-dellopinione-pubblica-dirigenza-a-giudizio/">Soget di nuovo alla ribalta dell&#8217;opinione pubblica: dirigenza a giudizio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ilaria Alpi, declassificati oltre 70 documenti su traffici d’armi e rifiuti tossici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 14:22:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Più di settanta documenti provenienti dal Sismi e acquisiti nella scorsa legislatura sono stati oggi declassificati dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, presieduta dall’onorevole Alessandro Bratti. I dossier – che fanno parte della documentazione relativa all’inchiesta sulle ‘Navi a perdere’ – riguardano i traffici internazionali di armi e rifiuti, la figura di Giorgio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Più di settanta documenti provenienti dal Sismi e acquisiti nella scorsa legislatura sono stati oggi declassificati dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, presieduta dall’onorevole Alessandro Bratti. I dossier – che fanno parte della documentazione relativa all’inchiesta sulle ‘Navi a perdere’ – <strong>riguardano i traffici internazionali di armi e rifiuti, la figura di Giorgio Comerio</strong> (imprenditore italiano già oggetto di diverse inchieste della magistratura e del parlamento) <strong>e il caso Alpi-Hrovatin</strong>.</p>
<p>Di particolare interesse è un messaggio proveniente dall’allora capo dipartimento APS del Sismi, datato 14 settembre 2005, che<strong> delinea un profilo informativo sulla compagnia di pesca somala Shifco</strong>, già al centro delle inchieste giornalistiche di Ilaria Alpi, inviata Rai uccisa in un agguato a Mogadiscio, insieme all’operatore Miran Hrovatin, il 20 marzo 1994. Nel documento il servizio militare ricostruisce la storia e la reale proprietà della compagnia somala, nata all’epoca del governo di Siad Barre “in joint venture tra al società ittica governativa somala e una società italiana, gestita dalla famiglia Murri”.</p>
<p>Scrivono i funzionari del Sismi: “<strong>La Shifco risulta essere implicata anche nel traffico di armi per conto di capi clan che gli hanno concesso i diritti di pesca nelle loro acque</strong>”. Prosegue il documento declassificato: “Per tali attività la Shifco risulta avere contatti con un mediatore di affari, tale Victor Bout, di nazionalità ucraina o russa”. Victor Bout, conosciuto a livello mondiale con il soprannome di “mercante di morte”, è stato arrestato nel marzo del 2008 in Thailandia da agenti della Dea, con l’accusa di aver fornito missili terra aria alle Farc colombiane. Dopo la sua estradizione negli Usa, Bout è stato condannato dal Tribunale di New York nel novembre 2011 e definito dalle autorità giudiziarie statunitensi come <strong>uno dei principali trafficanti di armi a livello mondiale</strong>.</p>
<p>Tra i documenti declassificati vi sono poi alcuni dossier relativi al noto<strong> Giorgio Comerio</strong>, già audito nel 2015 dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. L’imprenditore italiano – che tra gli anni ’80 e ’90 proponeva con la sua holding ODM di inabissare nei fondali marini i rifiuti radioattivi – è stato oggetto di diverse note informative da parte dei servizi militari anche in epoca recente. In un documento del Sismi del 9 settembre 2008 viene riattivata la struttura del servizio militare “per svolgere gli opportuni riscontri informativi in territorio nordafricano (all’epoca Comerio era residente in Tunisia, ndr) utili alla localizzazione del latitante (il 22 febbraio 2008, annota il Sismi in altra nota, era stato emesso un ordine di carcerazione dalla Procura della Repubblica di Bolzano, per scontare una pena residua) e l’eventuale conferma del suo progetto criminale”.</p>
<p>Il 28 ottobre 2008, in altra nota del Sismi, viene proposta una attività di “Signint” (ovvero di intercettazione) nei confronti del Comerio; proposta poi non accolta, come risulta da un terzo documento declassificato, datato 15 dicembre 2008: “La normativa attualmente in vigore non consente di svolgere attività tecnica – si legge nel messaggio declassificato – su utenze telefoniche, nazionali o estere, in uso a connazionali”.</p>
<p><strong>Sono stati poi declassificati una serie di report riassuntivi del Sismi relativi ai traffici di armi e materiale radioattivo tra il 1994 e il 1995</strong>. Tra questi vi sono alcune note informative relative a traffici di uranio avvenuti all’epoca ed intercettati dai servizi di sicurezza. Nelle stesse note il Sismi richiama la lista delle navi affondate nel Mediterraneo tra il 1990 e il 1995 (documento già declassificato nei mesi scorsi dalla commissione), senza, però, fornire ulteriori elementi sull’argomento.</p>
<p><strong>I documenti saranno disponibili per consultazione nell’area web dell’archivio storico della Camera dei deputati nei prossimi giorni.(Dire)</strong></p>
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		<title>I nostri vestiti come sono prodotti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 15:24:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il più giovane di loro ha 15 anni, e lavora più di dodici ore al giorno per guadagnare ancora meno degli altri. Tutto il giorno stira vestiti, prima che questi vengano spediti nel Regno Unito, per poi essere distribuiti nelle grandi catene di distribuzione commerciale. Comincia così il servizio d’inchiesta di Darragh MacIntyre, reporter della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il più giovane di loro ha 15 anni, e lavora più di dodici ore al giorno per guadagnare ancora meno degli altri. Tutto il giorno stira vestiti, prima che questi vengano spediti nel Regno Unito, per poi essere distribuiti nelle grandi catene di distribuzione commerciale.<br />
Comincia così il servizio d’inchiesta di Darragh MacIntyre, reporter della BBC che rende pubblico, come vengano sfruttati i rifugiati di guerra siriani insieme ai loro bambini. Costretti a lavorare duramente in cambio di pochissimi spiccioli, per alcuni dei migliori marchi di moda del Regno Unito, senza rispetto alcuno per i loro diritti.<br />
E’ questa l’ultima frontiera del business Made in Occidente, sfruttare donne e bambini, rifugiati di guerra, in fabbriche che producono vestiti per marche famose, come ad esempio, Mango, Zara, Marks and Spencer, Asos ecc..<br />
È questa la dura realtà di centinaia di siriani, prima costretti ad abbandonare il loro paese per scappare dalla disperazione e dalla guerra, e che adesso risiedono in Turchia in condizioni precarie e di assoluto sfruttamento.<br />
Così, se un giorno ci si trovasse bene ad indossare un capo di uno dei tanti marchi al mondo che fanno soldi sfruttando la disperazione della gente, ad esempio coi rifugiati siriani o coi bambini in Bangladesh, magari si possa fermarsi, pensare solo per un attimo al costo smisurato in termini di sofferenza umana, pagata sempre da altri, per far arrivare questo articolo sul nostro mercato.<br />
Ovviamente, tutte le marche accusate nel servizio, negano ogni forma di responsabilità, si sbracciano a spiegare che loro avrebbero monitorato accuratamente le loro catene di produzione ed i loro fornitori, eppure, su quei prodotti pagati a suon lacrime, sudore e sangue, campeggia bello chiaro il loro logo.<br />
Si nega, anche di fonte all’evidenza, pure quando la fonte giornalistica citata che ha investigato, mostra chiaramente le immagini rubate dalle telecamere nascoste, riporta conversazioni e testimonianze di decine di lavoratori siriani, che tutt’ora vengono usati illegalmente in fabbriche tessili, compresi minorenni, che vengono pagati meno di un dollaro l’ora, attraverso un intermediario clandestino, ripreso anch’egli per strada, mentre mercanteggia per il lavoro di queste persone.<br />
Uno di loro, con coraggio racconta persino dei maltrattamenti subiti, arrivando a dire che “se succede qualcosa ad un siriano, magari si fa male lavorando, lo buttano via, come uno scarto di un tessuto.”<br />
Eppure è da tempo che molte organizzazioni di attivisti che si battono per i diritti umani, continuano a denunciare quotidianamente che questo tipo sfruttamento lavorativo, è in costante aumento, specie dopo l’arrivo di milioni di rifugiati siriani, e di altri paesi in guerra, una sorta di atroce e cinico plusvalore aggiunto, che si nasconde opportunisticamente dietro le più famose marche di moda, intanto i governi che finanziano le guerre, continuano a chiudere entrambi, gli occhi da tutte le parti, permettendo questo, e ben altro.<br />
Molti vestiti che noi compriamo, oggi vengono realizzati in Turchia, perché è vicina all’Europa, e perché oltretutto la Turchia è abituata a trattare con gli ordini dell’ultimo minuto. Questo consente ai rivenditori di non tenere di fatto il magazzino, consentendo loro sempre più guadagni, in nuovi e scintillanti negozi del centro città oppure in outlet che sorgono rapidamente in limitrofe aree periferiche urbane.<br />
L’inchiesta giornalistica mostra anche, come i minori siriani rifugiati, siano stati impiegati nella produzione di jeans per marchi come Mango e Zara, fa vedere ragazzini che senza nemmeno una maschera, spruzzano pericolose sostanze chimiche, tossiche e nocive, per sbiancare i jeans.<br />
Il marchio inglese M &amp; S dopo l’inchiesta ha dichiarato: “Tutti i nostri fornitori sono contrattualmente tenuti a rispettare i nostri standards e i nostri principi etici generali”, che a loro dire comprendono anche un trattamento “etico e rispettoso” dei lavoratori, aggiungendo a voce alta. “Non tolleriamo tali violazioni di questi principi, e faremo tutto il possibile per assicurare che questo non accada di nuovo.”<br />
Peccato sia difficile credergli, specie perché sorge una domanda, senza questa inchiesta giornalistica, quanto sarebbero andati ancora avanti permettendo la produzione dei loro capi a quelle condizioni di sfruttamento?<br />
L’inchiesta di denuncia giornalistica della BBC è stata condotta in un’area d’Istanbul dove insistono molte lavanderie industriali, una zona fortemente inquinata della città dove sono state trovate queste fabbriche tessili che si avvalgono appunto, dello sfruttamento lavorativo di molti rifugiati di guerra dalla Siria.<br />
Sempre in una di queste fabbriche tessili di Istanbul, dove vengono prodotti i capi d’abbigliamento per queste grandi marche, insieme ai rifugiati siriani, sono stati trovati sul posto di lavoro persino bambini turchi di età inferiore ai 10 anni.<br />
Questo purtroppo è un racconto incompleto, è solo un piccolo pezzetto della storia, quella che corre per il mondo e unisce in tanti puntini , sfruttamento selvaggio, disperazione, imbarbarimento e impoverimento con guerre e distruzione che come effetto collaterale producono appunto tutto questo.<br />
Guerre, incoraggiate dalle potenze occidentali, che hanno finora spalleggiato gruppi estremisti che vogliono abbattere il governo della Siria, distruggendo il paese, pur di cambiare i rapporti di forza nella regione a favore di interessi privati, illegali e illegittimi di pochi.<br />
Tutto permesso in nome della “legge di mercato”, e ormai proprio più niente in favore dei diritti della gente.</p>
<p style="text-align: right;">Luca Cellini-Pressenza</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/OZTRHbCd18U" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Il giallo di Tony Drago: spunta l&#8217;ombra del nonnismo. La madre: &#8220;Chi sa la verità parli&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 10:08:11 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Verrà riesumata il 15 ottobre prossimo la salma di Tony Drago, il 25enne militare siracusano, trovato cadavere nel cortile della caserma “Sabatini” di Roma dei Lancieri di Montebello il 6 luglio 2014. E&#8217; quanto ha stabilito il gip nell&#8217;udienza del 14 settembre. Il giudice inoltre ha disposto un&#8217;unica “super perizia” all&#8217;interno della quale verranno effettuati accertamenti medico-legali sul corpo di Tony Drago e accertamenti di cinematica allo scopo di definire esattamente le modalità della morte del giovane. In un primo momento infatti si parlò di suicidio per una delusione d&#8217;amore, adesso invece sono 8 le persone indagate e prende corpo l&#8217;ipotesi di omicidio. Forse una vicenda di “nonnismo” finita male.</p>
<p><strong>La madre di Tony Drago, Rosaria Intranuovo, è intervenuta in esclusiva su Radio Cusano Campus a “La Storia Oscura” trasmissione curata e condotta da Fabio Camillacci</strong>: “Io e tutta la mia famiglia -ha detto la madre di Antonino Drago- non abbiamo mai creduto all’ipotesi del suicidio e oggi i fatti ci stanno dando ragione, Tonyt è stato ucciso. La nostra battaglia è cominciata quel drammatico 6 luglio 2014 e continua, continua perché noi vogliamo sapere la verità. Purtroppo i media ne parlarono per 2-3 giorni puntando sull’ipotesi iniziale di suicidio, poi tranne poche eccezioni, la storia di mio figlio è stata fatta finire nel dimenticatoio perchè evidentemente doveva andare così, qualcuno decise che doveva andare così: vietato parlare della storia di Tony Drago. Sono sicura che sono in tanti a sapere cosa è successo in quella caserma quella notte. Una caserma che appartiene allo Stato, è un luogo circoscritto, dove tutti i soldati che ne fanno parte devono essere protetti anche perché svolgono un servizio importante per tutti noi. Quindi io mai potevo immaginare tutto quello che è accaduto a mio figlio nella caserma “Sabatini” di Roma. Chi sa la verità parli”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/09/16/il-giallo-di-tony-drago-spunta-lombra-del-nonnismo-la-madre-chi-sa-la-verita-parli/">Il giallo di Tony Drago: spunta l&#8217;ombra del nonnismo. La madre: &#8220;Chi sa la verità parli&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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