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	<title>abbattimenti Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Associazioni chiedono stop agli abbattimenti del lupo in Abruzzo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/22/comunicato-congiunto-delle-associazioni-richiesta-alla-regione-abruzzo-di-sospendere-il-pi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 17:34:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[abbattimenti]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sedici associazioni chiedono alla Regione Abruzzo di sospendere il piano lupo e di escludere gli abbattimenti dalle misure di gestione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/22/comunicato-congiunto-delle-associazioni-richiesta-alla-regione-abruzzo-di-sospendere-il-pi/">Associazioni chiedono stop agli abbattimenti del lupo in Abruzzo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Sedici associazioni ambientaliste e animaliste hanno scritto al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, chiedendo di sospendere il piano per la gestione del lupo e di non dare seguito a ipotesi di abbattimento degli animali sul territorio regionale. Tra i firmatari figurano Altura, Animalisti italiani L&#8217;Aquila, Appennino Ecosistema, CAI Abruzzo, ENPA, Italia nostra, Io non ho paura del lupo, LAV, LIDA Sez. Teramo, LIPU, LNDC Animal Protection, ProNatura, Rewilding Apennines, Salviamo l&#8217;Orso, Touring Club Italiano e WWF.</p>
<p>Le associazioni ricordano di aver già inviato segnalazioni ai Carabinieri Forestale e alle Procure di Sulmona e Avezzano in relazione alla strage di lupi registrata nell&#8217;area del Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo, Lazio e Molise. Nella lettera inviata alla Regione viene apprezzata la condanna espressa dal presidente e la decisione della Regione di costituirsi parte civile nel procedimento, insieme ad alcune organizzazioni.</p>
<p>Nel documento le associazioni sollecitano tuttavia un passo ulteriore: una presa di posizione chiara e definitiva sul piano dell&#8217;ISPRA per la gestione del lupo. Dopo il declassamento a livello europeo della specie, il piano prevede la possibilità di abbattimenti selettivi che, secondo lo stesso ISPRA, dovrebbero restare misure eccezionali e subordinate a rigorose verifiche scientifiche, compresa la valutazione di incidenza ambientale.</p>
<p>Per l&#8217;Abruzzo la quota teorica massima autorizzabile indicata è di 9 lupi l&#8217;anno, ma la Regione non ha ancora avviato un percorso concreto in tal senso. Le associazioni chiedono che questa linea non venga modificata, soprattutto alla luce delle continue morti causate dall&#8217;uomo, tra avvelenamenti, bracconaggio e altre attività illegali.</p>
<p>Le organizzazioni richiedono un impegno esplicito della Regione a non dare seguito ad alcun piano di abbattimento sul territorio abruzzese e a promuovere presso l&#8217;ISPRA una linea nazionale che escluda dalle eventuali quote autorizzabili per le rimozioni tutti gli animali morti per cause antropiche dirette, come avvelenamenti e bracconaggio.</p>
<p>&#8220;Non si può ignorare che ancora oggi la principale causa di mortalità del lupo è legata all&#8217;azione dell&#8217;uomo&#8221;, sottolineano i firmatari, che attendono una risposta dall&#8217;Arma dei Carabinieri Forestale dell&#8217;Aquila e dalla Procura di Sulmona alla loro richiesta di un incontro urgente inoltrata circa quindici giorni fa.</p>
<p>Le associazioni propongono che l&#8217;Abruzzo diventi un esempio di convivenza tra uomo e fauna selvatica, puntando su misure di tutela, prevenzione e responsabilità anziché sugli abbattimenti, con l&#8217;obiettivo di rafforzare la protezione degli animali e degli ecosistemi regionali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/22/comunicato-congiunto-delle-associazioni-richiesta-alla-regione-abruzzo-di-sospendere-il-pi/">Associazioni chiedono stop agli abbattimenti del lupo in Abruzzo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>No agli abbattimenti dei cinghiali nelle aree protette: sarebbero illegittimi e devastanti per gli ecosistemi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/09/21/no-agli-abbattimenti-dei-cinghiali-nelle-aree-protette-sarebbero-illegittimi-e-devastanti-per-gli-ecosistemi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 12:13:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[abbattimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Appennino Ecosistema]]></category>
		<category><![CDATA[aree protette]]></category>
		<category><![CDATA[Cinghiali]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema]]></category>
		<category><![CDATA[i]]></category>
		<category><![CDATA[Sarah Gregg]]></category>
		<category><![CDATA[sindaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una formale diffida è stata inviata oggi dall’Associazione ecologista Appennino Ecosistema a 43 Sindaci della Valle del Sangro-Aventino e per conoscenza al Prefetto di Chieti ed al Corpo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/09/21/no-agli-abbattimenti-dei-cinghiali-nelle-aree-protette-sarebbero-illegittimi-e-devastanti-per-gli-ecosistemi/">No agli abbattimenti dei cinghiali nelle aree protette: sarebbero illegittimi e devastanti per gli ecosistemi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una formale diffida è stata inviata oggi dall’Associazione ecologista Appennino Ecosistema a 43 Sindaci della Valle del Sangro-Aventino e per conoscenza al Prefetto di Chieti ed al Corpo Forestale dello Stato. L’associazione contesta la ragionevolezza e la legittimità della ventilata ordinanza proposta ieri dai 43 Sindaci che, per arginare il fenomeno della sovrappopolazione di cinghiali nella zona del versante orientale della Majella, consentirebbe l’uccisione dei cinghiali anche nelle aree protette.<br />
Si tratterebbe infatti di consentire vere e proprie attività venatorie, seppur limitate ad una sola specie, anche nel territorio del Parco Nazionale della Majella, del Sito di Interesse Comunitario IT7140203 (Maiella) e della Zona di Protezione Speciale IT7140129 (Parco Nazionale della Maiella).</p>
<p>Ogni attività di disturbo (o addirittura uccisione) della fauna selvatica e degli habitat naturali è infatti assolutamente vietata in queste aree dalla Direttiva habitat dell’Unione Europea (e relative normative nazionali di recepimento ed applicazione), dalla Legge quadro sulle aree protette n. 394/1991 e dall’art. 733-bis del codice penale. Qualsiasi deroga può essere ottenuta solo dopo la realizzazione di un apposito Studio di incidenza ambientale, una specifica autorizzazione del Ministero dell’Ambiente ed il controllo completo delle operazioni da parte dell’Ente Parco.</p>
<p>Il ventilato provvedimento sindacale sarebbe quindi assolutamente illegittimo e passibile di denuncia o ricorso amministrativo. Ma lo stesso sarebbe anche palesemente irragionevole ed inefficace, in quanto è dimostrato che la fertilità dei cinghiali è notevolmente più alta quando sono sottoposti a pressione venatoria elevata. Quando la caccia è intensa, infatti, la maturità sessuale viene raggiunta prima, mentre nei territori in cui sono presenti pochi cacciatori la fecondità è minore e la maturità sessuale viene raggiunta più tardi. La caccia e gli abbattimenti selettivi aumentano la dimensione di popolazione dei cinghiali anche in modo indiretto: infatti, questi animali hanno una struttura sociale molto sensibile. Una cinghialessa dominante va in estro solo una volta all&#8217;anno e guida il gruppo, così come le altre femmine del gruppo che ne sono influenzate. Se la femmina dominante viene uccisa, il gruppo si disperde, gli animali senza guida irrompono nei campi, tutte le femminine diventano feconde più volte nell&#8217;anno e si riproducono in modo incontrollato.</p>
<p>Nelle aree protette, poi, la caccia e gli abbattimenti selettivi produrrebbero un forte disturbo anche nei confronti dei predatori naturali dei cinghiali (come i lupi), con il risultato di ostacolare le naturali dinamiche predatori-prede, in grado di ottenere il contenimento delle popolazioni di cinghiali senza alcuno sforzo. L’eventuale uso di cani da caccia, inoltre, produrrebbe un disturbo ancora maggiore ed aumenterebbe i rischi legati al randagismo canino. Questo non sarebbe certo un intervento isolato, infatti per mantenere dimensioni “accettabili” delle popolazioni di cinghiali sarebbe necessario ripetere gli interventi continuamente, anche ad intervalli ravvicinati, con relativo ed inevitabile effetto moltiplicatore sul disturbo. Sarebbe come, in pratica, legalizzare la caccia anche nelle aree protette.<br />
Occorre invece promuovere azioni per migliorare lo stato dei nostri ecosistemi: dove questi sono ben funzionanti, infatti, gli equilibri naturali si auto-mantengono in uno stato stazionario a tempo indefinito, se non perturbati dall’uomo. In queste aree, le popolazioni di animali selvatici possono subire fluttuazioni quantitative nel tempo, ma alla fine si equilibrano spontaneamente per l’effetto di dinamiche interne ed esterne (esaurimento delle risorse alimentari, azione di organismi patogeni, etc.). Ed occorre sviluppare politiche scientificamente basate: nella nostra Regione, invece, non sono mai state concretamente attuate le “Linee guida per la gestione del cinghiale nelle aree protette” redatte dall’ISPRA e non sono mai state istituite le aree contigue ai Parchi, previste dalla Legge quadro sulle aree protette n. 394/1991, ove sarebbe invece possibile gestire la caccia in modo razionale, creando delle zone-cuscinetto tra i Parchi e il resto del territorio.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Sarah Gregg</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/09/21/no-agli-abbattimenti-dei-cinghiali-nelle-aree-protette-sarebbero-illegittimi-e-devastanti-per-gli-ecosistemi/">No agli abbattimenti dei cinghiali nelle aree protette: sarebbero illegittimi e devastanti per gli ecosistemi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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