Sedici associazioni ambientaliste e animaliste hanno scritto al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, chiedendo di sospendere il piano per la gestione del lupo e di non dare seguito a ipotesi di abbattimento degli animali sul territorio regionale. Tra i firmatari figurano Altura, Animalisti italiani L’Aquila, Appennino Ecosistema, CAI Abruzzo, ENPA, Italia nostra, Io non ho paura del lupo, LAV, LIDA Sez. Teramo, LIPU, LNDC Animal Protection, ProNatura, Rewilding Apennines, Salviamo l’Orso, Touring Club Italiano e WWF.
Le associazioni ricordano di aver già inviato segnalazioni ai Carabinieri Forestale e alle Procure di Sulmona e Avezzano in relazione alla strage di lupi registrata nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Nella lettera inviata alla Regione viene apprezzata la condanna espressa dal presidente e la decisione della Regione di costituirsi parte civile nel procedimento, insieme ad alcune organizzazioni.
Nel documento le associazioni sollecitano tuttavia un passo ulteriore: una presa di posizione chiara e definitiva sul piano dell’ISPRA per la gestione del lupo. Dopo il declassamento a livello europeo della specie, il piano prevede la possibilità di abbattimenti selettivi che, secondo lo stesso ISPRA, dovrebbero restare misure eccezionali e subordinate a rigorose verifiche scientifiche, compresa la valutazione di incidenza ambientale.
Per l’Abruzzo la quota teorica massima autorizzabile indicata è di 9 lupi l’anno, ma la Regione non ha ancora avviato un percorso concreto in tal senso. Le associazioni chiedono che questa linea non venga modificata, soprattutto alla luce delle continue morti causate dall’uomo, tra avvelenamenti, bracconaggio e altre attività illegali.
Le organizzazioni richiedono un impegno esplicito della Regione a non dare seguito ad alcun piano di abbattimento sul territorio abruzzese e a promuovere presso l’ISPRA una linea nazionale che escluda dalle eventuali quote autorizzabili per le rimozioni tutti gli animali morti per cause antropiche dirette, come avvelenamenti e bracconaggio.
“Non si può ignorare che ancora oggi la principale causa di mortalità del lupo è legata all’azione dell’uomo”, sottolineano i firmatari, che attendono una risposta dall’Arma dei Carabinieri Forestale dell’Aquila e dalla Procura di Sulmona alla loro richiesta di un incontro urgente inoltrata circa quindici giorni fa.
Le associazioni propongono che l’Abruzzo diventi un esempio di convivenza tra uomo e fauna selvatica, puntando su misure di tutela, prevenzione e responsabilità anziché sugli abbattimenti, con l’obiettivo di rafforzare la protezione degli animali e degli ecosistemi regionali.