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	<title>adolescenti Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Vaccino. Vero o falso? Pediatri rispondono a genitori contro fake news</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/09/15/vaccino-vero-o-falso-pediatri-rispondono-a-genitori-contro-fake-news/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 14:07:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ci sono tante inesattezze sul vaccino, frutto di informazioni e comunicazioni improprie. È importante che i genitori, per la vaccinazione dei propri figli, si affidino a fonti autorevoli&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/09/15/vaccino-vero-o-falso-pediatri-rispondono-a-genitori-contro-fake-news/">Vaccino. Vero o falso? Pediatri rispondono a genitori contro fake news</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ci sono tante inesattezze sul vaccino, frutto di informazioni e comunicazioni improprie. È importante che i genitori, per la vaccinazione dei propri figli, si affidino a fonti autorevoli e ufficiali&#8221;. A dirlo è Rocco Russo, coordinatore del Tavolo tecnico per le Vaccinazioni della Società italiana di pediatria (Sip), nel corso di una diretta sulla pagina Facebook della Sip, in cui gli esperti della Società rispondono alle domande che arrivano dagli utenti. &#8220;Perché vaccinare anche i soggetti che hanno avuto la malattia?- una delle domande- Perché il Covid non dà un&#8217;immunità permanente, significa che il soggetto può essere esposto ad una nuova infezione. Per questo le autorità sanitarie raccomandano la vaccinazione, che non indebolisce ma anzi rafforza la risposta immunitaria dell&#8217;individuo&#8221;, spiega Russo. &#8220;Con l&#8217;offerta vaccinale anti-Covid che all&#8217;inizio si diversificava da un Paese all&#8217;altro, si è partiti dalle categorie più vulnerabili e via via si è scesi alle fasce di età più giovani. Dobbiamo quindi evitare- raccomanda Russo- che il Sars-CoV-2 si replichi tra i più giovani e si creino nuove varianti esattamente attraverso la somministrazione. Questa è una delle buone ragioni per cui vaccinare gli adolescenti&#8221;.</p>
<p>&#8220;E non è assolutamente vero che il vaccino negli Stati Uniti venga raccomandato solo a chi ha più di 14 anni&#8221;, afferma ancora Russo, rispondendo ad uno dei quesiti dei genitori che si basa su una notizia falsa, ovvero che la vaccinazione agli adolescenti tra i 12 e i 14 anni viene sconsigliata. Nulla di più falso, spiega Russo: &#8220;Nella fascia 12-17 anni, negli Stati Uniti, hanno vaccinato oltre il 40% dei ragazzi con una dose e il 30% circa con due dosi. Numeri analoghi, peraltro, a quelli italiani&#8221;. La disinformazione sul vaccino si scontra quindi con i numeri che lo stesso Russo cita: &#8220;La vaccinazione in Italia, tra i più giovani, sta andando molto bene. Su oltre 4milioni e mezzo di adolescenti abbiamo una copertura vaccinale di 1 milione e mezzo tra i 12 e i 19 anni. Anche Susanna Esposito, docente di pediatria e referente per le malattie infettive di Sip, sottolinea durante la diretta che &#8220;la vaccinazione tra gli adolescenti più grandi sta dando ottimi risultati e l&#8217;avvio della scuola accelererà ancora di più l&#8217;adesione alla campagna&#8221;. Non a caso sul sito della Società di pediatria ci sono alcune Faq per rispondere ai dubbi di famiglie, genitori e medici, proprio per dare riferimenti certi, verificati, scientifici ed autorevoli.</p>
<p>Oltre le fake news, però, Russo ed Esposito rispondono anche alle domande sulla simultaneità delle vaccinazioni e sugli effetti collaterali del farmaco anti Sars-CoV-2. &#8220;La vaccinazione anti-influenzale non confligge con il vaccino anti Covid, anzi viene anche raccomandato alla popolazione pediatrica per evitare il carico delle virosi respiratorie&#8221;, spiega Esposito, che aggiunge: &#8220;La distanza tra un vaccino e l&#8217;altro è di due settimane, ma l&#8217;American Academy of Pediatrics ha promosso anche la vaccinazione simultanea per recuperare le vaccinazioni convenzionali perse durante l&#8217;anno&#8221;. Su cosa controllare nel post vaccino di un adolescente, Russo risponde: &#8220;La sintomatologia più comune è legata al dolore nella sede di inoculo o un lieve rialzo febbrile, manifestazioni che sono comunque di breve durata. Se dovessero invece comparire manifestazioni come dolore toracico, affanno, è bene contattare il proprio medico&#8221;. A tal proposito Esposito sottolinea: &#8220;La cefalea è un effetto collaterale post vaccino ma si può fare la seconda dose anche se questo effetto è stato presente dopo la prima somministrazione: non è detto infatti che si presenti nuovamente dopo il richiamo. In tal caso si può ricorrere al paracetamolo&#8221;. Ad una mamma che invece chiede se dovrà far fare una terza dose per bambino diabetico? Russo risponde: &#8220;Al momento è prevista solo per alcune categorie, trapiantati e malati oncologici, vedremo più avanti se sarà necessario anche per ragazzi con una cronicità come il diabete&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nel tempo tutti probabilmente faremo la terza dose- aggiunge ancora Russo- è importante però che ci si protegga con il vaccino laddove non si è ancora ricevuta la somministrazione e se si è care-giver di un ragazzo con una patologia&#8221;. Infine, rispetto ai quesiti dei tanti genitori sui presunti rischi di miocardite per gli adolescenti sottoposti a vaccino, Russo risponde: &#8220;Serve monitorare il bambino o l&#8217;adolescente nel caso di manifestazioni di sintomatologie tipiche della miocardite. È stato riportato un numero molto ridotto di tali problematiche, la maggior parte di questi bambini è stato trattato a casa e non c&#8217;è stato alcun decesso&#8221;, rassicura Russo. &#8220;Resta un allerta per manifestazioni serie post vaccinazione, il genitore deve essere informato e non sottovalutare alcun sintomo. Nel caso ci siano sintomi importanti quali il dolore toracico o una difficoltà respiratoria, associata a rialzo febbrile, sarà bene rivolgersi al proprio medico. A fronte dei dati emersi però, negli Usa dove hanno vaccinato di più, i benefici del vaccino restano superiori ai casi rari e risolvibili di miocardite&#8221;, conclude Russo.</p>
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		<title>Vaccino. Figli vs genitori no vax, il legale: &#8220;Farlo è un diritto dei ragazzi&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/06/23/vaccino-figli-vs-genitori-no-vax-il-legale-farlo-e-un-diritto-dei-ragazzi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2021 14:57:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Due adolescenti toscani hanno deciso di fare causa ai genitori che impediscono loro di vaccinarsi contro il Covid. L&#8217;avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell&#8217;Ami, l&#8217;associazione Avvocati Matrimonialisti&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due adolescenti toscani hanno deciso di fare causa ai genitori che impediscono loro di vaccinarsi contro il Covid. L&#8217;avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell&#8217;Ami, l&#8217;associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani che sta seguendo le vicende, ne ha parlato ai microfoni della trasmissione &#8216;L&#8217;Italia s&#8217;è desta&#8217;, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. &#8220;L&#8217;Ami sta gestendo queste due iniziative giudiziarie- ha raccontato- ancora le cause in giudizio non sono partite, ci vuole un curatore. E&#8217; il segnale di una presa di coscienza anche degli adolescenti dell&#8217;importanza di vaccinarsi. I genitori non possono intervenire impedendo un diritto ai propri figli, è una questione di civiltà giuridica. Essendo loro minorenni, sarà il giudice a sostituirsi ai genitori e a dire che questi ragazzi possono vaccinarsi. La Costituzione sancisce la libertà di scelta per quanto riguarda le cure mediche&#8221;. &#8220;Ho l&#8217;impressione- ha aggiunto- che i genitori italiani pensino che i figli siano degli oggetti, dobbiamo rimodulare il diritto di famiglia italiano che è ancora troppo paternalista, ancorato al potere dei genitori, togliamo il potere e cominciamo a parlare di responsabilità dei genitori. Davanti ad una situazione come la pandemia che sta mettendo in ginocchio il pianeta, un ragazzo vuole sentirsi libero di viaggiare, di andare in discoteca e vivere liberamente la propria socialità senza la paura di infettarsi. E&#8217; il caso di prendere coscienza che i genitori non devono assolutamente imporre niente perché la legge consente ai ragazzi di nominare un avvocato e procedere in giudizio. Ci sono 30enni che portano i genitori in tribunale per la paghetta e nessuno si scandalizza, questi sono i casi che mi preoccupano, non quelli di un ragazzo che fa causa ai genitori perché vuole vaccinarsi&#8221; ha concluso Gassani.</p>
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		<title>Covid. Russo (Sip): &#8220;Con vaccini ad adolescenti scuola diventa luogo prevenzione&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2021/05/12/covid-russo-sip-con-vaccini-ad-adolescenti-scuola-diventa-luogo-prevenzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 May 2021 17:22:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La scuola come luogo della conoscenza ma anche della prevenzione, se riusciamo a portare le vaccinazioni agli adolescenti negli istituti&#8221;. Cosi&#8217; Rocco Russo, responsabile del Tavolo tecnico Vaccinazioni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/05/12/covid-russo-sip-con-vaccini-ad-adolescenti-scuola-diventa-luogo-prevenzione/">Covid. Russo (Sip): &#8220;Con vaccini ad adolescenti scuola diventa luogo prevenzione&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La scuola come luogo della conoscenza ma anche della prevenzione, se riusciamo a portare le vaccinazioni agli adolescenti negli istituti&#8221;. Cosi&#8217; Rocco Russo, responsabile del Tavolo tecnico Vaccinazioni della Societa&#8217; italiana di pediatria (Sip), commenta con la Dire la notizia del via libera dell&#8217;americana Food and Drug Administration al vaccino Pfizer-BioNtech per i ragazzi tra i 12 e i 15 anni. Per ora il siero dell&#8217;azienda americana-tedesca verra&#8217; somministrato solo agli adolescenti americani, ma si attende l&#8217;ok dall&#8217;ente regolatorio europeo che sta studiando i dati della sperimentazione. La speranza e&#8217; che anche in Italia da luglio possano essere vaccinati con il siero Pfizer contro il Covid-19 i ragazzi tra i 12 e i 15 anni. &#8220;E&#8217; una grande opportunita&#8217; per la fascia di eta&#8217; pediatrica- rimarca Russo- Essere protetti contro il Sars-CoV-2 offre la possibilita&#8217; di proteggere anche le altre fasce di popolazione, oltre che proteggere i bambini contro le conseguenze dell&#8217;infezione che sono rare ma ci sono. Il vaccino e&#8217; anche un ulteriore strumento di prevenzione per la riapertura delle scuole in sicurezza- ricorda il pediatra- possiamo quindi beneficiare di questo intervento preventivo per contenere la diffusione del Covid-19 in eta&#8217; pediatrica. Per ora le indicazioni all&#8217;uso del vaccino Pfizer-BioNtech, ovvero il via libera, e&#8217; solo dalla Food and Drug Administration per i ragazzi dai 12 ai 15 anni. Dal mese prossimo ci sara&#8217; un&#8217;estensione dell&#8217;offerta vaccinale anche al di sotto dei 12 anni. In Europa, invece, dobbiamo ancora attendere l&#8217;ok dell&#8217;agenzia europea del farmaco e dovremmo investire in risorse sul territorio, perche&#8217; una campagna vaccinale cosi&#8217; importante avra&#8217; bisogno di un modello organizzativo strutturato&#8221;.</p>
<p>Se partiamo a luglio con le vaccinazioni degli adolescenti, riusciremo ad arrivare alla protezione dei ragazzi per settembre, prima della riapertura della scuola? Di quanti ragazzi parliamo? &#8220;Non avendo ancora l&#8217;ok dell&#8217;Ema non sappiamo se a luglio saremmo pronti per partire. In ogni caso in due mesi sara&#8217; molto difficile riuscire a vaccinare tutti i bambini- sottolinea il responsabile del Tavolo Vaccinazioni Sip- si sovrappongono anche le vaccinazioni sulle altre fasce di eta&#8217;. La somministrazione dovra&#8217; essere, quindi, traslata piu&#8217; avanti, anche per strutturare meglio il modello, magari con una vaccinazione all&#8217;interno della scuola. La scuola potra&#8217; diventare non solo uno strumento di cultura e conoscenza, ma anche di prevenzione&#8221;. Il genitore potra&#8217; &#8220;accompagnare il bambino a scuola e assistere alla vaccinazione del bambino che resta a scuola, all&#8217;interno dell&#8217;ambiente protetto e con personale qualificato pronto a intervenire se serve&#8221;. Lo slittamento della seconda dose oltre 21 giorni, come deciso con il vaccino Pfizer in questi giorni in Italia, rischia di inficiare la protezione anche per il vaccino per gli adolescenti? &#8220;Un ritardo di pochi giorni non compromette l&#8217;immunita&#8217; se la seconda dose ha valore di richiamo, quindi puo&#8217; essere somministrata con un minimo slittamento. Quello che e&#8217; importante e&#8217; la garanzia che l&#8217;intervallo minimo possa dare una risposta adeguata e un&#8217;efficacia dell&#8217;intervento vaccinale. Il rispetto dell&#8217;intervallo tra le due dosi nasce dagli studi che dimostrano che sotto quell&#8217;intervallo di tempo non si puo&#8217; andare- conclude Russo- al di sopra bisogna prestare attenzione ed avere studi che possano dimostrare l&#8217;efficacia dell&#8217;intervento&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Web: adolescenti sempre online e genitori inconsapevoli</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/02/08/89903/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2016 12:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia 1 adolescente su 4 e&#8217; sempre connesso e 4 su 5 frequentano siti porno. Mentre 3 genitori su 4 non conoscono il sexting e 1 su&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/02/08/89903/">Web: adolescenti sempre online e genitori inconsapevoli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia 1 adolescente su 4 e&#8217; sempre connesso e 4 su 5 frequentano siti porno. Mentre 3 genitori su 4 non conoscono il sexting e 1 su 10 non sa cos&#8217;e&#8217; il cyberbullismo. E&#8217; questa la fotografia allarmante che emerge dalla ricerca <strong>&#8220;Tempo del web. Adolescenti e genitori online&#8221;</strong>, realizzata da SOS Il Telefono Azzurro Onlus in collaborazione con Doxakids, in occasione del Safer Internet Day (SID) 2016, ricorrenza internazionale promossa dall&#8217;Unione Europea e dedicata alla sicurezza dei minori in rete.</p>
<p>La ricerca, che si basa sulle risposte di 600 ragazzi dai 12 ai 18 anni e 600 genitori dai 25 ai 64 anni, e&#8217; stata presentata questa mattina a Milano. Il 17 per cento dei ragazzi intervistati dichiara di non riuscire a staccarsi da smartphone e social, 1 su 4 e&#8217; sempre online, quasi 1 su 2 si connette piu&#8217; volte al giorno, 1 su 5 e&#8217; afflitto da vamping: si sveglia durante la notte per controllare i messaggi arrivati sul proprio cellulare. Quasi 4 su 5 chattano continuamente su WhatsApp. Uno degli allarmi lanciati dalla ricerca e&#8217; quello dell&#8217;eta&#8217; in cui gli adolescenti italiani accedono alla rete. Uno su 2 dichiara di essersi iscritto a Facebook prima dei 13 anni, eta&#8217; minima consentita per poterlo fare, mentre il 71 per cento riceve in dote uno smartphone mediamente a 11 anni. Prima delle chiavi di casa che arrivano a 12.</p>
<p>Il 73 per cento dei ragazzi dichiara di frequentare costantemente siti pornografici, mentre 1 su 10 (11%) conosce qualcuno che ha fatto sexting. Piu&#8217; di 1 su 10 dichiara di essere stato vittima di cyberbullismo. Altro dato sorprendente della ricerca riguarda l&#8217;uso del denaro che gli adolescenti fanno sulla rete. Un intervistato su 10 confessa di aver proceduto a un acquisto senza accorgersene e il 38 per cento compra regolarmente con carta dei genitori. Una serie di allarmi lanciati dagli adolescenti italiani a cui spesso i genitori non sono in grado da soli di dare risposta: quasi 3 intervistati su 4 dichiara di non aver mai sentito parlare di sexting, 1 su 10 di non saper cos&#8217;e&#8217; il cyberbullsimo.</p>
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		<title>200.000 i ragazzi ‘Hikikomori’ in Italia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/06/27/200-000-i-ragazzi-hikikomori-in-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2015 22:58:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[Hikikomori’]]></category>
		<category><![CDATA[Neuroscienze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ un vero e proprio eremitaggio sociale, con l’autoconfinamento a casa e la totale dedizione a giochi informatici e a connessioni internet. Il suo nome è sindrome Hikikomori&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/27/200-000-i-ragazzi-hikikomori-in-italia/">200.000 i ragazzi ‘Hikikomori’ in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ un vero e proprio <strong>eremitaggio</strong> sociale, con l’autoconfinamento a casa e <strong>la totale dedizione</strong> a giochi informatici e a connessioni internet. Il suo nome è sindrome <strong>Hikikomori</strong> e in Italia affliggerebbe 220.000 ragazzi tra i 14 e i 22 anni.<br />
Lo rendono noto la professoressa Donatella Marazziti, docente di psichiatria a Pisa, e il giornalista Mario Campanella, componenti del comitato scientifico della Fondazione BRF OnLus , per la ricerca scientifica in Neuroscienze.</p>
<p>L’analisi del numero è scaturito da una campionatura di 600 soggetti, divisi per sesso, età , scolarizzazione, di Roma, Milano, Napoli, Torino, Bari e Palermo .</p>
<p>“E’ un numero che cresce progressivamente – spiegano Marazziti e Campanella – in proporzione alla proliferazione degli strumenti informatici , e che provoca una vera e propria autoemarginazione” .</p>
<p><strong>L’Hikikomori è una patologia sociale</strong> che causa dispersione scolastica, difficoltà nelle interazioni sociali, isolamento assoluto.</p>
<p>La realtà <strong>virtuale  </strong>diventa l’unica accessibile e l’unica praticabile, in un contesto nel quale le amicizie e il gruppo dei pari diventano, esclusivamente, i compagni di gioco e di avventura.</p>
<p>Il dato è orizzontale e riguarda , in egual misura, Nord e Sud.</p>
<p>I ragazzi diventano “<strong>Otaku</strong>”, come si dice in Giappone, cioè ossessionati da una totale disambiguazione sociale.</p>
<p>E’ necessario- concludono i due- che “il Ministero della Salute avvii una campagna di prevenzione e che affronti questa non nuova emergenza con strumenti chiari e precisi. Analoga richiesta va fatta alle Regioni che, attraverso i servizi sociali, possono e devono agire di contrasto al fenomeno, aiutando le famiglie coinvolte”(Dire)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/27/200-000-i-ragazzi-hikikomori-in-italia/">200.000 i ragazzi ‘Hikikomori’ in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sono solo ragazzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2012 10:46:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Poco più che bambini, adolescenti di poco imbarazzo, giovani con le gambe larghe e le mani in tasca, quando camminano sul marciapiede non consentono a chi arriva in senso contrario di passare, ci scappa la spallatina, la parola di troppo, lo sguardo piccato di chi non è abituato a rispettare le precedenze, manca l’educazione di accettare l’attesa della pazienza. Certo non serve a niente sparare nel mucchio, tanto meno fare confusione con le età, con i colori delle passioni che non collimano con le emozioni, e scavano trincee nei comportamenti quotidiani. Come quel giovanissimo che ho conosciuto attraverso il network, un viso rotondo, gioioso, eppure in ogni parola una clessidra di spigolature, di asprezze, di gomiti in linea di tiro, immagini da scommessa di luna park.</p>
<p>Un adolescente con le movenze da adulto, la postura da combattente di una guerra che non è mai stata sua nè mai lo sarà, con gli occhi di un cerbiatto spaventato.</p>
<p>Un incontro in rete per caso, poche righe buttate lì, svicolando dai segnali di allarme, dalle indicazioni di pericolo, dalle luci rosse di emergenza non più lampeggianti, oramai paralizzate sulla fermata da rispettare.</p>
<p>Poche righe per fare rumore, per mascherare l’inquietudine, e nascondere la paura e l’inadeguatezza, attraverso i tanti beveroni bevuti in fretta, nelle pasticche calate giù tanto per fare qualcosa.</p>
<p>Sono solo ragazzi, alla ricerca di risposte affrettate che bruciano i tempi corti, mentre per le domande ci sarà tempo domani, e poco importa se saremo vivi, storti o morti per prenderne visione.</p>
<p>Facebook e le troppo storie inespresse, piccole parti recitate in qualche bestemmia, nelle imprecazioni isteriche, nei sassi lanciati a casaccio, come a voler raccogliere un rimprovero, un richiamo al proprio dovere negato, un’attenzione che manca all’appello con incredibile indifferenza.</p>
<p>Scorrendo l’home page, quel viso impertinente e provocatore, sprovvisto di fede e di passione, mantiene inalterato l’urto e il fastidio, e seppure banale in ogni sua fuga in avanti, in ogni frase smozzicata, persino nel pugno  raccontato a piccole dosi, c’è un rimando, malcelato, ma c’è ed esiste, a significare come ha ben detto un grande educatore: a volte fanno del male, ma sognano di fare il bene.</p>
<p>Si tratta di un rimando denudato di aggettivi, di superlativi, dei suoni artefatti per sostenere lo sguardo alla richiesta posta tra una riga e l’altra, lasciata lì, per caso: la necessità di un aiuto, di una conoscenza del valore di giustizia, di un perdono che rappresenti una nuova opportunità di slegare i lacci ai polsi,  le bende agli occhi,  i nodi al cuore che non sa più stare in disparte, sottocoperta, ai margini di una età che esige avventura, scoperta, incontro, partecipazione.</p>
<p>Ho incontrato quel ragazzo, l’ho avuto di fronte per un pezzo di strada insieme, un giovane spostato su una trasgressione-ribellione da pochi centimetri in avanti, qualche centinaia di metri indietro, inconsapevole che chi ha da dire cose nuove, ci tiene a farsi capire, invece di rimanere impigliato nelle strade chiuse alle informazioni, barricate alle idee che aiutano a crescere per diventare finalmente più maturi.</p>
<p>Facebook e i suoi territori dove gli amori non sono reciproci, mentre dovrebbero esserlo se fossero veri, pagine impalpabili per slogan da saldi anticipati, emulazioni di falsi eroi,  falsi miti eretti a simulacri di periferie esistenziali.</p>
<p>Più conosco questo ragazzo più mi convinco che sbagliare è umano, ma fondamentale è usare le difficoltà come stimoli per migliorare le proprie capacità, perchè davvero da qualsiasi situazione è possibile apprendere il valore della vita, e non permettere mai alla nostra mente, al nostro cuore di finire in un angolo perso dove non si vede più niente.</p>
<p style="text-align: right;">Vincenzo Andraous</p>
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