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	<title>aree protette Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Studenti UnivAQ sul campo alle Gole del Sagittario per monitorare la biodiversità</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/22/ambiente-e-formazione-studenti-univaq-in-campo-nell-oasi-wwf-gole-del-sagittario/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 17:57:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Circa 90 studenti dell'UnivAQ hanno svolto il 15 maggio attività di monitoraggio biologico nella Riserva Oasi WWF Gole del Sagittario.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Studenti e studentesse dell&#8217;Università degli Studi dell&#8217;Aquila hanno partecipato a una giornata di formazione pratica nella Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF Gole del Sagittario, ad Anversa degli Abruzzi. L&#8217;appuntamento, svoltosi il 15 maggio, ha coinvolto circa 90 partecipanti iscritti ai corsi triennali in Scienze Biologiche e Scienze Ambientali e al corso magistrale in Biologia Ambientale e Gestione degli Ecosistemi.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è frutto di una collaborazione avviata nel 2022 tra il Dipartimento MESVA dell&#8217;ateneo e l&#8217;Istituto Abruzzese per le Aree Protette &#8211; WWF (IAAP-WWF), prevista da una convenzione quadro che permette agli studenti di svolgere tirocini formativi e tesi di laurea nelle sei oasi e riserve gestite dall&#8217;IAAP-WWF. Le aree protette sono così utilizzate come veri e propri laboratori a cielo aperto per attività didattiche e di ricerca.</p>
<p>Durante la giornata sul campo, i partecipanti hanno affiancato i docenti della Sezione di Scienze Ambientali del MESVA in attività di monitoraggio della biodiversità. Le operazioni hanno incluso il campionamento di micro e macro-invertebrati acquatici e il censimento di specie entomologiche ritenute di pregio presenti nella riserva.</p>
<p>L&#8217;esperienza ha offerto agli studenti l&#8217;opportunità di mettere in pratica tecniche di campionamento apprese in aula e di osservare direttamente gli ecosistemi locali, con particolare attenzione alle sorgenti del fiume Cavuto, al corso del Sagittario e alle aree boschive che li circondano. Oltre al valore formativo, le giornate di studio sul territorio possono favorire la conoscenza e la valorizzazione dei Comuni interni interessati dalle aree protette, con benefici anche in termini di scoperta territoriale da parte di giovani provenienti da diverse zone d&#8217;Abruzzo e di altre regioni.</p>
<p>Secondo i promotori dell&#8217;attività, la collaborazione tra l&#8217;università e il WWF Italia, rappresentato in Abruzzo dallo IAAP, testimonia come la sinergia tra mondo accademico e associazionismo nella gestione delle aree protette possa coniugare conservazione della natura e sviluppo sostenibile del territorio.</p>
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		<title>Ambiente. Giornata Europea dei Parchi: &#8220;Costruire sulle nostre radici&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2023 09:49:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[aree protette]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Costruire sulle nostre radici&#8221;. Questo lo slogan della Giornata Europea dei Parchi 2023 che si celebra il 24 maggio. Un invito alle Aree Protette ad esplorare l&#8217;idea e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/05/20/ambiente-giornata-europea-dei-parchi-costruire-sulle-nostre-radici/">Ambiente. Giornata Europea dei Parchi: &#8220;Costruire sulle nostre radici&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Costruire sulle nostre radici&#8221;. Questo lo slogan della Giornata Europea dei Parchi 2023 che si celebra il 24 maggio. Un invito alle Aree Protette ad esplorare l&#8217;idea e il valore del patrimonio naturale che esse proteggono, ma anche il patrimonio della propria organizzazione, fatta di esperienze, competenze e buone pratiche per la tutela della biodiversità e del territorio. La &#8216;giornata dei parchi&#8217; è promossa da Europarc Federation, di cui Federparchi è la sezione italiana. In realtà si svolge con una grande quantità di eventi raggruppati soprattutto nei due fine settimana a cavallo dell&#8217;appuntamento e articolandosi sino alle prime settimane di giugno. Ad oggi sono oltre 120 le segnalazioni di iniziative promosse dalle aree protette che si svolgeranno in tutta Italia, facendo attenzione alle condizioni di sicurezza climatiche e ambientali. Il 24 maggio Federparchi celebra la Giornata delle aree protette con un evento presso la sede di RomaNatura, nella Riserva di Monte Mario nel cuore della Capitale (ore 11). La giornata europea dei parchi ricorda la data di istituzione in Svezia del primo parco nazionale d&#8217;Europa, il 24 maggio del 1909. In Italia i primi parchi nazionali furono istituiti nel 1922 con il Parco nazionale del Gran Paradiso e il Parco nazionale d&#8217;Abruzzo divenuto poi parco d&#8217;Abruzzo Lazio e Molise. L&#8217;elenco degli eventi sul portale http://www.parks.it/giornatadeiparchi/.</p>
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		<title>Parchi italiani addio</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/08/12/parchi-italiani-addio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2017 16:06:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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		<category><![CDATA[patrimonio ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di fronte a un aumento galoppante dell’effetto serra, alla minaccia di estinzione di migliaia di specie animali e vegetali importantissime sia per l’equilibrio di interi habitat sia per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/08/12/parchi-italiani-addio/">Parchi italiani addio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Di fronte a un aumento galoppante dell’effetto serra, alla minaccia di estinzione di migliaia di specie animali e vegetali importantissime sia per l’equilibrio di interi habitat sia per il sostentamento umano, quale obiettivo si dovrebbe prefiggere un governo? Il buon senso direbbe un obiettivo di salvaguardia e incremento delle aree protette, di incentivi politici ed economici per la protezione del territorio e degli esseri viventi che lo abitano. E infine un obiettivo culturale per sviluppare nella popolazione e soprattutto nei giovani amore, rispetto e conoscenza della natura.</p>
<p>Ma nel nostro paese sta succedendo esattamente il contrario. Con 249 voti a favore, 115 contrari e 2 astenuti, la Camera dei Deputati ha approvato la nuova legge in materia di parchi ed aree protette. E chi ne è stato informato, se ha a cuore l’ambiente, ha fatto davvero fatica a non cadere nello sconforto.</p>
<p>La nuova legge è un’accozzaglia di concessioni e favoritismi nei confronti dei privati, di lobbies potenti come i cacciatori, di categorie come gli agricoltori. La politica entra a gamba tesa nella gestione dei parchi e lo fa come una ruspa in una foresta vergine, con protervia e ignoranza e con l’unico obiettivo di favorire interessi economici e speculazioni.</p>
<p>Ma vediamo nel dettaglio cosa comporta questa legge e perché ha fatto levare un coro di proteste da parte di tutte le associazioni ambientaliste.</p>
<p>In primo luogo, a chi governerà i parchi, ovvero i presidenti e i direttori, non sarà più richiesta alcuna competenza scientifica e i presidenti saranno nominati dal ministro e dalle Regioni, cioè dai politici; nei consigli direttivi dei parchi la metà dei membri sarà scelta dalle amministrazioni comunali, un quarto sarà composto di sindaci, ma ci sarà posto anche per gli agricoltori.</p>
<p>Si apre la strada a interessi economici privati, interessi politici e clientelistici (d’altra parte si dichiara che questa riforma è fatta per lo sviluppo economico), alle ditte del legname e all’industria del turismo.</p>
<p>Viene scardinata l’idea che un’area naturale protetta sia prima di tutto necessaria alla salvaguardia dell’ambiente, a preservare il futuro di un territorio, oltre che il presente. Passa l’idea che l’economia e il profitto siano l’unico obiettivo e metro di giudizio nei riguardi della natura.</p>
<p>Il mondo scientifico viene emarginato nella gestione dei parchi, e anche il mondo ambientalista è messo in un angolo, a favore di categorie politiche ed economiche. Si apre la strada a possibili trivellazioni ed estrazioni petrolifere, si potrà inquinare pagando delle roialties, si apre alle attività di caccia col pretesto del controllo degli ungulati, con le conseguenze di disturbo, danneggiamento e migrazione di altre specie anche rare e protette.</p>
<p>Una serie di vergognose scelte difese con assoluta facciatosta da voltagabbana dell’ambientalismo come Ermete Realacci, che da presidente di Legambiente è passato armi e bagagli al carrozzone politico e riesce a elogiare con accanimento una legge “mostro” inqualificabile.</p>
<p>Tale legge, tra l’altro, considera marginali le aree marine protette, privandole dei fondi e delle organizzazioni che spettano ai parchi naturali.</p>
<p>C’è poi la questione del delta del Po, da anni tema di proteste e proposte per realizzare un parco nazionale. Un’area che l’UNESCO ha dichiarato area prioritaria, che rientra nella Convenzione di Ramsar sugli uccelli migratori, e che ora è spezzettata in tre provincie con diverse concezioni e gestioni.</p>
<p>Questa legge-pastrocchio indecente ha fatto infuriare il WWF Italia, che parla di aree naturali protette “usate come merce di scambio da mettere in mano ai poteri di parte e locali, invece che un bene comune che appartiene ai cittadini”, e rincara la dose dichiarando “La Camera ha portato indietro di 40 anni la legislazione di salvaguardia della natura”.</p>
<p>Anche la LIPU parla di “mortificazione di una legge storica fondamentale per la conservazione della natura in Italia, e una delle pagine più grigie della legislazione ambientale italiana”.</p>
<p>Ecco dunque le disastrose decisioni prese dal nostro governo e avvallate da una parte dell’opposizione. Le ricadute ambientali, sociali e anche economiche potrebbero essere devastanti ma, per avvantaggiare interessi economici privati, si buttano alle ortiche i nostri beni più preziosi. Beni che non appartengono solo a noi ma anche alle generazioni future e che con questa legge saranno invece compromessi.</p>
<p>Ancora una volta una decisione politica antipopolare e che distrugge il patrimonio e l’immagine dell’Italia.</p>
<p style="text-align: right;">Martino Danielli-Pressenza</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/08/12/parchi-italiani-addio/">Parchi italiani addio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>No agli abbattimenti dei cinghiali nelle aree protette: sarebbero illegittimi e devastanti per gli ecosistemi</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/09/21/no-agli-abbattimenti-dei-cinghiali-nelle-aree-protette-sarebbero-illegittimi-e-devastanti-per-gli-ecosistemi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 12:13:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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		<category><![CDATA[Appennino Ecosistema]]></category>
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		<category><![CDATA[Sarah Gregg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una formale diffida è stata inviata oggi dall’Associazione ecologista Appennino Ecosistema a 43 Sindaci della Valle del Sangro-Aventino e per conoscenza al Prefetto di Chieti ed al Corpo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/09/21/no-agli-abbattimenti-dei-cinghiali-nelle-aree-protette-sarebbero-illegittimi-e-devastanti-per-gli-ecosistemi/">No agli abbattimenti dei cinghiali nelle aree protette: sarebbero illegittimi e devastanti per gli ecosistemi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una formale diffida è stata inviata oggi dall’Associazione ecologista Appennino Ecosistema a 43 Sindaci della Valle del Sangro-Aventino e per conoscenza al Prefetto di Chieti ed al Corpo Forestale dello Stato. L’associazione contesta la ragionevolezza e la legittimità della ventilata ordinanza proposta ieri dai 43 Sindaci che, per arginare il fenomeno della sovrappopolazione di cinghiali nella zona del versante orientale della Majella, consentirebbe l’uccisione dei cinghiali anche nelle aree protette.<br />
Si tratterebbe infatti di consentire vere e proprie attività venatorie, seppur limitate ad una sola specie, anche nel territorio del Parco Nazionale della Majella, del Sito di Interesse Comunitario IT7140203 (Maiella) e della Zona di Protezione Speciale IT7140129 (Parco Nazionale della Maiella).</p>
<p>Ogni attività di disturbo (o addirittura uccisione) della fauna selvatica e degli habitat naturali è infatti assolutamente vietata in queste aree dalla Direttiva habitat dell’Unione Europea (e relative normative nazionali di recepimento ed applicazione), dalla Legge quadro sulle aree protette n. 394/1991 e dall’art. 733-bis del codice penale. Qualsiasi deroga può essere ottenuta solo dopo la realizzazione di un apposito Studio di incidenza ambientale, una specifica autorizzazione del Ministero dell’Ambiente ed il controllo completo delle operazioni da parte dell’Ente Parco.</p>
<p>Il ventilato provvedimento sindacale sarebbe quindi assolutamente illegittimo e passibile di denuncia o ricorso amministrativo. Ma lo stesso sarebbe anche palesemente irragionevole ed inefficace, in quanto è dimostrato che la fertilità dei cinghiali è notevolmente più alta quando sono sottoposti a pressione venatoria elevata. Quando la caccia è intensa, infatti, la maturità sessuale viene raggiunta prima, mentre nei territori in cui sono presenti pochi cacciatori la fecondità è minore e la maturità sessuale viene raggiunta più tardi. La caccia e gli abbattimenti selettivi aumentano la dimensione di popolazione dei cinghiali anche in modo indiretto: infatti, questi animali hanno una struttura sociale molto sensibile. Una cinghialessa dominante va in estro solo una volta all&#8217;anno e guida il gruppo, così come le altre femmine del gruppo che ne sono influenzate. Se la femmina dominante viene uccisa, il gruppo si disperde, gli animali senza guida irrompono nei campi, tutte le femminine diventano feconde più volte nell&#8217;anno e si riproducono in modo incontrollato.</p>
<p>Nelle aree protette, poi, la caccia e gli abbattimenti selettivi produrrebbero un forte disturbo anche nei confronti dei predatori naturali dei cinghiali (come i lupi), con il risultato di ostacolare le naturali dinamiche predatori-prede, in grado di ottenere il contenimento delle popolazioni di cinghiali senza alcuno sforzo. L’eventuale uso di cani da caccia, inoltre, produrrebbe un disturbo ancora maggiore ed aumenterebbe i rischi legati al randagismo canino. Questo non sarebbe certo un intervento isolato, infatti per mantenere dimensioni “accettabili” delle popolazioni di cinghiali sarebbe necessario ripetere gli interventi continuamente, anche ad intervalli ravvicinati, con relativo ed inevitabile effetto moltiplicatore sul disturbo. Sarebbe come, in pratica, legalizzare la caccia anche nelle aree protette.<br />
Occorre invece promuovere azioni per migliorare lo stato dei nostri ecosistemi: dove questi sono ben funzionanti, infatti, gli equilibri naturali si auto-mantengono in uno stato stazionario a tempo indefinito, se non perturbati dall’uomo. In queste aree, le popolazioni di animali selvatici possono subire fluttuazioni quantitative nel tempo, ma alla fine si equilibrano spontaneamente per l’effetto di dinamiche interne ed esterne (esaurimento delle risorse alimentari, azione di organismi patogeni, etc.). Ed occorre sviluppare politiche scientificamente basate: nella nostra Regione, invece, non sono mai state concretamente attuate le “Linee guida per la gestione del cinghiale nelle aree protette” redatte dall’ISPRA e non sono mai state istituite le aree contigue ai Parchi, previste dalla Legge quadro sulle aree protette n. 394/1991, ove sarebbe invece possibile gestire la caccia in modo razionale, creando delle zone-cuscinetto tra i Parchi e il resto del territorio.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Sarah Gregg</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/09/21/no-agli-abbattimenti-dei-cinghiali-nelle-aree-protette-sarebbero-illegittimi-e-devastanti-per-gli-ecosistemi/">No agli abbattimenti dei cinghiali nelle aree protette: sarebbero illegittimi e devastanti per gli ecosistemi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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