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	<title>associazione Luca Coscioni Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Aborto farmacologico: in Abruzzo la procedura senza ricovero non è ancora attiva</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/05/22/aborto-anniversario-legge-194-in-abruzzo-l-aborto-farmacologico-senza-ricovero-non-e-ancor/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 17:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[aborto farmacologico]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
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		<category><![CDATA[legge 194]]></category>
		<category><![CDATA[misoprostolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Associazione Luca Coscioni segnala che in Abruzzo non è ancora possibile l'aborto farmacologico senza ricovero e chiede uniformità e dati aggiornati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/22/aborto-anniversario-legge-194-in-abruzzo-l-aborto-farmacologico-senza-ricovero-non-e-ancor/">Aborto farmacologico: in Abruzzo la procedura senza ricovero non è ancora attiva</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>L&#8217;Associazione Luca Coscioni ha segnalato che in Abruzzo non è ancora possibile effettuare l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico senza ricovero, nonostante le disposizioni nazionali in vigore dal 2020. Secondo l&#8217;associazione, la modalità ambulatoriale e consultoriale, inclusa la possibilità di assumere il secondo farmaco a casa su richiesta della donna, non è applicata in molte Regioni.</p>
<p>Al momento la somministrazione del secondo farmaco a domicilio è garantita solo in quattro Regioni e nelle province autonome di Trento e Bolzano; la Campania si è recentemente aggiunta all&#8217;elenco. Il Lazio e l&#8217;Emilia-Romagna sono citate tra le regioni in cui la procedura ambulatoriale è operativa. In Toscana, invece, sono previsti tre accessi ma non è consentita l&#8217;assunzione del secondo farmaco nei consultori né a domicilio. Sulla carta la possibilità risulterebbe prevista anche per l&#8217;Umbria. Nelle restanti regioni, compresa l&#8217;Abruzzo, la procedura senza ricovero non è attivata.</p>
<p>L&#8217;associazione mette in evidenza inoltre una disparità di costi: in Lombardia l&#8217;aborto farmacologico in day hospital risulterebbe più caro dell&#8217;intervento chirurgico, con una spesa indicata rispettivamente in 1.246 euro per il farmacologico e 952 euro per il chirurgico, un fattore che viene considerato uno spreco di risorse sanitarie.</p>
<p>La campagna promossa dall&#8217;associazione mira a sollecitare l&#8217;adozione, a livello regionale, di procedure chiare e uniformi per rendere effettive le disposizioni previste dal 2020, garantendo il diritto di scelta e l&#8217;appropriatezza delle prestazioni sanitarie. L&#8217;organizzazione sottolinea inoltre la necessità di disporre di dati aperti, aggiornati e non aggregati per medie regionali: l&#8217;ultima relazione ministeriale è stata pubblicata con un ritardo di un anno e contiene dati riferiti al 2023.</p>
<p>Viene infine richiamata la possibilità per le donne di segnalare, in forma riservata e anonima, eventuali problemi o casi di mancata applicazione della legge 194 attraverso gli strumenti indicati dall&#8217;associazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/22/aborto-anniversario-legge-194-in-abruzzo-l-aborto-farmacologico-senza-ricovero-non-e-ancor/">Aborto farmacologico: in Abruzzo la procedura senza ricovero non è ancora attiva</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Abruzzo, barriere architettoniche: a 40 anni dalla legge solo metà dei capoluoghi è in regola con il PEBA</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/03/02/abruzzo-barriere-architettoniche-a-40-anni-dalla-legge-solo-meta-dei-capoluoghi-e-in-regola-con-il-peba/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 18:07:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità Comuni capoluogo]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità urbana Italia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione Luca Coscioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Chieti Teramo PEBA]]></category>
		<category><![CDATA[Convenzione ONU disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti persone con disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione e accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[legge 41 1986 barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[L’Aquila PEBA 2023]]></category>
		<category><![CDATA[PEBA Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Pescara PEBA 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Eliminazione Barriere Architettoniche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quarant’anni dopo l’introduzione dell’obbligo di adottare i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), l’Abruzzo è diviso a metà. Solo due capoluoghi di provincia su quattro risultano aver&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/02/abruzzo-barriere-architettoniche-a-40-anni-dalla-legge-solo-meta-dei-capoluoghi-e-in-regola-con-il-peba/">Abruzzo, barriere architettoniche: a 40 anni dalla legge solo metà dei capoluoghi è in regola con il PEBA</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quarant’anni dopo l’introduzione dell’obbligo di adottare i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), l’Abruzzo è diviso a metà.</strong> Solo due capoluoghi di provincia su quattro risultano aver approvato il Piano con delibera di Consiglio comunale, come previsto dalla legge 28 febbraio 1986 n. 41.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quanto emerge dall’indagine dell’<strong>Associazione Luca Coscioni</strong>, che ha monitorato lo stato di attuazione dei PEBA nei 118 Comuni capoluogo italiani per verificare il livello di rispetto dei principi di accessibilità e inclusione sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’Aquila e Pescara in regola, silenzio da Chieti e Teramo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In Abruzzo risultano in regola:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>L’Aquila</strong>, che ha approvato il PEBA con delibera n. 96 del 2023</li>



<li><strong>Pescara</strong>, che ha adottato il Piano con delibera n. 30 del 2024</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Diversa la situazione di <strong>Chieti e Teramo</strong>, dove sui siti istituzionali e nella sezione “Amministrazione trasparente” non risultano informazioni disponibili sull’adozione del Piano. Le richieste di accesso agli atti promosse dall’Associazione non hanno ricevuto risposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro regionale evidenzia quindi una situazione disomogenea: amministrazioni che si sono adeguate a un obbligo in vigore da quattro decenni e altre che non garantiscono neppure la trasparenza su uno strumento fondamentale per l’accessibilità urbana.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il dato nazionale: solo il 36,4% dei capoluoghi ha approvato il PEBA</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il monitoraggio nazionale restituisce un quadro altrettanto critico. Su 118 Comuni capoluogo (esclusa Roma):</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>36,4% (43 Comuni)</strong> ha approvato il PEBA con delibera di Consiglio</li>



<li><strong>13,6% (16 Comuni)</strong> ha un Piano non approvato o strumenti alternativi</li>



<li><strong>21,2% (25 Comuni)</strong> è in fase di redazione</li>



<li><strong>28,8% (34 Comuni)</strong> risulta senza PEBA o con informazioni non reperibili</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’Associazione Luca Coscioni, il dato è ancora più preoccupante considerando che i capoluoghi dispongono, in teoria, di maggiori risorse tecniche e amministrative rispetto ai Comuni più piccoli. Si stima che <strong>solo il 15% dei Comuni italiani abbia effettivamente adottato un PEBA</strong>, mentre la concreta realizzazione degli interventi previsti rappresenta un’ulteriore criticità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">“L’assenza del PEBA è una lesione di diritti”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Nei tribunali abbiamo conquistato un vero e proprio diritto ai PEBA», dichiara l’avvocato <strong>Alessandro Gerardi</strong>, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni. «La giurisprudenza ha chiarito che l’assenza del Piano non è una semplice mancanza amministrativa, ma una lesione dei diritti delle persone».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni diversi Comuni – tra cui Catania, Santa Marinella e Pomezia – sono stati condannati dai tribunali ad adottare il Piano in tempi certi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>Rocco Berardo</strong>, coordinatore delle iniziative dell’Associazione sui diritti delle persone con disabilità, «non si tratta di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità».</p>



<h3 class="wp-block-heading">Accessibilità come questione culturale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A quarant’anni dalla legge, il tema dell’accessibilità resta dunque una sfida aperta. Secondo l’Associazione Luca Coscioni, il problema non è solo amministrativo ma culturale: anche nuove costruzioni continuano talvolta a ignorare principi basilari di progettazione inclusiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine è stata condotta attraverso la consultazione sistematica dei siti istituzionali dei Comuni capoluogo e l’invio di richieste di accesso agli atti nei casi di informazioni mancanti o incomplete. Il monitoraggio rimane aperto e l’Associazione invita cittadini e amministrazioni a segnalare eventuali aggiornamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro che emerge, in Abruzzo come nel resto d’Italia, evidenzia un ritardo strutturale: l’accessibilità urbana, prevista per legge dal 1986, resta ancora oggi un obiettivo non pienamente raggiunto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/02/abruzzo-barriere-architettoniche-a-40-anni-dalla-legge-solo-meta-dei-capoluoghi-e-in-regola-con-il-peba/">Abruzzo, barriere architettoniche: a 40 anni dalla legge solo metà dei capoluoghi è in regola con il PEBA</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Testamento biologico, Filomena Gallo (segr. Gen. Ass. Luca Coscioni): “È importante fare testamento biologico anche se si è in salute&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/02/01/testamento-biologico-filomena-gallo-segr-gen-ass-luca-coscioni-e-importante-fare-testamento-biologico-anche-se-si-e-in-salute/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2023 09:36:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione Luca Coscioni]]></category>
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		<category><![CDATA[improntalaquila.org]]></category>
		<category><![CDATA[testamento biologico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Filomena Gallo, avvocato e segretario generale dell’associazione Luca Coscioni, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Base Luna chiama Terra” condotta da Lorenzo Capezzuoli Ranchi in onda su Radio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/01/testamento-biologico-filomena-gallo-segr-gen-ass-luca-coscioni-e-importante-fare-testamento-biologico-anche-se-si-e-in-salute/">Testamento biologico, Filomena Gallo (segr. Gen. Ass. Luca Coscioni): “È importante fare testamento biologico anche se si è in salute&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Filomena Gallo, avvocato e segretario generale dell’associazione Luca Coscioni, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Base Luna chiama Terra” condotta da Lorenzo Capezzuoli Ranchi in onda su Radio Cusano Campus.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Arrivati al quinto anniversario della legge sul biotestamento a che punto siamo? </strong>&#8220;Ci sono molte disposizioni anticipate di trattamento che sono state depositate &#8211; afferma Gallo &#8211; ma non sono tantissime, perché le persone non lo sanno, non c’è campagna informativa. È importante fare testamento biologico anche se si è in salute. Con il testamento biologico ogni persona può lasciare scritto quelle che sono le volontà dei trattamenti sanitari, sia per l’interruzione sia per la prosecuzione. La legge che entrò in vigore nel 2018 ha rafforzato il rapporto medico-paziente. Il paziente deve essere informato sulle proprie condizioni. Questa legge recepisce battaglie nei tribunali, condotte da Welby, da Englaro e arriva in parlamento grazie all’operato dell’associazione Luca Coscioni, in un momento particolare che è quello che vedeva coinvolto Cappato per il caso di Dj Fabo. La nostra volontà va rispettata e tramite il testamento biologico, che può essere depositato presso il comune di residenza, finisce in una banca dati nella quale i medici possono conoscere le volontà del paziente.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Riguardo al fatto che solo 180500 persone hanno fatto la DAT e che i numeri siano bassi.</strong> &#8220;Abbiamo condotto un accesso agli atti generalizzato ma non tutti i comuni hanno risposto. Il problema è la mancanza di informazioni, molti non sanno di poter redigere le DAT. Abbiamo creato anche un numero bianco a cui le persone si rivolgono per avere informazioni. Ci sono domande e risposte anche sul sito dell’associazione Luca Coscioni. Molte volte le persone non sanno dove depositarlo. In questa settimana è possibile ricevere un consulto con un medico che potrà entrare nel dettaglio riguardo il rifiuto dei trattamenti. Il testamento biologico prevede anche la possibilità di continuare con le cure, al fine di garantire le nostre volontà. Un piccolo passo è stato fatto per redigere le DAT anche in Italia, bisogna far conoscere questa possibilità a tutti, anche a chi sta bene, affinché le nostre volontà siano rispettate.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Riguardo alla promessa che non è stata mantenuta, ovvero che entro 60 giorni ci sarebbero dovute essere campagne informative sul sito del ministero</strong>. &#8220;La stessa legge prevede campagne informative da parte del ministero. Sono i privati che cercano di fare corretta informazione, in modo semplice, e poi ognuno è libero di fare le proprie scelte, è questo è il dato importante. Molto spesso riceviamo gente che ne vuole sapere di più per depositare il testamento in comune, c’è una legge e va applicata! I comuni non possono rifiutare di ricevere il testamento. È importante avere questa informazione per evitare la disapplicazione. Abbiamo anche fatto un video di una bambina che ha perso il proprio gatto e inizia a parlare col nonno. La bambina spiega al nonno che è importante decidere sul proprio fine vita, perché potrebbero esserci momenti di incapacità. Invito gli ascoltatori a vederlo”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/02/01/testamento-biologico-filomena-gallo-segr-gen-ass-luca-coscioni-e-importante-fare-testamento-biologico-anche-se-si-e-in-salute/">Testamento biologico, Filomena Gallo (segr. Gen. Ass. Luca Coscioni): “È importante fare testamento biologico anche se si è in salute&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Xylella. 1.100 ricercatori &#8216;SeTA&#8217; in difesa della scienza</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/05/16/xylella-1-100-ricercatori-seta-in-difesa-della-scienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2019 14:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il contrasto del batterio Xylella fastidiosa, recentemente tornato agli onori delle cronache in seguito all&#8217;archiviazione da parte del Tribunale di Lecce dell&#8217;indagine a carico di dieci scienziati italiani&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/16/xylella-1-100-ricercatori-seta-in-difesa-della-scienza/">Xylella. 1.100 ricercatori &#8216;SeTA&#8217; in difesa della scienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il contrasto del batterio Xylella fastidiosa, recentemente tornato agli onori delle cronache in seguito all&#8217;archiviazione da parte del Tribunale di Lecce dell&#8217;indagine a carico di dieci scienziati italiani che se ne erano occupati in passato e che erano stati accusati di aver causato la diffusione della malattia in seguito ai loro studi, deve essere perseguito attraverso una serie di misure di contenimento che devono prevedere, in alcuni casi, la distruzione delle piante infette. È questo il messaggio chiave, sostenuto da tempo dalla Comunita&#8217; scientifica e troppe volte ridimensionato da una costante e dilagante azione di disinformazione, che ha coinvolto in alcuni casi anche le istituzioni, emerso nell&#8217;incontro tra l&#8217;Associazione Luca Coscioni per la Liberta&#8217; di Ricerca Scientifica e il Gruppo informale SeTA (Scienze e Tecnologie per l&#8217;Agricoltura). La Comunita&#8217; scientifica, quotidianamente bersagliata sul tema Xylella da teorie complottiste e dagli attacchi provenienti da una minoranza delle istituzioni, ha visto schierarsi al suo fianco numerosi esponenti del mondo scientifico ed istituzionale, oltre che agronomi, giuristi e comuni cittadini, che hanno deciso di far sentire la propria voce rinnovando la fiducia ai ricercatori impegnati a contrastare il batterio della Xylella e aderendo ad una petizione, promossa dal gruppo SeTA, che ha raccolto oltre 1100 adesioni. &#8220;Il caso Xylella e&#8217; un esempio da manuale di come l&#8217;ambiguita&#8217; da parte di alcuni mezzi d&#8217;informazione e dei rappresentanti istituzionali abbia alimentato credenze fasulle che hanno gia&#8217; arrecato danni immensi all&#8217;agricoltura e all&#8217;economia della Puglia&#8221;, dichiara Marco Cappato, leader e tesoriere dell&#8217;Associazione Luca Coscioni. &#8220;Siamo dunque a fianco degli scienziati che si mobilitano per impedire che tale danno si aggravi ulteriormente mettendo il metodo scientifico al servizio della democrazia e del benessere di tutti i cittadini. La loro voce va ascoltata e le loro indicazioni seguite, senza cedere alle sirene del complottismo&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/05/16/xylella-1-100-ricercatori-seta-in-difesa-della-scienza/">Xylella. 1.100 ricercatori &#8216;SeTA&#8217; in difesa della scienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Dj Fabo morto in Svizzera</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/02/27/dj-fabo-morto-in-svizzera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 14:07:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[associazione Luca Coscioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dj Fabo]]></category>
		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dj Fabo è morto oggi alle 11.40 in una clinica svizzera. Marco Cappato, dell’associazione Luca Coscioni, ne ha dato l&#8217;annuncio su Twitter: “Fabo è morto alle 11.40. Ha&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/02/27/dj-fabo-morto-in-svizzera/">Dj Fabo morto in Svizzera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dj Fabo è morto oggi alle 11.40 in una clinica svizzera.</strong> Marco Cappato, dell’associazione Luca Coscioni, ne ha dato l&#8217;annuncio su Twitter: “Fabo è morto alle 11.40. Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo”.</p>
<p>&#8220;Sono finalmente arrivato in Svizzera, e ci sono arrivato purtroppo con le mie forze e non con l&#8217;aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e la ringrazierò fino alla morte&#8221;. E&#8217; il messaggio su Twitter di Dj Fabo, Fabiano Antoniani, 39enne cieco e tetraplegico in seguito a un grave incidente stradale, da ieri era in Svizzera per ricorrere al suicidio assistitito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/02/27/dj-fabo-morto-in-svizzera/">Dj Fabo morto in Svizzera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Welby 10 anni dopo, una lotta che porta nuove libertà. Il 77% degli Italiani chiede legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 15:05:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[associazione Luca Coscioni]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Donata Lenzi]]></category>
		<category><![CDATA[libertà civili]]></category>
		<category><![CDATA[Welby]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A dieci anni dalla morte di Piergiorgio Welby – l’Associazione Luca Coscioni per le libertà civili (ALC) ricorda con un evento alla Camera dei Deputati la storia di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/12/19/welby-10-anni-dopo-una-lotta-che-porta-nuove-liberta-il-77-degli-italiani-chiede-legge/">Welby 10 anni dopo, una lotta che porta nuove libertà. Il 77% degli Italiani chiede legge</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A dieci anni dalla morte di <strong>Piergiorgio Welby</strong> – l<strong>’Associazione Luca Coscioni</strong> per le libertà civili (ALC) ricorda con un evento alla<strong> Camera dei Deputati</strong> la storia di colui che ha aperto una fase cruciale nella battaglia per le <strong>libertà civili:</strong> quella per il diritto al rifiuto delle cure, che dovrebbe essere garantito dalla Costituzione che specifica che &#8220;Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge&#8221; (Art. 32 Cost.). Un diritto per il quale il 77% degli Italiani ritiene opportuno un intervento del Parlamento con una legge che regolamenti la scelta di fine vita.( Fonte: Survey SWG, dicembre 2016)</p>
<p>“Sono decine di migliaia i malati che vedono quotidianamente calpestato il proprio diritto all’autodeterminazione: è fondamentale una legge che garantisca a tutti i cittadini il rispetto della libertà individuale. La lotta di Welby, insieme a quella di Beppino Englaro per Eluana e, ora, quella di Walter Piludu, ha fatto compiere all&#8217;Italia quei passi avanti sui quali il Parlamento ancora vacilla. Sono gli stessi cittadini a chiedere una legge che regolamenti le scelte di fine vita: è ora che le Istituzioni diano una risposta”, afferma <strong>Marco Cappato,</strong> Tesoriere dell&#8217;Associazione Luca Coscioni e promotore della campagna Eutanasia legale.</p>
<p>Dopo oltre 3 anni dal deposito della proposta di legge di iniziativa popolare dell&#8217;Associazione Luca Coscioni, il Parlamento si è finalmente mosso: il 7 dicembre il testo sulla legalizzazione del testamento biologico viene approvato dalla Commissione Affari sociali ed è pronto per la discussione in Parlamento. Un passo importante verso l’obiettivo per cui si batte l’Associazione Coscioni &#8211; il riconoscimento ufficiale del diritto di scegliere come e quando terminare la propria vita e interrompere la propria sofferenza. Un diritto che non deve essere riconosciuto esclusivamente a chi è cosciente o a chi è attaccato a una macchina, escludendo molti altri malati terminali, ma che deve essere universalmente riconosciuto grazie alla legalizzazione del testamento biologico.</p>
<p>“Oggi ricordare Welby significa rendere un tributo all’operato di un uomo che ha aperto la strada a nuove libertà civili, ma significa soprattutto reiterare l’importanza di lottare per questi diritti. Il Paese è pronto: uniamo le forze e battiamoci per ciò in cui crediamo, per vivere liberi fino alla fine”, è l’appello di Cappato.</p>
<p>A fianco dell’Associazione Luca Coscioni, oltre alla Presidente della Camera<strong> Laura Boldrini</strong> e a <strong>Donata Lenzi,</strong> relatrice sulle DAT (Disposizione Anticipate di Trattamento) saranno presenti tra gli altri gli Onorevoli <strong>Stella Bianchi,</strong> <strong>Fabrizio Cicchitto, Giuseppe Civati, Pia Locatelli, Sergio Lo Giudice, Luigi Manconi, Gianni Melilla e Luigi Zanda</strong>.</p>
<p>A ricordare la battaglia di Welby anche il Comitato Etico di Fondazione Umberto Veronesi che, su input del Professore, ha stilato la “Mozione del Comitato Etico sui profili etici dell’eutanasia”, presentata oggi da Marco Annoni. La mozione, riferendosi esclusivamente ai profili etici della questione e ponendo specifiche condizioni vincolanti che circoscrivono i casi, afferma che “sia eticamente lecito chiedere di porre fine anticipatamente alle proprie sofferenze con dignità e aiutare i pazienti a farlo”, limitatamente ai pazienti terminali e con sintomi refrattari.<br />
Il Professore Umberto Veronesi era fermo sostenitore del principio che “ogni persona ha diritto di autodeterminarsi” e aveva aderito all’appello per l’eutanasia legale e firmato la proposta di legge presentata dall’Associazione Luca Coscioni nell’ambito della campagna Eutanasia Legale.</p>
<p>Welby, malato di distrofia muscolare e all’epoca co-presidente dell’ALC, nel 2006 trasmise al Presidente della Repubblica Napolitano la richiesta di eutanasia. Dopo mesi di coinvolgimento del mondo scientifico e giuridico, Welby ottenne legalmente ciò che inizialmente gli era stato negato: l’aiuto di un medico, il Dott. Mario Riccio, anestesista, per distaccare, senza soffrire, il respiratore. Il caso fece maturare nel Paese il consenso alla libertà delle scelte di fine-vita e rappresentò un precedente giudiziario fondamentale per il diritto all’interruzione delle terapie.</p>
<p>Dopo Welby infatti, con il riconoscimento giudiziario del buon operato del Dott. Mario Riccio, nel corso di lunghi anni e di sofferte battaglie, sono arrivati nuovi importanti traguardi in tema di fine vita, permessi grazie a decisioni giudiziarie rivoluzionarie: in particolare il caso Englaro e il recente caso Piludu, che hanno consolidato il diritto a interrompere le terapie, trasformandolo in obbligo per il Sistema Sanitario Nazionale di assistere ed esaudire le volontà del malato su ordine di un tribunale.</p>
<p>Oggi anche Walter si aggiunge quindi alla lista dei <strong>Luca, Piergiorgio, Eluana, Dominique, Max, Luigi</strong> e di tutti coloro che hanno lottato per la libertà di scegliere come terminare la propria vita. Si ricordano qui solo i nomi di coloro che ‘grazie’ alla sofferenza sono passati alle cronache nazionali e internazionali, perché sarebbe impossibile farli tutti, i nomi di coloro per i quali la quotidianità è una prigione, un campo di battaglia – più ancora che contro la malattia, contro la burocrazia.</p>
<p>&#8220;Non fu facile per me accettare la volontà di Piergiorgio. Ma l&#8217;amore è innanzitutto libertà, e ciò che ho vissuto allora mi ha poi dato la forza in questi dieci anni per girare per l&#8217;Italia ad aiutare le persone che si trovano nelle stesse condizioni. Non è però accettabile che la libertà di scelta debba essere conquistata ogni volta caso per caso: deve diventare un diritto per tutti&#8221;, è l’appello di<strong> Mina Welby</strong>, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni.</p>
<p>Qui la proposta di legge: <a href="http://www.eutanasialegale.it/content/progetto-di-legge-diniziativa-popolare-rifiuto-di-trattamenti-sanitari-e-liceita" target="_blank"><span style="color: blue; font-family: Verdana; font-size: xx-small;"><u>proposta di legge presentata dall’Associazione Luca Coscioni nell’ambito della campagna Eutanasia Legale</u></span></a><br />
Qui la sintesi della battaglia per l’eutanasia legale: #LiberiFinoAllaFine<br />
<iframe title="Liberi e vivi, fino alla fine. #LiberiFinoAllaFine" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/uIr1i5D0dUw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/12/19/welby-10-anni-dopo-una-lotta-che-porta-nuove-liberta-il-77-degli-italiani-chiede-legge/">Welby 10 anni dopo, una lotta che porta nuove libertà. Il 77% degli Italiani chiede legge</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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