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	<title>cuba Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Per Sandro Castro la maggioranza dei cubani ambisce al capitalismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 05:36:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sandro Castro, influencer cubano di 33 anni e nipote dell’ex leader Fidel Castro, ha suscitato sorpresa con un’intervista rilasciata alla Cnn in cui sostiene che «la maggior parte&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/02/per-sandro-castro-la-maggioranza-dei-cubani-ambisce-al-capitalismo/">Per Sandro Castro la maggioranza dei cubani ambisce al capitalismo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sandro Castro, influencer cubano di 33 anni e nipote dell’ex leader Fidel Castro, ha suscitato sorpresa con un’intervista rilasciata alla Cnn in cui sostiene che «la maggior parte dei cubani voglia essere capitalista, non comunista». Con oltre 150mila follower sui social, Castro invita a ripensare il modello economico dell’isola, oggi gravata dall’embargo statunitense e dalla carenza di forniture energetiche dopo il taglio del petrolio venezuelano.</p>
<p>Il giovane ha espresso l’esigenza di «aprire il modello economico, eliminare la burocrazia», affermando che «a Cuba ci sono molte persone che pensano in chiave capitalista» pur rivendicando la difesa della sovranità nazionale. Le sue parole hanno incontrato critiche tra i sostenitori degli ideali rivoluzionari ereditati dal nonno, ma per Castro le opposizioni restano marginali.</p>
<p>Sui social l’influencer condivide video ironici e skit che mescolano satira e riflessione sulla situazione interna. «Faccio video su una situazione tesa e triste. Almeno cerco di rendere felici le persone, di far spuntare un sorriso sui loro volti. Non mi permetterei mai di deridere una situazione che vivo anch’io», ha spiegato, sottolineando il desiderio di alleggerire le tensioni sociali.</p>
<p>In una recente gag, Sandro ha simulato una trattativa con un attore travestito da Donald Trump, che nel gioco chiede di comprare l’isola. Al finto tycoon, che afferma «Possiamo fare affari perché sei un intrattenitore e un uomo d’affari come me», Castro chiede: «Cosa vuoi comprare?». La risposta è secca: «Cuba!», seguita da una serie di progetti miliardari per rilanciare l’economia nazionale.</p>
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		<title>Cuba al buio per blackout totale, Trump sostiene di poterla conquistare a piacimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 19:36:11 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/17/cuba-al-buio-per-blackout-totale-trump-sostiene-di-poterla-conquistare-a-piacimento/">Cuba al buio per blackout totale, Trump sostiene di poterla conquistare a piacimento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo stato cubano si trova in un blackout totale dopo giorni in cui due terzi dell’isola erano già rimasti al buio, una crisi che ha innescato violente proteste contro il governo nelle principali città, compresa L’Avana. La compagnia statale Union Nacional Electrica de Cuba ha parlato di “completa disconnessione” del sistema elettrico nazionale, attribuendo la drammatica situazione all’embargo petrolifero imposto dagli Stati Uniti con l’intento di esercitare pressioni sul governo cubano.</p>
<p>Le tensioni sociali sono esplose in diverse località: a Morón, un ufficio del Partito comunista è stato dato alle fiamme nel corso delle manifestazioni in strada, dove si levano slogan contro la classe politica e il sistema a partito unico. Nel frattempo, non mancano le dichiarazioni sulla scena internazionale: Donald Trump ha annunciato con orgoglio future ambizioni sull’isola, sostenendo «Credo proprio che avrò l’onore di conquistare Cuba» e aggiungendo «Sarebbe fantastico. È un grande onore. Posso liberarla o conquistarla: penso di poter fare tutto quello che voglio».</p>
<p>Secondo quanto riferito dal New York Times, la Casa Bianca avrebbe già esortato il presidente Miguel Díaz-Canel a dimettersi per favorire l’avvio di negoziati sul futuro politico dell’isola. Fonti in contatto con l’amministrazione statunitense indicano tuttavia che l’abbandono del potere da parte del leader non comporterebbe una riduzione dell’influenza del Partito comunista.</p>
<p>Nel comunicato in cui l’ente elettrico ha delineato le cause del blackout, si parla di un “blocco completo della rete elettrica nazionale” e si annuncia l’avvio dei lavori di ripristino dell’erogazione. Dopo settimane di interruzioni è però difficile stabilire quando la corrente tornerà a coprire l’intero territorio: al momento dispongono di elettricità solo i cittadini e le imprese dotati di generatori autonomi.</p>
<p>Venerdì Díaz-Canel ha rivelato che Cuba non riceve rifornimenti di petrolio da oltre tre mesi e che la rete era stata alimentata con energia solare, gas naturale e centrali termoelettriche. Il sistema supplementare ha però ceduto sotto il peso della carenza di greggio, costringendo il governo a posticipare interventi chirurgici per decine di migliaia di pazienti.</p>
<p>Determinante per l’aggravarsi della crisi è stata la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, avvenuta il 3 gennaio da parte di forze speciali statunitensi. Caracas assicurava fino al 60% del petrolio importato a L’Avana: senza quel flusso e senza una intesa con Washington, ha ammesso lo stesso Díaz-Canel, Cuba non riesce a far fronte al proprio fabbisogno energetico.</p>
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		<title>Terremoto a Cuba, scossa di magnitudo 4.5</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 13:14:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è registrata una violentissima scossa di terremoto di magnitudo 4.5 alle 12:22 (ora italiana) a Cuba: lo rileva l’European Mediterranean Seismological Centre (Emsc). L’epicentro è stato localizzato&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è registrata una violentissima scossa di terremoto di magnitudo 4.5 alle 12:22 (ora italiana) a Cuba: lo rileva l’European Mediterranean Seismological Centre (Emsc). L’epicentro è stato localizzato a 39 km da Baracoa, nella provincia di Guantanamo a 10km di profondità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/29/terremoto-a-cuba-scossa-di-magnitudo-4-5/">Terremoto a Cuba, scossa di magnitudo 4.5</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto di 7.7 tra Giamaica e Cuba, allerta tsunami</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 20:46:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un violentissimo terremoto di magnitudo 7.7 è stato registrato tra Cuba e la Giamaica, nel mar dei Caraibi,alle 20:10 (ora italiana), a 10 km di profondità.Il sisma è&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/01/28/terremoto-di-7-7-tra-giamaica-e-cuba-allerta-tsunami/">Terremoto di 7.7 tra Giamaica e Cuba, allerta tsunami</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un violentissimo terremoto di magnitudo 7.7 è stato registrato tra Cuba e la Giamaica, nel mar dei Caraibi,alle 20:10 (ora italiana), a 10 km di profondità.Il sisma è stato avvertito a Cuba e in Jamaica e anche nelle Isole Cayman, soprattutto nella capitale George Town, ma anche nelle città cubane di La Habana, Bayamo e Pinar del Río.<br />
È stata pertanto diramata un&#8217;allerta tsunami che riguarda 6 paesi: Cuba, Honduras, Messico, Belize, Isole Cayman e Giamaica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/01/28/terremoto-di-7-7-tra-giamaica-e-cuba-allerta-tsunami/">Terremoto di 7.7 tra Giamaica e Cuba, allerta tsunami</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Migranti: quando nel&#8217;39 Cuba, USA e Ue chiusero porti a profughi ebrei</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/08/23/migranti-quando-nel39-cuba-usa-e-ue-chiusero-porti-a-profughi-ebrei/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Aug 2018 15:02:33 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/08/23/migranti-quando-nel39-cuba-usa-e-ue-chiusero-porti-a-profughi-ebrei/">Migranti: quando nel&#8217;39 Cuba, USA e Ue chiusero porti a profughi ebrei</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una nave con oltre 900 profughi che scappano dalla morte, cercando un porto sicuro dove sbarcare per rifarsi una vita. A bordo famiglie, anziani, quasi 400 tra donne e bambini. Quel che trovano per oltre 10 giorni in mare sono porti chiusi, ovunque. Ogni Paese interpellato dalle associazioni di soccorso respinge i quasi mille disperati perche&#8217;, rivendicano gli Stati sovrani, sono gia&#8217; stati accolti &#8220;troppi immigrati, non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; posto&#8221;. Non si tratta di una nave della Guardia costiera italiana che non ha il permesso di sbarcare, ne&#8217; di una Ong che ha salvato i naufraghi nelle acque libiche o maltesi e che vaga per il Mediterraneo cercando un approdo. Correva l&#8217;anno 1939, i primi di maggio. La nave &#8216;Saint Louis&#8217; salpo&#8217; da Amburgo carica di ebrei tedeschi che scappavano per non finire nei campi di sterminio. Ognuno di loro aveva pagato centinaia di dollari per ottenere un biglietto e il visto per Cuba. La nave, infatti, era diretta all&#8217;Avana, l&#8217;isola caraibica che allora era sotto l&#8217;influenza americana: sono i tempi del generale Batista e del presidente Federico Bru&#8217;. Una volta venuto a conoscenza della partenza della &#8216;Saint Louis&#8217; il governo cubano approvo&#8217; per decreto una stretta sull&#8217;accoglienza dei profughi, prevedendo, tra le misure, un deposito cauzionale di 500 dollari per qualunque persona avesse voluto mettere piede all&#8217;Avana. Le autorita&#8217; cubane misero in atto una campagna contro i profughi in arrivo soffiando sulle tensioni occupazionali della popolazione: &#8220;Non c&#8217;e&#8217; posto per loro, non possono venire qua a rubare il lavoro ai cubani. Cuba e&#8217; stata lasciata sola dagli Stati Uniti e ha gia&#8217; accolto piu&#8217; profughi di quanti possa mantenere&#8221;. Questo era il tenore degli slogan che governo e agitatori di vario tipo facevano recapitare a radio e giornali, ma anche alle associazioni di soccorso ebraiche e al governo americano.</p>
<p>Giunta nel porto dell&#8217;Avana la nave venne fatta attraccare in rada e ai migranti venne proibito di sbarcare. La &#8216;Saint Louis&#8217; fu tenuta ferma per 4 giorni, venne issata la bandiera gialla della quarantena (proprio come a Catania con la &#8216;Diciotti&#8217;) e i profughi furono lasciati soli mentre comincio&#8217; un lunga trattativa politica, basata su quanti soldi le associazioni americane ebraiche potevano garantire al regime cubano, negoziato che poi non porto&#8217; a nulla. Alla nave venne ordinato di fare ritorno ad Amburgo ma il coraggioso Capitano dell&#8217;imbarcazione, in stretto contatto con le agenzie umanitarie, comincio&#8217; a vagare nell&#8217;oceano cercando un porto sicuro che accogliesse le mille persone ormai a corto di viveri e medicine. Tutti i paesi dell&#8217;America Latina vennero sondati: nessuno accetto&#8217; di &#8216;prendere&#8217; mille ebrei. E gli Stati Uniti? Il presidente Roosevelt fu irremovibile: mise subito in chiaro che non avrebbe accolto alcun profugo al di fuori delle quote di immigrati che spettavano all&#8217;America. Il coraggioso capitano della &#8216;Saint Louis&#8217; si avvicino&#8217; al porto di Miami, pero&#8217; venne respinto dalla Marina a stelle e strisce. Si provo&#8217; con il Canada. Niente. Non rimaneva che tornare in Europa. Dopo trattative estenuanti la diplomazia &#8211; grazie anche a persone della famiglia Rothschild e al padre di John Fitzgerald Kennedy (Joseph, ambasciatore americano a Londra) &#8211; ebbe successo: i profughi vennero &#8216;redistribuiti&#8217; tra Belgio, Olanda, Francia e Inghilterra che accettarono volontariamente di accoglierli. Una sorta di relocation ante litteram. La stragrande maggioranza di loro qualche anno dopo fini&#8217; ad Auschwitz dopo che la Germania nazista occupo&#8217; tutta l&#8217;Europa occidentale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/08/23/migranti-quando-nel39-cuba-usa-e-ue-chiusero-porti-a-profughi-ebrei/">Migranti: quando nel&#8217;39 Cuba, USA e Ue chiusero porti a profughi ebrei</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sì: gli Usa fecero guerra biologica in Corea del Nord</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2018 18:10:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il libro di Dave Chaddock&#160;This Must Be the Place&#160;raccoglie le prove che gli USA effettivamente tentarono di spazzare via milioni di cinesi e nord-coreani con malattie mortali. E&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/02/23/usa/">Sì: gli Usa fecero guerra biologica in Corea del Nord</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il libro di Dave Chaddock&nbsp;<a href="http://www.amazon.com/This-Must-Be-Place-Warfare/dp/1934733768">This Must Be the Place</a>&nbsp;raccoglie le prove che gli USA effettivamente tentarono di spazzare via milioni di cinesi e nord-coreani con malattie mortali. E causarono fame e morte a Cuba introducendo la febbre suina, la muffa del tabacco, e creando&nbsp;“un’<a href="https://williamblum.org/aer/read/136">epidemia di Dengue</a>&nbsp;emorragica nel 1981.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È una sciocchezza di non poca importanza credere che gli USA bombardarono la Corea del Nord con bombe ordinarie, non biologiche. Non rimanevano più edifici da bombardare. Le persone vivevano nelle grotte, se vivevano. Milioni di persone morirono, la maggior parte delle quali era sopravvissuta alle vecchie bombe ‘non scandalose’ ma assassine di massa (incluso, ovviamente, il napalm che scioglie le persone ma non le infetta con malattie esotiche). Ancora oggi i nordcoreani vivono nel terrore che la storia si ripeta, tanto che il loro comportamento a volte è inesplicabile e sconcertante per i nordamericani che conoscono la storia attraverso le domande dei quiz televisivi…</p>
<p>Eppure, il fatto che gli USA tentarono di diffondere malattie come la peste bubbonica in Corea del Nord può avere un potente impatto sui creduloni che si auto-ingannano circa la pretesa bontà delle guerre statunitensi. Quindi vale la pena diffondere la consapevolezza che questo è accaduto davvero. Un grande aiuto su questo argomento è stato appena fornito da Jeffrey Kaye, che ha&nbsp;<a href="https://medium.com/@jeff_kaye/the-long-suppressed-korean-war-report-on-u-s-use-of-biological-weapons-released-at-last-20d83f5cee54">pubblicato online</a>&nbsp;un importante rapporto che è stato in gran parte non disponibile per decenni. Il rapporto fu prodotto nel 1952, su richiesta dei governi nordcoreano e cinese, da una commissione che comprendeva eminenti scienziati provenienti da Svezia, Brasile, Francia e Italia, ed era diretto da Sir Joseph Needham, uno dei più importanti e rispettati scienziati britannici. Il suo necrologio del&nbsp;<em><a href="http://www.nytimes.com/1995/03/27/obituaries/joseph-needham-china-scholar-from-britain-dies-at-94.html">New York Times&nbsp;</a></em>non dice se le conclusioni della commissione fossero accurate. Il suo necrologio dell’<em><a href="https://www.independent.co.uk/voices/obituaryjoseph-needham-1612984.html">Independent</a></em>&nbsp;suggerisce che la commissione aveva visto bene. La sua copertura su&nbsp;<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Joseph_Needham">WikiPedia</a>&nbsp;annuncia in modo prevedibile che la commissione si era sbagliata del tutto, cosa avallata dalla tipica citazione di WikiPedia: “Citazione necessaria”. Sì, a questo punto una citazione è ancora più disperatamente dovuta.</p>
<p>Il rapporto che Kaye ci ha messo a disposizione è completo e ben impostato e conclude che in effetti gli USA usarono la guerra batteriologica. Questa ebbe un ruolo assai minore nel massacro di massa. Ma ebbe un ruolo.<br />
Ebbe un ruolo più ampio nel far sì che la cultura e il governo degli Stati Uniti procedessero su quella strada. Il governo inventò il concetto di “lavaggio del cervello” per sconfessare la testimonianza di piloti statunitensi che avevano confessato di aver condotto azioni di guerra biologica. Poi la CIA impiegò molti anni (e causò molte morti) cercando assurdamente di fare ciò che aveva ridicolmente accusato i cinesi di aver fatto.</p>
<p>Negli USA è notizia non gradita che gli Stati Uniti abbiano protetto criminali di guerra giapponesi e si siano basati sul loro lavoro. E’ ancor più sgradita la notizia che abbiano tentato di creare epidemie mortali nella Corea del Nord.<br />
Forse ancor meno accettabile è la notizia che gli USA hanno portato la fame e la morte a Cuba, introducendo la febbre suina e la muffa del tabacco nell’isola, e creando&nbsp;<em>“un’<a href="https://williamblum.org/aer/read/136">epidemia di Dengue</a>&nbsp;emorragica nel 1981, durante la quale circa 340.000 persone furono infettate e 116.000 ricoverate in ospedale: questo in un paese che non aveva mai sperimentato un singolo caso di Dengue. Alla fine morirono solo 158 persone, tra cui 101 bambini. Per inciso:&nbsp;</em><em>così tante ospedalizzazioni con così poche morti è un’eloquente testimonianza dell’eccellenza del sistema sanitario pubblico cubano”.<br />
</em>Stranamente, come&nbsp;<a href="https://medium.com/@jeff_kaye/the-long-suppressed-korean-war-report-on-u-s-use-of-biological-weapons-released-at-last-20d83f5cee54">sottolinea</a>&nbsp;Kaye, potrebbe essere ancora più inaccettabile negli Stati Uniti sapere che il Giappone aveva sperimentato le armi biologiche sui prigionieri di guerra statunitensi.<br />
E io sospetto che la cosa più inammissibile di tutte sia il fatto che il programma statunitense di armi biologiche&nbsp;<a href="http://davidswanson.org/nbc-dares-mention-climate-in-spread-of-lyme-disease-but-not-who-created-lyme-disease/">trasformò in arma e diffuse</a>&nbsp;la malattia di Lyme nell’area di Old Lyme, nel Connecticut, da cui successivamente la malattia prese il nome. E non a caso, allora, quella malattia si diffuse rapidamente.</p>
<p>Come ho scritto in precedenza, la lotta a colpi di propaganda durante la guerra di Corea fu intensa. Il sostegno che il governo guatemalteco diede ai rapporti sulla guerra batteriologica degli Stati Uniti in Cina fu una delle motivazioni degli USA per rovesciare il governo guatemalteco; e la diffusione di quei rapporti fu probabilmente una delle motivazioni per l’omicidio di&nbsp;<a href="http://davidswanson.org/node/2559">Frank Olson</a>&nbsp;della CIA – a questo proposito si veda il nuovo film di Netflix Wormwood.</p>
<p>Non c’è alcun dibattito sul fatto che gli Stati Uniti abbiano lavorato per anni sulle armi biologiche, a Fort Detrick (poi chiamato Camp Detrick) e in numerose altre località. E non si discute sul fatto che gli USA impiegarono gli assassini più abili nell’impiego di armi biologiche sia tra i giapponesi che i nazisti dalla fine della seconda guerra mondiale in poi. Né si discute sul fatto che gli USA testarono tali armi nella città di San Francisco e in numerose altre località statunitensi, e nei soldati statunitensi. C’è un museo all’Avana con testimonianze di anni di guerra biologica degli USA contro&nbsp;<a href="http://davidswanson.org/node/4669">Cuba</a>. Sappiamo che a&nbsp;<a href="http://davidswanson.org/node/4832">Plum Island</a>, al largo della punta di Long Island, fu sperimentato testare l’uso degli insetti come arma, comprese le zecche che hanno scatenato l’attuale epidemia di Morbo di Lyme.</p>
<p>Il libro di Dave Chaddock&nbsp;<a href="http://www.amazon.com/This-Must-Be-Place-Warfare/dp/1934733768">This Must Be the Place</a>, che ho trovato attraverso la&nbsp;<a href="http://shadowproof.com/2015/03/28/book-review-this-must-be-the-place-how-the-u-s-waged-germ-warfare-in-the-korean-war-and-denied-it-ever-since/">recensione</a>&nbsp;di Jeff Kaye, raccoglie le prove che gli USA effettivamente tentarono di spazzare via milioni di cinesi e nord-coreani con malattie mortali.</p>
<p>“Che importa adesso?” Posso immaginare che questa domanda provenga da un solo angolo della terra.</p>
<p>Rispondo: importa che conosciamo i demoni della guerra e che cerchiamo di fermare quelli nuovi. Bombe a grappolo statunitensi in Yemen; attacchi con droni statunitensi in Pakistan; armamenti statunitensi in Siria; fosforo bianco e napalm e uranio impoverito statunitensi usati negli ultimi anni; torture statunitensi in campi di prigionia; arsenali nucleari statunitensi in espansione; colpi di stato USA che mettono al potere mostri in Ucraina e Honduras; bugie statunitensi sull’armamento nucleare iraniano; e infine il confonto degli USA con la Corea del Nord come parte di quella guerra mai conclusa: tutte queste cose possono essere affrontate al meglio da persone rese consapevoli di una secolare strategia di bugie.</p>
<p>E rispondo anche che non è ancora troppo tardi per scusarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>David Swanson</strong></p>
<p style="text-align: right;">Traduzione di Leopoldo Salmaso</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/02/23/usa/">Sì: gli Usa fecero guerra biologica in Corea del Nord</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Guevara. La Bolivia lancia un sito commemorativo</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 10:13:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 50esimo anniversario dell&#8217;assassinio di Ernesto &#8216;Che&#8217; Guevara in Bolivia, nel Paese sudamericano e&#8217; online un sito (www.50aniversarioche.bo) che segnala e rilancia eventi commemorativi, foto, mappe e video&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 50esimo anniversario dell&#8217;assassinio di Ernesto &#8216;Che&#8217; Guevara in Bolivia, nel Paese sudamericano e&#8217; online un sito (<a href="http://www.50aniversarioche.bo">www.50aniversarioche.bo</a>) che segnala e rilancia eventi commemorativi, foto, mappe e video storici.<br />
Dopo la vittoria delal rivoluzione cubana, Guevara si era unito alla guerriglia boliviana per rovesciare il regime militare di Rene Barrientos e instaurare un governo socialista.<br />
Il leader rivoluzionario costitui&#8217; l&#8217;Esercito di liberazione nazionale. Il 9 ottobre 1967 fu catturato e ucciso, con la regia o comunque il coinvolgimento della Cia, dopo essersi rifiutato di fornire nel corso dell&#8217;interrogatorio informazioni sui suoi piani e i suoi compagni di lotta. Guevara fu sepolto nella cittadina di Vallegrande. Sono molte le citta&#8217; della Bolivia con monumenti e targe di ricordo lungo la &#8220;Ruta del Che&#8221;, il &#8220;sentiero&#8221; per la rivoluzione.</p>
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		<title>Guevara. Fra 300 Anni Sarà Sempre &#8220;Il Che&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 10:02:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Noi non potremo vederlo, ma fra 300 anni il &#8216;Che&#8217; sara&#8217; sempre il &#8216;Che'&#8221;: lo ha detto Juan Martin Guevara, fratello minore di Ernesto, in un&#8217;intervista rilasciata alla&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/09/guevara-fra-300-anni-sara-sempre-il-che/">Guevara. Fra 300 Anni Sarà Sempre &#8220;Il Che&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Noi non potremo vederlo, ma fra 300 anni il &#8216;Che&#8217; sara&#8217; sempre il &#8216;Che'&#8221;: lo ha detto Juan Martin Guevara, fratello minore di Ernesto, in un&#8217;intervista rilasciata alla vigilia del 50° anniversario dell&#8217;assassinio del rivoluzionario socialista che si commemora oggi.<br />
Settantaquattro anni, autore del libro &#8216;Mon frere, le Che&#8217;, Juan Martin ha ricordato il dolore per non aver potuto accompagnare il fratello nella sua missione in Bolivia, il Paese dove il 9 ottobre 1967 sarebbe stato ucciso. Poi, sui miti e le icone: &#8220;Credo che le due immagini piu&#8217; conosciute al mondo sono quelle di Cristo e del &#8216;Che&#8217;. Un amico mi ha detto: &#8216;Esageri, Gesu&#8217; e&#8217; molto piu&#8217; conosciuto&#8217;. Certo e&#8217; morto piu&#8217; di 2000 anni fa, mentre il &#8216;Che&#8217; da appena 50. Noi non potremo vederlo, ma fra 300 anni il &#8216;Che&#8217; sara&#8217; sempre il &#8216;Che&#8217;. E spero che ci saranno altri &#8216;Che'&#8221;.<br />
Secondo Juan Martin, se nel 1967 Guevara non fosse stato ucciso in Bolivia &#8220;oggi l&#8217;America Latina sarebbe libera, sovrana, indipendente e socialista&#8221;. Una convinzione fondata sulla conoscenza personale del &#8220;comandante&#8221; e del suo carattere. Ecco allora la battuta sul ruolo da ministro dell&#8217;Economia di Cuba dopo il trionfo della rivoluzione all&#8217;Avana. &#8220;Non era il suo obiettivo di vita, non era il tipo di persona che resta seduto in un ufficio&#8221; spiega Juan Martin. Che parla, infine, di quello che avrebbe potuto essere: &#8220;Impossible saperlo, ma certamente sarebbe stato al fianco dei popoli in lotta&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/09/guevara-fra-300-anni-sara-sempre-il-che/">Guevara. Fra 300 Anni Sarà Sempre &#8220;Il Che&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Addio a Fidel Castro. Raul: “Hasta la victoria, siempre”</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2016 12:24:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Raul Castro in un messaggio letto alla televisione cubana ha detto: “Con profondo dolore vi informo che oggi 25 novembre 2016 alle 22.29 della notte il comandante in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/11/26/addio-a-fidel-castro-raul-hasta-la-victoria-siempre/">Addio a Fidel Castro. Raul: “Hasta la victoria, siempre”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Raul Castro in un messaggio letto alla televisione cubana ha detto: “Con profondo dolore vi informo che oggi 25 novembre 2016 alle 22.29 della notte il comandante in capo della rivoluzione cubana <strong>Fidel Castro è morto</strong>”.<br />
Raul ha aggiunto che secondo le volonta’ di Fidel, il corpo sara’ cremato nelle prime ore di oggi 26 novembre. “La commissione che si occupera’ dei funerali informera’ dettagliatamente sulle commemorazioni del <strong>fondatore della rivoluzione cubana</strong>. Hasta la victoria, siempre” (Fino alla vittoria, sempre), ha concluso Fidel.</p>
<p><strong>Il Consiglio di Stato di Cuba ha decretato nove giorni di lutto nazionale</strong> in seguito alla morte di Fidel Castro, deceduto all&#8217;età di 90 anni. Le giornate di lutto iniziano oggi e proseguono fino al 4 dicembre. Durante questo arco di tempo &#8220;tutte le attività e gli eventi pubblici saranno sospesi. La bandiera nazionale sarà a mezz&#8217;asta sugli edifici pubblici e militari&#8221;, ha scritto il sito Granma.cu. Radio e televisione dedicheranno una programmazione speciale di informazione storica.</p>
<p>&#8220;La Cuba libera e indipendente che creò insieme ai suoi alleati è diventata un membro influente della comunità internazionale e un esempio ispiratore per molti popoli e paesi&#8221;. Così il presidente<strong> Vladimir Putin</strong> ha descritto il leader cubano Fidel Castro, aggiungendo che è stato il<strong> simbolo di &#8220;un&#8217;intera era&#8221; della storia contemporanea</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/11/26/addio-a-fidel-castro-raul-hasta-la-victoria-siempre/">Addio a Fidel Castro. Raul: “Hasta la victoria, siempre”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Usa – Cuba: riaperte le ambasciate dopo 54 anni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2015/07/20/usa-cuba-riaperte-le-ambasciate-dopo-54-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Marrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2015 09:45:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ora è finalmente ufficiale. Dopo 54 anni di gelo, Stati Uniti e Cuba hanno definitivamente ristabilito le relazioni diplomatiche, procedendo alla riapertura delle rispettiva ambasciate, nelle Capitali Washington&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/20/usa-cuba-riaperte-le-ambasciate-dopo-54-anni/">Usa – Cuba: riaperte le ambasciate dopo 54 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ora è finalmente ufficiale. <strong>Dopo 54 anni di gelo, Stati Uniti e Cuba hanno definitivamente ristabilito le relazioni diplomatiche, procedendo alla riapertura delle rispettiva ambasciate, nelle Capitali Washington e L’Havana</strong>. Questo importante passo avanti è un primo risultato tangibile del disgelo cominciato lo scorso 17 dicembre, con lo storico annuncio dato da <strong>Barack Obama</strong> e <strong>Raul Castro</strong>, anche grazie alla preziosa mediazione di <strong>Papa Francesco</strong>.</p>
<p>Per la prima volta dal 1961, la bandiera cubana è stata issata al dipartimento di Stato americano. Nel primo pomeriggio è prevista la cerimonia ufficiale alla rappresentanza diplomatica dell&#8217;isola a Washington, a soli 3 chilometri dalla Casa Bianca: presente il ministro degli Esteri dell&#8217;Havana, <strong>Bruno Rodriguez</strong>, che in seguito verrà ricevuto dal collega statunitense, <strong>John Kerry</strong>, prima di tenere insieme una conferenza stampa.<strong> È la prima visita ufficiale di un ministro degli Esteri dell&#8217;isola castrista dal 1959</strong>. Apertura senza fanfare, invece, per la rappresentanza americana all&#8217;Havana dove i diplomatici attendono il viaggio dello stesso Kerry, previsto tra qualche settimana, per far sventolare con tutti gli onori la bandiera a stelle e strisce. Nonostante i passi avanti tra Washington e l&#8217;Havana, restano diversi nodi da sciogliere, tra i quali il tema delle violazioni dei diritti umani da parte del regime castrista.</p>
<p>Inoltre, pesa la questione delle compensazioni per le proprietà americane confiscate dopo la rivoluzione cubana nel 1959 e sulle quali sono stati aperti quasi 6mila contenziosi negli Stati Uniti per un valore tra i 7 e gli 8 miliardi di dollari. Infine, Washington vorrebbe il ritorno in patria di diversi fuggitivi ricercati negli Usa, come un ex attivista delle Pantere Nere, Joanne Chesimard, sotto accusa per l&#8217;omicidio di un poliziotto nel New Jersey nel 1973 e riparato a Cuba nel 1984. Dall’altra parte, come è stato ribadito qualche giorno fa da Raul Castro, che ha chiesto l’intervento diretto di Obama, Cuba continua a spingere per fine dell’embargo economico, a cui gli Stati Uniti sottopongono l’isola centroamericana da più di cinquant’anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/07/20/usa-cuba-riaperte-le-ambasciate-dopo-54-anni/">Usa – Cuba: riaperte le ambasciate dopo 54 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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