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	<title>diritti Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>A Roma il 21 maggio torna IMPOSSIBILE, biennale sui diritti dell’infanzia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 15:20:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 21 maggio a Roma IMPOSSIBILE 2026: convegno di Save the Children su periferie, diritti dell’infanzia e Dialoghi Possibili all’Acquario Romano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/save-the-children-il-21-maggio-torna-impossibile-2026-biennale-dei-diritti-dell-infanzia-e/">A Roma il 21 maggio torna IMPOSSIBILE, biennale sui diritti dell’infanzia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Save the Children organizza per il 21 maggio IMPOSSIBILE 2026, la terza edizione biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’incontro, in programma a partire dalle 9.15 all’Acquario Romano di Piazza Manfredo Fanti a Roma, propone come tema generale “investire nelle periferie, investire nell’infanzia” e mette a confronto giovani, istituzioni, esperti e rappresentanti del terzo settore su proposte concrete per ridurre le disuguaglianze urbane e sociali.</p>
<p>I lavori saranno aperti dal presidente Claudio Tesauro e moderati dal direttore dell’ANSA Luigi Contu. Tra gli interventi istituzionali sono annunciati il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, la sindaca di Bergamo Elena Carnevali — componente dell’ufficio di presidenza di Anci con delega a istruzione e politiche educative — e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.</p>
<p>Seguirà il dibattito “I luoghi che contano: evidenze e strategie per il cambiamento”, con la partecipazione di Raffaela Milano, direttrice Ricerca di Save the Children; Antonella Polimeni, rettrice dell’Università di Roma La Sapienza; Marco Rossi-Doria, presidente di Con i bambini; e don Marco Pagniello, direttore Caritas.</p>
<p>La mattinata proseguirà con un secondo momento di confronto, “L’infanzia al centro: costruire alleanze e reti per il cambiamento”, che vedrà tra gli ospiti Daniela Fatarella, direttice generale di Save the Children; Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo; Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio; Antonella Portarapillo, dirigente scolastica dell’IC Ferdinando Russo di Napoli; e Fabrizio Arena, presidente dell’Associazione Zen Insieme di Palermo. È previsto inoltre un monologo dell’attore e regista Claudio Amendola.</p>
<p>Nel pomeriggio si terranno i “Dialoghi Possibili”, tre tavoli di lavoro paralleli realizzati in collaborazione con ANCI. Al primo Dialogo, “Generazione periferia: costruire futuro, creare opportunità”, sono stati invitati tra gli altri Elena Carnevali, Irene Manzi, Mauro Berruto, Giuseppe Pierro e rappresentanti del mondo accademico e della cooperazione. Il secondo Dialogo, “Periferie che parlano: resilienza, appartenenza e partecipazione”, comprende tra i partecipanti amministratori locali, parlamentari, rappresentanti di organizzazioni non profit e giornalisti. Il terzo tavolo, “Culture di periferia: immaginari, legami e futuri condivisi”, coinvolge istituzioni locali, accademici, rappresentanti di fondazioni e operatori culturali.</p>
<p>I risultati dei tre Dialoghi verranno poi illustrati in plenaria; la chiusura dei lavori prevede interventi di Daniela Fatarella e di Veronica Nicotra, segretaria generale di ANCI, con la moderazione della giornalista di Rainews Francesca Biagiotti.</p>
<p>L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio e di Roma Capitale. Media partner dell’evento sono indicati ANSA, RAI, Il Corriere della Sera, Chora &#038; Will Media e AdnKronos.</p>
<p>I giornalisti e gli operatori che intendono accreditarsi sono invitati a inviare entro le 16 del 20 maggio una mail all’indirizzo ufficiostampa@savethechildren.org indicando testata, nome e cognome e numero del documento di identità o della tessera dell’Ordine dei Giornalisti. Per informazioni sono disponibili recapiti telefonici dell’ufficio stampa di Save the Children riportati dall’organizzazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/save-the-children-il-21-maggio-torna-impossibile-2026-biennale-dei-diritti-dell-infanzia-e/">A Roma il 21 maggio torna IMPOSSIBILE, biennale sui diritti dell’infanzia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Quasi 200mila partecipanti da tutta Europa al Pride di Budapest; polizia blocca l’ultradestra sul ponte</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/06/29/quasi-200mila-partecipanti-da-tutta-europa-al-pride-di-budapest-polizia-blocca-lultradestra-sul-ponte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2025 22:58:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una folla imponente ha attraversato il centro di Budapest per il Pride cittadino, ribattezzato “Budapest Pride” dal sindaco Gergely Karácsony, che ha guidato il corteo accolto da applausi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/29/quasi-200mila-partecipanti-da-tutta-europa-al-pride-di-budapest-polizia-blocca-lultradestra-sul-ponte/">Quasi 200mila partecipanti da tutta Europa al Pride di Budapest; polizia blocca l’ultradestra sul ponte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una folla imponente ha attraversato il centro di Budapest per il Pride cittadino, ribattezzato “Budapest Pride” dal sindaco Gergely Karácsony, che ha guidato il corteo accolto da applausi e cori. Secondo gli organizzatori, “Siamo quasi 200mila”. Tra bandiere e striscioni, la manifestazione si è svolta in un’atmosfera di festa, con canti, balli e famiglie nelle vie affollate sotto il sole estivo.</p>
<p>Nella stessa piazza antistante il municipio, con il via libera della polizia, si è svolta un’altra protesta di estrema destra promossa dal partito Mi Hazánk (Patria Nostra). Il percorso previsto per il Pride, incluso il ponte Szabadság, è rimasto inaccessibile senza interventi delle forze dell’ordine. Il deputato Előd Novak aveva avvertito: “Se la polizia non fa nulla per impedire la marcia Lbgt, faremo noi con i nostri mezzi”.</p>
<p>In testa al corteo, insieme al sindaco Karácsony, si è schierata una nutrita delegazione di parlamentari e europarlamentari del centrosinistra europeo. Prima della partenza, figure come Elly Schlein, Carlo Calenda e la vice premier spagnola Yolanda Díaz hanno sostato per oltre un’ora nel giardino del palazzo comunale.</p>
<p>Nella sede dell’Eurocamera a Budapest si è tenuta una conferenza stampa congiunta dei gruppi politici del Parlamento europeo, presieduta da Iratxe García Pérez. “Oggi è un giorno importante, siamo qui non solo per marciare a sostegno della comunità Lgbtqia+ ma per sostenere la dignità degli ungheresi. Orban attacca la società civile, lo stato di diritto, il dissenso. Inoltre attacca le forze pro-europee che sempre staremo a fianco del popolo ungherese. Da qui mando un messaggio alle istituzioni europee: dobbiamo alzare la voce, essere più attivi” ha dichiarato la presidente dei socialisti e democratici, affiancata da Valérie Hayer (Renew Europe), Terry Reintke (Verdi) e Manon Aubry (Sinistra).</p>
<p>Non ha potuto partecipare invece l’eurodeputata Ilaria Salis, impegnata nella difesa della propria immunità parlamentare. Su Facebook ha scritto: “Io purtroppo non potrò essere a Budapest. Come sapete, è in corso la procedura sulla richiesta di revoca della mia immunità parlamentare, avanzata dal regime ungherese. Temo ritorsioni e strumentalizzazioni, non solo contro di me, ma anche contro chi si trova in una condizione oggi molto più vulnerabile”.</p>
<p>In Italia, in occasione dell’anniversario dei moti di Stonewall, sono sfilati sei cortei nell’ambito dell’Onda Pride, promossa da Arcigay e altre associazioni. A Bologna si è tenuto il Rivolta Pride ai Giardini Margherita; Bolzano ha ospitato il Südtirol Pride in Piazza Verdi; Milano ha dato il via al Milano Pride in via Vittorio Pisani, dove gli organizzatori hanno contato “350mila” partecipanti; a Salerno il corteo è partito da Corso Vittorio Emanuele; in Sardegna si è svolto il Sassari Pride in piazza Università. Domenica sarà la volta del Ragusa Pride, con partenza alle 18:30 da Porto Venere.</p>
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		<title>ENS: &#8220;Vero sordo è il governo&#8221;, in migliaia in piazza per diritti</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 20:07:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Migliaia di persone sorde da tutta Italia hanno riempito oggi Piazza Santi Apostoli a Roma, manifestando per chiedere azioni concrete contro la discriminazione e per l&#8217;inclusione e l&#8217;accessibilità.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/11/27/ens-vero-sordo-e-il-governo-in-migliaia-in-piazza-per-diritti/">ENS: &#8220;Vero sordo è il governo&#8221;, in migliaia in piazza per diritti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Migliaia di persone sorde da tutta Italia hanno riempito oggi Piazza Santi Apostoli a Roma, manifestando per chiedere azioni concrete contro la discriminazione e per l&#8217;inclusione e l&#8217;accessibilità. La manifestazione, organizzata dall&#8217;Ente Nazionale Sordi (ENS), ha visto il presidente Angelo Raffaele Cagnazzo criticare le istituzioni per la loro invisibilità verso la comunità sorda, sottolineando il bisogno di un tavolo tecnico operativo che coinvolga l&#8217;ENS e altre associazioni per risolvere le problematiche esistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gino Salvatori, Segretario Nazionale dell&#8217;ENS, ha richiesto interventi immediati e concreti dal governo, evidenziando l&#8217;importanza di garantire i diritti previsti dall&#8217;articolo 3 della Costituzione italiana. Ha anche enfatizzato l&#8217;importanza dell&#8217;inclusione sociale completa in ogni ambito della vita quotidiana, criticando l&#8217;esclusione continua delle persone sorde dal lavoro e da altre aree della società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le principali richieste avanzate durante la manifestazione includono la rimozione delle limitazioni che impediscono alle persone sorde di ottenere patenti per guidare mezzi pesanti, modifiche alla legge 68/1999 per assicurare una quota di collocamento obbligatorio per le persone sorde, la revisione dei test di cittadinanza e permessi di soggiorno per le persone sorde straniere, l&#8217;aggiornamento del nomenclatore dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e la riorganizzazione della formazione degli interpreti della Lingua dei Segni Italiana (LIS).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro con il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, e le parole di supporto da parte di politici di diversi schieramenti hanno mostrato una certa apertura, ma la comunità sorda attende azioni concrete che traducano queste dichiarazioni in realtà tangibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/11/27/ens-vero-sordo-e-il-governo-in-migliaia-in-piazza-per-diritti/">ENS: &#8220;Vero sordo è il governo&#8221;, in migliaia in piazza per diritti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Doppio cognome. Parità uomo-donna, il Parlamento ci riprova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jan 2024 18:58:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia pochi sanno che è possibile registrare il cognome di entrambi i genitori dei figli. Ma ora il Parlamento prova a rendere effettivo il provvedimento e a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/01/12/doppio-cognome-parita-uomo-donna-il-parlamento-ci-riprova/">Doppio cognome. Parità uomo-donna, il Parlamento ci riprova</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In Italia pochi sanno che è possibile registrare il cognome di entrambi i genitori dei figli. Ma ora il Parlamento prova a rendere effettivo il provvedimento e a normarlo. In commissione Giustizia del Senato è stato infatti incardinato il disegno di legge sul doppio cognome. Un provvedimento valevole per i figli nati dal matrimonio, per quelli nati fuori dal matrimonio e anche per i casi di adozione. Quattro le proposte di legge approdate in commissione: una del Pd firmata da Simona Malpezzi, Valeria Valente e Cecilia D&#8217;Elia, l&#8217;altra di Ilaria Cucchi di Sinistra Italiana, una di Alessandra Majorino del M5Stelle e, infine, quella dell&#8217;esponente del Südtiroler Volkspartei (Svp), Julia Unterberger. Relatrice del provvedimento, la senatrice del Partito Democratico, Anna Rossomando. &#8220;È vero- ha spiegato- che come emerge da tutte le numerose sentenze della Corte costituzionale in realtà già oggi non c&#8217;è più l&#8217;automatismo dell&#8217;attribuzione del solo cognome paterno. Questa modifica in atto non viene applicata forse perchè non è abbastanza conosciuta: ecco perchè è necessaria una legge, senza dimenticare altri aspetti che devono essere normati&#8221;. È il caso, ad esempio, della presenza di più figli e delle discendenze, ma anche dell&#8217;eventualità che il doppio cognome rimanga o meno nelle generazioni successive o, infine, dell&#8217;ordine con cui registrarli. Sulla questione si è pronunciata la stessa Corte, con la sentenza n. 131 del 2022, dichiarando l&#8217;illegittimità costituzionale dell&#8217;articolo 262 primo comma del codice civile. &#8220;Quello che voglio sottolineare- ha proseguito Rossomando- è il valore della decisione della Corte e del provvedimento che auspico sia approvato a larghissima maggioranza. Cito proprio le parole della Corte Costituzionale, che afferma che c&#8217;è un principio di non discriminazione, un principio di uguaglianza, sancito dall&#8217;articolo 3 della Costituzione, e per questo motivo era stato dichiarata l&#8217;illegittimità dell&#8217;automatismo del riferimento al solo cognome paterno&#8221;. Il doppio cognome, dunque, come un ponte tra due mondi, due famiglie, due storie, in un dualismo che non assume i toni di una lotta per il predominio, quanto piuttosto di un dialogo costruttivo tra le radici che si intrecciano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esponente dem ha poi precisato che &#8220;questa disciplina che è stata abrogata stava nella prevalenza definita &#8216;secolare&#8217; del cognome paterno, una prevalenza &#8216;che deriva da una concezione patriarcale della famiglia e della potestà maritale, che non è più compatibile con il principio costituzionale della parità tra uomo e donna&#8217;&#8221;. &#8220;Seppur importantissimo- ha evidenziato Rossomando- non stiamo parlando del diritto di famiglia e di un altro principio molto importante, ovvero quello del diritto alla identità del minore che non deve subire alcuna discriminazione nella completezza di questa identità. Ma stiamo parlando di quella cultura condivisa che deve essere di parità e di pari dignità tra uomo e donna e che abbiamo giustamente evocato quando parliamo dei casi estremi e deprecabili di violenza sulle donne&#8221;. &#8220;Ritengo- ha affermato ancora- che sia stato un passo avanti e che nonostante le differenze di approccio al tema il Parlamento ha comunque votato degli ordini del giorno, maggioranza compresa, in cui si riconosce la questione culturale, prevalente su tutte le altre. E tutte le proposte di legge partono dall&#8217;assunto che oggi l&#8217;automatismo non è più il cognome paterno ma il doppio cognome&#8221;. Dopo l&#8217;insuccesso dell&#8217;ultima legislatura e al termine di numerosi tentativi, sentenze e muri costruiti all&#8217;insegna dell&#8217;ideologia, è forse arrivato il tempo per la nuova legislazione in materia di doppio cognome, quello del papà, della mamma o di entrambi i genitori, di tagliare il traguardo. &#8220;I prossimi passi- ha concluso la senatrice Rossomando- prevedono una discussione e decideremo se fare o meno delle audizioni e degli approfondimenti. Spero davvero che si possa arrivare rapidamente a una approvazione&#8221;. Come afferma la scrittrice canadese Kelley Armstrong, &#8220;Un nome è molto importante. Un cognome ti collega al tuo passato e alla tua famiglia&#8221;. Da oggi, se possibile, questa connessione è ancora più salda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2024/01/12/doppio-cognome-parita-uomo-donna-il-parlamento-ci-riprova/">Doppio cognome. Parità uomo-donna, il Parlamento ci riprova</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Aborto. Diritto a rischio in Occidente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 12:16:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La manifestazione di oggi a Roma vuole dire a chiare lettere che in Occidente i diritti delle donne sono sotto attacco&#8221;. Jillian Taft parla con l&#8217;agenzia Dire a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/07/07/aborto-diritto-a-rischio-in-occidente/">Aborto. Diritto a rischio in Occidente</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La manifestazione di oggi a Roma vuole dire a chiare lettere che in Occidente i diritti delle donne sono sotto attacco&#8221;. Jillian Taft parla con l&#8217;agenzia Dire a poche ore dall&#8217;inizio della protesta organizzata nella capitale da Women&#8217;s march Rome con la Casa internazionale delle Donne e Non una di meno, per denunciare la recente decisione della Corte suprema degli Stati Uniti di abolire il diritto costituzionalmente riconosciuto di interrompere la gravidanza.<br>Taft, residente in Italia da vari anni e con doppia cittadinanza statunitense-italiana, è tra le fondatrici della sezione romana di Women&#8217;s march, un movimento nato all&#8217;indomani dell&#8217;elezione del presidente Donald Trump: &#8220;Una donna lanciò la proposta di un corteo contro Trump- ricorda Taft- perché sembrava assurdo che un uomo misogino, sessista e privo di qualità fosse stato scelto per andare alla Casa Bianca. Aderirono così tante persone che da quell&#8217;iniziativa nacque un&#8217;organizzazione&#8221;.<br>Il movimento si è esteso in vari paesi e ovunque propugna gli stessi obiettivi: &#8220;I diritti delle donne e della comunità Lgbtqi+, dando voce a tutti senza distinzione di razza, classe sociale o nazionalità. Protiamo avanti poi le battaglie specifiche dei paesi in cui siamo&#8221;. In Italia, in tema di aborto, secondo Taft il problema &#8220;è la mancanza di informazione per le donne che intendono abortire e la presenza di medici obiettori.<br>Quelli non obiettori devono fare il massimo per garantire a tutti questa pratica&#8221;. Se però il diritto ad abortire legalmente è stato messo a rischio negli Stati Uniti, tra le principali democrazie del mondo, per Taft esiste &#8220;il rischio concreto che altri Paesi occidentali ne seguano l&#8217;esempio. Nel mondo di oggi- prosegue- ci sono vari autocrati al potere: lo vediamo con Putin in Russia, Lukashenko in Bielorussia, ma soprattutto Orban in Ungheria e quest&#8217;ultimo- continua Taft- è un caso emblematico perché si tratta di un Paese europeo e membro dell&#8217;Ue, che pure ha scelto un leader come Viktor Orban&#8221;.<br>Un altro esempio è dato dalla Polonia, &#8220;che ha criminalizzato l&#8217;aborto e oggi accoglie la maggior parte dei rifugiati ucraini, che sono per lo più donne&#8221;. La fondatrice di Women&#8217;s march Rome chiama in causa anche l&#8217;America Latina, dove ogni anno 760.000 donne vanno incontro a complicanze mediche per aver fatto ricorso ad aborti clandestini, stando a uno studio del Guttmacher Institute. &#8220;In molti paesi come Honduras, Ecuador, El Salvador o Guatemala la vita è così complessa a causa della criminalità organizzata o delle violenze legate al narcotraffico che il diritto all&#8217;aborto è quasi secondorio, e i movimenti sociali devono agire nell&#8217;ombra&#8221; dice Taft.<br>Eppure di recente, proprio in Paesi come Colombia e Argentina &#8220;dopo decenni di lotte si è finalmente raggiunto per legge questo diritto&#8221;, oppure il Cile, dove &#8220;è stato inserito nella Costituzione. Ora i movimenti latino-americani dovranno guardare a quei paesi- avverte l&#8217;attivista- e non più agli Stati Uniti, come modello di riferimento. La strada verso le leggi è lunga e bisogna essere perseveranti&#8221;.<br>L&#8217;appello dunque da Roma &#8220;è rivolto ai politici progressisti: ogni Costituzione liberale deve prevedere l&#8217;aborto per le donne, gli uomini trans dotati di utero e le persone non binarie. Va riconosciuto il diritto all&#8217;autodeterminazione, a compiere scelte riproduttive per il proprio futuro&#8221;. Perché il rischio, sostiene Taft ripensando al proprio paese, &#8220;è compromettere la vita delle giovani e delle donne. Negli Stati Uniti il congedo per maternità dura al massimo due settimane. Le visite mediche e poi il parto sono costosi così come l&#8217;asilo nido. Avere un figlio insomma implica avere dei soldi, ecco perché tante pianificano la vita in modo diverso&#8221;. E l&#8217;uomo? &#8220;La legge americana prevede l&#8217;obbligo per il padre di contribuire alle spese- dice l&#8217;attivista- ma se il minore non è riconosciuto, la donna dovrebbe denunciare il partner e portarlo in tribunale, e anche questo implica costi elevati. Quindi spesso ci rinuncia&#8221;.</p>
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		<title>Musica. Note e Diritti Umani, partita selezione &#8220;Voci per la Libertà&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 11:12:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Partono i lavori per la venticinquesima edizione di &#8220;Voci per la libertà &#8211; Una canzone per Amnesty&#8221;, il festival che unisce musica e diritti umani, con le prime&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Partono i lavori per la venticinquesima edizione di &#8220;Voci per la libertà &#8211; Una canzone per Amnesty&#8221;, il festival che unisce musica e diritti umani, con le prime fasi dei due ormai storici Premi Amnesty International Italia sulle migliori canzoni: quello per la sezione emergenti e quello per la sezione big. Il 2022 sarà un anno particolare del festival: oltre alla 25a edizione dello stesso ci sarà la 20a edizione della sezione Big del Premio. L&#8217;appuntamento è dal 21 al 24 luglio a Rosolina Mare (Rovigo), ma ci saranno come sempre anche altri appuntamenti precedenti e successivi. Per la sezione Big, tutti possono segnalare all&#8217;indirizzo info@vociperlaliberta.it, entro il 28 febbraio, brani che siano stati pubblicati tra il 1 gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021, che siano interpretati da un artista italiano noto e che trattino appunto temi legati alla Dichiarazione universale dei diritti umani. Una commissione composta da esponenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà ne selezionerà dieci. Le nomination verranno quindi sottoposte a una giuria di addetti ai lavori, tra questi anche referenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà, che eleggerà tra le canzoni candidate il Premio Amnesty International Italia, sezione Big, 2022. Negli anni hanno vinto il premio: Daniele Silvestri, Ivano Fossati, Modena City Ramblers, Paola Turci, Samuele Bersani, Subsonica, Vinicio Capossela, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Fiorella Mannoia e Frankie hi-nrg mc, Enzo Avitabile e Francesco Guccini, Max e Francesco Gazzè, Mannarino, Edoardo Bennato, Nada Malanima, Brunori Sas, Roy Paci, Niccolò Fabi e Negramaro. Per la sezione emergenti è on line il bando di concorso per la nuova edizione, a cui possono partecipare cantautori e band con un brano sui diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e di qualsiasi genere musicale. La scadenza del bando è fissata per lunedì 18 aprile. I semifinalisti saranno otto in totale: quattro si esibiranno a Rosolina Mare giovedì 21 luglio e quattro il giorno successivo. I migliori cinque accederanno alla finale del 23. Il vincitore avrà diritto a molti bonus, come la produzione di un videoclip e, insieme agli altri finalisti, l&#8217;inserimento in un album o playlist assieme ai big. Il bando con tutte le informazioni è disponibile all&#8217;indirizzo: www.vociperlaliberta.it/festival/premio-amnesty-emergenti.</p>
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		<title>8 marzo. Mimose in dono da 6 italiani su 10, simbolo forza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 18:26:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 6 italiani su 10 (65%) che hanno deciso di fare un regalo per l&#8217;8 marzo hanno scelto le mimose che sono il simbolo della giornata perche&#8217; dietro&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre 6 italiani su 10 (65%) che hanno deciso di fare un regalo per l&#8217;8 marzo hanno scelto le mimose che sono il simbolo della giornata perche&#8217; dietro una fragilita&#8217; apparente mostrano una grande forza con la capacita&#8217; di crescere anche in terreni difficili. E&#8217; quanto emerge da una rilevazione on line della Coldiretti in occasione del tradizionale appuntamento internazionale che ricorda la forza e il ruolo femminile nel mondo sul quale pesano quest&#8217;anno anche le difficolta&#8217; dell&#8217;emergenza Covid e la crisi economica ed occupazionale che ha pesato di piu&#8217; sulle donne. Se si indirizza sulle mimose la maggioranza degli italiani che al tempo della pandemia non rinunciano a celebrare le donne, una fetta del 15% si orienta su altri fiori mentre &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; solo il 20% preferisce dolci, cioccolatini e altri doni. La voglia degli italiani di presentarsi con un omaggio nonostante le limitazioni e le difficolta&#8217; di un anno di pandemia conferma la forza simbolica di una giornata che risale al 1908 quando un gruppo di operaie decise di scioperare per vedere riconosciuti i loro diritti, mentre e&#8217; dal 1946 &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; che in Italia le mimose sono state scelte come icona dell&#8217;8 marzo.</p>
<p>Oltre a essere il simbolo della presenza femminile nel mondo, dalla famiglia al lavoro, la mimosa esprime anche un importante valore ambientale perche&#8217; &#8211; continua la Coldiretti &#8211; e&#8217; realizzata in Italia con tecniche eco-compatibili soprattutto nei tipici terrazzamenti che si affacciano sul mare, altrimenti destinati al degrado e all&#8217;abbandono. Quelli regalati &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; sono praticamente tutti di origine nazionale e soprattutto della provincia di Imperia, in Liguria, dove si realizza oltre il 90 per cento della produzione italiana. Quest&#8217;anno &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; la produzione della mimosa e&#8217; stata fortemente condizionata da un inverno bollente con temperature elevate che hanno determinato la fioritura gia&#8217; nella prima meta&#8217; gennaio con due mesi di anticipo rispetto al tradizionale appuntamento dell&#8217;8 marzo. Per la festa della donna 2021 i prezzi dei singoli ramoscelli variano dai 5 ai 10 euro mentre per i mazzi piu&#8217; grandi e decorati si oscilla fra i 15 e i 20 euro. Dal punto di vista botanico si tratta di un&#8217;Acacia dealbata, arbusto sempreverde della famiglia delle leguminose, originario delle zone tropicali, le cui foglie &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; si chiudono su se stesse se vengono sfiorate o se la temperatura supera i 20 gradi, come avviene anche per la &#8220;Mimosa pudica&#8221; cosi&#8217; chiamata per la sensibilita&#8217; delle sue foglioline che si ritraggono a ogni tocco.</p>
<p>Per conservare al meglio i rametti di mimosa con i loro fiori gialli &#8211; consiglia la Coldiretti &#8211; e&#8217; bene tagliare quanto prima gli steli che devono rimanere per due ore in acqua pulita e inacidita con due gocce di limone. Vanno quindi collocati in penombra e mantenuti in ambiente fresco e umido perche&#8217; &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; la mimosa rilascia molta acqua attraverso la traspirazione e bisogna evitare che la perdita di liquidi faccia seccare rapidamente il fiore. La festa dell&#8217;8 marzo &#8211; evidenzia Coldiretti &#8211; e&#8217; un appuntamento importante per salvare 27mila imprese con circa 200mila posti di lavoro nella filiera del florovivaismo Made in Italy che ha pagato un prezzo pesantissimo alla crisi causata dalla pandemia con un crack da 1,7 miliardi nell&#8217;ultimo anno per le conseguenze dell&#8217;emergenza Covid. Un vero e proprio tsunami senza precedenti nella storia dell&#8217;Italia dove per effetto delle misure di sicurezza anti virus e dei timori legati al contagio &#8211; conclude Coldiretti &#8211; sono stati azzerati eventi pubblici, fiere e assemblee, cresime, comunioni, battesimi e sposalizi.</p>
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		<title>Diritti. Papa Francesco: &#8220;Sì a una legge sulle unioni civili&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2020 18:05:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Papa Bergoglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Gli omosessuali hanno il diritto di far parte di una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere buttato fuori o essere&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/10/21/diritti-papa-francesco-si-a-una-legge-sulle-unioni-civili/">Diritti. Papa Francesco: &#8220;Sì a una legge sulle unioni civili&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Gli omosessuali hanno il diritto di far parte di una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere buttato fuori o essere reso infelice a causa di cio'&#8221;. Lo afferma papa Francesco, nel documentario &#8216;Francesco&#8217; presentato oggi al Festival di Roma, secondo quanto riferito dal Catholic News Agency. &#8220;Quello che dobbiamo fare e&#8217; una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperte legalmente. Io difendo questo&#8221;, aggiunge il pontefice.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/10/21/diritti-papa-francesco-si-a-una-legge-sulle-unioni-civili/">Diritti. Papa Francesco: &#8220;Sì a una legge sulle unioni civili&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Diritti. Fine vita, Ass. Coscioni: &#8220;Parlamento si nasconde dietro i giudici&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/06/17/diritti-fine-vita-ass-coscioni-parlamento-si-nasconde-dietro-i-giudici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2020 16:03:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il tema merita, per la sua delicatezza, la massima attenzione da parte delle Istituzioni e mi riservo di seguire attentamente, per quanto di mia competenza, gli sviluppi della&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/06/17/diritti-fine-vita-ass-coscioni-parlamento-si-nasconde-dietro-i-giudici/">Diritti. Fine vita, Ass. Coscioni: &#8220;Parlamento si nasconde dietro i giudici&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il tema merita, per la sua delicatezza, la massima attenzione da parte delle Istituzioni e mi riservo di seguire attentamente, per quanto di mia competenza, gli sviluppi della questione&#8221;. Cosi&#8217; il ministro per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme Federico D&#8217;Inca&#8217; fa pressione sui Presidenti delle Camere attraverso una comunicazione inviata all&#8217;Associazione Luca Coscioni, che nei giorni scorsi si era rivolta, con una lettera firmata anche dal Comitato Eutanasia Legale, al Presidente Mattarella sollecitando la ripresa di un dibattito parlamentare sul tema nuovamente arenato nonostante il doppio monito della Corte Costituzionale. Il Fine Vita dunque torna d&#8217;attualita&#8217; con l&#8217;impegno del Ministro ma anche in seguito alla messa in onda da parte de &#8220;Le Iene&#8221; nella serata di martedi&#8217; del servizio/documentario sulle ultime ore di vita di Davide Trentini, l&#8217;ennesimo italiano costretto a un lungo viaggio verso la Svizzera dove ricorse al suicidio assistito. Davide, quando scelse di porre fine alla sopportazione degli atroci e quotidiani dolori aveva 53 anni. Ex barista, residente in Toscana era malato da 24 anni di SLA, contro la quale anche i farmaci non avevano piu&#8217; effetto. La defini&#8217; &#8220;una liberazione, un sogno, una vacanza&#8221;. Accadde tre anni fa, quando Mina Welby e Marco Cappato, co-presidente e Tesoriere dell&#8217;Associazione Luca Coscioni, realta&#8217; di riferimento sul tema del fine vita in Italia e piu&#8217; in generale attiva a livello internazionale a sostegno del diritto alla scienza e alla salute &#8211; gli offrirono assistenza aiutandolo a raggiungere la clinica elvetica. Per averlo aiutato, Mina Welby e Marco Cappato stanno affrontando un processo al Tribunale di Massa che riprendera&#8217; l&#8217;8 luglio. Li&#8217; si decidera&#8217; se la condotta di Welby e Cappato fu legittima anche in mancanza di una delle condizioni individuate dalla pronuncia n. 242/19 (il cosiddetto &#8220;caso Cappato\Dj Fabo&#8221;), ovvero se non e&#8217; punibile chi agevola l&#8217;esecuzione del proposito di suicidio di una persona le cui funzioni vitali non dipendono dall&#8217;uso di un macchinario di sostegno vitale (quale, ad esempio, l&#8217;idratazione e l&#8217;alimentazione artificiale), anche se, come nei casi simili al caso Dj Fabo, avverte lo stesso dolore e condivide gli altri requisiti. &#8220;Nell&#8217;attesa della decisione dei giudici &#8211; dichiara l&#8217;esponente dell&#8217;Associazione Luca Coscioni Marco Cappato &#8211; il Parlamento continua a rimanere irresponsabilmente inerte nonostante la proposta di legge popolare depositata nel 2013, che propone siano legalizzate tutte le forme di interruzione della vita, in determinate condizioni e con assistenza di terzi&#8221;.<br />
&#8220;I capi dei partiti &#8211; continua &#8211; stanno impedendo al Parlamento italiano di rispondere alla doppia sollecitazione da parte della Corte Costituzionale, alla quale si aggiunge ora questo messaggio dalla Presidenza della Repubblica. In questo modo, si pregiudica la stessa credibilita&#8217; del Parlamento, nascondendosi dietro le decisioni dei giudici. Con la nostra azione di disobbedienza civile continueremo a batterci non solo per il diritto all&#8217;autodeterminazione, ma anche per la dignita&#8217; del Parlamento&#8221; L&#8217;udienza prevista nei mesi scorsi in pieno lock-down e&#8217; stata rinviata, a mercoledi&#8217; 8 luglio 2020 alle ore 12.00 presso la Corte di Assise di Massa. Per l&#8217;occasione, alla luce della sentenza 242 della Corte costituzionale sul caso Cappato/ DjFabo, la difesa ha chiesto, per verificare i requisiti scriminanti indicati dalla Consulta, l&#8217;audizione di un consulente tecnico di parte, il Dott. Mario Riccio, l&#8217;anestesista di Piergiorgio Welby, marito di Mina, cui ora passa il simbolico &#8216;testimone&#8217; di questa lunga battaglia sulla liberta&#8217; di autodeterminazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/06/17/diritti-fine-vita-ass-coscioni-parlamento-si-nasconde-dietro-i-giudici/">Diritti. Fine vita, Ass. Coscioni: &#8220;Parlamento si nasconde dietro i giudici&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Marocco: cronista condannata per aborto colpo a diritti</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 20:03:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Hajar Raissouni, giornalista del quotidiano marocchino &#8216;Akhbar al-Youm&#8217;, e&#8217; stata condannata insieme al fidanzato a un anno di reclusione per aver abortito, una pratica illegale nel Paese nordafricano.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/10/01/marocco-cronista-condannata-per-aborto-colpo-a-diritti/">Marocco: cronista condannata per aborto colpo a diritti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Hajar Raissouni, giornalista del quotidiano marocchino &#8216;Akhbar al-Youm&#8217;, e&#8217; stata condannata insieme al fidanzato a un anno di reclusione per aver abortito, una pratica illegale nel Paese nordafricano. Ieri, la sentenza del tribunale di Rabat ha colpito anche il ginecologo sospettato di aver praticato l&#8217;aborto: e&#8217; stato condannato a due anni di carcere e a due anni di divieto di esercitare la professione, mentre i due assistenti dovranno scontare rispettivamente un anno e otto mesi di carcere. Oggi Heba Morayef, direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l&#8217;Africa del Nord, ha definito la vicenda definendola &#8220;un colpo devastante ai diritti delle donne in Marocco&#8221;. La responsabile in una nota ha sottolineato: &#8220;Hajar, il suo fidanzato e il personale medico coinvolto non avrebbero mai dovuto essere arrestati. E invece lo sono stati e per di piu&#8217; Raissouni e&#8217; stata pubblicamente diffamata, violata nella sua privacy e condannata per un&#8217;accusa ingiusta. Le autorita&#8217; marocchine dovrebbero revocare la condanna e ordinare il suo rilascio immediato e incondizionato, cosi&#8217; come quello di tutte le altre persone coinvolte nel caso&#8221;. In base al diritto internazionale, ha aggiunto Morayef, &#8220;le donne hanno il diritto di prendere le loro decisioni circa la loro vita sessuale e riproduttiva. Criminalizzare l&#8217;aborto e&#8217; una forma di discriminazione nei loro confronti&#8221;. In conclusione, la rappresentante della ong chiede alle autorita&#8217; del Marocco &#8220;di abolire tutte le leggi che violano i diritti delle donne, comprese quelle che considerano reati l&#8217;aborto e le relazioni extra-matrimoniali&#8221;.</p>
<p>Hajar Raissouni era stata fermata il 31 agosto insieme al fidanzato Amin Rifaat, a un medico e a due suoi assistenti, all&#8217;uscita di uno studio medico della capitale Rabat. La donna e&#8217; stata accusata di aborto volontario, mentre secondo il suo legale, ha subito un aborto spontaneo sul quale i medici sono dovuti intervenire. Il Movimento alternativo per le liberta&#8217; individuali ha denunciato inoltre che Raissouni, una volta arrestata, ha subito un esame ginecologico al quale non aveva prestato il proprio consenso. In una lettera inviata il 4 settembre al suo quotidiano, Hajar Raissouni ha riferito di essere stata interrogata sui suoi scritti di tenore politico, su uno dei suoi colleghi e sui suoi familiari, tra cui Ahmed Raissouni, teologo islamista ed ex presidente del Movimento per l&#8217;unicita&#8217; e la riforma, uno dei piu&#8217; popolari movimenti religiosi del Marocco.</p>
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