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	<title>disco Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Musica. Da 40 anni e&#8217; &#8220;Colpa d&#8217;Alfredo&#8221;, terzo album di Vasco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 17:41:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da quarant&#8217;anni per Vasco Rossi e&#8217; &#8216;Colpa d&#8217;Alfredo&#8217;. È il 3 aprile del 1980 quando il rocker di Zocca pubblica l&#8217;album che e&#8217; considerato il suo primo rock.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/03/musica-da-40-anni-e-colpa-dalfredo-terzo-album-di-vasco/">Musica. Da 40 anni e&#8217; &#8220;Colpa d&#8217;Alfredo&#8221;, terzo album di Vasco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da quarant&#8217;anni per Vasco Rossi e&#8217; &#8216;Colpa d&#8217;Alfredo&#8217;. È il 3 aprile del 1980 quando il rocker di Zocca pubblica l&#8217;album che e&#8217; considerato il suo primo rock. Terzo in studio, arriva in un periodo monopolizzato dagli album rock in lingua inglese e dopo i primi due tra accenni di rock e sostanzialmente di musica leggera. Vasco pubblica &#8216;Colpa d&#8217;Alfredo&#8217; dopo essersi regalato un esordio &#8216;con il botto&#8217;, con &#8216;&#8230;Ma cosa vuoi che sia una canzone&#8230;&#8217; e con un secondo album altrettanto fragroso come &#8216;Non siamo mica gli americani!&#8217;. Quello di Albachiara, per intendersi. In oltre 40 anni di carriera Vasco Rossi ha fatto della sperimentazione artistica uno dei suoi tanti punti di forza. Per questo, la scelta di dimostrare che era possibile fare un disco rock in lingua italiana. L&#8217;album non ebbe vita facile a causa della censura, delle emittenti pubbliche, sia televisive che radiofoniche, per i testi, considerati troppo duri, e per l&#8217;approccio considerato &#8220;politicamente scorretto&#8221; di ogni singola canzone del disco, &#8220;Colpa D&#8217;Alfredo&#8221; non ebbe certo vita facile.</p>
<p>Il singolo omonimo ebbe a che fare con la censura perche&#8217; conteneva la frase &#8220;e&#8217; andata a casa con il negro la troia&#8221;. Per la promozione venne scelto venne proposto &#8216;Non l&#8217;hai mica capito/Asilo &#8220;Republic&#8217;. Erano una canzone di &#8220;rottura&#8221; come ha raccontato una volta lo stesso &#8216;Blasco&#8217;, in un incontro con i fan, a proposito del del singolo incriminato. &#8220;Colpa d&#8217;Alfredo era particolarmente dura e cruda. Aveva un linguaggio che si una normalmente, portato nella canzone. Fino a quel periodo non si dicevano certe cose&#8221;. E pure la musica della canzone &#8220;nasce dal modo di parlare. Era la versione de &#8216;La febbre del sabato sera&#8217; in romagnolo. Piu&#8217; ruspante&#8221;. Per quanto riguarda le tracce, Non l&#8217;hai mica capito/Asilo Republic aprono e chiudono l&#8217;album, con la seconda decisamente piu&#8217; rock della prima. E poi Susanna, l&#8217;intensa Anima fragile, Alibi, che ha lo stesso incipit di &#8216;Fegato, fegato spappolato&#8217; e racconta un irriverente frammento di vita paesana. A queste vanno aggiunte Sensazioni forti e Tropico del Cancro.</p>
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		<title>Donne: 12 artiste riscoprono primo disco femminista italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Feb 2019 20:40:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[artiste]]></category>
		<category><![CDATA[disco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La donna-circo scosta il velo, ha gia&#8217; percorso centro strade, sopra ogni piazza s&#8217;e&#8217; venduta, con la sua merce colorata&#8230;&#8221;. Questi sono i versi di apertura del primo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La donna-circo scosta il velo, ha gia&#8217; percorso centro strade, sopra ogni piazza s&#8217;e&#8217; venduta, con la sua merce colorata&#8230;&#8221;. Questi sono i versi di apertura del primo disco femminista italiano. Peccato pero&#8217; che il primo disco femminista italiano non sia mai uscito. &#8220;Donna circo&#8221; infatti e&#8217; un album inciso 44 anni fa, nel 1974. Ma non e&#8217; mai arrivato al grande pubblico: per problemi di distribuzione infatti non venne mai trasmesso ne&#8217; commercializzato. Non un disco come tanti altri, ma il primo incentrato sulla questione di genere, che come suggerisce il titolo viene raccontata con il linguaggio del mondo circense: una sorta di concept-album dedicato alla condizione della donna. Insomma, un disco tanto importante quanto sconosciuto. Ora l&#8217;ambizione e&#8217; di riportarlo alla luce attraverso una nuova generazione di musiciste. Un obiettivo partito da Bologna, da un gruppo di artiste, che ha deciso di riscoprirlo e reinterpretarlo. Attraverso un crowdfunding per permettere i costi di registrazione, produzione, stampa e promozione, ognuna si occupera&#8217; della rivisitazione di un brano del disco. Dodici le musiciste e cantanti coinvolte, che rielaboreranno, ognuna secondo il proprio stile, un brano del disco a testa. Alice Albertazzi (Alice Tambourine Lover), Enza Amato (The Radiant), Angela Baraldi, Francesca Bono (Ofeliadorme), Eva Geatti (Cosmesi), Susanna La Polla De Giovanni (Suz), Nicoletta Magalotti (NicoNote, Violet Eves), Marianna Pellino (Sofaqueen), Francesca Pizzo (Melampus, Cristallo), Marcella Riccardi (BeMyDelay), Marzia Stano (Una), Valeria Sturba (OoopopoiooO, Vale and the Varlet) sono le voci del territorio emiliano-romagnole che parteciperanno a questo progetto, affiancate da una band: Francesca Pizzo al basso, la stessa Valeria Sturba al violino, theremin e synth, Sara Ardizzoni (Dagger Moth) alla chitarra e Vittoria Burattini dei Massimo Volume alla batteria.</p>
<p>Il tutto sotto la produzione di Ezra Capogna (Casino Royale, Dub Pigeons) del No.Mad Studio di Torino, ad ora l&#8217;unico uomo coinvolto, che si occupera&#8217; di confezionare tutti i nuovi brani rivisitandoli in una chiave piu&#8217; attuale. A proposito di Bologna, non e&#8217; un caso che l&#8217;operazione di &#8216;riscoperta&#8217; parta proprio da qui. È questa infatti la citta&#8217; dove vive Paola Pallottino, la mente dietro al disco. &#8220;Donna circo&#8221; infatti fu scritto da Paola Pallottino e cantato da Gianfranca Montedoro, inciso e stampato nel 1974 dall&#8217;etichetta discografica Basf, fu un disco &#8220;negato&#8221; a causa della mancata distribuzione. L&#8217;idea nacque dopo i successi che che Pallottino firmo&#8217; per Dalla, di cui fu autrice negli anni Settanta: sono suoi infatti i versi del capolavoro &#8220;4/3/1943&#8221; che il cantautore bolognese porto&#8217; anche al festival di Sanremo. Cosi&#8217;, dopo una fase vissuta &#8216;dietro le quinte&#8217;, la paroliera senti&#8217; &#8220;l&#8217;urgenza di analizzare e raccontare problemi e contraddizioni del comune vissuto quotidiano&#8221; dal punto di vista della donna. Dodici tracce &#8220;scritte di getto&#8221;, ognuna delle quali riassume la condizione femminile dell&#8217;epoca &#8220;attraverso il linguaggio di un mondo che conoscevo benissimo, quello del circo&#8221;. Quel disco pero&#8217; non vide mai la luce, e rimase nel cassetto. Fino ad oggi. Ma, come per tante cose in apparenza dimenticate e poi ritornate a galla, piu&#8217; di tutto ha potuto la forza di internet. Non solo ora e&#8217; possibile ascoltare il disco in streaming, ma e&#8217; proprio tramite il web e il coinvolgimento degli utenti che si cerca di dargli nuova veste: un crowdfunding imbastito sulla piattaforma produzionidalbasso.com, in cui vengono spiegati i vari passaggi del progetto, i contenuti, la storia, quanto e&#8217; possibile donare (https://www.produzionidalbasso.com/project/una-squadra-di-artiste -per-riscoprire-donna-circo-basf-1974-il-primo-disco-femminista-it aliano/).</p>
<p>L&#8217;obiettivo, si legge nella pagina delle donazioni, e&#8217; quello di riuscire a raccogliere i fondi per le registrazioni, il mix e il mastering del &#8216;nuovo&#8217; album, che si discosta dall&#8217;originale solo per la fusione delle parole del titolo in una sola, &#8220;DonnaCirco&#8221;, per poi pubblicarne almeno 1000 copie tra cd e vinile e promuoverlo in tutta Italia con concerti ed eventi dedicati. Insomma, ridare linfa a &#8220;Donna Circo&#8221; con la voce delle generazioni successive a Paola e Gianfranca. Ma non chiamatelo collezione di cover. Sara&#8217; un vero e proprio disco a se&#8217; stante, il cui artwork sara&#8217; curato dall&#8217;illustratrice Francesca Ghermandi, con l&#8217;obiettivo di rendere accessibili i testi di Paola Pallottino alle nuove generazioni di donne. Si puo&#8217; donare qualsiasi cifra, dalla donazione libera alle combinazioni con cd e vinili. Al momento il tutto e&#8217; ancora nella fase preliminare di raccolta fondi. Il passo successivo saranno le prove in sala, con le musiciste che si cimenteranno nel confronto con i brani originali, mentre c&#8217;e&#8217; gia&#8217; un primo evento di autofinanziamento: sara&#8217; il 9 marzo, data non casuale, ovvero il giorno successivo alla Festa della donna, a Elastico Fa/art, in via Stalingrado a Bologna. Per quanto riguarda le tempistiche, la speranza e&#8217; che il disco &#8220;sia completato per novembre 2019&#8221; auspica Susanna La Polla De Giovanni, in arte Suz. Sempre a Bologna, nello stesso periodo e&#8217; in programma la data zero di presentazione dell&#8217;album, che con ogni probabilita&#8217; sara&#8217; al Tpo, per proseguire poi a Roma, Milano e Torino.</p>
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		<title>The Monsanto Years, il 16 giugno nuovo disco contro la multinazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2015 12:10:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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		<category><![CDATA[Neil Young]]></category>
		<category><![CDATA[Reprise Records]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/08/the-monsanto-years-il-16-giugno-nuovo-disco-contro-la-multinazionale/">The Monsanto Years, il 16 giugno nuovo disco contro la multinazionale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La data di uscita è fissata per il 16 giugno, su etichetta Reprise Records, e il titolo dell&#8217;album è molto esplicito: The Monsanto Years, un disco contro la multinazionale di biotecnologie agrarie e sementi transgeniche, ad alto contenuto politico ed ecologista. L&#8217;ufficializzazione è arrivata direttamente dalla pagina Facebook di Neil Young: «Gli anni della Monsanto sono qui e noi li stiamo vivendo – scrive il cantautore canadese – Monsanto è l&#8217;emblema assoluto di ciò che di sbagliato c&#8217;è nel governo mondiale delle multinazionali. Il nostro prossimo disco, &#8220;The Monsanto Years&#8221;, racchiude numerosi temi caldi di cui milioni di persone in tutto il mondo si preoccupano e per i quali sono attivi».</p>
<p>Nella sua pagina facebook il cantautore canadese elenca quei temi caldi di cui scrive all&#8217;inizio, suddividendoli in sette argomenti, con tanto di titolo, come fossero canzoni di uno stesso album. Il primo tema è dedicato proprio alla Monsanto, la cui «funzione precipua è quella di creare piante sempre più resistenti ai pesticidi», i quali «avvelenano i nostri cibi, uccidono le api e tutte le altre forme di vita fondamentali per l&#8217;ecosistema», e sottolineando la «stretta relazione tra pesticidi, autismo, cancro e molte altre patologie».</p>
<p>La multinazionale viene accusata del «reato di brevettare geni e di controllare la fornitura globale di sementi, farfalle, uccelli, animali e molto altro ancora». Il tutto all&#8217;interno di un&#8217;agricoltura non più sostenibile e che provoca soltanto «un immenso spreco d&#8217;acqua». E&#8217; invece «l&#8217;applicazione di un&#8217;agricoltura sostenibile», ecco il secondo tema, ad essere avanzata da Neil Young come una delle soluzioni possibili per non uccidere il pianeta. Un&#8217;agricoltura che si basi su alcuni fattori come la «protezione dei semi tradizionali, il trasporto verde, l&#8217;uso del potere eolico e solare, la riduzione delle emissioni di Co2, i mercati contadini», e che sostituisca quindi «un&#8217;agricoltura basata su sostanze chimiche o ogm usate dalle multinazionali con conseguente spreco e contaminazione di miliardi di litri di acqua preziosa per il pianeta». Un pianeta che sta attraversando dei «livelli di estinzione sempre più estremi», i cui unici freni sono «la protezione della biodiversità degli oceani e delle foreste, la tutela delle aree selvagge nazionali e delle sacre terre indigene». E poi altri due temi, contro cui Neil Young si scaglia ferocemente, con lo stesso approccio volutamente grezzo, rock, quasi punk, che caratterizzava il suono della sua chitarra negli anni giovanili: il comportamento errato degli Stati, che «sovvenzionano le corporazioni petrolifere e chimiche», trascurando «le leggi per i diritti civili e per i salari dignitosi», e la disinformazione dei grandi media, come «Fox News e molti altri giornali nazionali, che negano e ignorano notizie riguardanti queste tematiche».</p>
<p>La posizione di Neil Young contro la Monsanto si allarga anche ad un&#8217;altra multinazionale americana, la Starbucks, leader nella catena delle caffetterie, in passato apprezzata dallo stesso cantante. Sul suo sito internet, Young invita i suoi fan a boicottarla, scrivendo «niente più latte per me. Non ho intenzione di sostenere una compagnia che cerca attivamente di sconfiggere la volontà del popolo, combattendo il suo diritto di sapere cosa c&#8217;è nel cibo che mangia». Il riferimento è alla causa indetta dalla GMA, la &#8220;Grocery Manufacturers Association&#8221; contro lo Stato del Vermont, che l&#8217;anno scorso ha approvato una legge che prevede la pubblicazione degli ingredienti ogm sulle etichette dei prodotti. Dietro la GMA, secondo il cantante, si cela la stessa Monsanto, alleata della Starbucks. «La GMA – scrive Neil Young sul sito – è semplicemente un escamotage a cui Starbucks e Monsanto sono ricorsi per deviare le critiche e non assumersi la responsabilità delle proprie azioni. [&#8230;] La GMA è in causa per ribaltare una recente legge, approvata dai cittadini del Vermont, che consentirebbe loro di sapere cosa stanno mangiando, fornendo loro l&#8217;etichettatura dei prodotti alimentari. [&#8230;] Nelle comunicazioni con Starbucks – conclude Young – la compagnia non ha mai risposto alla domanda diretta se il suo caffè contenga o meno ogm».</p>
<p>Traduzione dall&#8217;inglese a cura di Rosalba Dell&#8217;Università-AIAB</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/06/08/the-monsanto-years-il-16-giugno-nuovo-disco-contro-la-multinazionale/">The Monsanto Years, il 16 giugno nuovo disco contro la multinazionale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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